Home Blog Pagina 8567

L’autopsia dirà la verità sulla morte di Fabio Borgese

Amalfi. Si svolgerà tra domani e domenica l’esame autoptico sul corpo di Fabio Borghese, giovane atleta scomparso martedì mattina probabilmente a causa di un infarto massivo. Il giovane fu accompagnato in ospedale dal fratello dopo aver accusato un malore mentre scendeva le scale di casa. La salma è stata, dopo la veglia di preghiera in parrocchia, sequestrata dai carabinieri di Amalfi su disposizione del pm Mariacarmela Polito. Solo l’autopsia potrebbe far luce sulla drammatica morte del giovane atleta che ha lasciato una bambina di un anno e mezzo e la moglie. Per Fabio, dopo un’ora di intervento di rianimazione in ospedale, non c’è stato nulla da fare. La sua perdita ha shoccato e sconvolto l’intera comunità cittadina. Il 32enne era molto apprezzato per la sua disponibilità e il suo altruismo.

Recuperati 250 pastori del ‘700 napoletano: proprietari cercasi

0

Recuperati 250 pastori ‘700, proprietari cercasi. Un valore di mercato di 2 milioni di euro .Chissa’ se a qualcuno nel corso delle perquisizioni e’ venuta in mente la celebre battuta di Eduardo in Casa Cupiello, ”Te piace ‘o presepe?”. Di certo la meraviglia e’ stata tanta a ritrovarli cosi’, ”avvolti nei fogli di giornale, ammassati come refurtiva qualunque”. Altri, piu’ fortunati, erano invece finiti nelle mani di appassionati, quasi accumulatori seriali di pezzi d’arte. In tutto piu’ di 250 pastori del presepe del ‘700 napoletano, tra Magi a cavallo, eterei angeli sospesi, dame dagli abiti in tessuto, ma anche animali, musici e tanti popolani, per un piccolo tesoro del valore stimato di 2 milioni di euro. E’ l’invidiabile bottino recuperato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in seguito all’operazione Start Up, coordinata dalla Procura di Isernia con il Nucleo TPC di Napoli, costola di un’indagine che gia’ a settembre aveva sgominato una rete criminale specializzata in furti d’arte sacra in chiese e istituti religiosi. ”E’ il piu’ importante ritrovamento di pastori mai avvenuto – racconta il procuratore Paolo Albano – Tutto e’ partito da un piccolo furto, un calice e un reliquiario, in una chiesetta del molisano. Ma grazie ad indagini sempre piu’ estese e a una fitta campagna di intercettazioni si e’ arrivati a una rete criminale diffusa su tutto il territorio nazionale e al ritrovamento di un numero enorme di opere d’arte”. A settembre ne erano state svelate un centinaio, con anche una Pala d’altare fiamminga rubata in Belgio, e non e’ escluso, dice il Procuratore, ”che si apra una terza parte dell’indagine. Per ora, sono una ventina gli iscritti nel registro degli indagati, a diverso titolo” in tutta Italia, soprattutto nell’hinterland napoletano e Molise. Ma se c’e’ chi dovra’ rispondere di ”associazione per delinquere e furto”, c’e’ anche chi invece, all’arte, pur rubata, non sapeva proprio resistere.

”L’abitazione di uno degli indagati, nei pressi di Fiumicino – spiega Albano – era talmente strapiena di oggetti, che si e’ trovato costretto a riempire anche la cucina”. Preziosi e unici, i pastori ora sono tornati a respirare. Tra i pezzi piu’ belli, la fanciulla con lo sguardo basso e la mano allungata, tipica della scuola di San Martino. Ma nel giallo si apre un altro giallo perche’ se 49 personaggi sono stati riconosciuti tra quelli spariti nei tre grandi furti effettuati tra il 1999 e il 2000 in due abitazioni di Napoli e nella Chiesa di S. Agnello della Costiera Sorrentina, per tutti gli altri i legittimi proprietari sono ancora sconosciuti. ”Nella nostra banca dati quei pastori non ci sono. Speriamo qualcuno li riconosca dalle foto sui giornali”, lanciano l’appello il Colonnello Alberto Deregibus e il Tenente Colonello Valerio Marra dei CTPC. Intanto verranno affidati al Museo Permanente del presepe napoletano. ”In accordo con il Comune – spiega il fondatore Ugo Ricciardi – li esporremo, entro Pasqua, alla Chiesa del Santo Spirito a Napoli. Messi presepiali si sono offerti di recuperarli, perche’ alcuni sono in pessime condizioni. Soprattutto dobbiamo studiarli, capire di che epoca sono. Non li abbiamo visti tutti, ma una pastorella nella borsetta d’argento aveva dei brillantini: accerteremo se sono veri. Alcuni hanno arti in legno, altri in terracotta, quindi sono di periodi diversi. A Napoli il piu’ importante e’ il ‘700, ma se troviamo qualche pastore del ‘600 – conclude sorridendo – mica lo buttiamo. Il nostro auspicio, poi, e’ che anche i proprietari dei pezzi riconosciuti vogliano lasciarli al Museo”.

 

Napoli: giunta approva delibera per l’ingresso dei nel trasporto pubblico

Napoli, è stata approvata dalla giunta comunale su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti Mario Calabrese, la delibera di proposta al consiglio per disciplinare le modalita’ di rilascio delle autorizzazioni relative alle linee di trasporto pubblico locale non contribuite con fondi pubblici, le cosi’ dette “linee autorizzate” che possono essere gestite anche da soggetti privati cosi’ come previsto dalla legge nazionale e regionale di settore. Il Regolamento, che definisce le modalita’ di rilascio delle autorizzazioni, di esercizio della vigilanza, di controllo e il regime sanzionatorio, consente ai soggetti qualificati per esercitare il trasporto di linea su strada di chiedere al comune l’autorizzazione a effettuare il servizio su linee definite e con orari prestabiliti. Disciplina, inoltre, le modalita’ in cui debbono essere effettuate le fermate e gli stazionamenti nonche’ la tipologia di veicoli utilizzabili nel rispetto delle recenti norme sulla limitazione delle emissioni inquinanti.

“La delibera approvata in giunta sara’ sottoposta ora alla Commissione mobilita’ per giungere, credo entro marzo del 2018, all’attenzione del consiglio per la definitiva approvazione” ,ha dichiarato Mario Calabrese, assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti. “Si tratta di una regolamentazione necessaria per due principali motivi: in primo luogo per codificare la modalita’ di rilascio di autorizzazioni per le linee di trasporto pubblico con funzione prevalentemente turistica. In secondo luogo per disciplinare il transito in citta’ delle tante linee autorizzate da altri enti, la citta’ Metropolitana, la Regione Campania e lo stesso Ministero dei Trasporti, in particolare per quanto attiene i percorsi e le fermate”.

Pronto il bando di iscrizione al Salone del libro di Napoli

Il bando di iscrizione al Salone del libro di Napoli, in programma dal 24 al 27 maggio nel complesso di san Domenico Maggiore, verrà ufficializzato lunedì 15 gennaio. Resi noti anche i prossimi appuntamenti per il “Salone off… in attesa di maggio”. Il 25 gennaio alle 18.00 alla libreria Fetrinelli sarà presentato il nuovo romanzo di Antonella Cilento, “Morfisa o l’acqua che dorme” (Mondadori), mentre a febbraio l’ospite sarà Simonetta Agnello Hornby con il suo nuovo libro “Nessuno può volare” (Feltrinelli). A marzo l’ospite d’onore sarà Roddy Doyle, lo scrittore irlandese autore di libri che poi sono diventati film di successo, come “The Commitments” diretto da Alan Parker o “The Snapper” di Stephen Frears. Prende poi corpo la rete dei festival del Sud. Le prime adesioni sono arrivate da “Una marina di libri” di Palermo, “Women’s Fiction Festival” di Matera, “La notte bianca del libro” di Potenza, “Salerno Letteratura”, “Sabir Fest” di Messina, “Leggere & Scrivere” di Tropea, “Trame” di Lamezia Terme. Altre adesioni stanno per arrivare. Il Comitato Liber@Arte, promotore del Salone del libro di Napoli e di cui fanno parte Diego Guida, Alessandro Polidoro e Rosario Bianco, invita tutti gli editori ad intervenire con la propria partecipazione a questo importante momento culturale: recuperare il piacere della lettura e promuovere il libro quale miglior vettore di scambio di idee.
Il Salone del Libro di Napoli sarà una importante opportunità e una occasione per organizzare eventi, incontri e iniziative per la promozione del Libro e della lettura e ha già ottenuto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura presso il Mibact. Saranno presenti grandi nomi della letteratura nazionale e internazionale, e ogni editore potrà mettere in calendario più di un’iniziativa: il complesso che ospiterà la quattro giorni per il libro è dotato di più sale per eventi e laboratori didattici. Innumerevoli attività sono previste anche in collaborazione con associazioni, enti pubblici, scuole, università e biblioteche. “La manifestazione di interesse che chiediamo a tutti gli editori dovrà pervenire entro il 20 gennaio 2018 con l’indicazione del modulo stand prescelto, mentre la prenotazione ufficiale degli spazi dovrà avvenire entro il 20 febbraio 2018, con la sottoscrizione del relativo contratto di noleggio stand inviato poi a seguito della prima manifestazione d’interesse con tutte le relative istruzioni d’uso”, sottolineano gli organizzatori.

Agguato fallito al giovane rapper: choc nell’Avellinese

Agguato fallito al giovane rapper: choc nell’Avellinese. Federico Petrone, in arte Tsunami, è un rapper di Serino in provincia di Avellino piuttosto noto che ha rischiato di morire per un colpo di pistola. Dal racconto dei familiari del giovane emerge che solo per fatalità non è stato raggiunto da un proiettile alla nuca: l’arma usata si sarebbe infatti inceppata. “Credo che si sia trattato di un vero agguato” – ha raccontato al quotidiano il Mattino, l’avvocato Nobile Viviano, legale del ventunenne ferito martedì sera a Contrada. A sparare un diciottenne del posto. Alla base della vicenda la contrastata relazione sentimentale del cantante con la giovanissima sorella dell’aggressore.”A Federico è stata puntata la pistola alla testa. L’arma fortunatamente s’è inceppata. Secondo quello che mi dice la vittima, c’era tutta l’intenzione di uccidere”, aggiunge il legale di Federico. Il giovane rapper è stato colpito al braccio sinistro, all’altezza della spalla, a pochi centimetri dal cuore e dalla sua testimonianza emergono altri particolari, mentre la famiglia non nasconde timori: “Abbiamo paura – dice il papà, Nicola Petrone – Quel ragazzo è fuori e noi siamo qui. Non ci sta bene che il feritore non sia agli arresti”.

“Ha sparato ma la pistola si è inceppata – fa sapere Federico in una dichiarazione rilasciata a Ottavio Giordano per Telenostra -. Voleva uccidermi. E’ stato un agguato. Siamo scappati verso la macchina e lui ha sparato ancora. Lui voleva parlare con me per la sorella. Dopo che mi ha sparato mi ha inviato dei messaggi”. Federico è stato contattato su Facebook per avere il numero di telefono, poi l’accordo per vedersi a Contrada. Una discussione e subito l’aggressore ha puntato la pistola alla testa. Il feritore si sarebbe presentato all’incontro con altri ragazzi. “Credo una decina di persone, alcune delle quali già individuate – aggiunge il legale – Federico, invece, è stato accompagnato dal fratello e da un altro ragazzo”. Rispetto ai timori dei genitori della vittima, l’avvocato fa sapere di aver già informato la direzione sanitaria del Moscati per chiedere di “predisporre un presidio perché ho paura che qualcuno possa andare in ospedale”. Il ventunenne di Serino, ricoverato, dovrà sottoporsi ad un nuovo intervento. Le minacce nei suoi confronti sarebbero proseguite anche dopo il ferimento.




“Ci sono degli audio dove si sentono le voci dell’aggressore e di altri. Audio del tipo: “Ti facciamo vedere noi che siamo di Contrada. A Federico è stata anche danneggiata l’auto”, aggiunge ancora Nobile Viviano. Le indagini sono in corso e proseguono serrate. Sono condotte dalla Squadra Mobile e dalla Compagnia Carabinieri di Baiano, coordinate dalla Procura di Avellino. Si sta ricostruendo la dinamica dei fatti, anche attraverso le dichiarazioni e le testimonianze. Approfondimenti anche sul movente della lite, la presunta gelosia per la relazione tra la vittima e la sorella dell’aggressore. Una relazione contrastata e cominciata meno di un mese fa. Il feritore, che si è dimostrato subito collaborativo con agenti e militari, è stato denunciato in stato di libertà per lesioni personali aggravate, porto abusivo di pistola e spari in luogo pubblico. Deferito per l’omessa custodia anche il papà, che deteneva legalmente l’arma.

 

 

S.Gennaro,si ripete prodigio dinanzi a card.Bagnasco

San Gennaro dice di nuovo si’. Il sangue si e’ sciolto oggi dinanzi a un gruppo di sacerdoti liguri, accompagnati dall’ex presidente della Cei e attualmente presidente dei vescovi europei, Angelo Bagnasco, a Napoli da settimana per seguire gli esercizi spirituali. L’annuncio del ripetersi del prodigio (avvenuto al di fuori delle tre date tradizionali: domenica che precede la prima domenica di maggio, settembre e dicembre) e’ stato dato dallo stesso cardinale Bagnasco nel corso della messa celebrata successivamente nella cappella di Santa Restituta, alla presenza del canonici della cattedrale e di un gruppetto di fedeli napoletani. I sacerdoti della diocesi di Genova, accompagnati dal cardinale Bagnasco, sono giunti in prima mattinata nella Cappella del Tesoro di San Gennaro per la celebrazione delle lodi. Quindi e’ stata aperta la cassaforte dove e’ custodita la teca con le due ampolle contenenti il sangue del patrono di Napoli. Poco dopo c’e’ stata la liquefazione.

Battipaglia, vendevano merce contraffatta: denunciati tre migranti

Nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio in occasione dello svolgimento del mercato settimanale a Battipaglia, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati, in particolare borseggi, scippi e furti in generale, nonché alla repressione del fenomeno della vendita di prodotti con marchi contraffatti o alterati di prodotti commerciali, personale della Polizia di Stato appartenente al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Battipaglia ha fermato ed identificato tre persone, di origine senegalese, deferendole alla competente Autorità Giudiziaria in ordine al reato di contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi, ovvero di brevetti, modelli e disegni.
Gli stranieri sono stati identificati per: A. S. 37enne, regolare sul territorio italiano e munito di permesso di soggiorno; Y. S. 42enne, regolare sul territorio italiano e munito di permesso di soggiorno; I. B. 49enne, irregolare sul territorio italiano ed inosservante ad un precedente
decreto di espulsione.
Da un controllo in banca dati, sono emersi a carico di A.S. e I. B. pregiudizi specifici in merito all’introduzione nel territorio dello Stato di prodotti con segni falsi e per ricettazione.
A seguito del controllo, nella disponibilità di A. S. sono stati rinvenuti e sequestrati 2
giubbotti, 2 borse, 27 paia di scarpe di varie marche e colori, griffati, presumibilmente
contraffatti e di illecita provenienza, mentre nella disponibilità di Y.S. sono stati rinvenuti e
sequestrati 6 borse ed un borsellino di vari colori e marche ed infine, nella disponibilità di
I. B. sono stati rinvenuti e sequestrati 65 borse e 46 borsette e borsellini di vari colori e
marche. Al riguardo, gli stranieri non hanno fornito adeguate spiegazioni circa il luogo, la data di acquisto della merce esposta e il costo complessivo della stessa ed, infine, non hanno esibito nell’immediatezza del controllo documenti fiscali o di viaggio.
Un quarto cittadino extracomunitario, in occasione dell’intervento della Polizia, avvedutosi della presenza degli operatori, è riuscito a fuggire, disperdendosi tra la folla ed abbandonando la merce esposta, consistente in 41 orologi di varie merchi, tutti recuperati dai poliziotti.
I tre senegalesi sono stati pertanto deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di cui all’art. 473 c. p . L’intera merce è stata sottoposta a sequestro. Nei confronti di I. B., previo nulla osta da parte del P.M di turno, è stato emesso un nuovo Decreto prefettizio di espulsione ai sensi dell’art 13 Legge 286/98 e contestualmente l’extracomunitario è stato munito di Ordine del Questore di lasciare il territorio dello stato entro 7 giorni.

Napoli, arrestato un algerino alla stazione centrale per furto aggravato

Ruba una borsa ad una viaggiatrice ma viene acciuffato dalla Polizia Ferroviaria grazie alla grande attenzione degli operatori. Recuperata la borsa e riconsegnata alla legittima proprietaria.
Proprio in virtù della recrudescenza dei furti e borseggi all’interno di questo impianto ferroviario ed in particolare nei pressi degli esercizi commerciali e biglietterie, nella mattinata odierna la squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria Campania ha attuato un servizio di osservazione finalizzato ad arginare tale fenomeno e all’individuazione di soggetti che pongono in essere attività delittuose. Alle ore 11:30 , l’attenzione degli operatori è stata attirata da un soggetto, che si aggirava con fare sospetto tra i viaggiatori e tra i clienti del bar denominato “Caffetteria di stazione”, ubicato all’interno di questa stazione di Napoli Centrale.
F.R.., algerino ventinovenne, era intento a scrutare la sala, sempre monitorato a distanza dagli uomini della Polizia ferroviaria, finché non si è avvicinato ad un tavolo dove era seduta una cliente che aveva sistemato la propria borsa su una sedia accanto a lei. L’uomo con disinvoltura ha appoggiato il proprio giubbotto sulla borsa e ha preso lo stesso giubbotto insieme alla borsa che con tale tecnica restava occultata, allontanandosi velocemente, ma la prontezza e la solerzia degli agenti Polfer gli ha impedito la fuga. Condotto negli uffici Polfer e accertata la dinamica dei fatti, veniva dichiarato in arresto per il reato di furto aggravato, reato del quale si era già reso responsabile in passato. Al termine delle formalità di rito l’arrestato è stato associato presso le Camere di attesa della locale Questura per essere giudicato nella mattinata di domani con rito direttissimo presso il Tribunale di Napoli.

Napoli, parco Mascagna: dopo cinque mesi ancora chiuso

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, promotore della petizione on-line sulla riapertura del Parco Mascagna, petizione che ha raccolto oltre 400 firme, al sito https://www.change.org/p/comune-di-napoli-basta-con-i-ritardi-riaprite-in-sicurezza-il-parco-mascagna-chiuso-da-quasi-due-mesi , segnala, ancora una volta, i gravi ritardi che, a distanza di cinque mesi dalla chiusura del parco, avvenuta il 13 agosto scorso, a seguito dell’improvviso schianto di un grosso ramo di un cedro, non hanno ancora consentito di restituire ai numerosi fruitori il polmone di verde pubblico attrezzato posto al confine tra i quartieri del Vomero e dell’Arenella. ” Il 16 novembre scorso, dopo oltre tre mesi, quindi già con grave quanto inaccettabile ritardo, e solo dopo le numerose proteste di cittadini, comitati e associazioni, sono iniziati finalmente i lavori di messa in sicurezza, anche con l’abbattimento di alcuni alberature – puntualizza Capodanno -. Da allora è trascorso quasi due mesi è ancora non è stata comunicata alcuna data ufficiale per la riapertura al pubblico del parco, data che, peraltro, non era presente neppure sull’avviso che annunciava l’inizio dei lavori “. ” Da tempo – stigmatizza Capodanno – si notano tronchi d’albero e rami tagliati, che giacciono a terra in diversi punti del parco senza che si provveda a rimuoverli e senza che si notino operai al lavoro. Inoltre all’interno del parco non si vede nessuno che possa dare almeno qualche notizia circa i tempi ancora necessari per il completamento delle attività di manutenzione che si stanno prolungando per un tempo decisamente eccessivo, considerando che si tratta di un parco di estensione limitata, pari a poco più di un ettaro “. ” Una situazione inaccettabile per le tante famiglie con bambini ma anche per le persone anziane che all’interno del parco hanno a disposizione un apposito spazio attrezzato con tavoli e sedute, che, allo stato, versa ancora in pessime condizioni manutentive, laddove dovrebbe essere oggetto anch’esso della necessaria manutenzione “.
Capodanno, sulla vicenda, sollecita ancora una volta gli uffici competenti dell’amministrazione comunale, affinché il parco, possa essere fruibile in tempi rapidi. Nel contempo rinnova l’invito agli organi di controllo a vigilare sulle modalità e sui tempi con i quali si stanno conducendo i lavori di messa in sicurezza.

Napoli, scippatore preso dalla polizia al Vomero

Aveva approfittato della distrazione della vittima per rubare un IPhone.Ieri mattina in via Scarlatti il giovane Florin Cobzariu, 18enne della Romania, aveva cominciato a seguire una donna con un passeggino quando ad un certo punto, approfittando della sua distrazione per accudire il piccoletto, non ha esitato ad introdurre la mano nella borsa e a prendersi il cellulare IPhone 7. Ma l’intera scena è stata notata anche da alcuni passanti, i quali sono riusciti a bloccare il giovane. Pochi attimi ed è sopraggiunta la volante del Commissariato Vomero che ha arrestato il ladro. Indosso al Cobzariu gli agenti hanno rinvenuto, oltre al cellulare appena rubato, anche un secondo cellulare modello Huawei di cui è stata rintracciata la legittima proprietaria a cui è stato restituito. Pertanto il giovane è stato arrestato per il reato di furto aggravato con destrezza dell’Iphone e denunciato per il reato di ricettazione del secondo cellulare. Stamane è in attesa del giudizio direttissimo.

Calciomercato Napoli: Ingaggio alto, frenata sul fronte Deulofeu

Aurelio De Laurentiis e’ uscito ieri allo scoperto dichiarando che preferirebbe Verdi a Deulofeu perche’ piu’ funzionale al gioco di Sarri ma a frenare l’arrivo al NAPOLI dell’esterno del Barcellona ci sarebbe anche la sua richiesta d’ingaggio. Secondo il quotidiano catalano “Sport”, l’acquisto di Deulofeu costerebbe attorno ai 20 milioni di euro, cifra sulla quale ci sarebbe gia’ un’intesa di massima fra le due societa’, compresa la modalita’ di pagamento (due tranche). Ma Deulofeu guadagna 2,5 milioni di euro netti a stagione, un ingaggio che potrebbe creare qualche tensione all’interno della rosa di Sarri e al quale lo spagnolo non intende rinunciare. Da qui la decisione del NAPOLI di prendere tempo, sperando di trovare la soluzione economica giusta.

Rubavano negli autogrill per banchettare ai rave party: 6 arresti e 5 denunce

0

Rubavano forme di parmigiano, prosciutti, salami e vino dagli scaffali degli autogrill e poi utilizzavano il tutto per ‘sfamare’ migliaia di partecipanti a rave party in tutta Italia. Sei le persone arrestate ed altre cinque denunciate a piede libero per una serie di furti di generi alimentari commessi all’interno degli autogrill delle aree di servizio La Macchia Est ed Ovest, situate sulla A/1, nel tratto che attraversa il comune di Anagni nel Frusinate. L’operazione “rave party” condotta dagli uomini della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone e dai colleghi della sottosezione A1 della Polizia Stradale di Frosinone ha consentito di smascherare la ‘banda dei salumi’ composta da giovani di eta’ compresa tra i 19 ed i 30 anni, residenti in varie parti d’Italia con in comune la passione per i raduni di musica rave. Le indagini sono state avviate nel novembre dello scorso anno, dopo una serie di furti, commessi per lo piu’ in orari serali e notturni, all’interno del market dei due autogrill situati nelle aree di servizio La Macchia Est ed Ovest.

Sempre identico il ‘modus operandi’: gruppi di giovani, composti da piu’ persone, dopo aver fatto ingresso nel market, compivano vere e proprie scorribande prelevando ingenti quantita’ di generi alimentari (salumi, tranci di prosciutto, parmigiano, dolci e prodotti alcolici) che occultavano all’interno di borsoni e sotto i giubbotti, dopo aver rimosso i dispositivi antitaccheggio. Subito dopo uscivano dall’autogrill senza passare per le casse. Ogni scorribanda e’ stata immortalata dalle telecamere di videorveglianza e dopo alcuni servizi in borghese svolti all’interno dell’area di servizio, la Polizia Stradale ha potuto identificare undici componenti del gruppo che risultavano coinvolti a vario titolo nei furti realizzati negli autogrill ma anche in vari supermercati delle cittadine di Colleferro e Valmontone. I generi alimentari venivano poi rivenduti sia tramite la filiera dei ricettatori campani che durante i raduni di musica rave organizzati in varie parti dell’Italia centrale. Le indagini hanno consentito l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone, due uomini – entrambi 27enni, residenti rispettivamente a di Velletri e in provincia di Pisa – ed una donna, di 28 anni di Colleferro. Nel corso dell’attivita’ investigativa sono stati inoltre arrestati in flagranza di reato, martedi’ scorso, per una serie di furti appena commessi presso alcuni supermercati di Valmontone, un altro uomo, di 30 anni ed altre due donne, una 20enne ed una 28enne, tutti della provincia di Napoli che la scorsa settimana erano stati fermati lungo l’autostrada A/1 e sorpresi con circa 2000 Euro di merce appena trafugata in due distinti colpi presso un supermercato di Valmontone e presso l’autogrill dell’area di servizio La Macchia Ovest. complessivo provocato ammonta a piu’ di settemila euro.

Siani lascia, Don Palmese nuovo presidente Polis

0

“Paolo può fare politica non perché è onesto, ma perché è venuto il tempo che, come diceva Benedetto Croce, l’onestà politica non sia altro che capacità politica”. Così don Tonino Palmese, vicario episcopale della Chiesa di Napoli per la giustizia e la carità e vicepresidente della Fondazione Polis della Regione Campania per i familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata, ha salutato la candidatura del presidente della Fondazione, Paolo Siani, che si candiderà alla Camera dei Deputati con il Pd a Napoli. Nell’assumere l’incarico di presidente della Fondazione, lasciato proprio oggi da Siani, don Tonino Palmese ha spiegato di vivere il suo addio “quasi come un genitore che vede un figlio andare geograficamente altrove. Napoli è capitale della camorra, ma anche dell’anticamorra che non sempre fa notizia per tanti motivi. Ma l’anticamorra a Napoli c’è, e l’espressione più matura dell’antimafia l’ha detta Paolo: fare da ponte. L’espressione più alta dell’antimafia è che la vittima possa imparare a ragionare con il carnefice”. A Napoli, ha aggiunto don Tonino Palmese, “stiamo costruendo ponti, e mi dispiace che nella delegittimazione pubblica della nostra città queste cose vengano banalizzate, che siamo tutti ‘una chiavica’. Non è vero”, ha concluso.

Calciomercato Napoli: piace Alvaro Garcia del Cadice

Gerard Deulofeu non e’ l’unico esterno d’attacco spagnolo nel mirino del NAPOLI. Secondo “As”, emissari del club partenopeo sono attesi domenica a Cadice per seguire da vicino i progressi di Alvaro Garcia, 25enne rivelazione della Segunda Division, la serie B spagnola. Il giocatore ha una clausola rescissoria di 8 milioni di euro che pero’, in caso di promozione in Liga del Cadice, salira’ a 15 milioni. Alvaro, gia’ 5 gol in questa stagione, e’ tenuto d’occhio anche da Valencia e Siviglia.

Daily Mail; corsa a 4 per dopo-Conte, c’e’ anche Sarri

0

Il casting per il dopo Conte sulla panchina del Chelsea e’ partito e in corsa, scrive oggi il ‘Daily Mail’, ci sono Massimiliano Allegri, Luis Enrique, Diego Simeone e Maurizio Sarri. “Il Chelsea ha iniziato la ricerca del suo nuovo manager visto che Antonio Conte molto probabilmente lascera’ Stamford Bridge alla fine della stagione – scrive il tabloid – Ma se il tecnico italiano si prepara a lasciare con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto, i Blues gia’ guardano al nome giusto per sostituirlo”. Oltre ai soliti noti che portano il nome di Massimiliano Allegri, dell’ex tecnico del Barcellona Luis Enrique (attualmente libero), e di Diego Simeone, il Daily Mail – che analizza uno per uno i quattro profili – fa anche il nome del tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, definito “un innovatore tattico e tecnologico e che ha un grande impatto con i suoi giocatori. Sarri – si legge ancora – viene elogiato per aver abbracciato uno stile di gioco molto bello a vedersi”. E il ‘Daily Mail’ ricorda anche come un tecnico affermato e vincente come Pep Guardiola abbia descritto “il Napoli come una delle squadre piu’ interessanti da vedere in Europa in questo momento e che sta guidando la classifica di Serie A”. Di contro, annota ancora il quotidiano, Sarri “non ha mai allenato fuori dall’Italia e non ha ancora vinto nessun trofeo”.

Napoli, spacciava dai domiciliari: preso ‘Tonino ‘o stagnariello’

Napoli, spacciava dai domiciliari: preso ‘Tonino ‘o stagnariello’.Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Giovanni hanno arrestato Antonio Scognamiglio, con precedenti di polizia di 30 anni, responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri pomeriggio in via Nuova Villa, i poliziotti sono entranti in casa dell’uomo – attualmente in regime degli arresti domiciliari – per un controllo. Ma questi subito ha cercato di raggiungere la camera da letto.Gli agenti lo hanno bloccato scoprendo che in un cassetto della camera vi erano due ovetti di plastica contenenti in totale 65 dosi di cocaina per un peso di circa 27 grammi.
Nel corso dell’intervento è stato rinvenuto e sequestrato anche un bilancino di precisione e la somma di euro 220,00. Stamane Scognamiglio, detto “Tonino o stagnariello”, è in attesa del giudizio direttissimo.

San Giuseppe, scuola nella casa confiscata al boss

Nascerà in via Croce Rossa, al civico 27, una cittadella scolastica nell’immobile confiscata alla camorra nel settembre 2015. La giunta comunale, con la prima delibera dell’anno (la numero uno datata 10 gennaio) ha approvato il progetto definitivo dei lavori di realizzazione dell’importante opera che consentirà di trasformare il bene, confiscato alla camorra, in un polo d’eccellenza per l’insegnamento e la formazione. Si chiude, in questo modo, a distanza di alcuni decenni, la tormentata storia di quest’immobile costruito negli anni Ottanta da un allora facoltoso commerciante di abbigliamento e finito poi, attraverso una serie di acquisizioni, nelle mani della camorra e del clan dominante nella zona che faceva capo al boss Mario Fabbrocino. Da qui l’acquisizione da parte dello Stato prima e l’assegnazione, poi, effettivamente avvenuta il 10 settembre 2015 quando, con decreto n. 32035, il bene è stato trasferito al patrimonio indisponibile del Comune di San Giuseppe Vesuviano. La richiesta di acquisizione era stata avanzata il 2 luglio 2015, a firma congiunta dell’ingegnere Antonio Rega, responsabile del Servizio Urbanistica, e di Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano.
In quella data il Comune aveva chiesto l’assegnazione dell’immobile al fine di procedere alla realizzazione di una moderna cittadella scolastica. Un lungo iter che ha poi portato alla successiva delibera del 7 febbraio 2017 in cui la giunta ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnica ed economica, affidando all’ingegnere Rega l’incarico di redigere il progetto definitivo-esecutivo. Un progetto realizzato in tempi record che consentirà, in linea con quanto stabilito dal «Protocollo d’Intesa per la realizzazione di azioni nei settori della legalità, sicurezza e coesione sociale», e dall’«Accordo per il rafforzamento della legalità, sicurezza e coesione sociale», di concorrere, al primo lotto, di un milione e mezzo di euro sui cinque milioni di euro totali, al finanziamento che sarà erogato con risorse attribuite alla Regione Campania POR FESR ed al ministero dell’Interno PON «Legalità», per il ciclo di programmazione 2014-2020. Una grande occasione per cittadina vesuviana chiamata, tra l’altro, la prossima primavera alle urne per il rinnovo del consiglio comunale giunto alla sua naturale scadenza lo scorso novembre. «Procediamo spediti verso il sogno di costruire una cittadella scolastica moderna ed efficiente ha dichiarato Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – Tale struttura consentirà agli alunni di ogni ordine e grado di usufruire di spazi vitali per un corretto sviluppo psicopedagogico e per un’idonea formazione fisica e culturale. L’iter amministrativo ha tempistiche ben delineate ma l’impegno è massimo per fare bene e fare presto».
I tempi prevedono un’attesa di almeno quattro mesi per l’avvio dei finanziamenti. Poi ci sarà da indire la gara con tutte le procedure collegate. Per fine anno, al massimo inizio 2019, l’avvio dei lavori che dovranno comunque concludersi entro il 2020 termine ultimo imposto dagli organi che erogheranno i cinque milioni di euro necessari per la realizzazione dell’opera.

Spari contro la casa dell’ex sindaco di Casandrino

Una notizia che doveva restare segreta almeno fino al completamento delle indagini, quella degli spari contro la casa dell’ex sindaco di Casandrino. Invece nella giornata di ieri è trapelata: tra il 31 dicembre e il 1 gennaio scorsi è stato fatto esplodere un colpo di pistola contro il portone di casa di Antimo Silvestre. Quel giorno la famiglia Silvestre era fuori per festeggiare il capodanno e al ritorno hanno scoperto l’ogiva di un colpo di pistola. Immediatamente l’ex sindaco ha avvisato i carabinieri di Grumo Nevano. Dalle indagini trapelate solo ieri, è stato possibile capire che i militari stanno seguendo due piste: la prima è quella del colpo esploso da uno dei tanti invicili di capodanno, oppure se quel colpo di pistola sia stato sparato a scopo intimidatorio. Attulmente le forze dell’ordine non hanno escluso nessuna pista. Soprattutto perché Antimo Silvestre, medico e attivamente impegnato in politica sicuramente potrebbe avere nemici in questo ambito. Ed è per questo che i carabinieri stanno cercando di capire se il colpo di pistola è collegabile all’attività politica oppure legato ad altri contesti.

Torre del Greco, al De Bottis la Notte nazionale del Liceo Classico

Torre del Greco. Nata da un’idea del professor Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, sostenuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, e introdotta dal brano inedito “Metamorfosi” del cantautore Francesco Rainero, è un evento che quest’anno verrà celebrato questa sera dalle ore 18.00 alle ore 24.00. A partecipare saranno quest’anno 407 licei classici sparsi in tutto il territorio nazionale. Lo scopo? Quello di dimostrare che il liceo classico “non è obsoleto, come spesso si sente dire – spiega il professor Schembra – ma al contrario contiene tutta una serie di input e spunti che sono attualissimi e che nei ragazzi trovano terreno fertile”. L’evento ha assunto sempre più importanza, tanto che lo scorso anno è stato richiamato sul sito del Miur e ha avuto l’onore di ricevere un saluto della Ministra Fedeli. Inoltre ci sarà anche la partecipazione del Lice Classico, linguistico e che dal nuovo anno accoglierà anche l’indirizzo biomedico.

 Simone Ascione

Gomorra a casa dei Gallo? Dissi di andare via’, parla un teste al processo

Gomorra nella casa del boss a Torre Annunziata: nuovo colpo di scena e nuova deposizione importante al processo per i fondi in nero pagati dalla casa produttrice della fiction Gomorra per essere ospitati nella villa del boss di Torre Annunziata, Francesco Gallo detto ‘o pisiello. “Dopo l’arresto del proprietario della casa avevo suggerito alla produzione di andare via di lì, a costo di sospendere le riprese. E avevo indicato come alternativa la villa sequestrata a Paolo Di Lauro a Secondigliano”. A parlare è Maurizio Gemma, direttore della Fondazione Film Commission Regione Campania, come testimone della difesa al processo contro due ex manager della Cattleya ovvero Gianluca Arcopinto, organizzatore generale della prima serie di Gomorra, e il location manager Gennaro Aquino. Sono entrambi accusati di favoreggiamento alla famiglia Gallo per non aver denunciato le loro pressioni. Ha spiegato Gemma durante la sua testimonianza:
“A causa delle polemiche, gli organizzatori avevano già subito uno slittamento dell’inizio delle riprese e avevano posticipato l’inizio di alcuni mesi. Il mio era un consiglio, per una questione di opportunità, che non è stato ascoltato. Sapevo che ci sarebbero state ulteriori polemiche e che sarebbe stato difficile spiegare che quella non era apologia, ma non mi hanno dato ascolto. Ricordo di aver sentito un po’ tutti. Sicuramente ho parlato con Maurizio Tini (produttore cinematografico, e già ascoltato come teste in questo processo) e Arcopinto. Mi sentivo spesso anche con Aquino, che mi faceva molte pressioni affinché lo aiutassi a trovare altre location che potessero essere giuste per girare le scene. Tra queste anche la lussuosa villa stile Scarface sequestrata al boss Di Lauro, lo scissionista «Ciruzzo o milionario», che aveva già ospitato le riprese del film ‘I Milionari” ispirato proprio alla storia del capoclan di Secondigliano. Però era stata scartata l’ipotesi ha detto perché in realtà anche con i Di Lauro c’erano stati dei problemi per la troupe. La produzione riteneva più giusta la soluzione di Torre Annunziata, nonostante avessimo visto altri 6 beni confiscati tra Napoli, il Vesuviano e l’area flegrea, insieme al Consorzio Sole. Io sinceramente preferisco non consigliare mai soluzioni private, ma per Gomorra avevano esigenze precise”.

Gemma ha poi risposte alle domande del pm Maria Benincasa, che lo ha sottoposto al controesame: “Le alternative proposte non andavano bene  perché non rispettavano i canoni estetici, che invece esistevano a Torre Annunziata. Tutto ciò, nonostante ci fossero difficoltà con il quartiere (il Penniniello, ndr), che era molto particolare. Però, dopo l’arresto del proprietario, avevano avuto precise rassicurazioni dall’amministratore giudiziario della casa e dalla magistratura e hanno proseguito lì. Io ero convinto che non dovessero proseguire lì, anche a costo di sospendere la produzione”.