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Karamù, a Scafati stasera il secondo evento del Lounge Pub

Secondo evento del Karamù a Scafati.
Per ripartire il Sud deve avere il coraggio di rischiare su se stesso, sulle proprie potenzialità, arricchendole di quel minimo di contaminazione necessaria ad aprirsi al futuro. I giovani meridionali lo hanno capito ed hanno cominciato a muoversi di conseguenza, dando vita a iniziative autonome, senza aspettare che il “pantalone” di turno gli offra il proprio obolo. E in questa nuova ondata d’impreditori vanno certamente inseriti i giovani ristoratori: Luigi Serpe e Aniello Formisano, già proprietari di un noto ristorante a Piano di Sorrento, che hanno deciso di aprire in via Brunelleschi – una traversa di via Nazionale – a Scafati, il Lounge pub “Karamù”, che punta sulla cucina etnica accompagnata da una notevole selezione di birra alla spina, e non, ma anche da ottimi coktail.

E poichè l’obiettivo dei due titolari è quello di farne un luogo di riferimento per la movida, e non solo quella cittadina, il locale produrrà eventi musicali e d’intrattenimento di grande spessore, nel corso dei quali saranno chiamati ad esibirsi gruppi musicali locali, per coinvolgenti live, e tribute band degli artisti internazionali più famosi. E dopo il successo riscosso dall’appuntamento inaugurale di domenica scorsa, questa sera il secondo evento con il vinyl dj set di Claudio Climaco e la performance live dell’artista e scenografa Lady Lucia Aiello. Climaco vanta un notevole curriculum (dal secondo posto al Movida Corona Iternational Dj Contest del 2013 al terzo all’ I.D.A. International Dj Assassin con i Simple But Funk del 2010 ed altri concorsi internazionali) con numerose apparizioni alle consolle di tutti i maggiori locali della scena partenopea. Durante la serata la clientela potrà usufruire di un ricco free buffet e provare i drink preparati dagli esperti barman ascoltando la musica dei dj e osservando la performance artistica della scenografa Lady Lucia Aiello.

Voto di scambio: ecco tutti gli episodi contestati ai Cesaro e a Beneduce

Voto di scambio per le elezioni regionali della Campania del 2016 oltre ai due consiglieri regionali di Forza Italia, Armando Cesaro e Flora Beneduce, tra gli indagati ci sono Luigi Cesaro, deputato ed ex presidente della Provincia di Napoli, e i fratelli Aniello e Raffaele, in carcere dalla scorsa primavera per reati gra­vi tra cui il concorso esterno in associazio­ne camorristica. Indagati anche il sindaco di Marano Angelo Liccardo, funzionari co­munali e medici. L’inchiesta fu avviata dalla Dda di Napoli, che indagava sullo scandalo del Pip  di Marano, proprio la vicenda per cui Aniel­lo e Raffaele Cesaro sono in carcere dallo scorso anno. I pm Maria Di Mauro e Giuseppe Visone della Dda di Napoli inviarono gli atti relativi al voto di scambio al collega Simone de Roxas,  della Procura di Na­poli Nord, che indaga con il coordinamento del procuratore Francesco Greco.
Sono ben dodici episodi di voto di scambio elencati nell’avviso di conclusione delle indagini notificato ieri ai 29 indagati, un­dici dei quali vedono coinvolti Luigi ed Ar­mando Cesaro (padre e figlio). Luigi Cesaro, ritiene il pm, per ottenere nella zona di Marano l’appog­gio all’elezione del figlio, promise all’imprenditore Antonio Di Guida una commes­sa in un’Asi (Area di sviluppo industriale) del Casertano per un importo di dieci milioni con un guadagno netto di almeno due. Con l’intermediazione di Di Guida e di Pasquale Bove, direttore di dipartimento dell’Asl 2 Na Nord, inoltre, il deputato promise al dottor Vincenzo Carandente la no­mina a direttore del distretto sanitario 38 della stessa Asl. Per ottenere voti vennero pagati anche soldi, sostiene l’accusa: Flora Beneduce, infatti, tramite il nipote Tomma­so De Rosa, versò 2.000 euro ad Armando Sarracino in cambio dell’assicurazione di almeno 300 voti, promettendone, ad elezio­ne avvenuta, altri 10.000. E sempre secondo le accuse Luigi Cesaro, con l’intermediazione di Antonio Di Guida e Salvatore De Stefano, promise e fe­ce ottenere a Luigi De Biase la nomina a componente dell’Oiv, Organismo interno di valutazione della Regione Campania. Promise inoltre l’assunzione in Poste Italia­ne spa a Salvatore Paragliola in cambio di trenta voti, la cui controprova sarebbe poi stata attestata da foto delle schede votate scattate con il telefonino. Il parlamentare poi, con l’intermediazione del solito Di Gui­da, sollecitò l’allora sindaco di Marano, An­gelo Liccardo, a concedere il nulla osta a Ti­ziana Di Grezia, dirigente dell’ufficio legale del Comune, perché si trasferisse al Dema­nio marittimo regionale. Ma il nulla osta, sempre secondo il pm, non poteva essere con­cesso poiché il Comune era in dissesto e dunque non poteva assumere un’altra per­sona per sostituirla. Stesso discorso per Gennaro Marchesano, agente della polizia municipale, interessato a un incarico nel­l’ufficio del presidente del gruppo regiona­le del Partito socialista europeo. L’avvocato Tommaso De Rosa, si legge sempre nell’avviso di conclusioni indagini, accettò di assumere una persona nel proprio studio legale per procurare voti alla zia e ad Armando Cesaro con il metodo della doppia preferenza di genere. E ancora: Luigi Cesaro,  con l’aiuto del fratello Raffaele, promise al dot­tor Gennaro Sarnataro, medico precario al­ l’ospedale di Giugliano, un posto di lavoro stabile. La dottoressa Sara Di Bonito, figlia di un sottotenente della polizia municipale di Marano, ebbe invece la promessa dell’as­sunzione nel prestigioso ospedale San Raf­faele di Milano.Nel meccanismo del voto di scambio in favore di Armando Cesaro ci sarebbero anche degli abbonamenti regalati per la piscina del centro sportivo ‘Aquilasport’ che i Cesaro gestiscono a Portici di cui è amministratore unico Aniello Cesaro. Infine la signora Adele Giordano, dipendente della società partecipata ‘Ar­mena sviluppo spa’, sarebbe stata  promossa da addetta al verde pubblico a impiegata.

 

Mafia, fermato il figlio dell’autista di Riina: era il nuovo boss di Palermo

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Mafia: fermato a Palermo dai carabinieri, Giuseppe Biondino, il figlio dell’autista di Totò Riina: secondo gli investigatori è il nuovo capo della famiglia mafiosa di San Lorenzo. I carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, all’alba, hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla procura distrettuale antimafia di Palermo nei confronti di cinque indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione consumata e tentata, incendio, tutti commessi con l’aggravante del metodo e finalità mafiosi. Le indagini che hanno portato ai fermi sono la prosecuzione dell’operazione “Talea”, condotta nel dicembre 2017 nei confronti degli affiliati ai mandamenti mafiosi di San Lorenzo e Resuttana, e – spiegano in una nota i carabinieri di Palermo – hanno “documentato la reggenza della famiglia mafiosa di Palermo San Lorenzo (composto dall’omonima famiglia di San Lorenzo, Tommaso Natale, Partanna Mondello, Terrasini, Cinisi e Carini) e Resuttana (composta dall’omonima famiglia di Resuttana e da quelle dell’Arenella e dell’Acquasanta) da parte di Giuseppe Biondino, 40enne figlio dell’ergastolano mafioso Salvatore”.I risultati delle indagini hanno anche permesso – spiegano i carabinieri – di “trarre in arresto Salvatore Ariolo e il tunisino Ahmed Glaoui, quali appartenenti rispettivamente alle famiglie di mafia di San Lorenzo e Partanna Mondello”.Fermati anche Salvatore Ariolo e il tunisino Ahmed Glaoui, ritenuti appartenenti rispettivamente alle famiglie mafiose di San Lorenzo e Partanna Mondello. E’ stata anche ricostruita un’estorsione consumata e due tentate, nei confronti di imprenditori e commercianti della zona di riferimento. Inoltre gli investigatori, al termini delle indagini hanno individuato il 30enne ritenuto mandante dell’incendio commesso, la notte del 14 agosto 2015, nei confronti di un’attività commerciale di Partinico, per il quale erano già stati arrestati gli esecutori materiali nell’ambito dell’operazione Talea. Secondo gli investigatori il mandante di quel delitto di mafia è Francesco Lo Iacono, nipote di Maurizio Lo Iacono, esponente di vertice del mandamento di Partinico, ucciso il 4 ottobre 2005 a Partinico; omicidio collegabile ai contrasti tra i Lo Iacono e i Vitale, a causa della vicinanza dei primi al boss, all’epoca latitante, Bernardo Provenzano.

Napoli, è un uomo vicino ai Cutolo l’accoltellato di Fuorigrotta

Napoli. E’ il pregiudicato Bruno Annunziata , 41 anni, l’uomo ferito a coltellate ieri pomeriggio in via D’Annunzio a Fuorigrotta. L’uomo , fino ad alcuni anni fa ritenuto dagli investigatori una figura vicina, ma non affiliata, al clan Cutolo del rione Traiano, è stata aggredito da uno sconosciuto, almeno questo è il suo racconto, che lo avrebbe colto di sorpresa. Annunziata è stato ferito con tre fendenti alla schiena e una quarta al volto. Insieme con l’aggressore, sempre secondo il racconto del ferito, c’era anche un complice che non avrebbe però preso parte al ferimento. Il ferito è stato ricoverato all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta con una prognosi di trenta giorni. Le sue condizioni restano serie, ma il 41enne non è in pericolo di vita. Gli investigatori escludono che si sia trattato di un tentativo di rapina. Non è dunque da escludere che il ferimento sia riconducibile a motivi pregressi. Vecchi rancori con qualche altro pregiudicato della zona per uno sgarro compiuto. Intanto si sta verificando la sua versione dei fatti. I carabinieri sono alla ricerca di tracce ematiche sul luogo indicato da Annunziata dove sarebbe avvenuta l’aggressione e poi si stanno visionando le immagini di telecamere pubbliche e private poste in zona alla ricerca di frame utili a risalire agli autori dell’aggressione.

Valanghe, la guida del maestro di sci De Luca per evitare i pericoli

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Valanghe: dopo l’incidente di Roccaraso che ha travolto due sciatori campani, l’esperto maestro di sci Paolo De Luca, di Puetracamela in provincia di Teramo ci ha inviato una mini guida alle valanghe che egli stesso ha preparato, utile a tutti coloro i quali desiderano effettuare attività invernale fuori dalle aree attrezzate. Essa è frutto della personale esperienza di De Luca essendo lo stesso Maestro di Sci e Accompagnatore di media Montagna. E’ un suo contributo che Cronachedellacampania ospita con piacere per creare maggiore sensibilizzazione al problema con l’intento di salvare giovani vite umane

Il pericolo delle attività fuori dalle aree sciistiche attrezzate è, purtroppo, un tema che ricorre nelle cronache le quali riportano notizie di incidenti in montagna. Nonostante i ripetuti appelli alla prudenza, ogni stagione invernale conta diverse tragedie che coinvolgono escursionisti della domenica o, peggio ancora, “esperti”. La montagna, la meteorologia, il buon senso e l’esperienza, spesso non bastano. Per affrontare con sicurezza una gita scialpinistica o con le racchette da neve, mi permetto di suggerire qualche utile nozione tecnica che, alla fine dei conti, può tornare sempre valida.
Il pericolo più grande?
Senza dubbio è quello delle valanghe.
Che cos’è una valanga?
La valanga è un fenomeno che si verifica quando una massa di neve o ghiaccio improvvisamente si mette in moto su un pendio, precipitando verso valle a causa della rottura della condizione di equilibrio presente all’interno del manto nevoso, per effetto di uno stress interno che porta al raggiungimento del carico di rottura, ovvero quando la forza di gravità che agisce sul pendio innevato supera le forze di coesione del manto nevoso che agiscono in senso opposto.
Che cos’è una slavina?
Il termine slavina, da lavina, indica un tipo di valanga che procede a velocità inferiori e di dimensioni ridotte.
Gli Uffici Valanghe Italiani dell’AINEVA hanno concordato di utilizzare un termine unico: quando si parla di una massa di neve in movimento lungo un pendio, piccola o grande che sia, si parla di valanga. (L’AINEVA è l’associazione delle Regioni e Province autonome dell’arco alpino italiano, costituita al fine di consentire il coordinamento delle iniziative che gli Enti aderenti svolgono in materia di prevenzione ed informazione nel settore della neve e delle valanghe).
Come si verifica una valanga?
Innanzitutto va specificato che con pendenze inferiori ai 27 gradi di inclinazione del pendio, per un principio fisico e meccanico, non si possono generare valanghe. Ma non ci si può basare solo su questa indicazione. Imparare a “riconoscere” la neve, valutare le condizioni meteorologiche anche nei giorni precedenti la nostra escursione, interpretare la morfologia del terreno sul quale ci apprestiamo a sciare (o camminare), capire l’ambiente circostante, sono fattori fondamentali per la buona riuscita in sicurezza di un’escursione fuori pista.
Partiamo dall’elemento neve: le nevicate, specie se abbondanti, che si depositano sopra uno strato preesistente, magari ghiacciato, devono avere il tempo di assestarsi prima di essere attraversate. I cristalli di neve si compattano e si legano fra loro per effetto della compressione e delle temperature favorevoli come il lento riscaldamento , che assesta il manto e riduce le tensioni in atto (metamorfismo costruttivo), e il raffreddamento che consolida quello debole e umido: I bruschi cambi di temperatura, al contrario, vanno considerati come condizioni sfavorevoli e quindi pericolose (metamorfismo distruttivo). Anche il vento forte può generare condizioni di rischio; i versanti sottovento possono caricarsi di accumuli ad alta instabilità.
La tecnologia può essere di aiuto?
Si. Oggi, grazie alla rete telematica, si possono consultare i bollettini nivometeorologici, per conoscere le condizioni del tempo e la situazione pericolo valanghe. Per tutto l’arco alpino si può consultare il sito A.I.NE.VA (aineva.it) mentre i Carabinieri Forestali curano il servizio Meteomont sulla catena degli appennini. Un dato molto importante da considerare nella lettura dei bollettini è la scala di valutazione del pericolo valanghe che varia dal valore 1 (debole) al valore 5 (molto forte).
Come si pianifica un’escursione fuori pista?
Un punto fondamentale per la buona riuscita di un’escursione è la preparazione a tavolino. Dopo aver valutato le condizioni meteo, bisogna tracciare un percorso sulla cartina topografica che, oltre alle principali località e ai confini politici, riporta le caratteristiche fisiche e geologiche del territorio. Per semplificare, posso dire che il percorso viene tracciato semplicemente utilizzando righello e matita, tenendo conto delle altitudini e dei dislivelli segnalati dalle curve di livello, del versante di esposizione e dei riferimenti per la partenza e la destinazione del nostro itinerario. Molto importante è scegliere sempre i compagni di escursione in base all’obiettivo, valutandone esperienza, capacità tecnica, preparazione fisica e stabilità psichica in situazioni difficili.
Cosa si deve portare sempre nello zaino?
Nello zaino con air bag ( è una sorta di palloncino che esplode permettendo di “galleggiare” in caso di valanga) non devono mai mancare gli elementi base dell’autosoccorso: A.R.T.Va., pala e sonda oltre al casco protettivo, la piccozza e i ramponi. Sono strumenti indispensabili per tutti coloro che praticano attività fuori pista; obbligatori in Abruzzo (L.R. 24 del 2005) e in diverse regioni dell’arco alpino.
Cos’è L’A.R.T.Va. e come si usa?
L’A.R.T.Va. (Apparecchio di Ricerca Travolti da Valanga) è un ricetrasmettitore che consente l’individuazione di un travolto da valanga attraverso un segnale radio trasmesso su una frequenza convenzionale di 457 Khz. Tutti gli apparecchi in commercio devono rispettare la normativa Europea n. 300-718 che ne conferma l’omologazione.
L’A.R.T.Va. deve essere posizionato sotto uno strato di abbigliamento, per non essere perso in caso di incidente. Va rammentato che il segnale A.R.T.Va. ha, per convenzione , una portata utile di 20m. ed è importantissimo, prima di effettuare la gita, controllare la trasmissione e la ricezione con il compagno di escursione. In commercio si trovano strumenti analogici o digitali: i primi utilizzano un sistema a segnali acustici che aumentano o diminuiscono la frequenza e l’intensità del suono, avvicinandosi o allontanandosi dall’apparecchio trasmettitore; gli A.R.T.Va. moderni hanno processori integrati che codificano i dati e li visualizzano sul display, aiutando l’operatore a elaborare i segnali emessi via radio togliendo all’orecchio umano l’onere di interpellarli.
A cosa servono sonda e pala?
La sonda è un’asta telescopica che consente di “bucare” gli strati di neve accumulata, per individuare l’escursionista travolto. La lunghezza consigliata è di 240 cm. Per quanto riguarda la pala, strumento semplice da utilizzare, deve avere il manico estensibile e una benna voluminosa e rigida .
Se si è travolti da valanga?
La probabilità di sopravvivenza di un travolto da valanga è, statisticamente, di 15 minuti. Il sistema di sicurezza combinato con A.R.T.Va. , sonda e pala, permette il disseppellimento in circa 11 minuti: tempo utile per trarre in salvo una vita umana. Non voglio creare allarmismo o scoraggiare chi desidera effettuare escursioni fuori pista; ho desiderato solo dispensare qualche semplice suggerimento per trascorrere una bella giornata in montagna senza incorrere in pericoli e rispettando le regole dettate dalla sicurezza.
Buone escursioni a tutti.

Castellammare, sparatoria nella sala giochi: ferito un 19enne

Sparatoria nella notte a Castellammare. Un giovane di 19 anni è rimasto ferito da colpi di arma da fuoco esplosi in pieno centro. E’ accaduto in una sala giochi del corso Vittorio Emanuele: Il ragazzo è stato trasportato in ospedale e le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto le forze dell’ordine per le indagini. Dovrebbero trattarsi di una lite tra ragazzi scoppiata per futili motivi. Gli investigatori stanno visionando le immagini delle telecamere della sala giochi e della video sorveglianza pubblica per risalire all’autore della sparatoria. E’ il secondo fatto di sangue che si verifica a Castellammare nel giro di una settimana.

Baby gang picchiano un anziano a spasso con il cane

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Baby gang senza freni a Napoli e  provincia. Nel pomeriggio di ieri l’ultimo caso in ordine di tempo a Pomigliano d’arco teatro la scorsa settimana dlla brutale aggressione  sfondo razziale di due ragazzini da parte di un branco di giovani poi identificati e denunciati da parte dei carabinieri in brevissimo tempo. Una persona anziana nel pomeriggio di ieri è stata aggredita da due giovani sconosciuti nei pressi della villa comunale di Pomigliano. L’uomo, che ha riportato lievi ferite, ha raccontato ai carabinieri di essere stato picchiato mentre stava portando a spasso il suo cagnolino e di non sapere il motivo dell’aggressione. Ha fornito anche alcuni dettagli sull’abbigliamento indossato dai ragazzi e i militari si sono messi sulle tracce dei due balordi facendo dei controlli proprio all’interno della villa comunale. Uno dei ragazzi indossava una maglia celeste. Durante i controlli i carabinieri hanno bloccato e identificato quattro minori che avevano gettato a terra una serie di bottiglie di alcolici appena bevute. I quattro hanno riferito ai carabinieri di aver acquistato regolarmente le bevande alcoliche in un bar della zona.  Ora le forze dell’ordine sono alla ricerca del bar che ha effettuato la vendita illegale., visto che per legge la vendita degli alcolici è vietata ai minorenni. I quattro minori dopo l’identificazione sono stati rilasciati.

E venerdì sera è partita a Napoli l’operazione interforze ‘Sicurezza giovani’, lanciata dal ministro Minniti contro l’esplosione della violenza delle baby gang. I primi a finire nella rete dei controlli sono stati due minorenni autori di un pestaggio gratuito nei confronti di un 19enne ed altri sette che hanno danneggiato a sassate la stazione Cumana di Agnano. Dunque, calci e pugni senza motivo, ancora una volta all’esterno di una stazione della metropolitana. La vittima e’ finita in ospedale, i due aggressori – di 15 e 16 anni – sono stati bloccati dalla polizia. Entrambi hanno tatuato sull’avambraccio sinistro la scritta ‘hermano’ che per loro stessa ammissione indica l’appartenenza a una omonima gang. Il raid ha visto i minorenni giungere all’esterno della metropolitana a bordo di un motorino. Hanno colpito diverse volte il 19enne a calci e pugni, poi sono fuggiti. Le indagini della polizia hanno accertato che i due erano gia’ stati controllati insieme e che uno, il 15enne, era anche gia’ stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e porto di coltello lo scorso dicembre. La vittima li ha riconosciuti, e gli agenti hanno sequestrato due coltelli nell’abitazione del 15enne. Il secondo episodio, invece, ha visto protagonisti sette ragazzini tra i 13 e i 15 anni. Una baby gang che ha preso a sassate i vetri della sala d’attesa e della biglietteria della stazione di Agnano della Cumana, la ferrovia che collega Napoli con i comuni flegrei. Gli agenti del Commissariato di Bagnoli li hanno sorpresi e bloccati proprio nell’ambito dei servizi predisposti nel “Piano Sicurezza Giovani”. I ragazzini sono stati identificati, denunciati e affidati ai genitori. I controlli di ‘Sicurezza giovani’, che vede in campo Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, sono scattati ieri: 250 le persone finora controllate, di cui 102 minorenni. Gli agenti del commissariato Dante hanno denunciato in stato di liberta’ un 17enne napoletano: era in possesso di un coltello a serramanico con una lama di 9 centimetri. Nei pressi della fermata metro di piazza Cavour sono stati bloccati tre giovani dei quali uno trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 15,5 centimetri. L’ex sindaco Antonio Bassolino commenta positivamente le iniziative varate da Minniti martedi’ scorso a Napoli. “Ma naturalmente il fenomeno delle baby gang va ben oltre l’ordine pubblico e la sicurezza urbana. Il problema enorme che abbiamo di fronte chiama in causa tutte le forze della citta’ e del paese”. “Ecco perche’ – spiega – sarebbe utile una approfondita sessione del consiglio comunale per definire un aggiornato programma di interventi. Si dovrebbe poi anche costruire un impegnativo incontro con il presidente Gentiloni e con i ministri competenti in materia di istruzione e formazione, di sviluppo e di welfare, di rigenerazione urbana”.

Gomorra si, Gomorra no: la IV Municipalità vuole vietare le riprese della fiction

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Gomorra si, Gomorra no. sarà questo il tema centrale di uno dei prossimi dibattiti politici che si scateneranno a Napoli. A fare scattare la molla dei “Contro-Gomorra” ci ha pensato l’altro giorno il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che parlando a Radio Kiss Kiss Napoli e rispondendo ad una domanda sul pericolo emulazione derivante da fiction come ‘GOMORRA’. aveva detto: “Sono favorevole a manifesti di una pubblicità progresso, sono stato uno dei primi ad evidenziare il pericolo di una certa emulazione nella rappresentazione cinematografica del male. Non dico che non si debbano fare fiction e film sulla camorra, ma si sta dando una narrazione davvero devastante della nostra città. Sto parlando con tanti poliziotti, carabinieri e magistrati e percepisco la loro preoccupazione”. E di ieri invece l’approvazione, a maggioranza di un documento della commissione politiche Sociali della quarta Municipalità, presieduta dal consigliere Mario Maggio, con la richiesta diretta “all’ufficio Cinema del Comune di Napoli di rifiutare le autorizzazioni alle riprese di scene per la strade della città e in particolare sulle vie della nostra circoscrizione per tutte le produzioni che hanno come tema la camorra e la criminalità organizzata. In particolare -si legge nel documento a firma di Maggio e del vicepresidente del gruppo dei Riformisti, Antonio Napolitano – vista la recrudescenza di attività criminali concomitanti con la visione della serie Gomorra”. E apriti cielo. Il dibattito politico si è scatenato visto che l’atto non viene riconosciuto dal presidente della Quarta Municipalità, ovvero  San Lorenzo-Vicaria-Poggioreale-Zona industriale, Giampiero Perrella, il quale parlando con Il Mattino spiega: “Si tratta di un’iniziativa autonoma di alcuni consiglieri, fermo restando che Gomorra non è il mio genere e credo sia diseducativo. Da qui ad inibire le riprese di una fiction ce ne passa”. Il quotidiano napoletano fa parlare anche altri presidenti di Municipalità come. Francesco de Giovanni (Chiaia-San Ferdinando-Posillipo) che dice: “Gli esempi negativi purtroppo questi ragazzini ce li hanno sotto casa. Bisogna partire da lì. Dire che è colpa di Gomorra è paradossale. Prima di Gomorra non c’erano le baby gang?”. Mentre Ivo Poggiani, presidente della Municipalità III  sostiene: “Più che censurare una fiction bisogna creare percorsi di prevenzione”. E infine Maurizio Moschetti, presidente  della Municiplaità 7 quella di Secondigliano-San Pietro a Patierno-Miano, maggiormente interessata alle riprese della fiction, afferma: “Anziché prendercela con Gomorra facciamo in modo tale che non accadano più fatti di cronaca gravi”

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Kabul: concluso assalto all’Intercontinental, almeno 6 morti

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Kabul.Almeno sei persone sono state uccise nell’assalto all’hotel Intercontinental a Kabul, che si e’ concluso questa mattina dopo dodici ore di resistenza da parte di un commando armato, ha annunciato il ministero dell’Interno. L’attacco, che non e’ stato rivendicato, ha lasciato almeno sei morti fra i civili nell’albergo, tra cui cinque afgani e uno straniero, la cui nazionalita’ non e’ stata specificata, secondo una valutazione provvisoria. Tutti uccisi i quattro assalitori. “L’attacco e’ finito, tutti gli assalitori sono stati uccisi, 126 persone sono state salvate, tra cui 41 stranieri”, ha detto il portavoce del ministero dell’Interno, Najib Danish, che ha alluso a “tre assalitori” invece dei quattro menzionati in un primo tempo. Inoltre, il portavoce ha spiegato che “le operazioni di pulizia erano ancora in corso al sesto piano” per far esplodere le munizioni rimaste li’. Secondo una fonte della sicurezza, l’ultimo membro del comando si era barricato “in una grande stanza con ostaggi, afghani e stranieri”, prima di essere ucciso. “Abbiamo sentito come ha gridato agli ostaggi che li avrebbe uccisi tutti se non avesse potuto andarsene”, ha detto questa fonte. Poco dopo le 8:00 (4:30 in Italia) di oggi, mentre il fumo usciva dal sesto e ultimo piano dell’edificio, alcuni uomini hanno cercato di fuggire attraverso il balcone usando alcuni lenzuoli legati. Uno di questi si e’ sciolto, e la caduta e’ stata vista in diretta in televisione.

Rogo in un hotel di Praga, salvo l’attore italiano Bertolucci, 2 i morti

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Rogo in un albergo di Praga, salvo l’attore lucchese Alessandro Bertolucci. Lo racconta lui stesso in un video pubblicato dall’emittente web Noi tv. Nel rogo, riferisce Bertolucci, sono morte due persone, diversi i feriti. Bertolucci spiega che era da poco rientrato nell’albergo dell’Eurostars David Hotel di Praga quando ha visto fumo entrare in camera. E’ riuscito a salvarsi mettendo asciugamani bagnati sotto la porta e aspettando alla finestra l’intervento dei pompieri. “Ero ospite dell’Eurostars David Hotel di Praga – racconta Bertolucci – dove mi trovo per girare uno spot con una troupe internazionale. Ero arrivato da pochi minuti quando in camera ho visto il fumo entrare da sotto la porta. Mi sono affacciato ma il corridoio era gia’ impraticabile. Quindi sono rientrato, ho messo asciugamani bagnati sotto la porta e tutto intorno. Poi ho aperto la finestra e ho cominciato a chiedere aiuto. Sono stato salvato dai vigili del fuoco che sono intervenuti prontamente e mi hanno portato a terra con il cestello. So che ci sono stati almeno due morti. Una esperienza che davvero non auguro a nessuno”.

Superenalotto: nessun 6 ne 5+, il Jackpot sale a 88,7 milioni di euro

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Superenalotto: nessun 6 ne 5+: questa la combinazione vincente. Concorso Superenalotto/SuperStar n.9 di oggi: Combinazione Vincente: 27,48,50,74,76,84 Numero Jolly: 19 Numero SuperStar: 61
Queste le quote del Concorso Superenalotto/SuperStar n.9 di oggi: Superenalotto

 

Punti 6: NESSUNO

Punti 5+: NESSUNO

Punti 5: 6 totalizzano Euro: 36.720,88

Punti 4: 521 totalizzano Euro: 428,37

Punti 3: 21.353 totalizzano Euro: 31,57

Punti 2: 344.520 totalizzano Euro: 6,09

SUPERSTAR

Punti 6SB: NESSUNO

Punti 5+SB: NESSUNO

Punti 5SS: NESSUNO

Punti 4SS: 4 totalizzano Euro: 42.837,00

Punti 3SS: 96 totalizzano Euro: 3.157,00

Punti 2SS: 1.394 totalizzano Euro: 100,00

Punti 1SS: 9.445 totalizzano Euro: 10,00

Punti 0SS: 23.316 totalizzano Euro: 5,00

Vincite Immediate: 16.102 totalizzano Euro: 402.550,00

Montepremi disponibile per il prossimo 6 Euro: 88.700.000,00

Due sciatori campani travolti da una valanga a Roccaraso: uno è grave

Sono entrambi campani i due sciatori sulla cinquantina travolti da una valanga all’Aremogna di Roccaraso, mentre stavano sciando fuoripista sul noto Cucchiaio di Valle Verde. Lo scivolamento dell’enorme massa nevosa (il fronte della valanga è infatti di circa 300 m), è stato notato dal Distaccamento sciatori della Polizia di Stato, di stanza a Roccaraso per tutta la stagione invernale e deputato al soccorso su pista. Immediatamente sono scattati i soccorsi, e i tecnici della polizia, muniti di Artva, pala e sonda, hanno raggiunto il luogo dell’incidente. Uno dei due sciatori, travolto solo parzialmente, è riuscito con una manovra di autosoccorso a liberarsi dalla neve, mentre il compagno, interamente travolto, ma individuabile grazie a una piccola parte di scarpone, è stato invece liberato dai soccorritori.I due sciatori travolti mentre stavano sciando fuoripista sul noto Cucchiaio di Valle Verde sono il 55enne Francesco Bardi, napoletano residente a Roccaraso e impiegato al Comune di Cercola e il suo amico 66enne, Carlo Rinaldi, nato a Giffoni e residente a Pontecagnano, in provincia di Salerno. Lo scivolamento della massa nevosa (il fronte della valanga è infatti di circa 300 m), è stato notato dal Distaccamento sciatori della Polizia di Stato, di stanza a Roccaraso per tutta la stagione invernale e deputato al soccorso su pista.
L’eliambulanza, alzatasi in volo da Preturo (L’Aquila), ha elitrasportato sul posto il medico del soccorso alpino. Dopo la stabilizzazione sanitaria da protocollo e in uso per i travolti da valanga, lo sciatore è stato portato all’Ospedale San Salvatore dell’Aquila. Sono ancora da accertare le sue condizioni di salute, l’uomo sembra essere rimasto sommerso per circa 10 minuti. Il primo e’ stato immediatamente soccorso per il secondo ci sono voluti dei minuti prima di essere raggiunto e tirato fuori dalla valanga. Le condizioni di salute di questo secondo sono risultate molto gravi. Lo sciatore e’ stato trasferito in eliambulanza all’ospedale dell’Aquila, dopo essere stato rianimato e stabilizzato. La slavina si e’ staccata da un costone in localita’ Valleverde del Monte Aremogna. Sul posto sono intervenuti i volontari del soccorso alpino del Cnsas e quelli delle Fiamme Gialle insieme al personale della Polizia di Stato, in servizio presso le piste da sci. . Dopo la stabilizzazione sanitaria da protocollo e in uso per i travolti da valanga, lo sciatore e’ stato portato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Sono ancora da accertare le sue condizioni di salute, l’uomo sembra essere rimasto sommerso per circa 10 minuti.

Napoli, 40enne accoltellato vicino allo stadio San Paolo

Quarantenne accoltellato a Napoli vicino allo stadio san Paolo: 30 giorni di prognosi. L’uomo è stato aggredito alle spalle con 4 fendenti: non e’ in pericolo di vita. Un uomo di 40 anni e’ stato accoltellato vicino allo stadio San Paolo di Napoli, in piazza Gabriele d’Annunzio, da una persona che lo ha sorpreso alle spalle nei pressi di un chiosco. Secondo quanto rende noto la Questura la vittima dell’aggressione – che non e’ in pericolo di vita – e’ stata colpita quattro volte: ha ricevuto tre fendenti al dorso e uno al viso. E’ stato immediatamente soccorso e trasportato nel vicino ospedale San Paolo dove i sanitari lo hanno medicato e giudicato guaribile in 30 giorni. Sull’accaduto sono in corso indagini da parte della Polizia di Stato.

Benevento, De Zerbi: ‘Cerchiamo i primi punti in trasferta’

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Benevento, De Zerbi: ‘Cerchiamo i primi punti in trasferta’ L’attesa e’ finita. Il Benevento e’ pronto per tornare in campo e continuare a credere nell’impresa salvezza. I tifosi non hanno perso le speranze e hanno offerto l’ennesimo atto d’amore nei confronti della propria squadra. Domani, infatti, sulle gradinate del Dall’Ara di Bologna saranno quasi 3000 occupando l’intero settore ospiti dello stadio emiliano. Un gesto d’infinito amore nei confronti della strega da parte di un popolo che sogna ad occhi aperti e che ama profondamente la propria squadra. I ragazzi di De Zerbi non vogliono deludere i propri beniamini, ma sono consapevoli che di fronte troveranno una formazione ben organizzata e che ha voglia di tornare a fare risultato dopo un periodo altalenante. Il tecnico dei sanniti dovra’, come noto rinunciare al capitano Lucioni, ma si affida alla rabbia e alla voglia dei suoi uomini. “Giocheremo come se Fabio fosse in campo e cercheremo di conquistare i primi punti in trasferta”. Le parole di De Zerbi hanno spronato molto Viola e compagni che hanno sudato tantissimo nel ritiro leccese e sono pronti per giocare al massimo contro la banda di Donadoni. Tra i convocati del tecnico giallorosso figurano anche gli ultimi arrivati Billong, Sandro, Guilherme e Djuric. Se il primo scendera’ sicuramente dal primo minuto e’ molto probabile che i due brasiliani e l’ex Samp entreranno in corso d’opera. Quindi il 3-4-3 non cambiera’ di molto rispetto a quello viisto all’opera nell’ultima sfida con la Sampdoria. Probabile Formazione (3-4-3): Belec; Birllong, Costa, Djimsiti; Letizia, Viola, Memushai, Venuti; D’Alessandro, Coda, Brignola.

Torna l’entusiasmo attorno al Benevento di Roberto De Zerbi dopo la doppia vittoria contro Sampdoria e Chievo. Verso Bologna, per il match di domani, e’ esodo dal Sannio: esauriti i 2.500 tagliandi messi a disposizione della tifoseria giallorossa anche se si calcola che saranno almeno 2.700 i sanniti presenti allo stadio “Dall’Ara”. La squadra e’ partita ieri dal ritiro invernale del Salento alla volta di Zola Predosa per il ritiro pre-gara. Contro il Bologna De Zerbi avra’ a disposizione anche i nuovi acquisti: arrivati transfer dei brasiliani Sandro e Guilherme, regolarmente convocati, siederanno in panchina accanto all’altro neo-acquisto, il centrocampista serbo, ex Samp, Djuricic. Non convocato invece il ‘gigante maliano’ Diabate’ che e’ rimasto ad allenarsi a Benevento a causa di una condizione fisica ancora deficitaria. Tuttavia, dal primo minuto, dovrebbe partire la stessa squadra che ha battuto la Sampdoria quindici giorni fa.

La Salernitana torna alla vittoria contro il Venezia

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La Salernitana domina nei primi 45′ contro il Venezia nella gara valida per la 22/a giornata di Serie B ma poi subisce nella ripresa il ritorno dell’undici di Inzaghi, che arriva a un passo dalla rimonta ma è costretto alla fine ad arrendersi e subire l’aggancio in classifica, a ridosso della zona playoff, proprio dei campani, a quota 29 punti. Alla prima occasione Zito sblocca il risultato con un tap-in vincente dopo un primo colpo di testa respinto da Audero. Alla mezz’ora i padroni di casa raddoppiano con Ricci, il cui tiro trova la decisiva deviazione di Domizzi che mette fuori causa il portiere degli ospiti. La Salernitana non si ferma e cinque minuti più tardi firma il tris con Palombi. In avvio di ripresa il Venezia torna subito in gioco con Firenze, che già al 4′ accorcia le distanze con un tocco da due passi sulla sponda di Pinato sugli sviluppi di un corner. Al minuto 8 i veneti tornano a crederci: Bentivoglio beffa Adamonis con un tiro dal limite e sigla il 3-2. Gli ospiti assediano l’area di rigore della Salernitana ma il risultato non cambia più, anzi nel nervosissimo finale entrambe le squadre chiudono in dieci per le espulsioni di Ricci e Bentivoglio.

. SALERNITANA-VENEZIA 3-2

SALERNITANA (3-4-3): Adamonis 6; Mantovani 6, Schiavi 6, Popescu 6 (42′ st Tuia sv); Pucino 7, Odjer 6, Ricci 7, Zito 6.5; Sprocati 6, Palombi 6.5 (9′ st Signorelli 5), Rossi 6.5 (27′ st Bocalon sv). In panchina: Russo, Rodriguez, Alex, Kiyne, Di Roberto. Allenatore: Colantuono 6

VENEZIA (3-5-2): Audero 6; Andelkovic 5, Modolo 5 (1′ st Firenze 6), Domizzi 5.5; Zampano 5, Fabiano 5 (31′ st Geijo sv), Bentivoglio 6.5, Pinato 5.5 (6′ st Suciu 5), Garofalo 5; Zigoni 5, Marsura 5.5. In panchina: Vicario, Gori, Bruscagin, Stulac, Soligo, Mlakar, Cernuto, Del Grosso. Allenatore: Inzaghi 6

ARBITRO: Baroni di Firenze 6

RETI: 5′ pt Zito; 28′ pt Ricci; 36′ pt Palombi, 4′ st Firenze; 7′ st Bentivoglio.

NOTE: Pomeriggio freddo, terreno in buone condizioni nonostante la pioggia caduta in mattinata. Presenti oltre 150 tifosi del Venezia per lo piu’ alloggiati in Curva Nord. Spettatori 7.227, compreso la quota abbonati. Incasso non comunicato dalla societa’. Al 50′ st espulsione diretta per Ricci e Bentivoglio per reciproche scorrettezze. Ammoniti: Sprocati, Geijo, Odjer. Angoli: 12-3. Recuperi: 1′ pt; 6′ st.

Baby gang, sassi sui vetri della stazione Cumana di Agnano: 7 fermati

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Baby gang ancora in azione, nonostante i controlli serrati da parte delle forze dell’ordine. Una baby gang ha lanciato sassi sui vetri della biglietteria della stazione della Cumana ad Agnano. Il Presidente  dell’Eav Umberto De Gregorio annuncia sulla pagina faceboo che sette ragazzini sono stati portati dalla Ps in commissariato.Una baby gang di circa 7 ragazzini di eta’ inferiore a 14 anni (e quindi non perseguibili) ha preso a sassate i vetri della sala d’attesa ed il vetro blindato della biglietteria nella stazione di Agnano della Cumana. A darne notizia e’ Umberto de Gregorio, presidente di Eav, la holding regionale del trasporto pubblico da cui dipende la ferrovia Cumana che collega il capoluogo con i comuni flegrei. “E’ intervenuta la polizia – informa ancora De Gregorio – che ha fermato i ragazzi e li ha portati in commissariato, dove sono stati convocati i genitori. EAV ha presentato denuncia e chiedera’ ai genitori di pagare i danni. La stazione di Agnano e’ oggetto di frequenti atti vandalici. Ma non ci fermiamo, anzi. Entro l’estate EAV svolgera’ lavori di riqualificazione completa della stazione, come anche della stazione di Dazio e Grotta del Sole sulle linee flegree”. “Lanceremo un progetto ‘trasparenza’ – aggiunge il presidente di Eav – che intende proprio coinvolgere i ragazzi. Sono stati fermati, grazie alla collaborazione con le forze dell’Ordine, nei giorni scorsi i cosiddetti ragazzi della banda della circumvesuviana dai carabinieri di Castello di Cisterna. Oggi la baby gang di Agnano e’ stata bloccata. Insomma, e’ una guerra ma si combatte a testa alta. Mi pare evidente che vi e’ un effetto emulazione tra i ragazzi. Che si divertono cosi. Una cultura da sovvertire completamente”. Quello segnalato dal presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio non è l’unico caso risolto dalla collaborazione delle forze dell’ordine oggi contro il fenomeno delle baby gang. La polizia in mattinata aveva fermato altri due ragazzini di 15 e 16 anni appartenente al gruppo degli “Hermano” che aveva picchiato un 19enne alla stazione Metro dei Colli Aminei.

Il sindaco posta un video su Fb contro i clan: ‘Siate maledetti’ e diventa virale

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Il sindaco di Cerignola in provincia di Foggia posta un video su Fb in cui attacca i malavitosi della zona: ‘Siate maledetti’ gli urla, E quel video in breve tempo diventa virale sul web con centinaia di like e di commenti. Nella cittadina foggiana negli ultimi mesi c’è stata una recrudescenza di episodi di criminalità organizzata. E cos’ il sindaco di Cerignola, Franco Metta, ha postato sulla pagina Facebook personale e di primo cittadino un video in cui attacca duramente la malavita locale che negli ultimi tempi ha compiuto numerose intimidazioni, soprattutto a scopo estorsivo. “Siate maledetti – dice Metta parlando dal suo ufficio di sindaco e rivolgendosi ai malavitosi – uscite di notte come gli scarafaggi e come i topi per colpire la povera gente che lavora, la povera gente che fa i sacrifici per buttare nel panico questa comunita’ che sta facendo di tutto per risollevarsi. Siate maledetti, siete quattro vigliacchi. Noi non vi lasceremo questa citta’, combatteremo fino alla fine per Cerignola. Siate stramaledetti”. Il video sta diventando virale sul web e lui è diventato oramai famoso e un personaggio. Nel dicembre del 2016, sempre sulla sua pagina Facebook, Metta aveva denunciato che gli era stata recapitata in ufficio una scatola per biscotti, confezionata in busta natalizia, che invece conteneva la somma di denaro di 20 mila euro in contanti suddivisa in due mazzette da 10 mila euro. Dopo la denuncia sporta al locale commissariato, le indagini avevano portato nel novembre dello scorso anno all’arresto, col beneficio dei domiciliari, di Gerardo Biancofiore, 51 anni, imprenditore e presidente di Ance Puglia, con l’accusa di istigazione alla corruzione. Il tentativo di corruzione, secondo gli inquirenti, sarebbe stato compiuto per far approvare il finanziamento del progetto di realizzazione del sesto lotto della discarica di rifiuti solidi urbani nell’impianto Sia di Cerignola. Ora però gli investigatori sono preoccupati perché temono che il sindaco possa ricevere delle ritorsioni per quel gesto.

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Padre vince causa ma i figli restano alla famiglia affidataria

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Padre vince causa ma figli restano alla famiglia affidataria. Nel Casertano. Gaetano, non mi stanchero’ di lottare per riaverli. Da quasi due anni, da quando la Cassazione gli ha dato ragione, attende di potere riabbracciare i suoi figli di 4, 7 e 9 anni che, dal 2014, sono accuditi da una famiglia affidataria. E’ un padre che non ha piu’ lacrime Gaetano Palladino, 39 anni, di San Nicola la Strada  in provincia di Caserta: “Non mi stanchero’ mai di lottare per i miei bambini – dice Gaetano – sono miei e dovranno tornare da me. Vivo in loro attesa, le camerette con i loro giochi sono gia’ pronte”. E’ un padre che ha sbagliato, Gaetano, ma che ha anche pagato il suo debito con la giustizia. La sua storia inizia qualche anno fa: finisce in cella per avere venduto cd e dvd falsi; mentre lui e’ in carcere la moglie decide di abbandonare la famiglia e di lasciare i loro tre figli in una casa famiglia. Una volta riavuta la liberta’, Gaetano intraprende una battaglia legale, affiancato dall’avvocato Carmen Posillipo, per riottenere l’affidamento dei suoi bambini. “Per un errore – spiega l’avvocato Posillipo – il tribunale per i Minorenni li ha dichiarati adottabili. La Corte d’Appello prima e la Cassazione dopo, hanno riconosciuto in Gaetano il padre legittimo e dichiarato i figli non adottabili”. Ciononostante pero’ la famiglia affidataria continua a fare ricorso ed ottiene continuamente la sospensione della podesta’ genitoriale per cui questi bimbi continuano a vivere su una sorta di “altalena emotiva”: sei giorni stanno con i genitori affidatari e per solo un’ora a settimana con il loro vero padre. “Da quattro anni, – continua l’avvocato Posillipo – da quando Gaetano e’ finito in carcere, questi bambini continuano a vivere in attesa che la giustizia decida cosa sia meglio per loro ma la Cassazione e’ stata chiara: Gaetano e’ loro padre ed ha tutto il diritto di ricostruire un rapporto con loro”.

Evade i domiciliari e minaccia la ex: arrestato

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Giorgio a Cremano, ieri sera hanno arrestato D’Ambra Rosario, 36enne di San Giorgio, gravato da pregiudizi di polizia, responsabile di evasione dagli arresti domiciliari e di atti persecutori, reiterati, nei confronti di una donna napoletana di 42 anni.Nella giornata di ieri 19 gennaio, i poliziotti del Commissariato San Giorgio a Cremano, durante un servizio di prevenzione e repressione dei reati in genere, alle verso le ore 15.30 sono andati ad effettuare un controllo al D’Ambra , sottoposto agli arresti domiciliari, non trovandolo in casa. Ad un ulteriore passaggio alle ore 17.30, il D’Ambra era a casa e sosteneva di essersi allontanato per una visita medica, senza produrre alcuna certificazione.Anche il giorno 18 gennaio lo stesso era stato intercettato dai poliziotti in strada, nei pressi dell’abitazione della donna con la quale aveva avuto una relazione sentimentale per circa un anno e da un anno quasi, si era interrotta.Per questo motivo era stato deferito all’autorità giudiziaria per evasione.La fine della relazione non era mai stata accettata dall’uomo che perseguitava la sua ex compagna, minacciandola di morte e spesso picchiandola anche in presenza dei figli minori. Tutti episodi denunciati ma il D’Ambra non desisteva, al punto che alle ore 18.30 del 19 gennaio, aveva tentato di introdursi nella casa della donna , la quale fortemente intimorita , aveva chiesto l’intervento della Polizia.

Napoli, in giro con banconote false: arrestato il figlio del boss

Napoli, il figlio del boss andava in giro con banconote: arrestato dalla polizia. In considerazione degli episodi delittuosi avvenuti nelle ultime settimane nel quartiere San Giovanni a Teduccio e precisamente Rione Pazzigno e Rione Villa, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di San Giovanni-Barra insieme alle unità del reparto prevenzione Crimine Campania , hanno arresto in giornata, Reale Patrizio di anni 22, con pregiudizi di polizia per il reato di detenzione di banconote false. I poliziotti durante un servizio di prevenzione in via Pazzigno hanno notato un giovane a bordo di uno scooter che alla loro vista ha cercato di eludere il controllo, dapprima rallentando e poi parcheggiando tra le auto in sosta.
Gli agenti insospettiti hanno prontamente bloccato il ragazzo, già conosciuto alle forze di Polizia, e procedendo al controllo, all’interno della sella dello scooter, hanno rinvenuto tre banconote da euro 100.00 false.Gli agenti, nel corso degli accertamenti hanno controllato dapprima l’abitazione e successivamente il garage del Reale, dove all’interno di una vettura sono stati rinvenute quattro banconote sempre di euro 100.00, false.Reale Patrizio è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.