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Pasqua, tempo di ‘casatiello’: l’antica ricetta della nonna

Diffuso quanto la pastiera, il casatiello è un altro piatto tipico della cucina napoletana che si usa preparare solitamente nel periodo pasquale. E’ una torta salata, risalente probabilmente al Seicento, a base di formaggio. Infatti il suo nome pare derivi da una modulazione della Lingua napoletana che ha trasformato la parola “cacio” (formaggio) in “cas” e da qui casatiello.
E’ un alimento completo che ha una base di pasta di pane a cui vengono aggiunti ciccioli, strutto e formaggio. Tradizionalmente l’impasto viene modellato a forma di ciambella per poi essere riposto in uno stampo per la lievitazione lunga almeno dodici ore.
A differenza del tortano, il casatiello è tipico della Pasqua: le strisce di pane sopra le uova adagiate nell’impasto simboleggiano la croce su cui è morto Gesù e la forma anulare invece evoca la ciclicità della risurrezione. Le uova, ingabbiate dalle strisce di pane a forma di croce, sono intere e sii cuociono in forno insieme all’impasto.
Di questo alimento partenopeo, esiste anche una versione dolce, composta sempre da uova e strutto ma con l’aggiunta di zucchero e glassa su cui vengono sparsi i cosiddetti “diavulilli”, nient’altro che piccoli confetti colorati.

Una doppietta di Rodriguez stende la Salerntitana

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Alla fine la decide Rodriguez dalla panchina, con la sua prima doppietta in maglia azzurra. Due gol nei minuti finali, uno praticamente a tempo scaduto, che regalano altri tre punti all’Empoli in una giornata decisiva per i movimenti nel vertice della classifica. Primo tempo, partita è molto aperta e tutte e due le squadre provano a farsi male a vicenda, senza riuscire a mantenere per larghi tratti il predominio territoriale. La migliore occasione arriva però al termine della prima frazione, quando Caputo a botta sicura dopo una respinta di Radunovic colpisce il palo. L’Empoli sembra stanco e nella ripresa subisce l’iniziativa della Salernitana. Andreazzoli opta così per i cambi e inserisce Rodriguez al posto di Donnarumma. Il suo ingresso determina l’esito del match. Il gol arriva al 32esimo del secondo tempo con un gran colpo di testa dello spagnolo, su assist di Pasqual. Andreazzoli inserisce anche Brighi e Polvani per difendere il risultato, ma nel finale gli azzurri trovano addirittura il raddoppio. Caputo lanciato in contropiede serve Rodriguez che tutto solo non può sbagliare: Radunovic battuto e prima doppietta in azzurro per lo spagnolo.

EMPOLI-SALERNITANA 2-0 Marcatori: 32′ st. Rodriguez, 45+4′ st. Rodriguez

EMPOLI (4-3-1-2): Gabriel; Di Lorenzo, Maietta, Luperto, Pasqual; Bennacer, Castagnetti, Lollo (27′ st. Brighi), Zajc (44′ st. Polvani); Donnarumma (24′ st. Rodriguez), Caputo A disp. Terracciano, Giacomel, Canestrelli, Imperiale, Traore All. Andreazzoli
SALERNITANA (4-3-3): Radunovic; Casasola, Schiavi, Monaco, Vitale (29′ st. Popescu); Odjer, Ricci, Minala; Kiyine, Bocalon (6′ st. Palombi), Sprocati (34′ st. Rossi) A disp. Iliadis, Russo, Mantovani, Asmah, Signorelli, Della Rocca, Rosina, Di Roberto All. Colantuono
Arbitro: Signor Minelli di Varese

Avellino-Parma 1-2: biancoverdi sempre più giù

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L’Avellino perde anche col Parma e sprofonda in zona retrocessione. Lupi colpiti due volte a freddo, prima dal gol di Gagliolo e poi da quello Barillà per un match in salita ripida sin dai primi minuti. Tutto compromesso o quasi, almeno fino a quando Asencio ha avuto l’abilità e la freddezza di farsi trovare pronto sulla linea di porta per il tap-in dell’1-2. Ma è stata solo illusione. Pasqua amarissima per l’Avellino e nubi sul futuro di Novellino. A Pasquetta arriva il Bari, forse l’ultima chance per il mister di Montemarano

Avellino-Parma 1-2

Marcatori: 4′ pt Gagliolo, 8′ pt Barillà, 33′ pt Asencio.

Avellino (4-4-1-1): Lezzerini; Pecorini (37′ st Laverone), Kresic, Ngawa, Rizzato; Molina (11′ st Morosini), De Risio (22′ st Cabezas), Di Tacchio, D’Angelo; Asencio; Castaldo.

A disp.: Casadei, Marchizza, Moretti, Migliorini, Vajushi, Ardemagni, Falasco, Morero, Wilmots. All.: Novellino.

Parma (4-3-3): Frattali; Mazzocchi, Iacoponi, Di Cesare, Gagliolo; Dezi, Munari (34′ st Scavone), Barillà; Insigne, Calaiò (41′ st Ceravolo), Baraye (29′ st Di Gaudio).

A disp.: Nardi, Dini, Vacca, Lucarelli, Frediani, Anastasio, Gazzola, Siligardi, Sierralta. All.: D’Aversa.

Arbitro: Martinelli di Roma 2. Assistenti: Cangiano di Napoli e Mastrodonato di Molfetta. Quarto uomo: Garofalo di Torre del Greco.

Note: espulsi al 49′ pt Novellino e D’Aversa; ammoniti 15′ pt Kresic, 42′ pt Dezi, 6′ st Di Tacchio per gioco scorretto, 16′ pt D’Angelo, 42′ st Insigne per comportamento non regolamentare; angoli 2-6; recuperi 4′ pt e 5′ st.

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Camorra: annullato dalla Cassazione l’ergastolo al boss Guido Abbinante

Colpo di scena al processo relativo all’omicidio di Giovanni Moccia avvenuto a Calvizzano il 27 settembre del 2007. Come si ricorderà, il capoclan Abbinante Guido era stato condannato all’ ergastolo con sentenza emessa il 29.12.16 dalla Corte di assise di Appello di Napoli – III sezione -.  La Suprema Corte, quinta sezione penale, presieduta dalla dottoressa Maria Vessichelli e che vedeva come relatrice la dottoressa Francesca Morelli, ha ribaltato il verdetto di “ fine pena mai”.
Hanno fatto breccia i ricorsi proposti nell’interesse del boss Guido Abbinante da parte degli avvocati Dario Vannetiello e Romolo Vignola. A lungo il Procuratore Generale, dott. Salzano, ha cercato di convincere i giudici di legittimità a confermare la sentenza di condanna, ma senza successo. L’annullamento della sentenza è stato totale. Eppure le prove a carico erano rappresentate dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia : Piana, Cerrato, Pica, Prestieri Antonio e Maurizio, Ambra e Illiano. Si dovrà svolgere un nuovo giudizio innanzi ad altra sezione della Corte di assise di appello. Sentenza annullata anche per gli esecutori del delitto – Ciprio Paolo, Baldassarre Salvatore e Esposito Giovanni-, difesi dagli avvocati Vittorio Giaquinto, Claudio D’Avino e Michele Basile.

Nola, 80enne trovato morto con la casa a soqquadro: è giallo

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Nola. Trovato morto nel suo letto con la asa sottosopra. E’ giallo a Nola per la morte di un uomo di 80 anni, Francesco Sabatino, l’uomo trovato senza vita nel suo letto mentre in una delle stanze di casa qualcuno aveva messo tutto sottosopra. la scoperta è stata fatta da uno dei suoi figli, allertato da una vicina che da qualche giorno non vedeva Francesco. Sul corpo dell’uomo non sono stati trovati segni di violenza e questo escluderebbe l’ipotesi della rapina. Secondo i risultati dei primi rilievi l’uomo sarebbe morto da un paio di giorni. E’ mistero però sul fatto che la casa sia stata messa sottosopra da qualcuno che evidentemente cercava qualcosa tipo soldi o preziosi. Sarà comunque l’autopsia, disposta dal magistrato di turno alla Procura di Nola a chiarire le cause del decesso. sulla morte sospetta indaga la polizia.

Napoli, sorpresi con 4 chilogrammi di droga: due arresti a Poggioreale

 

Napoli. Gli agenti della polizia di Stato del Commissariato di “Poggioreale” e dell’ Ufficio Prevenzione Generale, hanno arrestato Gentile Ferdinando, di anni 45, con pregiudizi di polizia e Fiorito Leonardo, di anni 43, per il reato in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Inoltre Fiorito Leonardo è stato denunciato in stato di libertà anche per i reati di lesioni, minaccia aggravata, danneggiamento e possesso di arma da taglio.
A seguito di segnalazione giunta alla Sala Operativa, i poliziotti sono intervenuti in via Nuova Poggioreale dove all’interno di un parco hanno trovato un uomo, in evidente stato di esagitazione brandire un coltello tra le mani e minacciare alcuni condomini.
Fiorito Leonardo, precedentemente si era reso responsabile di minaccia nei confronti di un condomino, affacciato alla finestra, al quale aveva spruzzato dapprima del sangue con una siringa e successivamente aveva rotto il vetro della finestra; poco prima aveva anche danneggiato la vettura e minacciata la moglie di un altro condomino.
Disarmato e bloccato Fiorito Leonardo, anche grazie all’intervento di altre volanti giunte sol posto, i poliziotti hanno provveduto al controllo presso l’abitazione.
Appena entrati presso l’androne del palazzo, gli agenti hanno visto una persona tentare di scappare dall’abitazione di Fiorito.
I poliziotti hanno subito bloccato l’uomo, Gentile Ferdinando, con pregiudizi di polizia e sottoposto alla misura dell’obbligo di firma, il quale non sapeva come giustificare la permanenza all’interno dell’abitazione di Fiorito.
Da un controllo effettuato dagli agenti, nascosta all’interno di una camera dell’abitazione, è stata trovata una valigia, ben nascosta, contenente della droga tipo hashish, dal peso complessivo di 2987,58 grammi, marijuana dal peso complessivo di 967,49 grammi e due bilancini di precisione.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria Fiorito Leonardo e Gentile Ferdinando sono stati arrestati e condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale

Consip, rivelazioni sull’inchiesta: faccia a faccia per due ore tra il ministro Lotti e l’ad Luigi Marroni

Roma. Caso Consip e fuga di notizie: faccia a faccia tra il Ministro Luca Lotti e l’ex amministratore delegato della Centrale acquisti della pubblica amministrazione, Luigi Marroni, grande accusatore, nell’inchiesta. E’ durato due ore il confronto tra i due, fatto in una caserma dei carabinieri. Le ricostruzioni dei due sono state messe a confronto nel corso dell’atto istruttorio, disposto dalla Procura di Roma per chiarire la vicenda della fuga di notizie emersa a dicembre del 2016. Lotti venne iscritto sul registro degli indagati, per rivelazione del segreto istruttorio e favoreggiamento, il 21 dicembre del 2016, proprio il giorno dopo l’audizione, davanti ai pm di Napoli, John Woodcock e Celeste Carrano, nella quale Marroni ammise di aver saputo dal ministro dell’indagine in corso. Il fascicolo passò subito a Roma per competenza e il 27 dicembre Lotti si presentò a Piazzale Clodio per essere sentito dagli inquirenti, negando, come avrebbe fatto in seguito, ogni accusa.
Nel fascicolo legato alle informazioni giunte ai vertici Consip, che erano a conoscenza di intercettazioni e pedinamenti in corso, rispondono di rivelazione di segreto d’ufficio oltre al ministro Lotti, l’ex comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette e il generale di brigata dell’Arma Emanuele Saltalamacchia, ed è indagato per favoreggiamento il presidente di Publiacqua Firenze Filippo Vannoni.

Rubarono libri antichi dall’Abbazia di Montecassino: condanna bis per De Caro, ex consulente del Ministro Galan, e per Delsalle

Roma. Nuova condanna per Marino Massimo De Caro, ex consulente del Ministro per i beni culturali, Giancarlo Galan, e per il suo complice francese Stephane Delsalle. Un anno di reclusione, in continuazione con la precedente condanna a 7 anni per il furto dalla biblioteca dei Girolamini di Napoli, per De Caro, e di 4 anni per Delsalle. I giudici della terza corte d’appello di Roma, presieduta da Gustavo Barbalinardo, accogliendo la richiesta del Pg Simonetta Matone, hanno confermato le condanne inflitte in primo grado dal giudice monocratico di Cassino, a fine giugno del 2015. De Caro e Delsalle sono stati processati perchè ritenuti responsabili della vicenda dei libri antichi rubati all’Abbazia di Montecassino a metà del 2011. La vicenda contestata ai due partì proprio dai furti compiuti alla Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Nel luglio 2012 il bibliotecario della Biblioteca statale dell’Abbazia di Montecassino denunciò il furto di preziosissime opere (6 incunaboli, 3 cinquecentine, 1 volume del ‘600 e 2 fogli con xilografie da un incunabolo) nonchè la sostituzione con un falso di un prezioso volume di Galileo Galilei edito nel 1606. Fu lo stesso De Caro a iniziare una collaborazione con la giustizia, descrivendo i furti e chiarendo le complicità di cui si era giovato per sottrarre le opere, occultarle e custodirle in attesa di destinarle a librerie e case d’asta anche all’estero. Si accertò anche che l’uomo aveva agito abusando della sua funzione di consigliere del ministro per i beni culturali, e prospettando un finanziamento di 400mila euro per il completamento della catalogazione informatica dei volumi della biblioteca. In poco tempo si arrivò a un maxiprocesso a Napoli (quattordici imputati, anche per associazione per delinquere) conclusosi con tra l’altro la condanna di De Caro a 7 anni di carcere. I due imputati sono accusati di furto aggravato dall’utilizzazione del mezzo fraudolento, dal danno patrimoniale cagionato, dall’aver commesso il fatto contro un ministro del culto cattolico, e dall’aver abusato (De Caro) della sua funzione. Oggi, in appello, la conferma di quelle condanne.

Napoletani scomparsi in Messico: la telefonata misteriosa di Cimmino al cugino e il codice misterioso dei sequestratori

C’è stata una telefonata tra Francesco Russo e il cugino Enzo Cimmino, scomparso in Messico da 50 giorni insieme allo zio Raffaele Russo e al cugino Antonio, rimasta segreta fino ad oggi e il cui contenuto è stato riportato nella denuncia che lo stesso Francesco ha fatto alla polizia messicana prima di lasciare il il Sud America e tornare a Napoli. Di quella telefonata il cui contenuto non è stato rivelato da Francesco Russo, che insieme con la sua famiglia si sta battendo per avere notizie sorte sulla sorte dei congiunti, però ieri sera il programma “Chi l’ha Visto” ne ha spiegato il contenuto insieme ai misteriosi messaggi cifrati contenuti. In pratica mentre era già in mano ai sequestratori Vincenzo Cimmino riesce a far sentire per poco meno di un minuto le voci di alcune persone che parlano in sottofondo e che scandiscono alcuni numeri in sequenza. Prima il numero 15 e poi per tre volte la sequenza 34 11 76 60 06  seguito da “afferma afferma”. La stessa persona avrebbe poi ripetuto il messaggio 43 11 58 42 45 prima che la telefonata si interrompesse. Ma che che cosa significa quella sequenza? Francesco Russo ha spiegato alla tv di stato che per il momento non può rivelare il contenuto di quella telefonata per non compromettere le indagini in corso. Ma secondo un giornale messicano e secondo l’inviato di “Chi l’ha visto?” sarebbe un codice militare, il “ColgoMit“ utilizzato dalla polizia municipale per comunicare via radio. Un esperto militare ha confermato al giornalista Rai che si tratta di un codice militare utilizzato dalla polizia messicana. Ed ecco cosa significherebero quei numeri secondo l’esperto: il 15 significa negativo,  34 raccolta di dati, 11 sequestro di veicolo, 77 disturbo, 60 localizzazione e 06 persona pericolosa. Mentre la seconda sequenza: il 43 corrisponde a radio. 11 sequestro del veicolo, 58 furgone di carico come la Honda Crv che guidavano Vincenzo e il cugino Antonio, 42 equivale a dogana e quindi riferibile alla merce contraffatta che trasportavano i tre italiani, 45 ordine eseguito. E proprio questo ultimo numero che preoccupa la famiglia Russo. Perché ordine eseguito e per conto di chi? Cosa avevano fatto di tanto grave i tre napoletani per essere finiti nelle mani del sanguinario Cartel Jalisco Nueva Generation? Un clan che ama spettacolarizzare le sue esecuzioni modello “indios” attraverso i social postando le foto. Ma in questo caso non c’è stata alcuna foto ne alcun contatto. C’è solo una telefonata nervosa del capo del Cartel, quel Nemesio or Rubén Oseguera Cervantes detto El Mencho che chiama addirittura il capo della polizia di Guadaljara minacciando tutti di morte nel caso non ritirino i poliziotti che si sono messi sulle loro tracce per trovare i tre napoletani scomparsi. E’ una telefonata che non ha bisogno di alcun capito ma che fa capire, ove mai ve ne fosse ancora bisogno, del grado di corruzione della polizia messicane e della potenza delle bande di narcotrafficanti. Ecco il testo completo tradotto dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”.

El Mencho: Delta Uno?
Capo della polizia: si chi parla?
El Mencho: ascolta bene figlio di puttana. Sono Mencho, ascolta bene: fai calmare i tuoi uomini di merda, fai calmare i tuoi gli uomini e tutto il resto altrimenti ti spacco la faccia e tutto il resto anche i cani perchè abbiamo identificato 30 uomini e li faccio fuori anche quei cazzo di cani  se  non vi ritirate. Che mi dici?
Capo della polizia: No si preoccupi ci parlo subito
El Mencho: Li faccia ritirare, faccia ritirare tutti quei figli di puttana perché tutti si prendono i soldi
Capo della polizia: si è proprio quello che mi dicevano
El Mencho: falli ritirare o gli sparo altrimenti sari tu il primo a pagare per loro ‘Leone’
Capo della polizia: Nooo, no signore non si tratta di questo
El Mencho: sarà meglio perché quì i colpi partono come niente e lo sapete bene… non ci sono soldi…
Capo della polizia: Siii signore, lei mi conosce, sa che c’è rispetto
El Mencho: va bene, mi raccomando li faccia calmare tutti e dica loro che un ordine da parte mia
Capo della polizia: certo signore

Napoli, gang aggredì un tassista fuori alla discoteca per farsi accompagnare a casa: c’è anche un minore

Aggredirono senza motivo un tassista: la Polizia di Stato identifica l’intera banda composta anche da un minorenne
Un gruppo formato da 4 persone, tra cui un minorenne, aggredì un tassista, nella notte tra il 3 ed il 4 febbraio scorso e, dopo una capillare attività d’indagine, condotta dagli agenti del Commissariato di Polizia “Vicaria-Mercato”, sono stati tutti identificati.
Il GIP del Tribunale di Napoli, infatti, ha disposto nei confronti di E.R. di 20 anni, V.R. di 23 anni, la misura dell’Obbligo di dimora nel comune di Napoli, nonché dell’obbligo di presentazione alla P.G. mentre, nei confronti di G.E., pregiudicato di 30 anni, la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
I quattro, usciti da una discoteca in Via Coroglio, approfittando del traffico veicolare, salirono a bordo di un taxi in transito nella zona. Dopo aver minacciato il conducente di morte, l’obbligarono a farsi accompagnare nella zona delle “Case Nuove”. Durante il tragitto, senza alcun motivo, non esitarono nel colpirlo alla testa con calci e pugni, tanto da procurargli lesioni guaribili in 7 giorni. La dettagliata descrizione dei suoi aggressori alla Polizia di Stato, fornì spunti investigativi per l’identificazione del gruppo.Il più giovane del gruppo, un 17enne non immune da pregiudizi di polizia, tentò con violenza anche d’impossessarsi di un borsello della vittima e, in tale frangente, perse il suo telefono cellulare, consegnato agli agenti. Le indagini condotte dai poliziotti hanno consentito di delineare le responsabilità di ognuno dei componenti della banda, evidenziando nel 30enne colui che ha avuto un ruolo di maggior efferatezza nei confronti della vittima.

Parco Verde di Caivano, la polizia arresta il pusher della ‘calamita’. Aveva 10 dosi di cocaina

La Polizia di Stato arresta uno spacciatore al Parco Verde di Caivano: nascondeva cocaina in due astucci muniti di calamita attaccati ad una saracinesca.
Ancora un blitz della Polizia di Stato a Caivano contro il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nell’edilizia conosciuta come il “Parco Verde” in Via Circumvallazione Ovest. Gli agenti del Commissariato di Afragola, stamane, sono riusciti a sorprendere ed arrestare in flagranza Pasquale Caruso di 30 anni.
L’uomo è stato attentamente osservato dai poliziotti mentre effettuava il consueto scambio di droga-soldi. Nello specifico, gli agenti notavano che il 30enne, dopo esser stato avvicinato dall’acquirente, prelevava da un involucro agganciato con una calamita ad una saracinesca, la dose di droga richiesta. I poliziotti sono intervenuti bloccando sia lo spacciatore che l’acquirente, quest’ultimo segnalato all’Autorità competente. Sequestrati i due involucri contenenti circa 10 dosi di cocaina.
Caruso è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari, nell’attesa d’esser processato con rito per direttissima.

Fonderie Pisano, il Tar riapre lo stabilimento per scongiurare il fallimento e il licenziamento degli operai

Salerno. Il Tar riapre le Fonderie Pisano chiuse il 22 febbraio scorso. La fabbrica potrà riprendere la produzione, almeno per ora, in attesa che venga delocalizzato lo stabilimento che è nella frazione Fratte. Lo ha stabilito la seconda sezione (presidente Maria Abbruzzese, consigliere Paolo Severini, relatore Michele Conforti) del tribunale amministrativo regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, con un’ordinanza emessa nel primo pomeriggio di oggi. Accolta, dunque, la richiesta di sospensiva avanzata dai legali dei Pisano, gli avvocati Enrico Follieri e Lorenzo Lentini. L’opificio di via dei Greci, da anni al centro di polemiche per l’impatto inquinante che avrebbe sull’ambiente, era stato chiuso lo scorso 22 febbraio. In quella data, infatti, la Regione Campania aveva revocato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia), determinando l’interruzione dell’attività produttiva e, al contempo, consentendo esclusivamente le indispensabili operazioni di messa in sicurezza degli impianti.
Nel ricorso presentato alla magistratura amministrativa, la proprietà, per vedersi annullato il provvedimento della Regione, aveva fatto leva su molteplici punti: le ricadute negative sulle condizioni di vita dei 110 lavoratori se fosse stata sospesa l’attività lavorativa; il paventato fallimento dell’impresa a causa della sospensione dei lavori; la proposizione di un eventuale causa risarcitoria di ingente valore economico, con possibili ricadute negative sui saldi di finanza pubblica del bilancio regionale. I giudici di largo San Tommaso d’Aquino, quindi, sostenendo che “l’interesse pubblico è comunque soddisfatto in ragione del permanente potere di controllo e monitoraggio dell’impatto dell’attività produttiva, sotto il profilo ambientale e sanitario” hanno accolto la domanda cautelare sospendendo l’efficacia dei provvedimenti impugnati in attesa della definizione del giudizio, il cui merito è fissato per il 19 dicembre prossimo.

Potenza, si insedia il nuovo procuratore Francesco Curcio: Federico Cafiero De Raho alla cerimonia

Potenza. Si è insediato stamane il nuovo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, Francesco Curcio. A dargli il benvenuto nel nuovo incarico il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho. Curcio prende il posto di Luigi Gay, alla guida della Procura dal 2014, che ha dovuto lasciare per raggiunti limiti di età.
Curcio, originario di Polla in provincia di Salerno, magistrato della Procura Nazionale Antimafia, è stato in passato sostituto alla procura di Napoli, ha indagato sulla P4, sulla compravendita dei senatori e su Finmeccanica, ed ha condiviso la titolarità di queste inchieste con il collega Henry John Woodcock. E’ stato anche titolare di indagini sui vertici dei Casalesi e sui rapporti tra il clan del boss Michele Zagaria e la Banda della Magliana nelle attività di riciclaggio. E’ stato uno dei pm del processo “Spartacus 3” che nel 2009 si chiuse con 50 condanne, pene per complessivi tre secoli di carcere e la confisca di numerosi beni nei confronti di presunti affiliati al gruppo del clan dei Casalesi. Curcio prende il posto del collega Luigi Gay, ora in pensione arrivato a Potenza nel 2014. La cerimonia di insediamento si è svolta nell’aula “Pagano” del Tribunale del capoluogo lucano, alla presenza dei vertici del Palazzo di Giustizia oltre che del procuratore nazionale antimafia, de Raho. “Collaborazione, dialogo e ascolto” sono i primi obiettivi del nuovo Procuratore, in quale ha spiegato che la criminalità “si combatte prima di tutto aggredendo i patrimoni, dei criminali e dei corrotti: conosco l’attività svolta a Potenza, dovrò certamente prendere ancora conoscenza dei filoni che riguardano le indagini pendenti sul territorio. In tante regioni si è cercato di dire che vi erano ‘isole felici’ e che non esisteva la criminalità, ma chi lo ha detto non ha fatto poi una buona figura”. “Il nuovo Procuratore – ha detto de Raho – è un uomo che crede nei principi e nei valori della Costituzione, e ha sempre operato applicando il principio secondo il quale sono tutti uguali davanti alla legge, e la sua attività lo dimostra: non esistono e non sono mai esistiti per noi e per lui centri di potere o entità che debbano essere in qualche modo evitate, anzi laddove c’è un reato, va perseguito sempre, chiunque sia l’autore”. Successivamente a Curcio sono stati rivolti gli auguri di buon lavoro da parte del procuratore facente funzioni, il pm Francesco Basentini, e dai magistrati che ricoprono ruoli di vertice nel Tribunale di Potenza.

Marco D’Amore muore da ‘immortale’ ma ritorna sul set di Gomorra per la quarta stagione

L’ultima stagione di Gomorra La serie si è conclusa con la morte di Ciro Di Marzio, detto l’immortale. Un epilogo che ha lasciato senza parole tutti gli appassionati e soprattutto i fan di Marco D’Amore. I miscredenti ipotizzavano una resurrezione del bello, cattivo e tenebroso e in effetti, in tema col periodo pasquale, una specie di resurrezione è prevista. A risorgere però non è l’immortale ma l’attore che lo ha interpretato nelle precedenti stagioni. “Resuscita” Marco D’Amore che, archiviato il ruolo che lo ha portato alla celebrità, resterà nella squadra di Gomorra La serie per la quarta stagione come regista.
I fan hanno sperato fino all’ultimo minuto possibile il ritorno dell’attore sulla scena in quanto la dinamica della sua morte poteva lasciare un filo di speranza. Ma non è così. Ciro Di Marzio è morto, morto per davvero ma il suo interprete firmerà la regia di due episodi, forse egli ultimi, accanto alla veterana Francesca Comencini e ai due ex aiuto registi Enrico Rosati e Ciro Visco. Lascia invece e definitivamente, dopo aver diretto ben tredici episodi, Claudio Cupellini, che è attualmente alle prese con altri progetti.
Marco D’Amore non è proprio una novello alla regia ma certo quella teatrale è ben altra cosa: infatti nel 2016, per il teatro ha diretto e interpretato “American buffalo”, il dramma di David Mamet nella traduzione di Luca Barbareschi.
Intanto la produzione – Sky Atlantic, Cattleya e Fandango in collaborazione con Beta Film – è già a lavoro per le riprese di Gomorra 4 che avranno inizio ad aprile e dureranno fino alla fine del 2018. Il primo casting per comparse è previsto domani, dalle 9.30 alle 15.30 nell’ufficio dell’associazione Progetto per la Vita, nel quartiere di Scampia ed è aperto a tutti, senza distinzioni di età e sesso. Contemporaneamente, parte dello staff tecnico è in giro per l’Italia e nel mondo per i sopralluoghi. La prima tappa è Bologna, poi Londra.

Emiliano Mondonico: il ritratto di una persona speciale

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Mondonico ? Oltre all’uomo di calcio, una profonda e costante disponibilita’ nel sociale, prendendosi cura dei bambini affetti da problemi oncologici, di ex alcolisti e di ex tossicodipendenti. Opinionista e commentatore tv, con il tono, il sorriso, le capacita’ giuste e quella qualita’ mai banale e scontata riconosciutagli da tutti, il ‘Mondo’ dai tackle in campo era passato poi ad affrontare quelli ben piu’ duri della vita, questa volta entrata a gamba tesa: il ‘Male’, quattro interventi, l’asportazione di un pezzo di intestino. Botte che non lo avevano fiaccato, ne’ messo in un cantuccio (“Il calcio mi da’ la forza di continuare la sfida”, era solito ripetere). Fino a oggi. Dopo Azeglio Vicini, Davide Astori, se ne va un altro testimonial del bel calcio, del pallone ‘pane e salame’, di un innamorato vero di questo sport per innamorati. “Ciao Papo.. sei stato il nostro esempio e la nostra forza.. ora cercheremo di continuare come ci hai insegnato tu”, lo ha abbracciato la figlia Clara, ma toccanti sono stati i messaggi delle ‘sue’ squadre. “Se ne va un pezzo della nostra storia”, lo ha onorato la Dea, mentre il Toro lo ha salutato con l’epiteto che lo ha reso famoso: “Ciao Mondo, spirito indomito fino all’ultimo, ci mancherai”. “Ciao Mondo, sei stato un grande”, ha scritto Roberto Mancini. La sindaca di Torino, Chiara Appendino lo definisce “un combattente che manchera’ al calcio”. Anche se forse il saluto piu’ giusto e calzante glielo regala l’ex ct della pallavolo e tifoso granata, Mauro Berruto: “Vincere non vuol dire solo alzare un trofeo. Ciao Mondo e, di cuore, grazie”.

Doppio Girardi e la Cavese mette pressione al Potenza

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Vittoria importante quella ottenuta oggi dalla Cavese tra le mura amiche. Match indirizzato sui binari dell’equilibrio sbloccata da Girardi con una doppietta all’84’ e al 90’. Si sono rivelati vincenti i cambi di Bitetto in particolare quello proprio di Girardi e di Frezzi, quest’ultimo autore dell’assist per il 2-0. Altri tre punti fondamentali messi in cascina dalla compagine biancoblu in attesa di conoscere il risultato del Potenza, in scena stasera contro il San Severo. Passiamo alla cronaca.
Dopo pochi secondi lancio dalle retrovie di D’Alterio per Fella in area avversaria che aggancia alla grande ma Loliva con i piedi gli nega la gioia. Lo stesso portiere si ripete nuovamente un minuto dopo su conclusione di Iannini alzando sopra la traversa. Al 26’ minuto giro palla della Cavese che porta a una rovesciata di Martiniello ma il portiere e D’Orsi salvano spedendo in angolo. Domina l’equilibrio, anche se è la Cavese a far girare di più la palla mentre il Gravina è ben disposto dietro. Si passa al ripresa e il tecnico Diaw opera subito 3 cambi inserendo Gargiulo, Cichella e Ferraioli. È subito Cavese che si riversa in avanti con un bel cross di Tripoli per Iannini che non impatta bene la sfera e la manda alta. Al 50’ Chiaradia sfiora la porta con un tiro a giro mentre due giri di lancette dopo una botta da fuori di Ferraioli da l’impressione del goal sfiorando il palo alla sinistra di Bisogno. Dopo il break avversario, padroni di casa nuovamente pericolosi al 59’ dagli sviluppi di un calcio piazzato con la spizzata di Martiniello deviata da un avversario in corner. Un giro di lancette dopo Martiniello spreca un assist di De Rosa, da poco entrato, non inquadrando lo specchio. Cavese ad un passo dal vantaggio al 75’: traversone di Iannini, uscita a vuoto di Loliva e così la sfera arriva a Martiniello che va di testa e proprio quando la palla è ad un passo dalla linea D’Orai salva spazzando in angolo. Match che si sblocca all’84’ con Girardi che tira di prima intenzione su assist di Fella, mandando in buca d’angolo. Lo stesso centravanti sigla il raddoppio con la sua specialità, di testa, su un perfetto cross di Frezzi al 90’ e fa calare il sipario al Lamberti.

Cavese-Gravina 2-0
CAVESE: Bisogno Carotenuto (82’ Frezzi), Marino, Favasuli (78’ Girardi), Lame, D’Alterio, Oggiano (68’ Massimo), Iannini, Martiniello, Fella (92’ Fabbro), Tripoli (55’ De Rosa). A disp.: Blanchard, Gorzegno, Turmalaj, Logoluso. All. Bitetto
GRAVINA: Loliva, Panebianco (45’ st Cichella), Ceglie (45’ st Ferraioli), Fanelli (45’ st Gargiulo), Cacace, D’Orsi, Cava, Mbida, Molinari (79’ Caruso), Leonetti (82’ Balzano), Chiaradia. A disp.: Lullo, Gernone, Salatino, Filip. All. Diaw
Arbitro: sig. Franco Iacovacci di Latina Assistenti: Marco Cerilli e Matteo Pressato di Latina
Marcatori: 84’ e 90’ Girardi (C)
Ammoniti: Fanelli (G), D’Orsi (G), Loliva (G), De Rosa (C), Mbida (G), Girardi (C)
Espulsi: Note: Angoli: 8-2. Recupero: 1’ pt, 5’ st
Vincenzo Vitale

Processo Jambo, il pentito Caterino conferma le accuse contro Griffo e Pagano, ex sindaci di Trentola

“Il sindaco Michele Griffo era a disposizione del clan di Michele Zagaria, così come quello precedente, Nicola Pagano”: il collaboratore di giustizia Massimiliano Caterino, conferma le accuse già contenute in numerosi interrogatori resi alla Dda di Napoli. La conferma arriva nel corso del processo Jambo che si sta celebrando presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, collegato in video-conferenza. Il processo è quello nel quale sono imputati anche Griffo e Pagano, oltre ad amministratori del centro commerciale Jambo di Trentola, ritenuto di proprietà occulta di Zagaria, che lo avrebbe realizzato e gestito tramite il titolare della struttura Alessandro Falco, considerato imprenditore legato al clan. Caterino conferma che il clan aveva forti interessi nel Jambo, e riferisce a tal proposito dell’intervento di Michele Zagaria quando sorsero contrasti tra i due soci formali del centro commerciale, gli imprenditori Alessandro Falco e Salvatore Balivo. “Fu Zagaria a costringere Balivo a vendere le sue quote a Falco”. Circostanza questa raccontata anche dall’altro collaboratore di giustizia di spicco del clan, l’ex boss Antonio Iovine; su quest’ultimo è intervenuto lo stesso Zagaria con alcune dichiarazioni spontanee rilasciate nel carcere di Milano-Opera ad un agente della Polizia Penitenziaria, in cui sostanzialmente contrattacca lanciando accuse a Iovine di essere un “falso pentito” e di aver intascato per la costruzione del Jambo una tangente di oltre un miliardo delle vecchie lire, reinvestite poi nel Polo calzaturiero di Carinaro. Oggi, il pm della Dda Maurizio Giordano, ha annunciato che chiederà la convocazione dell’agente della penitenziaria che ha raccolto le dichiarazioni. La prossima udienza è fissata per il 12 aprile prossimo.

Napoli, spacciatore preso dai ‘Falchi’ vicino al Museo

Gli agenti della Polizia di Stato della squadra Mobile, sezione “Falchi”, hanno arrestato Vincenzo Zingone, di anni trentuno, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.Ieri sera, dopo un’intensa attività d’indagine, i poliziotti hanno messo fine a una lunga attività di spaccio nel quartiere San Lorenzo-Vicaria.Gli agenti, dopo vari appostamenti, hanno visto un gruppo di ragazzi, a bordo di scooter, avvicinarsi a un uomo in via San Giovanni di Carbonara.Vista la condotta dell’uomo, Zingone Vincenzo, i poliziotti hanno deciso di bloccarlo mentre con una chiave stava aprendo una cantina chiusa con un lucchetto di sicurezza.A seguito del controllo effettuato all’interno della cantina, su un tavolo veniva trovato un bilancino elettronico di precisione funzionante, ancora sporco di polvere bianca e 57 involucri di cocaina già confezionati dal peso di 34,21 grammi.
Zingone Vincenzo è stato arrestato e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale

Le scuse del Vescovo di Tursi – Lagonegro per i preti gay nel dossier di Mangiacapra

Durante la celebrazione della santa messa nella Cattedrale di Tursi, in provincia di Matera, monsignore Vincenzo Orofino, vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro, dice: “Vi chiediamo scusa a nome di chi non ha tenuto un comportamento consono alla grazia sacramentale ricevuta in abbondanza, procurando in voi turbamento e scandalo.”
Il riferimento è ai sacerdoti i cui nomi sono apparsi nel dossier sulla rete di preti gay che l’escort Francesco Mangiacapra ha consegnato nel febbraio scorso alla curia di Napoli , in cui compaiono i nomi di alcuni sacerdoti della diocesi tursitana. “Cari confratelli, siamo chiamati a vivere nella fedeltà le promesse sacerdotali di castità, povertà e obbedienza, e fanno bene i fedeli laici ad aspettarsi che noi sacerdoti corrispondiamo alle attese con una fedeltà grande, con un amore totalizzante perché non si può pensare alla vita di un sacerdote come ad un part time. Il sacerdozio è una realtà totalizzante: il sacerdote è presbitero, egli si identifica con il suo ministero, la sua vita deve esprimere la bellezza di un mistero, quello dell’appartenenza a Cristo sacerdote, re e profeta che si fida di creature fragili per porgere al mondo la gioia della vita nuova che scaturisce dalla Pasqua”.
“Servite tutti, servite con gioia, servite sempre il Corpo santo di Cristo, la sua Chiesa, il mondo intero” – ha continuato il vescovo rivolgendosi ai presbiteri consapevole dello “scandalo” ma invitando in maniera ancora più decisa ad essere vicini a chi ha provocato tanto smarrimento nei fedeli.

Napoli: Pasqua e pasquetta in libreria per un picnic di cultura

Le librerie sono luoghi di conoscenza e di approfondimento, dunque luoghi ideali per chi desidera ampliare l’esperienza del proprio viaggio e moltiplicare le proprie mete conoscitive. Questo servizio e’ dedicato ai viaggiatori curiosi e assetati di cultura che scelgono Napoli, oltre che ai cittadini. La nuova iniziativa di informazione ai viaggiatori Informazioni da viaggio – Destinazione Librerie che attribuisce una funzione di accoglienza turistica alle librerie cittadine va in questa direzione. In considerazione della ininterrotta crescita turistica che si registra a Napoli e del conseguente corposo afflusso di visitatori che percorrono le strade della citta’, si e’ reso infatti necessario moltiplicare i servizi di accoglienza e di informazione per consentire ai viaggiatori di orientarsi piu’ agevolmente e speditamente, intercettando la sempre piu’ ricca offerta culturale cittadina. Le librerie infopoint straordinariamente aperte per i turisti e non solo sono consultabili sul sito www.comune.Napoli.it.