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Terroristi in Italia: in carcere 5 complici di Amri, perquisizioni anche a Napoli e Caserta

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Vasta operazione antiterrorismo della Polizia di Stato tra Roma e Latina. Gli agenti della Direzione centrale della polizia di prevenzione e i colleghi delle Digos di Roma e Latina stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque persone, riconducibili alla rete di relazioni intrattenute in Italia da Anis Amri, l’attentatore di Berlino ucciso durante un controllo di polizia a Sesto San Giovanni. I reati contestati sono “addestramento e attivita’ con finalita’ di terrorismo internazionale” e “associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. In corso perquisizioni locali nelle province di Latina, Roma, Caserta, Napoli, Matera e Viterbo. ( C’e’ anche un complice di Anis Amri, l’attentatore della strage del 2016 ai mercatini natalizi di Berlino, tra i cinque arrestati nel blitz antiterrorismo della Polizia di Stato. Si tratta di un cittadino tunisino, gravitante a Latina, che secondo gli investigatori avrebbe dovuto procurare falsi documenti di identita’ ad Anis Amri, il terrorista ucciso a Sesto San Giovanni dopo l’attentato in Germania, per permettergli di lasciare l’Italia e recarsi all’estero.

IN CINA inaugurato il primo distributore automatico di auto

Super Test-Drive Center è il nuovissimo sistema automatico di distribuzione di auto,nato dall’accordo tra Ford e Alibaba.
E’ stato annunciato alla fine del 2017 ,, e ora il progetto è diventato realtà. è stato aperto a Guangzhou.
E funziona attraverso l’app Tmall.

(Foto: TechCrunch)

Lo scopo è permettere ai clienti di testare facilmente i veicoli Ford che sono intenzionati ad acquistare. Una mossa utile a entrambe le aziende per incrementare la vendita di vetture online e, nell’ottica della casa automobilistica statunitense, per aprirsi al fiorente mercato cinese sfruttando i canali di vendita garantiti da Alibaba.
Da ricordare che la Cina contribuirà per oltre il 50% alla crescita delle vendite automobilistiche entro il 2022.

Foto: The Verge

Il meccanismo è molto simile a quello di un distributore automatico di bevande, soltanto più tecnologico. Tramite l’app infatti, gli utenti possono sfogliare le vetture disponibili o, addirittura, scattare una foto per strada e verificare se quel modello è disponibile nel Super Test-Drive Center.

Una volta scelta l’auto, dovranno prenotarsi – selezionando giorno e orario di ritiro – e scattarsi un selfie che consentirà al distributore di riconoscerli al momento del ritiro. Come detto infatti, non è previsto personale umano: una volta verificata l’identità, l’auto uscirà automaticamente dalla struttura.

Secondo Alibaba, l’intero processo può durare non più di 10 minuti. Certo, sarà necessario versare una cauzione, per poi avere l’auto a propria disposizione per tre giorni. Al termine dei quali si potrà decidere di prolungare il test o acquistare la vettura direttamente via app.

Foto: Alibaba

 

Islam a Torino: arrestato un folle, pericolo concreto

“Tiranni! Vado in prigione a testa alta”. Halili Elmahdi, 23 anni, entra in Questura con sguardo sprezzante e inveisce contro le forze dell’ordine. Dopo mesi di indagini, gli agenti della Digos di Torino l’hanno arrestato per partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico. “Siamo intervenuti senza indugio”, spiega il questore Francesco Messina. “Abbiamo dovuto agire immediatamente per eliminare questa minaccia: Halili poteva compiere delitti”. Il blitz e’ scattato all’alba, nella casa di Lanzo dove il giovane abita con la sua famiglia. Il padre, muratore in Italia dal ’98, la madre casalinga e due fratelli. La sorella, non ancora maggiorenne, si dispera. “Ci avevi giurato che non l’avresti piu’ fatto. E invece siamo di nuovo qui”. Halili, nel 2015, aveva patteggiato una condanna a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per istigazione a delinquere con finalita’ di terrorismo. Autore del primo testo in italiano che esalta lo Stato Islamico, sul web aveva pubblicato una serie di documenti del Daesh: filmati dei combattenti in Siria e in Iraq, video delle esecuzioni di civili e militari, rivendicazioni degli attentati di Parigi e Bruxelles, messaggi del portavoce dell’Isis ucciso ad Aleppo, sermoni del ‘Bin Laden di Internet. Dopo il carcere ha continuato il suo percorso di radicalizzazione, sino ad arrivare a “consultare in maniera quasi ossessiva” la rivista “Rumiyah”, una sorta di manuale per i guerriglieri del Califfato in Occidente. “L’Islam e’ equilibrio tra amore ed odio – diceva – Bisogna amare i credenti e odiare i miscredenti”. Odiarli al punto di ucciderli: per questo studiava come usare i coltelli e come preparare i camion bomba. “Era il momento di intervenire”, aggiunge Messina. “Non potevamo permettere che individuasse l’obiettivo da colpire. Si tratta di una minaccia in un contesto liquido, non preciso, ma delicatissimo. In questa fase e’ questa la minaccia che dobbiamo contrastare. Il Daesh e’ stato sconfitto sul campo di battaglia, ma la sua propaganda continua”. E Halili ‘viveva’ di propaganda. Prima si e’ indottrinato e poi e’ passato a contattare soggetti, ‘lupi solitari’, che, a suo parere, potessero compiere azioni terroristiche. Tredici le abitazioni perquisite nel nord Italia (Torino, Milano, Napoli, Modena, Bergamo e Reggia Emilia) durante l’operazione condotta con il supporto del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno dell’Ucigos. Abitazioni di soggetti che il giovane era riuscito a intercettare: stranieri e italiani convertiti. Per la maggior parte gia’ noti alle forze dell’ordine. Nell’elenco c’e’ anche Luca Aleotti, di Reggio Emilia, che ha avuto diversi guai con la giustizia per istigazione al terrorismo e che a febbraio aveva finito di scontare la sorveglianza speciale. Gli esiti di questa operazione, per il segretario della Lega Matteo Salvini, dimostrano che “il rischio terrorismo e’ altissimo. Dopo gli arresti e la denuncia di Frontex sulla possibilita’ che ci siano infiltrati tra chi sbarca, chiediamo un intervento immediato, un controllo ferreo di tutti i nostri confini via mare e terra e la sospensione di qualsiasi ulteriore sbarco sulle nostre coste”. Halili prima contattava i suoi ‘adepti’ sul web e poi, in alcuni casi, dava loro appuntamento a Torino e in provincia. Per Carlo Ambra, capo della Digos di Torino, il 23enne e’ un “soggetto molto motivato, senza nessuna intenzione di ravvedersi”. Nemmeno per la sua famiglia, che aveva condannato la sua scelta.

L’amica di Ciro Colonna: ‘Dissi vicino al killer che tremava, stupido, togliti il cappuccio’. TUTTO IL RACCONTO

Nonostante avesse solo 16 anni non si fece prendere dal panico davanti a una persona armata ma inesperta e proprio perché lo aveva visto con la mano tremante mentre impugnava una pistola lei gli urlò contro: “Stupido togliti questo cappuccio”. E il drammatico racconto di Francesca la ragazza amica di Ciro Colonna, l’ennesima vittima innocente della camorra, che si trovava all’interno del circoletto di via Cleopatra nel lotto 0 di Ponticelli il pomeriggio del 7 giugno 2016. Quel killer al quale diede dello “stupido” dopo pochi minuti uccise per errore il suo amico Ciro Colonna, che aveva soli 19 anni ed era estraneo agli ambienti criminali. Frequentava quel circoletto perché di pomeriggio non c’era niente e non c’è niente da fare nelle zone dove comanda la camorra. Quel circoletto frequentato anche da Francesca che abita nelle immediate vicinanze è diventato purtroppo la tomba di Ciro Colonna e di Raffaele Ultimo Cepparulo vero obiettivo dell’agguato. Per quel duplice omicidio sono stati arrestati l’altro giorno i killer Antonio Rivieccio, detto cocò che all’epoca aveva 25 anni (fu lui a fare fuoco contro Colonna) e Michele Minichini detto Tiger che invece di anni ne aveva 26 (e che crivellò di proiettili il “Barbudos” che era andato in giro a chiedere informazioni su di lui). Con loro due sono finiti in carcere anche il mandante, il boss di san Giovanni a Teduccio, Ciro Rinaldi detto My way, Anna De Luca Bossa, compagna del padre di Michele Minichini, e poi Cira Cipollaro, mamma del secondo killer, Giulio Ceglie e altre due donne ovvero Luisa De Stefano, moglie del boss ergastolano Umberto Schisa, la cugina Vincenza Maione. Il racconto fatto dalla ragazza agli investigatori è la descrizione perfetta del duplice omicidio:

“omissis .. conoscevo da tempo COLONNA Ciro in quanto mio amico. Erano le ore 16.30- 16.45 del giorno 07 giugno 2016, io mi trovavo dinanzi al centro abbronzante a pochissimi metri dalla mia abitazione, precisamente adiacente al circoletto di Umberto DE LUCA BOSSA, ove è avvenuto il duplice omicidio. Mi ha visto Ciro COLONNA e mi ha chiesto se volevo fare una partita a calcio balilla.Erano circa 15 minuti prima che avvenisse l’omicidio.Da poco avevano finito di giocare a bigliardino ed erano rimaste alcune palline da giocare. Io chiesi a DE LUCA BOSSA Umberto se avesse voglia di giocare con me, e questi mi rispose che non ne aveva e si sedette su una sedia. Allora mi misi a giocare con COLONNA Ciro. Al mio arrivo nel locale c’erano, oltre COLONNA Ciro e DE LUCA BOSSA Umberto, CIAMBRIELLO Ciro e CEPPARULO Raffaele, che stavano giocando a carte sul bancone, in particolare CEPPARULO era all’interno e CIAMBRIELLO all’esterno del bancone, e CHIAROLANZA Ciro, un amico di CEPPARULO Raffaele, che stava seduto su una sedia in mezzo al circoletto. Circa cinque minuti prima che entrasse il primo killer, nel circoletto è entrata DE LUCA BOSSA Anna che è venuta vicino al bigliardino e poi subito è uscita, come era solita fare spesso. In quei momenti io ero intenta a giocare, perciò non osservavo bene i movimenti all ‘interno del locale, ma notai la donna perché venne proprio a vedere la partita di bigliardino. Dopo circa 5 minuti la mia attenzione è stata attirata da un ragazzo, che è entrato dall’ingresso principale del circoletto ed ha detto “fermi tutti è una rapina”, non ricordo se parlò in italiano o in dialetto napoletano. Io, che gli ero di fronte, perché la mia posizione al bigliardino mi permetteva di vedere l’ingresso principale del circoletto, ho visto questo ragazzo sulla porta che indossava un giubbino di cui non ricordo il colore, ma ricordo che era scuro, cioè non chiaro, del tipo che hanno gli occhialoni nel cappuccio. Tale ragazzo indossava il giubbino tutto chiuso, in modo che il cappuccio era chiuso sul volto e sul capo, e gli occhialoni gli cadevano davanti agli occhi. Questo ragazzo impugnava una pistola di colore metallo chiaro, tipo acciaio chiaro, ma non ricordo se fosse a tamburo e semiautomatica, e sono sicura che fosse giovane in quanto sia dalla voce, sia dall’atteggiamento si vedeva che era inesperto e non era grande di età. Ricordo con precisione che la sua mano con cui impugnava la pistola tremava. Contemporaneamente ho notato che CHIAROLANZA Ciro e DE LUCA BOSSA Umberto riuscivano a guadagnare l’uscita del circoletto e, quindi, a scappare. lo pensavo che fosse tutto uno scherzo in principio, infatti rivolgendomi al killer gli diedi dello stupido invitandolo a scoprirsi il capo. All’improvviso ho ascoltato l’esplosione di due colpi di pistola provenire dalla postazione del bancone che si trovava alla mia sinistra dietro di me. In quel momento ho realizzato che quello non era uno scherzo ed una rapina, ed ho intuito che dalla porta posteriore doveva essere entrato un ‘altra persona che stava sparando perché sono sicura che il killer entrato dall’ingresso principale non ha sparato i primi due colpi. L’esplosione dei colpi all’interno del circoletto rimbombavano e stordivano tanto erano rumorosi, ed io dopo la seconda esplosione sono rimasta sotto shock, non ho capito più nulla ed ho pensato solo a scappare fuori dal circoletto mentre sentivo esplodere altri colpi di arma da sparo. Lo shock mi ha annebbiato la vista, pertanto dopo il secondo colpo non ho visto più nulla e non so dire in quale momento COLONNA Ciro fu colpito. Uscita fuori dal circo/etto, sono subito scappata a casa senza fermarmi. Espressamente richiestomi, posso dire di non aver sentito alcun rumore di veicoli subito prima che i killers entrassero all’interno del circo/etto e subito dopo l’esecuzione degli omicidi. Ho saputo successivamente dalle persone che i killer erano a piedi e sono scappati a piedi dalla porta posteriore del circoletto. Non ricordo chi mi ha dato queste notizie, perché sono cose che io non ho visto. Il killer entrato dalla porta principale era longilineo ed era più alto di me, considerando che io sono alta 160 cm circa, lui era alto 175 cm circa. Non sono in grado di descrivere il killer entrato dalla porta posteriore perché non l’ho proprio visto.”

 Renato Pagano

@riproduzione riservata

Sarno: false iscrizioni al sindacato tra le vittime un carabiniere che scopre la frode

Un sistema illecito di false iscrizioni al sindacato sarebbe stato attuato da un patronato di Sarno. L’organizzazione compilava false adesioni all’associazione all’insaputa dei clienti . Tra le ignare vittime un sottufficiale dei carabinieri. Consultando tramite il portale dell’INPS lo statino paga, si è accorto di essere iscritto a sua insaputa ad un sindacato di agricoltori che gli tratteneva ogni mese una quota dalla pensione. Cosa è successo? Indagando il signor x ci pensa su e ricostruisce di aver usufruito qualche tempo prima dell’assistenza di un patronato per presentare la dichiarazione dei redditi. Con ogni probabilità la sua firma è passata “magicamente” dal modulo 730 ad una delega di iscrizione. Nome e cognome del militare usati impropriamente per apporre una firma apocrifa al fine di intascare denaro. Risolto il rebus, l’Inps viene informata di ritirare la delega con la quale concedeva alla sigla sindacale una quota della pensione, il carabiniere si “arma” dei documenti e si reca all’ufficio ubicato a sud del paese. Esposto il problema, i titolari iniziano a scaricarsi le colpe. Il sottufficiale fa presente che la questione è seria; le accuse per questo tipo di reato  sono di associazione per delinquere, falso continuato in scrittura privata e truffa continuata. Ammettono il reato. Non sappiamo se la situazione ha seguito l’iter procedurale, fatto è che iscrivere un appartenente alle forze dell’ordine a un sindacato agricolo è stato quantomeno imprudente. Questo tipo di truffe sono aumentate nel corso degli anni da quando ai pensionati italiani l’Inps non invia più alcun cedolino mensile della pensione. E quindi niente busta a casa dove controllare le voci di cui si compone la paga erogata ogni trenta giorni.
Al pensionato che abbia voglia di vedere i propri cedolini viene consegnato un codice pin (sempre che il pensionato sia andato fisicamente a fare la fila allo sportello Inps per avere il codice, munito di due documenti).  Poi, con quel codice pin, a casa il pensionato si siede davanti al suo computer,  accede, tramite la sua connessione internet, al sito dell’Inps, e da lì, passando attraverso un paio di pagine criptate, può agevolmente leggere sullo schermo del pc il suo cedolino mensile. Spiegato così non sembra complicato. Ma pensiamo a chi come nel caso degli agricoltori della vecchia generazione, contadini consumati dal lavoro nei campi, prede facili del sistema web al loro ignoto, che spesso si affidano a questi centri, inconsapevoli di essere le prede perfette

Il Teatro Mercadante di Napoli viene riconfermato Teatro Nazionale

In seguito alla riconferma del Teatro Mercadante di Napoli come Teatro Nazionale, il presidente Fillipo Patroni Griffi commenta: “Non era una vittoria scontata, soprattutto dopo un anno non facile, in cui abbiamo superato diverse difficoltà dovute al sequestro del teatro. Ora abbiamo ottenuto l’agibilità definitiva per i nostri teatri e siamo riusciti a superare sia i problemi di finanziamento sia quelli relativi alla disponibilità del San Ferdinando. Nel frattempo, non abbiamo mai smesso di concentrarci sulla programmazione e sulla produzione artistica, offrendo spettacoli di qualità, riportando il teatro a Pompei, puntando sulla scuola diretta da Mariano Rigillo, esportando il nostro teatro in Europa”. “Sento il dovere – continua Patroni Griffi – di ringraziare tutti: i soci, il Consiglio di Amministrazione, il collegio di revisori, il direttore De Fusco e tutti i dipendenti del teatro. Ciascuno ha dato il proprio prezioso contributo, e questo ci ha consentito di mantenere l’impegno preso con la città. Nel prossimo triennio il nostro impegno sarà ancora più intenso. Lo dobbiamo innanzitutto e a quello che rappresenta la nostra cultura nel mondo: un patrimonio inestimabile da tutelare. Per questo non ho mai smesso di crederci, nemmeno un minuto, perché il riscatto della città passa anche dalla capacità collettiva di difendere le nostre radici. E il Mercadante è un avamposto ineguagliabile di cultura napoletana e italiana”.
Anche De Magistris esprime il suo apprezzamento: “La notizia che ha visto riconfermato lo Stabile come teatro nazionale ci rende felici ed orgogliosi. Ci abbiamo lavorato tanto, come Comune di e come Città metropolitana. È ancora un successo frutto di una importante sinergia e lavoro di squadra, un lavoro che conferma la straordinaria quasi inesauribile potenza culturale di e la sua grande tradizione teatrale. Ci siamo riusciti nonostante il piombo sulle ali delle difficoltà finanziarie del Comune e della Città metropolitana e grazie anche agli sforzi finanziari che abbiamo messo in campo in questo settore. Complimenti a tutti coloro – sottolinea il sindaco – che hanno contribuito a questo importante riconoscimento. Con l’augurio che anche la produzione teatrale dello Stabile sappia raccogliere il peso della responsabilità e l’orgoglio così grande per la sfida di una Città che è sempre di più capitale della cultura”.
Non da meno la Slc Cgil e Campania, unitamente alle proprie Rsu, ha accolto con “grande entusiasmo” la notizia della riconferma del Mercadante: “Un riconoscimento importante in quanto unico Teatro meridionale ad avere questo titolo. Ciò premia una realtà culturale del nostro territorio che è diventata in questi anni il punto di riferimento di una nuova prospettiva per artisti e attori di tutto il Mezzogiorno”.

Senato: eletti i 4 vicepresidenti, ci sono Calderoli e La Russa

L’Aula di Palazzo Madama ha eletto i suoi 4 vicepresidenti: Roberto Calderoli della Lega con 164 voti e Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia con 119 voti, Paola Taverna del M5S con 105 e Anna Rossomando del Pd con 63 preferenze.

I senatori hanno eletto i tre Questori: Antonio De Poli, per FI, il più votato con 165 preferenze; Paolo Arrigoni, per la Lega, con 130; Laura Bottici in quota M5S con 115. Al Pd non è toccato nessun Questore perché il candidato Gianni Pittella ha ottenuto solo 59 voti. Lucio Malan (FI) ha incassato 3 preferenze, Bergonzoni 1, Calderoli 1, Fedeli 1. Schede bianche 2. Una sola nulla. Bottici e De Poli avevano ricoperto il ruolo di Questore anche nella precedente legislatura.

Tragedia sfiorata a Pompei durante la via Crucis dal vivo: il Cristo in croce sviene dal freddo

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Ha  rischiato di trasformarsi in tragedia la rappresentazione dal vivo della Via Crucis  andata in scena per le strade di Pompei l’altra sera. La persona che rappresentava il Cristo in croce è stata colta da malore ed ha dovuto far ricorso alle cure dei medici quando è arrivata sul sagrato del Santuario della Madonna di Pompei per la scena finale. L’uomo era svenuto dal freddo e ci è voluto un po di tempo per riprenderlo. Quella dell’altra sera era la XVI edizione della via Crucis dal vivo che in occasione della settimana Santa si svolge per le strade di Pompei. La manifestazione è organizzata dal gruppo di attori pompeiani coordinati da Maurizio Bezzecchieri, persona molto nota e stimata in città e tra l’altro componente dello staff del sindaco Amitrano. Per fortuna il Cristo, dopo aver ricevuto le cure del personale del 118 presente in piazza, si è ripreso  e la rappresentazione della via Crucis ha potuto concludersi dopo lo spavento.

Plugin WooCommerce: aumenta vendite e risparmia su spedizioni e-commerce

In Italia l’e-commerce ha raggiunto un valore di quasi 24 miliardi di euro secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2C. Entro il 2020 eMarketer prevede inoltre che le vendite online globali raggiungeranno il valore di quattro trilioni (miliardi di miliardi) di dollari. Numeri che fanno capire quale sarà il futuro del retail e di come anche le più piccole realtà commerciali dovranno affrontare la sfida dell’e-commerce attraverso soluzioni semplici ed efficaci come WooCommerce.

Sul mercato esistono numerose piattaforme per l’e-commerce, ma i dati BuiltWith rivelano che il software più diffuso è WooCommerce, utilizzato in tutto il mondo da circa il 42% degli e-commerce. Le ragioni del successo sono molte: è gratuito, integrabile con Wordpress, è facile da impostare e personalizzare ed è la piattaforma ideale per piccole imprese e startup.

WooCommerce sembra fatto apposta per il tessuto economico italiano, costellato da tante piccole realtà, con prodotti di nicchia tanto desiderati all’estero quanto difficilmente esportabili – almeno prima dell’arrivo dell’e-commerce e delle soluzioni per le spedizioni in Italia e all’estero. Vediamo di seguito consigli e plugin WooCommerce che le piccole imprese possono usare per aumentare le vendite e le spedizioni.

Il tema grafico – template

La prima impressione è quella che conta e, nel caso di un e-commerce, tutto inizia dal template, il tema grafico del sito web. Puoi affidarti a uno sviluppatore o scegliere uno dei tanti temi grafici disponibili online. Nel secondo caso, il consiglio è di scegliere il migliore per la tua attività: non basare la tua scelta sul prezzo, concentrandoti sui soli temi gratuiti.

Il template deve essere attraente per valorizzare i tuoi prodotti, il tuo brand e convincere gli utenti a rimanere sul sito. Il layout deve essere semplice e intuitivo per facilitare la navigazione e l’esperienza di shopping degli utenti.

I visitatori del tuo sito hanno bisogno di conoscere in ogni momento tre pagine: quella in cui erano, quella in cui sono adesso e quella in cui andranno dopo il click su un link. Assicurati che il template fornisca queste informazioni, ad esempio attraverso i breadcrumb o i menù di navigazione. Fornire un’esperienza d’uso eccellente è il primo passo per aumentare le tue vendite su WooCommerce.

Descrizioni e foto dei prodotti

I visitatori possono essere convertiti in acquirenti attraverso descrizioni chiare e coinvolgenti. Il testo delle descrizioni viene spesso trascurato, ma se è unico e attraente ha la potenzialità di generare conversioni. Il testo deve inoltre riflettere in maniera onesta il prodotto descritto.

È importante analizzare la concorrenza e vedere che cosa fanno i competitor; anche controllare i trending topic del momento può aiutarti a prendere ispirazione. Non dimenticare che, con una ricerca di parole chiave a monte, i testi delle schede prodotto possono aiutarti ad essere più visibile su Google.

Se le descrizioni sono utili, le foto del prodotto sono decisive per l’acquisto. Devono essere di qualità, realizzate da un professionista e rappresentare i vari aspetti del prodotto stesso. Puoi sfruttare al massimo WooCommerce utilizzando la funzione immagini a 360 gradi, oppure un plugin come WooCommerce Zoom Magnifier che consente di vedere più nel dettaglio la qualità dei tuoi prodotti.

 

Spedizioni dei pacchi per le consegne

Hai convinto l’utente a rimanere sul tuo sito grazie al template intuitivo, lo hai persuaso all’acquisto con i testi e le foto del prodotto. Hai fatto un ottimo lavoro, che rischia però di essere messo in discussione da spedizioni troppo costose o con tempi di consegna elevati. È in questa fase del processo di acquisto che l’utente, non convinto dai costi di spedizione, potrebbe scegliere di abbandonare il carrello.

Il tasso di abbandono del carrello può essere abbattuto attraverso soluzioni per spedizioni economiche e rapide come quella di Packlink PRO. È un plugin per WooCommerce che consente di automatizzare le spedizioni e-commerce, assegnando a ogni ordine il corriere espresso più economico o più rapido. I costi delle spedizioni WooCommerce con Packlink PRO sono ulteriormente abbattuti grazie agli accordi che la piattaforma ha con i principali corrieri italiani e internazionali.

Il plugin è gratuito e facilmente installabile su Wordpress. Si paga solo per le spedizioni (scontate) e inoltre per ogni ordine è previsto il ritiro a domicilio dei pacchi da consegnare e il tracking delle spedizioni.

Visibilità sui motori di ricerca

Incrementare le vendite significa non solo aumentare le conversioni, ma anche il numero di visite che arrivano al tuo sito attraverso i motori di ricerca come Google. Emergere tra gli altri siti web è fondamentale per chi vende online e WooCommerce da questo punto di vista offre molti vantaggi, grazie alla disponibilità di plugin come Yoast.

Con Yoast è possibile gestire con facilità la SEO on-page di WooCommerce, dai tag title di ogni prodotto fino ai breadcrumb. Un plugin da solo ovviamente non basta per dare visibilità al tuo sito: alla base ci devono essere una chiara strategia e un professionista che gestisce il processo. Un plugin come Yoast consente di implementare con facilità la tua strategia SEO.

Recensioni degli utenti

È importante per un e-commerce aprirsi alle recensioni. Potresti integrarne alcune già dalla home page, ma è ancora più importante renderle visibili (e pubblicabili) nella pagina di ogni prodotto. Le recensioni degli altri utenti rassicurano i visitatori del tuo sito e generano un senso di fiducia.

È semplice integrare le recensioni nel tuo sito WooCommerce. Ci sono diversi plugin tra cui WooCommerce Ultimate Reviews, con cui è possibile integrare facilmente recensioni e voti in ogni pagina web del sito e con diverse opzioni di configurazione.

Nel complesso con le recensioni acquisisci credibilità e hai una ulteriore spinta lato Seo, dato che aggiungono testo (e di norma anche parole chiave) alle singole pagine prodotto, che acquisiscono così una maggiore rilevanza.

Il video “bollente” della nuova canzone di Emma Marrone sta spopolando in rete e nelle radio

Sono poche settimane che è stato ufficialmente presentato il nuovo singolo di Emma Marrone “Effetto Domino” ma già è un successo e il video è diventato un fenomeno virale da milione e mezzo di visualizzaioni.
Complice anche il fatto che la bella salentina nel video sorprende con un interpretazione molto sexy.
Il video inizia in discoteca e finisce in camera da letto , Emma si lascia andare a baci bollenti tra le lenzuola insieme ad un ragazzo abbordato in un locale. Bionda, bellissima, truccata con rossetto rosso fuoco, cerchi dorati alle orecchie.
Ha il coraggio di afffrontare un tema che in Italia è sempre stato abbastanza chiuso, qui viene raccontata la sessualità ma in modo comunque molto pulito e mai volgare. Emma mette in luce le donne, anche questa volta, facendo capire che se è la donna a fare il primo passo, non c’è nulla di male!

Link al video ufficiale

Torre Annunziata, l’ex consigliere comunale Alfieri assolto dal reato di corruzione

E’ stato assolto perchè “il fatto non sussiste”, l’ex consigliere comunale di Torre Annunziata, Davide Alfieri accusato di corruzione nell’ambito di un processo per la nomina di un consulente per l’amministrazione comunale oplontina del 2011. Con Alfieri (difeso dall’avvocato Roberto Cuomo) è stato assolto anche il tecnico Gennaro Giugliano (difeso dall’avvocato Elio D’Aquino ,che è riuscito a convincere i giudici che non fu fu nessun episodio corruttivo) che avrebbe beneficiato della nomina. Secondo l’accusa rappresentata dalla pm Andreana Ambrosino, l’ex capogruppo del Centro Democratico, Davide Alfieri, fratello di Ciro, (candidato a sindaco per il centro destra alle ultime elezioni e sconfitto dall’attuale primo cittadino Vincenzo Ascione del Pd) avrebbe chiesto e incassato una tangente dal consulente finanziario esterno Gennaro Giugliano in cambio del suo nome fatto al Comune per ‘agevolarne’ l’ingresso all’OIV: l’Organismo di Valutazione e controllo delle Performance negli Enti locali previsto dalla legge. Ottenuta la nomina all’OIV (ufficializzata con decreto del 18 gennaio 2011, ndr) Giugliano avrebbe sborsato mille euro per quella ‘sponsorizzazione’. Soldi consegnati, secondo il pm della Procura della Repubblica oplontina, il 28 ottobre 2011 dal professionista nelle mani del consigliere comunale: una sorta di ‘ringraziamento’ speciale, insomma, per il presunto impegno profuso da Alfieri. Ma i legali dei due imputati sono riusciti a convincere i giudici del tribunale di Torre Annunziata che non c’è stato alcun reato perché Alfieri in quanto consigliere comunale  non poteva fare alcuna nomina che invece fu fatta dall’allora sindaco Giosuè Starita e che quei mille euro che Giugliano aveva dato ad Alfieri altri non erano che un contributo al partito.

 

Strage del bus: il Tribunale acquisisce la perizia civile

La perizia del tribunale civile di Avellino sull’incidente che costo’ la vita a 40 persone a bordo di un bus turistico partito precipitato dal viadotto autostradale Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa e’ stata acquisita anche dal tribunale penale di Avellino, come aveva richiesto il pm Rosario Cantelmo. Il presidente del tribunale Buono, ha rigettato l’opposizione dei legali di Autostrade per l’Italia. Il documento redatto per far luce sulla dinamica dell’incidente ai fini del risarcimento civile non si discosta dalle conclusioni alle quali erano giunti i periti nominati dalla stessa procura della Repubblica di Avellino nei mesi successivi all’accaduto del 28 luglio 2013. In particolare, le cause dell’incidente vengono ricercate nel pessimo stato del bus noleggiato alla comitiva di pellegrini partita da Pozzuoli per trascorrere tre giorni tra Telese Terme e Pietrelcina e sul cattivo stato di conservazione delle barriere del viadotto. Ma le conclusioni sulla dinamica, in particolare sulla velocita’ del mezzo e sull’angolo di impatto sono diverse da quelle alle quali sono giunti i periti nominati da Aspi. Il tribunale nell’udienza di oggi ha anche cancellato tre testi dalla lista della parte civile per accelerare i tempi. Il processo va avanti da oltre un anno e riprendera’ ad aprile. Quindici gli imputati a vario titolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso in atto pubblico e per una serie di omissioni nella manutenzione del viadotto.

Castellammare. Ivan Guida scrive ai vertici PD: ”Vere idee e proposte, avanti con le Primarie”

Castellammare di Stabia. Riceviamo e pubblichiamo una missiva scritta da un giovane militante del Partito Democratico stabiese. La missiva, indirizzata al reggente nazionale PD Maurizio Martina, al segretario regionale PD Assunta Tartaglione e al segretario PD Castellammare Nicola Corrado.
“Carissimi,
Scrivere una lettera non è mai facile, soprattutto ai nostri giorni. Oggi è semplice dibattere con un post su facebook, o semplici messaggi su whatsapp. Sono tutti mezzi validi per esprimere una propria idea, ma in genere si adattano a comunicazioni veloci, con frasi brevi e faccine che esprimono simpaticamente i nostri stati d’animo. E soprattutto durano poco: il tempo di una visualizzazione e poi si perdono nei meandri di una cronologia. Come dura poco anche il bisogno di un’attenta analisi di cui la nostra Città ha realmente bisogno. Ed è per questo che ho deciso di mettere nero su bianco questi miei pensieri, da semplice militante del Partito Democratico, cittadino e giovane stabiese col cuore pesante e animo lacerato . La memoria ha bisogno di tempo, così come la riflessione e le idee, per essere semplicemente impressa nella mente. Lungi da me l’idea di tediarvi e soprattutto di avere la presunzione di impartire qualcosa a qualcuno, stile professorino, segnando pochi appunti su una lavagna. Questa figura non mi appartiene, per cultura e rispetto verso chi, di sicuro, ha più esperienza di me. Dalla mia vita, di semplice cittadino e giovane affascinato dalla politica, ho imparato che c’è sempre da apprendere, anche quando si è grandi e, magari, si è giunti a una meta in cui magari è tempo di trarre conclusioni.
Non possiamo più far finta di nulla, l’intreccio tra crisi economica e sociale, crisi politica e istituzionale, crisi di valori, ha lacerato profondamente il tessuto sociale e democratico della nostra città tanto da mettere a rischio il suo futuro, il lavoro, i diritti e l’ambiente. Prevenire e combattere questa deriva è una responsabilità che il Partito Democratico doveva assumere come suo obiettivo prioritario.
Per cogliere questo obiettivo era necessario , dal mio modestissimo punto di vista, che il Partito Democratico, locale e nazionale, rompesse con nettezza con quei comportamenti personalistici e plebiscitari, che ne offuscano gravemente l’identità e l’immagine, diventando punto di riferimento, trasparente ed affidabile, sia per le tante cittadine ed i tanti cittadini che con la loro intelligenza, passione, impegno, partecipazione, vogliono ancora contribuire con il proprio pensiero a stabilire un percorso con cui portare la nostra amata città fuori dalle attuali difficoltà, sia per tutti coloro, lavoratori, giovani precari, donne, pensionati e disoccupa ti, che si attendono dal PD una politica in grado di dare risposte concrete ai loro bisogni immediati.
Per questa ragione ritenevo che il discrimine di fondo era l’idea di partito e di democrazia che il Partito Democratico assumeva come profilo identitario. Due le idee a confronto: o un partito aperto alla società che, rifiutando ogni suggestione leaderistica, fonda la sua forza nell’essere un soggetto collettivo radicato e rappresentativo della realtà sociale, traendo da questo radicamento la linfa per elaborare le sue strategie politiche; o un partito elettoralistico che si rivolge agli elettori solo in occasione delle competizioni elettorali nel ruolo di raccoglitore di consensi. Ovviamente mi auguravo che l’idea da seguire fosse quella di aprirsi alla società civile con cui tessere insieme i filamenti delle proposte che avrebbero formato l’eventuale proposta di governo per la città su cui, successivamente, ricamare l’eventuale profilo di leadership. Tutti possono indossare un maglione, ma se il tessuto non è di qualità e non perfettamente costituito, si finisce di far rimanere nudo chiunque lo indossi. Ma prima di tutto doveva esserci un confronto tra tutte le anime che compongono il nostro partito. Mi riconoscevo nella prima idea, ritenendo che per la sua cultura di amministrazione e scelte condivise, trasparente, partecipato, alieno da facili tentazioni leaderistiche, populistiche, demagogiche, fosse stata chiaramente e coerentemente assunta dalla segreteria cittadina di Nicola Corrado. Solo un Partito Democratico che risponda a questi requisiti potrà rispondere alla domanda dei cittadini di nuova e buona politica capace di includere, responsabilizzare ed uscire dal lungo tunnel in cui la nostra città è finita. Ad oggi, però, devo constatare amaramente che tutto questo non è avvenuto. Mi chiedo, ricordando ciò che è avvenuto appena due anni fa, come si possa non procedere a un confronto, anche severo, all’interno del nostro Partito. Come possiamo ancora far finta di nulla? Due amministrazioni, quella Cuomo e quella Pannullo, hanno finito anticipatamente la loro esperienza. Motivazioni diverse di fine traumatica della consiliatura, su questo non c’è ombra di dubbio. Ma come non procedere ad un’attenta analisi, esprimendo anche un giudizio seppure negativo? Due anni e mezzo a in molti chiesero un confronto interno sulle cause che portarono alla conclusione anzitempo dell’amministrazione Cuomo. Ma tale confronto non avvenne, procedendo in fretta e furia, a pochi giorni dalla consegna delle liste, alla scelta dei candidati della lista PD, delle alleanze e del candidato sindaco Antonio Pannullo. Oggi ci ritroviamo nuovamente nelle stesse condizioni. Probabilmente le cause di questa fine anticipata dell’amministrazione Pannullo devono essere ricercate anche dal mancato confronto del 2016. Eppure si fa finta di niente, si lascia senza risposta chi ha chiesto un confronto e un giudizio. “La storia è un continuo sprofondare nel fango se si commettono sempre gli stessi errori” lessi nel libro “I Vicerè” di De Roberto ai tempi in cui ero alunno delle scuole superiori. Perché ripetere gli stessi errori? Perché andare avanti a capo chino mostrando all’esterno una falsa immagine di partito e di idee solo per darle in pasto ai giornalisti? Come possiamo mostrarci o chiedere ai cittadini ancora di credere nel progetto del Partito Democratico? I cittadini stabiesi sono esausti. Si sfogano, dicono quello che pensano, e lo dicono con parole semplici, non in politichese, come diversi di noi amano fare. Ogni giorno sono sempre di più gli stabiesi che lamentano disservizi e mancanze varie, e si sfogano con chi da loro un minimo di visibilità, con chi non ha timore di rendere pubbliche le lamentele. Non basta più una falsa immagine per tentare di ammorbidirli. Servono idee e proposte vere, concrete. Serve analisi, confronto e giudizio, serio e concreto. Le ultime elezioni politiche del 4 marzo hanno affermato chiaramente, senza scampo, questo concetto. I cittadini sono stufi e stanchi della situazione e di questa lotta intestina senza senso, non credono più nel PD cittadino e nazionale. Se a Castellammare la percentuale di preferenze è stata molto bassa rispetto alla media nazionale qualcosa vorrà dire. Basta vedere la nostra città per avere le risposte. Strade piene di buche, sosta selvaggia, baby gang e tasse alle stelle. Eppure si è usciti dal dissesto. Tutte problematiche che non fanno altro che allontanare i nostri elettori e simpatizzanti, oltre ai semplici cittadini ormai preda dell’onda del populismo. E questo per parlare solo della quotidianità, non voglio tediarvi con gli altri problemi e temi che interessano la nostra città, ce ne sono tanti e per tutte le salse: urbanistica, dissesto idrogeologico e crisi lavoro, termalismo, cantieristica navale e porto, commercio. Cosa si fa per porre un freno a questa deriva discendente? Quali soluzioni serie e concrete sono state adottate, se non un incontro per altro banalizzato anche dalla stampa? Non serve il vestito da cerimonia per darci una ripulita, non basta nascondere l’immondizia sotto al tappeto o riprendere dal cassetto vecchi slogan e programmi. Serviva dialogare con tutti, serviva un confronto serio. Non appuntamenti da vetrina da dare in pasto agli organi di stampa. Tutto questo non mi appartiene. Ho sempre pensato che il dialogo, anche se aspro, è sempre fruttuoso perché punto di partenza o ripartenza per qualsiasi progetto futuro che si voglia costituire. Ed è per questo che a malincuore che per la prima volta in vita mia mi vergogno del mio partito, di quel partito in cui ho sempre creduto e in cui da tantissimi anni ho condiviso un percorso con tanti di voi, combattendo tante battaglie, spesso perdendole. Ma almeno non ho mai svenduto la mia dignità. Il maggior momento di partecipazione democratica del nostro Partito sono le primarie! Nel giugno 2013, con la guida ferma dell’allora segretario cittadino PD poi candidato a sindaco Nicola Cuomo, si riuscì a vincere le elezioni comunali. Si vinse perché si prepararono in tempo le regole per le primarie che si svolsero con entusiasmo ed un sano coinvolgimento della città; si discussero i problemi e le alleanze elettorali; si incontrarono e ascoltarono tantissimi cittadini per la predisposizione del programma elettorale: FU UN BEL MOMENTO DI DEMOCRAZIA CIVICA. Le primarie furono un successo di popolo con oltre 6.000 elettori e si svolsero nella più assoluta correttezza e trasparenza consentendo al PD e al suo candidato Nicola Cuomo di affrontare con autorevolezza tutte le consultazioni preliminari e necessarie per la formazione delle liste e la stesura del programma di governo. Ed è per questo che chiedo, umilmente, di avvalersi dello strumento delle primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra! La Segreteria cittadina non ha avuto il coraggio di esprimere un giudizio sull’amministrazione Pannullo, almeno non neghi a militanti e cittadini che simpatizzano per il PD le primarie per la scelta del candidato sindaco! Le primarie rappresentano l’ultimo scoglio per non perdere definitivamente la faccia e l’ultimo barlume di consensi! Fiducioso della coscienza critica di tutti, propongo, avendo come obiettivo prioritario il miglioramento della condizione umana ed il progresso culturale e civico delle nostre comunità, di guardare avanti “con coraggio e controcorrente” e aprire realmente le stanze di corso Vittorio Emanuele a tutti, all’intera città, con lo strumento delle primarie, momento fondamentale per la partecipazione democratica. Chiedo ancora scusa se oggi vi ho ammorbato con questa mia riflessione
ma c’era davvero bisogno di esprimerli certi concetti. Perché lasciare le domande senza risposta, anche se queste derivano da chi ha visioni diverse o distorte o altro, di certo non è un bel biglietto di visita da mostrare alla città se si vuole dare un’immagine diversa e pulita o di nuovo che si affaccia. Il tempo però ormai è tardo e i cittadini stabiesi non abboccano più alle false immagini, al vecchio che si prefigge giovane riprendendo vecchi copioni o slogan pur di affermarsi, alle false promesse! CASTELLAMMARE HA BISOGNO DI VERE PROPOSTE E IDEE, AVANTI CON LE PRIMARIE!”
Con affetto e stima
Ivan Guida

Sant’Antonio Abate. Camion danneggia palazzina: nessun ferito

Sant’Antonio Abate. Un forte boato ha scosso i residenti di Via Santa Maria la Carità, stradina che collega a via Roma, strada principale di Sant’Antonio Abate. Poco dopo le 14 infatti un camion portacontainer ha imboccato la stradina contromano andando ad urtare una vecchia costruzione danneggiandola. Sul posto sono immediatamente giunti i Carabinieri, la Polizia Municipale ed i Vigili del Fuoco che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area. E’ stato necessario anche l’intervento dei tecnici della Napoletanagas allertati dai vigili del fuoco per bloccare una eventuale fuga di gas. Constatati i problemi di staticità fisica del rudere si è provveduto ad abbattere la struttura. Infatti dopo qualche ora è arrivata sul posto un’ escavatore che sta procedendo alla demolizione. Viabilità bloccata su quella strada. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.
Fiore Gargiulo

Napoli, confermato il carcere per zio e nipote che avevano accoltellato i due fratelli

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno arrestato i napoletani Giovanni Russo, di 52 anni, ed il nipote Massimo Russo, di 37 anni, responsabili in concorso di tentato omicidio aggravato.Fermati entrambi per gravi indizi di colpevolezza la sera stessa dagli agenti dell’u.p.g. in esito a celerissime e incisive indagini, stamane nell’udienza di convalida il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha emesso nei loro confronti ordinanza di custodia cautelare in carcere.Il pomeriggio del 26 marzo scorso, su nota della Sala Operativa, i poliziotti delle volanti intervenivano in via Miroballo, dove poco prima dinanzi ad un centro estetico due fratelli,Giovanni e Carmine Saltalamacchia, rispettivamente di 23 e 24 anni, erano state accoltellati e trasportati in ospedale. Mentre una pattuglia dei Nibbio raccoglieva elementi utili ad identificare gli autori del violento gesto, una volante raggiungeva l’ospedale del centro cittadino dove venivano ricoverati i due fratelli per avere riportato ferite da taglio di coltello. Entrambi, gravemente feriti, venivano sottoposti ad intervento chirurgico, ed uno di essi restava in prognosi riservata per avere riportato una netta ferita al torace.Le tempestive e certosine indagini dei poliziotti hanno consentito, anche grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Sia Gennaro che Massimo Russo erano armati di coltello e senza esitazione alcuna colpivano i due fratelli per motivi apparentemente legati a pregressi contrasti. Uno dei due fratelli aveva una relazione amorosa con la titolare del centro estetico  dove era avvenuta l’aggressione. La ragazza è la figlia di Giovanni Russo. La relazione tra i due era finita da alcuni mesi e la giovane donna si era poi fidanzata conil cugino, Massimo Russo, che era con lei quando sono arrivati i due. Prima ci sono state offese e poi si e’ scatenata una rissa tra Russo e i due fratelli. A quel punto e’ sopraggiunto lo zio del giovane, nonche’ padre della ragazza, Gennaro Russo. Entrambi armati di coltelli colpirono i due fratelli.

Pozzuoli, rissa in consiglio comunale per la delibera sugli sfollati

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Proteste e rissa durante il Consiglio comunale di Pozzuoli dopo l’approvazione di una delibera che stanzia 250mila euro a favore di 43 famiglie di sfollati “per amianto” le quali, invece, chiedevano un alloggio definitivo. Le famiglie, dal 1984, abitano nelle vecchie casette del post bradisismo, ormai insicure; la somma stanziata dal Comune avrebbe consentito loro di ottenere solo una sistemazione temporanea. Durante la colluttazione, contenuta a fatica dalle forze dell’ordine, due agenti sono stati trascinati a terra. Il provvedimento – passato con solo 14 voti, con la maggioranza del sindaco Figliolia sostenuta da due componenti l’opposizione – e’ stato duramente contestato anche prima dell’approvazione. Un gruppo di donne, infatti, ha invaso l’emiciclo che ospita consiglieri e assessori, determinando la sospensione del dibattito. Grazie all’intervento delle forze di polizia il confronto e’ poi ripreso e dopo circa un’ora si e’ giunti all’approvazione che ha innescato la reazione di una trentina di persone, tutte contrarie alla soluzione prospettata dal provvedimento. Alle votazioni sono risultati assenti otto consiglieri della coalizione di maggioranza di centrosinistra. M5S e una lista di sinistra sono usciti dall’aula al momento del voto. Le proteste sono continuate anche dopo la chiusura dei lavori.

Giugliano, reintegrato il comandante dei vigili, il Pd: ‘Ennesima sconfitta dell’amministrazione’

Giugliano.“La sentenza del Tar sul reintegro della Comandante della Polizia Municipale Maria Rosaria Petrillo dimostra ancora una volta l’arroganza dell’Amministrazione comunale, l’incapacità gestionale e il rispetto delle più elementari norme”. Questo il commento del gruppo consiliare del Partito Democratico sulla decisione dei giudici Amministrativi, secondo cui il corpo di Polizia Municipale non è aggregabile ad un’area amministrativa e pertanto la Petrillo non poteva essere destinata ad altro incarico. Il Tribunale amministrativo ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione la delibera dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Poziello dello scorso 29 dicembre, avente ad oggetto “modifica dell’assetto organizzativo dell’Ente”, nella parte in cui disponeva l’accorpamento del Settore Polizia Municipale al Settore Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Giugliano in Campania. “Dopo quello sull’ecovillaggio rom quest’Amministrazione perde un altro ricorso” – dichiarano Nicola Pirozzi, Adriano Castaldo, Mena Sabatino e Diego d’Alterio. “Avevamo sollevato notevoli dubbi all’epoca della rimozione del Comandante della polizia municipale locale ed i fatti ci hanno dato ragione. Anche in questo caso ci si accanisce e ci si arrocca sulle proprie posizioni, si spendono fior di quattrini per gli avvocati e puntualmente si esce sconfitti. Forse sarebbe il caso di “studiare” prima le “carte”, anziché buttarsi in battaglie legali dall’esito, talvolta, scontato”.

Napoli, rafforzata la sicurezza a Pasqua su obiettivi sensibili

Napoli. Saranno rafforzate le misure di prevenzione generale e di controllo del territorio nella città e nell’area metropolitana di Napoli in occasione delle festività pasquali, del 25 aprile e del 1° maggio. Le misure sono state varate al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduta oggi dal prefetto di Napoli Carmela Pagano. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti del Comune di Napoli e responsabili delle forze dell’ordine. Le misure prevedono un’intensificazione dei servizi di vigilanza a tutela degli obiettivi sensibili, cioè porti, aeroporto, stazioni ferroviarie, luoghi di culto, patrimonio artistico e culturale, con particolare attenzione alle zone di forte richiamo turistico.

Bellizzi: trovate in possesso di 30 chili di hashish. Arrestate dai carabinieri 3 persone

Nel tardo pomeriggio di ieri, a Bellizzi, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno tratto in arresto, nella flagranza di concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti,
Enrico Principato, 32enne di Bellizzi, commerciante;
A.A., 37enne di Boscoreale con precedenti specifici,
la 24enne M.C., di Pontecagnano Faiano, con pregiudizi di polizia sempre per stupefacenti.
I militari dell’Arma, insospettiti dalla presenza di alcune autovetture che uscivano dai garage di via Niccolò Machiavelli di Bellizzi, hanno bloccato il 32enne, a piedi, e le altre due persone, a bordo di una Renault Clio, mentre si allontanavano dal box risultato essere di proprietà del giovane di Bellizzi.
Nel corso della perquisizione effettuata all’interno del locale, i Carabinieri diretti dal Maggiore Erich Fasolino hanno rinvenuto tre pacchi, sigillati con nastro da imballaggio, risultati contenere 300 panetti di hashish, per un peso complessivo di 30 chili.
L’analoga attività estesa, in serata, ad un’abitazione rientrante nella disponibilità del Principato, situata a Sant’Angelo a Fasanella, ha consentito di recuperare un fucile Franchi 500 calibro 12, con matricola abrasa e completo di 43 cartucce, nascosto nel sottotetto ed allo stesso attribuibile. Per la detenzione illegale e per la ricettazione, il 32enne sarà chiamato a risponderne davanti la Procura della Repubblica di Salerno.
Espletate le formalità di rito, i tre arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Fuorni.
Lo stupefacente, una volta immesso sul mercato, avrebbe comportato un guadagno non inferiore a 150 mila €uro.

Napoli, si prepara ad ospitare il concerto live di Natale Galletta

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Napoli si prepara ad ospitare il grande evento live dell’artista Natale Galletta che si terra il 27 aprile al teatro Palapartenope. La prevendita dei biglietti è già partita attraverso il circuito abituale Go2, posti a sedere numerati e prenotazioni on line e anche la consegna a domicilio. Tre ore di spettacolo e musica con un carrellata di successi a partire dai suoi primi brani fino a quelli dell’ultimo album. L’organizzazione della serata è curata da Maurizio Palumbo, sponsor ufficiale dottor Gimmelli proprietario del marchio “Caffe del professore”. Natale Galletta si esibirà in alcuni brani con il figlio Giovanni. Il cantautore di origini siciliane ma napoletano di adozione da 30 anni calca le scene della musica napoletana, e non solo, con le sue canzoni d’amore che hanno fatto innamorare generazioni di giovani.

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