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Napoli, falso allarme bomba alla Metro dei Colli Aminei

 

Napoli. Ancora un allarme bomba stamattina sulla Linea 1 della Metro per un pacco sospetto lasciato alla stazione Colli Aminei. Circolazione sospesa solo per alcuni minuti. Infatti gli artificieri hanno riscontrato che la busta incustodita conteneva solo un modello di macchina telecomandata. E’ il secondo allarme a distanza di poche ore da quello di ieri sera alla fermata Università. La tensione è forte a Napoli ma anche l’attenzione degli stessi cittadini che subito segnalano la presenza di cose sospette alle forze dell’ordine. Dopo gli arresti di ieri della cellula jhiadista a Napoli c’è forte preoccupazione e timore di attentati durante le festività pasquali.

Castellammare, investe il vigile che voleva multarlo e scappa: ricercato

Castellammare. Investe un vigile che lo voleva multare e scappa. Ora è ricercato. E’ accaduto stamane di buon’ora al centralissimo corso Vittorio Emanuele. Un giovane è arrivato poco dopo le 8,30 in sella a uno scooter. ha parcheggiato sulle strisce pedonali ed è entrato nella filiale del banco di napoli. all’uscita però ha trovato la sgradita ‘sorpresa’ dei vigili che di buon matti o erano in giro per la città e lo stavano multando. Ha cominciato a minacciarli. Poi è salito sullo scooter e mentre il vigile cercava di fermarlo, lui ha accelerato e lo ha investito. Ha fatto pochi metri e si è reso conto della gravità del gesto, ha abbandonato il motorino ed è scappato a piedi. Ora è attivamente ricercato mentre il vigile è stato trasportato in ospedale per le cure del caso. Anche se ha riportato ferite non gravi.

 Ciro Serrapica

Camorra, mitra e droga recuperati su un tetto a San Giovanni

Napoli. Un’arma da guerra e droga sul terrazzo di un edificio a Napoli. Le hanno ritrovate i Carabinieri, nel corso di servizi per contrastare la criminalita’ organizzata nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. I militari hanno perquisito un edificio di edilizia popolare in via della Repubbliche Marinare, scoprendo che in una scaffalatura sulle scale, all’ultimo piano, c’era una busta di plastica contenente una pistola mitragliatrice Uzi calibro 9 parabellum, con 2 caricatori e munizioni da guerra, e circa 2,5 chilogrammi di hashish in panetti. I Carabinieri hanno segnalato alla prefettura per detenzione di stupefacente per uso personale un 18enne della zona, gia’ noto agli inquirenti, che nel corso di una perquisizione nel suo appartamento e’ stato trovato in possesso di 5 grammi di marijuana che gli sono stati sequestrati. L’arma e’ stata inviata al Racis di Roma per verificare il suo eventuale utilizzo.

Terrorismo, il procuratore nazionale de Raho: ‘Attenti agli immigrati di seconda generazione’

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Nessun allarme terrorismo particolare nelle festivita’ di Pasqua “perche’ l’attivita’ dei servizi e della polizia giudiziaria e’ costante, cosi’ come quella della magistratura. Basti vedere le inchieste delle ultime ore”. Ne e’ convinto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho. In un’intervista al ‘Mattino’ di Napoli, il procuratore torna sulle preoccupazioni espresse ieri dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, che ha parlato di altissimo allarme e di rischio proveniente soprattutto da parte di ‘cani sciolti’ e ‘foreign fighters’. “Senza nulla voler togliere all’allerta lanciato dal ministro, non credo vi sia davvero altissimo rischio”, spiega de Raho. “Le operazioni di Roma, Torino, Bari confermano la nostra attenzione preventiva verso qualsiasi segnale su possibili soggetti pericoloso – continua -. La Rete offre strumenti di proselitismo, addestramento,collegamento, radicalizzazione inimmaginabili in passato. Il controllo della Rete e’ fondamentale e continuo”. Sul tema dei ‘foreign fighters’, i combattenti dell’Isis che tornano nei Paesi d’origine per compere attentati, Cafiero de Raho sottolinea che in Italia “quelli in rientro non dovrebbero essere piu’ di una cinquantina” perche’ il “nostro Paese viene considerato un territorio di passaggio, dopo la fine dello Stato Daesh. Vanno tenuti d’occhio gli immigrati di seconda generazione – avverte – che soffrono condizioni sociali di emarginazione e offrono il principale terreno di cultura alla radicalizzazione del terrorismo”. Per il procuratore, dunque, in Italia “esiste un generale rischio terroristico effettivo, ma non un allarme di maggiore preoccupazione rispetto al passato. La rete di prevenzione e’ sempre attiva”.

Arzano, nasce il gruppo misto: è scontro nella maggioranza

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Arzano .Nasce il gruppo misto, è scontro nella maggioranza. Dema : “Non sempre il nuovo riesce a scuotersi di dosso le vecchie e fallimentari, per la città, logiche di condizionamento”. Trema il palazzo e i tanti supporter al solo pensiero che sia già arrivata al capolinea l’esperienza Esposito e della “rivoluzione gentile”, tanto da far pensare ad un possibile rimpasto in giunta prima dell’estate e placare i mal di pancia dei dissidenti che hanno anche diramato un comunicato in cui hanno ribadito a chiari lettere che “non c’è spazio per rancori personali, ma operare nella direzione del bene comune, che passa necessarie mante attraverso il peso e la responsabilità del corretto operato di chi ricopre ruoli istituzionali e super partes rispetto alle diverse posizioni politiche”. Chiaro il riferimento al presidente del consiglio, Luca Basile da molti ritenuto poco istituzionale nel ruolo di presidente del consiglio. Primi scossoni, dunque, nella maggioranza a seguito della nascita e l’allontanamento dal gruppo dei dema dei consiglieri Mario Russiello, Nicola Falzarano e Giuseppe Rocco che hanno inglobato al neonato gruppo, anche Rosario Errichiello della lista ABC ( già estromesso da ogni incarico di sottogoverno dalla stessa maggioranza) e ritenuto vicino alle posizioni di un tecnico con un passato in politica. Un brutto colpo per la maggioranza e ad uscire con le “ossa in frantumi”, proprio il partito di demA (partito ideatore e fautore dell’elezione della sindaca Fiorella Esposito) che alcune avvisaglie le aveva già avute alle scorse politiche con il suo candidato di bandiera Elpidio Capasso (consigliere comunale di Napoli) con la lista LeU, che ha raggranellato pochi consensi certificando di fatto che neanche quelli del suo partito lo hanno votato. Una posizione che molto probabilmente avrà sia ripercussioni sull’assetto della maggioranza che sulla tenuta e sulla composizione della stessa giunta che potrebbe ora essere messa in discussione. Intanto, salgono le quotazioni politiche per l’ingesso in giunta di Maria Argenzo e un professionista legato al mondo della sanità. Ovviamente solo ipotesi.

Salvatore Amarante

Terrorismo: arrestato un giovane magrebino: invocava il ‘martirio’

 

Evocava il martirio – termine che nell’estremismo islamista indica l’autoimmolazione dei terroristi kamikaze – il marocchino Ilyass Hadouz, 19 anni, arrestato all’alba di oggi dai carabinieri a Fossano, nei pressi di Cuneo, su disposizione della Procura di Roma. E’ accusato di istigazione a delinquere aggravata dalle finalita’ del Terrorismo e partecipazione ad associazione con finalita’ di Terrorismo internazionale. Dalle indagini del Ros dei carabinieri e’ emerso che il giovane attraverso i suoi account social su Facebook, Instagram e Twitter faceva propaganda jihadista e inneggiava al martirio, alla ricompensa che Dio concedera’ alla comunita’ dei musulmani impegnati nel jihad, alla punizione dei miscredenti, esaltando le gesta, il valore ed il coraggio dei combattenti in nome di Allah. Tra le frasi piu’ significative censite su alcuni dei suoi canali Facebook, i riferimenti alla morte nella concezione dello ‘shahid’ (martire), per il quale “e’ deprimente morire di vecchiaia”, ma anche il destino di chi non crede nella parola di Allah, “ai miscredenti saranno destinati giorni neri che faranno imbiancare i capelli ai bambini”. E ancora, una considerazione sui miscredenti impegnati a “toglierci la luce senza sapere che siamo l’oscurità”.  Secondo gli investigatori il giovane marocchino, attraverso i suoi numerosi account social (facebook, instagram, twitter) avrebbe portato avanti una “intensa propaganda jihadista” inneggiante al martirio, alla ricompensa che Dio concedera’ ai musulmani impegnati nel jihad, esaltando le gesta, il valore ed il coraggio dei “combattenti in nome di Allah”, di cui sarebbe stato pronto ad emulare le gesta. Hadouzd si sarebbe radicalizzato in casa, attraverso video e frequentando chat integraliste.

Nascondevano 12 pistole e munizioni in auto, due arresti

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I Carabinieri della Compagnia di Tarvisio in provincia di Udine hanno arrestato due persone trovate in possesso di 12 pistole e relative munizioni. Le armi erano nascoste nel doppiofondo di un’auto e sono state, ovviamente, poste sotto sequestro. I dettagli dell’operazione saranno resi noti dal Comandante della compagnia di Tarvisio, capitano Robert Irlandese, nel corso di una conferenza stampa che si terra’ oggi alle 11.30 al Comando provinciale dei Carabinieri di Viale Trieste.

Camorra, 77 anni di carcere al clan dei ‘Capelloni’ di Forcella

Confermati dalla Corte di Appello di Napoli i 77 anni di carcere nei confronti di sette esponenti di spicco del clan dei “Capelloni” di via Oronzo Costa a Forcella protagonisti della stagione di sangue contro la “Paranza dei bimbi” e culminata con l’omicidio del baby boss Emanuele Sibillo. L’accusa per tutti è di associazione di tipo mafioso nel processo bis nato dallo stralcio dell’omicidio di salvatore D’Alpino detto o’ brillante, uomo dei Sibillo ucciso il 30 luglio 2015  all’esterno di una pizzeria di piazza Mancini a Forcella. Per quell’omicidio in 4 avevano rimediato l’ergastolo ovvero Antonio Amoroso, (condannato al massimo della pena anche perché autore dell’omicidio del capo della Paranza, Emanuele Sibillo) al boss Gennaro Buonerba, a Luigi Criscuolo e a Salvatore Manzio. Trent’anni di reclusione, invece, per Assunta Buonerba e Luigi Scafaro. Da quel processo è nato l’appello solo per i sette che rispondevano di associazione. Pene confermate per tutti i componenti del gruppo  “del vicolo della morte” per come era stato ribattezzata la strada di Forcella dove abitava la famiglia Buonerba e dove si consumò l’omicidio Sibillo e una serie di stese. Nel raid contro D’Alpino rimase ferita anche un’altra persona, Sebastiano Caldarelli, 37 anni. Il raid venne ripreso dalle telecamere di un sistema di videosorveglianza. Era stata Assunta Buonerba ad invitare i suoi a compiere in fretta l’agguato. Una cimice piazzata nella sua abitazione incastrò lei e tutto il resto del clan. Le intercettazioni hanno consentito alla Dda napoletana di arrivare alle condanne.

Ecco alcuni passi delle intercettazioni ambientali che portarono al blitz e che fanno parte delle fonti di accusa contro i “Capelloni”.

Dice Assunta Buonerba, sorella del boss: “Totore ‘o brillante si deve sparare. Si deve levare di mezzo”. Ed Emilia Sibillo, moglie del capoclan in carcere Giuseppe Buonerba: “Si deve andare a colpo sicuro: Bum”. Poi arriva l’occasione giusta. A parlare è Emilia Sibillo (omonima del clan rivale), moglie del capoclan in carcere Giuseppe Buonerba: “Questa occasione ce la manda il Padreterno, guagliù…”, dice non appena ricevuta la soffiata sulla presenza di D’Alpino in una pizzeria: “Non cominciate a fare bordello, avete sentito? Ci sta una capa lucida lucida, lì in quella pizzeria, una capa ‘brillante’… fate una cosa veloce, ià”, dice riferita ad Antonio Amoroso, killer di D’Alpino. Amoroso il 30 luglio scorso fu immortalato da una telecamera di sorveglianza mentre fa irruzione in una pizzeria di piazza Mancini, a Napoli, sparando tra la folla e facendo un morto (D’Alpino) e un ferito, Sabatino Caldarelli. La notizia arriva presto in via Oronzo Costa. Qualcuno ha il dubbio che sia stato ucciso l’omonimo e cugino di D’Alpino, soprannominato ‘o celeste , perché era anche lui in piazza Mancini e, come il parente, indossava una maglietta rosa. Commentano: “Quello ha fatto così e quello bum… credimi… lo ha acchiappato in faccia…”. “Ma mo’ se sta tutto a posto chi è è, che ce ne fotte… è la stessa cosa, levato pure da mezzo questo non fa niente, va bene, è il cugino, appartiene a lui”. Un morto vale l’altro, mentre il reggente Gennaro Buonerba pensa al suo killer Amoruso: “Ho capito mo’ che succede… il questore a due passi, hai capito, se mo’ sono scese trecento guardie ne scendono tremila (si riferisce alla presenza di una personalità nella zona di Forcella contestualmente alle fasi dell’omicidio) “. E alludendo al killer: “Questo mo’ domani, dopodomani, piglia trent’anni di carcere”.Amoruso, cui è facile risalire perché ha sparato con la mano sinistra in quanto mancino, viene anche rimproverato. “Il cazzo dei guai tuoi sono i tatuaggi”, che lo rendono ancor più identificabile. Poi però il boss decide di fargli un regalo: “Ho pigliato la bomba, ti ho fatto un regalo per quello che è successo. Così la butti tu… la butto io…è la stessa mano. Siamo una cosa”. Una bomba in regalo per avere ucciso. Clan violento e disposto a tutto, che parla anche della morte di Luigi Galletta, l’innocente meccanico incensurato prima picchiato brutalmente e poi ammazzato perché “colpevole” di essere il cugino di un sicario dei Buonerba. Scrivono i pm: “Terrore e guerriglia urbana hanno sconvolto la città. Molte le vittime, tra l’altro anche innocenti incensurati come Luigi Galletta”. Spiega Buonerba a un affiliato: “Lo sai il problema nostro dove sta? Quando il cane è stato mozzicato sente dolore… quello è stato mozzicato… ha avuto le botte, mo’ in corpo sai che tiene? Tiene ‘o fracido… A noi ci vuole vedere uccisi, sbranati. Allora tu lo devi stutare il più presto possibile…”.

TUTTE LE CONDANNE

BUONERBA GIUSEPPE 15 ANNI

SIBILLO EMILIA 9 ANNI

MANNA ANDREA 10 ANNI

SEQUINO SALVATORE 15 ANNI

RUBINO VINCENZO 15 ANNI E 9 MESI

TRONCONE RAFFAELE 4 ANNIE 5 MESI

BUONERBA MARIA 7 ANNI E 9 MESI

(nella foto da sinistra Maria Buonerba, Emilia Sibillo, Salvatore Sequino, Andrea Manna)

Truffe agli anziani: sgominata la banda della finta postina

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Una finta postina fermava gli anziani nell’androne di casa e, con la scusa di un pacco da ritirare, strappava la borsa con la pensione o i soldi appena prelevati. Sono le truffe messe a segno da una banda a Torino, sgominata dai carabinieri del comando provinciale. Tre le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite questa mattina nei confronti di altrettanti sinti, accusati di essere responsabili lo scorso autunno di sette truffe. Il gruppo si appostava vicino a banche e uffici postali, dove agganciava le vittime, sempre persone anziane, una delle quali costretta all?uso di una stampella, e le seguiva fino a casa. Prima di passare all’azione annotavano tutto sulle abitudini delle vittime: indirizzi, nomi e persino l’handicap. Ulteriori particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, alle ore 11, presso il comando provinciale dei carabinieri di Torino.

Pasqua, tempo di ‘casatiello’: l’antica ricetta della nonna

Diffuso quanto la pastiera, il casatiello è un altro piatto tipico della cucina napoletana che si usa preparare solitamente nel periodo pasquale. E’ una torta salata, risalente probabilmente al Seicento, a base di formaggio. Infatti il suo nome pare derivi da una modulazione della Lingua napoletana che ha trasformato la parola “cacio” (formaggio) in “cas” e da qui casatiello.
E’ un alimento completo che ha una base di pasta di pane a cui vengono aggiunti ciccioli, strutto e formaggio. Tradizionalmente l’impasto viene modellato a forma di ciambella per poi essere riposto in uno stampo per la lievitazione lunga almeno dodici ore.
A differenza del tortano, il casatiello è tipico della Pasqua: le strisce di pane sopra le uova adagiate nell’impasto simboleggiano la croce su cui è morto Gesù e la forma anulare invece evoca la ciclicità della risurrezione. Le uova, ingabbiate dalle strisce di pane a forma di croce, sono intere e sii cuociono in forno insieme all’impasto.
Di questo alimento partenopeo, esiste anche una versione dolce, composta sempre da uova e strutto ma con l’aggiunta di zucchero e glassa su cui vengono sparsi i cosiddetti “diavulilli”, nient’altro che piccoli confetti colorati.

Una doppietta di Rodriguez stende la Salerntitana

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Alla fine la decide Rodriguez dalla panchina, con la sua prima doppietta in maglia azzurra. Due gol nei minuti finali, uno praticamente a tempo scaduto, che regalano altri tre punti all’Empoli in una giornata decisiva per i movimenti nel vertice della classifica. Primo tempo, partita è molto aperta e tutte e due le squadre provano a farsi male a vicenda, senza riuscire a mantenere per larghi tratti il predominio territoriale. La migliore occasione arriva però al termine della prima frazione, quando Caputo a botta sicura dopo una respinta di Radunovic colpisce il palo. L’Empoli sembra stanco e nella ripresa subisce l’iniziativa della Salernitana. Andreazzoli opta così per i cambi e inserisce Rodriguez al posto di Donnarumma. Il suo ingresso determina l’esito del match. Il gol arriva al 32esimo del secondo tempo con un gran colpo di testa dello spagnolo, su assist di Pasqual. Andreazzoli inserisce anche Brighi e Polvani per difendere il risultato, ma nel finale gli azzurri trovano addirittura il raddoppio. Caputo lanciato in contropiede serve Rodriguez che tutto solo non può sbagliare: Radunovic battuto e prima doppietta in azzurro per lo spagnolo.

EMPOLI-SALERNITANA 2-0 Marcatori: 32′ st. Rodriguez, 45+4′ st. Rodriguez

EMPOLI (4-3-1-2): Gabriel; Di Lorenzo, Maietta, Luperto, Pasqual; Bennacer, Castagnetti, Lollo (27′ st. Brighi), Zajc (44′ st. Polvani); Donnarumma (24′ st. Rodriguez), Caputo A disp. Terracciano, Giacomel, Canestrelli, Imperiale, Traore All. Andreazzoli
SALERNITANA (4-3-3): Radunovic; Casasola, Schiavi, Monaco, Vitale (29′ st. Popescu); Odjer, Ricci, Minala; Kiyine, Bocalon (6′ st. Palombi), Sprocati (34′ st. Rossi) A disp. Iliadis, Russo, Mantovani, Asmah, Signorelli, Della Rocca, Rosina, Di Roberto All. Colantuono
Arbitro: Signor Minelli di Varese

Avellino-Parma 1-2: biancoverdi sempre più giù

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L’Avellino perde anche col Parma e sprofonda in zona retrocessione. Lupi colpiti due volte a freddo, prima dal gol di Gagliolo e poi da quello Barillà per un match in salita ripida sin dai primi minuti. Tutto compromesso o quasi, almeno fino a quando Asencio ha avuto l’abilità e la freddezza di farsi trovare pronto sulla linea di porta per il tap-in dell’1-2. Ma è stata solo illusione. Pasqua amarissima per l’Avellino e nubi sul futuro di Novellino. A Pasquetta arriva il Bari, forse l’ultima chance per il mister di Montemarano

Avellino-Parma 1-2

Marcatori: 4′ pt Gagliolo, 8′ pt Barillà, 33′ pt Asencio.

Avellino (4-4-1-1): Lezzerini; Pecorini (37′ st Laverone), Kresic, Ngawa, Rizzato; Molina (11′ st Morosini), De Risio (22′ st Cabezas), Di Tacchio, D’Angelo; Asencio; Castaldo.

A disp.: Casadei, Marchizza, Moretti, Migliorini, Vajushi, Ardemagni, Falasco, Morero, Wilmots. All.: Novellino.

Parma (4-3-3): Frattali; Mazzocchi, Iacoponi, Di Cesare, Gagliolo; Dezi, Munari (34′ st Scavone), Barillà; Insigne, Calaiò (41′ st Ceravolo), Baraye (29′ st Di Gaudio).

A disp.: Nardi, Dini, Vacca, Lucarelli, Frediani, Anastasio, Gazzola, Siligardi, Sierralta. All.: D’Aversa.

Arbitro: Martinelli di Roma 2. Assistenti: Cangiano di Napoli e Mastrodonato di Molfetta. Quarto uomo: Garofalo di Torre del Greco.

Note: espulsi al 49′ pt Novellino e D’Aversa; ammoniti 15′ pt Kresic, 42′ pt Dezi, 6′ st Di Tacchio per gioco scorretto, 16′ pt D’Angelo, 42′ st Insigne per comportamento non regolamentare; angoli 2-6; recuperi 4′ pt e 5′ st.

S

Camorra: annullato dalla Cassazione l’ergastolo al boss Guido Abbinante

Colpo di scena al processo relativo all’omicidio di Giovanni Moccia avvenuto a Calvizzano il 27 settembre del 2007. Come si ricorderà, il capoclan Abbinante Guido era stato condannato all’ ergastolo con sentenza emessa il 29.12.16 dalla Corte di assise di Appello di Napoli – III sezione -.  La Suprema Corte, quinta sezione penale, presieduta dalla dottoressa Maria Vessichelli e che vedeva come relatrice la dottoressa Francesca Morelli, ha ribaltato il verdetto di “ fine pena mai”.
Hanno fatto breccia i ricorsi proposti nell’interesse del boss Guido Abbinante da parte degli avvocati Dario Vannetiello e Romolo Vignola. A lungo il Procuratore Generale, dott. Salzano, ha cercato di convincere i giudici di legittimità a confermare la sentenza di condanna, ma senza successo. L’annullamento della sentenza è stato totale. Eppure le prove a carico erano rappresentate dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia : Piana, Cerrato, Pica, Prestieri Antonio e Maurizio, Ambra e Illiano. Si dovrà svolgere un nuovo giudizio innanzi ad altra sezione della Corte di assise di appello. Sentenza annullata anche per gli esecutori del delitto – Ciprio Paolo, Baldassarre Salvatore e Esposito Giovanni-, difesi dagli avvocati Vittorio Giaquinto, Claudio D’Avino e Michele Basile.

Nola, 80enne trovato morto con la casa a soqquadro: è giallo

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Nola. Trovato morto nel suo letto con la asa sottosopra. E’ giallo a Nola per la morte di un uomo di 80 anni, Francesco Sabatino, l’uomo trovato senza vita nel suo letto mentre in una delle stanze di casa qualcuno aveva messo tutto sottosopra. la scoperta è stata fatta da uno dei suoi figli, allertato da una vicina che da qualche giorno non vedeva Francesco. Sul corpo dell’uomo non sono stati trovati segni di violenza e questo escluderebbe l’ipotesi della rapina. Secondo i risultati dei primi rilievi l’uomo sarebbe morto da un paio di giorni. E’ mistero però sul fatto che la casa sia stata messa sottosopra da qualcuno che evidentemente cercava qualcosa tipo soldi o preziosi. Sarà comunque l’autopsia, disposta dal magistrato di turno alla Procura di Nola a chiarire le cause del decesso. sulla morte sospetta indaga la polizia.

Napoli, sorpresi con 4 chilogrammi di droga: due arresti a Poggioreale

 

Napoli. Gli agenti della polizia di Stato del Commissariato di “Poggioreale” e dell’ Ufficio Prevenzione Generale, hanno arrestato Gentile Ferdinando, di anni 45, con pregiudizi di polizia e Fiorito Leonardo, di anni 43, per il reato in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Inoltre Fiorito Leonardo è stato denunciato in stato di libertà anche per i reati di lesioni, minaccia aggravata, danneggiamento e possesso di arma da taglio.
A seguito di segnalazione giunta alla Sala Operativa, i poliziotti sono intervenuti in via Nuova Poggioreale dove all’interno di un parco hanno trovato un uomo, in evidente stato di esagitazione brandire un coltello tra le mani e minacciare alcuni condomini.
Fiorito Leonardo, precedentemente si era reso responsabile di minaccia nei confronti di un condomino, affacciato alla finestra, al quale aveva spruzzato dapprima del sangue con una siringa e successivamente aveva rotto il vetro della finestra; poco prima aveva anche danneggiato la vettura e minacciata la moglie di un altro condomino.
Disarmato e bloccato Fiorito Leonardo, anche grazie all’intervento di altre volanti giunte sol posto, i poliziotti hanno provveduto al controllo presso l’abitazione.
Appena entrati presso l’androne del palazzo, gli agenti hanno visto una persona tentare di scappare dall’abitazione di Fiorito.
I poliziotti hanno subito bloccato l’uomo, Gentile Ferdinando, con pregiudizi di polizia e sottoposto alla misura dell’obbligo di firma, il quale non sapeva come giustificare la permanenza all’interno dell’abitazione di Fiorito.
Da un controllo effettuato dagli agenti, nascosta all’interno di una camera dell’abitazione, è stata trovata una valigia, ben nascosta, contenente della droga tipo hashish, dal peso complessivo di 2987,58 grammi, marijuana dal peso complessivo di 967,49 grammi e due bilancini di precisione.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria Fiorito Leonardo e Gentile Ferdinando sono stati arrestati e condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale

Consip, rivelazioni sull’inchiesta: faccia a faccia per due ore tra il ministro Lotti e l’ad Luigi Marroni

Roma. Caso Consip e fuga di notizie: faccia a faccia tra il Ministro Luca Lotti e l’ex amministratore delegato della Centrale acquisti della pubblica amministrazione, Luigi Marroni, grande accusatore, nell’inchiesta. E’ durato due ore il confronto tra i due, fatto in una caserma dei carabinieri. Le ricostruzioni dei due sono state messe a confronto nel corso dell’atto istruttorio, disposto dalla Procura di Roma per chiarire la vicenda della fuga di notizie emersa a dicembre del 2016. Lotti venne iscritto sul registro degli indagati, per rivelazione del segreto istruttorio e favoreggiamento, il 21 dicembre del 2016, proprio il giorno dopo l’audizione, davanti ai pm di Napoli, John Woodcock e Celeste Carrano, nella quale Marroni ammise di aver saputo dal ministro dell’indagine in corso. Il fascicolo passò subito a Roma per competenza e il 27 dicembre Lotti si presentò a Piazzale Clodio per essere sentito dagli inquirenti, negando, come avrebbe fatto in seguito, ogni accusa.
Nel fascicolo legato alle informazioni giunte ai vertici Consip, che erano a conoscenza di intercettazioni e pedinamenti in corso, rispondono di rivelazione di segreto d’ufficio oltre al ministro Lotti, l’ex comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette e il generale di brigata dell’Arma Emanuele Saltalamacchia, ed è indagato per favoreggiamento il presidente di Publiacqua Firenze Filippo Vannoni.

Rubarono libri antichi dall’Abbazia di Montecassino: condanna bis per De Caro, ex consulente del Ministro Galan, e per Delsalle

Roma. Nuova condanna per Marino Massimo De Caro, ex consulente del Ministro per i beni culturali, Giancarlo Galan, e per il suo complice francese Stephane Delsalle. Un anno di reclusione, in continuazione con la precedente condanna a 7 anni per il furto dalla biblioteca dei Girolamini di Napoli, per De Caro, e di 4 anni per Delsalle. I giudici della terza corte d’appello di Roma, presieduta da Gustavo Barbalinardo, accogliendo la richiesta del Pg Simonetta Matone, hanno confermato le condanne inflitte in primo grado dal giudice monocratico di Cassino, a fine giugno del 2015. De Caro e Delsalle sono stati processati perchè ritenuti responsabili della vicenda dei libri antichi rubati all’Abbazia di Montecassino a metà del 2011. La vicenda contestata ai due partì proprio dai furti compiuti alla Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Nel luglio 2012 il bibliotecario della Biblioteca statale dell’Abbazia di Montecassino denunciò il furto di preziosissime opere (6 incunaboli, 3 cinquecentine, 1 volume del ‘600 e 2 fogli con xilografie da un incunabolo) nonchè la sostituzione con un falso di un prezioso volume di Galileo Galilei edito nel 1606. Fu lo stesso De Caro a iniziare una collaborazione con la giustizia, descrivendo i furti e chiarendo le complicità di cui si era giovato per sottrarre le opere, occultarle e custodirle in attesa di destinarle a librerie e case d’asta anche all’estero. Si accertò anche che l’uomo aveva agito abusando della sua funzione di consigliere del ministro per i beni culturali, e prospettando un finanziamento di 400mila euro per il completamento della catalogazione informatica dei volumi della biblioteca. In poco tempo si arrivò a un maxiprocesso a Napoli (quattordici imputati, anche per associazione per delinquere) conclusosi con tra l’altro la condanna di De Caro a 7 anni di carcere. I due imputati sono accusati di furto aggravato dall’utilizzazione del mezzo fraudolento, dal danno patrimoniale cagionato, dall’aver commesso il fatto contro un ministro del culto cattolico, e dall’aver abusato (De Caro) della sua funzione. Oggi, in appello, la conferma di quelle condanne.

Napoletani scomparsi in Messico: la telefonata misteriosa di Cimmino al cugino e il codice misterioso dei sequestratori

C’è stata una telefonata tra Francesco Russo e il cugino Enzo Cimmino, scomparso in Messico da 50 giorni insieme allo zio Raffaele Russo e al cugino Antonio, rimasta segreta fino ad oggi e il cui contenuto è stato riportato nella denuncia che lo stesso Francesco ha fatto alla polizia messicana prima di lasciare il il Sud America e tornare a Napoli. Di quella telefonata il cui contenuto non è stato rivelato da Francesco Russo, che insieme con la sua famiglia si sta battendo per avere notizie sorte sulla sorte dei congiunti, però ieri sera il programma “Chi l’ha Visto” ne ha spiegato il contenuto insieme ai misteriosi messaggi cifrati contenuti. In pratica mentre era già in mano ai sequestratori Vincenzo Cimmino riesce a far sentire per poco meno di un minuto le voci di alcune persone che parlano in sottofondo e che scandiscono alcuni numeri in sequenza. Prima il numero 15 e poi per tre volte la sequenza 34 11 76 60 06  seguito da “afferma afferma”. La stessa persona avrebbe poi ripetuto il messaggio 43 11 58 42 45 prima che la telefonata si interrompesse. Ma che che cosa significa quella sequenza? Francesco Russo ha spiegato alla tv di stato che per il momento non può rivelare il contenuto di quella telefonata per non compromettere le indagini in corso. Ma secondo un giornale messicano e secondo l’inviato di “Chi l’ha visto?” sarebbe un codice militare, il “ColgoMit“ utilizzato dalla polizia municipale per comunicare via radio. Un esperto militare ha confermato al giornalista Rai che si tratta di un codice militare utilizzato dalla polizia messicana. Ed ecco cosa significherebero quei numeri secondo l’esperto: il 15 significa negativo,  34 raccolta di dati, 11 sequestro di veicolo, 77 disturbo, 60 localizzazione e 06 persona pericolosa. Mentre la seconda sequenza: il 43 corrisponde a radio. 11 sequestro del veicolo, 58 furgone di carico come la Honda Crv che guidavano Vincenzo e il cugino Antonio, 42 equivale a dogana e quindi riferibile alla merce contraffatta che trasportavano i tre italiani, 45 ordine eseguito. E proprio questo ultimo numero che preoccupa la famiglia Russo. Perché ordine eseguito e per conto di chi? Cosa avevano fatto di tanto grave i tre napoletani per essere finiti nelle mani del sanguinario Cartel Jalisco Nueva Generation? Un clan che ama spettacolarizzare le sue esecuzioni modello “indios” attraverso i social postando le foto. Ma in questo caso non c’è stata alcuna foto ne alcun contatto. C’è solo una telefonata nervosa del capo del Cartel, quel Nemesio or Rubén Oseguera Cervantes detto El Mencho che chiama addirittura il capo della polizia di Guadaljara minacciando tutti di morte nel caso non ritirino i poliziotti che si sono messi sulle loro tracce per trovare i tre napoletani scomparsi. E’ una telefonata che non ha bisogno di alcun capito ma che fa capire, ove mai ve ne fosse ancora bisogno, del grado di corruzione della polizia messicane e della potenza delle bande di narcotrafficanti. Ecco il testo completo tradotto dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”.

El Mencho: Delta Uno?
Capo della polizia: si chi parla?
El Mencho: ascolta bene figlio di puttana. Sono Mencho, ascolta bene: fai calmare i tuoi uomini di merda, fai calmare i tuoi gli uomini e tutto il resto altrimenti ti spacco la faccia e tutto il resto anche i cani perchè abbiamo identificato 30 uomini e li faccio fuori anche quei cazzo di cani  se  non vi ritirate. Che mi dici?
Capo della polizia: No si preoccupi ci parlo subito
El Mencho: Li faccia ritirare, faccia ritirare tutti quei figli di puttana perché tutti si prendono i soldi
Capo della polizia: si è proprio quello che mi dicevano
El Mencho: falli ritirare o gli sparo altrimenti sari tu il primo a pagare per loro ‘Leone’
Capo della polizia: Nooo, no signore non si tratta di questo
El Mencho: sarà meglio perché quì i colpi partono come niente e lo sapete bene… non ci sono soldi…
Capo della polizia: Siii signore, lei mi conosce, sa che c’è rispetto
El Mencho: va bene, mi raccomando li faccia calmare tutti e dica loro che un ordine da parte mia
Capo della polizia: certo signore

Napoli, gang aggredì un tassista fuori alla discoteca per farsi accompagnare a casa: c’è anche un minore

Aggredirono senza motivo un tassista: la Polizia di Stato identifica l’intera banda composta anche da un minorenne
Un gruppo formato da 4 persone, tra cui un minorenne, aggredì un tassista, nella notte tra il 3 ed il 4 febbraio scorso e, dopo una capillare attività d’indagine, condotta dagli agenti del Commissariato di Polizia “Vicaria-Mercato”, sono stati tutti identificati.
Il GIP del Tribunale di Napoli, infatti, ha disposto nei confronti di E.R. di 20 anni, V.R. di 23 anni, la misura dell’Obbligo di dimora nel comune di Napoli, nonché dell’obbligo di presentazione alla P.G. mentre, nei confronti di G.E., pregiudicato di 30 anni, la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
I quattro, usciti da una discoteca in Via Coroglio, approfittando del traffico veicolare, salirono a bordo di un taxi in transito nella zona. Dopo aver minacciato il conducente di morte, l’obbligarono a farsi accompagnare nella zona delle “Case Nuove”. Durante il tragitto, senza alcun motivo, non esitarono nel colpirlo alla testa con calci e pugni, tanto da procurargli lesioni guaribili in 7 giorni. La dettagliata descrizione dei suoi aggressori alla Polizia di Stato, fornì spunti investigativi per l’identificazione del gruppo.Il più giovane del gruppo, un 17enne non immune da pregiudizi di polizia, tentò con violenza anche d’impossessarsi di un borsello della vittima e, in tale frangente, perse il suo telefono cellulare, consegnato agli agenti. Le indagini condotte dai poliziotti hanno consentito di delineare le responsabilità di ognuno dei componenti della banda, evidenziando nel 30enne colui che ha avuto un ruolo di maggior efferatezza nei confronti della vittima.

Parco Verde di Caivano, la polizia arresta il pusher della ‘calamita’. Aveva 10 dosi di cocaina

La Polizia di Stato arresta uno spacciatore al Parco Verde di Caivano: nascondeva cocaina in due astucci muniti di calamita attaccati ad una saracinesca.
Ancora un blitz della Polizia di Stato a Caivano contro il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nell’edilizia conosciuta come il “Parco Verde” in Via Circumvallazione Ovest. Gli agenti del Commissariato di Afragola, stamane, sono riusciti a sorprendere ed arrestare in flagranza Pasquale Caruso di 30 anni.
L’uomo è stato attentamente osservato dai poliziotti mentre effettuava il consueto scambio di droga-soldi. Nello specifico, gli agenti notavano che il 30enne, dopo esser stato avvicinato dall’acquirente, prelevava da un involucro agganciato con una calamita ad una saracinesca, la dose di droga richiesta. I poliziotti sono intervenuti bloccando sia lo spacciatore che l’acquirente, quest’ultimo segnalato all’Autorità competente. Sequestrati i due involucri contenenti circa 10 dosi di cocaina.
Caruso è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari, nell’attesa d’esser processato con rito per direttissima.