L’avviso di conclusione delle indagini per la tragedia di Rigopiano, 29 morti per la valanga del 17 gennaio 2017, vede le persone coinvolte nell’inchiesta scendere da 40 a 25. Restano indagati l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo; il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco; il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta; i direttori e i dirigenti del dipartimento di Protezione civile, Carlo Visca (direttore del dipartimento dal 2009 al 2012), Vincenzo Antenucci (dirigente Servizio prevenzione rischi e coordinatore del Coreneva dal 2001 al 2013); il tecnico del Comune di Farindola Enrico Colangeli; il gestore dell’albergo e amministratore e legale responsabile della societa’ “Gran Sasso Resort & Spa” Bruno Di Tommaso; il dirigente e il responsabile del servizio di viabilita’ della Provincia di Pescara, Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio; l’ex capo di gabinetto della Prefettura Leonardo Bianco; la dirigente della Prefettura Ida De Cesaris; il direttore dei Lavori pubblici della Regione Abruzzo, fino al 2014, Pierluigi Caputi; il dirigente della Protezione civile Carlo Giovani; gli ex sindaci di Farindola Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico; il tecnico geologo Luciano Sbaraglia; l’imprenditore che chiese l’autorizzazione a costruire l’albergo Marco Paolo Del Rosso; il direttore della Direzione parchi territorio ambiente della Regione Abruzzo Antonio Sorgi; il redattore della relazione tecnica allegata alla richiesta della Gran Sasso Spa di intervenire su tettoie e verande dell’hotel, Giuseppe Gatto; il consulente incaricato da Di Tommaso al fine di adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni Andrea Marrone; il direttore del Dipartimento opere pubbliche della Regione Abruzzo, Emidio Rocco Primavera; il comandante della Polizia provinciale di Pescara Giulio Honorati; il tecnico reperibile secondo il piano di reperibilita’ provinciale Tino Chiappino; il responsabile dell’ufficio Rischio valanghe della Regione Abruzzo, fino al 2016, Sabatino Belmaggio; la societa’ Gran Sasso Resort & Spa.
Senza stipendio: in assemblea i lavoratori delle centrali idriche della Campania
Da stamane sono in assemblea permanente i lavoratori delle centrali di sollevamento dell’acqua gestite dalla Soteco spa per conto della Regione Campania. Potrebbero esserci problemi di approvvigionamento idrico in molti comuni della provincia Sud di Napoli, e dell’Agronocerino sarnese. La ditta ha fatto sapere che a partire dal mese di ottobre non vuole più pagare gli stipendi ai lavoratori perché la Regione Campania dal luglio del 2017 non riconosce alla stessa società il pagamento delle spettanze dovute per la gestione degli impianti. I rappresentati sindacali, Giovanni Ferraioli (Femca Cisl), Renato Margherita (Fim Cisl) e Antonio Roccolano (Fiadel Napoli), hanno inviato una comunicazioni agli organi regionali in cui comunicano la loro decisione. Gli impianti interessati sono quellidi Gragnano, Sant’Antonio Abate, Bonea, Lettere, Santa Maria la Foce e San Marino di Lavorate. I lavoratori comunque hanno assicurato che garantiranno i servizi minimi essenziali.
Mamma tossicodipendente va in ospedale e rapisce il suo figlioletto ricoverato
Una mamma di 40 anni e’ entrata nel reparto di pediatria dell’ospedale di Padova e ha portato via il suo bambino di due anni, che si trovava ricoverato, perche’ temeva che i servizi sociali lo allontanassero da lei. La donna, che ha problemi di droga, ha agito di nascosto dai medici. Quando questi ultimi, come riportano i quotidiani locali, si sono resi conto che il piccolo, in attesa dell’esito di alcuni esami perche’ positivo alla cocaina, non c’era piu’ hanno dato l’allarme alla polizia che ha avviato le ricerche. La donna potrebbe essersi rifugiata da qualche parente. La quarantenne, stando a quanto si apprende, avrebbe problemi di tossicodipendenza: per questo il suo caso era stato segnalato al Tribunale dei minori e ai servizi sociali del comune dell’Alta Padovana in cui risiede.
Tenta di corrompere i carabinieri durante un controllo in casa: torna in carcere il boss dei narcos dei Monti Lattari
Ha cercato di corrompere i carabinieri che erano andati nella sua abitazione, dove era agli arresti domiciliari, perché facessero un controllo meno accurato. E per il boss dei narcos dei Monti Lattari, Antonino Di Lorenzo detto o’ lignammone si sono aperte di nuovo le porte del carcere di Secondigliano. Lo ha deciso la Procura di Torre annunziata dopo l’informativa redatta dai carabinieri che nei giorni giorni avevano messo in atto una serie di controlli tra Gragnano, Casola e Lettere nelle abitazioni dei narcos che si trovano ai domiciliari. In quel contesto era stato arrestato uno dei suoi fedelissimi Giovanni Palumbo detto o’ pazzo trovato con un ingente quantità di droga in casa che aveva cercato di gettare dalla finestra alla vista dei carabinieri. E Di Lorenzo invece aveva cercato di corrompere i carabinieri offrendo soldi in cambio della classica “chiusura di occhi”. Il boss del fumo dei Lattari è stato al centro di numerose inchieste e arresti in questo ultimo anno. Per due volte è stato arrestato ed è finito ai domiciliari. Da ieri però è di nuovo dietro le sbarre ma questa volta per il tentativo di corruzione.
Napoli, pioggia nella sala parto dell’ospedale don Bosco, il ministro:’E’ inaccettabile’
“In quella stanza poteva nascere anche il mio Andrea… tutto questo è assurdo e inaccettabile. Solamente a pensarci mi vengono i brividi! Ogni donna deve sentirsi al sicuro in qualsiasi sala parto d’Italia. E parlo da neo mamma prima ancora che da ministro. La pioggia in sala parto all’ospedale Don Bosco è un fatto gravissimo, l’ennesima dimostrazione di come in Campania la sanità sia stata abbandonata a se stessa”. Così, sul suo profilo Fb, il ministro della Salute, Giulia Grillo, a proposito delle denunce di piogga nella sala parto dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, recentemente rstrutturato. “Per i cittadini – aggiunge Grillo – un ospedale deve essere un luogo dove sentirsi al sicuro, ma la mala gestione della sanità portata avanti dalle vecchie forze politiche ci ha consegnato strutture logorate e spesso inaffidabili. A tutto questo stiamo mettendo la parole fine: grazie all’emendamento approvato al Senato, infatti, reintroduciamo l’incompatibilità tra la carica di Commissario della Sanità e ogni incarico istituzionale presso quella regione. Per intenderci: non ci potrà essere più il “De Luca” di turno a gestire in maniera superficiale la sanità regionale. Con la salute dei cittadini non si scherza, per questo motivo stiamo intervenendo con azioni concrete!”, conclude.
Corleone boccia il candidato sindaco del M5s che voleva aprire il dialogo coi mafiosi
Corleone va al centrodestra. Vince Nicolo’ Nicolosi con il 55% dei consensi: 1354 preferenze su 2447 voti espressi. Maurizio Pascucci, il politico toscano disconosciuto e sconfessato alla vigilia dal leader del M5s, Luigi Di Maio, per la sua volonta’ di aprire un dialogo con i parenti dei mafiosi e la foto postata su Facebook con il nipote di Bernardo Provenzano, si e’ fermato al 27%, 660 preferenze. Il terzo candidato, Salvatore Antonino Saporito, a capo della lista Viviamo Corleone, ha ottenuto 386 consensi. Nicolosi, che guidava la lista Nuova luce e che ha dunque doppiato il suo diretto avversario, ha un lungo passato da parlamentare regionale, anche con incarichi di Giunta; nel 2001 e’ stato eletto alla Camera con il centrodestra, e tra il 2002 e il 2007 e’ stato sindaco del paese, eletto al primo turno con oltre il 64% dei consensi. L’affluenza ieri si e’ attestata al 61,13%.
Napoli: otto minuti di applausi per Muti al San Carlo
San Carlo in festa, otto minuti di applausi: allegro, leggero, giocoso, e’ stato un successo il ‘Cosi’ Fan Tutte’ di Wolfgang Amadeus Mozart, direttore Riccardo Muti con la regia della figlia Chiara Muti, nuovo allestimento per l’inaugurazione della Stagione d’Opera e Danza coprodotto con la Wiener Staatsoper, che ospitera’ il capolavoro mozartiano nel 2020. Applausi convinti anche per tutti gli interpreti, la svedese Maria Bengtsson (Fiordiligi), Paola Gardina (Dorabella) Alessio Arduini (Guglielmo) il russo Pavel Kolgatin (Fernando) Emmanuelle de Negri (Despina) Marco Filippo Romano (Don Alfonso). Leila Fteita firma le scene, Alessandro Lai i costumi, che a sorpresa si illuminano. Nel palco reale la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, i ministri dell’economia, Giovanni Tria, e dell’Ambiente, Sergio Costa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora, il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (presidente della Fondazione, ”orgoglioso per la forte presenza istituzionale”) , il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho la sovrintendente Rosanna Purchia, Filippo Patroni Griffi presidente del Consiglio di Stato. Il celebre dramma giocoso in due atti di Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, ha come e’ noto NAPOLI sullo sfondo. La scelta stilistica della regista e’ stata quella di non collocare l’azione in una epoca precisa anche se i costumi pastello rimandano al 700, tenui come i veli e tulle usati come sipari e per le scene dove le pareti si riflettono in una ‘scatola’ con un effetto abbagliante. L’idea e’ quella di una ‘sospensione, metafora dei nostri umori’ visione di una opera che la Muti conosce profondamente e definisce “metafisica, una riflessione profonda sugli esseri umani”. Ed e’ per questo che la scena evoca una Lanterna Magica ”fatta di specchi che riflettono cio’ che siamo nell’immaginario di chi ci sta intorno. Noi siamo attraverso lo sguardo degli altri”. Senza dimenticare il mare sullo sfondo. Le luci sono di Vincent Longuemare, maestro del Coro, Gea Garatti. Quattro le repliche fino al 2 dicembre. Calorosissima ( c’e’ anche uno striscione da stadio firmato da studenti liceali) e non poteva essere altrimenti e’ stata l’accoglienza per Riccardo Muti sul podio dell’Orchestra e del Coro del San Carlo, atteso ritorno al Massimo della sua citta’ natale, per la lirica. Sono infatti trascorsi ben trentaquattro anni dal dicembre 1984 quando diresse il Macbeth di Verdi per la regia di Sandro Sequi, scene e i costumi di Giacomo Manzu’. ‘Cosi’ Fan Tutte’ , sottotitolo ‘La scuola degli amanti’, e’ un gioco d’amore articolato in un geometrico intreccio che coinvolge i quattro protagonisti travolgendoli. Per Muti e’ sicuramente uno dei titoli del cuore, piu’ amati ed eseguiti, dalla ‘prima volta’ a Salisburgo nel 1982 in una storica produzione piu’ volte al festival di Karajan e che arrivo’ anche a La Scala; tra le tante esecuzioni anche quella del 1994 quando Muti diresse l’opera mozartiana a Vienna con la regia di Roberto de Simone, fino ad arrivare ad oggi, con la regia della figlia Chiara, che il capolavoro lo ha respirato in casa, ancora una volta nel segno di Napoli. La Muti (che aveva gia’ firmato al San Carlo le Nozze Figaro) ha assistito allo spettacolo in platea, godendosi in trionfo annunciato e poi e’ salita sul palco per salutare il pubblico. Nel bel programma di sala anche una delle frasi celebri che Mozart scrisse al padre, augurandosi di avere una commissione dal San Carlo ”Con un opera per Napoli ci si fa piu’ onore e credito che non dando cento concerti in in Germania”.
Napoli: cacciati dalla discoteca, vanno armati in giro e alla vista dei carabinieri gettano le armi davanti al San Carlo.IL VIDEO
Napoli. Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, i Carabinieri della Compagnia Napoli-Centro hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare emesse dai GIP del Tribunale di Napoli e del Tribunale per i Minorenni di Napoli nei confronti di 2 indagati (un minorenne, collocato in comunità e un maggiorenne, raggiunto dalla misura della custodia cautelare in carcere) gravemente indiziati di detenzione e porto illegale di armi clandestine e ricettazione in concorso.
L’indagine, diretta dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni -Maria de Luzenberger Milnernsheim- e dal Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Napoli coordinatore della VII Sezione -Rosa Volpe- ha permesso grazie ad attività tecniche e all’esame di numerosi video degli impianti di sorveglianza pubblici e privati, di raccogliere elementi probatori gravemente indizianti della riconducibilità agli indagati dei reati contestati afferenti la detenzione e il porto di due pistole semiautomatiche con matricola cancellata e relativo munizionamento, sottoposte a sequestro.I 2 indagati, la notte del 15 settembre, per evitare il controllo da parte di una pattuglia dei Carabinieri di presidio in piazza Trieste e Trento, si erano disfatti di due pistole clandestine (una Baikal 9×19 e una Beretta FS 9×21) gettandole dalla loro auto in corsa. Le armi erano state rinvenute poco dopo nei pressi dell’ingresso del Teatro “San Carlo” da personale dell’A.S.I.A. che immediatamente aveva allertato il 112.
Elementi oggettivi, come il numero delle armi, la clandestinità di esse, la presenza del relativo munizionamento e del colpo in canna (indicativo del fatto che le pistole erano prontamente utilizzabili), unitamente valutati, hanno deposto per l’elevata pericolosità degli indagati.
Operazione antidroga: 41 arresti dei carabinieri in Puglia
I carabinieri di Lecce stanno eseguendo nelle province di Lecce, Brindisi e Bari 41 ordinanze di custodia cautelare (30 in carcere e 11 agli arresti domiciliari) nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, estorsione, detenzione e porto illegale di armi. Le misure sono state emesse dal gip di Lecce, su richiesta della locale procura della repubblica. Individuato un fiorente canale di approvvigionamento riconducibile ad esponenti di un clan malavitoso locale.
Sono due – a quanto si e’ saputo – le associazioni che, con gli arresti in corso, vengono disarticolate: una operativa nei territori di Tricase e Tiggiano con ramificazioni nel Brindisino e a Terlizzi, in provincia di Bari, riconducibile in questa area al clan ‘Dello Russo-Ficco’ e dedita allo spaccio di cocaina, eroina, marijuana e hascisc e la seconda operante nei territori di Taurisano e Corsano per lo spaccio di eroina nei comuni del Sud Salento. L’operazione viene compiuta dai Carabinieri della Compagnia di Tricase supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti, nonche’ dal sesto Nucleo Elicotteri di Bari, dallo squadrone eliportato Cacciatori di Puglia e dal nucleo cinofili di Modugno.
Ctp, oggi sarà presentato il nuovo piano industriale alle organizzazioni sindacali
Napoli. Ctp verso la schiarita e la probabile risoluzione dei problemi. Oggi infatti sarà presentato il nuovo piano industriale alle organizzazioni sindacali.
“Ci aspettiamo un piano industriale molto tecnico e nello stesso tempo strategico -dichiarano – Monaco della Confail e Ferruzzi della Usb- e che contenga tutte le forme possibili di recuperi economici e che cerchi di fornire alla cittadinanza un servizio migliorativo rispetto agli anni precedenti. Il tutto deve essere seguito da quelle che sono state le promesse del sindaco di città metropolitana Luigi De Magistris. Non avrebbe senso un piano industriale senza indicizzare e ricapitalizzare l’azienda.
Sulla base di tutto questo, se dovesse accadere quanto dichiarato dalla proprietà, allora potremmo gioire e cercare attraverso il personale qualificato di mettere in campo tutte le iniziative positive. Sarebbe molto rischioso parlare di organizzazione e aumenti parametrali al personale in una azienda ancora a rischio fallimento. Siamo certi nella professionalità dell’amministratore, abbiamo avuto modo durante questo percorso di capire la sua professionalità ma soprattutto la volontà di voler salvare il posto di lavoro dei 700 dipendenti diretti e degli indiretti. Ci aspettano giornate intense – terminano Monaco e Ferruzzi- ma siamo certi che se oltre al piano industriale, la proprietà indicizzi e ricapitalizzi l’azienda, per far si che anche in futuro ci siano giorni sereni e tranquilli”.
Caserta, ancora un Rolex rapinato in Corso Trieste
Caserta.Ancora un Rolex rapinato in Corso Trieste: vittima minacciata con la pistola in pieno centro cittadino. Ennesima rapina in pieno centro di Caserta. Un uomo che, a bordo della sua auto, stava percorrendo il trafficato corso Trieste è stato minacciato con una pistola da due ragazziin sella a un motorino ed è stato costretto a consegnargli il Rolex che indossava al polso. Sorro la minaccia dell’arma al malcapitato non è restato altro che consegnare ai due il costoso orologio.
L’uomo ha immediatamente sporto denuncia anche se sarà molto difficile riuscire a rintracciare i responsabili, anche con l’ausilio delle telecamere presenti in zona, visto che avevano i volti coperti dai caschi.
Gustavo Gentile
Lavoratori a nero nell’azienda del padre di Di Maio: la denuncia a le Iene
“Il ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio lotta contro il lavoro nero mentre la ditta di famiglia ha avuto lavoratori al nero?”. La denuncia è stata raccolta dalla trasmissione Le Jene e “arriva dal suo concittadino di Pomigliano d’Arco, Salvatore Pizzo, detto Sasà, che lavorava nell’azienda edile che da trent’anni porta avanti il padre di Luigi, Antonio, prima intestata alla madre Paolina Esposito e confluita poi nel 2012 nell’Ardima srl, di proprietà al 50% del ministro e della sorella Rosalba”. “Salvatore Pizzo – riferisce la trasmissione – è senza lavoro e sbarca il lunario con lavoretti occasionali per mantenere moglie e tre figli. Racconta che Antonio Di Maio, quando il lavoratore si fece male, disse a Sasà di non dire che era successo mentre lavorava per lui: Salvatore era in nero e il padre di Di Maio avrebbe passato così molti guai”.Di Maio ha detto alla trasmissione di voler verificare quanto successo. “Io – ha spiegato – non gestisco direttamente l’azienda. E tra il 2009 e il 2010 non ero socio. A me questa cosa non risulta ma il fatto e’ grave, verificherò”.
Alex sarà trasferito in Italia, al Bambino Gesù di Roma: riceverà il trapianto di midollo dal padre
Alex sarà trasferito in Italia, al Bambino Gesù di Roma. Da Londra. Riceverà il trapianto midollo da genitore. Il piccolo Alex, Alessandro Maria Montresor, il bambino affetto da una grave malattia genetica e attualmente ricoverato a Londra, sarà trasferito a breve all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Lo si apprende da fonti ospedaliere. Il bambino sarà a Roma sottoposto ad un trapianto di midollo da genitore, tecnica nella quale l’ospedale del Vaticano è all’avanguardia a livello mondiale.
Nei giorni scorsi si era appreso della disponibilità di un donatore probabilmente compatibile, come evidenziato dagli stessi genitori del bambino, ma la disponibilità al trapianto è stata prorogata ai mesi prossimi. Per questa ragione i genitori e l’ospedale londinese hanno chiesto la disponibilità a trasferire Alex in Italia per effettuare il trapianto da genitore.
Gustavo Gentile
Serie D: la domenica della campane con una grande Turris
GIRONE G – L’Avellino torna a sorridere anche in trasferta, vince sul campo dell’Ostia Mare grazie agli espertissimi Ciotola e Sforzini.
GIRONE H -La Fidelis Andria non lascia scampo al Gragnano. Per i ragazzi di Campana una sconfitta che ci può stare su un campo difficile, con la classifica che torna a farsi preoccupante Derby pazzesco al Vallefuoco dove i Granata rimontano e sorpassano il Sorrento. Il team di Maschio ribalta la situazione conquistando tre punti fondamentali in uno scontro diretto abbandonando l’ultima piazza. Botta e risposta tra Sarnese e Nola. I ragazzi di Cusano non riescono a gestire il vantaggio e il solito Esposito salva De Sarno, è un punticino che muove la classifica delle due formazioni. Il Pomigliano si illude del colpaccio in casa della Gelbison ma viene raggiunta dai cilentani, passo falso per il team di De Felice, con i napoletani che conquistano un punto per il morale ma restano in ultima posizione solitaria. Rinviata causa maltempo la gara tra Fasano e Savoia.
GIRONE I – Scatenata la Turris, passa sul campo del Locri in scioltezza grazie alla doppia di Celiento ed ai gol singoli di Vacca e Varchetta. Corallini secondi alle spalle del vincente Bari, che domenica prossima ospiterà una Nocerina, che nonostante le tante assenze e un campo infame, riesce a superare il Rotonda grazie al rigore di Simonetti. Niente vittoria per il Portici, fermato sul pari casalingo dalla Sancataldese.
Chievo, la soddisfazione di mister Di Carlo
“Abbiamo ritrovato lo spirito garibaldino, la squadra ha cambiato modo di pensare e di andare in campo. Negli allenamenti non ci sono riuscito nei primi 2-3 giorni, poi ci siamo ritrovati. Questo è lo spirito Chievo. Abbiamo provato a mandare il Napoli al cross, perché nelle zone centrali hanno grande qualità. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, concedendo poco. La squadra mi è piaciuta, ho chiesto compattezza e coraggio. Siamo stati sul pezzo per 95′, sull’aspetto tecnico-tattico sapevamo anche di poter concedere qualche corner in più. Ne abbiamo concessi troppi, ci prendiamo il pari e l’abbiamo sudato contro una grande squadra. Il Napoli prenderà spunto dalla gara di oggi, mercoledì conquisterà una grande vittoria”.
Pagelle azzurre, in tanti sotto rendimento
Karnezis 6 – Qualche uscita e un paio di prese, ma mai seriamente impegnato sulle poche conclusioni del Chievo che terminano fuori.
Malcuit 6 – Buona spinta, fino alla fine, mettendo decine di palloni al centro che però sono preda quasi sempre dei difensori gialloblù. Interessanti anche un paio di chiusure.
Albiol 6 – Poco lavoro da fare, ma è sempre attento nella ripresa quando ha tutta la metà campo da sorvegliare con i compagni all’assalto del Chievo. Domina fisicamente su Meggiorini vincendo tutti i duelli.
Koulibaly 6,5 – Persino difficile valutarlo col Chievo che si affaccia nella sua metà campo una volta ogni quarto d’ora. Sbaglia un appoggio ad inizio gara, per il resto non commette grosse sbavature ed è più che altro impegnato nelle galoppate da dietro per suonare la carica ai compagni.
Hysaj 6 – Non demerita, sbagliando poco nonostante sia chiamato a prendersi più responsabilità in fase di spinta. Nel finale, col Chievo ormai tutto in area di rigore, viene richiamato per avere più qualità al cross (dal 74′ Mario Rui 6 – Entra per avere maggiore spinta ed in effetti in un quarto d’ora fa partire cross a ripetizione, bassi e alti, per sorprendere il Chievo)
Callejon 6 – In una sua progressione si procura a tutti gli effetti anche il rigore che però l’arbitro non accorda.
Diawara 6 – Prende un giallo probabilmente frettoloso in una partita corretta e deve limitare gli interventi. Non entusiasma, ma non commette gravi errori, giocando con applicazione anche sulle ripartenze del Chievo. (dal 58′ Allan 6 – Non riesce a dare la scossa al Napoli. Qualche intuizione, ma non le solite sgroppate come normale che sia col Chievo con dieci uomini nella propria trequarti)
Zielinski 5,5 – Spinge diverse transizioni, propizia presupposti interessanti, ma non trova la zampata giusta.
Ounas 5,5 – Non inizia male, trovando buone combinazioni. Si prende il rimprovero di Koulibaly rischiando su una palla quasi da ultimo uomo, non è continuo (dal 58′ Milik 5,5 – Maggiore presenza in area. Prova a sgomitare sulle palle alte, quando però il Chievo ormai è con tutti gli elementi davanti a Sorrentino)
Mertens 5,5 – Soffocato dalla linea difensiva del Chievo. Prova ad abbassarsi per far male con gli scambi stretti, ma il campo complica anche le giocate in velocità. Nella ripresa con meno spazi non trova la giocata e combina ben poco.
Insigne 6 – Sfortunato sul palo su un destro meraviglioso dalla lunga distanza che aveva sorpreso Sorrentino. Non trova il gol, ma si dà un gran da fare nell’attivare i triangoli sulla sinistra per sfondare lateralmente il muro del Chievo. Ingiusto penalizzare per il risultato una prestazione positiva anche per spirito di sacrificio e volontà.
Caserta 25 novembre ore 18,00. Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne: La Reggia si Colora di Rosso.
Effettivamente si dice dalle nostre parti “basta il pensiero”. La cosa che però non abbiamo capito, perché se non siamo daltonici certo rosso non è, sembra che il colore sia piuttosto violaceo forse è in memoria di tutte le donne uccise o è solamente un problema tecnico.
Gustavo Gentile
La Juve Stabia delle meraviglie ha i ‘numeri’ migliori della Juventus di Ronaldo
Castellammare. Erano nove anni che La Juve Stabia non si trovava in testa a un campionato. Lo sta facendo quella di mister Fabio Caserta che sta stupendo tutti gli addetti ai lavori in questi primi due mesi di stagione. In campionato è sola al comando, imbattuta e con il miglior attacco e miglior difesa dell’intero girone composto da formazioni come Catania e Trapani, due corazzate ma costrette al momento a guardare dal basso verso l’alto la formazione gialloblu. ci sono parecchie analogie tra questa Juve Stabia e quella Massimo Rastelli che riportò nel campionato del 2009-2010 le Vespe in quella che all’epoca di chiamava Lega pro Prima Divisione.
Numeri importanti, numeri che stanno facendo sognare un’intera città, vogliosa di tornare in Serie B e giocarsi le sue carte nel campionato cadetto. Il cammino è certamente ancora lungo ma non si può non sottolineare quanto stia facendo bene questa formazione risultando una delle squadre più in forma di tutti e tre i campionati professionistici. Essere la miglior difesa d’Italia è motivo d’orgoglio e per quello visto in campo fino ad oggi è assolutamente meritato. Troest, Marzorati, Vitiello e Allievi compongono una retroguardia di ferro e con un portiere davvero forte come Branduani, per gli attaccanti avversari è diventata un’impresa siglare anche solo una rete. E il merito di questa compattezza è anche certamente di mister Caserta, bravo a registrare i movimenti difensivi a partire dagli attaccanti, i primi veri difensori di questa squadra. E se i numeri in difesa sono migliori della Juventus di Cristiano Ronaldo che in 13 partite ha subito 8 reti giocando però una partita in più rispetto agli stabiesi.
Attualmente le Vespe non possono più nascondersi, l’obiettivo è quello di tentare a centrare una promozione che solo fino a qualche mese fa era veramente difficile se non impossibile. Questo, sembrerebbe essere veramente l’anno buono, perché se nelle passate stagioni la Juve Stabia ha sempre ben figurato non era mai rimasta sola al comando della classifica e anche con un ipotetico vantaggio importante sulle inseguitrici.
Oggi alla luce del calendario del girone C della serie C il vantaggio della Juve Stabia sulle inseguitrici è superiore ai due punti che ha sul Rende che ancora deve riposare mentre la Juve Stabia già lo ha fatto e pure sul Catania che deve giocare altre due partite ma deve riposare e lo fa sabato prossimo e quindi andrebbe sempre a meno cinque dalla Juve Stabia se le Vespe vincono contro il Bisceglie. La più vicina rimane il Trapani che pure ha riposato ed è a -4. Alla luce di ciò si può dire che la Juve Stabia è come la Juventus imbattuta nei campionati professionistici. Ci sono anche Virtus Entella e Ternana ma non fanno testo perchè la squadra ligure deve giocare ancora sei partite e la Ternana altre due. La Juve Stabia ha la migliore difesa in assoluto di tutti i campionati professionistici insieme con il Trapani.
Antonio Carlino
Arbitro rischia il linciaggio in campo: intervengono i carabinieri
Casagiove. Ancora una violenta aggressione a un arbitro sui campi di calcio della Campania. Questa volta a rischiare il linciaggio in campo è stato un arbitro di calcio a 5. Sono intervenuti i carabinieri. In fase di chiarimento la dinamica e le motivazioni dell’aggressione.Momenti di tensione vissuti nella giornata presso il Palazzetto dello Sport di via Fortuna a Casagiove. Durante una partita di calcio a 5, sono dovuti intervenire i carabinieri per trarre in salvo l’arbitro da un possibile linciaggio. Al termine della disputa sportiva alcune persone sugli spalti hanno tentato di raggiungere l’arbitro di gara per aggredirlo, fortunatamente l’uomo è riuscito a rifugiarsi negli spogliatoi e ad allertare gli uomini dell’arma. Giunti sul posto sono riusciti a riportare la situazione alla calma.
Gustavo Gentile
Il Papa chiede scusa alla donna salernitana sfigurata con l’acido da suo marito
Una donna che nella primavera di sei anni fa, a Salerno, e’ stata sfigurata con l’acido dal marito ha reso nota oggi una lettera inviatale l’11 giugno scorso da papa Francesco. Filomena Lamberti, questo il suo nome, l’ha letta durante la trasmissione di Rai Uno “A Sua Immagine”, dedicata oggi alla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. “Le chiedo scusa e prego per lei affinche’ il coraggio che le ha ridonato singolare bellezza diventi uno schiaffo all’indifferenza”, ha scritto il Pontefice nella lettera. In diretta, nella trasmissione realizzata da Rai Uno in collaborazione con la Cei, Filomena Lamberti ha rievocato la sua vicenda, in cui per 35 anni e’ stata del tutto sottomessa al marito Vittorio, assillato dalla gelosia e dalla volonta’ di controllo di ogni movimento della donna. Ben presto la vita di Filomena diventa una sorta di prigione, in cui oltre al lavoro e alla permanenza in casa, si susseguono le botte del marito. E’ quando si accorge che il figlio maggiore da’ uno schiaffo alla fidanzata, che Filomena comprende che la sua situazione non e’ piu’ tollerabile. Allora chiede la separazione, senza pero’ poter ancora andarsene dalla casa familiare e mettere distanza tra se’ e il marito. Addirittura, dopo aver scoperto dell’acido in un borsello, corre dai Carabinieri ma non riceve alcun aiuto: le viene soltanto suggerito di far esaminare la sostanza a proprie spese. La tragedia culmina la notte del 28 aprile di sei anni fa, quando proprio quel liquido le viene gettato in faccia dal marito mentre lei e’ a letto. E’ uno dei tre figli a soccorrere Filomena e a condurla in ospedale, in condizioni gravissime. Vittorio viene arrestato, mentre la donna lotta a lungo per sopravvivere e riesce a fatica a superare le gravi lesioni riportate. Processato per direttissima, Vittorio patteggia una pena a 18 mesi per maltrattamenti in famiglia, ma in carcere resta solo per un anno e tre mesi, tornando quindi in liberta’.



