Napoli. Sul fenomeno delle baby gang “ho notato un’amplificazione eccessiva che sicuramente non aiuta” ritorna sull’argomento il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dopo gli episodi di violenza dei giorni scorsi. “Trovo molto grave che si parli di emergenza Napoli. Se vediamo le statistiche sulle baby gang, o episodi di violenza inauditi come persone morte carbonizzate, stupri o altro, non mi risulta si sia mai parlato di emergenza di questa o di quella città”. De Magistris punta il dito sul rischio di “effetto emulativo” e per questo, sostiene, “bisogna fare attenzione a non dare potenza a fenomeni sui quali bisogna investigarne le cause, ma sui quali tutto bisogna fare tranne che dare una patente di potenza e in qualche modo di imbattibilità”. Il sindaco di Napoli ritiene anche che sia un errore parlare di emergenza: “Sono tornato indietro con la memoria a quando ero ragazzino, a fine anni ’70, e a me è capitato di essere circondato da una baby gang. Basta poi vedere le rassegne stampa di questi anni, il tema della violenza c’è sempre stato. Semmai sarebbe utile investigare se c’è qualche elemento di novità in questo fenomeno, e probabilmente c’è”. ”
Sulla stessa linea anche il Presidente della Regione Vincenzo De Luca: “E’ un grande problema sociale che a Napoli diventa doppio. Dobbiamo parlare un linguaggio di verità, le baby gang ci sono anche in altre città e sarebbe sbagliato non dirlo, ma sarebbe sbagliato assumere atteggiamenti consolatori o alibi – ha spiegato – Dobbiamo avere il coraggio di dire che a Napoli il fenomeno è più grave e fare scelte di contrasto al caos, alla sopraffazione, all’intimidazione e avere un impegno per far crescere un clima di ordine e responsabilità mettendo ai margini quegli spezzoni di società napoletana che pensano di continuare con l’ammuina e la prepotenza anche quando ci sono problemi veri. Mi riferisco a chi pensa che ha diritto all’assistenza se ha perso il lavoro – ha sottolineato – perché la mia preoccupazione sono i ragazzi che studiano e sono persone perbene e che hanno pià diritto ad avere lavoro di chi fa ammuina. Quello della sicurezza e delle baby gang è un problema enorme che richiede un intervento su tutti i piani”. Per De Luca in Italia c’è un’emergenza educativa che iniza nelle famiglie e procede nelle scuole.
Baby gang, De Magistris: “Fenomeno amplificato, c’è il rischio emulazione”
De Iesu: ‘I nuovi 100 uomini saranno impiegati contro le baby gang, il piano parte oggi’
Napoli. De Iesu: ‘Tutti i 100 uomini inviati da Minniti saranno impiegati nel piano di contrasto alla violenza minorile, il piano parte oggi2. E’ questo in sintesi il pensiero del questore di Napoli, Antonio De Iesu che ha affrontato anche la questione relativa agli incidenti avvenuti in occasione dei ‘fucarazzi’ di sant’ Antonio tra ragazzi e forze dell’ordine. Per De Iesu il solo intervento delle forze dell’ordine non basta.
“Il Ministro Minniti ha dato circa 100 uomini per polizia, arma dei carabinieri e guardia di finanza per esercitare una pressione, una determinata sicurezza e queste risorse saranno dedicati esclusivamente al controllo in punti sensibili della città, luoghi di aggregazione, uscite della metropolitana. Queste risorse saranno dedicate esclusivamente alla identificazione, individuazione di minorenni deviati e violenti. Su questo già da oggi è partito il piano”. Lo sottolinea il questore di Napoli Antonio de Iesu, intervenuto oggi a Effetto giorno su Radio 24.
“Il fenomeno è ciclico, ogni anno il 17 gennaio si registra questa effervescenza, soprattutto in alcuni quartieri della città centrali. Stiamo lavorando sulle immagini a livello investigativo per cercare di individuare alcuni degli autori di questi falò e degli atti di intemperanza nei confronti delle forze dell’ordine. Chiaramente questo interroga anche sul malessere dei ragazzi in alcuni quartieri che generano soggetti violenti. Inquietante che siano dai 14 ai 17 anni”. Si esprime così il questore di Napoli Antonio de Iesu, intervenuto oggi a Effetto giorno su Radio 24 in merito sul tema della violenza da parte di minori a Napoli nella notte dei falò legati alla ricorrenza di Sant’Antonio Abate, e aggiunge: “Ieri ho analizzato la rassegna stampa del 2004, anche quell’anno si registrava l’emergenza criminalità, baby gang, accoltellamenti…è un fenomeno purtroppo endemico in questa città, una città stupenda, attrattiva dal punto di vista turistico. Ha le sue criticità in alcuni quartieri, e sono tanti purtroppo, dove il malessere, il degrado, il disagio socio-urbanistico generano forme di devianza giovanile preoccupanti su cui, oltre al doveroso ed efficace lavoro da parte nostra, da parte dell’arma dei carabinieri, della guardia di finanza, sicuramente c’è bisogno di altre misure. E’ un fenomeno che interroga tutti”.
Minori e baby gang, Recalcati a Napoli: “Rilanciare il processo educativo, sono violenze gratuite”
Napoli. “Sbagliato paragonare il fenomeno delle baby gang al terrorismo, piuttosto è un segnale di una crisi del discorso educativo”. A dirlo è stato lo psicoanalista Massimo Recalcati a Napoli per presentare il suo libro “Il segreto del figlio” nell’ambito di un incontro organizzato dalla scuola dell’infanzia ‘Giochi infiniti’ con il patrocinio dell’ordine degli psicologi della Campania. “Il ministro Minniti sbaglia a paragonare il fenomeno delle baby gang al terrorismo perché qui si colpisce senza un’idea e fuori da ogni ideologia. Si tratta di violenze gratuite, che non sono neanche legate alla volontà di appropriarsi di oggetti o di denaro”. Occorre quindi, secondo lo psicoanalista, “rilanciare il processo educativo, non abbandonare questa strada. Le scuole sono essenziali affinché la vita dei nostri figli prenda la via della parola e non quella della violenza”. Recalcati rimarca infine che “l’ordine pubblico e il presidio del territorio sono importanti, ma non sufficienti. La presenza dello Stato rassicura – conclude – mostra che non siamo soli e abbandonati, soprattutto quando il territorio è minacciato da una violenza anarchica come quella delle cronache di Napoli di questi ultimi giorni, ma da sola non basta senza una grande battaglia culturale”. La presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Antonella Bozzaotra, evidenzia come “negli ultimi giorni siano state fatte molte analisi, spesso anche corrette e condivisibili. Adesso è il momento di concentrarsi sulle azioni da mettere in campo come società civile per arginare questo fenomeno, innanzitutto comprendere quale supporto offrire ai genitori, agli insegnanti, alle istituzioni nel momento in cui è in atto questa crisi educativa e il rapporto tra le generazioni rischia di essere compromesso”. Secondo Bozzaotra “occorre individuare dei luoghi di riflessione dove elaborare le azioni da portare avanti e potenziare i servizi territoriali dove è possibile affrontare queste tematiche e sostenere le figure che vivono la crisi educativa in prima persona. Le misure repressive non risolvono il problema e spesso diventano un modo per mettersi l’anima in pace, escludendo la possibilità di lavorare sulle leggi, sul come trasformarle in regole di convivenza civile e accettarle o trasgredirle in maniera consapevole”, conclude Bozzaotra.
Baby gang, il cardinale Sepe: “Lasciate cadere i coltelli aprite le vostre mani”
Baby gang, il cardinale Crescenzio Sepe lancia un appello ai giovani, ripubblicando la lettera ai giovani scritta al suo arrivo a Napoli. E la rilancia dalle pagine delle periodico dell’Arcidiocesi Nuova Stagione. “Lasciate cadere i coltelli aprite le vostre mani!” questo il titolo di apertura del giornale dopo gli episodi di violenza degli ultimi giorni di cui sono stati protagonisti dei minori. Dopo la proposta avanzata dall’arcivescovo di costituire un tavolo permanente per affrontare concretamente le problematiche e le devianze che purtroppo si verificano nel mondo giovanile, ripubblica la “Lettera ai giovani”, che il cardinale, a pochi mesi dal suo arrivo a Napoli, indirizzo’ a tutti i giovani, il 2 febbraio 2007, in seguito dell’uccisione a coltellate di un sedicenne, in via Santa Teresa degli Scalzi.
La piccola Elisa ha trovato il donatore: la sua storia ha commosso il web
“Finalmente Elisa ha il suo donatore. Non è un gemello genetico, come tutti speravamo, ma è un donatore compatibile circa al 90%. Attualmente la piccola si trova in una cameretta sterile e sta affrontando una chemio preparatoria che la porterà a breve verso il trapianto. Il papà Fabio, la mamma Sabina e il team della pagina, ci tengono a voler ringraziare tutti. Grazie a tutti coloro che hanno diffuso il messaggio di speranza, a chi ha sostenuto la causa nelle proprie bacheche, a chi ogni giorno ci ha riempito di baci, coccole e frasi affettuose. Grazie a chi è andato a tipizzarsi facendoci capire che basta poco per aiutare, che basta poco per salvare una Vita.Grazie anche a chi non ha potuto donare con la goccina di sangue, ma che ha donato con la voce del cuore. Vi terremo aggiornati appena i genitori ci daranno ulteriori info. Adesso non resta che sperare e, per chi ha fede, pregare.FORZA ELISA… siamo tutti con te”. Questo messaggio è comparso due giorni fa sulla pagina facebook Salviamo Elisa, nata nei mesi scorsi per invitare i donatori a fare tutte le prove necessarie per la compatibilità per salvare la piccola Elisa. Di acqua ne è passata sotto i ponti ma i medici, i familiari della piccola, i gestori della pagina facebook non hanno mai smesso di sperare e ora da due giorni la pagina appunto è un tripudio di cuoricini, ringraziamenti e congratulazioni. Fabio Pardini papà della piccola Elisa, rispondendo a una domanda su chi fosse il donatore ha spiegati: “Non sappiamo praticamente nulla. Non sappiamo da dove viene. Pare che sia una donna ma non so dire l’età. È top secret. E lei non sa che donerà per Elisa. In alcuni casi si potrà sapere dopo il trapianto, ma di solito c’è molta riservatezza. Noi vorremmo abbracciarla quando sarà tutto finito e quando tutto andrà bene, ma non sappiamo se ne avremo la possibilità. Probabilmente no”. E sempre il gestore della pagina facebook scrive: “E allora cogliamo l’occasione per abbracciarla qui. Tu forse non ci leggerai, ma chiunque tu sia e ovunque tu sia… INFINITAMENTE GRAZIE!La vita della nostra guerriera è nelle tue mani, in quelle del personale medico e nelle mani di Chi aveva scritto già il tuo nome lassù nel cielo”. La storia di Elisa, la bimba di 3 anni e mezzo di Pordenone ma da mesi ricoverata in un ospedale di Roma, affetta da una rara forma di leucemia, ha fatto negli ultimi mesi il giro del web e ora che si trovato finalmente il donatore di midollo osseo compatibile si è veramente tutti più sereni.
Napoli, abusivi chiedevano il ‘pizzo’ per la sosta fuori agli ospedali: 14 denunciati
Durante la mattinata e’ stata effettuata un’operazione da parte della Polizia Municipale della unito’ operativa Vomero/Arenella per contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi. La task-force di agenti ha portato al fermo ed all’identificazione di 14 parcheggiatori abusivi che sono stati condotti presso gli uffici per la contestazione delle infrazioni per la violazione dell’art. 7 c. 15 bis C.d.S. perche’ effettuavano abusivamente l’attivita’ di parcheggiatore. All’atto del controllo venivano sequestrati ai fini della confisca € 138 quale provento dell’attivita’ illecita. Le strade oggetto dell’intervento sono state quelle intorno al periplo degli presidi ospedalieri quali “Cardarelli”, “Santobono”, “Policlinico” e “Cotugno”. Strade in cui si riversano utenti gia’ oggetto di sofferenza che si recano a trovare parenti presso i plessi succitati o addirittura si recano perche’ in stato di pronto soccorso e spesso trovano intralcio dall’attivita’ degli abusivi.
Intitolate le scale di via Cimarosa a Roberto Murolo!, la richiesta di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari
Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che già in passato, ha più volte chiesto che, nell’ambito del quartiere Vomero, dove il grande artista visse e mori, venisse intitolo un luogo pubblico a Roberto Murolo. Proposta ripresa nel marzo 2013, in occasione del decennale della morte di Murolo dall’allora presidente della municipalità Vomero-Arenella, il quale affermò: “E’ giunta l’ora d’intitolare una strada a Roberto Murolo al Vomero”, atteso che, a tutt’oggi, benché siano trascorsi quasi cinque anni, questo impegno non è stato ancora mantenuto, rilancia la proposta chiedendo che al grande cantore della Napoli classica, nato il 19 gennaio 1912, del quale dunque domani cade il centoseiesimo anniversario della nascita, vengano intitolate le scale di via Cimarosa, poste proprio dinanzi al palazzo dove si trova la sua casa, oggi sede della fondazione Roberto Murolo. “In verità mi aspettavo una maggiore considerazione – afferma Capodanno – per un artista del calibro di Murolo, che ha rilanciato la canzone napoletana nel mondo intero e che tanto lustro ha dato e continua a dare a Napoli, riproponendo le più belle melodie e scrivendo pagine indelebili che fanno, a giusta ragione, parte del retaggio storico della cultura partenopea”.
“Ma così non è stato. In verità – continua – a Murolo, nel 2014, fu intitolata una delle traverse di via Nino Bixio, nel quartiere Fuorigrotta, cosa che però fece storcere il naso a più di un estimatore del grande artista, sia per il fatto che si era scelto un tratto di strada collaterale sia perché la scelta era caduta al di fuori del territorio del Vomero, quartiere dove Roberto Murolo era sempre vissuto e dove, prima di lui aveva abitato, anche il padre, Ernesto Murolo, come ricordano le due lapidi apposte sulla facciata del fabbricato in via Cimarosa – puntualizza Capodanno -. L’idea delle scale attigue al palazzo mi è venuta in mente, osservando quanto fatto al riguardo prima per Giancarlo Siani e, più di recente, per un altro grande artista, Massimo Troisi, al quale sono state intitolale le scale di via Mariconda”. “Mi auguro che, in tempi brevi, questa proposta venga fatta propria anche dall’Amministrazione comunale partenopea – prosegue Capodanno -. Così, come auspico, che poi venga posta in atto al più presto, rendendo così omaggio a un grande e indimenticato protagonista della canzone napoletana”.
Amalfi: discesa a mare abusiva in costiera, sequestrato tratto costone
La Guardia Costiera ha sottoposto a sequestro il tratto finale di un costone a picco sul mare a Maiori, in Costiera Amalfitana, in quanto realizzato abusivamente per consentire una via d’accesso al mare direttamente da un fondo agricolo affacciato sulla costa. Il personale dei comandi di Cetara e Maiori intervenuto sul posto, sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto di Salerno, ha riscontrato la presenza di lavori in corso d’opera sulla scogliera utili a favorire la discesa a mare diretta e per i quali non era stata richiesta alcuna autorizzazione. Il tratto di costa interessato dai lavori è sottoposto a vincolo paesaggistico e rientra nel territorio del Parco dei Monti Lattari, oltre a essere sito di interesse comunitario, facente parte della “Rete Natura 2000” che costituisce il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. Per tali ragioni, la parte terminale del sentiero oggetto del controllo e gli strumenti utilizzati per la sua realizzazione sono stati sottoposti a sequestro. Il titolare dell’area, un uomo di 76 anni, è stato denunciato alla competente autorità giudiziaria per violazione delle norme in materia di tutela ambientale.
Mangiare fa del bene: a Brusciano le stelle in cucina per beneficenza
Il 22 gennaio alle ore 20.00, presso la Parrocchia San Sebastiano Martire di Brusciano, si terrà la serata di beneficenza “Mangiare fa del Bene” nell’ambito della rassegna di eventi solidali di gusto “I Sapori di Casa. Da San Sebastiano a Sant’Antonio… Insieme per il Dormitorio”.
Giunto alla II edizione, l’evento benefico ideato e organizzato dalla Comunità Interparrocchiale di Brusciano, con la fondamentale collaborazione di due chef patissier di levatura nazionale come Tommaso Foglia e Gennaro Langellotti, vedrà la presenza di 32 eccellenti realtà gastronomiche italiane, che grazie alla loro generosità permetteranno alla comunità di raccogliere fondi per portare avanti il progetto #InsiemeperilDormitorio.
Il Progetto “Insieme per il dormitorio” nasce per dare un “luogo”, un “punto di riferimento” a chi ha bisogno d’aiuto, dove può essere ascoltato e assistito. E’ la risposta concreta a quella che è la povertà del nuovo millennio. La “Casa di Sant’Antonio” oltre ad avere un’area dormitorio, con 20 posti letto, una mensa per accogliere fino a 60 persone e una sala ricreativa, ridarà luce e vita ad un quartiere che negli ultimi anni ha avuto numerose problematiche di diverso genere. Nella tensostruttura allestita per l’occasione, nell’area antistante la parrocchia, ci saranno 32 stand dove gli ospiti accorsi alla serata, muniti di apposito ticket, potranno assaggiare le prelibatezze preparate per l’occasione dagli chef sostenitori della serata.
Parteciperanno: Torre del Saraceno con Gennaro Esposito,Don Alfonso 1890 con Ernesto Iaccarino, Taverna Estìa con Francesco Sposito, Piazzetta Milù con Luigi Salomone, Il Comandante- Hotel Romeo con Salvatore Bianco, Lo Stuzzichino con Mimmo de Gregorio, Indaco- Albergo della Regina Iasabella con Pasquale Palamaro e Nello Iervolino, Kipó con Francesco Vernace, Il Moera con Francesco Fusco, Amor mio con Vincenzo Toppi, Clanio con Angelo Fabozzo, Osteria La Lanterna con Stefano Parrella, Villa Chiara Orto e Cucina con Fabiana Scarica, Villa Zaira con Maurizio di Ruocco, Eccellenze Nolane con Giuseppe Fasulo, Caffè Aragonese con Salim, Roji con Francesco Franzese e Al Pochynok, Nazzarè con Ciro Longobardi, Cieddì con Nunzio Spagnuolo, Akademia con Vincenzo David, La Canonica con Vincenzo Giordano, Villa De Luca con Valentino Buonincontri, Caupona con Enrico Ruggiero, Pasticceria Galluccicon Gennaro Langellotti, Pasticceria Scaramurè con Vincenzo Scognamiglio, Pasticceria De Vivo con Vincenzo Faiella, Pasticceria La Delizia con Antonio Di Rosa, Palazzo Nemo Eventi con Gaetano Cosenza,Grand Hotel Moon Valley con Michele Langellotti, Gran Caffè Napoli con Angelo Maria Tramontano e gli Istituti Iervolino di Caserta e I.P.S.S.E.O.A. “Carmine Russo” di Cicciano (Na).
L’evento è patrocinato dal Comune di Brusciano e sostenuto da numerose aziende locali e nazionali che hanno creduto e continuano a credere nel progetto #InsiemeperilDormitorio.
Info e prevendite: 3271328659
Castellammare, la sparatoria di via Bonito in diretta in una telecamera
Castellammare.Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Castellammare di Stabia hanno arrestato Lorenzo Buonocore, in esecuzione al decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata per i reati di tentato omicidio, lesioni, illecita detenzione e porto d’armi. Lo scorso 15 gennaio i poliziotti sono intervenuti in via Gesù dove si rinveniva la presenza di Roberto Barbato, il quale era stato ferito poco prima da un uomo che gli aveva esploso contro diversi colpi di arma da fuoco.
I poliziotti hanno subito cominciato ad indagare sull’episodio. Determinanti le immagini del sistema di video sorveglianza di un parcheggio situato proprio nei pressi
del luogo dove era avvenuto il ferimento di Roberto Barbato che hanno consentito di identificare ben presto il Buonocore. Sembrerebbe che il movente degli spari risiederebbe in una denuncia per tentata truffa assicurativa presentata dai familiari dello sparato. Per i fatti la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha emesso il decreto di fermo che ha portato ora il 31enne presso la Casa Circondariale di Poggioreale.
E’ morta a cent’anni Anna Campori. Fin da giovanissima al fianco di Totò
Aveva cento anni e sei mesi Anna Campori, morta nella sua casa di Trastevere dove era nata e cresciuta. Si è spenta circondata dall’affetto della sua grande famiglia: una figlia, cinque nipoti e dodici pronipoti. Ad annunciarlo all’Ansa è proprio la figlia Alessandra: “Mamma è stata sempre una donna piena di energia molto amata e generosa, papà, anche lui attore se ne andato diciotto anni fa e anche mia sorella è morta sette anni fa”, racconta commossa.
Campori che ha lavorato fin da giovanissima formando un lungo sodalizio con Totò, e tanti attori e registi, ha avuto insieme al marito Pietro De Vico, morto nel 1999, un grandissimo successo come protagonista di una televisione di tanti anni fa in una commedia musicale innovativa durata molto, che appassionava i ragazzi ma anche gli adulti dei primi anni ’60: “Giovanna, la nonna del Corsaro Nero” tanto lungo nel tempo quanto particolare, “di cui, oggi non è rimasto quasi nulla in quanto le puntate andavano in diretta”, spiega Alessandra. La mitica nonna era Anna Campori lunga carriera nel teatro di rivista con Macario e cinema con Totò, Tognazzi. Suo marito Pietro era Nicolino e Giulio Marchetti il maggiordomo Battista. Un trio divertente protagonista in tutti gli episodi dove di volta in volta si alternavano ospiti famosi. La nonna del Corsaro Nero era stata la nonna-sprint per eccellenza, protagonista dei pomeriggi della Tv dei Ragazzi Rai dal 1961 al 1966 in uno sceneggiato musicale liberamente ispirato alle storie di Salgari e che ha fatto la storia della televisione.
Da adolescente aveva frequentato il Liceo classico e debuttò sulle scene, giovanissima, negli anni Venti, nella compagnia teatrale di suo padre, come cantante d’operetta. Entrò, in seguito, a far parte di una modesta compagnia di prosa. Negli anni Trenta a Napoli, conosce De Vico, attore edoardiano, anche lui figlio d’arte, che dopo qualche anno diventerà suo compagno di vita e di scena. Anna è attrice di prosa brillante e raffinata in decine di spettacoli di Antonio Calenda. Nel 1951 intraprende la carriera cinematografica come caratterista, partecipando al film Una bruna indiavolata di Carlo Ludovico Bragaglia. Attrice cinematografica brillante di primo piano, ma negli anni la vogliono anche Steno e Dino Risi. Prima Sergio e poi Bruno Corbucci, tanto per citarne alcuni. Anna Campori è quindi protagonista della tv in bianco e nero, poi di nuovo cantante d’operetta e infine attrice di culto della migliore prosa di fine secolo. Nel 1991 prende parte al film tv Ladri di futuro, l’ultimo nel quale recita il marito Pietro. Il 25 gennaio del 2001 viene invitata da Serena Dandini al Teatro Ambra Jovinelli, nel giorno della sua riapertura e insieme all’attore Carlo Molfese inscena un divertentissimo sketch. Circa settanta film per un’attrice che ha vissuto anni di trasformazione, in più di sessant’anni di attività al cinema e in televisione. I funerali si terranno domani a Roma, alle 15.00, nella chiesa di san Francesco a Ripa nel quartiere Trastevere.
Castellammare, sottopasso in via Nocera: tutti contro l’idea del sindaco
Castellammare di Stabia. Un progetto pronto a stravolgere l’assetto di una città ma soprattutto di un quartiere, uno dei più grandi di Castellammare di Stabia. A lanciare l’allarme sono state le opposizioni chiedendo all’attuale Amministrazione Comunale chiarimenti sulla questione relativa alla costruzione di un sottopassaggio a Via Cosenza nei pressi della stazione ferroviaria in un punto dove sorgono palazzi e numerose attività commerciali. Tutto rientra nel progetto volto al raddoppio della linea ferroviaria Castellammare di Stabia – Napoli e all’abolizione dei passaggi a livello che sono due nel raggio di pochissimi metri e lo spostamento della stazione di “Via Nocera”. Sulla vicenda, però, c’è poca chiarezza ed un totale silenzio se non di una parte della politica pronta a chiedere delucidazioni a chi di dovere. Pare inoltre che, nei giorni scorsi, alcuni Dirigenti EAV abbiano tentato di confrontarsi sulla vicenda proprio con il primo cittadino: un tentativo che però non è riuscito.
L’opera (quella in foto) è ritenuta dal sindaco Antonio Pannullo “Un’ opportunità di crescita per la città e per il San Marco”, invece per i commercianti e residenti non lo è, tanto che hanno lanciato una petizione indirizzata alla fascia tricolore, dicendosi pronti ad utilizzare qualsiasi metodo per fermare tale scempio. Via Cosenza resta una delle strade più antiche della città, un’arteria di collegamento principale nel passato tra la città di Castellammare di Stabia e Nocera Inferiore. Infatti si narra che secoli fa fu ritrovata una pietra indicante la distanza tra Castellammare e Nocera. Ed è per questo motivo che la strada, poi, fu chiamata, nell’ultimo tratto che porta al centro città, via Nocera.
Il sindaco dal canto suo si dice pronto a confrontarsi con gli abitanti del posto ma ad oggi non c’è traccia di lui in zona. Intanto i commerciati e i residenti non la pensano allo stesso modo del sindaco ed hanno anche lanciato una petizione online, dicendosi pronti ad utilizzare qualsiasi metodo per fermare tale scempio.
De Luca: ‘Dopo le elezioni servirà una nuova legge lettorale’
Il governatore della Campania, come suo solito non le manda a dire e d entra a gamba tesa sul tema delle elezioni nel consueto appuntamento televisivo con Lira Tv: Subito dopo il voto servirà una nuova legge elettorale. Era difficile fare peggio di questa”, in sintesi il suo pensiero espresso in tv. “Per chi guarda dall’estero è complicato capire e giustificare quello che sta succedendo qui”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca parlando della legge elettorale con cui si voterà il prossimo 4 marzo durante l’intervista a Lira Tv. “Chi governerà l’Italia? Cosa abbiamo fatto in questi anni per avere una tornata elettorale in cui si decide chi governa e chi fa opposizione? – ha chiesto – Siamo stati tanto bravi da ridurci al punto che nessuno capisce niente di quello che succederà dopo il 4 marzo. Molto peggio di venti anni fa quando esistevano grandi partiti e organizzazioni che erano rfonte di azionalità politica, c’era chi inquinava la politica ma c’erano anche grandi personalità, che avevano il senso dello Stato, ognuna nel proprio mondo aveva prestigio e credibilità, e al di là delle distinzioni politiche si rispettavano. Alla crisi dei partiti si aggiunge la polverizzazione legata a questa legge elettorale, era difficile fare peggio di quello fatto – ha evidenziato De Luca – Ci siamo arrivati perchè si è perso il senso di responsabilità, di mettere l’Italia prima dei partiti e perché ci sono stati i 5 Stelle che hanno detto di non voler parlare con nessuno. Loro ballano da soli, non si compromettono. Non credo che con questa legge andremo lontano, mi auguro si metta mano a legge elettorale seria subito dopo il 4 marzo. Le leggi elettorali serie sono due: o quella tedesca che offre una prospettiva razionale, con soglia di sbarramento al 7 per cento, per eliminare le piccole formazioni politiche che rendono il sistema ingestibile, e sistema proporzionale secco. Oppure il sistema maggioritario secco o a doppio turno come in Francia o Inghilterra per sapere chi deve governare e chi stare all’opposizione – ha concluso – Peccato per l’esito del referendum e per gli errori commessi dal Pd perché era un tentativo di semplificare il quadro politico, mentre adesso siamo nella palude”.
Fonderie Pisano, ecco i dati choc dell’oncologo chirurgo
Sulla vicenda delle Fonderie Pisano di Salerno riceviamo dall’oncologo chirurgo Vincenzo Petrosino e volentieri pubblichiamo le analisi dei metalli pesanti e Pcb effettuati nel 2014 ad una volontaria affetta da Cancro dell’esofago e stomaco.
“Si sente spesso parlare di inquinamento ambientale e patologie. Oggi non si può parlare di prevenzione se non si tiene conto dell’ambiente in cui viviamo. Più l’ambiente in cui viviamo è inquinato più siamo soggetti ad assorbire attraverso varie vie alcune sostanze. Sostengo da molti anni che “ il progresso “ non può avere un prezzo. Se il prezzo del progresso fosse un solo ammalato di cancro o un solo bambino malformato o una sola patolologia tiroidea o infertilità , questo non è mai accettabile.
Bisognerebbe sempre applicare il sano e giusto principio della precauzione ed evitare non solo di costruire nuove criticità ambientali, ma mettere in sicurezza e ridurre tutte le emissioni in atmosfera di quelle esistenti, evitare ogni smaltimento doloso e colposo.
Nel 2014 balzò alla ribalta il problema delle fonderie Pisano a Salerno, una piccola criticità ambientale rispetto a tante grandi criticità Italiane di cui mi stavo occupando,che comunque insisteva su un territorio abbastanza antropizzato e che grazie anche all’azione dei venti portava con ogni probabilità inquinanti anche molto lontani dai camini di fuoriuscita.
In quegli anni stavo effettuando analisi su due matrici biologiche, sangue e capello , sugli abitanti del Napoletano che abitavano nei pressi di criticità ambientali ( terra dei fuochi, Acerra inceneritore, sversamenti dolosi e colposi ) . Lo studio da me ideato e da molti in seguito plagiato , si proponeva di studiare negli ammalati di alcune patologie cosa ci fosse nel sangue e nel capello, confrontare i risultati con un campione di pazienti sani .
Non più quindi uno studio sull’ambiente ma proprio sulle persone e in particolare sugli ammalati e sembrava per me la cosa più logica da fare, ma da molti osteggiata. In particolare decisi di analizzare 14 metalli pesanti e 12 policlorobifenili. Queste analisi furono effettuate con rigido protocollo scientifico , presso il dipartimento di Farmacia della Università di Napoli. In questo periodo analizzammo anche il sangue di pazienti affetti da cancro del distretto testa collo in collaborazione con alcuni colleghi della Sun di Napoli dipartimento di Otorinolaringoiatria. Ovviamente decisi di analizzare anche possibili volontari affetti da patologie neoplastiche e che vivevano in prossimità delle fonderie Pisano.
Ero indubbiamente curioso scientificamente di capire cosa ci potesse essere nel sangue e nei capelli anche di tali ammalati e confrontarli con altri del Napoletano. Quando si decide di fare una cosa che è abbastanza nuova e fuori dal comune si hanno sempre pareri contrastanti e discordi, lo stesso dirigente dell’ASL e altri nomi noti della scienza da me interpellati per fare un lavoro insieme non diede molto peso alla cosa e neppure riuscii ad ottenere i 20 volontari dai vari comitati che si interessavano al problema, ne tantomeno dalle varie istituzioni ( tutte rese edotte della iniziativa con Pec ) .
Lo stesso quotidiano la Città di Salerno pubblicò a piena pagina l’iniziativa. Rispose alla chiamata una sola volontaria D.R di anni 59 la quale abitava da oltre 10 anni a Fratte ed era affetta da una gravissima forma di cancro all’esofago e stomaco a cellule con castone inoperabile. La volontaria della quale ho tutti i consensi informati e documenti clinici e personali di identificazione morì pochi mesi dopo la donazione del suo sangue e capelli per questa ricerca.
La Volontaria mi pregò di capire se qualcosa avesse creato questa devastante malattia. Purtroppo i risultati giunsero dopo il suo decesso e ne tantomeno avevamo ancora analizzato tutti i dati dei circa 100 volontari che avevamo a disposizione . In quel periodo inoltre ci fu anche una inspiegabile fuga dei risultati delle analisi effettuate dalla Università ( regolarmente denunciata )
Questi dati proprio per la tipicità e particolarietà furono anche ripresi in parte e pubblicati il 29 Marzo 2015 dal quotidiano la Città , ma sembrò che nessuno volesse dare importanza e seguito a questa cosa.
Qualche giorno fa leggo sul quotidiano la città che presso la Regione Campania in una riunione avvenuta , presente il Dott. Limone del progetto Spes , che ben conosce la storia questa storia, avrebbero confermato la presenza di metalli negli abitanti di Fratte analizzati raccogliendo anche onori e consensi. Si parla di grande successo e di stop alle fonderie.
Sottolineo invece che purtroppo l’unico caso osservato di cancro devastante era già del 2014 e riporta valori abbastanza significativi e che dovevano davvero fare meditare. Non conosco e ne desidero conoscere i motivi per i quali si è perso tanto tempo prima di effettuare queste indagini sulla popolazione, ovviamente il dott. Limone e tutti i componenti di Spes sono stati ampiamente informati da anni che sia lo studio da loro messo in piedi ( in parte ) che l’idea era purtroppo stata solo “ un vero plagio scientifico “ da parte di persone che conoscevano bene ciò che avevo fatto e stavo facendo.
Ma comunque le buone idee come dico sempre possono anche essere copiate , anzi vengono copiate le idee buone, solo i cervelli purtroppo non possono essere copiati e questo è spesso un problema per chi copia.
Infatti noi abbiamo già ampiamente descritto e pubblicato , metodologie compreso, ciò che abbiamo trovato negli ammalati di cancro del distretto testa collo. Non polemica ma descrizione dei fatti, inoltre se così fosse si sono persi ben tre anni prima di accendere una lampadina rossa che lo scrivente insieme ad altri collaboratori aveva già ben acceso tra polemiche e storielle fantastiche varie.
Pubblico qui l’originale delle analisi che l’università di Napoli ha riscontrato nella volontaria di Fratte, è evidente che esistono valori di Allumini, Antimonio,Arsenico, Cadmio, Cromo,Mercurio,Nichel, Piombo, Stronzio e Zinco nonchè alcuni pcb altamente cancerogeni. Queste analisi devono fare riflettere e devono rappresentare un motivo per andare oltre e capire. Alcune delle sostanze ritrovate nel sangue della residente a Fratte da oltre 10 anni sono addirittura compatibili con il tipo di cancro trovato questo in medicina può essere tutto o nulla, può essere un caso o una fortuna, ma la scienza ci insegna che la fortuna è un ingrediente importante per qualsiasi scoperta scientifica. La stessa Isde di cui faccio parte da anni sembra non avere recepito i messaggi, continuando con sterili analisi insignificanti sul territorio , per poi aderire a ‘’spes “ inspiegabilmente.
Spesso anche un solo caso può e deve accendere la spia rossa, spesso se la strada non la vedi la devi disegnare e bisogna sempre guardare oltre l’orizzonte e sempre immaginarlo se non lo vedi”.
Vincenzo Petrosino, Oncologo Chirurgo

L’agente di Politano: ‘Matteo sogna il Napoli ma il Sassuolo non lo cede’
Politano, sogna Napoli ma Sassuolo non lo cede. Davide Lippi: “Finche’ il mercato e’ aperto ci proveremo” . “Politano avrebbe una grande voglia, e’ un sogno giocare in una realta’ come il Napoli”. Lo ha detto Davide Lippi, agente di Matteo Politano, commentando il tentativo del Napoli di portare l’attaccante del Sassuolo in azzurro. “Politano – ha spiegato Lippi a Radio Kiss Kiss Napoli – ha sempre conquistato il suo spazio: a Sassuolo c’era Berardi, eppure si e’ ritagliato i suoi spazi. Dunque non avrebbe problemi ad andarsi a giocare le sue chance in squadra con grandi giocatori. Avrebbe questa legittima voglia per una sua crescita professionale, per andarsi a confrontare con una realta’ piu’ grande del Sassuolo. Quando c’e’ una chiamata come quella del Napoli ci si pensa. Il Sassuolo lo ritiene incedibile. Ci abbiamo provato, ma la situazione e’ questa”. “Io lavoro per Politano – ha proseguito Lippi – che avrebbe questo desiderio e quindi fin quando c’e’ una possibilita’ sicuramente ci proveremo. Sono convinto che facendo il salto di qualita’ Politano darebbe il suo apporto. Al momento il Sassuolo non lo cede e va bene lo stesso, non e’ che uno non si comporta da professionista. Se si presenta il Napoli pero’ c’e’ per forza da parlarne, l’abbiamo detto alla societa’. Non vogliamo mancare di rispetto nessuno, il Sassuolo ha fatto le sue scelte e ha detto che il giocatore e’ incedibile. Va bene cosi’, ma fin quando il mercato e’ aperto noi ci proveremo”.
Napoli, sequestrate 305 opere contraffatte: 16 indagati eccellenti
Sono 305 le opere d’arte contraffatte sequestrate dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli. Lo rende noto il procuratore di Napoli Giovanni Melillo “in relazione – scrive – alle notizie di stampa relative agli esiti delle attività di perquisizione e sequestro eseguite dai Carabinieri lo scorso 16 gennaio nei confronti di 13 persone sottoposte a indagini e di numerosi, ignari acquirenti di opere d’arte contraffatte”. Le opere sono attribuite a numerosi artisti, tra i quali: Schifano, Donzelli, Bresciani, Irolli, Carelli, De Corsi, Bocchetti, Fattori, Noria, Rotella, Kostabi, Arman, Tafuri, Galanti, Guttuso, Vassetti, Santoro, Volpe, Crippa, Emblema, Licata, Accardi, Turcato, Grassi e altri. Sono stati inoltre sequestrati “22 reperti archeologici, rinvenuti nella disponibilità di taluno degli indagati principali”, aggiunge Melillo spiegando che “le opere e i reperti in sequestro formeranno oggetto di ulteriori verifiche, finalizzate all’accertamento dei reati per i quali questo Ufficio procede a indagini preliminari, per ogni altro aspetto ancora oggetto di segreto, tese all’individuazione, oltre che dell’autore dei dipinti contraffatti, dei principali intermediari nella commercializzazione delle opere contraffatte”. Lo stato delle acquisizioni probatorie, conclude Melillo, “non consente di formulare allo stato alcuna affidabile ipotesi di attribuzione di responsabilità penali”.
Gragnano, si chiamava Carmela Gargiulo la donna morta in strada mentre camminava
Si chiamava Carmela Gargiulo e aveva 51 anni la donna morta questo pomeriggio per un improvviso malore mentre camminava in via Castellammare. La donna che abitava nella centralissima via Vittorio Veneto da poco aveva perso la madre. La sua improvvisa morte ha lasciato tutti sconcertati a Gragnano. La tragedia si è consumata intorno alle 15 di oggi pomeriggio. Carmela Cargiulo stava camminando sul marciapiedi quando si è improvvisamente accasciata al suolo. Qualcuno ha pensato a una caduta per un piede in fallo oppure a un malore. Hanno cercato di rianimarla ma la donna non rispondeva alle sollecitazioni. E’ stata avvertito il 118 che ha inviato sul posto in pochi minuti una propria ambulanza con il personale medico a bordo. Ma quando gli operatori sono arrivati sul posto per la donna non c’era più nulla da fare. Il suo cuore aveva già cessate di battere e a nulla sono servite le manovre per rianimarla. Sul posto anche i carabinieri per i rilievi del caso.
Baby gang, la mamma Arturo: ‘A nessuno capiti una vicenda del genere’
Baby gang a Napoli: è da oltre un mese che non si parla di altro. La mamma Arturo, il ragazzo accoltellato il 18 dicembre in via Foria a Napoli e che ha rappresentato il primo eclatante caso della violenza urbana minorile, oggi a parlato ai ragazzi dell’Istituto Cuoco di Napoli, frequentato dal figlio. “A nessuno capiti più una vicenda del genere”, ha detto. “A nessuna mamma deve mai capitare quello che accaduto a me, di ritrovarsi con un figlio aggredito senza motivo”. Lo ha detto Maria Luisa Iavarone, la mamma di Arturo. Le manifestazioni e le iniziative contro la violenza minorile, contro le Baby gang, proseguono. E l’incontro di oggi al Liceo Cuoco, la scuola di Arturo, insieme con la Giunta distrettuale dell’Anm di Napoli e’, per Iavarone, “un bel segnale di solidarieta’, ma soprattutto di costruzione culturale”. “I ragazzi, dapprima sgomenti, poi arrabbiati, per la terribile esperienza del loro compagno, hanno manifestato una sana curiosita’ rispetto al funzionamento dell’apparato giudiziario in relazione all’ episodio”. “I magistrati hanno colto questa esigenza – ha concluso – mettendo a disposizione della scuola le proprie competenze” . Per il preside del Cuoco “la riscossa e’ partita dai ragazzi del liceo”. Adele Barile, preside del Liceo Cuoco, la scuola di Arturo, il diciassettenne accoltellato un mese fa, in via Foria, tiene a sottolineare che gli studenti, “fin dal giorno dell’aggressione, hanno mostrato volonta’ di riscatto e di volersi riappropriare del loro futuro”. “Sono stati toccati nel profondo – ha affermato – e hanno manifestato questa intenzione di far sentire la loro vicinanza ad Arturo, una sollecitazione venuta anche da genitori di Arturo e che io ho colto”. “Sono i ragazzi i veri protagonisti di questo riscatto – ha aggiunto – e sono un monito a chi vuole trincerarsi dietro una indifferenza che non fa bene a nessuno”. “E’ solo un caso che sia toccato ad Arturo – ha concluso – ma puo’ capitare a chiunque”
Il controllo impronte per il personale Cardarelli non piace ai medici
Parte tra le polemiche il nuovo sistema per il controllo di ingresso e uscita del personale dell’ospedale Cardarelli di Napoli, basato sulla ‘lettura’ delle impronte digitali. Gli apparecchi per vecchi badge hanno lasciato infatti il posto a macchinette marcatempo, posizionate nei giorni scorsi, che identificano i dipendenti attraverso dati biometrici e che già a ottobre scorso avevano ottenuto l’approvazione del Garante della privacy. L’ospedale ora dovrà raccogliere le impronte dei dipendenti e mettere a punto la parte informatica, in modo da partire definitivamente a marzo. La novità non piace però ai medici che si interrogano anche sul messaggio negativo che viene trasmesso ai pazienti . “Un sistema di controllo limitato a una categoria suggerisce che ci troviamo di fronte a ‘sorvegliati’ speciali, potenziali truffatori. E questo non aiuta nemmeno a tutelare quei professionisti esposti a situazioni di pericolo, come mostrano i tanti fatti di cronaca”, spiega all’AdnKronos Salute Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli. Nessuna preclusione per il sistema in sé. “Sul piano pratico – precisa Scotti – non ci sono grandi differenze. Il riconoscimento viene determinato un dato biometrico che non rischia di essere diffuso. E il Garante della privacy ha già dato la sua approvazione. Non ci sono problemi legali. Ma sul piano deontologico e di immagine della categoria medica, e delle altre professione coinvolte, non mancano le perplessità. La stessa iscrizione all’Ordine comporta un’impegno morale che mal si accompagna a questo tipo di controllo ‘speciale’, non è presente in nessun altro posto di lavoro”. Se infatti questo sistema fosse allargato a tutta l’amministrazione pubblica, continua il presidente dei medici napoletani, “non si istillerebbe il sospetto di una categoria che necessita di particolari controlli. E questo a fronte di persone sotto continua pressione ed esposte a pericoli, come dimostrano le aggressioni al pronto soccorso e ai medici di emergenza”. “Creare un pregiudizio nei cittadini non fa bene a nessuno”, conclude Scotti che invita il direttore generale del Cardarelli a riflettere sulla tipo di messaggio veicolato da questa iniziativa: “Il Dg si è particolarmente impegnato nel promuovere una comunicazione positiva dell’ospedale, ma credo che una riflessione sui danni all’immagine della professionalità del personale che viene fuori con l’introduzione di questo sistema debba essere fatta”.
Villaggio rom a Scampia, Palmieri: ‘Ecco motivi mancato decollo’
“Oggi in commissione abbiamo preso atto degli errori procedurali, i ritardi, i tanti cambiamenti intervenuti in corso d’opera che hanno mandato a monte il progetto per la realizzazione del villaggio rom a Scampia. Un progetto nato nel 2009 con l’allora giunta Iervolino e sul quale l’Unione europea aveva assicurato il finanziamento della spesa. Nel tentativo di realizzare un progetto migliore, l’attuale amministrazione nel 2014 ne ha presentato uno nuovo che pero’ non ha incontrato i favori delle associazione del territorio a tutela dei rom e ne’ della stessa commissione europea, che ha dubbi in ordine alla sua realizzazione”. Lo ha detto il presidente della commissione Trasparenza del Comune di NAPOLI, Domenico Palmieri, nel corso della riunione che si e’ svolta stamane a via Verdi e alla quale hanno partecipato, tra gli altri l’europarlamentare Andrea Cozzolino e l’assessore al Welfare Roberta Gaeta. “Il risultato – ha continuato Palmieri – e’ stato il disimpegno delle risorse, avvenuto nel 2016 e la perdita di un consistente intervento che potesse segnare una svolta nelle politiche di accoglienza della comunita’ rom nella nostra citta’. NAPOLI non puo’ consentire che i rom occupino indiscriminatamente pezzi del territorio, dal mercato ortofrutticolo nei pressi del Centro Direzionale alle aree abbandonate di San Pietro a Patierno, ne’ che vivano accampati in un auditorium, come sta avvenendo da mesi a Scampia. Queste sono le peggiori premesse per una convivenza civile con il resto della citta'”. “Partendo dall’analisi degli errori – ha concluso Palmieri – troviamo pero’ ora una soluzione. Propongo di lavorare affinche’ si crei una corretta sinergia istituzionale tra rappresentanti di Comune, Regione e Parlamento europeo per riprogrammare l’intervento. E sono soddisfatto della disponibilita’ emersa nel corso del dibattito espressa dalle varie forze politiche e dallo stesso assessore Gaeta a procedere in questa direzione. Al di la’ delle divisioni politiche, bisogna spingere tutti uniti su politiche inclusive che non facciano perno sul pietismo o sulla semplice tolleranza, ma su progetti concreti e realizzabili, in grado di coniugare solidarieta’ e sicurezza”.



