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‘Ha sparato vocca vocca… me l’ha detto Marco’, le intercettazioni sull’omicidio di Pasquale Malavita

“Ha sparato ‘vocca vocca’… hai capito? Me l’ha detto Marco”.  Senza sapere di essere intercettato  il figliastro di Pasquale Malavita parlava con sua madre Maria e moglie dell’uomo ucciso due mesi prima a Villaricca su decisione congiunta della Vanella Grassi e degli Amato Pagano. Il 43enne originario di Secondigliano, che in quel periodo si era trasferito a Villaricca, si lamentava della gestione degli affari e della sua “mesata”. Perciò aveva minacciato di andare dalle forze dell’ordine a denunciare i soci di camorra. Doveva perciò essere eliminato, dissero quelli della Vanella. Per l’omicidio di Pasquale Malvita in cinque hanno ricevuto l’ordinanza di custodia cautelare in carcere,  e tra questi c’è il presunto mandante Mario Riccio detto “Mariano”. Il quale in qualità di reggente dell’epoca degli Scissionisti acconsentì alle richieste dei ras della Vanella Grassi, allora sottogruppo degli Amato-Pagano. Secondo la ricostruzione fatta dai pentiti e supportate dalle indagini dei carabinieri dopo le ‘inconsapevoli’ confessioni del figliastro di Malavita il 1 ottobre del 2010 furono Fabio Magnetti e Alessandro Grazioso che in sella a uno scooter raggiunsero il bersaglio designato e lo uccisero; Giuseppe Magnetti e Umberto De Vitale andarono poi a recuperare lo scooter e l’arma per farli sparire. Pasquale Malavita fu assassinato in via Consolare Campano, nel comune di Villaricca, all’incrocio con via Firenze. Era da solo in sella a uno scooter Honda “SH300” quando i sicari, arrivati in due su uno scooter, lo affiancarono aprendo il fuoco a ripetizione. Il pentito Rosario Guarino detto Joe Banana figura apicale dell’epoca nella Vanella Grassi ha raccontato alla Dda: “Decidemmo di raccontare tutto sulle lamentale sulla gestione Mariano Riccio, che mi disse: quello che volete fare voi va bene, siete la mia famiglia… Raccontai a Mariano Riccio quanto mi aveva detto Pasquale Malavita e gli proposi di ucciderlo, secondo l’accordo che avevo già raggiunto con Fabio Magnetti, ma era necessaria l’autorizzazione di Riccio. Il quale aggiunse che Malavita si stava comportando male e dunque meritava di morire”. Gli spunti investigativi era già arrivati due mesi dopo l’omicidio, come riporta Il Roma, grazie a una microspia piazzata nell’auto di Maria M. moglie dell’uomo ucciso la quale parlando con il figlio Isidoro viene a sapere da quest’ultimo quello che avevano sospettato fin dal primo momento e cioè che ad ucciderlo erano stati i suoi amici. “Ha detto Marco comunque (riferendosi a un suo amico non identificato con certezza, ndr) che… ha detto sicuramente… ha detto attraverso la voce… sono stati loro… impossibile che è qualcun altro… ha detto cento cento sono stati loro per forza… però ha detto… ha detto non penso che è partito da là. Penso che è qualcuno più alto… ha detto che è partito da una persona più…”.  E così la donna mette in guardia il figlio : “Tu alla fine comunque ti devi parare il culo perché ora alla fine qua si stanno ubriacando tutte le acque, quindi allora ecco perché uno deve far sapere che comunque tu…”.
Isidoro: “Ma io subito mi sono visto con Marco”.
Maria: “Però tu eh, pure loro no, cioè Marco sì e con noi no?”.
Isidoro: “Comunque io con Marco tengo un rapporto di amicizia”.
Maria: “Ma comunque alla fine tu glielo hai specificato che…”.
Isidoro: “Ho avvertito Marco che non potevo uscire là sopra”.
Maria: “Eh eh ho capito, dico glielo hai detto?”.
Isidoro: “Gliel’ho detto a Marco, ha detto che è a posto”.
Maria: “Che a noi comunque ci brucia”.
Isidoro: “Eh gliel’ho fatto dire, gli ho detto proprio preciso così, su ’ste cose non si… perché si collegano tante cose… così gli ho fatto dire”.

 

Interravano rifiuti pericolosi nel Salernitano: sorpresi e denunciati in tre

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, nel corso di controlli nell’area industriale di Polla, finalizzati alla verifica del rispetto della normativa ambientale, denunciavano a piede libero tre uomini – un 30enne, un 61enne ed un 74enne del posto – per abbandono incontrollato di rifiuti speciali ed attività di gestione dei rifiuti non autorizzata. Nella circostanza, i militari della Stazione Carabinieri di Polla, in collaborazione con quelli della locale Stazione Carabinieri Forestale, in un terreno sito nella Zona Industriale del citato Comune, sorprendevano nella flagranza di reato i prevenuti intenti ad interrare, anche con l’ausilio di un escavatore ed un autocarro, circa 2 tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi; gran parte del materiale rinvenuto nel sito – un’area di circa 5000 mq, sottoposta a sequestro – risulta composto da lastre in fibrocemento-eternit, materiale di risulta da demolizione, pneumatici e varie componenti plastiche e ferrose. L’ARPAC è stato interessato per gli accertamenti di competenza.

Dall’autopsia la verità sulla morte del giovane nuotatore

Caivano. La Procura di Napoli Nord ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Così sarà svolto un esame autoptico sul corpo del giovane nuotatore Mario Riccio morto giovedì mentre si allenava nella piscina della Delphina di Caivano. Il corpo del 17enne si trova presso l’obitorio dell’Istituto di medicina legale del secondo Policlinico di Napoli. L’autopsia, con molta probabilità, sarà effettuata oggi o al massimo domani. Si cercherà di capire se la morte è stata per cause naturali oppure indotta da traumi o sostanze estranee all’organismo. Un comune intero è a lutto. Bandiere a mezz’asta del municipio e della scuola frequentata da Filippo. La struttura sportiva, invece, è ancora chiusa. I militari di Casoria insieme alla procura dovranno valutare la professionalità e la corretta procedura dei soccorsi prestati. Soccorsi che sono stati tempestivi e durati circa un’ora. In sessanta minuti sono stati praticati a Mario Riccio respirazione bocca a bocca, e massaggio cardiaco. “Nostro figlio era sano – dice il padre. “tutto questo non è vero” – esclama. Il dolore di un padre che vede scomparire un proprio figlio così improvvisamente. Solo l’autopsia potrà fare luce su questo triste caso che colpisce, ancora una volta, il mondo dello sport.

Dramma Anziani: omicidio-suicidio di una coppia

Omicidio-suicidio accaduto a Torino: una coppia di anziani – lui un elettricista novantenne in pensione, e la sua compagna di 88 anni – è stata trovata cadavere in via Michele Coppino 122, in Borgo Vittoria, dove conviveva. Le vittime si chiamavano Giulio Gauna e Vera Sartore. Al momento s’ignorano i motivi della tragedia.

Napoli, arrestato al Vomero il pericoloso rapinatore ‘tatuato’ con il complice

Nel corso di indagini su una serie di rapine nei quartieri Vomero e Arenella, i carabinieri della compagnia Vomero hanno identificato e sottoposto a fermo Domenico Aliberto, 39 anni, e Giancarlo Rende, 51 anni, entrambi del quartiere stella e già noti alle forze dell’ordine. Sono ritenuti responsabili di 4 episodi di criminalità (una rapina tentata e 3 consumate). Dopo averli identificati grazie alla collaborazione delle vittime, che raccontavano che uno dei malfattori aveva un vistoso tatuaggio sulla mano destra, particolare che combaciava con quanto ripreso da sistemi di video sorveglianza, i carabinieri della stazione Vomero arenella con il supporto di colleghi del reggimento Campania hanno sorpreso Aliberto, quello ormai chiamato “il tatuato”, in sella al suo scooter. Si aggirava con fare sospetto tra piazza medaglie d’oro e dintorni portando sul sellino un 32enne, verosimilmente alla ricerca dell’ennesima vittima da rapinare. Quando i carabinieri hanno loro imposto l’alt i 2 hanno tentato la fuga ma sono stati immediatamente bloccati. Il passeggero è stato trovato armato di un coltello (e per questo denunciato in stato di libertà). Rende è stato invece individuato in un appartamento del rione Sanità; anche lui ha tentato la fuga alla vista dei Carabinieri, venendo comunque inseguito, raggiunto e bloccato. Le indagini dei militari che hanno portato al fermo –poi convalidato e tradotto in ordinanza di custodia cautelare in carcere- dimostrerebbero quindi che Rende e Aliberto, utilizzando uno scooter intestato a un soggetto la cui posizione è ancora al vaglio degli inquirenti, erano dediti alla commissione di rapine. Accertato il loro coinvolgimento per una tentata rapina a mano armata di pistola a febbraio in un supermercato di via battistello caracciolo e, tra la scorsa domenica e lunedì notte, di 3 rapine consumate nel quartiere arenella, lungo la pubblica via, ai danni di passanti ai quali avevano portato via denaro e telefoni cellulari. nelle loro abitazioni sono stati rinvenuti e sequestrati indumenti e caschi indossati durante i fatti delittuosi. Ancora in corso ulteriori indagini per verificare il loro eventuale coinvolgimento in altre rapine.

Camorra, stesa a Napoli contro la casa del commerciante antiracket

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Ennesima ‘stesa’ a Napoli, colpi d’arma da fuoco esplosi ad altezza uomo, uno dei quali si e’ conficcato in un armadio della camera da letto di un commerciante componente di un’associazione antiracket. E’ avvenuto la notte scorsa in piazza Pignasecca nel cuore dei Quartieri Spagnoli: quattro i bossoli in strada, una ogiva e’ stata ritrovata nell’armadio dell’uomo che risulta incensurato. Secondo quanto riferito alla Polizia di Stato dal componente dell’associazione, sentito a sommarie informazioni, non avrebbe ricevuto nessuna minaccia: indagini sono in corso per stabilire se la ‘stesa’ era contro di lui o solo un avvertimento per qualche clan della zona.

Napoli, rapina a un turista coreano, scippato un Rolex da 100mila euro

E’ quasi il colpo dell’anno per gli specialisti rapina Rolex e orologi preziosi di Napoli. Infatti hanno compiuto uno scippo di un prezioso Rolex del valore di 100 mila euro ai danni di un turista coreano. Lo hanno fermato, mentre entrava nel garage dell’hotel, e gli hanno portato via il prezioso orologio. Vittima, a Napoli, un turista coreano. Secondo quanto al momento ricostruito dalla Polizia di Stato, l’uomo ieri pomeriggio, in via Santa Sofia, era a bordo di una Bmw ultima serie quando alcune persone hanno aperto lo sportello dell’auto e gli hanno strappato l’orologio. Al momento si stanno visionando le telecamere di sorveglianza e indagini sono in corso.

California: sequestro con omicidio, quattro morti

Tre donne e il loro sequestratore sono stati ritrovati morti in un ospizio per veterani in California, dopo una sparatoria seguita a diverse ore di inutili trattative con la polizia.
Le tre donne erano operatrici di un programma per il recupero di veterani affetti da stress post-traumatico.
I corpi dei quattro sono stati scoperti quasi otto ore dopo che l’uomo armato si era infiltrato in una festa d’addio in un edificio in cui vengono assistiti i veterani di guerra dell’Iraq e dell’Afghanistan.
La polizia non ha reso note le identità di sequestratore e vittime, né conosce ancora il motivo dell’attacco al Veterans Home of California-Yountville.

10 marzo: fatti e personaggi della storia

Vendevano sigarette di contrabbando ‘porta a porta’: 4 denunciati tra Salerno e Agro Nocerino

Prosegue l’attività dei Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno a contrasto del contrabbando dei tabacchi lavorati esteri.
I militari del Gruppo di Salerno in servizio nello scalo portuale cittadino, in due distinte operazioni, hanno sottoposto a sequestro 6 kg di tabacchi privi dei contrassegni di Stato: 2 Kg nei confronti di un soggetto di nazionalità tunisina, e 4 kg nei confronti di un soggetto italiano. Il quantitativo di “bionde” era occultato all’interno delle rispettive autovetture in arrivo dall’estero. I Finanzieri della Compagnia di Scafati hanno colto in flagranza di reato un soggetto nel
centro di Sarno, gravato da precedenti di polizia. L’intervento ha consentito di sottoporre a sequestro 1/2 Kg di T.L.E., di marche diverse, destinato al mercato locale del cosiddetto “porta a porta”. Le Fiamme Gialle della Compagnia di Nocera Inferiore, infine, hanno controllato in Pagani un circolo ricreativo ove era detenuto 1/2 Kg di tabacchi lavorati esteri di contrabbando in vendita per i soci del circolo. I 4 responsabili sono stati segnalati alle competenti Autorità per l’irrogazione delle conseguenti sanzioni e i 7 kg. di T.L.E. sono stati sottoposti a sequestro

Anziana picchiata e minacciata: manette per le badanti

La Polizia di Trapani ha arrestato due badanti trapanesi ritenute responsabili di violenze sia fisiche che psicologiche nei confronti di un´anziana. Gli uomini della Squadra Mobile hanno fatto irruzione in un appartamento del centro storico, dopo aver documentato con video riprese e microspie le terribili violenze alle quali la donna era sottoposta. Le due badanti, di 36 e 53 anni, avrebbero dovuto assistere e curare la signora di 75 anni, malata e costretta al letto, invece la picchiavano, la schernivano e la minacciavano. I maltrattamenti avvenivano durante il cambio della biancheria personale e del letto o mentre le davano da mangiare. Nonostante la donna urlasse mentre subiva le violenze, nessuno dei vicini ha mai chiamato la Polizia. I poliziotti hanno assistito a episodi di inaudita violenza che hanno deciso di interrompere con l’arresto in flagranza. L’anziana è stata ricoverata all’Ospedale di Trapani per accertamenti e ora è stata affidata a una residenza protetta.

Fermato il rapinatore delle farmacie: 7 in 3 mesi

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, gruppo reati gravi contro il patrimonio, diretto dal procuratore aggiunto Lucia Lotti, hanno fermato un romano di 44 anni, incensurato, al quale sono state addebitate almeno 7 rapine, consumate o tentate, messe a segno tra gennaio e marzo scorsi ai danni di farmacie nella zona compresa tra San Basilio, Talenti e Città Giardino. Fondamentale il contributo tecnico alle indagini fornito dai Carabinieri della VII Sezione del Nucleo Investigativo di Roma, attraverso l’elaborazione dei video delle telecamere di sorveglianza. Il rapinatore solitario, secondo le testimonianze e come si evince dai video delle telecamere di sorveglianza, entrava negli esercizi a volto scoperto e una volta arrivato in prossimità del bancone, estraeva un punteruolo acuminato – altre volte un taglierino – per minacciare farmacisti e dipendenti, costringendoli a farsi consegnare il denaro contenuto nelle casse. I sospetti dei Carabinieri sul conto del 44enne sono stati suffragati dalle immagini di videosorveglianza delle farmacie rapinate, dagli abiti rinvenuti nella sua abitazione, compatibili con quelli indossati dal malvivente durante i colpi e immortalati dalle telecamere a circuito chiuso, dal tipo di punteruolo rinvenuto nelle sue tasche quando i militari lo hanno fermato in via Peirce e dal riconoscimento effettuato dalle vittime.

Colpa alla ‘ndrangheta: catturato il latitante Pesce

La polizia di Reggio Calabria ha catturato all’alba di oggi, a Rosarno, nel cuore della Piana di Gioia Tauro, il latitante Antonino Pesce. Ad esito di indagini coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, i poliziotti della squadra mobile assieme ai colleghi del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno catturato il latitante Pesce Antonino classe 1992, appartenente all’omonima potente cosca della ‘ ndrangheta calabrese, ricercato da un anno per associazione mafiosa. Il latitante è stato localizzato dai poliziotti in un appartamento del centro abitato di Rosarno. Si era sottratto alla cattura nell’ambito dell’operazione Recherche della primavera dello scorso anno, con la quale furono arrestati dalla Polizia di Stato, su ordine della Dda di Reggio Calabria diversi esponenti della cosca Pesce. Pesce gestiva, con metodologia mafiosa, assieme ad altri esponenti di spicco della cosca Pesce, il trasporto su gomma di agrumi alla Piana di Gioia Tauro verso altre regioni d’Italia.

La Parola del giorno

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 18,9-14. 
In quel tempo, Gesù disse questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.
Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

Roma-Torino 3-0: giallorossi lanciatissimi, ora terzi in classifica

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Tre punti importantissimi per la Roma dopo un primo tempo molto sofferto contro un buon Torino. Apre il gol del greco Manolas di testa, mentre i due italiani Pellegrini e De Rossi sigillano una vittoria dedicata alla memoria di Davide Astori dopo un commovente minuto di silenzio. Giallorossi momentaneamente al terzo posto, granata alla terza sconfitta consecutiva dopo i ko contro Juventus e Verona. Dopo il blitz a Napoli, insomma, prosegue il gran momento della squadra di Di Francesco, mostratasi padrona del campo e capace di produrre una manovra decisamente gradevole.

Inter-Napoli: i nerazzurri sperano nel ritorno di Icardi

“Contro il Napoli servira’ una grande prova: arriva una grandissima squadra che non si puo’ mettere in discussione per una sconfitta molto particolare. Ma troveranno una squadra ben preparata, determinata e che cerchera’ di fare di tutto per portare a casa la partita”. Lo dice il ds Piero Ausilio, arrivato alla festa per i 110 anni del club nerazzurro al Pirelli Hangar Bicocca. “Il nostro obiettivo – sottolinea Ausilio – resta la Champions. Non ci siamo mai nascosti, lo abbiamo sempre detto che questo sarebbe stato il nostro obiettivo anche quando le cose andavano bene e qualcuno ha cercato di alzare l’asticella. Noi siamo sempre stati con i piedi ben attaccati a terra. Si sta facendo un ottimo lavoro, ma l’obiettivo resta quello e oggi siamo perfettamente in linea con gli obiettivi di inizio stagione”. Ausilio spera che il ritorno in campo di Icardi possa dare all’Inter la scossa nella rincorsa alla Champions: “Icardi ha tanto tempo davanti per poter entrare nella hall of fame, adesso deve pensare al presente, che e’ importante ed e’ fatto di prestazioni, di partite e di gol. Deve cercare di portare l’Inter il piu’ altro possibile insieme ai compagni”.

‘Vi brucio il pullmino’, arrestato imprenditore di scuola bus che minacciava le ditte concorrenti

 

Voleva gestire in regime di monopolio il servizio di trasporto di scuola bus nel comune di Casapesenna in provincia di Caserta, e non ha esitato, pur di raggiungere il suo fine, a minacciare gli autisti concorrenti di dar fuoco ai loro pullman. E’ finito per questo agli arresti domiciliari, denunciato da coloro che voleva “far fuori”, l’imprenditore di 46 anni Antonio Amato, titolare della omonima ditta di trasporti. Amato, forse memore dei tempi in cui a Casapesenna, paese natio del boss dei Casalesi Michele Zagaria o nei comuni limitrofi, gli imprenditori diventavano monopolisti grazie proprio all’appoggio del clan, ha utilizzato le stesse modalita’ contro i concorrenti. Li ha minacciati piu’ volte, in ogni occasione in cui li incrociava, fino a strattonarne uno procurandogli delle lesioni; a due autisti concorrenti, ha detto a chiare lettere che avrebbe dato fuoco ai loro bus se si fossero fatti rivedere a Casapesenna. “Questa e’ zona mia, non dovete tornare” ha intimato, ma i concorrenti, sapendo che Amato non aveva dietro la cosca, lo hanno denunciato facendolo arrestare.

Vaccinazioni da domani nelle scuole è il giorno del caos. Il caso clamoroso di Scafati

Più caos di così… Domani è il giorno del giudizio per studenti e famiglie. Non è il pagellino del quadrimestre a spaventare genitori e alunni, ma il verdetto dell’Asl relativo alle vaccinazioni. La fibrillazione è alta. Molte scuole hanno già completato lo screening e attendono il responso delle Asl, altre sono andate nel ‘panico’ perchè nonostante i controlli attestino che è tutto ok, certificato vaccinale o fotocopia del libretto presentata a scuola, l’Asl ha rilevato delle anomalie. E come al solito la burocrazia ci mette lo zampino e rende tutto più complicato.
Ma andiamo con ordine: il 10 marzo è il termine ultimo, in tutte le Regioni italiane per presentare i certificati vaccinali nelle scuole. Circa 30mila bambini sotto i sei anni rischiano di non finire l’anno scolastico, secondo una stima del past president della Società italiana di Igiene Carlo Signorelli, perchè non in regola con le vaccinazioni obbligatorie, ma sono tantissimi i genitori degli studenti fino a 16 anni che rischiano una multa da 100 a 500 euro. Almeno 200mila i già segnalati.
Il termine del 10 marzo è ribadito anche dall’ultima circolare Miur-Ministero della Salute dello scorso 27 febbraio. Secondo la procedura standard i genitori devono dimostrare di aver effettuato la vaccinazione o di aver almeno preso l’appuntamento con la Asl per mettersi in regola con quelle obbligatorie. In caso contrario per i minori di sei anni c’è l’esclusione, mentre fino ai 16 una multa fino a 500 euro. Per le Regioni dove è presente una anagrafe vaccinale c’è la possibilità invece di accedere alla procedura semplificata, in cui Asl e scuole ‘si parlano’ direttamente. Hanno già aderito a questa opzione Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Bolzano, Trento, Liguria, Lazio, Valle d’Aosta e Sicilia. Anche in questo caso rimane il termine del 10 marzo per mettere in regola i bimbi, ed entro questa data le Asl dovrebbero aver inviato alle scuole gli elenchi aggiornati. I dirigenti hanno poi fino al 20 marzo per mandare una lettera agli inadempienti, che a loro volta hanno dieci giorni per produrre la documentazione. Entro il 20 aprile poi le scuole segnaleranno alle Asl chi si è rifiutato. E se i 30mila bambini sotto i sei anni, statisticamente sono prevedibili, quello che spaventa sono i numeri relativi agli studenti fino a 16 anni. Qui il caos regna già sovrano, prima ancora della scadenza.
Gran parte degli istituti scolastici italiani ha chiesto ai propri alunni di fornire la documentazione relativa ai 10 vaccini obbligatori ed ha stilato una lista di studenti e genitori inadempienti o non in regola. Queste liste fornite dalle scuole, necessariamente dovranno essere incrociate con quelle delle Asl. Ed è qui che cominciano i problemi, almeno in quelle regioni come la Campania dove non si può accedere alla procedura semplificata e cioè di un controllo incrociato dei dati tra istituto e Asl. A Scafati – città cerniera tra le province di Napoli e Salerno – decine di genitori rischiano una multa, nonostante abbiano prodotto la documentazione richiesta alle scuole di appartenenza. Infatti, dall’incrocio dei dati tra istituti e Asl non risultano negli elenchi dei vaccinati gran parte degli studenti che pur frequentando le scuole della città, sono residenti nei comuni confinanti di Pompei, Boscoreale e Poggiomarino che però ricadono nella provincia di Napoli. Nei giorni scorsi sono fioccate centinaia di lettere da parte degli istituti scolastici, e in particolare di una scuola media cittadina, che avvisano i genitori che le posizioni sono da ‘verificare’. L’Asl di Salerno ha praticamente comunicato alle scuole lunghissimi elenchi di studenti che non risultano in regola. Eppure la maggior parte di loro ha prodotto la documentazione necessaria alla scuola in cui viene attestata la regolarità delle vaccinazioni obbligatorie. E dunque è iniziata l’agitazione di decine di famiglie costrette a recarsi presso le proprie Asl di appartenenza per richiedere i certificati vaccinali e portarli in visione alla Asl di Salerno. Cioè i genitori, oltre all’obbligo di dimostrare la regolarità delle vaccinazioni, devono fare anche da tramite tra le Asl di diversi territori per confrontare i dati ed evitare multe fino a 500 euro.

Cinque Stelle: la prima riunione, le regole, quelli che comandano

La corazzata nuova del Parlamento comincia ad organizzarsi, secondo regole che arrivano dall’alto. Nel 2013 arrivò Casaleggio, insieme a Beppe Grillo, a istruire le nuove leve, stavolta ci sarà il figlio Davide, insieme ovviamente a Luigi Di Maio. Occorre serrare le fila, perdere per strada meno gente possibile ( ben 40 fuoriusciti tra il 2013 e il 2017). Non ci saranno tutti e 335: i neo- parlamentari espulsi e sospesi durante la campagna elettorale per il caso rimborsi, o per essere massoni, o per non aver comunicato carichi giudiziari pendenti, non sono stati invitati. Sono otto: nei loro confronti rimane la linea dura. Nessun ” perdono” all’ orizzonte. La faccenda dei rimborsi fasulli ? Sarà proprio quello uno dei temi da trattare, perché adesso l’ intenzione del Movimento è quella di cambiare le regole. Rendendole più semplici ed omogenee. I rapporti coi giornalisti rimangono off limits, perlomeno ufficialmente. Interviste e dichiarazioni dovranno prima passare dall’ ufficio comunicazione. Non è una novità, ma negli ultimi mesi la ” morsa” si era un po’ allentata. Almeno per i primi tempi, quindi, si torna alla rigidità del passato. Sono troppi i nuovi e gli inesperti – è stato il ragionamento – a rischio gaffe o imboscate ( vere o presunte) dei cronisti. L’ altra novità prevista, invece, riguarda l’ elezione dei capigruppo. Se nella scorsa legislatura a rotazione in teoria sarebbe toccato a tutti, stavolta si cambia: resteranno in carica per 18 oppure 24 mesi. Alla Camera con tutta probabilità sarà eletta Giulia Grillo e al Senato Danilo Toninelli. Insomma il Movimento diventa, gradualmente, partito: evoluzione naturale della specie grillina.

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