E’ stato imbrattato da scritte teppistiche, la notte scorsa, l’ingresso dello stadio ‘Domenico Conte’ di Arco Felice a Pozzuoli, terreno di gioco della locale squadra di calcio, la Puteolana 1902 (campionato di Eccellenza). A scoprire e a denunciare il fatto i dipendenti del Comune, che hanno rilevato gli slogan contro la citta’, la societa’ ed il presidente, all’apertura dell’ufficio sport, che ha sede in un manufatto all’interno dello stadio. Gli slogan, scritte con spray nero sull’intero fronte del muro di cinta dell’impianto lato spalti riservati ai tifosi di casa, secondo i primi accertamenti sarebbero opera di tifosi del Giugliano, la cui squadra domani mattina sara’ impegnata nel derby con la Puteolana, proprio al ‘Conte’. Il raid e’ da ricondurre a vecchie ruggini che da anni contraddistinguono i rapporti tra le schiere del tifo estremo delle due squadre. Situazione acuita, in particolare, dalla disposizione emessa dalla Questura di vietare per la gara l’accesso allo stadio ai tifosi del Giugliano. Sull’azione teppistica sono in corso indagini da parte della polizia.
Mario Rusciano nuovo presidente della Fondazione Ville Vesuviane
Mario Rusciano e’ il nuovo presidente della Fondazione Ville Vesuviane. Il Consiglio di gestione composto anche da Antonio D’Auria, Massimo Lo Cicero e Paola Villani, lo ha eletto all’unanimita’ nella sua prima riunione dopo la scomparsa del presidente Giuseppe Galasso che ha guidato la Fondazione per otto anni. Rusciano, consigliere anziano, ha ricordato la figura del professore Galasso e successivamente, pur essendo il Consiglio di gestione attualmente in regime di prorogatio, e’ stato necessario nel rispetto dello statuto, eleggere il nuovo presidente, che restera’ in carica fino alla nomina del nuovo Consiglio da parte del Ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali e del Turismo (Mibact). Rusciano ha sottolineato che la sua presidenza, necessariamente transitoria, si muovera’ in ”assoluta continuita”’ con quella del predecessore. E’ professore emerito di Diritto del Lavoro, dopo essere stato professore ordinario della prima cattedra di questa materia nella Facolta’ di Giurisprudenza dell’Universita’ degli studi di NAPOLI “Federico II”. Ha ricoperto le cariche di direttore del Dipartimento di Diritto dei rapporti civili ed economico-sociali e di presidente della Commissione didattica nella stessa Facolta’. E’ stato presidente del Polo delle scienze umane e sociali e componente del Consiglio Direttivo della Scuola di specializzazione delle professioni legali dell’Ateneo “Federico II”.
Arzano, l’architetto Risi ‘autorizza’ la squadra di calcio a giocare a porte chiuse
Arzano. Stadio si, stadio no: L’architetto Antonio Risi in violazione della determina dirigenziale dell’ex Dirigente Aniello Scafuto, autorizza l’Arzanese calcio a giocare a porte chiuse. Che Arzano fosse balzato alle cronache nazionali per il best-seller del maestro Marcello D’Orta “Io speriamo che me la cavo” era cosa nota, ma che per rimanere in tradizione un dirigente comunale scrivesse non un atto dirigenziale che annullasse quello precedente, ma una lettera che praticamente confermando tutto quanto già disposto da Scafuto, “autorizza” la squadra dell’Arzanese a giocare a porte chiuse. Ovviamente, aggirando quanto già disposto dal Comune. Ma la vera chicca è rappresentata dalla comunicazione dell’atto a Polizia, vigili urbani e carabinieri che a questo punto potrebbero chiedere lumi. Infatti, già nei mesi scorsi alcuni consiglieri comunali di maggioranza avevano messo in atto vere e proprie forzature per far aprire in modo illegittimo lo stadio. “Si tratterebbe di Partite ufficiali a porte chiuse e limitate alla sola presenza di dirigenti, staff e accompagnatori societari (chi controllerebbe dentro e fuori?)- stigmatizzano dal social Arzano news – . “Spontanea ci sorge la domanda, qualora rispondesse al vero l’indiscrezione. È cambiato qualcosa nel mentre? Sono stati eseguiti i lavori per la messa in sicurezza? Ci autorizza la FIGC? C’è forse una nuova Ordinanza dirigenziale e/o sindacale, che motiva e giustifica per legge, e che annulla quelle precedenti firmate, sotto propria responsabilità, da ben tre dirigenti comunali? Ci sfugge qualcosa, ma ci preoccupa, e non poco questa vicenda, tanto più rilevante se vera, perché “torna“ all’improvviso nel pieno della campagna elettorale per le Politiche. Consiglio massimo attenzione: la materia è molto delicata. Vi ricordo sempre che le vicende legate a strutture e attività sportive arzanesi sono già finite negli atti dei due scioglimenti. Vi ricordo che siamo costantemente attenzionati da Prefettura e Antimafia, vi ricordo che non sono tempi buoni per “forzature” e altro. Saremo tutti felici, ovviamente, e ce lo auguriamo quanto prima che il nostro stadio venga messo in completa sicurezza e che tutti, non solo gli sportivi, ma anche e soprattutto che la grande platea di appassionati tifosi arzanesi ne possano usufruire e godere . Ma stiamo attenti: l’interesse “pubblico” che è primario, così come la sicurezza e il rispetto della legge, non ammettono deroghe. Per annullare ordinanze ci si deve assumere la responsabilità di fare nuove motivate ordinanze. Ci si assume esplicita responsabilità sindacale, dirigenziale, politica”.
Salvio Amarante
Salerno, Fonderie Pisano, il sindaco: ‘La Regione ha decretato revoca Aia’
Salerno, Fonderie Pisano, il sindaco: ‘La Regione ha decretato revoca Aia’
“La vicenda delle Fonderie Pisano e’ arrivata al suo punto cruciale. La Regione Campania ha decretato la revoca dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale), stante l’inidoneita’ del sito a garantire un livello elevato di protezione dell’ambiente, per sopravvenuta carenza dei requisiti di legge. Tale decisione e’ stata motivata dal permanere delle gravi e numerose criticita’ emerse nelle relazioni ispettive e della inefficacia delle migliorie tecniche attuate dall’azienda”. Cosi’, in una nota, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli. “Di qui la decisione della revoca dell’autorizzazione regionale con conseguente chiusura delle attivita’ presso l’impianto ed invito alla presentazione di un piano di bonifica del sito. Questa decisione chiama in causa evidenti e gravi responsabilita’ dell’azienda. Da sempre – sottolinea – abbiamo sostenuto, al di sopra di ogni posizione demagogica, che l’obiettivo preminente fosse la salute dei cittadini e che la proprieta’ avrebbe dovuto approntare per tempo un progetto di ammodernamento che tenesse conto di tale primario valore. La colpevole inerzia delle Fonderie Pisano determina pesanti e gravi ricadute occupazionali, che vanno subito affrontate. A partire dalla decisione della Regione occorre finalmente voltare pagina”. “Iniziative concrete e rapide spettano alla proprieta’ verso la delocalizzazione dell’impianto, in modo da garantire la realizzazione di un moderno stabilimento adeguato a tutte le normative tecniche ed ambientali. E’ questo – conclude – il modo giusto per garantire un futuro in altro sito all’attivita’ produttiva, salvaguardando il sacrosanto diritto al lavoro di tutte le maestranze, a partire dalle tutele sociali che andranno convenute in sede sindacale per la fase transitoria”.
Italiano uccide la moglie per strada a Zurigo e poi si suicida
E’ un italiano l’uomo, Danilo Nuzzo, di 38 anni, che ieri, in una strada del centro di Zurigo, ha ucciso con colpi di pistola la moglie, Irene Rizzo, di 35 anni, e poi si e’ ucciso. Entrambi sono originari della provincia di Lecce, in Puglia: lui e’ di Supersano, lei di Ruffano. La notizia e’ pubblicata sulla edizione di Lecce de ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’. La coppia, che ha due figli, viveva nella citta’ svizzera da diversi anni. Tutto e’ avvenuto, per motivi non ancora accertati, sotto gli occhi dei passanti, intorno alle 14.30 nel quartiere Europaallee, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale. La donna era impiegata presso una filiale della banca Ubs. Ed e’ proprio davanti all’edificio che ospita l’istituto di credito che e’ avvenuto l’omicidio-suicidio. La donna e’ morta davanti all’ingresso della banca. A pochi passi da lei, il marito si e’ tolto la vita dopo averla uccisa. Uno dei due – e’ detto nell’articolo del quotidiano – sarebbe morto sul colpo, l’altro in seguito alle gravi ferite riportate. Sembra che l’uomo avesse trascorso gli ultimi giorni in paese e che proprio il giorno prima della tragedia fosse ripartito per la Svizzera. In preda al terrore, i numerosi passanti sono fuggiti e hanno cercato di mettersi al riparo, temendo un attacco terroristico. Il luogo della tragedia e’ stato subito raggiunto da auto e camionette della polizia ed e’ stato interdetto ai pedoni. Sull’accaduto indagano la procura e la polizia della citta’ svizzera.
Portici, Università aderisce alla convenzione per gestione bosco
“Con con viva soddisfazione che abbiamo accolto l’adesione dell’Università ‘Federico II’ di Napoli alla convenzione che la Città Metropolitana le aveva inoltrato nel mese di gennaio per la gestione del Bosco Inferiore della Reggia di Portici.” Così esordisce il Vicesindaco metropolitano, Salvatore Pace, che prosegue: “La L. 56, che dal 2015 ha soppresso la Provincia di Napoli e istituito la Città Metropolitana: nel sottrarre a quest’ultima le competenze sulla tutela dell’ambiente, con il conseguente trasferimento presso la Regione del relativo personale specializzato e qualificato, la legge stessa ha indotto talune criticità nella gestione botanica, tali da comportare la chiusura del Bosco per motivi di sicurezza.” “Questo accordo – prosegue Pace – chiude una fase cruciale dell’impegno per la restituzione ai Cittadini di questa essenziale area verde; una fase che ha visto la Città Metropolitana impegnare fondi cospicui per la manutenzione dei corpi di fabbrica della Reggia e lavorare, con costanza e in silenzio, perché l’Università ritenesse mature le condizioni per accogliere, così come accade per il Bosco Grande, anche il compito di gestire scientificamente e mantenere le piante di alto fusto.” “Nel ringraziare la struttura tecnica della Direzione Patrimonio ed il Consigliere Delegato al settore, Antonio Caiazzo” – conclude il Vicesindaco – “il mio impegno, in collaborazione con il Consigliere Delegato, è quello di far approvare speditamente al Consiglio Metropolitano il testo della convenzione così che il Sindaco de Magistris possa apporre anche la sua firma accanto a quella che già è stata vergata dal Rettore dell’Università di Napoli per così riaprie ai Cittadini in tempi brevissimi l’area e riprendere al lavoro di tutela e cura del patrimonio boschivo”.
Dimentica chiavi e si arrampica su balcone: cade e muore il noto dj Lee Roy nato a Napoli
Rientrato a casa dopo una serata con gli amici, si sarebbe accorto di non avere con se’ le chiavi e per questo si sarebbe arrampicato sul balcone per entrare da una portafinestra del terrazzo. Ma ha perso l’equilibrio ed e’ caduto, morendo sul colpo. La vittima e’ un 24enne, trovato morto all’alba di questa mattina davanti alla palazzina dove abitava, a Mornico al Serio in provincia di Bergamo. La caduta risalirebbe a notte fonda, ma a dare l’allarme questa mattina e’ stata una vicina di casa che lo ha trovato a terra senza vita: immediatamente sono intervenuti i soccorsi del 118, che si sono rivelati vani. I carabinieri non avrebbero dubbi sulla dinamica dei fatti Il giovane si chiamava Lee Roy James Baptiste, originario delle Seychelles ma nato a Napoli: era molto conosciuto a Mornico, dove viveva da tempo con la mamma nella palazzina di via Cavour, e dove faceva il dj ed era grande appassionato di musica reggae. Secondo le prime ricostruzioni, il dramma risalirebbe alle 3 della notte. La salma del ventiquattrenne e’ a disposizione della magistratura bergamasca, che potrebbe disporre l’autopsia per chiarire le circostanze della morte.
Elezioni, De Raho: ‘Scoprire se i boss hanno scelto chi sostenere’
In vista delle elezioni del 4 marzo “serve un controllo dello Stato sui seggi ma ancora prima un controllo dei soggetti ‘camorristicamente’ esposti, per capire se essi stessi hanno gia’ individuato delle linee di voto”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, commentando il possibile condizionamento del voto da parte della criminalita’ organizzata. “Tutt’ora si fanno perquisizioni finalizzate per capire se ci sono gia’ modelli di schede che confermano che il voto si concentrera’ su alcun soggetti sostenuti dalla camorra o dalle altre mafie. Questo e’ uno dei molti metodi di indagine messe in campo per evitare il condizionamento del voto da parte della criminalita'”. Il magistrato ha sottolineato: “Certamente in tutti i quartieri e i territori dove la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta e le forme di criminalita’ organizzata pugliese hanno un capillare controllo del territorio devono esserci presidi di garanzia del voto libero. A cominciare dal controllo su seggi elettorali per evitare meccanismi come la scheda ballerina che, come emerso dalle indagini, consiste nel far uscire la scheda dal seggio e farla rientrare gia’ riempita. Ma penso anche al condizionamento intimidatorio o persuasivo con promesse lavoro o altro compenso”.
Napoli, armi e proiettili nella casa abusiva nascondiglio
Napoli. Questa mattina, gli agenti della Polizia di Stato, dei Commissariati di Polizia “San Giorgio a Cremano” e “Ponticelli”, a seguito di un’indagine hanno rinvenuto in un locale, al primo piano di uno stabile di via Franciosa, nel quartiere Ponticelli, una pistola marca “Taurus” calibro 38, con matricola abrasa, una pistola marca “Bruni” calibro 92, risultata a salve, nr 25 cartucce calibro 9×19 parabellum, 5 cartucce 9×21 e 2 cartucce calibro 38 special.
Il locale, completamente ammobiliato e corredato da elettrodomestici, lasciava credere che fosse abitato da qualcuno riuscito a dileguarsi prima dell’arrivo della Polizia.
L’immobile, inoltre, era stato ricavato in modo abusivo, da un vano condominiale ed era energizzato da corrente elettrica attraverso un allaccio abusivo alla luce pubblica. Le armi sequestrate sono state affidate agli agenti della Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnico-balistici, al fine di accertare se siano state usate nei recenti episodi criminosi.
Ponticelli, l’Associazione ‘Francesco Paolillo’ chiede al Presidente Mattarella la medaglia al valor civile per il ragazzino
Oggi Francesco Paolillo avrebbe compiuto 27 anni ma 14 anni una maledetta caduta lo portò via agli affetti dei suoi cari. La tragedia si consumò il pomeriggio del 25 ottobre del 2005 in via Carlo Miranda a Ponticelli. Nel quartiere ci sono parecchi scheletri di palazzi incompiuti, sono lì da circa un ventennio, dovevano essere costruiti e destinati ai terremotati dell’Irpinia, ma non vengono né ultimati né abbattuti, restano lì a fare da sfondo al grigiore delle strade. A distanza di tempo, quei macabri palazzi incompiuti diventano un parco giochi per i bambini del posto. Unico loro passatempo, salire e scendere da quelle scale, saltare da un varco all’altro e così via. Così come accade il 25 ottobre del 2005, un giorno qualunque, in cui i ragazzini del quartiere dopo aver fatto i compiti e guardato i cartoni animati, si incontrano per andare a giocare.
Tra i ragazzini c’è il 14enne Francesco che si reca a fare il solito gioco, in uno dei soliti palazzi senza recinzione, quindi facilmente accessibile. E’ il più veloce Francesco, scende e sale dal sesto piano in un niente, incuriosito chissà da cosa. Francesco si diverte a fare un altalena da alcuni ferri penzolanti, scende per andare via ed un amichetto lo chiama, l’altro ragazzino è là immobile, non riesce a scendere e Francesco risale per aiutarlo. In un atto di generosità, egli risale prende con la mano il suo amichetto e lo porta in salvo, dopo aver messo in salvo l’amico, un piede in fallo tradisce Francesco che precipita nella tromba dell’ascensore. I familiari raggiungono il posto, chiamano i soccorsi che tardano ad arrivare, Francesco dopo la caduta era ancora vivo, probabilmente senza quello sciocco ritardo si sarebbe salvato…
I genitori di Francesco si sono battuti a lungo per far chiuder almeno quei cantieri, per un pò di tempo fu creato un campo da calcio successivamente il comune riprese in mano l’area ma la lasciò nuovamente nel degrado, attualmente la situazione non è migliorata, il campo versa in condizioni di degrado, inoltre c’è uno smistamento di rifiuti, i bambini continuano ad entrare e ripetere quel gioco, la storia si ripete e nessuno fa niente.
Questa è una storia che in molti casi non viene raccontata perchè implica qualcosa che sta più in alto, la causa e la rovina di determinati luoghi che versano nel degrado, principalmente urbanistico, è la noncuranza del Comune di Napoli che non si preoccupa di modificare aree a rischio. Ora l’Associazione Francesco Paolillo ha lanciato una petizione e l’ha diretta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per il riconoscimento della Medaglia al valor civile del giovane Francesco che con il suo gesto salvò la vita all’amichetto.
Fonte VoceNuovatv
A 15 anni trovato con banconote false al rione Pazzigno: denunciato
Ha solo 15 anni il giovane che, nel pomeriggio di ieri, è stato sorpreso dagli agenti del Commissariato di Polizia San Giovanni-Barra in compagnia di alcuni 20enni, alcuni dei quali con pregiudizi ed altri con precedenti penali, legati da vincoli di parentela con la nota famiglia dei Reale che gestisce gli affari illeciti nel Rione Pazzigno.
Un 22enne, al controllo di Polizia, spontaneamente consegnava una dose di hashish in suo possesso, mentre altri due 22enni ed il 15enne, essendo privi di documenti di identità, venivano condotti negli uffici di Polizia. Il 15enne, dopo esser salito a bordo della volante, si disfaceva di 3 banconote da 20 euro ognuna, palesemente false, tentando di nasconderle con i piedi fra le plastiche del pianale. I poliziotti , giunti al commissariato, si accorgevano del maldestro escamotage del giovane, recuperando le banconote. Il giovane, una volta scoperto, per tutta risposta, si faceva forte della sua minore età che gli avrebbe garantito la non punibilità.
La madre del 15enne, convocata dagli agenti in ufficio, si mostrava dapprima bendisposta con l’operato dei poliziotti, tanto da voler addirittura punire il figlio a suon di botte, circostanza che veniva impedita dai poliziotti, per poi cambiare totalmente atteggiamento, inveendo contro gli agenti.
Il divario di età di 7-8 anni, tra il 15enne ed i giovani con i quali è stato fermato, verosimilmente, spiegherebbe che la frequentazione sia dettata da fini illegali.
E’ prassi, infatti, per l’associazione criminale che gestisce gli illeciti affari nel Rione Pazzigno, “arruolare” tra le sue fila, giovani minorenni al fine di limitare le conseguenze penali.
Il giovane 22enne assuntore di hashish è stato denunciato alla competente Autorità, mentre il 15enne, a cui veniva sequestrato anche il telefono cellulare, è stato denunciato al Tribunale dei Minorenni, in stato di libertà, perché responsabile del reato di detenzione di banconote false. Ora le indagini della polizia continuano per individuare i fornitori della banconote false e l’utilizzo.
Napoli, l’Arcidiocesi indaga sui preti gay
Nel corso di questa settimana, è stato consegnato alla Cancelleria della Curia Arcivescovile di Napoli un dossier, su CD, di denuncia di casi di omosessualità nei quali sarebbero coinvolti sacerdoti, religiosi e seminaristi di alcune Diocesi italiane. Detto materiale verrà opportunamente esaminato per essere trasmesso alle Diocesi interessate per le eventuali necessarie valutazioni. Lo afferma la curia arcivescovile di Napoli in una nota. Della vicenda si occupa da giorni il Fatto quotidiano.
Nei giorni scorsi il sito Gaynews aveva riferito che un dossier di 1200 pagine che svelerebbe una rete ‘hot’ di preti gay da Roma a Catania sarebbe stato consegnato alla Curia di Napoli. Si parlerebbe di app per incontri e di festini in canonica. Il sito aveva riferito che il dossier e’ stato messo a punto da un giovane escort, che abita a Napoli, gia’ noto alle cronache per avere svelato i presunti traffici di don Luca Morini, soprannominato ‘don Euro’. Ora il nuovo dossier coinvolgerebbe una sessantina di prelati, diocesani e appartenenti ad ordini religiosi, per lo piu’ campani ma non solo. Secondo il sito Gaynews.it per ognuno di questi preti ci sarebbe una scheda personale e una documentazione allegata anche con screenshot di conversioni attraverso smartphone.
Ercolano, picchiava moglie e figlio: arrestato 43enne
Ercolano: 43enne arrestato dai carabinieri per stalking e maltrattamenti a moglie e figlio. Un 43enne di Ercolano già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato dai carabinieri della locale tenenza per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. E’ stato bloccato dai militari mentre, piazzato sotto l’abitazione dei suoceri, minacciava di morte sua moglie e suo figlio che si erano trasferiti lì; si erano trovati costretti a farlo perché lui li minacciava di morte quando in famiglia scoppiavano liti, innescate da per lo più questioni economiche. Nella macchina del 43enne i carabinieri hanno trovato un coltello e un matterello, sequestrati. L’arrestato è in carcere.
Inhciesta Fanpage, il Procuratore nazionale De Raho: ‘Il metodo non corrisponde alle leggi italiane’
“Sul merito dell’inchiesta di Fanpage sono felice che si siano smascherati contesti di illegalita’, ma sull’aspetto della correttezza della legge, l’agente provocatore non corrisponde alle nostre regole processuali e legali”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho commentando l’inchiesta giornalistica di Fanpage sui rifiuti in Campania. “L’agente provocatore e’ colui che interviene creando una situazione di illegalita’ e questo non e’ consentito dal nostro ordinamento – ha proseguito -. Anche dove la legislazione prevede per le indagini un infiltrato o un agente sotto copertura, si prevede che l’agente interviene per acquisire elementi di prova in relazione a traffici illeciti, che sono gia’ in corso. Creare la situazione di illegalita’ non e’ consentito perche’ determina un concorso nel reato – ancora De Raho -. E’ una sottile distinzione, qualcuno puo’ ritenere che dal punto di vista del risultato sia meglio capire chi sia piu’ propenso a condividere condotte di illegalita’ piu’ che osservare la legge, ma poiche’ sono un magistrato direi che osservare le regole e’ la strada maestra che dobbiamo seguire”.
Napoli, ambulanza perde il portellone: il paziente rischia la vita
Napoli. Nel corso di un intervento in emergenza nel quartiere di Fuorigrotta per una paziente giudicata in ‘codice rosso’ è accaduto che l’ambulanza abbia perso il portellone laterale ed è stata costretta a chiedere assistenza. Forte lo sgomento dei parenti della donna assistita che con grande preoccupazione hanno dovuto attendere un secondo mezzo di soccorso. Solo l’intervento tempestivo di un’altra ambulanza proveniente dal Chiatamone, ha evitato il peggio. La signora è arrivata all’ospedle San paolo in condizioni critiche ma viva. “Una vicenda grave – ha commentato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli componente della commissione Sanità – per la quale vogliamo avere risposte chiare. I mezzi di soccorso devono essere manutenuti con puntualità. In gioco ci sono le vite di chi chiede aiuto e la tempestività dell’intervento è spesso determinante. Inconvenienti del genere non sono accettabili. Chiederò una verifica dell’accaduto al dirigente dell’autoparco dell’ASL anche perchè, come segnalato dagli operatori protagonisti di questa vicenda, l’automezzo non era affatto vecchio.
Salerno, migrante ruba vestiti dai grandi magazzini Oviesse: arrestato
Salerno. Nel pomeriggio di ieri 23 febbraio, gli agenti della Polizia di Stato in forza alla Sezione Volanti hanno tratto in arresto E.K.J., 24enne marocchino, con precedenti penali per reati contro il patrimonio, irregolare sul territorio dello stato, per furto aggravato di capi di abbigliamento all’interno dei grandi magazzini “Oviesse” di corso Vittorio Emanuele a Salerno. Gli agenti, allertati dal direttore, giungevano immediatamente sul posto e bloccavano il suddetto che aveva asportato alcuni capi di abbigliamento, occultandoli sulla propria persona.E’ stato arrestato su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, lo straniero veniva trattenuto presso gli uffici della Questura in attesa del rito direttissimo previsto nella mattinata odierna.
Battipaglia: migrante spacciava facendo le consegne in sella alla bici: arrestato
Nell’ambito dei servizi ordinari di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione ed alla repressione dei traffici illeciti nella città di Battipaglia, personale della Polizia di Stato in forza al locale Commissariato di Pubblica Sicurezza – Squadra Anticrimine – in seguito ad accurati servizi di appostamento, nella serata di ieri 23 febbraio, ha arrestato M.C., 30enne di nazionalità marocchina, incensurato e regolarmente residente sul territorio dello stato, poiché trovato in possesso di sostanza stupefacente di tipo hashish, per un peso complessivo di grammi quattrocento circa, suddiviso in quattro panetti. Gli agenti, dopo attenta osservazione, individuavano il suddetto in sella di una bicicletta che percorreva ripetutamente il circondario in località Taverna delle Rose, fermandosi più volte a bordo strada con fare circospetto. Immediatamente veniva sottoposto a controllo ed a perquisizione personale da parte degli operatori che rinvenivano, occultato nell’ombrello dello straniero due panetti di hashish. Dalla successiva perquisizione domiciliare venivano rinvenuti altri due panetti della medesima sostanza. Pertanto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il medesimo veniva tratto in arresto e deferito al rito direttissimo previsto nella mattinata odierna.
Pozzuoli, si sfidano con coltelli all’uscita di scuola: fermati 4 minorenni
Al termine delle lezioni 2 gruppi di ragazzini si sono ritrovati all’esterno di un istituto scolastico di Pozzuoli per fronteggiarsi, allo scopo di intimidirsi hanno fatto spavaldamente mostra di coltelli per motivi ancora in corso di accertamento: la scena ha allarmato un cittadino che passava di lì e che non ha esitato a chiamare il 112 segnalando quella sfida tra adolescenti. Sul posto sono arrivati i carabinieri di Licola che, nonostante i ragazzi si fossero allontanati per evitare guai con la giustizia, sono riusciti a rintracciarne 3 a poche centinaia di metri: sono stati identificati e sottoposti a controllo un 14enne di Giugliano, due 13enni di Pozzuoli e un 14enne sempre di Pozzuoli, tutti appartenenti allo stesso gruppo. Addosso ai primi 3 i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato altrettanti coltelli a serramanico con lame di 9 e 7 cm: il primo ragazzo è stato denunciato per porto illegale di armi da taglio mentre gli altri 2, non imputabili, sono stati segnalati alla procura per i minorenni di Napoli. Al termine delle formalità sono stati affidati tutti ai genitori.
Napoli, pusher di Secondigliano nascondeva la droga nella spazzatura: arrestato
Nico Sodano, di 20anni, è stato sorpreso ed arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia Secondigliano al termine di un servizio antidroga in Via dello Stelvio.
I poliziotti, nell’ambito di un servizio di appostamento, volto al contrasto dello spaccio di droga, particolarmente diffuso nel fine settimana, hanno notato il giovane mentre stazionava nei pressi dei porticati del civico 46.Di volta, in volta, il 20enne veniva avvicinato da alcuni giovani in scooter con i quali, dopo aver confabulato con loro, consegnava un involucro, prelevato da un cumulo di rifiuti poco distanti da lui, in cambio di denaro.
Osservato il modus operandi, gli agenti sono intervenuti bloccando lo spacciatore, trovato in possesso della somma di 220 euro suddivisa in banconote di vario taglio.
Nel cumulo di rifiuti, invece, all’interno di una busta in cellophane, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato 11 bustine termo-sigillate contenenti marijuana.
Il giovane è stato arrestato e condotto alle camere di sicurezza della Questura da dove, stamane, sarà prelevato e condotto in Tribunale per essere processato con rito direttissimo.



