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Voto di scambio a Nocera Inferiore: un nuovo arresto

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Voto di scambio politico mafioso a Nocera Inferiore: un nuovo arresto. Nuovi sviluppi nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno che, lo scorso agosto, ha portato all’arresto di 4 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere e scambio elettorale politico-mafioso, tra i quali Carlo Bianco, ex consigliere comunale di Nocera Inferiore. I Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Salerno hanno eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un indagato ritenuto responsabile di scambio elettorale-politico mafioso, hanno effettuato perquisizioni e sequestri nei confronti di altri 9 indagati e un’acquisizione di atti presso gli uffici del Comune di Nocera Inferiore. L’indagine denominata “Un’altra storia” era già culminata nel dicembre 2016 con l’esecuzione di un provvedimento nei confronti di 3 distinti gruppi criminali attivi nel territorio nocerino, tra i quali quello capeggiato dai fratelli Michele e Luigi Cuomo, mentre ad agosto 2017 sono state arrestate 4 persone tra le quali l’ex consigliere comunale Carlo Bianco e Antonio Pignataro, storico affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e transitato nel cartello criminale “Nuova Famiglia”.

Secondo gli investigatori Pignataro, all’epoca ai domiciliari, aveva mostrato interesse nelle imminenti elezioni amministrative di giugno 2017 e avrebbe stipulato un accordo con Carlo Bianco, consigliere comunale uscente e candidato nella lista “Moderati per Torquato”, a sostegno del sindaco uscente Manlio Torquato (estraneo all’indagine) candidato di Pd, Psi, Udc e liste civiche e poi rieletto.Bianco avrebbe accettato un pacchetto di 100 voti in cambio di una modifica alla destinazione urbanistica di un fondo nelle vicinanze delle proprietà della Diocesi di Nocera Inferiore, sul quale doveva essere realizzato un edificio da destinare a mensa Caritas, realizzazione alla quale avevano mostrato interesse Pignataro, Ciro Eboli e Antonio Cesarano, questi ultimi con il compito di fungere da tramite tra il consigliere comunale e il capo del gruppo criminale. In effetti, sottolinea il procuratore di Salerno Corrado Lembo, “in conseguenza delle dirette sollecitazioni di Carlo Bianco, il 16 maggio 2017 la Giunta comunale di Nocera Inferiore adottava l’atto di indirizzo ai funzionari comunali propedeutico alla variante al Puc, coinvolgente il terreno sopra indicato”. Nonostante ciò, però, Carlo Bianco non è stato rieletto in Consiglio comunale. Gli investigatori, nella prosecuzione delle indagini culminata nel provvedimento eseguito oggi, hanno ricostruito il ruolo assunto da Antonio Cesarano rispetto allo scambio elettorale politico-mafioso: fungendo da collante tra Pignataro, Eboli e Bianco, spiega Lembo, “costituiva di fatto il trait d’union tra questi ultimi e la pubblica amministrazione”.

Prostituzione minorile nell’Avellinese: processo immediato per l’orco

Prostituzione minorile nell’Avellinese: giudizio immediato richiesto dalla procura distrettuale di Napoli per tre indagati accusati di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e atti sessuali con minori. Quindi, dopo che il gip Isabella Iaselli ha accolto la richiesta, non ci sarà l’udienza preliminare per deciderne l’eventuale rinvio a giudizio, ma direttamente il processo che inizierà il prossimo 7 marzo dinanzi al tribunale di Avellino. I tre imputati furono tratti in arresto tra Avellino, Mercogliano e Lapio lo scorso 30 ottobre quando i carabinieri del comando provinciale di Avellino diedero esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip, Isabella Iaselli con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, atti sessuali a pagamento con minori e violazione della legge Merlin sulla prostituzione. In carcere finì il settantenne Federico De Vito, gestore del noto circolo ricreativo “L’Incontro” di via Vasto e residente a Mercogliano mentre, i due clienti delle minorenni, Pino Roselli cinquantadue anni, professionista avellinese, e Mario Luciano, ottantacinque anni di Lapio, finirono agli arresti domiciliari, ai quali sono tutt’ora sottoposti.

L’unico a rispondere alle domande del gip, durante l’interrogatorio di garanzia, fu Raselli, gli altri due coinvolti nell’inchiesta, De Vito e Luciano, si avvalsero della facoltà di non rispondere. L’inchiesta che ha portato alla luce quanto accadeva all’interno del circolo è nata da un’altra vicenda di prostituzione minorile che coinvolgeva anche alcuni ragazzini. Infine ad incastrare De Vito – che per anni avrebbe gestito il giro di prostituzione – e i due che avrebbero avuto rapporti con le baby prostitute, le dichiarazioni di alcune delle ragazzine, oltre alle intercettazioni telefoniche e ai numerosi pedinamenti effettuati dai carabinieri del comando provinciale di Avellino.De Vito avvicinava le ragazzine circuendole con complimenti ed avance per poi chiedere di avere rapporti sessuali con lui e con gli altri due indagati. Le adescava prospettando loro la possibilità di lavorare sia presso il circolo che in altre attività in cambio di un cospicuo guadagno economico da dieci ad un massimo di cento euro; le invogliava a dimostrarsi “disponibili alle avances” sue e dei clienti, approfittando di uno stato di bisogno economico e della loro fragilità emotiva.

Rosa Di Domenico, i genitori: ‘Fate qualcosa per farla tornare a casa’

Di Rosa Di Domenico, la quindicenne scomparsa da Sant’Antimo lo scorso 24 maggio, non si ha ancora alcuna novità. Si sospetta che sia stata rapita da un pakistano ventottenne, Alì Quasib, conosciuto sui social. I genitori, Rosa e Luigi, attraverso la trasmissione televisiva Chi l’Ha Visto, l’altra sera hanno manifestato sfiducia nei confronti del lavoro degli inquirenti. La madre, visibilmente provata dai sette mesi di assenza della figlia, ha fatto appello ai “ministri” chiedendo loro di “fare qualcosa per far tornare la ragazza a casa”. La donna ha espresso amarezza nei confronti delle tre procure che sono coinvolte nelle indagini sulla scomparsa della ragazzina, accusandole “di non aver dato ancora alcun riscontro tangibile”. Con toni molto duri dice durante la trasmissione televisiva: “Mi vergogno di essere nata in Italia”. Hai poi raccontato che qualcuno, senza precisarne identità e ruolo, avrebbe consigliato alla sua famiglia “di rassegnarsi” per la scomparsa della giovanissima.

A metà dicembre la famiglia Di Domenico aveva ricevuto un video della ragazza scomparsa, che sarebbe stato inviato dal padre di Quasib, che vive a Brescia e con il quale Rosa e Luigi si sono incontrati. Nelle immagini la ragazza, dimagrita e vistosamente truccata, tenta di rassicurare i genitori sul suo stato di salute, sulla qualità della sua vita e le attenzioni di Quasib nei suoi confronti. Rosa chiede di annullare le tre denunce a carico del pakistano: denunce fatte prima della scomparsa di Rosa per pedopornografia e violenza sessuale, quella che, come Luigi di Domenico aveva rivelato ad agosto, durante una conferenza stampa convocata nella sala giunta del Comune di Sant’Antimo, era stata consumata quando Quasib era arrivato per la prima volta in paese e la ragazza era appena tredicenne. I genitori hanno ribadito che il loro interesse è quello di riavere Rosa a casa, che la posizione giudiziaria di Quasib, in questo momento, è secondaria e che le denunce “non possono essere ritirate”. Hanno espresso delusione per le promesse del padre del giovane, che si diceva disponibile a collaborare per far tornare Rosa a casa già a Natale.

Camorra, blitz contro il clan Fontana a Castellammare: 8 arresti

Blitz anti camorra della polizia a Castellammare contro il clan Fontana i cosiddetti “fasani”. In manette sono finiti 8 esponenti della famiglia che ha il suo quartiere generale nella zona degli chalet dell’Acqua Della Madonna. tra gli arrestati anche due minorenni. Sono tutti accusati di tentato omicidio e porto di armi e spari in luogo pubblico. Nel luglio dello scorso anno ad Agerola fu ucciso, Antonio Fontana, il fratello maggiore e storico leader dei cutoliani negli anni ottanta a Castellammare. ‘O fasano fu ucciso all’esterno di una pizzeria dove era andato insieme con la moglie ed alcuni amici a trascorrere la serata.

La famiglia Fontana da sempre avversaria dei D’Alessandro è finita più volte nel mirino dei killer. La stessa vittima sul finire degli anni Novanta quando uscì dal  carcere dopo anni di detenzione chiese protezione perchè si sentiva minacciato. Nel 2008 i suoi fratelli Alfonso e Patrice furono oggetto di un agguato da parte del nipote di un boss del clan D’Alessandro per vecchie ruggini. Sia lui sia il fratello Luciano (pentito) condannato in primo grado a 12 anni di carcere, entrò a far parte prima del clan dei falsi pentiti poi in quello degli ex cutoliani stabiesi Scarpa-Omobono con l’intento, non riuscito di spodestare il clan D’Alessandro. In quella stagione di nuova faida ci furono gli omicidi eccellenti di Antonio Martone, cognato del defunto padrino Michele D’Alessandro, e di Giuseppe Verdoliva detto Peppe l’autista, storico accompagnatore del  capo cosca morto in carcere. E soprattutto Luciano Fontana ebbe un ruolo determinante in quegli omicidi come poi in seguito ha raccontato da vero pentito, anche se con molte contraddizioni.

Poi nel 2012 il primo storico pentito della famiglia D’Alessandro ovvero il nipote  Salvatore Belviso, uno dei quattro componenti del commando che uccise il consigliere comunale del Pd, Gino Tommasino raccontò agli investigatori che Antonio Fontana ‘o fasano era finito nella “black list” di Enzuccio D’Alessandro, all’epoca unico figlio del defunto  boss in libertà: “Enzuccio seppe anche che io stavo frequentando ancora Mena (si tratta di Mena Fasano nipote di Antonio che poi ha sposato ndr) Una volta prese il mio telefono mentre parlavo con lei e mi disse di andare a prendere una cosa in macchina. Parlarono al telefono, ma non so cosa si dissero…C’erano tre priorità esclusive. Omicidi che dovevamo fare assolutamente. Si trattava di Antonio Fontana per primo, perchè con le sue dichiarazioni aveva fatto arrestare i D’Alessandro. Poi dovevamo eliminare Gennaro Chierchia di Gragnano detto Rino o’ pecorone e infine Raffaele Belviso di Ponte Persica…Era una cosa normale che si dovesse uccidere il padre di mia moglie. Lei ha preso me, io lei. Non le nostre rispettive famiglie…A Gragnano, ad esempio, non potevamo uccidere altre perso- ne se prima non facevamo fuori Chierchia. Stessa cosa all’Acqua della Madonna o a Ponte Persica. Uccidere altre persone fuori dalla lista significava atti- rare l’attenzione sui nostri movimenti” .

 

Torre del Greco: perizia fonica sulle ‘mazzette’ di Borriello

Torre del Greco. Sarà svolta una perizia fonica per stabilire se il rumore catturato dalle cimici piazzate nell’auto di Ciro Borriello fosse un fruscio di banconote o fogli di carta. Nella giornata di ieri si è svolta l’udienza preliminare, nel tribunale di Torre Annunziata, a carico dell’ ex primo cittadino di Torre del Greco e di altri imputati nell’inchiesta riguardante un presunto giro di mazzette in cambio di favori nell’appalto dei rifiuti. Dietro e sbarre l’ex sindaco, gli imprenditori della Nu Ciro, Antonio e Massimo Balsamo e i benzinai Francesco Poeti e Virgilio Poeti. Tutti accusati a vario titolo, di corruzione, contrarietà ai doveri di pubblico ufficio, frode in fornitura pubblica e false fatturazioni.

L’ex sindaco a più riprese ha affermato di non aver mai favorito di Balsamo, sottolineando come durante il suo mandato hanno perso due gare. Gli incontri, avvenuti di nascosto, sono stati così giustificati da Borriello: “Sapevo di essere indagato e non volevo destare ulteriori sospetti, parlavamo di come migliorare il sistema della raccolta dei rifiuti”. Proprio in uno di questi incontri, secondo l’accusa, sarebbe avvenuto uno scambio di una mazzetta da 20mila euro. “Cosa le ha messo Balsamo nel cruscotto dell’auto?” ha domandato il pm.

“Una proposta per un progetto da inserire nel Puc”. Dalle intercettazioni ambientali emerge un rumore non definito che allude alla conta di banconote. Ed è proprio per questo che ci sarà una perizia tecnica per stabilire se si tratti di banconote o di fogli di carta così come sostiene la difesa. Inoltre è stata svolta un’ulteriore perizia fonica che traduce l’intercettazione dal napoletano all’italiano: “A chist già ce ramm 20mila euro al mese”. Per l’accusa questa è la prova che gli imprenditori erano sotto ricatto. Sono state anche acquisite le fatture emesse da Borriello in qualità di chirurgo “per dimostrare di aver guadagnato lecitamente, e non intascato come tangenti, quei 20mila euro. All’epoca percepivo 2mila euro come sindaco e 8mila euro come medico, quasi 130mila euro l’anno”. Venerdì il giudice deciderà se rinviare a giudizio Borriello e gli altri.

Castellammare: la droga sequestrata era per la piazza di Moscarella

Castellammare. Era il carico di droga che serviva per la piazza di spaccio del rione Moscarella quello sequestrato ieri dalla polizia stradale lungo l’autostrada all’altezza di Grottaminarda. A finire in manette sono stati Michele De Maria, pregiudicato del rione Moscarella, e la moglie Anna di Maio, entrambi di Castellammare di 36 e 41 anni. Denunciati a piede libero invece i due compliciZ.F. e P.R., pompeiani di 28 e 29 anni. La coppia di stabiesi, a bordo di una Fiat Croma grigia, proveniva da Bari e stava trasportando un carico di droga di ben 26 chilogrammi acquistato in terra pugliese mentre gli altri due pompeiani, a bordo di una Fiat 500, li scortavano nel ruolo di staffetta. La droga quasi certamente di quella che proviene via mare dall’Albania serviva per la piazza di Castellammare del rione Moscarella ma anche per le zone vicine. la cattura dei quattro è stata alquanto rocambolesca. Alla polizia stradale era arrivata una segnalazione e per questo aveva organizzato una serie di appostamenti lungo l’autostrada Napoli-Candela.

All’altezza del comune di Grottaminarda le pattuglie della polizia stradale delle sottosezioni di Avellino Ovest e Grottaminarda li hanno intercettati e quando hanno intimato l’alt alla coppia a bordo della Fiat Croma il conducente ha prima fatto finta di accostare e poi ha cercato di speronare in retromarcia la volante iniziando la fuga tentato la fuga. Impatto evitato. Mentre è iniziato l’inseguimento gli agenti hanno avvertito gli altri colleghi posizionati lungo l’autostrada. I quattro fuggitivi sono stati bloccati all’altezza del casello di Benevento e arrestati. Nel bagagliaio della Croma guidata da Di Maria sono stati trovati  4 pacchi di droga sigillata nella plastica. Il carico era formato da panetti di hashish e marijuana per un peso di oltre 26 chilogrammi. Infine, un altro pacco era posizionato dietro il sedile passeggero della Fiat Croma. Per i quattro è scattato il trasferimento in questura per le formalità di rito e poi la coppia di stabiesi è stata reclusa nel carcere di Benevento mentre sui due giovani con il ruolo di staffetta sono ancora in corso accertamenti. Il carico di droga sequestrato avrebbe  potuto fruttare un guadagno di oltre 200mila euro. Il 36enne De Maria era stato arrestato dai carabinieri già in passato, perché coinvolto nella gestione di una piazza di spaccio al rione Moscarella, alla periferia nord di Castellammare. Non è la prima volta che la polizia stradale sequestra in quella zona dell’autostrada i carichi di droga dei Narcos dell’area stabiese. Due anni fa fu fermato dopo un inseguimento Antonio Di Martino il figlio del boss Leonardo ‘o lione che aveva un carico di 50 chilogrammi di marjiuana.

Napoli, scippava smartphone al Centro direzionale: preso egiziano

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Napoli, scippava smartphone ai giovani frequentatori del Centro direzionale a Napoli. In manette un giovane egiziano. Si tratta di Muammad Salah, un 21enne di origini egiziane già noto alle ffoo e senza fissa dimora, è stato arrestato per 2 furti con strappo di smartphone commessi nel centro direzionale ai danni di 2 donne. Le guardie giurate in servizio al centro direzionale, mentre tenevano d’occhio le telecamere di sorveglianza, hanno assistito in diretta a uno dei 2 furti vedendo il 21enne strappare il cellulare di mano a una donna che camminava tra le torri mentre era a telefono.La telecamera ha immortalato anche, a pochi centimetri da loro, un mendicante –verosimilmente nordafricano- che aveva teso il berretto per chiedere la carità proprio nel momento in cui lo scippatore aveva allungato la mano per razziare lo smartphone e, quando ha realizzato cosa fosse appena successo, ha rincorso il ladro tentando di fermarlo.

Il giovane era poi fuggito giù per le scale mobili che portano in un parcheggio sparendo dalla vista delle telecamere. Le guardie giurate nel frattempo però avevano allertato il 112, così una pattuglia dei carabinieri del radiomobile di Napoli ha ricevuto l’allarme individuando il soggetto nei dintorni del centro, in piazza Salerno, arrestandolo.dagli accertamenti effettuati in prima battuta è emerso inoltre che il giorno prima, sempre al centro direzionale, un’altra donna era rimasta vittima di un furto con modalità identiche. Una 53enne di Torre del Greco, di passaggio nel centro in compagnia della figlia per alcune commissioni, si era vista strappare il cellulare di mano da un giovane straniero. I militari allora hanno contattato la donna che ha riconosciuto Salah: era stato lui anche in quel caso.il 21enne è stato dunque portato in carcere dopo le formalità, ma continuano gli accertamenti perché non si esclude che abbia commesso ulteriori furti con modalità simili e sempre nella zona.

Dissequestrati i beni degli eredi del ‘re dello zucchero’ legato a Casalesi

Dissequestrati i beni di Biagio e Franco Passarelli. La Corte d’Appello di Napoli, letto il rinvio della Suprema Corte di Cassazione, ha revocato la confisca e di conseguenza ha disposto il dissequestro dei beni tolti il 7 marzo 2013 dal tribunale di Napoli agli eredi di Dante Passarelli, detto ‘il re dello zucchero’, titolare dell’ex Ipam, morto in circostanze non chiare nel 2004 durante il processo Spartacus nel quale era imputato come imprenditore di fiducia del clan dei Casalesi. Al momento della sua morte, i suoi beni erano sotto sequestro gia’ da nove anni. Tra questi, lo zuccherificio Ipam srl, l’immobiliare Bellavista srl, la Commerciale europea spa, titolare del marchio “Kero”, famosa marca dello zucchero casertano e l’immensa tenuta agricola la Balzana. L’Ipam, sequestrato tra il 2001 e il 2002 dalla Dda dopo una denuncia presentata dalla Eridania, il colosso italiano dello zucchero, aveva conosciuto una rapida ascesa gia’ dalla fine degli anni ’80, “imponendosi” prima in tutta la provincia di Caserta e poi in altre regioni seguendo le alleanze dei Casalesi. Biagio e Franco Passarelli furono arrestati per concorso esterno in associazione mafiosa nel 2013.

In primo grado furono condannati a 6 anni anche perche’ ritenuti riciclatori dei soldi di Nicola Schiavone e prosecutori dell’attivita’ del padre. In secondo grado, la condanna fu dimezzata. Il difensore degli eredi, Mario Griffo, per quanto riguardava i beni, aveva presentato ricorso in Cassazione facendo leva sul fatto che i due erano subentrati alla morte del padre. “Correttamente i ricorrenti – avevano scritto tra le altre cose gli Ermellini nel dispositivo del rinvio atti alla Corte d’Apello – hanno rimarcato che il richiesto presupposto della ‘sproporzione’ fra acquisizione e redditi denunciati non possa ritenersi sussistente rispetto ai cespiti societari che gli imputati ricevono in eredita’, in virtu’ di una causa all’evidenza lecita”. “La sentenza impugnata deve essere pertanto annullata in relazione alle disposte confische”, scriveva la Suprema Corte. Ora bisognera’ attendere 90 giorni per il deposito della motivazione della Corte d’Appello.

Morta in ospedale dopo un’operazione: 42 avvisi di garanzia

Morta in ospedale a Nocera Inferiore dopo un’operazione e un calvario di 20 giorni: sono ben 42, tra medici ed infermieri, le persone iscritte nel registro degli indagati per il decesso della 79enne Elvira Giella, avvenuta cinque giorni fa. Sono tutti accusati di omicidio colposo in concorso. L’indagini coordinate dal pm Viviana Messa, della procura nocerina coinvolgono tutte le persone che hanno avuto in cura la donna negli oltre 20 giorni in cui è stata in ospedale per essere operata al femore rotto. Stamane sarà effettuata l’autopsia dal medico legale nominato dalla Procura, Giuseppe Consalvo. Vi assisteranno i periti nominati dalla famiglia della vittima e quelli degli indagati.

L’inchiesta era partita dalla denuncia fatta al commissariato di polizia dal figlio della vittima Francesco Calvanese. “La sera prima ha raccontato il figlio Francesco Calvanese mamma stava bene. Nulla lasciava immaginare che da lì a poche ore sarebbe morta”. Secondo la denuncia tutto ha inizio il 15 dicembre scorso. La donna cade e si frattura il femore destro. Due giorni dopo viene sottoposta ad un intervento chirurgico. Poi il trasferimento da ortopedia a nefrologia per un problema urinario. Sino alla ferita alla gamba che non si era del tutto rimarginata. La febbricola che ha accompagnato per alcuni giorni la signora Elvira sino al picco di 38,7 gradi. Ed, improvvisa, la morte. Maria Calvanese figlia della vittima ha ripercorso sul quotidiano Il Mattino quello che è accaduto in ospedale in maniera particolare negli ultimi giorni di vita di Elvira Giella.”Prima che spirasse mamma ha avuto un forte tremore. Forse i medici non pensavano fosse una cosa preoccupante e le hanno praticato un’iniezionocerne, ma la situazione non è cambiata con febbre alta e tremore che persistevano. Le venivano praticate altre due iniezioni a distanza di poco tempo. Dopo l’ultima somministrazione, erano le 6 di domenica mattina, è morta”.
E gli ha fatto eco il fratello Francesco: “Non capisco ha precisato perché, nonostante fosse stato superato il problema urinario, mia madre non è stata riportata in ortopedia considerato che il problema evidente era la ferita causata dall’intervento chirurgico al femore. Invece hanno soltanto chiesto una visita specialistica. Anche se mia madre usciva viva dall’Umberto I avrei presentato comunque una denuncia all’autorità giudiziaria. Ho visto cose assurde. Infermieri che durante la notte dormivano ed erano seccati se li chiamavamo, guanti monouso che venivano usati più volte su diversi pazienti, divise sporche. Quando mamma è morta è entrato nella stanza un infermiere che aveva ai piedi degli zoccoli anneriti dalla sporcizia. Gli ho gridato, non ti vergogni, non lavori in un’officina meccanica ma in un ospedale dove l’igiene dovrebbe essere la prima cosa da tutelare. Non ha osato rispondermi”. Ma su tutti questi interrogatori i familiari della vittima potranno avere una risposta in primo luogo dall’autopsia e poi dall’inchiesta e dall’eventuale processo.

Stroncata da un’aneurisma a 24 anni la barista del bar Fauno di Sorrento

Un’aneurisma cerebrale l’ha stroncata a soli 24 anni e la penisola sorrentina piange la sua morte.Alessia Fusco, giovane madre di due piccoli, nativa di Piano di Sorrento e dipendente del noto bar Fauno nella piazza principale di Sorrento. Lei con il suo sorriso e la sua gentilezza accompagnava tutte le richieste dei numerosi clienti italiani e stranieri che ogni giorno affollano il bar “cult” di Sorrento. Alessia purtroppo non potrà più sorridere da dietro al bancone. Un malore improvviso l’ha portata via ai suoi due figli piccolissimi e al suo compagno in poco più di una settimana. Prima il ricovero all’ospedale di Sorrento poi a Napoli dove ha lottato per alcuni giorni tra la vita e la morte. Ma alla fine ha dovuto arrendersi: l’aneurisma aveva creato danni irreversibili. Alessia aveva soli 24 anni. E in tanti la ricordano sul web. la sua bacheca facebook  è piena di messaggi di affetto e di ricordi.

Maradona: ‘Una follia che Montella occupi il posto di Berizzo al Siviglia’

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“Una follia che Montella occupi il posto di Berizzo”. Diego Armando Maradona si scaglia così su Instagram contro la decisione del Siviglia di esonerare il tecnico argentino e di rimpiazzarlo con l’ex allenatore del Milan. L’ex campione con la 10 del Napoli posta una foto con un titolo di un giornale in cui il direttore sportivo degli andalusi, Oscar Arias, afferma: “Con Montella vedremo il Siviglia che abbiamo in mente”. “Montella è stato cacciato in malo modo dal Milan. E ci sono mille altri allenatori che possono occupare quel posto. Non possono essere i procuratori a comandare nel calcio. Doveva rimanere Berizzo. Serve un cambiamento”, attacca il Pibe de Oro.

Armi nascoste nel retrobottega: arrestato pescivendolo di Ponticelli

Armi nascoste nel retrobottega della pescheria a Ponticelli. I carabinieri vi fanno irruzione le trovano e arrestato il proprietario. Si tratta di Raffaele Scognamiglio di 36 anni con piccoli precedenti penali. I militari sospettano che le armi sequestrate siano state usate nelle recenti stese di camorra negli scontri che vedono contrapposti i reduci del clan De Micco “Bodo” e i Minchini-Schisa con tutti gli alleati che stanno cercando di riappropriarsi del controllo delle attività illecite nella zona di Ponticelli. I carabinieri  hanno trovato due pistole nascoste nel retro del negozio, avvolte in un panno, sopra uno scaffale della pescheria. Le armi ritrovate e sequestrate sono una semiautomatica calibro 7.65, risultata rubata a Caserta, 16 cartucce dello stesso calibro e un’altra pistola, a salve e priva del tappo rosso. Gli investigatori non escludono che potrebbero essere state usate per le recenti  “stese” . Raffaele Scognamiglio e è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del processo con rito direttissimo che si svolgerà nella giornata di domani. La zona  dove è avvenuto il sequestro è quella sotto l’influenza del clan Di Micco anche se il pescivendolo arrestato non è ritenuto legato a nessuna organizzazione criminale. Ma non è la prima volta che i clan della camorra utilizzando insospettabili come armieri e per la custodia delle armi. Le indagini sono in corso per appurare se e per chi stesse custodendo le pistole.

La scorsa settimana la polizia invece nella stessa zona, ovvero nel quartiere Ponticelli  sequestrò un arsenale che era nella disponibilità del clan De Micco. In quella occasione fu arrestata Carmela Ricci, 48 anni, perché trovata in possesso di una pistola. La donna è la madre del giovane ras Antonio De Martino, braccio destro di Luigi De Micco, il capo dei Bodo, pure lui finito in carcere nel blitz del 28 novembre scorso in cui finirono in cella altri 27 presunti esponenti dei De Micco. A casa della donna è stata scoperta una stanza nascosta, dietro l’anta di un armadio, all’interno della quale era nascosta una pistola Tanfoglio con matricola abrasa, completa di 22 cartucce calibro 380, nonché due caricatori ed un lampeggiante, del tipo in dotazione alle forze dell’ordine. Poco lontano invece  furono trovati un fucile mitragliatore del tipo kalashnikov completo di 15 cartucce calibro 7,62, una pistola beretta calibro 380 completa di caricatore contenente 6 cartucce, un fucile Benelli calibro 12, risultato rubato, un fucile marca beretta calibro 12 con matricola punzonata, due fucili a canne sovrapposte, con canne e calcio mozzate, calibro 12 e calibro 20 ed un fucile di marca Beretta calibro 12, fucile doppietta con cane esterno e canne mozzate. Nel corso dei rastrellamenti nella zona, in Via Montale, all’interno di un capannone abbandonato, rinvenuti e sequestrati due giubbotti antiproiettili, nascosti in una sacca di stoffa e due mazze di legno, sicuramente utilizzate nel corso di un pestaggio, in considerazione delle tracce ematiche presenti. Rinvenuta anche una bomba a mano di fabbricazione jugoslava, nonché 43 cartucce calibro 40. In Via Christian Andersen, scoperto un vero e proprio bunker, all’interno del quale sono state rinvenute e sequestrate due pistole, di cui un Revolver calibro 38 ed una pistola semiautomatica cal.7,65 con annesso un silenziatore, entrambe con matricola abrasa, oltre a due caricatori, 12 cartucce di vario calibro e due telefoni cellulari.

Superenalotto: nessun 6 ne 5+, Jackpot sale a 84,6 milioni

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uperenalotto:nessun 6 né 5+ al concorso odierno. Questa la combinazione: 3, 25, 28, 37, 71, 82. Jolly: 75. Superstar: 36. Jackpot a disposizione per il prossimo concorso: 84.600.000,00 euro. Queste le quote del Concorso Superenalotto/SuperStar n.5 di oggi: Superenalotto Punti 6: NESSUNO Punti 5+: NESSUNO Punti 5: 7 totalizzano Euro: 24.999,89 Punti 4: 603 totalizzano Euro: 294,95 Punti 3: 22.026 totalizzano Euro: 24,34 Punti 2: 335.812 totalizzano Euro: 5,00 SUPERSTAR Punti 6SB: NESSUNO Punti 5+SB: NESSUNO Punti 5SS: NESSUNO Punti 4SS: 1 totalizzano Euro: 29.495,00 Punti 3SS: 113 totalizzano Euro: 2.434,00 Punti 2SS: 1.577 totalizzano Euro: 100,00 Punti 1SS: 9.357 totalizzano Euro: 10,00 Punti 0SS: 19.565 totalizzano Euro: 5,00 Vincite Immediate: 12.918 totalizzano Euro: 322.950,00 Montepremi disponibile per il prossimo 6 Euro: 84.600.000,00

Sparatoria a Pianura: ferita donna affacciata al balcone

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Sparatoria in serata a Pianura. Si torna a sparare nella periferia di Napoli e solo un caso ha voluto che non ci scappasse l’ennesima vittima innocente. Una donna infatti è stata ferita a colpi d’arma da fuoco in via Cannavino nel quartiere di Pianura. Soccorsa dall’ambulanza del 118, la donna, che ha 57 anni ha riferito ai medici che l’hanno soccorsa di essere stata colpita mentre era affacciata dal balcone della propria abitazione mentre era intenta a parlare al telefono.L’episodio, accaduto in via Cannavino, nel quartiere Pianura, poco prima delle 20. Il racconto della donna è ora al vaglio dei carabinieri che indagano su quanto riferito dalla vittima. La donna è stata medicata all’ospedale San Paolo per una ferita alla gamba.Da una prima ricostruzione dei fatti dovrebbe trattarsi di un proiettile di rimbalzo che ha centrato la donna alla caviglia.

 

Incidente tra furgone e due auto sulla statale 268: due feriti

Incidente con feriti in serata lungo la statale 268. Anas comunica che, a causa di un incidente avvenuto in corrispondenza del km 21,340 della strada statale 268 ”del Vesuvio”, è provvisoriamente chiuso al traffico – in entrambe le direzioni – il tratto nel territorio comunale di Terzigno, in provincia di Napoli. Il sinistro, per cause in corso di accertamento, ha coinvolto un furgone e due autovetture, causando il ferimento di due persone, già soccorse. Attualmente il traffico sia in direzione di Napoli che in direzione di Angri viene deviato con uscite obbligatorie agli svincoli di Terzigno (ai km 21,400 e 21,100). Sul posto sono presenti le squadre di Anas, delle Forze dell’Ordine e del 118, per garantire la sicurezza della viabilità e ripristinare il regolare flusso della circolazione nel più breve tempo possibile, anche a seguito delle operazioni di pulizia del piano viabile. Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione ”VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in ”App store” e in ”Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800.841.148.

Secondigliano, era ai domiciliari in strada a parlare altri pregiudicati: preso

Secondigliano, pregiudicato agli arresti domiciliari beccato in strada dalla polizia a parlare con altri pregiudicato. Arrestato e posto di nuovo ai domiciliari in attesa del processo con rito direttissimo che si svolgerà domani. Questa mattina, verso le ore 9.00, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Secondigliano, hanno arrestato un pregiudicato 40 enne, Romano Ciro, sottoposto alla detenzione domiciliare , responsabile del reato di evasione. Un servizio di prevenzione e repressione dei reati in genere, posto in essere da un equipaggio del Commissariato Secondigliano, dove l ’attenzione e la professionalità dei poliziotti hanno fatto la differenza, ha concesso di arrestare il Romano. I poliziotti transitavano in via Dello Stelvio, all’angolo con la via Monte Faito, ed è proprio in questa ultima via che, all’altezza del civico 12 il Romano, riconosciuto senza alcun dubbio, confabulava con altre due persone. Non si sono accorti subito della polizia ed hanno continuato a chiacchierare.

Nel momento in cui hanno visto gli agenti, il Romano è rientrato in casa ma è stato inseguito prontamente da un agente che lo ha trovato dietro la porta di casa intento a sostituire la maglietta blu, ma non ha fatto in tempo. Anche gli altri due uomini sono stati fermati dai poliziotti ed identificati per A. U. classe ’65 e A. A. classe 90 di Afragola, entrambi con precedenti di Polizia. Comunicatala notizia di reato alla competente Autorità Giudiziaria, il Romano veniva arrestato per evasione e sottoposto nuovamente al regime degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio con rito direttissimo fissato per la mattina di domani.

Torre del Greco, ladro di auto beccato in azione dalla polizia

Torre del Greco. Ieri sera i poliziotti del Commissariato Torre del Greco, hanno arrestato un 49enne torrese, gravato da numerosi precedenti penali, responsabile di tentato furto aggravato. Verso le 20.15 , due poliziotti del Commissariato Torre del Greco, liberi dal servizio, transitando in via degli Incisori, hanno bloccato un uomo, Strazzulli Ciro, che stava armeggiando vicino ad un’auto in sosta. Gli agenti hanno proceduto ad una perquisizione personale ed hanno trovato in possesso di una torcia a batteria, perfettamente funzionante, un robusto cacciavite ed un cavo USB.

L’autovettura presentava il deflettore infranto ed il legittimo proprietario, opportunamente contattato, riconosceva quali oggetti conservati nella sua autovettura, sia il cavetto USB e il cacciavite di 18 centimetri. Strazzulli Ciro veniva arrestato e , come disposto dall’autorità giudiziaria, condotto nelle camere di sicurezza in attesa del giudizio previsto per la mattinata odierna. Lo Strazzulli ha chiesto il patteggiamento e l’udienza si concludeva con la convalida dell’arresto e la condanna a 8 mesi di reclusione ed una multa di 200.00 euro.

Csm, il pm Curcio proposto all’unanimità come procuratore di Potenza. Spaccatura sull’aggiunto a Napoli

Potenza. Il pm antimafia Francesco Curcio è la proposta unanime dalla V commissione del Csm per la poltrona di procuratore capo a Potenza. La commissione poi si è divisa per la proposta di un aggiunto a Napoli. Il sostituto Raffaello Falcone ha avuto i voti di Palamara (Unicost), Ardituro (Area) e Balduzzi (Cs), mentre Giancarlo Novelli quelli di Forteleoni (Magistratura indipendente), Morgigni (Autonomia e indipendenza) e Zanettin (Cd). Con il criterio dell’anzianità, però, prevale Falcone che diventa la proposta della commissione.

Francesco Curcio, sostituto alla Procura nazionale antimafia, è stato nel pool di pm delle inchieste napoletane più scottanti degli ultimi anni: P4, compravendita dei senatori, Finmeccanica. Dopo la proposta della commissione unanime come procuratore di Potenza, l’ultima parola tocca al plenum del Csm. Per la proposta di procuratore aggiunto a Napoli, Raffaello Falcone, si è occupato delle inchieste Global Service, ed era nel pool che ha inferto duri colpi alla cosca dei Casalesi con gli arresti di Zagaria, Iovine e Setola. Con lui proposto anche Giancarlo Novelli che come pm a Napoli ha trattato inchieste sulla criminalità economica e sui gli sprechi nella pubblica amministrazione: è sua l’inchiesta sui rimborsi ‘truffa’ alla regione Campania.

Il trequartista francese Machach è del Napoli: l’annuncio su twitter di De Laurentiis

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Napoli. “Benvenuto Zinedine!”. Così, su Twitter, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha ufficializzato l’acquisto del 22enne trequartista francese Zinedine Machach. Nato il 5 gennaio 1996 a Marsiglia, Machach ha esordito a 19 anni nella Ligue 1 francese con il Tolosa nella stagione 2015/16 giocando 21 gare ufficiali. Nell’anno successivo passa in prestito all’Olimpique Marsiglia, ma rientra poco dopo a Tolosa nel settembre 2017. Machach vanta 38 presenze nel campionato francese con 3 gol.

Lite con olio bollente tra detenuti napoletani per imporre il predominio nel carcere di Salerno

Salerno. Lite con olio bollente tra detenuti, una lotta per il predominio della leadership nel carcere di Salerno: il Sappe denuncia i ripetuti episodi di violenza nel carcere di Salerno. Tre detenuti sono finiti in ospedale in pochi giorni. E’ quanto denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe attraverso il segretario nazionale per la Campania, Emilio Fattorello. “Anche nella giornata di ieri, nella Prima Sezione, ormai una vera e propria casbah terra di nessuno, si è registrata l’ennesima violenta colluttazione tra detenuti di origini napoletane. I detenuti coinvolti, tre o quattro, sono venuti a diverbio tra loro e poi passati alle vie di fatto nella prima mattinata al momento della apertura delle celle. Un detenuto, da poco rientrato dal Reparto Isolamento per motivi disciplinari, è stato aggredito senza esclusione di colpi mentre un altro, forse intervenuto in difesa del compagno, è stato fatto oggetto dal lancio di olio bollente – dice Fattorello in una nota – I due malcapitati hanno subito gravi lesioni che hanno determinato il loro urgente ricovero al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Salerno. I reali motivi della contesa, come al solito, non sono chiari ma tutto lascia pensare, in considerazione degli eventi critici che si susseguono, che nella struttura penitenziaria salernitana vi sia un tentativo di imporre la legge del più forte per acquisire una leadership interna ed esterna”. Ma il Sappe denuncia altri eventi critici accaduti: “La sera precedente del 9 si è provveduto ad ulteriore ricovero urgente di un detenuto che presentava una vasta e profonda ferita da taglio ad un braccio. Sembra inoltre che lo stesso giorno sia stato rinvenuto alla Sesta Sezione isolamento-separazione un altro apparecchio telefonico micro – cellulare mentre al Reparto colloqui è stata rinvenuta una pennetta Usb che i detenuti utilizzano clandestinamente perchè a Salerno nelle celle sono in uso apparecchi televisivi a cui possono essere liberamente installate e utilizzate le penne Usb che riescono a giungere nella disponibilità dei reclusi dall’esterno in maniera maldestra”.