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Mamma morta dopo il parto: il racconto in aula della cognata

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Nell’udienza di ieri del processo per la morte di Francesca Oliva, 29 anni di Gricignano d’ Aversa, morta dopo aver dato alla luce due bambine ed aver pianto per la morte del terzo figlio, è stata ascoltata la cognata Immacolata Tessitore che davanti al giudice monocratico Roberta Carotenuto ha ricostruito quanto accadde il 24 maggio 2014.
La donna ha raccontato le due settimane di odissea vissute da Francesca, prima nell’ospedale di Giugliano e poi nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno. La 29enne lamentava dolori e febbre alta, sintomi di una infezione all’utero. Sono stati ripercorsi i momenti passati nell’ospedale di Giugliano e quelli alla Pineta Grande. dove i medici intervennero con un parto cesareo d’urgenza perché uno dei bimbi che portava in grembo era morto da tempo.
Alla sbarra ci sono 14 medici delle due strutture sanitarie: Stefano Addeo, Renato Brembo, Gerardo Buonanno, Vincenzo Cacciapuoti, Gerardo Cardone, Giuseppe Ciccarelli, Giovanni De Carlo, Antonio Della Gala, Giuseppe Delle Donne, Pasquale Favale, Pietro Granata, Giuliano Grasso, Crescenzo Pezone ed Antonio Russo.

 Gustavo Gentile

Sciopero degli operatori ecologici senza stipendio da quattro mesi. Avevano già proclamato lo stato di agitazione

Casapenna. Due giornate di sciopero e un sit-in di protesta davanti al Municipio. Ad oggi non hanno ancora alcuna indicazione circa la data in cui i lavoratori riceveranno le spettanze di settembre ed ottobre. Da quasi 4 mesi i lavoratori hanno percepito appena un solo stipendio, quello di agosto. Il periodo delle festività natalizie è in arrivo, serve un’immediata risoluzione per scongiurare un’emergenza rifiuti sotto l’albero di natale. Per questa ragione venerdì prossimo saranno al Comune sperando di essere ricevuti dal sindaco Marcello De Rosa e chiedere allo stesso un intervento risolutivo, attraverso l’applicazione dei poteri sostitutivi. Gustavo gentile

Napoli, contrabbando sigarette: 10 misure cautelari

Questa mattina, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla procura di Napoli – Direzione distrettuale antimafia -, la guardia di finanza di Frattamaggiore ha eseguito 10 provvedimenti restrittivi della libertà personale, emessi dal gip del tribunale di Napoli. E’ stata disposta l’applicazione di 6 misure cautelari personali degli arresti domiciliari e 4 misure cautelari dell’obbligo di presentazione nei confronti di residenti nella provincia napoletana e ritenuti parte di diverse organizzazioni dedite al contrabbando di sigarette con base operativa ad Afragola, Cardito e Casoria. Secondo quanto emerso dalle indagini, 7 gruppi avrebbero gestito il commercio, operando in una situazione di sostanziale monopolio, in alcuni comuni dell’area nord della provincia partenopea per anni, almeno dal 2013.
In particolare, le fiamme gialle hanno ricostruito i flussi di approvvigionamento, scoperto depositi di stoccaggio, controllato i movimenti dei soggetti e accertato le modalità operative poste in essere anche nella fase della vendita al dettaglio. Nello specifico, i promotori dei gruppi criminali sono accusati di avere assunto da quel momento il ruolo di capi del contrabbando locale facendosi aiutare da diversi collaboratori per organizzare i punti di vendita, curare il trasporto delle sigarette e sorvegliare la zona. Al loro servizio anche una rete di venditori che hanno assicurato la continuità nella cessione al dettaglio e la capillarità del controllo dei territori. Una serie di cautele ed espedienti venivano messe in atto per sviare Inoltre spesso venivano cambiati i canali e i tragitti di rifornimento del prodotto, veniva operato il frazionamento dei trasporti, sostituite le auto le schede dei cellulari utilizzate per i contatti diretti con i fornitori. Sono stati sequestrati 51.163 chili di sigarette, 4 depositi, 4 autoveicoli e 10 cellulari. Durante le attività tecniche sono state individuate movimentazioni di contanti per circa 1.000.000 euro, il tutto per un valore nominale pari 10.000.000 euro e con un’evasione di accise accertata di 3.200.000 euro.

Catacombe di Napoli, la Cgil: ‘Non si può spegnere la speranza’

“Non si puo’ spegnere la speranza. Quello che oggi rappresenta il Rione Sanita’ per Napoli, ma per l’Italia tutta, e’ un reale modello di sviluppo, un’esperienza di riscatto, attraverso la cultura, la valorizzazione dell’arte, che nel Rione Sanita’ si respira ovunque, dai palazzi nobiliari alle chiese, alle catacombe, alla storia millenaria di vescovi e reali. E attraverso la cultura e l’arte che si e’ creato lavoro e quindi opportunita’, alternativa alla strada, al ricatto della criminalita'”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla Camera del lavoro metropolitana di Napoli. “La Cooperativa La Paranza, in cui lavorano circa 50 giovani che hanno scommesso sulla loro voglia di farcela – sottolinea la Cgil – ha cambiato il destino di questo quartiere che era sinonimo di illegalita’, degrado, isolamento, ignoranza. Il Rione Sanita’ e’ divenuto grazie a loro e a tante altre associazioni, artefici di questo miracolo, insieme al parroco Don Antonio Loffredo, il quartiere piu’ emblematico di rinascita e di riscatto, tanto da essere indicato come esempio cui ispirarsi”. “Come Cgil di Napoli – conclude la nota – confidiamo che le soluzioni che verranno individuate non interrompano questa esperienza non solo per la salvaguardia del lavoro, ma anche per la vita stessa del quartiere, che ha risposto alle nuove attivita’ culturali, sociali ed economiche con un modello di valorizzazione del territorio che viene studiato e preso ad esempio in ogni parte del mondo”.

De Luca: ‘Serve ok a piano ospedaliero per stabilità dei precari’

“Nelle prossime due settimane a Roma si deve approvare il piano ospedaliero altrimenti non si avvia il piano per il personale, lo dico ai precari della sanita’: la stabilizzazione e’ legata all’approvazione del piano ospedaliero, altrimenti restate precari”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania e commissario per la sanita’ Vincenzo De Luca, spiegando il suo “voto di silenzio di 15 giorni” sulle polemiche con il governo sulla sanita’. Entro dicembre la Campania aspetta infatti l’approvazione dell’ultimo aggiornamento del piano ospedaliero da parte dei ministeri della Sanita’ e dell’Economia.

Napoli, Esperienza investigativa: il Direttore della DIA Giuseppe Governale alla Federico II

L’esperienza investigativa nel contrasto alla criminalità organizzata e l’educazione alla legalità” è il tema dell’incontro che si svolgerà mercoledì 28 novembre alle 10 nell’Aula magna storica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e che vedrà l’intervento del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), Generale di Divisione Giuseppe Governale. L’incontro, rivolto agli studenti, futuri portatori dei valori della legalità e degli “anticorpi” fondamentali per contrastare la “cultura mafiosa, sarà introdotto da Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II. Parteciperanno gli studenti del Laboratorio interdisciplinare di ricerca su mafie e corruzione, del Laboratorio di Economia e Management delle Imprese Criminali, del Master in Criminologia e diritto penale e del corso di sociologia del c.d.l. in Politiche sociali. Al termine della presentazione saranno consegnate le pergamene ai partecipanti al Master in Criminologia e diritto penale.

Pagani, accoltellato per non aver pagato un tatuaggio: 2 arresti

Due fratelli di 26 e 28 anni sono stati arrestati dai carabinieri di Nocera Inferiore con l’accusa di aver accoltellato un 24enne per il mancato pagamento di un tatuaggio. L’episodio si è verificato il 12 novembre scorso a Pagani e oggi per i due, in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Nocera Inferiore, si sono aperte le porte del carcere. Il giovane è stato prima aggredito a calci e pugni, e poi colpito con un coltello alle gambe. I due aggressori lo hanno lasciato agonizzante in un lago di sangue. A incastrare i fratelli sono stati dei post pubblicati su Facebook, in cui si vantavano di aver aggredito il ragazzo.

‘O rusario d’e Femmene, un brano del TRIO 21 contro la violenza sulle donne

‘O rusario d’e Femmene, un brano che parla delle donne, un messaggio contro la violenza che fa riflettere. Scritto da Flora Contento su musica di Gianfranco Caliendo, il brano è finalista al Festival di Napoli new generation, interpretato dal TRIO 21, composto dalle gemelle Lisa e MariaCarmela Esposito e da Carla Palmieri, tutte allieve della sede di Gragnano dell’Accademia Caliendo. Il video è girato proprio in località Castello, una frazione di Gragnano, presentato nella sala consiliare della cittadina (celebre per i pastifici, il vino doc e il…panuozzo) il giorno 25 Novembre, giornata internazionale contro il femminicidio.

Pagani, presi i due aggressori del “tatuaggio”

L’aggressione sarebbe stata pianificata, una rappresaglia per il mancato pagamento di un tatuaggio. Gli investigatori, inoltre, hanno anche accertato che i due fratelli, subito dopo l’agguato, si erano vantati sui social network di esserne gli autori. I Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, due fratelli paganesi di 28 e 26 anni, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine. I provvedimenti si riferiscono al grave episodio verificatosi nella serata dello scorso 12 novembre: due individui, nella centralissima Piazza Sant’Alfonso di Pagani, dapprima aggredirono a calci e pugni un giovane ventiquatrenne del luogo, per poi colpirlo ripetutamente con un coltello alle gambe, lasciandolo agonizzante ed in un lago di sangue. Le risultanze investigative hanno consentito di far piena luce su quell’avvenimento, accertando la responsabilità dei due indagati. con l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi. 

Gli Statuto in concerto al First Floor Club di Pomigliano d’Arco

Il secondo appuntamento della mini rassegna punk – ska – rock “When I was young… on friday night!” è con gli Statuto venerdì 30 novembre al First Floor Club di Pomigliano d’Arco. Arrivano in Campania con il Football tour 2018/2019 a suon di Mod sound, power pop, ska, R&B, Soul, Northern Soul; tra vecchi classici, hit e brani ispirati al variopinto mondo del calcio italiano. Gli Statutoo – SKAr (voce), Naska (batteria), Enrico Bontempi (chitarra), Rudy Ruzza (basso) – sono da sempre veri appassionati, tifosi e praticanti del football e propongono nel loro “tour club”, con scadenza temporale a calendario “sportivo” (quindi da ottobre ’18 a maggio ’19) un concerto/spettacolo con suoni e visioni interamente dedicati al mondo del calcio. Oltre alle loro numerose canzoni a tema calcistico già presenti nel loro repertorio (brani scritti anche in collaborazione con Enrico Ruggeri, Paolo Belli e altri artisti), gli Statuto eseguiranno versioni travolgenti di grandi classici “a tema” della canzone italiana come: “Un’estate italiana” di Bennato/Nannini, “La leva calcistica del ’68” di De Gregori, “Una vita da mediano” di Ligabue e le sigle più conosciute dei programmi calcistici come “Tutto il calcio minuto per minuto”, “Domenica Sprint”, “La Domenica Sportiva” e “90° minuto”. Impegnati come “atleti” e testimonial nelle iniziative di solidarietà della Nazionale Italiana Cantanti, lo storico gruppo torinese ribadisce la sua credibilità, l’eccellente qualità musicale, la capacità di coinvolgimento e divertimento nonchè la storica originalità con lo “Statuto Football Tour”. Rappresentano una realtà unica nel panorama della musica italiana: con il loro coerente ma non per questo mai evoluto stile mod, con la loro immediatezza e sfrontatezza nei testi impegnati, spesso ironici o sarcastici, aggressivi e umili, con una musica diventata di “moda” che è iniziata con lo ska e si è fusa con il soul e il powerpop, diventando totalmente originale e incatalogabile; senza mai aver assunto i panni delle “star”.
Senza essersi mai allontanati idealmente (e geograficamente) da piazza Statuto, luogo di partenza e di creazione culturale, ideologica e musicale il gruppo è arrivato su ogni tipo di palcoscenico: dal Teatro Ariston del Festival di Sanremo al concerto per i licenziati della Lancia/Fiat di Chivasso, dal Festivalbar al Leonkavallo, dal Cantagiro al concerto in Plaza De La Revoluciòn all’Habana de Cuba (invitati dalle autorità locali), sempre con la massima semplicità e naturalezza che li contraddistingue fin dai loro inizi.
Inizio concerto ore 23.00
Ingresso dodici euro

 

Monossido di carbonio: donna di 50 anni trovata in coma dai vigili del fuoco

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Marcianise. I vigili del fuoco hanno effettuato un intervento in via Petrarca, nel rione De Felice. Sono intervenuti poiché una signora che abita in quella strada non rispondeva da ore alle chiamate dei familiari. All’ingresso dei soccorritori, al piano terra dell’abitazione, la stanza era satura di monossido di carbonio. Lì i pompieri hanno trovato la donna distesa a terra e priva di sensi probabilmente già da diverse ore. L’intervento ha necessitato l’utilizzo di bombole e autorespiratori. La donna, di 50 anni, dopo essere stata portata fuori dall’appartamento è stata affidata ai sanitari del servizio 118 che l’anno trasportata d’urgenza all’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta in stato di coma. Lì ha subito un intervento per tentare di salvarle la vita anche se le condizioni restano molto critiche.

Gustavo Gentile

Furti nelle aziende, banda di rumeni in manette dopo l’inseguimento da film

C’è anche un giovane della provincia di Caserta tra i cinque rumeni finiti in manette nell’operazione eseguita dai carabinieri del Norm di Todi, in Umbria, con la collaborazione della Compagnia di Terni, che ha sgominato una banda di pregiudicati responsabili di diversi furti consumanti ai danni di alcune aziende nella zona industriale di Pian di Porto.
L’attività dei militari ha avuto inizio verso le 22 di giovedì 22 novembre, quando a seguito di un allarme scattato presso una ditta di prodotti per l’agricoltura ed il giardinaggio, è stata individuata un’auto il cui conducente, alla vita dei carabinieri, si è dato alla fuga lungo la E45, in direzione Terni. Le pattuglie si sono messe subito all’inseguimento del mezzo, che i fuggitivi hanno abbandonato sulla sede stradale dopo la galleria di Collevalenza con la refurtiva a bordo, dileguandosi nelle campagne circostanti.
Dopo diverse ore di ricerche i militari, supportati da un elicottero del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare, hanno localizzato e tratto in arresto cinque uomini, tutti di nazionalità rumena e di età compresa tra i 20 e i 30 anni. La refurtiva rinvenuta a bordo dell’auto è stata recuperata e riconsegnata ai legittimi proprietari. Il gip del tribunale di Spoleto ha convalidato nella giornata di lunedì tutti gli arresti, disponendo l’obbligo di dimora nel comune di residenza, l’obbligo di permanenza notturna e di presentazione alla polizia giudiziaria.

 Gustavo Gentile

Ladra entra in casa per rubare poi esce nuda in strada: la foto virale sul web

Maddaloni. Ladra entra in due appartamenti, poi scende nuda in strada: la foto sta facendo il giro del web.
Ieri sera lungo via Napoli, una donna di 50 anni circa dopo essersi introdotta in un paio di appartamenti per rubare, è scesa in strada nuda, nei pressi del supermercato Penny.
Ha cominciato a camminare tra le auto senza vestiti. Allertata la polizia. Quando è arrivata la volante, la 50enne è fuggita. Indagini per risalire all’identità della ladra che dovrebbe essere italiana, stando alle indiscrezioni trapelate.

 Gustavo Gentile

Camorra, il boss latitante ha provato a bruciare documenti e pizzini prima dell’arrivo dei carabinieri

Mugnano. Quando ha sentito l’arrivo dei carabinieri ha bruciato tutte le tracce possibili che potevo condurre gli investigatori ai complici, a chi ha curato la latitanza a chi lo ha aiutato. Ma non ha fatto in tempo a dare fuoco a tutto. I carabinieri infatti hanno trovato nel covo di Mugnano, dove si nascondeva Antonio Orlando mazzulill anche una carta d’identita semibruciata con la sua foto.  Antonio Orlando, 60enne, ritenuto il reggente del clan camorristico degli “Orlando-Nuvoletta-Polverino” operante nell’Hinterland a Nord del capoluogo campano.
L’uomo, inserito nell’elenco dei i latitanti più pericolosi d’Italia, era ricercato da 15 anni avendo a uso carico 2 Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere per associazione di tipo mafioso emesse dal GIP su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Nella villetta di Mugnano, strategica perche’ a poca distanza dal feudo della cosca a Marano, ma anche vicina ad assi viari di comunicazione, dato che era un covo temporaneo, il boss aveva ogni genere di comfort, soprattutto quelli necessari a mantenersi in forma, come un tapis roulant, una doccia solare e una sauna, nella mansarda dell’appartamento che occupava in una palazzina a tre piani in una zona residenziale e tranquilla. Un covo provvisorio, nel quale non mancava anche il rifugio segreto. Infatti, sotto la seduta della sauna, si apriva una botola che conduceva a un incavo cieco. Un modo per sottrarsi a eventuali controlli, anche se solo temporaneamente, e che pero’ necessitava di una seconda persona nell’appartamento, perche’ il meccanismo di chiusura poteva essere azionato solo dall’esterno. E c’era anche altro, quello che lui, prima dell’arrivo dei carabinieri, ha provato ad incendiare. Vale a dire documentazione epistolare, forse anche pizzini e documenti d’identita’. Nella casa di una palazzina di tre piani, infatti, Orlando ha provato a distruggere una carta d’identita’ con la sua foto ma con un altro nome, oltre ad codice fiscale e ad una tessera universitaria. Si e’ arreso subito, senza opporre resistenza o tenare la fuga. Anzi, come riferito in conferenza stampa dal comandante provinciale dei Carabinieri, Ubaldo del Monaco, “ha alzato le mani in segno di resa”.I Carabinieri hanno sequestrato anche 6mila euro in contanti, molti documenti e lettere, una parte dei quali, il capoclan ha anche tentato di bruciare. Tra quelli che stavano per essere avvolti dalle fiamme, la carta d’identita’ con la foto del sessantenne ma i dati e le generalita’ di un’altra persona. Secondo gli investigatori, proprio le lettere, i “pizzini”, erano la sua modalita’ di comunicazione con il mondo esterno, in questi lunghi anni di latitanza, protetti da una fitta rete tessutagli attorno dalla cosca. Antonio Orlando e’ uno stretto parente dei Nuvoletta, come tutta la sua famiglia, dato che una Orlando ha sposato il capo clan dei Nuvoletta, l’unico gruppo camorristico campano federato con Cosa nostra e fortemente legato ai Corleonesi. Sequestrati anche due telefoni nella disponibilita’ di Antonio Orlando.

Nigeriani al soldo dei clan napoletani per lo spaccio della droga a Potenza: allarmante sinergia criminale

Potenza. La camorra napoletana gestisce le piazze dello spaccio di stupefacenti affidandolo ad una gruppo di nigeriani, richiedenti asilo: è l’inquietante retroscena scoperto dai carabinieri di Potenza in un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia lucana. La procura di Potenza parla di ‘allarmante sinergia’. Stamane, nell’operazione ‘Level’ sono stati arrestati 13 cittadini nigeriani – richiedenti asilo ospiti di centri di accoglienza del Potentino accusati di aver organizzato una “frenetica attività di spaccio” di eroina, hascisc e marijuana – acquistate a Napoli – nel centro storico di Potenza. I Carabinieri hanno eseguito anche otto divieti di dimora nel capoluogo lucano, a carico di persone sia italiane sia nigeriane. All’operazione, denominata “Level”, hanno partecipato 120 Carabinieri e un elicottero del Nucleo di Pontecagnano-Faiano (Salerno) dell’Arma. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, sono cominciate nell’ottobre del 2017. I carabinieri hanno stabilito che al vertice del clan vi era un cittadino nigeriano, Samuel Dumkwu, che, grazie alla sua “posizione di supremazia”, assicurava “un continuo rifornimento di sostanza stupefacente alla piazza di spaccio di Potenza”, dove poi la droga veniva venduta: secondo l’accusa, ha agito con “criteri tipicamente imprenditoriali”, rilevabili dalla “precisa ripartizione dei compiti affidati ai suoi connazionali”. La droga veniva comprata a Napoli e ciò ha confermato ‘l’allarmante sinergia fra criminalità straniera e quella operante nell’area partenopea’. Lo spaccio avveniva nel centro storico di Potenza, che il clan controllava in modo “monopolistico”.
-Complessivamente i Carabinieri hanno eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 8 divieti di dimora. Gli arrestati sono cittadini nigeriani richiedenti asilo, ospitati nei centri di assistenza straordinaria della provincia di Potenza, mentre il divieto di dimora ha colpito sia nigeriani sia italiani. Le indagini sono state avviate nel 2007 ed avrebbero messo in luce una “frenetica” attivita’ di spaccio di eroina e cocaina nel centro storico del capoluogo lucano da parte degli arrestati. Nell’organizzazione avrebbe avuto un ruolo determinante uno degli arrestati, Samuel Dumkwu. La droga smerciata veniva prelevata a Napoli, grazie ai contatti fra la criminalita’ partenopea e quella straniera, e piazzata a Potenza. L’organizzazione sgominata dai Carabinieri aveva regole ferree per quanto concerne la ripartizione dei compiti e nell’assegnazione delle gerarchie. All’esecuzione delle misure hanno partecipato 120 militari del comando provinciale dell’Arma di Potenza.

Lavori sul viadotto San Marco a Castellammare, la pioggia ritarda l’apertura del tratto: è caos viabilità

Castellammare di Stabia. Maltempo, ritardi e caos traffico per l’apertura del viadotto San Marco. La pioggia di stanotte ha bloccato i lavori di completamento sul viadotto San Marco, la riapertura del tratto interessato è stato posticipato di alcune ore, anziché alle 6,30 di stamane, alle 12, salvo il protrarsi di condizioni meteo avverse. L’Anas, infatti, ha comunicato con una nota che “A causa dell’incessante pioggia abbattutasi sulla Campania durante la notte, che non ha reso possibile il completamento della fase dei lavori sul viadotto ‘San Marco’, si comunica che questa mattina, martedì 27 novembre, il ripristino della circolazione in direzione di Napoli, lungo la SS145 ‘Sorrentina’ nella tratta compresa tra lo svincolo di Castellammare Ospedale (km 3,600) e lo svincolo di Gragnano (km 7,200), avverrà alle ore 12 circa (anziché alle 6.30, come stimato nella calendarizzazione dei lavori in corso), salvo il protrarsi di condizioni meteo particolarmente avverse. La riapertura della tratta di statale in orario diurno – prosegue l’Anas – resta sempre confermata alle ore 6.30, fatte salve eventuali temporanee modifiche d’orario che dovessero eventualmente rendersi necessarie in relazione all’avanzamento delle attività lavorative e che comunque saranno tempestivamente comunicate forze dell’ordine ed enti territoriali”.

Era stato il nipote Armandino Lubrano a curare la latitanza del boss Antonio Orlando mazzulill. LE INTERCETTAZIONI, IL VIDEO

Secondo il gip Francesca Ferri che nel 2016 firmò l’ordinanza cautelare nei confronti 32 esponenti del clan Orlando e tra questi anche quello che fino a stamane era il capo latitante Antonio Orlando mazzulill era il nipote “Armando Lubrano da tempo è ritenuto il braccio destro di Antonio Orlando di cui curerebbe anche la latitanza come emerge dalla conversazione ambientale del 10.09.15 corredata dalle immagini relative ad un incontro tra Lubrano Vincenzo insieme a Polverino Vincenzo, De Luca Pietro, Rusciano Gianluca e Bocchetti Roberto nel corso della quale Lubrano Vincenzo fa espresso riferimento ad Armandino che mantiene il latitante Antonio Orlando, figlio della sorella Giuseppina. Il giovane rampollo del clan di recente è tornato a far parlare di se per un inchiesta che sta conducendo la Dda perché scoperto a usare tablet nel carcere dove era detenuto
Polverino Vincenzo: mo ti dico un’altra cosa l’aspetti tu qua a tuo zio se viene
UOMO 2 no..! perché Angelino alle quattro
Polverino Vincenzo: oggi?
U2: alle quattro, dice che zio Tonino è venuto e che loro l’hanno sentito parlare …pausa…
Lubrano Vincenzo: noi poi parliamo con lui e diciamo come se stiamo ad Aversa un paio d’ore…
Polverino Vincenzo: ma oggi viene pure zio Antonio?
Lubrano VINCENZO: EH …LA VERITÀ PROPRIO A LUI LO APPOGGIA ARMANDINO!
U2. eh stamm sempre ah…
Vincenzo: io ci sono stasera solo …ah… per…ah..
ZV: perché..ah… (Si sovrappongono le voci)
U2: a chiamarlo mo?
ZV: e la sorella di Lorenzo ..il matrimonio..?
Vincenzo: la sorella di Lorenzo il 15!
ZV: E Può essere che ci stà? Quando è martedì?
Vincenzo: E oggi che coseè 10? è martedì! (ndr: parlano del matrimonio di Michele D‟Ambra e Maria Nuvoletta che si terrà il 15 Settembre 2015) …incomprensibile… si sovrappongono le voci a bassa voce.
Vincenzo: è strano che sono andati al lato di Santa Maria! (ndr: Vincenzo intende dire che il ristorante che hanno scelto “ Tenuta San Domenico” è sita in Sant’Angelo in Formis in provincia di Caserta vicino Santa Maria Capua Vetere
ZV: Davvero? E noi non ci sappiamo nemmeno arrivare!
Vincenzo: è… quello pure Armando ha detto a gennaro vedi un po dove si trova questo ristorante e se qualcuno fa le fotografie cose…(ndr: Vincenzo intende dire che Armando Lubrano si preoccupa di sapere dove si trova il ristorante e se cè qualcuno che fa le foto, nel senso che si guardano bene del fatto di non essere visti).

Renato Pagano

@riproduzione riservata

Omicidio di Mondragone, svolta nelle indagini dei Carabinieri: in due fermati

Omicidio di Mondragone, svolta nelle indagini dei Carabinieri: in due fermati . Il killer sarebbe arrivato in scooter insieme ad un complice. Sembra esserci una svolta nell’omicidio di Salvatore De Rosa, avvenuto il 17 novembre scorso a Mondragone. Due persone sono state fermate dai carabinieri per l’omicidio: si tratta di Slimane Mohamed, 50 anni circa, tunisino e di un rumeno che l’avrebbe accompagnato sul posto in sella ad uno scooter.
L’ omicidio sarebbe avvenuto al termine di una lite. Entrambi gli arrestati sono residenti a Mondragone. Non sono trapelati ancora i dettagli sul movente dell’omicidio. La vittima fu colpita a morte con colpi di pistola al petto.

 Gustavo Gentile

Truffe agli anziani: 14 anni di carcere per la banda dei napoletani

La quinta sezione della Corte d’Appello di Napoli ha emesso la sentenza nei confronti di tre  napoletani accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa agli anziani. Reato tanto diffuso ultimamente, ed altrettanto odioso perché va a fare leva sulla sensibilità e la fragilità delle persone anziane. I fatti si erano svolti durante il 2016 nella provincia di Campobasso, ed un episodio aveva visto coinvolto anche un anziano signore di Sorrento, che in casa sua, al parco Cinzia si era visto “spillare” quasi 600 euro con la solita , ma efficace, scusa dell’anticipo per le spese legali per risolvere un fantomatico incidente stradale subito da un prossimo congiunto.
Ebbene, i tre uomini sapevano essere talmente convincenti da farsi consegnare il denaro senza neanche tanti sforzi. Bastava fare una chiamata e fingersi avvocato o maresciallo dei carabinieri, chiedere una somma di denaro, quasi sempre nella disponibilità degli ignari anziani, e dire che di lì a poco sarebbe passato un proprio incaricato, che la truffa era consumata. Ad incastrare i quattro uomini (per uno di loro si è proceduto separatamente) le telefonate intercettate sulle loro utenze “citofono”. Le condanne in primo grado, col rito abbreviato, avevano sfiorato i 6 anni. Tutte confermare oggi dalla corte d’appello di Napoli, tranne che per il sessantenne A.A. di Napoli, che assistito dalla penalista stabiese Olga Coda si è visto ridurre la pena di 2 anni.

Spacciava nella zona di Rovigliano, preso lo stabiese Giuseppe Guida

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Torre Annunziata hanno arrestato Giuseppe Guida, 20enne di Castellammare di Stabia per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nell’ambito di un predisposto servizio finalizzato al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, a seguito di un’attività info investigativa, i poliziotti hanno effettuato una serie di controlli con l’ausilio di unità cinofile dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli. Gli agenti si sono recati in zona Rovigliano nell’appartamento dove era domiciliato il giovane. A seguito del controllo effettuato i poliziotti hanno rinvenuto 50 grammi di cocaina nonché un bilancino di precisione , un coltello a serramanico con tracce di sostanza stupefacente alla punta e due piccoli involucri di cellophane termosaldati contenente sostanza del tipo canapa indiana. La sostanza stupefacente e tutto il materiale per il confezionamento è stato sequestrato, mentre il 20enne è stato arrestato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa del processo con rito direttissimo.

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