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Troppi dipendenti-scrutatori, ridotto il trasporto pubblico a Napoli

Come sempre, in occasione delle elezioni, il personale dell’azienda di trasporto napoletana Anm e’ impegnato in massa nei ruoli di presidente, scrutatore e rappresentante di lista, opportunita’ prevista dalla legge. Risultato: da domani, sabato 3, a lunedi’ 5 marzo, bus e filobus Anm “circoleranno a regime ridotto per consentire come di diritto i riposi compensativi del personale impegnato nei seggi”. Lo rende noto la stessa azienda in un comunicato, sottolineando di essere “impegnata a mettere in campo tutte le misure per ridurre i disagi derivanti dalla carenza di personale, laddove possibile facendo ricorso allo straordinario e allo spostamento dei turni di riposo per il personale che si rendera’ disponibile”. “Nessuna variazione e’ prevista invece per il servizio offerto dalla Linea 1 metropolitana che funzionera’ con il consueto orario di esercizio eccezion fatta per la chiusura temporanea delle seconde uscite di Rione Alto, Montecalvario e Montedonzelli (quest’ultima interessata da lavori di manutenzione straordinaria) dal 3 all’11 marzo. Limitatamente alle giornate di sabato 3 e domenica 4 marzo, la Funicolare di Mergellina restera’ chiusa al pubblico per dirottare personale presso gli altri 3 impianti di Montesanto, Centrale e Chiaia che funzioneranno regolarmente con le consuete frequenze ed orari di esercizio. La copertura delle fermate della funicolare Mergellina sara’ garantita dalla linea bus – navetta sostitutiva 621”. Per favorire le operazioni elettorali domenica 4 marzo l’ascensore Sanita’ prolunga l’orario di apertura fino alle ore 21. L’ascensore di Chiaia chiude come di consueto alle ore 14.00 mentre resteranno aperte le scale di collegamento tra via Chiaia e via Nicotera.

Roghi sul Vesuvio, piromane condannato: il comune di Ottaviano sarà risarcito

si è costituito parte civile nel processo contro il presunto piromane arrestato a luglio del 2017 a Torre del Greco, con l’accusa di aver appiccato il rogo e distrutto 10mila metri quadrati di vegetazione nel Parco nazionale del Vesuvio. L’uomo è stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere, mentre il risarcimento a favore del Comune di Ottaviano sarà stabilito in separata sede. “Lo abbiamo ritenuto un gesto doveroso, perché il Parco siamo tutti noi e perché i danni provocati dagli incendi della scorsa estate hanno riguardato e riguardano un intero territorio. Abbiamo, anzi, letto sugli organi di stampa le dichiarazioni del difensore del piromane, che dice che i veri imputati dovrebbero essere i responsabili del Parco e dei Comuni: si tratta di una caduta di stile, di frasi inaccettabili che un professionista non dovrebbe mai pronunciare”, spiega il sindaco Luca Capasso. Il Comune di Ottaviano è l’unico ente pubblico ad aver formalizzato la costituzione di parte civile.

Napoli, specialista nel furto in abitazione arrestato dalla polizia

Salvatore Landri, 63enne pregiudicato da oltre 40 anni per rapina, furto in abitazioni, furto in genere ed altro, è stato arrestato, nel pomeriggio di ieri, dagli agenti del Commissariato di Polizia “Montecalvario”. Landri, destinatario di un provvedimento di esecuzione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, perché riconosciuto colpevole di furto e furto aggravato, dovrà scontare una pena di un anno e nove mesi di reclusione. I poliziotti hanno rintracciato l’uomo in Piazza Pignasecca arrestandolo e conducendolo alla Casa Circondariale di Poggioreale.

A otto strutture ricettive accreditamento ‘Gluten Free’

Otto strutture ricettive del circondario vesuviano, inserite nel circuito dell’Associazione vesuviana di ospitalita’ diffusa “AreV-OD” hanno ricevuto ufficialmente l’accreditamento “Gluten Free”. Questo significa che potranno, a pieno titolo, fregiarsi dell’apposito logo concesso dall’Associazione Italiana Celiachia, garanzia di serieta’ e rispetto delle regole fissate a tutela delle persone affette da questa patologia. Le strutture accreditate sono disseminate in tutto l’agro vesuviano: si va da Torre Annunziata (Domus Vesuvia B&B; Il Giardino di Tonia B&B (Dimora d’epoca), Guest House Oplontis; Matida B&B, Casa Vacanze Marilu’, Dove Il Mare Luccica B&B) a Trecase (Il gatto rosso B&B) fino ad arrivare a Poggiomarino (Casa Vacanze “Casa Novecento”). A fine novembre le strutture in questione hanno intrapreso un iter formativo, teorico e pratico, che si e’ concluso da poco con le visite ispettive da parte di ispettori incaricati dall’AiC. Tutti i partecipanti al corso hanno superato l’esame. Di qui la soddisfazione del presidente dell’AreV-OD, Aldo Avvisati, che si si e’ detto.

Pompei, rubavano bibite dal centro commerciale: arrestati due fratelli. IL VIDEO

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Carmine e Mario junior Cerbone, 36 e 20 anni, avevano preso di mira il supermercato di un centro commerciale di Pompei. Come hanno accertato i carabinieri della locale stazione, i 2 hanno raggiunto il polo commerciale con l’auto della madre, quindi hanno individuato il deposito esterno e da lì hanno portato via casse d’acqua e di bibite varie per 2mila euro, molto verosimilmente per poi rivenderle.Il 30 novembre andò solo Carmine, il 17 dicembre operarono insieme.Due  i casi accertati ma se ne ipotizzano di più: quando arrivavano, infatti, i 2 rompevano le telecamere a colpi di bastone per non essere identificati, ma l’ultima volta sono stati ripresi da un sistema che non avevano visto. Ed è soprattutto grazie a quelle immagini che i carabinieri li hanno identificati; a casa loro, per altro, hanno rinvenuto anche gli indumenti indossati durante i colpi. Alla luce degli elementi raccolti il gip di Torre Annunziata ha dunque emesso un’occ per furto aggravato in concorso.dando esecuzione alla misura i carabinieri li hanno tratti in arresto traducendo Carmine Cerbone a Poggioreale e Mario junior ai domiciliari.


 

 

 

 

Casoria, gestivano il traffico di droga in casa, ma solo su appuntamento: 5 misure cautelari

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Spacciavano droga in casa su appuntamento. I carabinieri a Casoria, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Napoli Nord, hanno dato esecuzione a misure cautelari personali nei confronti di 3 uomini e 2 donne di eta’ compresa tra i 20 e i 40 anni, tutti legati da vincoli di parentela e dal ‘business’ dello spaccio di hashish. Le indagini sono cominciate a settembre scorso e hanno scoperto una fiorente attivita’ di spaccio nell’abitazione di una coppia dove gli acquirenti si recavano dopo aver preso contatti telefonici per acquistare dosi al prezzo di 5 euro ciascuna. I pusher, prima di cedere le “stecchette”, si affacciavano dal balcone per accertarsi personalmente che giu’ ci fosse proprio chi li aveva precedentemente contattati. Per i coniugi il gip ha disposto gli arresti domiciliari, per i loro complici l’obbligo di firma e di dimora nel comune di residenza.

Peccerillo (Civica Popolare): ”Appello al voto. Fiducia per la persona e per quanto realizzato in questi anni. Una politica diversa è possibile”

“E’ stata una campagna elettorale appassionante e coinvolgente, dove ho conosciuto migliaia di persone che mi hanno dimostrato un affetto e una stima che mi ha sorpreso ed emozionato”. Domenico Peccerillo, candidato capolista di Civica Popolare alla Camera dei Deputati nel collegio Campania 1-03, esprime le sue sensazioni a due giorni dal voto.
“Siamo partiti in sordina – evidenzia – in pochi credevano in noi ma in questo mese abbiamo realizzato qualcosa di straordinario. Personalmente ho deciso di effettuare una campagna elettorale diversa, non di comizi e manifestazioni di piazza, ma ho preferito andare nelle famiglie, tra i lavoratori, tra le persone comuni, tra chi si alza la mattina presto per lavorare e chi è ancora alla ricerca di un lavoro, tra i pensionati, le aziende, gli studi professionali e le associazioni che lavorano per il territorio. Mi auguro di aver dimostrato serietà e concretezza e soprattutto di essere riuscito a dimostrare che finalmente si può tornare ad avere un riferimento territoriale. Per tanti troppi anni questo non è avvenuto”.
“Come Civica Popolare – continua Peccerillo – abbiamo dimostrato che si può fare politica anche non agganciandosi al treno di chi la spara più grossa, non prendendo in giro gli elettori, ma rispettandoli e illustrando loro un programma concreto, di cose reali e soprattutto realizzabili. C’è uno spot di Civica Popolare che sta impazzando sul web della nostra leader Beatrice Lorenzin che fotografa bene la situazione delle assurde promesse grilline e di quelle del centrodestra. Noi abbiamo un altro modo di vedere la politica, non prenderemo mai in giro gli elettori. In Parlamento non saremo la stampella di nessuno, porteremo le nostre proposte che si basano su famiglia, lavoro e lotta alla povertà. Ridaremo ossigeno a quel ceto medio bistrattato in maniera clamorosa negli ultimi venti anni”.
“Sono sicuro – conclude Peccerillo – che in questo mese abbiamo conquistato la fiducia di tanti italiani e io di tanti elettori del mio collegio. Per chi avesse ancora incertezze consiglio di leggere il nostro programma e soprattutto prendere informazioni sulla mia persona e su quello realizzato come mandato da Sindaco di Casola in questi anni”.

In trasferta al Nord per i furti di medicinali: sgominata la banda dei napoletani. I NOMI

In trasferta al Nord per compiere furti di medicinali nelle aziende specializzate. Smantellato dai carabinieri di Trento un presunto gruppo criminale specializzato nel commettere furti a danno di depositi o grandi magazzini. I carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Trento, coadiuvati dai carabinieri di Napoli, hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip su richiesta della Procura di Trento. L’attivita’ investigativa e’ iniziata nel dicembre dell’anno scorso, dopo un colpo ai danni della Veterinaria trentina srl di Trento. I militari dell’Arma di Trento sono arrivati fino a Napoli per dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, Claudia Miori, su richiesta del pm, Carmine Russo, sostituto procuratore titolare dell’indagine. Nella citta’ partenopea sono stati arrestati e condotti in carcere a Poggioreale Pasquale Finizio (51 anni), Ciro Termini (48 anni), Francesco Genni (42 anni) e Antonio Boccolino (36 anni). Secondo i carabinieri, nella notte tra il 6 ed il 7 dicembre 2017, i 4 presunti componenti della banda avevano commesso un colpo da 303.000 euro, rubando medicinali, vaccini veterinari, antiparassitari, anestetici, antibiotici e farmaci kemioterapici dal magazzino della Veterinaria Tridentina. I carabinieri hanno inoltre denunciato a piede libero altre due persone, un 60enne ed un uomo di 53 anni, ritenuti entrambi complici della banda. Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno scoperto anche altre, presunte, responsabilita’ in capo alla banda. Oltre al furto a Trento, infatti, i militari del Nucleo investigativo contestano ai 6 uomini anche il furto di un camion a Bussolengo, che era servito per il colpo a Trento, ma anche il furto di pellami, per un valore di 180.000 euro, commesso a Civitanova Marche ad inizio gennaio 2018. I sei si sarebbero inoltre resi responsabili, secondo gli inquirenti, del tentativo di furto presso un’altra grossa azienda di pellami a Montecosaro, sempre nelle Marche. Ora continuano le indagini per stabilire se la banda agiva in proprio o se soprattutto nel caso dei medicinali per conto di qualche clan della camorra visto che proprio il traffico di medicinali rubati negli ultimi anni, come dimostrano una serie di recenti inchieste, sono diventati uno dei business più lucrosi per i clan della camorra.

Sequestrato e seviziato 37enne disabile mentale: coniugi in manette

Gli hanno sottratto la pensione di invalidita’ e persino il guadagno da parcheggiatore abusivo che l’avevano obbligato a fare. Non contenti, lo picchiavano, minacciavano e lo facevano vivere in un piccolo deposito in lamiera che in origine era un ricovero per attrezzi, nel cortile della loro casa, senza finestre e servizi igienici, chiudendolo anche a chiave per evitare che fuggisse. Sono finiti in carcere per sequestro di persona, maltrattamenti e circonvenzione di persone incapaci due conviventi di San Giorgio del Sannio, nel Beneventano, raggiunti da una misura cautelare del gip del Tribunale di Benevento dopo indagini dei carabinieri. Sequestrato anche il conto corrente cointestato agli indagati sul quale era accreditata la pensione del 37enne che era affetto da un ritardo mentale con gravi disturbi di condotta e che conviveva con la coppia dal 2015. L’indagine e’ partita a ottobre di un anno fa. I carabinieri hanno trovato nel corso di un controllo nella capanna di lamiera, che poi e’ stata sottoposta a sequestro per illeciti di caratteri urbanistici, la vittima adagiata su una branda coperta, nonostante il freddo, solo da una sottile trapunta. Il 37enne si comportava come un bambino e reagiva poco ai rimproveri e alle vessazioni dei due. Era costretto a fare il parcheggiatore anche nelle giornate di pioggia, senza alcun riparo, controllato a distanza dai due aguzzini, e per gli inquirenti era una situazione di quasi schiavitu’. I due hanno anche minacciato di spezzargli le gambe e lo hanno picchiato con un bastone. Ora e’ affidato a un centro di assistenza specializzato.

Casola, nascondono la droga alla vista dei carabinieri: ai domiciliari due pusher

Casola di Napoli: 2 ventenni arrestati dai carabinieri mentre provano a nascondere involucro di “erba” e cocaina. Si tratta di  Giuseppe Paolillo, un 23enne di Sant’Antonio Abate già noto alle forze dell’ordine e Georgiy Ivanov, un 24enne di origini ucraine residente a Casola, incensurato. I due stavano percorrendo a piedi via Del Balzo quando, alla vista di una pattuglia di carabinieri della stazione Gragnano, hanno provato a nascondere una busta di cellophane nell’intercapedine di un muretto a secco. Bloccati i 2, i militari hanno recuperato l’involucro trovandovi 25 grammi di marijuana e una dose di cocaina. I due ragazzi sono stati arrestati per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e posti ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Napoli, Ciro: il salumiere dal cuore d’oro che sta facendo commuovere il web. IL VIDEO

C’è un altro Ciro a Napoli diventato famoso oltre al “Ciro” Mertens adottato dai napoletani grazie ai suoi gol ma anche grazie alla sua solidarietà.  Il Ciro in questione che in questi giorni ha fatto commuovere il mono del web è un napoletano verace: si chiama Ciro Bernardino e fa il salumiere a Fuorigrotta. Qualche giorno fa durante la notte della famosa nevicata a Napoli ha preparato dei pasti caldi insieme con due suoi amici ed è andato in giro per la città a rifocillare i clochard napoletani. Quel suo gesto ha commosso tutti. Il video postato sulla sua pagina facebook (con il nome Ciro Rossi) ha realizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni e circa 70mila condivisioni. Un vero record. L’altro giorno terminato l’orario di apertura dei negozi ha abbassato la saracinesca de la “Fonte dei salumi” e si è messo al lavoro. “Ho preparato vari pentoloni di cibo caldo e panini. Con me c’erano due amici: Fabio Arena e Ciro Palumbo. Con il loro aiuto abbiamo caricato il cibo in auto e ci siamo diretti in vari punti della città dove solitamente ci sono i clochard” ha spiegato Ciro al quotidiano Il Roma. E poi ha aggiunto: “Faceva freddissimo e noi eravamo incappucciati  così quando ci avvicinavamo erano spaventati. Poi quando vedono il piatto caldo iniziano ed essere più fiduciosi. Alcuni di loro, poi, ci riconoscono perché l’abbiamo fatto altre volte”. Ciro e i suoi amici hanno fatto il giro dei clochard in via Chiatamone, alla stazione di Mergellina e a Piazzale Tecchio a Fuorigrotta. “Poi ci siamo ritirati, per quella sera il cibo era finito. L’ho fatto anche il giorno prima e quello dopo e continuerò e farlo, anche perché il gelo persiste”. E infine spiega: “L’ho fatto anche tantissime altre volte negli anni scorsi e non ho mai cercato pubblicità. Questa volta ho pubblicato su Facebook i video per ringraziare i miei amici che mi hanno aiutato. E poi volevo mostrare l’immagine di una Napoli di buon cuore. Non mi sarei mai aspettato, però, questo ritorno mediati- co. Sono stato felice, comunque, di tutte queste condivisioni, dei commenti e dei tanti complimenti che sto ricevendo. Anzi, voglio approfittarne per ringraziare tutti”

Traffico di droga sul litorale Domizio: 10 misure cautelari

I Carabinieri della Compagnia di Capua, nella mattinata odierna, in Vitulazio, Bellona, Castel Volturno e comuni limitrofi della provincia di Caserta, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa delle misure cautelari personali emessa dall’Ufficio G.I.P., nei confronti di 10 indagati, (di cui 3 custodie in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 5 al divieto di dimora nelle province di Caserta, Latina e Napoli) ritenuti responsabili, in concorso a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento restrittivo costituisce l’epilogo di una attività investigativa avviata nel mese di settembre del 2016, originata a seguito del tentato omicidio di una minore di anni 3, avvenuto nel mese di agosto dello stesso anno in Vitulazio, ad opera di tre soggetti, tratti in arresto dai militari della Compagnia Carabinieri di Capua e condannati alla pena detentiva all’esito di giudizio abbreviato.
In particolare nel corso delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ed eseguite dai militari dell’aliquota operativa della Compagnia di Capua, investigazioni volte ad individuare gli autori dell’efferato delitto, emergeva che il movente era legato a dissidi sorti nella redditizia attività dello spaccio della droga nell’ambito dei comuni di Vitulazio e Bellona.
In tale contesto le indagini, eseguite con l’ausilio di attività tecniche, consentivano di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in relazione ad un’intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e hashish, ruotante intorno alla figura di GRAVANTE Cristina, classe 1964 – domiciliata in Castel Volturno ove si trovava sottoposta agli arresti domiciliari nell’ambito di altro procedimento – che investiva Vitulazio, Bellona e comuni limitrofi, con l’aiuto di ROVELLI Fabio, classe 1988, RESCIGNO Giuseppe, classe 1987, SCIALDONE Amelio, classe 1990, DI LORENZO Amedeo, classe 1983, figlio della GRAVANTE e MEROLILLO Giovanni, classe 1977. Nel contesto di tale attività emergeva anche una consistente attività di spaccio di cocaina condotta nell’ambito del comune di Castel Volturno e il litorale Domizio, da parte di MENDETTA Daniele, classe 1976, con pregiudizi specifici, con l’aiuto della moglie NERI Raffaella, classe 1982, della suocera CARDILLO Ermlinda, classe 1952 e di altra persona Sono state applicate misure custodiali detentive nei confronti di GRAVANTE Cristina e ROVELLI Fabio di Bellona, MENDETTA Daniele, di Castel Volturno, mentre sono stati applicati gli arresti domiciliari nei riguardi di RESCIGNO Giuseppe e SCIALDONE Amelio di Vitulazio.
Sono stati sottoposti al divieto di dimora nelle province di Caserta, Napoli e Latina, gli indagati DI LORENZO Amedeo e MEROLILLO Giovanni di Bellona, NERI Raffaella e la madre CARDILLO Ermelinda. Un indagato, anch’egli destinatario della medesima misura, è invece irreperibile.
L’attività investigativa, oltre a consentire di documentare numerosissime cessioni di spaccio, in particolare di “cocaina” e di “hashish”, ha permesso di operare due arresti in flagranza di reato, segnalare all’ufficio del governo di Caserta numerosi assuntori ed, infine, recuperare 1,5 Kg di cocaina e 0,5 Kg di hashish.

Da capo dell’antidroga a trafficante: la Cassazione conferma i 18 anni di carcere per l’ex carabiniere napoletano

E’ diventata definitiva la sentenza d’appello nei confronti dei carabinieri Umberto Solvi e Luigi Cecere, entrambi di Napoli, condannati assieme ad altre quattordici persone per un vasto traffico internazionale di droga. Il primo era l’ex capo dell’antidroga che lavorava anche con la Dda di Cagliari; il secondo un militare che negli anni si era messo in evidenza proprio con gli arresti nel mondo degli stupefacenti. La Cassazione in queste ore ha confermato la decisione della Corte d’Appello che aveva inflitto 18 anni e otto mesi a Solvi e 15 anni e tre mesi a Cecere. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Danilo Tronci della direzione distrettuale antimafia di Cagliari, era scattata nel 2008 con 49 ordini di custodia cautelare a seguito dell’operazione ‘Biancaneve’, investigando in gran segreto sull’operato dei due carabinieri e di una banda che ruotava attorno a Ornella Desogus, poi diventata collaboratrice di giustizia e condannata a sei anni e sette mesi. L’unico ricorso accolto dalla Suprema Corte di Cassazione e’ quello presentato dall’avvocato Herika Dessi’ per conto dell’imputato Marco Balestrino, mentre per i due carabinieri e il resto della banda potrebbero scattare gia’ in queste ore gli ordini di esecuzione penale, tanto che potrebbero gia’ decidere di presentarsi spontaneamente in giornata negli istituti carcerari.

(Nella foto de L’unioneSarda.it Luigi Cecere e Umberto Solvi)

Preso il giostraio milionario: è lo stesso del tritolo per Colangelo

I carabinieri del comando provinciale di Bari hanno confiscato beni per 1,2 milioni di euro a Amilcare Monti Condesnitt, di 48 anni, il giostraio di Gioia del Colle già condannato per traffico di stupefacenti, detenzione di armi da guerra ed esplosivo, violazione delle norme sull’immigrazione e ricettazione. Nella sua tenuta a Gioia del Colle fu trovato e sequestrato nel 2016 mezzo chilo di tritolo che, secondo i magistrati della Dda, era destinato alla Camorra campana per un attentato all’allora procuratore di Napoli Giovanni Colangelo. Il provvedimento è frutto di una indagine avviata nel 2016, che ha accertato la provenienza illecita del denaro utilizzato per le attività del giostraio e la sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. I beni confiscati per lo più intestati alla compagna di Monti Condesnitt sono 5 società, un appartamento, un capannone industriale, 15 fondi rustici, quattro auto, quattro conti correnti e una cassetta di sicurezza con diversi preziosi.

Processo Gotha: 34 condanne per ‘ndrangheta

Sono stati condannati 34 dei 38 imputati del processo “Gotha” alle cosche di ‘ndrangheta di Reggio Calabria, svoltosi con rito abbreviato davanti al Gup distrettuale Pasquale Laganà. La decisione del Gup non si é discostata di molto dalle richieste che erano state fatte nello scorso mese di dicembre dai rappresentanti della pubblica accusa, il procuratore aggiunto della Repubblica Giuseppe Lombardo ed i pm della Dda Stefano Musolino e Walter Ignazitto.
La condanna più alta – 20 anni di reclusione – é stata inflitta all’avvocato Giorgio De Stefano, indicato come uno dei capi dell’omonima cosca. L’inchiesta ‘Gotha’ era scaturita da cinque indagini sulla ‘ndrangheta di Reggio Calabria che avevano come oggetto i rapporti con la massoneria deviata ed i condizionamenti esercitati su settori della pubblica amministrazione reggina. Nel secondo troncone del processo, che si sta svolgendo col rito ordinario davanti al Tribunale, sono imputate 34 persone, tra cui l’ex senatore di centrodestra Antonio Caridi.

Gelo sull’Italia: autostrade e trasporti in tilt

L’autostrada A1 è stata chiusa in entrambe le direzioni da Milano a Sasso Marconi, poco dopo Bologna in direzione sud. La decisione è stata presa per via della pioggia gelata che sta cadendo sul tratto autostradale provocando la formazione di ghiaccio.

Autostrade per l’Italia spiega che dalla serata di ieri l’Emilia Romagna è interessata dal fenomeno meteorologico della pioggia gelata a causa del quale si sono rese necessarie le chiusure nella regione di alcuni tratti autostradali dell’A13, dell’A14, oltre che dell’A1.

Chiuse in entrambe le direzioni i tratti la A13 tra il bivio con la A14 e Ferrara Sud, A14 tra Bologna San Lazzaro e Cattolica inclusa la diramazione per Ravenna. Il fenomeno del gelicidio, che ha ghiacciato le linee di alimentazione elettrica dei treni sta provocando problemi soprattutto in Liguria: circolazione ferroviaria sospesa sulle linee Genova-Milano, Genova-Torino, Genova-Savona e Parma-La Spezia.

In Emilia Romagna e in Veneto, dove era prevista per oggi un’offerta dell’80%, i treni stanno viaggiando anche in percentuali maggiori. Sulla restante rete regionale la circolazione procede con regolarità. Garantito il 100% dell’offerta dei treni ad alta velocità. Sempre in Liguria, un’intensa nevicata sta causando diversi problemi in provincia di Savona.

Un incidente, fortunatamente senza feriti, verificatosi sull’autostrada A10 all’altezza di Spotorno ha comportato la chiusura dell’intero tratto tra Pietra Ligure e Savona in direzione Genova. Riaperta invece nella notte l’autostrada A12 fra i caselli di Sestri Levante e della Spezia, chiusa ieri sera in seguito ad una nevicata e per il ghiaccio sulla carreggiata.

In Europa  55 i morti per maltempo – Sale a 55 morti il tragico bilancio dell’ondata di maltempo che si è abbattuta da domenica scorsa su tutta Europa. Lo riferisce la Bbc. La situazione più grave in Polonia, dove i morti assiderati – in gran parte senzatetto – sono stati almeno 21. Altri sette morti in Slovacchia e sei nella Repubblica Ceca. Tre le vittime in Spagna, 5 in Lituania, 4 in Francia, due in Serbia, Italia, Slovenia e Romania. Un morto in Gran Bretagna.

Ricerca Sla: una scoperta tutta italiana

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Scoperto il “lato buono” del recettore TLR4. Normalmente responsabile dei fenomeni infiammatori, il TLR4, se opportunamente stimolato puo’ favorire la crescita e la differenziazione delle cellule staminali neurali (Nsc), attualmente in sperimentazione per una serie di malattie del sistema nervoso, come la sclerosi laterale amiotrofica (SlaLA) e la sclerosi multipla (Sm). Lo rivela uno studio dell’Universita’ di Milano-Bicocca e dall’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo pubblicato sulla rivista Cell Death and Disease. I ricercatori hanno osservato per la prima volta che le cellule staminali neurali possiedono il recettore TLR 4 gia’ attivo durante la loro normale fase di crescita. Questo ha permesso di rivelarne la sua doppia natura: se modulato da molecole-farmaco prodotte in laboratorio, il recettore TLR4 delle cellule staminali, invece che indurre l’infiammazione e quindi danneggiare le cellule, favorisce la crescita e la capacita’ di differenziarsi delle cellule staminali stesse. “Questo lavoro – spiega Lidia De Filippis, biologa dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e coordinatrice della ricerca – mostra per la prima volta che e’ possibile sfruttare il ruolo positivo del recettore TLR4 per facilitare la crescita ed il differenziamento delle cellule staminali neurali”.

Napoli, pusher di Casoria arrestato a Secondigliano

Nel corso di una pattuglia i carabinieri della stazione Quartiere 167 di Napoli, su via Limitone d’Arzano hanno notato un 39enne, di Casoria, incensurato, che cedeva velocemente qualcosa a un altro soggetto. Dopo averli osservati per qualche istante, i militari hanno bloccato entrambi rinvenendo addosso all’uomo 15 involucri di cobret e 348 euro, verosimilmente provento di attività illecita. Nelle tasche del cliente, un 39enne di caserta, invece, una dose della stessa sostanza. Il primo è stato arrestato per spaccio e rinchiuso a Poggioreale, il secondo segnalato quale assuntore alla prefettura. Ora le indagini dei carabinieri continuano per risalire al fornitore dell’insospettabile pusher arrestato.

Cisterna, Antonietta ancora in coma farmacologico

E’ tenuta ancora in uno stato di sedazione, anche profonda, Antonietta Gargiulo, la mamma delle due bambine uccise a Cisterna di Latina dal loro padre, l’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso, che in precedenza sulle scale della rampa di scale che da casa porta al garage l’aveva ferita a colpi di pistola e che poi, a distanza di ore si e’ tolto la vita nella stessa abitazione. La donna e’ ricoverata da martedi’ mattina nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale S.Camillo, a Roma, e le sue condizioni sono stazionarie. I proiettili esplosi dal marito l’hanno colpita a una mandibola, dove ieri e’ stata operata, al’addome e a una spalla. La donna e’ tenuta in sedazione anche perche’ il quadro clinico e psicologico non consentono al momento di ‘avvicinarla’ – pur con tutte le cautele e il supporto del caso – alla tragica verita’ sugli sviluppi della vicenda, ovvero sulla sorte delle due figlie.  “Mio fratello gia’ stava andando dallo psicologo perche’ aveva quella mania della gelosia verso la moglie…” e “i superiori hanno accettato la relazione di questo psicologo e ritenuto idoneo”. Cosi’ Gennaro Capasso, fratello dell’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso autore della strage di martedi’ mattina a Cisterna di Latina. Intervistato telefonicamente nel corso della trasmissione ‘Funamboli’ su Radio24, Gennaro Capasso ha anche detto che il fratello “soffriva di non poter vedere le figlie” e “nessuno puo’ parlare male di lui oltre il gesto che ha compiuto”, e quel gesto – l’ha definito cosi’ – “non doveva farlo”. L’uomo ha anche auspicato, insieme al resto della famiglia, che la moglie del carabiniere e madre delle due bambine uccise ce la faccia a sopravvivere alle lesioni dovute ai colpi di pistola esplosi contro di lei, “speriamo tutti che ce la faccia…”. Gennaro Capasso ha anche sottolineato “Secondo voi (agli intervistatori, ndr) noi vedevamo mio fratello in diffcolta’ e non facevamo nulla? La situazione che si era creata gli aveva creato forti disagi…, doveva smettere di fare quello, doveva stare tranquillo, rifarsi una vita. Non ce l’ha fatta, che ci posso fare…,ma dire che era cattivo o picchiava moglie e figlie non e’ vero. Le figlie adoravano il padre, stavano sempre con il padre, era un padre amorevole, non avevano per niente terrore di mio fratello”.

Suquestro beni al giostraio che aveva procurato il tritolo per uccidere l’ex procuratore capo di Napoli

I carabinieri del comando provinciale di Bari hanno confiscato beni per un valore complessivo di 1,2 milioni di euro a Amilcare Monti Condesnitt, di 48 anni, il giostraio di Gioia del Colle gia’ condannato per traffico di stupefacenti, detenzione di armi da guerra ed esplosivo, violazione delle norme sull’immigrazione e ricettazione. Nella sua tenuta a Gioia del Colle fu trovato e sequestrato nel 2016 mezzo chilo di tritolo che, secondo i magistrati della Dda, era destinato alla Camorra campana per un attentato all’allora procuratore di Napoli Giovanni Colangelo. Il provvedimento, emesso in base alla normativa Antimafia dal Tribunale di Bari – Sezione Misure di Prevenzione, segue il sequestro degli stessi beni eseguito nel gennaio 2017 sulla base di una indagine avviata nella primavera del 2016, che ha accertato la provenienza illecita del denaro utilizzato per costituire e gestire fiorenti imprese attive nel campo delle attrazioni per luna park itineranti e per realizzare un ingente patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. I beni sequestrati, per lo piu’ intestati alla compagna di Monti Condesnitt, sono 5 societa’ di gestione di attivita’ ludiche, un appartamento, un capannone industriale, 15 fondi rustici, estesi complessivamente su 3 ettari, quattro autoveicoli, quattro conti correnti e una cassetta di sicurezza contenente diversi preziosi.

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