Pozzuoli– A distanza di quasi due anni dalle violente scosse che hanno colpito Pozzuoli il 20 maggio 2024 e il 13 marzo 2025, 284 proprietari di case sgomberate continuano a subire le conseguenze di un sistema burocratico in stallo.
Secondo quanto denunciato dal Comitato Pozzuoli Sicura, queste famiglie sono state escluse dal contributo economico previsto per il recupero degli immobili a causa di piccole difformità edilizie, spesso già sanate, o per l’assenza di qualche documento.
Il problema, spiega il portavoce del Comitato, Ciro Di Francia, è aggravato dalla mancanza di un archivio aggiornato al Comune di Pozzuoli, che impedisce una rapida verifica e approvazione delle richieste di contributo.
Ieri, in una nuova sollecitazione, anche l’assessore regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, e il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, hanno rivolto un appello al ministro per la Protezione civile,
Nello Musumeci, chiedendo l’autorizzazione per riaprire i termini per l’aggiornamento e la rivalutazione delle domande. L’obiettivo è evitare ulteriori contenziosi in sede amministrativa che comporterebbero nuove spese e ritardi per le famiglie coinvolte.
La situazione resta dunque critica per centinaia di cittadini che, a distanza di tempo, si trovano ancora senza risposte concrete e senza il sostegno economico necessario per tornare nelle proprie abitazioni. Il Comitato Pozzuoli Sicura continua a fare pressione affinché le istituzioni intervengano con urgenza, garantendo trasparenza e supporto alle comunità colpite.





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