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Napoli, mandato di cattura europeo: arrestato franco-algerino

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Ieri sera, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato “ Decumani” hanno dato esecuzione ad un mandato di arresto internazionale emesso nel 1997 dalle Autorità Algerine , a carico del 62enne Bouzzaouni Maamar , cittadino naturalizzato belga, per il reato di appropriazione indebita. Bouazzouni era alloggiato presso un B&B in via S. Tommaso D’Aquino . I poliziotti hanno accertato che l’uomo era colpito da un mandato internazionale poiché durante la sua attività lavorativa alle Poste algerine, nel 1997, aveva sottratto la somma (DZD 73.991.167 dinari ) pari a 50.000.00 euro. Bouazzouni è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Marigliano, furto nella scuola pianificato in durante l’open day

Alcuni computer, un fax, una stampante ed altro materiale scolastico sono stati rubati la notte scorsa in una scuola media di Marigliano (NAPOLI), forse da malviventi che hanno pianificato il furto nel corso dell’open day svoltosi ieri nella sede dell’istituto comprensivo. A scoprire il furto, oggi, il personale scolastico e la dirigente, Biancamaria Di Ruocco, che parla di danni ancora da quantificare e che ammonterebbero a diverse migliaia di euro. “Abbiamo un sistema di allarme che non ha funzionato – ha spiegato la preside – collegato direttamente ai carabinieri ed alla vigilanza privata. Questo ci fa pensare, anche se e’ ancora tutto da verificare, che forse i ladri approfittando dell’open day di ieri, hanno effettuato un sopralluogo e lasciato le finestre di qualche aula socchiuse per introdursi nell’istituto durante la notte”. I danni sono limitati ad alcuni computer e altro materiale presenti nelle aule e negli uffici non blindati della scuola media, che e’ anche sede centrale dell’istituto comprensivo. “Un paio di anni fa, alle elementari – ha proseguito la dirigente – rubarono tutte le lavagne multimediali, che siamo riusciti a ricomprare lo scorso anno solo grazie ad un finanziamento. Queste cose non dovrebbero accadere, la scuola non si tocca, si dovrebbe avere piu’ attenzione, soprattutto per gli istituti situati nelle zone a rischio come il nostro, realizzato nella 219 della frazione di Pontecitra. Tutto il materiale che portano via questi balordi, ci serve come il pane per riuscire ad incidere positivamente e piu’ in fretta sull’apprendimento dei nostri ragazzi”.

Elezioni, De Magistris: “Difficile trovare ma c’è vento di destra”

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“In queste elezioni politiche sarà difficile trovare un vincitore che poi possa governare, ma su questa campagna elettorale vedo spirare venti di destra e prevedo toni molto aspri e violenti”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di una intervista a Mattina 9, il morning show di Canale 9 – 7 Gold. “Noi non faremo campagna elettorale ma provocherò sui temi: ai candidati premier chiediamo quali sono le intenzioni per Napoli, anche perché, a parte nell’ultimo anno, l’attenzione del governo è stata scarsa. Il movimento deMa per ora non è pronto ma ci stiamo preparando per le europee e poi per le politiche 2023, quando mi candiderò alla guida del paese”.

Incidenti lavoro: corriere ferito in parcheggio Unicredit

Un uomo di 32 anni, di Napoli, e’ rimasto gravemente ferito in un infortunio sul lavoro questa mattina nella sede della Unicredit, in via del Lavoro a Bologna. A quanto si apprende si tratta del corriere di una ditta di trasporti: era con un collega nel parcheggio dell’edificio e stava spostando una parete divisoria in vetro, quando per motivi da accertare la lastra gli e’ caduta addosso. L’operaio ha riportato diverse ferite da taglio, anche al volto: soccorso dal 118, e’ stato trasportato all’ospedale Maggiore e ricoverato in rianimazione, con prognosi riservata. Per i rilievi sono intervenuti in Carabinieri, oltre alla Medicina del Lavoro dell’Ausl.

Baby gang, identificato il gruppo del Policlinico, la Dda: ‘Si superi la paura’

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Baby gang a Napoli: arriva l’ennesima svolta. Le serrate indagini della Polizia di Stato, avviate subito dopo il ferimento di un sedicenne nei pressi della stazione metropolitana “Policlinico”, hanno consentito di stringere il cerchio ed identificare l’intera baby gang, tutti responsabili dei reati, in concorso tra loro, di lesioni aggravate.Gli agenti del Commissariato di Polizia “Arenella”, coordinati dalla Procura della Repubblica, presso il Tribunale dei Minorenni, dopo aver denunciato un quindicenne C.M. ed un sedicenne G.S.O.R., nella serata di ieri, hanno denunciato altri due giovani, entrambi sedicenni, E.V. e G.G., rispettivamente, residenti nel quartiere Chiaiano e nel Comune di Marano di Napoli.I poliziotti, grazie alle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza, hanno potuto accertare che, a sferrare il pugno al volto è stato G.S.O.R. mentre il più giovane del gruppo, C.M., lo spalleggiava dopo essersi sfilato dal polso l’orologio in acciaio, con il cinturino collocato a mò di tirapugni, col chiaro intento di essere pronto ad intervenire per arrecare gravi lesioni.

“Credo che i ragazzi siano spaventati ed e’ giusto che lo siano. Il nostro contributo deve essere anche quello di superare la fase della paura e far capire loro che con la paura non si riesce a sconfiggere alcun fenomeno”. Giuseppe Cimmarotta, sostituto procuratore della Dda di Napoli, presidente della Giunta distrettuale dell’Anm, ha spiegato, nel corso di un incontro con i ragazzi del Liceo Cuoco, la scuola di Arturo, accoltellato una settimana prima di Natale, che il fenomeno della violenza giovanile, delle baby gang, “e’ piu’ ampio e complesso, non si tratta solo di criminalita’ organizzata”. L’ipotesi che gli aggressori del diciassettenne abbiano accoltellato Arturo come ‘rito’ di iniziazione alla malavita “potrebbe anche essere una ipotesi”. “Ma premetto che non mi occupo io delle indagini e soprattutto ritengo che agli inquirenti vadano concessi tutti gli strumenti per approfondire perche’ se gli investigatori non li hanno a disposizione, il risultato sara’ monco”. La partecipazione di Cimmarotta e della Giunta distrettuale dell’Anm, e’ “il segno tangibile di un impegno a sostegno delle scuole, di un progetto piu’ ampio di legalita'”. “E’ giusto che i ragazzi sappiano come funziona attualmente il sistema della giustizia, come si snoda attraverso le varie fasi processuali – ha concluso – Cerchiamo di soddisfare le loro curiosita’, non abbiamo ricette magiche, non veniamo a proporre soluzioni definitive, ma e’ importante che ci sia questo confronto”.

Baby gang, altri due minori denunciati per l’aggressione a Ciro. Corteo per Gaetano

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Baby gang: altri due minori denunciati a Napoli. Altri due minori sono stati denunciati dalla polizia per l’aggressione a Ciro, il ragazzo brutalmente colpito domenica sera nei pressi della stazione Policlinico della metropolitana, a Napoli. Ieri mattina gli agenti della questura di Napoli hanno individuato i primi due presunti responsabili. Le indagini continuano per risalire agli altri componenti della banda. Intanto stamane. studenti in corteo a Giugliano, in solidarieta’  di Gaetano, il 14enne di Melito ma studente del liceo di Giugliano assalito da una baby gang all’uscita della stazione della Metro di Chiaiano due settimane fa e a cui è stata asportata la milza per i colpi ricevuti. Gli studenti sono andati nei pressi dell’ospedale dove e’ ricoverato ragazzo. Gli studenti degli istituti superiori di Giugliano sono scesi in piazza per dire no alla violenza e alle baby gang. I ragazzi in corteo, sono partiti  dal centro storico, “Gaetano non mollare”: e’ questo lo slogan che gli studenti delle scuole superiori di Giugliano hanno urlato dinanzi all’ospedale di Giugliano dove e’ ricoverato Gaetano. Il ragazzo, che risiede a Melito, frequenta una delle scuole della cittadina a nord di Napoli. I ragazzi si sono fermati anche dinanzi alla sede del Comune.

“Siamo con Arturo, Ciro e Gaetano e siamo con gli oltre 5000 studenti e studentesse che mercoledì 17 gennaio 2018, hanno attraversato Scampia in corteo al grido “Stop alle violenze”. Crediamo, come loro, che la violenza minorile non sia un’emergenza, ma sia ormai un elemento strutturale di una società che continua ad individuare nella repressione l’unico strumento di contrasto del fenomeno, senza interrogarsi sulle cause. La disoccupazione e la disparità sociale, la lenta distruzione della scuola, la marginalizzazione e l’abbandono dei territori, l’emarginazione sociale, sono solo alcune delle emergenze su cui lo Stato deve intervenire se si vogliono arginare e combattere le violenze. Al contempo occorrono investimenti sui territori, combattere fenomeni come la dispersione scolastica, destinare fondi per quegli spazi sociali dove si lavora per favorire l’aggregazione giovanile, distruggere per sempre l’assioma che “con la cultura non si mangia”, perché quello che riscontriamo tutti i giorni in questo Paese è l’esatto opposto: che senza la cultura si muore. Al fine di elaborare proposte, individuare percorsi comuni, confrontarci, condividere esperienze e fare rete, accogliamo l’invito dei ragazzi e delle ragazze della nostra terra e con questo appello sosteniamo le loro giuste rivendicazioni e le loro mobilitazioni. Dicono No alla violenza e aderiscono all’appello”. Lo scrivono tanti artisti tra cui Luca Delgado, Fiorella Mannoia, Sandro Ruotolo, Maurizio De Giovanni, Franco Ricciardi,  Luca Delgado, Pino Imperatore, Luca Persico, voce dei 99 Posse  e Ivan Granatino.

La polizia smantella una ‘piazza di eroina’ nel Bronx di Caivano

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Un servizio antidroga, articolato in più giorni, ha consentito alla Polizia di Stato di smantellare una “piazza di spaccio” di eroina all’interno dell’istituto di case popolari di Via Atellana, tristemente conosciuto come il “Bronx” di Caivano. Gli agenti del Commissariato di P.S. “Afragola”, infatti, in più riprese, hanno effettuato dei servizi di osservazione, al fine di accertare il modus operandi degli spacciatori.L’attività di spaccio, così come accertato dai poliziotti, veniva svolta nell’androne della scala H ove i poliziotti, ancor prima del sorgere dell’alba, si sono introdotti raggiungendo il terrazzo di copertura. L’organizzazione che gestisce l’illecita attività di spaccio, era riuscita a rafforzare, con serrature meccaniche di supporto, il portone di accesso al fine di impedire o ritardare l’ingresso delle forze di Polizia. Nella tarda mattinata di ieri, nonostante vi fosse stata una bonifica ad opera delle “vedette” che collaborano nello spaccio di droga, abilmente, i poliziotti sono riusciti a sorprendere in flagranza Pietro De Luca, 40enne di Cardito sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla P.G. ed una nuova “leva”, Salvatore Allegretta, 33enne di Marcianise I due erano in possesso di 34 dosi di “eroina” e della somma di 200 euro , suddivisa in banconote di vario taglio. Gli agenti hanno condotto il 33enne alla Casa Circondariale di Poggioreale, sottoponendo il 40enne al regime degli arresti domiciliari, presso la sua abitazione.

False ricette mediche a pazienti morti: denunciati 3 medici

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​I finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno sottoposto a sequestro preventivo, disposto dal gip presso il tribunale di Napoli su richiesta della Procura, beni per oltre 40.000 euro, relativamente ad un giro di false ricette mediche. in particolare, i finanzieri sono riusciti a ricostruire l’illecito modus operandi che ruotava attorno alle esenzioni per prestazioni mediche, i “ticket sanitari”, presentate a nome di soggetti che erano in realtà deceduti.
Tre responsabili, un rappresentante legale protempore, una biologa ed un’altra persona che negli anni ha gestito il laboratorio di analisi, sito presso il Centro Direzionale a Napoli, hanno presentato circa 350 ricette mediche, dal 2011 al 2013, relativamente ad analisi di laboratorio svolte in favore di soggetti defunti, mai realmente effettuate, realizzando una truffa al servizio sanitario nazionale pari ad oltre 40.000 euro. Per la quantificazione del danno e l’individuazione dei beni oggetto della misura cautelare reale, facendo ricorso ai moduli ispettivi peculiari della guardia di finanza, sono stati analizzati i conti correnti bancari ed è stata approfondita la disponibilità di beni immobili da parte degli indagati. L’intervento dei finanzieri ha permesso di interrompere questo meccanismo fraudolento che, oltre a garantire un ingiusto vantaggio patrimoniale ai 3 soggetti coinvolti, andava a penalizzare i cittadini realmente bisognosi delle agevolazioni, e di segnalare alla locale autorità giudiziaria i responsabili, originari di San Nicola La Strada, in provincia di Caserta e Torre Annunziata.

Castellammare: si è costituto il pistolero di via Bonito

Castellammare: si è costituto il pistolero di via Bonito. E’ un 30enne stabiese. Si chiama L. B.si è fatto arrestare dagli agenti del locale commissariato di polizia che gli hanno notificato un decreto di fermo firmato dal gip del tribunale oplontino su richiesta dei pm della Procura torrese.Come anticipato ieri dal nostro sito l’uomo era ormai braccato. La polizia aveva in pratica chiuso i  tempi record, l’inchiesta e l’identificazione . Sentendosi oramai braccato ha deciso di consegnarsi, accompagnato dal suo avvocato e si è fatto arrestare. Il 30enne, accusato di tentato omicidio, è sospettato di essere il sicario che lunedì pomeriggio ha esploso cinque colpi di pistola contro Roberto Barbato muratore 54enne stabiese, centrato da un proiettile al gluteo.

Napoli, fuochi di Sant’Antonio: i ragazzi chiedono scusa al carabiniere ferito

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Napoli, fuochi di Sant’Antonio: i ragazzi chiedono scusa al carabiniere ferito. Incontreranno un carabiniere rimasto contuso la sera dei ‘fuochi’ di Sant’Antonio in Piazza Mercato a Napoli e gli chiederanno scusa. È stato fissato per oggi l’appuntamento di alcuni ragazzini della zona, insieme al presidente dell’Associazione Gioventu’ Cattolica, con il militare del Reggimento “Campania” che mercoledì scorso ha riportato un infortunio mentre tentava di bloccare alcuni di loro intenti ad accendere il fuoco. I ragazzi hanno espresso la volontà di porgere le scuse al militare. Un gesto positivo per la città soprattutto dopo gli episodi di Gaetano, il giovanissimo di Melito, e Arturo, 17enne di via Foria, aggrediti senza motivo da gruppi di violenti, tutti minorenni. E continua la solidarietà nei confronti delle giovani vittime aggredite senza motivo da gruppi di violenti. Prima la manifestazione pacifica al centro storico per sostenere Arturo che ha rischiato la vita per le numerose coltellate ricevute, poi quella partita da Scampia fino alla stazione della metro di Chiaiano, dove Gaetano, è stato picchiato, a cui i medici hanno dovuto asportare la milza. Oggi un altro corteo, nel napoletano, dove i ragazzi raggiungeranno l’ospedale ‘San Giuliano’ di Giugliano dove è ancora ricoverato proprio il ragazzino di Melito. Un segno per esprimere solidarietà partita dal basso ma che sta coinvolgendo anche cantanti, attori e uomini della società civile. C’è anche la firma di Fiorella Mannoia infatti nell’appello contro le violenze delle baby gang a Napoli, “Siamo con Arturo, Ciro e Gaetano – si legge nella petizione – e siamo con gli oltre 5000 studenti e studentesse che mercoledì 17 gennaio 2018, hanno attraversato Scampia in corteo al grido di Stop alle violenze”. “Occorrono più investimenti sui territori, combattere fenomeni come la dispersione scolastica, destinare fondi per quegli spazi sociali dove si lavora per favorire l’aggregazione giovanile, distruggere per sempre l’assioma che ‘con la cultura non si mangia’, perche’ quello che riscontriamo tutti i giorni in questo Paese è l’esatto opposto: che senza la cultura si muore”. Proposte queste che saranno affrontate in un dibattito organizzato da studenti e che si svolgerà fuori al liceo Cuoco a Napoli.

Napoli, furti di scooter al Vomero, arrestati padre e figlio di Marano

Napoli, furti di scooter al Vomero, arrestati padre e figlio di Marano. Era arrivato in piazza Fanzago a Napoli, quartiere collinare del Vomero, in sella ad uno scooter rubato, Davide Frattini, un 22enne di Marano gia’ noto alle forze dell’ordine, e stava per rubarne un altro che era parcheggiato, dato che con un estrattore di serrature stava scardinando quella del veicolo preso di mira. Mentre armeggiava, pero’, e’ stato bloccato dai carabinieri che lo hanno arrestato. Sotto la sella dello scooter su cui viaggiava, e che probabilmente avrebbe lasciato per prendere il nuovo bottino, nascondeva giravite e chiavi oltre che estrattori di serrature e centraline decodificate. Il 22enne e’ stato quindi sottoposto a fermo per ricettazione e possesso di arnesi da scasso. Nelle vicinanze di un’abitazione del quartiere di cui ha la disponibilita’, inoltre, i militari dell’Arma hanno trovato il padre, Roberto Frattini, 48enne, anche lui gia’ noto, che alla vista dei carabinieri ha tentato di fuggire. E’ stato rincorso e bloccato dopo una colluttazione; nella manica del giubbotto nascondeva un giravite. In cantina, cacciavitie, tronchesi e 5 centraline decodificate per scooter. L’uomo e’ stato arrestato per resistenza a un pubblico ufficale e possesso di arnesi da scasso e, dopo il giudizio direttissimo, condannato all’obbligo di firma presso la stazione carabinieri di Marano. Continuano comunque le indagini per fare luce su una serie di furti di scooter, in particolare Honda Sh, Piaggio Beverly e T-Max, commessi soprattutto nel quartiere Vomero.

Condannati per l’omicidio del boss di Caivano: assolti in Appello

Condannati per l’omicidio del boss di Caivano a Nettuno, assolti in Appello i tre presunti killer. Una base logistica per commettere delle rapine e non per uccidere il boss di Caivano Modestino Pellino: passa la tesi difensiva di tre presunti killer, arrestati per l’omicidio avvenuto il 24 luglio del 2012 a Nettuno, in provincia di Roma. La Corte d’Assise d’Appello della capitale assolve Raffaele dell’Annunziata, 22enne di Caivano, Raffaele Laurenza, 27 anni di Marcianise e Luigi Belardo, 40 anni di Orta di Atella. Non vi è prova che – nonostante fossero in un appartamento a poche centinaia di metri dal luogo del delitto, siano stati loro a sparare al boss che si era trasferito nel Lazio per continuare ad organizzare i suoi traffici. In primo grado i tre erano stati condannati: Lanzara all’ergastolo quale esecutore materiale, Dell’Annunziata a 30 anni e Belardo a 28.
Le indagini avevano acclarato, in base anche a riscontri del Dna che i tre uomini erano a Nettuno, in quei giorni in cui si decideva e si commetteva il delitto. Alcuni pentiti avevano sostenuto la tesi che l’omicidio fosse maturato nell’ambito della scissione del clan Ciccarelli per la gestione delle piazze di spacco di Caivano e del territorio tra Formia e Nettuno. La presenza dei tre spinse la Procura capitolina ad emettere un decreto di fermo e ad ipotizzare che Laurenza, Dell’Annunziata e Belardo fossero i tre killer.
Gli avvocati Saverio Senese, Antonio Abet e Giuseppe Perfetto hanno sostenuto il contrario, nessuna prova – neppure dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona – lasciava supporre che i tre imputati avevano sparato. La mancata identificazione certa dei killer ha indotto i giudici della Corte d’Assise d’Appello ad emettere una sentenza di assoluzione, accogliendo il ricorso della difesa.
Un processo indiziario nel quale avevano contato molto, le intercettazioni ambientali e telefoniche, il Dna e le impronte digitali trovate nell’appartamento di Nettuno, ritenuto base logistica dei killer. Stessa zona di provenienza tra indiziati e vittima, un’esecuzione mafiosa, le velleità di Modestino Pellino e la scissione nel clan Ciccarelli avevano fatto il resto. Ma è mancata la prova ‘madre’ quella dell’assoluta e certa identificazione dei killer immortalati da tre telecamere. Ed è arrivata l’assoluzione in Appello.

(nella foto Luigi Belardo, Raffaele Dell’Annunziata,Raffaele Laurenza)

Traffico di droga lungo l’asse Torre Annunziata, Secondigliano, Lecce: 7 in carcere

Traffico di droga lungo l’asse Torre Annunziata, Secondigliano, Lecce, sette esponenti del clan Gallo -Cavalieri e della mafia leccese sono finiti in carcere. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti degli appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con ramificazioni all’estero e basi operative stabili nell’hinterland napoletano. Si tratta di provvedimenti adottati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, all’esito di investigazioni disposte e coordinate dal Procuratore Aggiunto Dott. Borrelli e dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Fulco della locale Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica partenopea. In particolare, l’attività di indagine del GICO della Guardia di Finanza ha consentito di raccogliere gravi indizi di reità a carico di un sodalizio criminale che, facendo ricorso al sistema delle “puntate”, si approvvigionava di droga dall’Olanda e riforniva le piazze di spaccio di Secondigliano, dell’area torrese nonché quelle dislocate in territorio pugliese.
Tra i fatti-reato ricostruiti nell’ordinanza cautelare, figurano, tra l’altro, alcune importazione del narcotico non andate a buon fine, in quanto cadute in sequestro nel corso del 2016. Si tratta, in particolare, del sequestro di 40 kg di cocaina, effettuato ad Amsterdam il 26 maggio 2016 e quello di oltre 41 kg di hashish, posto in essere a Monopoli il 12 ottobre 2016, entrambi con contestuale arresto in flagranza dei rispettivi corrieri.
Il quadro indiziario, allo stato delineato, ascriverebbe un ruolo apicale a SCARPA Natale (alias Natalino il chiattone), riconducibile alla fazione camorrista del clan Gallo-Cavaliere di Torre Annunziata, che curava la regìa di consistenti importazioni di droga – prevalentemente cocaina e hashish – per la cui realizzazione conduceva e concludeva, in prima persona, trattative con broker olandesi. A supportare il predetto narcotrafficante, intervenivano, con specifici ruoli, alcuni suoi stretti congiunti – il cognato CHIRICO Giovanni e il nipote CHIRICO Raffaele – e altri fidati collaboratori, COLA Alessio, NASTI Domenico, NOCERA Fernando e PATANE’ Giovanni Raffaele.
In particolare, a CHIRICO Raffaele risulterebbero demandati i contatti con i fornitori in Olanda e il ruolo di corriere nelle importazioni, mentre NOCERA e PATANE’ sarebbero i referenti accreditati rispettivamente presso le piazze di spaccio leccesi e della zona vesuviana.

A CHIRICO Giovanni era affidato il compito di tagliare lo stupefacente e di “bonificare” gli ambienti e le automobili dalla possibile presenza di dispositivi di intercettazione.
In proposito, le investigazioni hanno permesso di raccogliere elementi indiziari in ordine alla particolare propensione della compagine criminale all’attento uso di dispositivi “protetti” – nell’ambito delle necessarie comunicazioni telefoniche che intercorrevano tra i sodali, i fornitori e gli spacciatori – ricorrendo prevalentemente a telefoni criptati di ultima generazione
Il braccio destro e factotum di SCARPA sarebbe, di fatto, COLA Alessio, depositario degli automezzi a disposizione della consorteria, per mezzo della formale titolarità di una società di noleggio auto, la Pluriservice srl, con sede in S. Giuseppe Vesuviano, costituita ad hoc per fornire supporto logistico alla compagine delinquenziale.
Unitamente ai predetti provvedimenti restrittivi della libertà personale, l’Autorità Giudiziaria ha anche disposto, pertanto, il sequestro preventivo della citata società, la cui “base operativa” era utilizzata anche per gli incontri tra gli associati nonché per la custodia dei mezzi tecnici e la strumentazione operativa dell’organizzazione.

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Pompei, ‘Non succeda più’: il monito del parroco ai funerali del parrucchiere

Pompei. Una folla immensa stamane nella chiesa di Santa Maria Goretti al quartiere Fontanelle al confine tra Pompei e Castellammare per l’ultimo saluto al parrucchiere dei vip Umberto Schettino, morto per cause ancora in via di accertamento la scorsa settimana nell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno dopo un’operazione chirurgica e una degenza di circa due mesi. L’enorme folla nella piccola chiesa ha fatto ritardare l’inizio della messa di circa mezz’ora. Alcuni familiari della vittima sono stati colti da malori e sono stati accompagnati all’esterno. In prima fila la moglie Caterina Iezza, i figliFrancesco e Catello, la madre Anna, il padre Francesco, il fratello Alfonso, la sorella Cecilia, tutti gli altri familiari e i dipendenti del negozio molto frequentato di Pompei. Durante la sua omelia il parroco non è stato tenero nei confronti dei medici dell’ospedale di Salerno che lo hanno avuto in cura. In 25 tra medici e infermieri sono indagati con l’accusa di omicidio colposo secondo l’inchiesta coordinata dal pm Roberto penna della Procura di Salerno che sta cercando di fare luce sulla morte del parrucchiere dopo la denuncia della moglie.

“Umberto non è qui- ha detto il parroco, don Michelangelo Gargiulo- ma è nell’amore di Dio. Umberto ci dice che oggi non è giusto si debba morire così. Ma è un servizio di speranza per chi sta vicino agli ammalati. Ci sia verità, chiarezza. Non per giustiziare condannare non per alimentare altro odio. Ci sia giustizia e verità perché non succedano più cose del genere. Nei luoghi dove c’è bisogno di umanità, rispetto e vicinanza. Gli errori sono umani non sono mai voluti e non sono fatti con cattiveria. È il messaggio mio e di Umberto. Non succeda più. Chi possa prendersi cura degli altri lo faccia con rispetto e so che molti lo fanno. Che la verità Il sorriso di Umberto era una finestra su cui potevi affacciarti e vedere anche il cielo. Non ho risposte, spiegazioni. ‘Vado via per restare’, disse Gesù. E così anche Umberto nel suo sorriso. Umberto è andato via per restare. Se anche adesso dovete lasciarmi andare via lo faccio per restare per sempre. Niente e nessuno ci potrà dare la bellezza di un corpo. È vero. Ma sappiate che starò con voi in un altra dimensione. Adesso ti accompagneremo alla casa del padre e tu avrai cura di noi di Caterina e dei tuoi familiari”.

Emilio D’Averio

Scoperta truffa assicurativa nel Salernitano, 66 indagati

Scoperta una truffa assicurativa nel Salernitano, 66 indagati: coinvolte le province di Salerno, Napoli e Firenze. Smantellata nel Vallo di Diano in provincia di Salerno una organizzazione specializzata nelle truffe assicurative su tutto il territorio nazionale per un giro di affari illecito stimato in 300mila euro. Sessantasei le persone coinvolte, a vario titolo, che facevano parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa pluriaggravata a danni sia del Servizio sanitario nazionale sia di una nota societa’ assicurativa con sede a Milano Questa mattina l’epilogo dell’inchiesta, condotta dai carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, coordinati dal capitano Davide Acquaviva, con la notifica di 66 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nelle province di Salerno, Napoli e Firenze. E’ stato appurato che nel corso degli anni 2013, 2014 e 2015, alcuni automobilisti residenti nel Vallo di Diano si sono visti recapitare lettere assicurative per incidenti stradali, contravvenzioni ed altri atti relativi ad autovetture a loro sconosciute e non in loro uso o possesso. In un’agenzia assicurativa con sede ad Atena Lucana si effettuavano falsi passaggi di proprieta’ di veicoli o finti contratti di permuta di autovetture intestandoli a persone ignare. Successivamente venivano emesse polizze, al fine di incassare provvigioni sui premi assicurativi, a favore di clienti compiacenti residenti, soprattutto, nelle province di Napoli, dell’Agro Nocerino-Sarnese e della Piana del Sele.L’agenzia si avvaleva del sistema contrattuale telematico di una nota societa’ assicurativa per azioni con sede a Milano, che e’ parte lesa nella truffa. L’attivita’ investigativa nasce dopo le segnalazioni di residenti nel Vallo di Diano che, dal 2013 al 2015, si sono visti recapitare a casa lettere assicurative per incidenti stradali, per contravvenzioni e per altri atti legati pero’ ad auto non in loro possesso. E cosi’, i militari dell’Arma, attraverso diversi accertamenti presso alcune agenzie assicurative nel Vallo di Diano e in Lombardia, hanno accertato che i promotori dell’organizzazione avevano stipulato oltre ottanta contratti assicurativi, ampliando il portafogli clienti grazie alle tariffe ‘scontate’. Inoltre, non sarebbero stati versati circa 300mila euro al Servizio Sanitario Nazionale, per il fondo compensativo dei costi sostenuti per assistere le persone vittime di incidenti stradali. Questa mattina, i provvedimenti dell’autorita’ giudiziaria sono stati notificati nelle province di Salerno, di Napoli e di Firenze.

Napoli, ancora un raid al Caccioppoli: rubati cavi di rame

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Napoli, ancora raid di vandali all’istituto Caccioppoli:rubati cavi di rame. E’ il sesto furto nel giro di poco tempo, ultimo a inizio mese. Un furto e’ stato compiuto la scorsa notte nell’area antistante il Liceo Scientifico Caccioppoli di Napoli: ignoti hanno rubato alcuni cavi di rame. E’ la sesta volta in pochi mesi che l’istituto scolastico di via Nuova del Campo finisce nel mirino dei ladri: si tratta del sesto raid in pochissimo tempo. Sul posto e’ giunta la polizia. A inizio mese i malviventi hanno portato via computer e altro materiale. La scorsa settimana gli studenti sono scesi in piazza per denunciare i disagi causati dai continui furti e per sollecitare maggiore sorveglianza.

Napoli, cadavere di un clochard trovato nei giardini del Molosiglio

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Napoli, il cadavere di un uomo trovato è stato trovato nei giardini pubblici del Molosiglio al centro di Napoli. Si tratta di una persona senza fissa dimora Il cadavere di un uomo di 58 anni e’ stato trovato nei giardini del Molosiglio, a Napoli. A dare l’allarme e’ stato un passante che ha chiamato la polizia. L’uomo, sembra un senza fissa dimora, secondo un primo accertamento, e’ deceduto per cause naturali. Il magistrato di turno comunque ha disposto l’esame medico legale sulla salma. Il clochard era conosciuto in zona perché frequentava da tempo la zona del lungomare Caracciolo e i giardini del Molosiglio alla ricerca di qualcuno che lo aiutasse. la sua morte probabilmente è dovuta a un malore che lo ha colpito durante la notte.

Teatro: Peppe Barra e Nando Paone in ‘Don Chisciotte’. Un adattamento di Maurizio De Giovanni al Teatro Lendi

In anteprima nazionale al Teatro Lendi (via A. Volta 176 – Strada provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino), sarà in scena dal 24 gennaio (ore 21.00) “Don Chisciotte” con Peppe Barra e Nando Paone. Lo spettacolo, adattato da  Maurizio de Giovanni  è diretto da Alessandro Maggi e oltre al 24, sono previste repliche il 25 e  il 26 gennaio. Le musiche sono di Patrizio Trampetti e le scene e i costumi di Marta Crisoli Malatesta.
Pietra miliare del romanzo moderno, il capolavoro della letteratura mondiale di Miguel de Cervantes, “Don Chisciotte”, nella riscrittura di Maurizio de Giovanni, già autore di numerosi racconti e romanzi e padre del commissario Lojacono de “I bastardi di Pizzofalcone”, vede Nando Paone e Peppe Barra nei panni del bizzarro hidalgo spagnolo e del suo fido scudiero Sancho. Un viaggio inconsueto, ironico e profondo, alla ricerca di un’identità posseduta e ogni volta riscoperta nell’immaginario del romantico e nobile principio del bene contro il male, combattuto ad ogni costo, a colpi di duro sarcasmo e disarmante coraggio. È la bizzarra impresa dell’eroe “senza macchia e senza paura” che, fedele alla sua incontrastata passione per la lettura che lo ha indotto alla follia, si decide a rivivere di persona tutte le gesta eroiche che la letteratura gli ha suggerito. Accompagnato da Sancho, concreto e pragmatico personaggio che egli designa suo compagno di avventure, intraprende un viaggio di passione e idealismo in cui utopia e realtà rappresentano i confini di un mondo tragico e comico al tempo stesso, grottesco, folle e appassionato. Nel caotico, dolorante, esilarante e fecondo scenario di un secondo dopoguerra, immaginato dalla penna di Maurizio de Giovanni, i personaggi muovono i loro passi, riflettono sulle proprie realtà, si configurano come presenze salvifiche di un incontrastato mondo marcio, in un gioco di immaginazione e roboante creatività. Di forte visione evocativa e ricca di suggestioni, lo spettacolo si propone come una sottile inchiesta che conduce acutamente ad una riflessione su sé stessi e sul mondo tout court, attraversato, ieri come domani, da perenni e universali controversie che, in ogni epoca, si fanno specchio della società contemporanea.

Truffava anziani spacciandosi per nipote, arrestato 25enne di Capodichino

Truffava anziani spacciandosi per nipote, arrestato. Contattava al telefono prevalentemente persone anziane e spacciandosi per un nipote e spiegava di aver ordinato un articolo tecnologico che sarebbe arrivato per mano di un corriere a cui i nonni avrebbero dovuto pagare il pacco in contanti. Poi si presentava davanti alla porta di casa delle vittime, a Napoli, fingendosi il corriere e e intascava il contante lasciando nelle mani dei raggirati un amplificatore per antenna tv da pochi euro. Ma e’ stato scoperto e arrestato. Si tratta di un 25enne napoletano, residente in Calata Capodichino. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri il 9 ottobre truffo’ una coppia di coniugi di 90 e 87 anni da cui riusci’ a farsi consegnare 1.000; in quell’occasione si fece accompagnare da un suo amico 13enne. il 30 ottobre invece si fece consegnare 900 euro a un 96enne. I carabinieri lo hanno identificato grazie all’analisi di diverse telecamere della zona e all’escussione di alcuni testimoni e lo tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli per truffa.

Investì in autostrada il compagno della ex moglie: chiesto il processo

Accusa di tentato omicidio per un trentanovenne di Nocera Inferiore che investì un centauro in autostrada urtando la sua motocicletta Honda Hornet e provocandogli diverse gravi ferite. Questo è il reato per il quale il sostituto procuratore, Roberto Lenza, ha chiesto il giudizio immediato considerata l’evidenza delle prove e degli elementi raccolti.
L’incidente in questione risale al 26 febbraio scorso, sull’autostrada A3, nel tratto compreso tra il casello di Nocera e quello di Angri, in direzione Napoli. La vittima, mentre guidava, aveva salutato con un cenno la ex moglie dell’uomo, avvistata in un’auto che aveva da poco sorpassato. Con la donna, spiegò nella querela, di aver avuto rapporti amicali da diversi anni. Dopo poco il centauro avvistò un’altra auto sulla quale viaggiava l’ex marito della donna, il quale gli impedì prima il sorpasso e poi lo speronò durante un nuovo tentativo di sorpasso sul lato sinistro. Effettuando una retromarcia sulla corsia di sinistra, l’uomo riuscì tuttavia a colpire la moto, danneggiandola. Poi si fermò in una piazzola di sosta a circa venti metri dall’uscita del casello di Angri e al passaggio del motociclista lo minacciò. Fu quando però imboccò la corsia di decelerazione dell’uscita di Angri che l’indagato riprese la corsa, colpendo questa volta la moto nella parte posteriore. L’uomo fece un volo di almeno dieci metri. Anche stavolta volarono minacce, con l’accusa attribuita alla vittima di aver rovinato il suo rapporto con la ex moglie e i figli.
A bordo dell’auto però c’era anche la figlia piccola dell’uomo che, scesa dall’auto,  riuscì riportare l’aggressore in auto. La vittima fu soccorsa da alcuni passanti, tra i quali quattro carabinieri in borghese della caserma di Boscoreale. I militari avevano assistito alla scena e allertarono, per competenza, la polizia stradale di Angri. Furono loro a svolgere tutte le indagini.  L’aggressore fu arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari. Per lui c’è la richiesta di giudizio immediato per tentato omicidio.