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Per 25 anni nel braccio della morte ma era innocente: scarcerato

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Per 25 anni sul punto di essere giustiziato per una colpa non commessa. Un detenuto della California, Vicente Benavides, 68 anni, e’ tornato libero dopo un quarto di secolo dopo che la Corte Suprema dello Stato ha stabilito che invece era innocente. Benavides era stato condannato a morte nel 1993 perche’ giudicato colpevole di avere stuprato e ucciso la figlia di quasi due anni della fidanzata. Ma dopo una recente revisione dei fatti e’ stato stabilito che all’epoca fu presentata una falsa testimonianza medica. Nell’autunno del 1991, Benavides stava facendo da baby sitter alla piccola mentre la madre era al lavoro quando la perse di vista ed in seguito la ritrovo’ ferita. Lui e la donna portarono la bambina in ospedale dove mori’ una settimana dopo. L’autopsia rivelo’ che la piccola era stata violentata. In seguito alcuni medici ritrattarono quella testimonianza ed un esperto in abusi su bambini affermo’ che con molta probabilita’ la piccola era stata investita da un’auto e non abusata sessualmente. 

Oman, trovato morto il dj svedese Avicii: aveva 28 anni ed aveva collaborato con Madonna

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Oman. È morto all’età di 28 anni in Oman il dj svedese Avicii, che ha collaborato con artisti del calibro di Madonna e dei Coldplay. Lo riporta la Bbc citando il suo agente. “È con profondo dolore che annunciamo la perdita di Tim Bergling, anche noto come Avicii. La famiglia è devastata e chiediamo a tutti di rispettare il loro bisogno di privacy in questo momento difficile. Non saranno rilasciate altre dichiarazioni”, ha fatto sapere il suo rappresentante.
Il suo agente riferisce solo che il dj è stato trovato morto durante un viaggio a Muscat, capitale dell’Oman, nel pomeriggio locale di oggi, venerdì, ma non precisa la causa del decesso. In passato, ricorda Tmz, Avicii aveva avuto problemi con l’alcol, in relazione ai quali era stato ricoverato in ospedale due volte. Non è chiaro tuttavia se il decesso possa avere legami con questo tipo di problemi di salute. Nominato a due Grammys, tra i suoi brani più famosi ci sono ‘Levels’, ‘Hey Brothers’ e ‘Wake me up’. A fine 2016 si era ritirato dalle scene, ma prima di allora era fra i dj più pagati al mondo: secondo Forbes, ricorda sempre Tmz, nel 2014 aveva guadagnato 28 milioni di dollari. Il suo ultimo post su Instagram risale a oltre due settimane fa, quando era in California.

Scortò abusivamente Gigi D’Alessio: 10 anni di carcere al poliziotto pusher

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere  ha condannato a dieci anni e due mesi di reclusione l’agente della Polizia di Stato, tuttora sospeso, Nunziante Camarca, accusato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Pena di otto mesi invece per Paride Amoroso, sottufficiale dell’Esercito ed ex collaboratore del sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano nonche’ ex consigliere comunale a Marcianise, accusato di accesso abusivo al sistema informatico. Camarca era stato arrestato nell’ottobre 2015 insieme con due colleghi in servizio al commissariato di Marcianise, Alessandro Albano e Domenico Petrillo, con la grave accusa di aver favorito il clan camorristico Belforte nell’attivita’ di spaccio. Albano e Petrillo sono gia’ stati condannati dopo giudizio abbreviato, mentre Camarca, difeso da Mariano Omarto, aveva scelto il processo ordinario; per lui il pm della Dda di Napoli Luigi Landolfi aveva chiesto una pena di 20 anni di reclusione; i giudici hanno dimezzato la richiesta escludendo inoltre l’aggravante mafiosa, contestata inizialmente dalla Procura. Molto grave l’accusa contestata a Camarca e ai colleghi: per la Dda i tre agenti, in cambio di danaro o altre utilita’, avrebbero favorito alcuni spacciatori di Marcianise, collegati al clan Belforte, rivelando loro notizie riservate sulle indagini che li riguardavano, in modo da sfuggire alla cattura, o arrestando persone legate ad altri gruppi di spaccio concorrenti. Ad accendere i riflettori dei media sull’indagine fu la scorta non autorizzata fatta dai tre agenti al cantante Gigi D’Alessio; la circostanza, riportata nell’ordinanza di arresto, si verifico’ nel dicembre 2013, quando i tre poliziotti, mentendo al dirigente del loro commissariato e falsificando le relazioni di servizio, scortarono con l’auto della polizia, per le strade di Napoli, il cantante che doveva recarsi ad un evento di presentazione del suo nuovo cd. Sulla vicenda Gigi D’Alessio e’ venuto anche a testimoniare in tribunale nel febbraio del 2017. Oggi i giudici hanno inoltre assolto la terza imputata, Oxana Luyeta (due anni aveva chiesto il pm). 

Sequestrano bimbo di due anni: arrestata pregiudicata napoletana e il compagno

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Avrebbero sequestrato un bimbo di 2 anni, con la complicita’ della mamma, sottraendolo circa un anno fa da una comunita’ per minori di Molfetta alla quale il piccolo era stato affidato prima su disposizione del Tribunale per i Minorenni di Bari. Per il reato di sequestro di persona aggravato gli agenti di Polizia Locale di Bari hanno arrestato una pregiudicata 53enne di origini napoletane e il suo compagno, un 47enne di Palo del Colle. Il bimbo, con gravi patologie congenite, e’ stato rintracciato il 6 febbraio scorso.  Il bambino – si e’ saputo oggi – e’ stato rintracciato a Bisceglie dopo essere stato portato negli ultimi mesi in diverse citta’ della Puglia e della Campania, e si trova attualmente in una casa famiglia. Le indagini sono partite il 26 gennaio scorso quando, durante un posto di blocco in piazza Luigi di Savoia, a BARI, gli agenti si insospettirono per la presenza in una Smart del bimbo che era con la coppia oggi arrestata. I due, hanno poi scoperto gli investigatori, mentirono sull’identita’ del bambino. Gli agenti, infatti, scoprirono subito che la donna era gia’ stata indagata dalla magistratura tranese per sottrazione del minore in concorso con la madre del piccolo. Sotto il coordinamento del pm di Bari, Grazia Errede, avviarono accertamenti con appostamenti e intercettazioni.

Juve-Napoli: Chiellini, il settimo scudetto come obiettivo

Riguardo l’obiettivo del settimo scudetto consecutivo Chiellini ha commentato: “Ci stiamo rendendo conto dell’importanza ma non di quanto sia una cosa quasi impossibile da rifare. Ora però che abbiamo l’occasione così vicina non dobbiamo lasciarcela sfuggire”. “Strascichi psicologici dopo il Real Madrid? Da parte nostra, una volta entrati in campo con la Samp, è diventato un capitolo chiuso”, ha assicurato il difensore. “Dopo queste delusioni la cosa positiva è che si può ripartire subito ed andare avanti. Abbiamo grandi obiettivi da raggiungere, è stata archiviata come una grande partita. Rimane il rammarico per non aver completato l’impresa ma abbiamo dato un’importante risposta a noi stessi. La Champions ti dà molto come emozioni ma ti toglie anche qualcosa. Con la Samp abbiamo vinto di nervi, cosa che ci è mancata col Crotone. Abbiamo dato tanto e – ha concluso – una piccola flessione era da mettere in preventivo anche in vista del Napoli”.

Trattativa Stato-mafia: ecco il dispositivo della sentenza. Dieci milioni il risarcimento allo Stato

Palermo. In quattro pagine il lungo dispositivo della sentenza di condanna emessa dalla II sezione della Corte di Assise di Palermo “In nome del popolo italiano”. La Corte presieduta da Alfredo Montalto (giudice a latere Stefania Brambille) e sei giudici popolari ha emesso la sentenza dopo oltre quattro giorni di camera di consiglio iniziata lunedì alle 10.30 nella foresteria del carcere di Pagliarelli. Ecco il testo: “La Corte dichiara Leoluca Bagarella e Antonino Cinà colpevoli del reato loro ascritto al capo A della rubrica; Giuseppe De Donno, Mario Mori e Antonio Subranni colpevoli del reato loro ascritto al capo A della rubrica, esclusa la circostanza aggravante di cui all’art. 61 n 2 c.p., limitatamente alle condotte contestate come commesse sino al 1993; Marcello Dell’Utri colpevole del reato ascrittogli al capo A della rubrica, limitatamente alle condotte contestate come commesse nei confronti del Governo presieduto da Silvio Berlusconi; Ciancimino colpevole del reato ascrittogli al capo E della rubrica. La Corte condanna Leoluca Bagarella alla pena di 28 anni di reclusione; Cinà, Dell’Utri, Mori e Subranni ciascuno alla pena di 12 anni di reclusione; De Donno e Ciancimino ciascuno alla pena di 8 anni di reclusione; nonchè tutti al pagamento delle spese processuali. Dichiara: Bagarella, Cinà, De Donno, Dell’Utri, Mori, Subranni e Ciancimino interdetti in perpetuo dai publici uffici e in Stato di interdizione legale durante la pena.
Condanna Bagarella, Cinà, De Donno, Dell’Utri, Mori e Subranni, in solido tra loro, al risarcimento dei danni in favore della parte civile Presidenza del Consiglio dei ministri liquidati in complessivi 10 milioni, ed in favore delle parti civili Presidenza della Regione siciliana, comune di Palermo, “Centro studi Pio La Torre” e “Libera” nella misura da liquidarsi davanti al competente giudice civile; Bagarella, Cinà, De Donno, Mori e Subranni, in solido tra loro, al risarcimento dei danni, da liquidarsi davanti al competente giudice civile, in favore della parte civile “Associazione tra familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili”; Ciancimino al risarcimento dei danni, da liquidarsi davanti al competente giudice civile, in favore della parte civile Gianni De Gennaro; Condanna altresì Bagarella, Cinà, De Donno, Dell’Utri, Mori e Subranni, in solido tra loro al pagamento delle spese processuali sostenute dalle seguenti parti civili: Presidenza del Consiglio dei ministri e presidenza della Regione siciliana in complessivi 17.437, di cui 2274 per spese; Comune di Palermo in complessivi 14.531 di cui 1895 per spese; Centro Studi “Pio La Torre” in complessivi 11.196 euro di cui 2272 per spese; “Libera Associazione, nomi e numeri contro le mafie” in complessivi 19.448 euro di cui 2536 per spese; nonchè Bagarella, Cinà, De Donno, Mori e Subranni, in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte civile “associazione tra familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili” liquidate in complessivi 11.667 euro, di cui 1521 per spese; Assolve Subranni, Mori e De Donno dal reato ascritto al capo A della rubrica per le condotte contestate come commesse successivamente al 1993 per non avere commesso il fatto; Dell’Utri dal reato ascritto al capo A della rubrica per le condotte contestate come commesse nei confronti dei Governi precedenti a quello presieduto da Silvio Berlusconi per non avere commesso il fatto; Mancino dal reato ascritto al capo C della rubrica perchè il fatto non sussiste; Ciancimino dal reato ascritto al capo D della rubrica perchè il fatto non sussiste. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Brusca, concessa la circostanza attenuante speciale prevista, perchè estinto il reato contestato per intervenuta prescrizione e nei confronti di Riina perchè estinto il reato per morte del reo. Indica in 90 giorni il termine per il deposito della motivazione della presente sentenza”.

Trattativa Stato-mafia, il pm Teresi: “Sentenza dedicata a Falcone, Borsellino e alle vittime innocenti”

Palermo. Trattativa Stato-mafia: una sentenza dedicata a Borsellino, Falcone e a tutte le vittime innocenti della mafia. lo ha detto il pm Vittorio Teresi, al termine della lettura del dispositivo del processo che si è concluso dopo cinque anni di udienze e testimonianze e che ha visto la condanna di mafiosi ed elementi delle istituzioni. “Va analizzato attentamente il dispositivo che in linea di massima ha confermato la tesi principale dell’accusa sull’ignobile scambio, chiamato semplicemente ‘trattativa’, ma che nascondeva il ricatto fatto dalla mafia allo Stato e a cui si sono piegati alcuni elementi delle istituzioni – ha aggiunto – E’ un processo che bisognava fare a tutti i costi”. La sentenza letta oggi pomeriggio nell’aula bunker del Tribunale di Palermo dai giudici della Corte d’Assise, ha scatenato numerose reazioni. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, costituito con il Comune parte civile nel processo ha detto: “Quella che da sempre diciamo essere stata una verità storica è da oggi è una verità giudiziaria, a conferma del fatto che la legalità e lo Stato di diritto restano capisaldi della nostra comunità. Questa sentenza condanna – ha aggiunto Orlando – la vergognosa identificazione fra Stato e Mafia, che ha permesso allo Stato di presentarsi col volto della Mafia e alla Mafia di presentarsi col volto dello Stato; è la condanna di un passato che siamo impegnati a far sì che non si ripeta mai più”. Costituita nel processo come parte civile anche l’associazione Libera:  “Dopo cinque anni finalmente si scrive una pagina di verità e giustizia su uno dei periodi più oscuri della nostra Repubblica. La sentenza conferma che la trattativa c’è stata, un risultato importante nell’accertamento di primo grado. Il nostro pensiero – aggiunge Libera – va ai tanti familiari delle vittime innocenti delle mafie consapevoli che la sentenza certamente non ripaga le loro ferite e il loro dolore. Questa sentenza invita tutti a continuare ad impegnarci sempre di più con corresponsabilità e maggiore consapevolezza per liberare il nostro paese dalle mafie e dalla corruzione. Libera si è costituita parte civile nel processo e ha seguito tutte le udienza ‘per stare vicino ai magistrati, non li abbiamo lasciati soli perchè non si costruisce giustizia senza la ricerca della verità”, conclude la nota.
Parla di recidere definitivamente i rapporti tra Stato e Mafia, il sostituto procuratore della Dna Nino Di Matteo, dopo la sentenza sulla trattativa Stato Mafia che ha avallato l’ipotesi della Procura di Palermo. “Sono emersi fatti importanti da questa inchiesta che ho condotto fin dall’inizio assieme al collega Antonio Ingroia che voglio ricordare in questo momento per il lavoro che ha svolto anche lui. Emerge con chiarezza che nell’Italia martoriata dal dalle stragi qualcuno reagiva altri saltavano in aria e qualche pezzo dello Stato invece trattava con la mafia. E’ una sentenza che ha un valore assolutamente storico in questi anni si è detto di tutto sulla nostra inchiesta e sul nostro processo ora la Corte d’Assise ha concluso un momento importantissimo della lotta alla mafia che non è solo lotta contro l’ala militare di cosa nostra. E’ recidere una volta per tutte i rapporti della mafia con lo Stato”. E poi a proposito della condanna di Dell’Utri per minaccia a Corpo politico dello Stato ha commentato:  “La sentenza dice che Dell’Utri ha fatto da cinghia di trasmissione tra le richieste di cosa nostra e l’allora governo Berlusconi che si era da poco insediato. La corte ritiene provato questo. Il verdetto – ha aggiunto – dice che il rapporto non si ferma al Berlusconi imprenditore ma arriva al Berlusconi politico”.
E’ felicissimo Salvatore Borsellino, fratello do Paolo, il magistrato ucciso nel luglio del 1992 a Palermo, commentando la decisione della Corte d’Assise di Palermo: “Questo è il traguardo della mia vita. Ma manca ancora la politica. Stavo proprio scrivendo un messaggio a Nino Di Matteo per ringraziarlo per tutto quello che ha fatto e per tutto quello che ha dovuto subire lui e la sua famiglia per portare avanti questo processo – aggiunge -. Quasi non ci credo che finalmente è stata affermato che c’è stata questa trattativa. E’ Stato affermato tutto quello per cui io combatto da anni. L’unico neo è l’assoluzione di Mancino ma di fronte a tutto il resto non riesco a descrivere il mio Stato d’animo. Spero soltanto, a questo punto, di morire prima dell’appello. Così almeno se in secondo grado dovessero cambiare le cose me ne andrò via con questa sentenza che restituisce un pezzo di verità sulla trattativa e su mio fratello. Si tratta di un traguardo molto importante per la mia vita. E’ una vita che combatto per questo e finalmente una sentenza della magistratura mi ha dato ragione e afferma quello che fino a oggi era stato negato, irriso, vilipeso. Sono veramente felice”.
“La Sentenza pronunciata dalla Corte di Assise registra una sostanziale convalida dell’impianto accusatorio prospettato dalla Pubblica accusa di Palermo”. Ha detto l’avvocato Ettore Barcellona, legale del Centro Studi ed Iniziative Culturali Pio La Torre che si è costituito parte civile. “Dopo quasi cinque anni di istruttoria dibattimentale, durante la quale è stata vagliata una enorme mole di elementi di prova – aggiunge – la Corte, pur con alcuni limiti temporali, ha riconosciuto provate quelle articolate condotte poste in essere in tempi diversi e da soggetti diversi che sono state definite convenzionalmente come Trattativa Stato – mafia”. “Non solo, quindi, una mera ricostruzione storica – peraltro importantissima – come era stata definita da alcuni autorevoli detrattori del processo, – osserva Barcellona – ma la riconosciuta sussistenza di condotte di reato e dei loro autori. Riconosciuta, inoltre la piena legittimità della richiesta di risarcimento del Centro Pio La Torre come di Libera e dell’associazione vittime della strage dei Georgofili che fin dall’inizio della vicenda giudiziaria – conclude il legale di parte civile – hanno sostenuto e creduto nell’immane lavoro dei Pubblici ministeri e la cui presenza nel processo dalla parte dell’accusa ha rivestito anche una importanza simbolica di rilievo”.

Imprenditore accusa: ‘Pagai 200mila euro per vincere appalti in Fincantieri’, ma l’accusato era in coma

Castellammare di Stabia. Appalti e posti di lavoro in cambio di mazzette, una truffa di poco più di 200mila euro a danni di un piccolo imprenditore edile della città delle acque. E’ quanto sarebbe emerso nel processo che vede coinvolti Salvatore Favoloro e la moglie Rosa Esposito nell’udienza celebratasi questa settimana. I due coniugi sono accusa di truffa e tentata estorsione. Secondo gli investigatori Favoloro avrebbe millantato contatti influenti con i vertici dell’azienda tanto da riuscire a pilotare nuovi posti di lavoro ed appalti. Nell’ udienza di questa settimana sono stati ascoltati due testimoni, uno dei quali ha dichiarato di non conoscere Salvatore Favoloro e che la proposta di lavoro gli era arrivata indirettamente e non per mezzo di Favoloro. L’altro invece, Luigi D’Auria, imprenditore nel settore edile ha raccontato che nel corso della sua amicizia con Salvatore Favoloro lo stesso gli aveva proposto l’affare dei posti di lavoro, proponendogli anche la partecipazione a gare esterne a Fincantieri. L’imprenditore D’Auria nel lontano 2009 denunciò Favoloro e la moglie aprendo le danze dell’indagine messa in piedi dalla Procura di Torre Annunziata. D’Auria ha riferito che i “200mila euro dovevano servire ad oliare i meccanismi” per la vincita delle gare e per dare corpo alla truffa l’imprenditore avrebbe anche falsificato documenti che attestavano l’assegnazione di gare alla sua ditta. Anche Favoloro è stato ascoltato dalla Procura. Ha precisato che la moglie, difesa dall’avvocato Carmine Iovino, non c’entra nella questione, ha confermato i rapporti con l’imprenditore D’Auria e si è scusato per non avergli restituito quasi tutti i soldi. Non ha potuto perché è andato in malattia e non ha più lavorato, precisando che quei soldi erano stati versati dall’imprenditore a titolo di amicizia. Non si trattava assolutamente di tangenti. Era danaro a “titolo di prestito personale per la partecipazione ad altri affari legati all’ edilizia e non a Fincantieri”. L’imputato ha anche disconosciuto la truffa dei posti di lavoro. Una tesi supportata anche da altre persone offese che hanno dichiarato di non aver mai avuto contatti con Favoloro e che la proposta di lavoro sopraggiungeva da altre persone e non dall’attuale imputato. Sulla tentata estorsione Favoloro ha precisato, nel corso della deposizione, che all’epoca cui si riferiscono i fatti era in coma. L’avvocato, Olga Coda, ha anche provveduto a depositare relativa documentazione medica. La prossima udienza è convocata per il 2 maggio e in quell’occasione saranno ascoltati i testimoni della difesa.

Juve-Napoli: i protagonisti, mosse e contromosse

Milik o Mertens dal primo minuto? Juventus con Dybala o Mandzukic in attacco? Sono ore di riflessioni per Maurizio Sarri e Massimiliano Allegri, a soli due giorni dalla sfida di domenica sera dell’Allianz Stadium dove si deciderà una buona fetta dello scudetto 2017/18. Tanti i dubbi di formazione per i due allenatori, che mai come in questa fase finale di campionato possono contare quasi sull’intera rosa a disposizione, potendo scegliere tra più soluzioni quali frecce inserire nel proprio arco.DYBALA E INSIGNE – La prima sfida clou sarà quella tra i due fantasisti, ovvero i due numeri 10: uno reale, alias Paulo Dybala, l’altro praticamente acquisito nonostante indossi la maglia numero 24, ovvero Lorenzo Insigne. L’argentino è il faro dell’attacco bianconero, ma le ultime opache prestazioni offerte contro Sampdoria e Crotone ne hanno messo in dubbio il posto da titolare per domenica sera, lasciando aperto il ballottaggio tra lui e Mandzukic, devastante a Madrid contro il Real. Lorenzo è invece un punto fermo del Napoli e i fischi ricevuti contro il Chievo (con tanto di gesto di risposta verso la curva) sembrano ormai alle spalle, merito anche dell’eurogol di mercoledì sera contro l’Udinese che ha spazzato via ogni dubbio sul suo stato di forma.DRIES VS PIPITA – Ma molto della sfida passerà anche dai gol dei rispettivi bomber: Dries Mertens e Gonzalo Higuain. I due non stanno attraversando un gran momento di forma, col belga che non segna in campionato da sei partite e l’argentino da cinque; eppure Sarri e Allegri difficilmente vi rinunciano, e lo dimostra il dato sulle presenze stagionali: 44 presenze per entrambi, condite da 21 gol e 12 assist per Dries e 22 gol e 8 assist per il Pipita. Difficile, se non impossibile, immaginare una loro panchina nella gara più importante della stagione.ARMI LETALI – Insigne e Mertens (con Callejon) da una parte, Dybala e Higuain (con Mandzukic) dall’altra. Se fossero confermati questi due tridenti resterebbero fuori Douglas Costa e Arek Milik, forse i due giocatori più in forma delle due squadre. Il brasiliano è la vera arma in più di questo scorcio di campionato, un giocatore praticamente letale da subentrato come dimostrano i 4 assist nelle ultime due partite. Il polacco è invece la punta d’area che mancava allo scacchiere partenopeo, bravo nel dialogare con i compagni ma anche forte nel gioco aereo e capace di realizzare 2 gol e 1 assist nelle ultime tre gare, senza contare la traversa colpita col Sassuolo e il miracolo di Donnarumma. Entrambi dovrebbero partire dalla panchina, pronti a dare il loro contributo a gara in corso: le accelerazioni di Douglas Costa contro il senso del gol di Milik. Che sia questa la vera sfida da cui passerà il destino del tricolore?

Camorra, la Corte di Appello riduce di quasi 20 anni la condanna al boss Salvatore Calabria

Accolta dalla Procura Generale la richiesta di rideterminazione della pena nei confronti del boss acerrano Salvatore Calabria :
ottiene una riduzione della pena di ben diciannove anni e sette mesi.
Salvatore Calabria iniziò la sua carriera criminale alla fine degli anni ottanta, quando  fu sorpreso in più di una occasione con armi da fuoco.Da allora un escalation di reati: condannato per associazione camorristica due volte, oltre ad aver subito altre condanne per estorsioni di stampo mafioso e numerosi altri crimini, condotte verificatesi nella provincia di Napoli ove imperversava la guerra tra la cosiddetta nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e la nuova famiglia di Carmine Alfieri e soci.
Ricevette nel 2015 anche in primo grado una condanna all’ergastolo per l’omicidio commesso ai danni di Sodano Giovanni, rendendosi pure per un periodo latitante, pena questa ridotta in appello ad anni trenta di reclusione, grazie ad una sottile questione giuridica sollevata dal suo difensore, l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, nell’ambito di un processo che si caratterizzava per la presenza di ben nove pentiti che individuavano in Calabria il partecipe alla esecuzione omicidiaria avvenuta in una delle piazze principali della città di Acerra. A quarantotto anni suonati per il boss Calabria era divenuto molto concreto il pericolo di trascorrere tutta la sua vita dietro le sbarre.
Solo grazie all’accoglimento di una meticolosa e sapiente istanza rivolta direttamente dall’ avvocato Vannetiello al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di appello la posizione giuridica di Calabria è completamente mutata.
Infatti, per calcoli e questioni di natura squisitamente giuridica che vanno oltre i semplici calcoli matematici, l’ufficio di Procura ha condiviso completamente la stanza difensiva ed ha detratto al Calabria una pena impressionante: diciannove anni e sette mesi di carcere.
Con l’effetto che il fine pena di Calabria è passato di colpo, in un solo istante, dal 21.01.2046 al 11.08.2027; indubbiamente quello che è accaduto non capita di sovente e farà a lungo discutere su quanto verificatosi.
Nonostante il sorprendente risultato ottenuto la difesa sta già studiando le prossime mosse per accorciare ancor di più il fine pena, oramai non più tanto lontano.La vita del boss Calabria è già cambiata.

Somma Vesuviana, operaio schiacciato sotto un camion

Incidente sul lavoro a Somma Vesuviana nel pomeriggio: un operaio è rimasto schiacciato sotto la cabina di un camion mentre stava effettuando una manovra. Sul posto sta arrivando un autogru dei vigili del fuoco mentre è già arrivata l’ambulanza. Non si conoscono ancora le condizioni della persona ferita. L’incidente è avvenuto in un parcheggio in via Pignariello. Non si capisce come si sia ribaltato il camion. Il ferito è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Nola. E’ in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita. Si tratta di un cittadino straniero dipendente della ditta e regolarmente assunto. Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta.

Napoli, dossier choc: 2 mila parcheggiatori abusivi, business da milioni di euro all’anno

Napoli. “Siamo stanchi dei parcheggiatori abusivi che infestano Napoli e, come noi, lo sono tutti coloro che, in questo ultimo anno, si sono iscritti alla pagina facebook ‘Io odio i parcheggiatori abusivi’ e ci hanno aiutato a preparare questo dossier che abbiamo consegnato in Prefettura e al comandante della polizia municipale, Ciro Esposito. Purtroppo spesso i cittadini vengono disincentivati a denunciare dalle stesse forze dell’ordine che non hanno gli strumenti normativi adatti e qualche volta la volonta’ a fronteggiare il fenomeno”. Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi della Campania, Francesco Emilio Borrelli, e il consigliere comunale di Napoli Marco Gaudini che, insieme a Gianni Simioli de La radiazza, ha fondato la pagina facebook ‘Io odio i parcheggiatori abusivi’ dove, nel corso dell’ultimo anno, “sono arrivate centinaia di segnalazioni che sono state poi controllate per arrivare a un dossier in cui si elencano le zone maggiormente oppresse dalla piaga dei parcheggiatori abusivi che, nei fatti, sono diventati una sorta di costo aggiuntivo, in media del 20%, per chi vuole andare a mangiare fuori o a vedere uno spettacolo o un film. Guadagnano anche 6000 euro al mese e 3000 euro a sera durante i grandi eventi in citta’ dove la fanno da padroni”.

“Questo dossier vuole essere un aiuto per le forze dell’ordine a combattere la piaga dei parcheggiatori abusivi che, soprattutto negli ultimi anni, sono diventati i padroni assoluti di gran parte delle strade e delle piazze di Napoli con violenza e prepotenza”, hanno aggiunto Borrelli e Gaudini, per i quali “e’ evidente ormai che ci sia il controllo della camorra che, in alcune zone, riesce a guadagnare piu’ soldi con i parcheggiatori abusivi piuttosto che con il racket”. “Nella sola citta’ di Napoli il business rende circa 100 milioni di euro – hanno sottolineato i Verdi – e impegna circa 2.400 persone che si dividono, in genere, in tre turni: 700 di mattina, 700 di pomeriggio e 1.000 nelle ore serali e notturne e nei fine settimana”. “Della stragrande maggioranza dei parcheggiatori abusivi – hanno continuato -, circa l’85% e’ costituita da pregiudicati e il 55% risulta legato direttamente alla camorra che controlla il fenomeno visto che, soprattutto in determinate zone, nessuno puo’ decidere di fare il parcheggiatore abusivo senza il permesso del clan della zona”.

“Esercitano il controllo del territorio anche con comportamenti che servono a delimitare le aree di interesse. Ed ecco allora che i cassonetti dei rifiuti vengono spostati per creare spazi per le auto o per conservare il posto ai clienti piu’ affezionati. Molti hanno addirittura abbattuto alberi per creare spazio e noi abbiamo contato almeno 30 alberi abbattuti per questo motivo solo nell’ultimo anno”, hanno aggiunto i Verdi, sottolineando che “a pagare le conseguenze del controllo della sosta da parte degli abusivi sono anche i disabili che vedono costantemente occupati posti a loro riservati. E, se protestano, rischiano anche aggressioni verbali e fisiche come purtroppo e’ successo in piu’ occasioni”. “Abbiamo preparato il dossier indicando le zone dove operano i parcheggiatori abusivi, ma abbiamo anche diviso la citta’ in aree indicando se e quanto sia presente lo Stato con le forze dell’ordine e anche quanto siano pericolosi quelli che controllano la sosta abusiva in quel determinato quartiere”, hanno precisato, aggiungendo: “Un capitolo a parte e’ dedicato alle ritorsioni che devono subire automobilisti e motociclisti che non si piegano alle richieste estorsive e si va dai danni minori, come la rottura dei tergicristalli, a danni piu’ seri, che impediscono di ripartire, come quando sgonfiano o bucano due o piu’ ruote”. 

Trattativa Stato-Mafia: condannati Mori, Dell’Utri e Subranni, assolto Mancino

La Corte di Assise di Palermo ha condannato a pene comprese tra 8 e 28 anni di carcere per al cosiddetta trattativa Stato-Mafia gli ex vertici del Ros Mori, Subranni e De Donno, l’ex senatore Dell’Utri, Massimo Ciancimino e i boss Bagarella e Cina’. La Corte d’Assise di Palermo, che ha celebrato il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-Mafia ha assolto dall’accusa di falsa testimonianza l’ex ministro democristiano Nicola Mancino. Prescritte le accuse nei confronti del pentito Giovanni Brusca. Condannati tutti gli altri imputati.  Otto anni al colonnello Giuseppe De Donno. Stessa pena per Massimo Ciancimino. Prescrizione per Giovanni Brusca. Le condanne decise dal collegio presieduto da Alfredo Montalto sono dunque piu’ pesanti per alcuni delle richieste. 

Teatro: presentata la stagione 2018/2019 dello Stabile di Napoli

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione della stagione teatrale 2018/2019 del Teatro Stabile di Napoli -Teatro nazionale, presieduto da Filippo Patroni Griffi e diretto da Luca De Fusco. La nuova stagione ha titoli e proposte che spaziano dai classici ai moderni ai contemporanei, tra prosa, danza, classici e ricerca. A dare volto e voce agli spettacoli che occuperanno, tra ottobre 2018 e maggio 2019, i palcoscenici delle sale gestite dallo Stabile saranno, tra gli altri, Eros Pagni, Mariano Rigillo, Gaia Aprea, Cristina Donadio, Elisabetta Pozzi, Luca Barbareschi, Lunetta Savino, Claudio Di Palma, Arturo Cirillo,Carlo Cecchi, Gabriele Lavia, Laura Marinoni, Manuela Mandracchia, Massimiliano Gallo, Ficarra e Picone, Anna Teresa Rossini, Anita Bartolucci, Chiara Baffi, Federico Vanni, diretti dai registi Luca De Fusco, Marco Sciaccaluga, Robert Wilson, Armando Pugliese, Luca Barbareschi, Andrey Moguchy, Carlo Cecchi, Arturo Cirillo, Andrej Konchalovskij, Giuseppe Dipasquale, Franco Pero’, Giorgio Barberio Corsetti, Claudio Di Palma, Andrea De Rosa, Pina Carbone, Paolo Coletta, Enzo Moscato, Laura Angiulli, Maurizio Braucci.
Nella rassegna intitolata “#stabiledanza”, dal 9 al 17 marzo 2019, tra i teatri Politeama, Mercadante, San Ferdinando e Ridotto, sarà possibile assistere alle creazioni dei coreografi Jose’ Montalvo, Alfonso Benadduce, Virgilio Sieni, Emio Greco,Pieter C. Scholten, Antonello Tudisco, Gabriella Stazio. Tra produzioni, coproduzioni e ospitalità sono oltre venti gli spettacoli che lo Stabile accorpa in due principali cartelloni in scena ai teatri Mercadante e San Ferdinando, ai quali andrà ad aggiungersi la programmazione della sala Ridotto al primo piano del Mercadante, oltre, naturalmente, l’estiva al Teatro Grande di Pompei con la rassegna Pompeii Theatrum Mundi.
“Mai come ora, lasciate le difficoltà alle spalle, con la conferma del nostro Stabile a Teatro Nazionale, unico del Mezzogiorno, siamo pronti a valorizzare l’offerta, ricca e diversificata, della nuova stagione teatrale”, ha commentato i presidente Patroni Griffi mentre il direttore De Fusco ha sottolineato: “Abbiamo cercato di far coincidere la riconferma a Teatro Nazionale con un cartellone particolarmente gioioso. Uso questo termine non perché presentiamo solo spettacoli divertenti: sarebbe contrario alla stessa filosofia di un teatro pubblico. La gioia di cui parlo e’ quella dell’amore per il teatro, perché in questa stagione non c’è genere teatrale o linguaggio scenico che venga trascurato”.
La nuova stagione avrà inizio il 24 ottobre 2018 al Teatro Mercadante con “Salome'” di Oscar Wilde, in scena fino all’11 novembre, per la regia di Luca De Fusco e interpretato da Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci, Silvia Biancalana, Paolo Cresta, Luca Iervolino, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Paolo Serra, Enzo Turrin e altri attori da definire. Il 7 novembre 2018, invece, sarà inaugurata la Stagione del Teatro San Ferdinando con lo spettacolo “Le rane” di Aristofane, con la regia Giorgio Barberio Corsetti e protagonisti Salvo Ficarra e Valentino Picone, in scena fino al 18 novembre. 

Boscotrecase. ‘Un libro in Comune’ al secondo appuntamento con Ettore Zanca

Il secondo appuntamento di “Un libro in Comune”, la rassegna culturale organizzata dall’Amministrazione Comunale nei mesi di aprile e maggio, è con Ettore Zanca, autore della raccolta di racconti “E vissero tutti feriti e contenti”, con prefazione di Enrico Ruggeri (Ianieri Edizioni).
All’evento, che si terrà sabato 21 aprile alle ore 18.30 presso l’Aula Consiliare della Casa Comunale, in via Rio 1, interverranno il Sindaco Pietro Carotenuto e Lina Sorrentino, consigliere comunale con delega alla Cultura.
Con l’autore dialogherà Francesco Paolo Oreste.
Un padre e un figlio camminano insieme, mano nella mano. Davanti a loro, all’improvviso, appare un circo. Il direttore invita l’uomo e il bambino ad entrare, ma prima li avverte: non è un circo come tutti gli altri. Dentro il tendone, infatti, si consuma lo show della vita dove le attrazioni sono i vizi e le virtù del genere umano. Seduti sulle poltrone, padre e figlio si ritrovano ad assistere a un susseguirsi di spettacoli che diventano storie e raccontano di equilibristi e giocolieri che si muovono tra lesioni e speranze. Dodici storie, un unico cammino. I due ne restano travolti, apprendono lezioni importanti, fino al sorprendente finale in cui i vari protagonisti dello spettacolo aiutano il padre, prossimo a compiere un gesto estremo, a ritrovare un filo perduto e forse malamente spezzato della sua esistenza.
Un caleidoscopio di suggestioni e di emozioni, ma soprattutto un viaggio appassionato nella vita, imperfetta come noi, a tratti spiazzante, altre volte commovente, ma che alla fine ti chiede soltanto di alzarti in piedi e di sorridere. Perché la speranza ha sempre un sorriso e va cercata nelle nostre singole sofferenze e preziose diversità.
Ettore Zanca è nato a Palermo nel 1971. Scrive per Io Gioco Pulito, la redazione sportiva in partnership con «il Fatto quotidiano», ha collaborato con diverse testate online.Ha scritto: “Polvere” (2011); “Vent’anni” (2012), con Daniela Gambino, dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e vincitore del premio speciale per la legalità “La torre dell’orologio”; “Zisa Football Club” (2012); “Stiamo arrivando” (2016); “Oltre la linea bianca” (2017). Con il racconto “Meglio essere Peter Parker” ha vinto il concorso letterario “Fame di Parole” della Società italiana di psicologia e criminologia. Il suo racconto “Palermo-Torino” è stato pubblicato dalla edizione domenicale de La Repubblica.

Pagani. Emergenza rifiuti, lettera al Prefetto

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L’Associazione Nazionale No AIDS Onlus (contro le malattie – per l’informazione sanitaria- per il diritto alla salute), nella persona del presidente Giuseppe Barone, ha inviato una lettera al Prefetto di Salerno per porre alla sua attenzione i problema dei rifiuti a Pagani.
La lettera:
Le formulo la presente per segnalarLe la preoccupante situazione in cui versa la Comunità di Pagani a causa dei disservizi conseguenti alla mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani.
La situazione igienico-sanitaria dovuta alla non raccolta dei rifiuti nella città di Pagani è diventata veramente critica e drammatica, se non si provvede ad intervenire con immediatezza e in profondità il tutto potrebbe degenerare in un gravissimo problema per la salute pubblica.
Non è possibile attendere un solo minuto siamo in una situazione di gravissima criticità di allarme epidemia. Proprio per queste ragioni ho deciso di rivolgerMi a Lei chiedendogli di intervenire con la massima urgenza.
Pur se a tutt’oggi non sono state segnalate patologie correlate a tale emergenza in qualunque momento possono insorgere epidemie.
La mancanza del servizio di raccolta sta causando una forte fibrillazione dei cittadini che ha raggiunto grande esasperazione nella città di Pagani.
Pertanto, al fine di scongiurare un serio rischio di igiene pubblica, si prega la signoria Vostra di voler intervenire con i mezzi che riterrà più opportuni, per evitare il peggioramento della situazione in cui versa la città di Pagani.
Sicuro che accoglierà questo grido d’allarme, in attesa di un positivo riscontro sin d’ora sento il dovere di ringraziarLa.

Nuovo Governo: un disordine pazzesco

Ci sono spunti di riflessione, Mattarella saprà individuare il percorso migliore. Così la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, dopo aver incontrato il capo dello Stato, al quale ha riferito delle sue consultazioni sull’ipotesi di un governo sostenuto da M5s e centrodestra. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deciso di prendersi due giorni di riflessione.

Intanto Silvio Berlusconi torna a chiudere ai 5Stelle (‘Sono un pericolo per l’Italia’) e chiama il Pd per un governo ‘di responsabilità’. ‘Sogna’, è la replica di Rosato. ‘Piuttosto che riportare il Pd al governo, faccio io tre passi avanti. Pronto a tutto contro un governo tecnico telecomandato da Bruxelles’, dice Matteo Salvini. E, per i 5Stelle, Toninelli taglia corto: ‘No a tirare a campare, meglio il voto’.

“Ringrazio tutti i leader per avere avviato una discussione che pur nella diversità di opinioni ha consentito di evidenziare spunti di riflessione politica. Sono certa che il presidente Mattarella saprà individuare il percorso migliore da intraprendere”, ha detto la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati al termine dell’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “In questi giorni ho svolto l’incarico che mi è stato affidato con dedizione – ha aggiunto – cercando di favorire il confronto costruttivo tra le forze politiche in grado di verificare la maggioranza parlamentare nel perimetro che ha indicato Mattarella”.

“Per prima cosa ho ringraziato Mattarella per la fiducia accordatami e per il supporto che non mi ha mai fatto mancare in questi giorni”, ha detto ancora la presidente Casellati.

Nocera Inferiore, controlli antidroga: fermato un 24enne

Nell’ambito di mirati servizi, volti al contrasto dell’illecita attività di spaccio di sostanze stupefacenti nella città di Nocera Inferiore (SA), personale della Polizia di Stato in forza al locale Commissariato di Pubblica Sicurezza – Squadra Volante – ha proceduto al controllo di un individuo sospetto, intento a girovagare per i parcheggi di via Rea e presumibilmente dedito all’attività di parcheggiatore abusivo. Un rapido controllo sulla persona ha permesso di rinvenire e sequestrare una piccola dose di sostanza stupefacente, risultata poi essere al narcotest di tipo marijuana. Stante il possesso della sostanza proibita e trattandosi di un pregiudicato per reati specifici, C.A. di anni 24 residente a Cava de’ Tirreni, gli agenti hanno proceduto alla successiva perquisizione all’abitazione dove il soggetto risiede unitamente alla famiglia ed in particolare al fratello, C. L. di anni 23. La perquisizione, effettuata con l’ausilio di unità cinofila antidroga, ha permesso di rinvenire e sequestrare a carico di quest’ultimo due “stecche” di hashish del peso di 22 grammi, due bilancini di precisione e la somma in contanti di 305 €, sicuro provento di spaccio. C.L. è stato pertanto tratto in arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. 309/90 Testo Unico delle sostanze Stupefacenti e psicotrope) e associato agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Per C.A., parcheggiatore abusivo, oltre alla segnalazione all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti e psicotrope, è stata avviata la proposta al Questore di Salerno per l’applicazione della misura di prevenzione del divieto di ritorno nel comune di Nocera Inferiore.
Inoltre, in un’altra zona di via Rea, all’interno di un pozzetto per l’acqua utilizzato per l’irrigazione delle aree verdi, le Volanti in servizio di controllo del territorio hanno rinvenuto 4,76 grammi di hashish già suddivisi e confezionati in dosi, un bilancino di precisione, della pellicola tipo “domopack” e numerose bustine per il confezionamento, probabilmente nascosti proprio da un “pusher”, per l’intensificazione dei controlli antidroga in città da parte della Polizia di Stato con l’ausilio delle unità cinofile.

Mugnano, lampade al Led installate anche a via Ritiro e piazza Dante

Le lampade al Led arrivano anche a via Ritiro e piazza Dante. Continua così la politica a tutela dell’ambiente e del risparmio energetico dell’Amministrazione Sarnataro. Negli ultimi mesi, infatti, i lampioni di ultimissima generazione sono stati installati lungo via Napoli, a Mugnano 2000 e in tutte le arterie del centro storico cittadino. “L’ottimizzazione e l’efficienza energetica è uno dei punti fondamentali per quest’Amministrazione – spiega l’assessore al ramo Valerio Capasso – Faremo il possibile per implementare in tempi brevi anche altre zone della città”. A sottolineare l’impegno costante per ridurre le emissioni di anidride carbonica, e contestualmente risparmiare sui costi dell’energia, è il sindaco Luigi Sarnataro: “ Già all’indomani del nostro insediamento abbiamo provveduto all’installazione sugli edifici comunali dei pannelli solari. Ora abbiamo sostituito buona parte del sistema di pubblica illuminazione con il Led. Proseguiremo su questa strada per continuare ad essere uno dei comuni più all’avanguardia sul fronte delle energie rinnovabili e sostenibili”.

La gieffina stabiese Mariana tra rivelazioni shock e docce hot fa già parlare di sé

La casa di Cinecittà più spiata del bel paese ha aperto le porte martedì ma in solo tre giorni di permanenza i suoi inquilini si sono resi protagonisti già di molte beghe. Una convivenza non facile tra persone più o meno estranee che entrano in conflitto quotidianamente, un solo scopo però li accomuna: i 100 mila euro di montepremi riservati al vincitore. Gente in cerca di notorietà disposta a rivelare anche le più intime esperienze,  pur di conquistare la simpatia del pubblico. Notizia dell’ultima ora il concorrente Alberto Merzetti ha chiesto di abbandonare il reality dopo un brutto litigio con mezza casa; l’igiene personale è fondamentale, concedersi una doccia fa sempre bene, quando poi gli occhi telematici posano lo sguardo sui corpi statuari di Alessia e Mariana l’adrenalina sale. La formosa modella stabiese in particolare non si trattiene e sfoggia le sue forme perfette indossando un bikini succinto che ha lasciato poco all’immaginazione come pure la rivelazione inaspettata fatta a Patrizia Bonetti e Lucia Bramieri. Nello specifico la femme fatale ha rivelato alle due compagne d’avventura di aver subito violenza da un ex fidanzato, quando  aveva soltanto 19 anni: purtroppo la scioccante confessione della giovane non è stata trasmessa per intero, poiché la regia ha deciso repentinamente di cambiare inquadratura e di focalizzare le proprie attenzioni su altri inquilini.