AGGIORNAMENTO : 31 Gennaio 2026 - 22:44
11.1 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 31 Gennaio 2026 - 22:44
11.1 C
Napoli
Home Blog Pagina 7438

Evade dai domiciliari e rapina una donna, arrestato col complice

Evade dai domiciliari e con un complice, in trasferta da Napoli, aggredisce e rapina una donna. Luca Petito, torinese di 28 anni, gia’ fermato per spaccio di droga, e’ finito in manette insieme ad Emanuele Cesaro, campano di 26 anni. I carabinieri della compagnia San Carlo li hanno arrestati a Torino con l’accusa di rapina in concorso. Petito deve rispondere anche di evasione. I due uomini, in via Tortona, all’angolo con lungo Dora Voghera, hanno bloccato e scaraventato a terra una 32enne, per rubarle la borsa e il portafoglio. La vittima ha riportato escoriazioni alle mani. A chiamare le forze dell’ordine e’ stato un automobilista che ha assisto all’aggressione. I carabinieri hanno rintracciato i due rapinatori in fuga su una macchina priva di targhe e intestata alla moglie di Petito. Gli investigatori dell’Arma sospettano che i due uomini siano responsabili di altre rapine messe a segno nei giorni scorsi nel quartiere Vanchiglia.

Miseria&Nobiltà, per la regia di Michele Sinisi, al Teatro Sannazaro di Napoli

Da venerdì 30 novembre alle ore 21.00 (fino al 2 dicembre ore 18.00) al teatro Sannazaro, per la linea contemporaneo ricerca, sarà in scena lo spettacolo “Miseria&Nobiltà” per la regia di Michele Sinisi con Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D’addario, Bruno Ricci, Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi Tratto dal testo di Eduardo Scarpetta e reso celebre dal film del ‘54 di Mattoli con Totò, Miseria&Nobiltà è uno dei classici della tradizione napoletana e italiana. Reinterpretando nuovamente un vero e proprio mito della modernità, Michele Sinisi ci racconta una storia tipicamente italiana, capace di essere attuale e autentica sia dentro che fuori la scena. La vicenda, ormai nota, è quella di un povero squattrinato che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia: Lo scrivano Felice Sciosciammocca e il suo amico Pasquale sono due poveracci che vivono alla giornata. Senza uno spicciolo in tasca e affamati, i due amici e le loro famiglie vengono ingaggiati dal marchesino Eugenio perché si fingano suoi nobili parenti presso la casa del futuro suocero, un cuoco arricchito, con lo scopo strappare il consenso al matrimonio. Colpi di scena ed equivoci renderanno le cose più complicate e nulla andrà secondo i piani. Nella messa in scena di Sinisi, la farsa di Scarpetta si libera dalla parlata napoletana e con l’uso di diversi dialetti gioca a rappresentare realtà e finzione facendo leva sulle suggestioni evocate da questo testo. La scena volutamente scarna e cupa della prima parte con i suoi personaggi in tuta, magliette usurate e leggins, lascia spazio alla sorpresa dell’allestimento del secondo tempo, pensato dallo scenografo Federico Biancalani con sfarzo solo apparente, dove un lampadario a prima vista sontuoso si rivela poi fatto di cucchiai e mestoli. Come una canzone pop il cui ritornello potrebbe essere ripetuto all’unisono da tutta la platea, i dialoghi e le scene di Miseria&Nobiltà sono un vero e proprio collante sociale, la ripetizione di un rito collettivo che unisce e diverte. Questo avviene senza dimenticare il lascito del cinema e la potenza espressiva che questo veicola, il grande schermo bianco che compare in scena ne è la prova più efficace. Si aderisce all’originale sì, ma tradendolo continuamente, in un gioco continuo di partiture teatrali. Miseria&Nobiltà ritorna a quel testo del 1888 solo riscoprendosi rito nell’oggi con una straordinaria squadra di attori che s’impossessano della scena. Dice Sciosciammocca nell’ultimissima battura della storia “Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento.” Miseria&Nobiltà del mestiere del vivere recitando.

Sequestrato mezzo quintale di botti pericolosi, deposito vicino ad una scuola: denunciato un ‘fuochista’

0

La Compagnia della Guardia di Finanza di Marcianise, dopo aver scoperto solo pochi giorni fa una vera e propria fabbrica illegale di fuochi di artificio, ha ora individuato un nuovo deposito di materiale esplodente detenuto illegalmente, sequestrando circa mezzo quintale di artifici pirotecnici proibiti e quasi 300 mortai utilizzati per esercitare, abusivamente, l’attività di fuochista.I “botti”, fabbricati artigianalmente e in assenza di qualsiasi standard di sicurezza, sono stati scoperti dalle Fiamme Gialle all’interno di un‘abitazione privata di proprietà di un disoccupato di 62 anni, nel centro abitato di Cervino, anche questa volta nei pressi di una scuola elementare, e non distante dal municipio del paese e da diversi esercizi commerciali.
Durante il blitz i finanzieri hanno scoperto oltre 400 artifici pirotecnici ad alto potenziale esplodente, già inscatolati e pronti per essere venduti nelle “bancarelle” del mercato nero durante le prossime festività natalizie. Sono stati rinvenuti, inoltre, quasi 300 mortai, utilizzati per l’esecuzione di spettacoli pirotecnici su commissione, pur in assenza della necessaria licenza rilasciata dalla Questura.
Quanto rinvenuto è stato sequestrato per essere al più presto distrutto dal personale specializzato. Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di detenzione ed omessa denuncia di prodotti esplodenti. L’intervento della Guardia di Finanza ha così tolto preventivamente dal mercato un canale di approvvigionamento di materiale esplodente illecito e non sicuro, scongiurando anche possibili esplosioni accidentali e incontrollate dovute alla mancanza di ogni misura antinfortunistica.
Sono poi in corso gli accertamenti del caso al fine di ricostruire l’attività abusiva svolta dal soggetto denunciato, attivo nel mercato locale per eseguire spettacoli pirotecnici non autorizzati con fuochi costruiti artigianalmente e non sicuri.

 Gustavo Gentile

Nel bene confiscato alla camorra nell’ambito dell’Operazione Spartacus un centro sociale di integrazione per la disabilità

0

Comune di San Cipriano d’Aversa con verbale di deliberazione della Giunta Comunale N°82 del 20.06.2018 si dispone la “Realizzazione di un centro sociale denominato ‘Dopo di noi’ per l’accoglienza e l’integrazione per la disabilità, presso un bene confiscato alla camorra, sito in Via Madonna del Popolo, n.15”.
Di approvare lo studio di fattibilità rimodulato del “Progetto per la realizzazione di un centro sociale denominato “per l’accoglienza e l’integrazione per la disabilità”, da attuarsi presso l’immobile confiscato in danno di D’Alessandro Cipriano nell’ambito dell’Operazione Spartacus, ubicato in Via Madonna del Popolo, n. 15, già affidato in comodato d’uso a titolo gratuito ad Agrorinasce S.c.a.r.l. – Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio; di precisare che per la realizzazione del progetto di cui al punto precedente nessuna spesa è prevista a carico del bilancio dell’Ente.
Il progetto ha ottenuto il finanziamento regionale di 950mila euro nell’ambito della delibera regionale n°73 del 14/02/2017 che prevede la realizzazione di azioni nei settori della legalità e sicurezza e coesione sociale in Campania con interventi finalizzati al riuso e rifunzionalizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata. La struttura sarà articolata in un centro diurno e un centro residenziale. Il piano terra sarà destinato per l’accoglienza e cura dei disabili, anche attraverso l’erogazione di servizi essenziali. Verrà redatto un vero “programma di vita” per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro in coerenza con le patologie dei soggetti ospiti. Al piano centrale si svilupperanno programmi di accrescimento della consapevolezza, abilitazione e sviluppo di competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile. Il primo piano sarà destinato alla residenza dei disabili gravi da ospitare nella struttura anche solo temporaneamente in caso di emergenza.“

Inchieste in tv: da Report a Le Iene

0

La televisione italiana gode di ottima salute grazie soprattutto ai programmi di inchiesta che attirano l’attenzione di milioni di telespettatori. Questi programmi pescano fra i target più maturi. altri attingono da bacini più giovani, come ad esempio uno dei programmi di punta di Mediaset e, in particolare, della rete diretta da Laura Casarotto, Italia 1: “Le Iene”.

Le Iene, andate in onda ieri sera, è un programma seguito da un target più giovanile, come detto, che comunque è molto attento ad argomenti che stuzzicano l’interesse e che generano, in ogni caso, una visione critica della realtà in cui viviamo. Il programma Mediaset di grande successo presenta spesso servizi canzonatori e basati su temi giovanili, il che spiega molto facilmente la differenza di pubblico. Stando ai numeri nella stagione 2017-2018 hanno ottenuto un’audience media di 2.127.200 spettatori, che corrispondono al 10,7% di share. Bel balzo in avanti rispetto alla stagione precedente: +15% audience, +1,5 punti percentuali di share. Il pubblico è trasversale, solo lievemente più femminile (53% del totale audience), affine alle fasce più giovani: è visto solo per il 13% da over 65 anni e su questo cluster ha ottenuto in media il 4% di share. Raggiunge invece il 22% di share nella fascia d’età 20-34 anni e il 17% di share sul cluster 35-44 anni.

Per quanto riguarda invece il dato degli ascolti per regione, al primo posto troviamo la Basilicata e la Puglia con oltre il 14% di share media. Seguono Calabria e Sicilia 12% circa. Emilia Romagna (7%), Toscana (8%), Liguria e Veneto (9%) sono i territori dove la trasmissione totalizza un risultato di audience inferiore alla media nazionale. 

Altro programma d’inchiesta di enorme successo è Report, in onda su Rai Tre ogni lunedì. Una delle ultime inchieste del programma condotto da Sigfrido Ranucci, che ha poi riscosso un enorme successo, ha riguardato i presunti rapporti tra la Juventus e la ‘ndrangheta per il controllo dei biglietti in vendita allo Juventus Stadium.

Passando ad analizzare i dati di audience, il programma di inchiesta Rai si attesta sugli 1.646.000 spettatori e uno share del 6,3%. Sotto la guida Ranucci gli ascolti di “Report” si sono assestati su 1,5 milioni di spettatori e il 6,1% di share, con la trasmissione che ha chiuso la stagione con una media complessiva di 1,8 milioni di audience e 7,2% di share. Il profilo dello spettatore del programma è equivalente per ambo i sessi (leggermente avanti il profilo maschile al 51%) e localizzato in prevalenza nelle fasce più mature della popolazione: circa il 60% degli spettatori ha infatti più di 55 anni, il 36% più di 65 anni; gli under 45 sono in media il 21%. 

Il programma Report riscuote maggior successo nelle regioni del Nord Est e del Centro Italia. Al primo posto c’è il Veneto col 9% di Share, seguito dalla Sardegna con l’8,6%, il Lazio col 7,5% di share. Sotto la media le regioni del Sud. Sicilia (3,5%), Campania (3,7%), Puglia (5,6%). 

Massimo Lopez e Tullio Solenghi, dopo 15 anni insieme sul palco della Sala Truffaut per Giffoni Teatro

Al via l’undicesima stagione invernale di Giffoni Teatro promossa dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro. L’edizione si compone di sette appuntamenti, distribuiti da novembre 2018 ad aprile 2019. Al taglio del nastro una coppia storica della televisione, che ha raggiunto il successo quando più che un duo erano un trio, e tra loro figurava una straordinaria ed indimenticata Anna Marchesini, scomparsa il 30 luglio 2016 a soli sessantatrè anni.
ll sipario della Sala Truffaut della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana si aprirà martedì 27 novembre alle 21 con il “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”. I due protagonisti riapparsi a “Domenica in” accanto alla zia della rete ammiraglia, Mara Venier, tornano insieme sul palco dopo 15 anni, come due vecchi amici che si ritrovano, in uno show di cui sono interpreti e autori. accompagnati dalle musiche live della Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio. Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico. In quasi due ore di spettacolo, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”. Lo spettacolo (produzione Imarts Mediacon) vede in regia Gaetano Liguori.
Tra i vari cammei, l’incontro tra Papa Bergoglio e Papa Ratzinger, in un esilarante siparietto di vita domestica, i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni e quello più recente di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato la puntata natalizia di “Tale e Quale Show”.
La scintilla del ritorno insieme sul palco è scoccata proprio in occasione del programma Rai condotto da Carlo Conti. “Da lì è partito tutto, anche se l’idea di tornare a lavorare insieme ronzava già da tempo nelle nostre teste… la frequentazione e l’amicizia non si sono mai interrotte – racconta la coppia – In sede ne è scaturito un racconto scenico senza un apparente filo conduttore, un po’ a scatole cinesi, dove una semplice frase o una singola intonazione possono agevolare la scena successiva. Il divertimento è predominante, ma non mancano momenti di profonda emozione, come quello in cui ricordiamo Anna e l’applauso che ne scaturisce ogni sera sembra non finire mai. Quei dodici anni passati insieme hanno inevitabilmente scolpito po’ di ognuno di noi negli altri due, è per questo che salendo sul palco ogni sera avvertiamo la meravigliosa sensazione di portare una parte di Anna con noi”.
L’Associazione Giffoni Teatro offre la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento per i sette spettacoli in cartellone (il prezzo dei singoli biglietti è di 28 euro) al costo di 155 euro (I Settore) e 120 euro (II Settore). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – Via Paolo Scarpone 8 – Giffoni Valle Piana; Tel. 3394611502; www.giffoniteatro.it; info@giffoniteatro.it

Premio Internazionale Scuola Medica Salernitana per la ricerca scientifica al cavese professore Ersilio Trapanese

Ulteriore prestigioso riconoscimento al Professore Ersilio Trapanese. Sabato 24 novembre nella Cattedrale di Salerno, nel giorno della Festa di Santa Caterina Alessandrina, “Patrona della Scuola Medica Salernitana”, l’Almo Collegio della Scuola Medica Salernitana ha conferito al cavese professore Ersilio Trapanese il prestigioso premio “Lumen et Magister”, già assegnato ad illustre personalità nazionali ed internazionali del campo della Cultura, della Scienza e dell’Arte tra cui: il professor Umberto Veronesi, la professoressa Rita Levi Montalcini, il professor Vittorio Sgarbi, il professor Franco Mandelli, il dottor Piero Angela, il professor Mikael Stark e tanti altri. Al professore Trapanese gli è stata conferita per il suo impegno nella ricerca scientifica ed in particolare nella scoperta di nuove metodologie per la diagnosi precoce delle patologie tumorali, recando così un notevole contributo nella scoperta e prevenzione di tali patologie, che sempre di più affliggono l’uomo moderno. La Scuola Medica Salernitana, con tali premi, esprime la sua gratitudine a quanti pongo impegno nei scientifici, artistici e culturali.

 

‘Cenando sotto un Cielo diverso on the road’: gli chef stellati fanno tappa a Pompei per i bambini del Santobono

0

L’alta cucina a sostegno dei bambini ricoverati nell’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli. Saranno lo chef stellato Michele De Leo, lo chef Danilo Di Vuolo e l’attore Francesco Albanese a fare da padrini all’edizione invernale dell’evento “Cenando sotto un Cielo diverso on the road” in programma domenica 2 dicembre alle ore 19.30 presso il ristorante “Tiberius” di Pompei (ubicato in via Villa dei Misteri, 7) e venerdì 7 dicembre a Capua presso Tenuta San Domenico (allocata in via Casa Cerere, S. Angelo in Formis). Nella data domenicale saranno coinvolti più di 100 chef, tutti nomi prestigiosi della cucina campana, che proporranno altrettanti piatti in versione degustazione. Il 7 dicembre si terrà inoltre una serata di gala che vedrà coinvolti ai fornelli diversi chef stellati che presenteranno un menù a più mani che promette di essere indimenticabile. Gusto e solidarietà: un connubio perfetto per un’esperienza culinaria in grande stile resa possibile grazie all’utilizzo di una selezione di eccellenze del territorio campano come la mozzarella di bufala, l’olio extravergine di oliva, la pasta di Gragnano, etc.

“Cenando sotto un Cielo diverso” è un evento con una triplice finalità: beneficenza, valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti (e, dunque, della buona cucina ad essi direttamente legata). Esso coinvolge – in qualità di protagonisti ai fornelli – chef, cuochi dell’Alleanza Slow Food (le condotte del Vesuvio e dei Monti Lattari sono partner dell’iniziativa), pasticceri, produttori del territorio campano e non, aziende (che, oltre a condividere le finalità dell’evento, sfruttano l’occasione per tessere rapporti con gli altri soggetti coinvolti), personaggi del mondo dello spettacolo vicini al concetto di “beneficenza”, e migliaia di persone che intervengono all’iniziativa per far del bene e mangiare bene.
Il progetto a monte della kermesse è stato ideato dalla dottoressa Alfonsina Longobardi – psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage – che ha voluto coniugare attraverso di esso il suo impegno nel sociale alla sue competenze nel mondo del food. A monte della macchina organizzativa c’è l’Associazione “Tra cielo e mare” fondata dalla dott.ssa Longobardi nel marzo 2013: tale ente opera a sostegno delle persone con disagi psichici e di altra natura; altra finalità del sodalizio è quella di avvicinare le persone cosiddette “normali” a persone che purtroppo vivono situazioni di disagio, abbattendo la barriera della “paura” che è causa dell’incomunicabilità; l’ultimo obiettivo dell’Associazione consiste nella valorizzazione del territorio campano, sia delle sue bellezze che del suo potenziale umano (perciò l’evento si tiene in luoghi di interesse storico – culturale e perciò coinvolge chef e produttori, in primis campani).
La prima edizione di “Cenando sotto un Cielo diverso” si è svolta nel 2014 presso il Castello Medioevale di Lettere, incastrato nell’incantevole cornice dei Monti Lattari. L’evento ogni anno ha registrato un consenso sempre maggiore: oggi è divenuto uno degli appuntamenti legati al mondo della beneficenza e a quello dell’enogastronomia più grandi del centro – sud Italia.

Roberto Azzurro al Teatro Elicantropo in ‘Orfeo. Piombato giù’ di Cristian Izzo

Una discesa nell’oltretomba, un viaggio oscuro di andata e ritorno alla luce per Roberto Azzurro, che sarà interprete e regista di “Orfeo. Piombato giù” di Cristian Izzo, con incursioni sceniche da Rilke, Nietzsche, Pavese, Savinio e Azzurro, in scena da giovedì 29 novembre 2018 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 2 dicembre) al Teatro Elicantropo di Napoli. Prima o poi, si ricorre sempre al Mito, ci si rifugia nel Mito, ci si incatena al Mito. Partendo da questa riflessione, in questo testo presentato da Ortensia T, Cristian Izzo disegna per Roberto Azzurro intriganti giostre verbali e iperboliche, umane e disperate, ironiche e filosofiche. E così Orfeo, già vagheggiato, amato, deturpato e sviscerato da tanti, si “presenta”, dando vita a un inevitabile incontro. Il luogo dell’incontro è la proda di un fiume che a lui dà la morte e ad Azzurro diede l’infanzia, tanti e tanti anni fa. “Navighiamo – così sottolinea Roberto Azzurro – le acque di parole inestimabili e definitive, amare e meravigliose. E i miei versi del mio “dopo/lame” non potevano che collocarsi favolosamente in queste pagine che diventano teatro”. E allora l’attore diviene il pastore che insegue la Luna e della Luna si trova a ragionare, e diviene Leopardi stesso, poeta. Così che l’attore che entra sulla scena per caso, come al mondo si viene per caso, si accorge di non poter più uscire. Si accorge che tutto è scena. Così le sue parole, il suo manoscritto, s’identifica con i fogli che egli trova già sulla scena: è egli entrato in scena per portare, o per prendere? Sì è egli voltato e tutto è sparito? O nulla è stato mai? Così le parole di Rilke, di Pavese, di Savinio e le altre, non hanno più autore. Il poeta non può che lasciarsi strappar via da questo fiume di parole, il fiume Ebbro in cui fu gettata la testa d’Orfeo. Non può che lasciarsi fare a pezzi dalle Baccanti, perché si compia il volere di Dioniso. Piombare giù nel fiume: questo fanno i poeti. Roberto Azzurro, alla sua seconda collaborazione con Cristian Izzo, insegue un teatro, negli ultimi anni, scevro da qualsiasi effetto speciale, in cui tutto gira intorno all’attore e al testo, sempre contraddistinto da una precisa e personale cifra stilistica. Sempre pronto a contraddirsi, come ogni vero artista, inteso a portare cambiamento fra i luoghi comuni che vanno inevitabilmente sedimentandosi in ogni settore, Roberto Azzurro costituisce un istrionico mondo a sé, nel panorama teatrale.

Pioggia e temporali al Sud, arriva il freddo invernale

Un ciclone atlantico sta per raggiungere le regioni meridionali portando un’altra ondata di maltempo, da Mercoledi’ clima invernale. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che nella giornata di Lunedi’ 26 Novembre il tempo andra’ peggioramento via via piu’ diffusamente a partire dal pomeriggio. Nubi, piogge e temporali dalla Sardegna si porteranno verso Calabria, Campania e Puglia dove si potrebbero verificare dei nubifragi, trombe d’aria e marine. Attenzione particolare alla Campania, come a Napoli, Salerno, ma anche Avellino e poi Foggia e pure Cosenza. Venti forti di Maestrale, Libeccio e Ponente ingrosseranno il canale di Sicilia e il mar Tirreno. Il tempo comincera’ a cambiare nella giornata di Martedi’ con l’ingresso di venti di Bora e lo spostamento del ciclone verso il basso Adriatico; il maltempo continuera’ ad imperversare al Sud e anche sulla regioni adriatiche centrale con la neve che scendera’ fin sopra i 1000-1300 metri, mentre in Sardegna soffiera’ un furioso Maestrale e sul Tirreno una forte Tramontana. Il sito www.iLMeteo.it avverte che con l’avvento dei venti di Bora e poi Tramontana le temperature cominceranno a diminuire sensibilmente, tant’e’ che il risveglio di Mercoledi’ sara’ piuttosto freddo in pianura, Giovedi’ addirittura sotto lo zero. Valori massimi in caduta libera con misure non piu’ alte di 6 C al Nord, fino a 10-12 C al Centro-Sud.

Sicut Sagittae: al via la seconda parte della rassegna di musica barocca

Dopo il successo della prima parte ad ottobre tutta dedicata al violoncello, Sicut Sagittae, la rassegna di musica barocca al Centro di cultura Domus Ars prodotta da Il Canto di Virgilio e diretta da Antonio Florio, riprende con quattro nuovi appuntamenti. Il 28 e il 30 novembre e l’1 e il 2 dicembre vedranno al centro alcuni strumenti musicali rari dell’età barocca. “Per la prima volta la nostra rassegna ha un tema che riunisce due parti complementari volutamente separate nel tempo per poter approfondire le tante proposte inedite e curiose dei musicisti che portiamo a Napoli. Dopo aver dedicato la prima al violoncello, il tema della seconda parte è “Per ogni sorta d’istromenti”, frase che accompagnava molte edizioni musicali italiane a cavallo tra Cinque e Seicento.” – spiega il direttore artistico Antonio Florio che aggiunge – La seconda parte di Sicut Sagittae si concentra su una serie di strumenti e repertori di raro ascolto e grande fascino. Da segnalare, il ritorno del cantante-attore Pino De Vittorio nel suo più tipico e autentico repertorio popolare, canti di tutto il Meridione da lui stesso ricercati e magistralmente reinterpretati con il supporto della chitarra battente di Marcello Vitale. Tra gli strumenti insoliti ai quali accennavamo c’è il salterio di Franziska Fleischanderl, una delle più autorevoli esecutrici e ricercatrici europee dello strumento, accompagnata dall’arciliuto di Vinicius Perez. A seguire, Catalina Vicens col concerto-seminario “Cembalo di Partenope” in collaborazione col Conservatorio di Napoli, e Patrizia Bovi (fondatrice dei Micrologus) che con Crawford Young – al liuto e alla più rara cetra – presenterà i primi risultati della sua ricerca sugli improvvisatori di poesia per musica tra Umanesimo e Rinascimento. Poi, una produzione di giovani musicisti formati nel nostro Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Napoli vede il gruppo Porte-de-Voix, diretto da Angelo Trancone, cimentarsi con un inedito oratorio del compositore da poco riscoperto, Donato Ricchezza (La caduta degli angeli), manoscritto dell’Archivio dei Girolamini di Napoli da me stesso trascritto per loro”. “Gran parte dei concerti – aggiunge Dinko Fabris consulente musicologico della rassegna – sono in collaborazione con il programma di dottorato artistico “docARTES” dell’Università di Leiden e presentano la più avanzata ricerca nel settore antico in Europa”. Il programma della seconda parte vede il 28 novembre alle ore 20,30 alla Domus Ars il concerto di Franziska Fleischanderl, tra le più autorevoli esecutrici e ricercatrici europee del salterio, accompagnata dall’arciliuto di Vinicius Perez; il 30 novembre, alle ore 20,30 alla Domus Ars, il ritorno del cantante-attore Pino De Vittorio, impegnato nel suo più tipico e autentico repertorio popolare basato su canti del Meridione italiano da lui stesso ricercati e reinterpretati con il supporto della chitarra battente di Marcello Vitale; il 1 dicembre alle ore 12 presso la Sala Gesualdo del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, la lezione – concerto di Catalina Vicens dal titolo, “Il Cembalo di Partenope” in collaborazione col Conservatorio di Napoli e alle ore 20,30 alla Domus Ars il gruppo Porte-de-Voix, diretto da Angelo Trancone che si cimenta con un inedito oratorio napoletano del Seicento del compositore Donato Ricchezza; gran finale il 2 dicembre, alle ore 12 alla Domus Ars, quando Patrizia Bovi (fondatrice dei Micrologus) accompagnata da Crawford Young – al liuto e alla più rara cetra – presenterà i primi risultati della sua ricerca sugli improvvisatori di poesia per musica tra Umanesimo e Rinascimento.

Ritrovata a Roma la ragazzina di Torre del Greco scappata per raggiungere il fidanzato

Una ragazza di 15 anni di Torre del Greco, spinta dal desiderio di incontrare il proprio fidanzatino, decide di raggiungerlo a Roma, senza dire nulla ai propri genitori. I quali, non appena accortisi di quanto accaduto, e preoccupati nel non avere più notizie della figlia, hanno subito contattato i Carabinieri di Torre del Greco, segnalandone l’allontanamento. Immediatamente sono state diramate le ricerche che hanno interessato anche la Polfer di Roma Termini. Qui le pattuglie hanno iniziato a monitorare i treni provenienti da Napoli sino a quando si sono imbattuti in una ragazza corrispondente alla descrizione data. Una volta accertato che si trattava della giovane che si era da poco allontanata da casa, l’hanno accompagnata assieme al fidanzatino negli uffici presso il primo binario per poter chiamare i suoi genitori che, rasserenati, si sono subito messi in viaggio per poter riabbracciare la loro figlia.

Vialli si racconta: ‘Ho avuto il cancro, ora sto bene ma non so come finirà’

0

Gianluca Vialli si racconta a 360° in un’intervista al Corriere della Sera. Calcio ma non solo: l’ex attaccante di Juventus e Sampdoria ha rivelato per la prima volta di aver avuto un cancro. “Ne avrei fatto volentieri a meno. Ma non è stato possibile. E allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa – ha evidenziato – Ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro (‘Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili’, ndr)”. “Come sto ora? Bene, anzi molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale – ha aggiunto scherzando – Ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita. Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita”.

Napoli, nel deposito dei cinesi sequestrati 25 milioni di giocattoli contraffatti

0

Napoli. La guardia di finanza di Napoli ha sequestrato circa 25 milioni di giocattoli contraffatti e privi di conformità sulla sicurezza dei consumatori, pronti per essere messi in commercio in questo periodo natalizio. I militari hanno individuato a Napoli un locale commerciale, di circa 650 metri quadri, nella disponibilità di un cinese, all’interno del quale erano detenuti per la vendita e lo stoccaggio giocattoli di noti marchi (Disney e Giochi Preziosi), palesemente contraffatti e non conformi alle normative di settore. I militari hanno posto sotto sequestro l’intero sito e giocattoli, risultati pari a circa 25 milioni di prodotti. Il responsabile è stato denunciato alla magistratura.

Successo per il terzo appuntamento della rassegna ‘Maestri alla Reggia’ con Ozpetek

La splendida cappella Palatina gremita di gente per partecipare al racconto del grande regista che ha voluto svelare molte curiosità sulla sua vita e sul suo cinema. Una passione per il cinema molto forte quella di Ozpetek che da poco ha terminato di scrivere la sceneggiatura del suo prossimo filmmentre proprio in questo periodo è a Napoli per la regia di Madama Butterfly alteatro San Carlo.
Passione iniziata ad Istanbul quando dopo aver visto unospettacolo dedicato a Cleopatra si innamorò del teatro. Dai 17 anni il registaha poi coltivato l’amore per il cinema a Roma a partire dai corsinell’Accademia Silvio D’Amico fino alle lezioni dell’università La Sapienzaquando si dedicava anche ad intervistare i migliori registi italiani con lasperanza di essere scelto come aiuto regista. Ozpetek ha subito ricordato l’emozione di aver lavorato per il grandeMassimo Troisi, un artista eccezionale oltre che una persona molto particolare. Naturalmente senza mai dimenticare, per tutto il corso della serata, Vittorio De Sica: “un genio assoluto”, uno dei massimi registi italiani che Ozpetek ha voluto onorare anche attraverso la visione di alcuni suoi film. Un grande punto di riferimento per Ozpetek che fino al successo del film “Le fate ignoranti” non riusciva a pensarsi come regista: “Dire che ero regista mi sembrava una cosa presuntuosa”.
Ozpetek ha poi rivelato come durante l’elaborazione dei suoi film abbia sempre molti dubbi e come di frequente cambi le varie cose che aveva già immaginato laddove: “la cosa scritta muore sulla carta”, mentre è fondamentale che la vita entri nel set. Una libertà necessaria nel cinema comespiegato anche dall’attrice Anna Bonaiuto che, a sorpresa, ha preso parteall’evento elogiando il cinema di Ozpetek: “Questo sentirsi liberi di cambiareè molto umano, questo porta vita al cinema”. L’attrice, che ha recitato in“Napoli velata”, ha poi spiegato perché il pubblico ama da sempre il cinema di Ozpetek: “il pubblico sente che lui li ama. Ferzan pensa al pubblico, ma non abbassa la qualità di quello che lui sta facendo per compiacere. Si sente quando c’è l’amore sincero per il pubblico e non lo si vuole ingannare. Ferzan ha un’adorazione per gli attori durante le riprese. Ci si sente amati sul set”. Adorazione che nasce fin dai primi provini che Ozpetek svolge come semplici chiacchierate attraverso le quali gli attori si sentono liberi di raccontarsi: “L’innamoramento con gli attori in me è molto forte, mi lascio sempre guidare dal sesto senso”. E oltre alla storia dei film e alla recitazione Ozpetek ha un grande amore anche per i personaggi dei film che non vengono mai giudicati e che vivono sempre situazioni incredibili e fuori dal comune.
“Per me il più grande premio è quando lo spettatore si è emozionato guardando il mio film”, ha detto poi il regista entusiasta del clamore del pubblico casertano. Anche durante la conferenza stampa, preceduta all’evento, il regista ha parlato di molte cose interessanti e ha sottolineato come sia sicuramente necessaria una grande passione per il cinema per chi ha intenzione di avvicinarsi a questo mondo, oltre ad incontri giusti, tanta voglia di fare e anche un po’ di fortuna. “Il cinema è la vita quindi insegna come affrontare la vita”.

 Gustavo Gentile

La gaffe del prete veterano: ‘Preghiamo per le donne, ma quali donne?’

0

Da mesi la comunità religiosa della Piccola Casetta di Nazareth non trova pace. Il precedente come sanno tutti è stato il caso mediatico e ora giudiziario a carico di Don Michele Barone dal quale è scaturito un vero e proprio terremoto religioso, socioculturale, giudiziario, ed altro.
Tutti ormai conoscono la telenovelas del sacerdote accusato di riti esorcistici abusivi, con alcune trame da film dell’horror. Nel contempo proprio nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in assenza del parroco Don Vittorio Cumerlato, il suo predecessore, il veterano don Luigi Menditto prendendo la parola in chiesa per la Messa domenicale, presso i locali della parrocchia Santa Croce avrebbe commesso su questo delicato tema una gaffe che a sua volta avrebbe registrato la reazione dei fedeli.
La frase finita sotto accusa è la seguente: “Preghiamo per le donne, ma quali donne?”. Ai più, oltre che una giustificazione, è sembrata un puntare il dito contro un certo tipo di donne. Da qui il polverone di polemiche e chiacchiere che condito con i precedenti casi che hanno colpito la comunità riportano in questa cittadina il problema culturale della visione della donna.

 Gustavo Gentile

Un lampadario moderno per ogni stanza

0

Tecnologici o contraddistinti da un design semplice, i lampadari moderni contribuiscono ad arricchire e a definire la scenografia di ogni abitazione: ecco perché essi dovrebbero essere scelti anche in funzione della personalità degli inquilini della casa a cui sono destinati. Tanti sono gli scopi a cui possono essere destinati: rendere una camera più vivibile, garantire un’illuminazione efficace ma discreta, mettere in risalto un certo angolo, ravvivare uno spazio, e così via. Su Internet si possono trovare consigli e suggerimenti per trovare i migliori lampadari moderni online, ma anche spunti e idee da mettere in pratica per un arredamento di qualità.

In camera da letto

In una camera da letto, i lampadari moderni più adatti sono quelli che mettono in mostra linee pulite e classiche, anche in un’ottica di sofisticata ricercatezza. Il ricorso a una lampada da terra può rappresentare una gustosa alternativa, ma perché non provare un paio di lampade moderne a sospensione, in grado di rendere l’ambiente più ricco a dispetto della semplicità del loro stile? Il bianco è senza dubbio uno dei colori prediletti, ma certo non l’unico a cui fare riferimento. Qualunque sia la tonalità cromatica per cui si decide di optare, comunque, ciò che conta è approfittare della bellezza assicurata dalle geometrie minimal, le quali possono essere messe in risalto da materiali brillanti e innovativi, con una lucentezza in grado di garantire un impatto molto piacevole. Un esempio in tal senso è quello rappresentato dalle lampade a sospensione a cilindro, che per il loro aspetto sono paragonabili a candele rovesciate: ciò di cui si ha bisogno per illuminare degli angoli ben specifici o dei punti particolari di un’abitazione, con un’atmosfera soffusa. Ma non solo: queste lampade a sospensione sono perfette anche per camere da letto che hanno un soffitto piuttosto alto.

In soggiorno

Passando al soggiorno, un lampadario moderno di qualità può essere essenziale o vistoso, ma in qualsiasi circostanza deve costituire un elemento di comunicazione con gli eventuali ospiti accolti in casa. Che si punti su un modello molto estroso o che, al contrario, si prediliga un lampadario estremamente raffinato, ci si può divertire a giocare con geometrie fuori dal comune e forme molto originali. Da non sottovalutare la bellezza dell’effetto sorpresa che emerge nel momento in cui le luci vengono accese.

Nella camera dei bambini

Per la camera dei bambini si può ipotizzare di ricorrere a una luce rilassante, che permetta loro di addormentarsi con facilità, ma nulla vieta di affidarsi a un apparecchio di design se si desidera un tocco più moderno. In una stanzetta piuttosto piccola si può immaginare di utilizzare una abat-jour, ma le possibilità di scelta sono molteplici, tra applique e plafoniere, senza dddimenticare le lampade da terra. Da evitare le luci fredde, che possono affaticare la vista dei bambini quando leggono, studiano o guardano la tv, mentre l’impiego di un’applique si traduce in una concreta ed evidente ottimizzazione degli spazi.

In cucina

La scelta di un lampadario moderno non può essere trascurata neppure in cucina, dove si ha bisogno di una luce tecnica che illumini sia il tavolo che il piano di lavoro. Nella maggior parte dei casi si propende per un lampadario a sospensione, che deve essere posizionato a una distanza appropriata rispetto alle superfici. I commensali che si riuniscono in cucina non devono mai essere abbagliati: il consiglio è quello di collocare la lampada a non meno di 70 centimetri dal tavolo, ma ovviamente tale distanza può essere modificata sia in funzione delle dimensioni del tavolo che in relazione all’ampiezza dell’ambiente. La colorazione delle sorgenti luminose, infine, va adattata a quella di tutti gli altri elementi che compongono l’arredo.

Vesuvio e Campi Flegrei, Dobran: ‘Intervenire o scenario apocalittico’

“Su Vesuvio e Campi Flegrei, bisogna fare uno studio di fattibilità interdisciplinare e transdisciplinare, sulla resilienza e sostenibilità del territorio napoletano interessato dal rischio vulcanico e dal rischio sismico”, “per il Vesuvio lo scenario atteso potrebbe essere apocalittico se non si riorganizza il territorio napoletano. Bisogna educare la popolazione iniziando con un’attività capillare nelle scuole napoletane, del napoletano ed anche in quelle della zona flegrea. E’ emerso anche che le eruzioni su media scala, per quanto riguarda il Vesuvio avvengono una volta ogni 4-5 secoli. L’eruzione su media scala, più recente, è quella del 1631, che distrusse gran parte del territorio intorno al vulcano facendo migliaia di morti”. Lo afferma Flavio Dobran, ingegnere termo-fluidodinamico, tra i più importanti studiosi del Vesuvio e dei Campi Flegrei, che – in occasione del convegno internazionale “Resilienza e sostenibilità delle città in ambienti pericolosi” che si tiene a Napoli da oggi a venerdì con la presenza di più di 50 esperti -, presenta il suo Simulatore Vulcanico Globale “Global Volcanic Simulator” e gli interventi necessari per rendere resiliente l’area napoletana”. “I piani di evacuazione riguardanti il rischio Vesuvio e Campi Flegrei lavorano in direzione opposta a resilienza e la sostenibilità del territorio napoletano – spiega Dobran, presidente della GVES e già docente presso la New York University -. Bisogna invece creare città resilienti e sostenibili. Costruire città resilienti sui vulcani è un’impresa complessa in cui la valutazione degli scenari di eruzione vulcanica deve essere eseguita con strumenti in grado di simulare in modo affidabile le eruzioni complete. Ho creato un Simulatore Vulcanico Globale che è uno strumento in grado di svolgere questo compito e viene continuamente verificato e convalidato per garantirne l’utilità. Si tratta di un modello fisico-matemtico-informatico in grado di ricostruire le passate eruzioni dei vari vulcani, e quindi anche del Vesuvio e dei Campi Flegrei, per valutare quelle future”. “Questo simulatore – spiega il ricercatore – ha potuto studiare il comportamento del magma del complesso vulcanico Somma-Vesuvio, nelle ultime migliaia di anni e dunque la risalita in condotte vulcaniche, le dispersioni di prodotti vulcanici nell’atmosfera, le propagazioni di flussi piroclastici sulle pendici del Vesuvio. In sostanza da questi studi specifici, basati su tale modello informatico possiamo sapere quante persone realmente potrebbero essere interessate dai vari fenomeni come il flusso piroclastico e caduta di ceneri. Tale modello informatico prende in considerazione l’intero complesso vulcanico, la camera magmatica, il condotto vulcanico, l’ambiente del condotto ed anche l’ambiente che si trova al di sopra del vulcano. Ugualmente per i Campi Flegrei. Ad esempio la fase di propagazione del flusso piroclastico è uno degli scenari più pericolosi di un’eruzione vulcanica esplosiva perché può influenzare notevolmente l’area circostante che circonda la bocca vulcanica. In tale area che potrebbe essere interessata dal flusso piroclastico bisognerebbe proibire tutti gli habitat umani e al di là di questa area l’ambiente costruito dovrebbe essere reso resiliente e sostenibile. Una valutazione dei rischi geologici per le città che sono su vulcani attivi richiede l’utilizzo di strumenti appropriati. Questi rischi devono essere valutati con diversi scenari di eruzione vulcanica che dipendono dalle composizioni chimiche, dalle caratteristiche di conservazione e alimentazione dei magmi all’interno dei vulcani, dalle strutture di edifici vulcanici che possono contenere una varietà di sistemi e acquiferi fratturati e diversi. Le registrazioni storiche delle eruzioni per le città sui vulcani sono incomplete perché sono soggette a diverse interpretazioni delle dinamiche eruttive e possono essere distorte (come nella zona napoletana densamente popolata) a causa degli ambienti costruiti che nascondono alcuni o gran parte di queste testimonianze geologiche. Il modello informatico creato e che illustrerò a Napoli, ha studiato le passate eruzioni”. Napoli e tutti i comuni della zona rossa ma anche della zona flegrea potrebbero fare network con altre città europee a rischio sismico, idrogeologico o nucleare per elaborare progetti di cooperazione europea finalizzati ad affrontare concretamente due temi importanti: resilienza e sostenibilità.Venerdì previsto un incontro con le scuole al Maschio Angioino. “La scuola è sicuramente fondamentale per poter sensibilizzare l’opinione pubblica ed educare non solo i bambini ma anche le loro famiglie – ha affermato Grazia Paolella, dirigente scolastico e docente universitario -. Docenti ed alunni esprimeranno il grado di percezione del rischio in queste realtà territoriali”, “il Vesuvio, quel profilo emblematico della ‘cartolina’ partenopea, quel volto amico, quasi familiare per noi napoletani … può improvvisamente destarsi e rivelarsi per quello che è, un grosso pericolo incombente. E’ ora di mettersi all’opera per avviare subito un serio ed oculato programma operativo e creare condizioni adeguate di sostenibilità e resilienza vera e propria. Lavorare in sinergia, in modo significativo, costruttivo per la promozione della resilienza richiede l’apporto di più risorse professionali che abbiano il comune intento di inseguire, realmente, l’obiettivo dello sviluppo della sostenibilità, per la costruzione di una vita, che rinunzi al fatalismo, al pressappochismo, alla miopia che solo riesce ad intravedere cupi e disastrosi scenari di fuga e di deportazione di massa di intere popolazioni, come soluzione estrema di fronte al verificarsi di un’eventuale eruzione più o meno violenta e distruttiva del Vesuvio”.

Cinema in lutto: è morto Bernardo Bertolucci

0

È morto stamattina nella sua casa di Roma il regista Bernardo Bertolucci. Bertolucci, vincitore di due oscar nel 1988 per ‘L’ultimo imperatore’, aveva 77 anni ed era malato da tempo. Il regista si è spento circondato dall’affetto dei familiari.
.Suoi alcuni capolavori del cinema come Ultimo tango a Parigi, Il te’ nel deserto, Piccolo Buddha, Novecento e L’ultimo imperatore. Proprio questo film gli valse l’Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale. Nel 2007 gli fu conferito il Leone d’oro alla carriera alla 64/a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 2011 la Palma d’oro onoraria al 64/o festival di Cannes. L’ultimo film da lui diretto e’ Io e te del 2012, tratto dal romanzo di Nicolo’ Ammaniti. Parma era tutto per Bernardo Bertolucci, primogenito del poeta Attilio, cresciuto al cinema da Pier Paolo Pasolini (ne fu aiutoregista tra il ’60 e il ’61) e alla poesia da suo padre che lo incoraggio’ a pubblicare la prima raccolta In cerca del mistero con cui vinse nel ’62 il Premio Viareggio. Nello stesso anno Bernardo debuttava come regista con La commare secca da un racconto di Pasolini, conquistandosi due anni piu’ tardi, con Prima della rivoluzione, la fama incontrastata di miglior autore di una nuova generazione di cineasti in cui l’ispirazione creativa va di pari passo con l’impegno civile. Dopo anni di sperimentazione tra il Living Theatre e Sergio Leone (per cui scrisse insieme a Dario Argento il soggetto di C’era una volta il west) acquisi’ statura internazionale nel 1970 con due capolavori: Strategia del ragno e Il conformista dal racconto dell’amico Alberto Moravia. Due anni dopo scandalizzava il mondo intero con Ultimo tango a Parigi (mandato al rogo in Italia nel ’76 con sentenza definitiva). E nello stesso 1976 saldava la sua anima poetica, fortemente legata alla terra natale, e quella internazionale, figlia degli umori americani e del cinema inteso come prodigio meraviglioso, firmando il fluviale Novecento diviso in due atti. Dopo alcune regie minori in cui, vedi La luna del ’79, dedica un atto d’amore al prediletto melodramma, si trasferisce a Londra, adottato da Hollywood a cui regala la trilogia esotica, i nove Oscar de L’ultimo imperatore, il viaggio disperato del Te’ nel deserto, la pace interiore del Piccolo Buddha. Rientrato in Italia con rinnovato desiderio di coglierne l’inquietudine con l’occhio ormai distaccato del grande viaggiatore stava preparando un Novecento Atto III destinato a concludersi alle soglie del nuovo secolo. Cineasta sapiente, fedele ai collaboratori (dal montatore Kim Arcalli al fotografo Vittorio Storaro alla costumista Gabriella Pescucci), innamorato del bello e del lirico, Bertolucci ha piegato tutto il suo cinema al gusto del melodramma e alla fisicita’ della vita in cui va ricercata una pace interiore che forse coincide con la meditazione buddista.

Tragedia di Rigopiano, la Procura chiude le indagini: ecco chi sono i 25 indagati

0

L’avviso di conclusione delle indagini per la tragedia di Rigopiano, 29 morti per la valanga del 17 gennaio 2017, vede le persone coinvolte nell’inchiesta scendere da 40 a 25. Restano indagati l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo; il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco; il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta; i direttori e i dirigenti del dipartimento di Protezione civile, Carlo Visca (direttore del dipartimento dal 2009 al 2012), Vincenzo Antenucci (dirigente Servizio prevenzione rischi e coordinatore del Coreneva dal 2001 al 2013); il tecnico del Comune di Farindola Enrico Colangeli; il gestore dell’albergo e amministratore e legale responsabile della societa’ “Gran Sasso Resort & Spa” Bruno Di Tommaso; il dirigente e il responsabile del servizio di viabilita’ della Provincia di Pescara, Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio; l’ex capo di gabinetto della Prefettura Leonardo Bianco; la dirigente della Prefettura Ida De Cesaris; il direttore dei Lavori pubblici della Regione Abruzzo, fino al 2014, Pierluigi Caputi; il dirigente della Protezione civile Carlo Giovani; gli ex sindaci di Farindola Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico; il tecnico geologo Luciano Sbaraglia; l’imprenditore che chiese l’autorizzazione a costruire l’albergo Marco Paolo Del Rosso; il direttore della Direzione parchi territorio ambiente della Regione Abruzzo Antonio Sorgi; il redattore della relazione tecnica allegata alla richiesta della Gran Sasso Spa di intervenire su tettoie e verande dell’hotel, Giuseppe Gatto; il consulente incaricato da Di Tommaso al fine di adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni Andrea Marrone; il direttore del Dipartimento opere pubbliche della Regione Abruzzo, Emidio Rocco Primavera; il comandante della Polizia provinciale di Pescara Giulio Honorati; il tecnico reperibile secondo il piano di reperibilita’ provinciale Tino Chiappino; il responsabile dell’ufficio Rischio valanghe della Regione Abruzzo, fino al 2016, Sabatino Belmaggio; la societa’ Gran Sasso Resort & Spa.

Ad is loading…
Ad is loading…