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Carcere duro per il boss Luigi Moccia, per i pentiti dava ordini dalla cella

Su richiesta della Dda di Napoli, a quanto si apprende, e’ stato applicato il 41 bis, il cosiddetto “carcere duro”, a Luigi Moccia, ritenuto ai vertici dell’omonimo clan operante nel Napoletano. Moccia e’ stato arrestato lo scorso 23 gennaio con l’accusa di associazione mafiosa in un maxi blitz che ha azzerato l’intero vertice della cosca che controlla gli affari illeciti nei comuni a  Nord di Napoli con 45 arresti e tra questi anche due poliziotti infedeli. Gli investigatori hanno ricostruito il gruppo di vertice del clan, tra i quali Luigi e Teresa Moccia, Filippo Iazzetta e Anna Mazza,la ‘vedova della camorra’, morta negli anni scorsi.
Le accuse contestate vanno dall’associazione mafiosa, alla detenzione di armi comuni e da guerra, estorsioni e riciclaggio di ingenti somme di denaro. L’organizzazione e’ attiva da anni nei territori dei comuni di Afragola, Casoria, Arzano, Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano, Caivano e Acerra e in alcune citta’ del Lazio. Le indagini, che si sono avvalse del contributo di collaboratori di giustizia, si basano anche su intercettazioni di colloqui in carcere che hanno portato al sequestro di manoscritti con cui i detenuti del clan comunicavano con l’esterno. Gli inquirenti hanno ricostruito, oltre al gruppo di vertice, anche quello dei cosiddetti ‘senatori’ indicati come ‘affidatari delle direttive’: Salvatore Caputo (deceduto), Domenico Liberti, Maria Luongo, Pasquale Puzio e Antonio Senese. Le indagini hanno portato alla luce i profondi contrasti esistenti tra alcuni dei cosiddetti senatori, ed hanno evidenziato il ruolo di primo piano assunto da Modestino Pellino, sorvegliato speciale domiciliato a Nettuno (Roma) e ucciso il 24 luglio 2012, subordinato solo a quello del capo indiscusso dell’associazione Luigi Moccia, gia’ sottoposto a liberta’ vigilata a Roma, dove aveva da tempo trasferito i propri interessi. Sono state ricostruite – sottolineano gli investigatori – la piu’ recente conformazione del clan Moccia, le responsabilita’ del suo vertice assoluto, dei dirigenti e dei relativi referenti sul territorio, le modalita’ di comunicazione tra gli affiliati, anche detenuti, la capillare attivita’ estorsiva, l’imposizione delle forniture per commesse pubbliche e private, la ripartizione tra i sodali, liberi e detenuti, dei profitti illeciti, e le infiltrazioni del sodalizio negli apparati investigativi.

Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa: chiesti 2 anni e 2 mesi di carcere per 16 medici

Aversa. Pazienti maltrattati e “sequestrati” all’OPG di Aversa. Il PM chiede 2 anni e 2 mesi di carcere per tutti i medici imputati, ben 16 persone. È terminata ieri la requisitoria del Pubblico Ministero, dinanzi al Giudice dott. Orazio Rossi del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a carico di 16 tra Medici Psichiatri e Medici di Guardia dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Aversa. Per tutti, senza alcuna distinzione, la dott.ssa Ida Capone, ha avanzato la stessa richiesta di condanna: 2 anni e 2 mesi di carcere ciascuno, senza la sospensione condizionale della pena.
Oltre a Direttore Sanitario Ferraro sono imputati i medici: Diana, Pisauro, Nugnes, Borrelli, Andriani, Iaccarino, Principe, Pommella, Signoriello, Vassallo, Di Tommaso, Ruocco, Petrosino, Cristiano, Zagaria, Cappiello. Sono accusati tutti dei reati di maltrattamento e di sequestro di persona ai danni di 27 ex internati nella struttura. I fatti contestati risalgono al periodo 2006-2011. Secondo il Pubblico Ministero le vittime, alcune costituite parti civili, sarebbero state costrette a restare a letto per un periodo superiore a quello consentito e qualcuno sarebbe addirittura rimasto fermo nel letto per diversi giorni senza che alcuno si prendesse cura di loro. Questa richiesta di condanna è stata basata su testimonianze acquisite, su consulenze tecniche e prove documentali e partì da una interrogazione parlamentare del senatore Ignazio Marino cui segui una ispezione ministeriale e poi una inchiesta giudiziaria.
L’Opg di Aversa, come gli altri ospedali giudiziari non è più operativo da oltre tre anni e con legge dello Stato le sue competenze sono state trasferite alle Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) della Regione Campania.

Gustavo Gentile

I detenuti del carcere di Venezia diventano ‘ciceroni’ per illustrare l’arte della città

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Custodire e spiegare la bellezza culturale di Venezia come occasione di riscatto per i detenuti. L’idea lanciata dal patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, durante la messa di Natale celebrata nel penitenziario di Santa Maria Maggiore, vuole “coinvolgere più soggetti in un’iniziativa volta ad aiutare le persone che vivono la realtà del carcere, accompagnandole e seguendole in termini culturalmente responsabili”. Immediato il sostegno del Ministero della Giustizia. Il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini, risponde: “Abbiamo già avviato interlocuzioni istituzionali con il Comune di Venezia per far svolgere ai detenuti lavori di pubblica utilità. Protocolli d’intesa in questo senso sono stati già siglati con i sindaci delle città metropolitane di Roma, Milano, Palermo, Napoli e presto sarà la volta di Torino e Firenze”. “L’interessante proposta del patriarca di Venezia – sottolinea Basentini – potrebbe costituire a questo punto l’occasione per velocizzare l’avvio di un progetto analogo da realizzare con il coinvolgimento di Comune e Regione Veneto. Già a gennaio ci muoveremo in questa direzione”.

Pompei. Riaprono al pubblico la Casa della Fontana Grande, la Casa dell’Ancora e il Tempio di Iside

Casa della Fontana Grande, Casa dell’Ancora e Tempio di Iside, tre importanti riaperture al pubblico, a partire da venerdì 21 dicembre, a seguito degli interventi di restauro e manutenzione ma anche con la riproposizione di allestimenti storici, interventi di decoro del verde e indagini di ricerca. Alla Casa della Fontana Grande, a conclusione degli interventi di restauro, si ripropone l’allestimento storico dell’area della fontana, in linea con il progetto Museo diffuso già sperimentato in varie domus pompeiane, e con la ricollocazione in loco della copia della statuetta di puttino con delfino.
La Casa dell’Ancora, invece, con la sua originale planimetria a doppio livello, esibirà il bel giardino del piano inferiore risistemato grazie ad un intervento di restauro e manutenzione del verde, secondo un progetto non impattante e un criterio storico-botanico nella scelta delle essenze. Il Tempio di Iside, invece, oltre a interventi di manutenzione generale e di restauro degli apparati decorativi, è stato oggetto di nuove indagini archeologiche nell’ambito del progetto “scavi e ricerche” promosso dal Parco. In particolare, nell’ambito di uno dei saggi, sono emerse tracce di un sacrificio con offerte sia vegetali sia animali che hanno permesso di acquisire importanti conoscenze sui rituali praticati nel santuario. L’impianto originario della Casa della Fontana grande risale alla prima metà del II sec a. C., ma solo nel I sec d.C fu addossata al muro di fondo la grande fontana ad abside rivestita con mosaici e conchiglie e ornata da due maschere teatrali in marmo, che dà oggi il nome alla dimora. Al centro della fontana si trova una base cilindrica con un foro centrale che all’epoca della scoperta tra il 1826 e il 1827 si presentava priva di elementi decorativi. Fra Ottocento e Novecento venne posizionata sulla base al centro della fontana una copia di un puttino con delfino scoperto nel 1880 nel giardino della casa degli archi; tale sistemazione, concepita forse in analogia con la vicina casa della Fontana Piccola, al cui centro si trova una statuetta di puttino con oca, è stata in seguito mantenuta per diversi decenni nel corso del Novecento. L’allestimento oggi presentato ripropone dunque tale storica sistemazione e restituisce così l’immagine consolidata della domus nell’ultimo secolo.
La Casa dell’Ancora prende nome dall’ancora raffigurata nel mosaico dell’ingresso, simbolo della tranquillità e della sicurezza che la dimora offriva ai propri abitanti. Presenta una planimetria assolutamente originale nel panorama pompeiano. La parte posteriore è infatti organizzata su due livelli posti a differenti quote: il piano superiore è incentrato intorno ad un’ampia terrazza su cui affacciavano tre grandi sale da ricevimento, con pavimenti decorati da mosaici di cui si conserva in un caso il disegno preparatorio; il piano inferiore è occupato da un giardino, attorno al quale corre un portico coperto a pilastri. L’abitazione è stata interessata da un intervento di restauro degli apparati decorativi nel 2015 nell’ambito del Grande Progetto Pompei. Il Tempio di Iside era dedicato al culto antichissimo (di tipo misterico, cioè riservato ai soli iniziati) della dea egizia, che si diffuse in tutto il Mediterraneo a partire dal III secolo a.C. per il suo messaggio di speranza in una vita oltre la morte. Secondo il mito, infatti, Iside recuperò le parti dello sposo Osiride, ucciso e smembrato da Seth, lo ricompose e gli ridiede la vita. Al centro di un cortile porticato si trova il tempio su alto podio; nello spazio antistante stanno l’altare, la fossa per le offerte e un piccolo edificio (purgatorium) al cui interno una scala porta al bacino cui attingere l’acqua, che si diceva provenisse direttamente dal Nilo. Alle spalle del tempio un’ampia sala era dedicata alle riunioni degli iniziati (ekklesiasterion), mentre in una più piccola (sacrarium) erano visibili pitture che narravano episodi del mito della dea. Gli apparati decorativi, le sculture e gli arredi rinvenuti nel santuario sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma è possibile rivivere in parte l’effetto originario grazie alla ricollocazione in situ di alcune copie di affreschi e di statue.
Nell’ekklesiasterion il visitatore può, attraverso apparati multimediali, acquisire informazioni sul culto isiaco.

Casoria, droga e proiettili in un marsupio steso tra la biancheria

Casoria. Ieri pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Afragola hanno sequestrato a carico di ignoti ,35 proiettili calibro 9×21, 5 proiettili calibro 38 special e 17,50 grammi di cocaina. I poliziotti a seguito di un attività info investigativa si sono recati a Casoria in uno stabile condominiale di via Marconi. Gli agenti , all’interno dello spazio condominiale, hanno notato tra la biancheria posta ad asciugare, un marsupio, all’interno del quale hanno rinvenuto tre involucri. Nel primo involucro erano contenuti 35 proiettili calibro 9×21 , nel secondo 5 proiettili calibro 38 special e nel terzo involucro la sostanza stupefacente. La droga e i proiettili sono stati sequestrati. Ora si cerca di risalire ai proprietari.

Napoli, da Ponticelli a Volla per fare rapine: intercettati in tre, uno fermato. Caccia ai complici

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato del Reparto Prevenzione Crimine Campania hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria C.L. napoletano di 34 anni, gravemente indiziato del reato di rapina aggravata, e responsabile dei reati di ricettazione, evasione dalla detenzione domiciliare, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Ieri pomeriggio verso le 17.50 veniva diffusa la nota di una rapina in un supermercato di Volla rapinato pochi muniti prima. Alcuni giovani, arrivati in sella scooter, erano entrati nell’esercizio commerciale ed avevano commesso la rapina. Quindi la fuga verso Ponticelli.

Scattate subito le ricerche della banda di rapinatori, una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine ha intercettato, in via Carlo Miranda, tre scooter guidati da altrettanti giovani che fuggivano prendendo direzioni diverse.Gli agenti hanno inseguito il centauro corrispondente alla descrizione diffusa dalla Volante del Commissariato Ponticelli. Ad un certo punto lo stesso ha abbandonato lo scooter proseguendo la fuga a piedi ma è stato comunque raggiunto e bloccato dopo una colluttazione. I poliziotti hanno accertato che l’uomo non solo aveva violato il regime delle detenzione domiciliare emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ma che lo scooter che guidava, restituito poi al legittimo proprietario, era stato rapinato pochi giorni prima. Il 34enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Ariano Folkfestival Winter Edition, dal 27 al 29 dicembre ad Ariano Irpino

Torna Ariano folkfestival Winter Edition. Dal 27 al 29 dicembre una line-up come sempre sperimentale e non convenzionale, caratterizzata da quel desiderio di ricerca ed esplorazione sonora che da più di vent’anni è un punto di riferimento europeo tra i festival di world music, come confermano gli oltre ventimila partecipanti all’ultima edizione estiva. Grazie al Comune di Ariano Irpino che supporta il progetto e alla Regione Campania sotto una grande tensostruttura climatizzata, a piazzale Calvario, prenderanno vita tre giorni di concerti gratuiti. Sul palco si alternano il progetto tutto italiano di cumbia Cacaco Mental, il dj set di Gambeat, storico bassista di Manu Chao e i travolgenti spagnoli Itaca Band. E poi l’ipnotico taranta beat di Giuliano Gabriele, il sound meticcio siculo-balcanico di Giufà, quello campano di Ars Nova Napoli e quello capace di incrociare lo swing con influenze caraibiche e mediorientali di The Sweet Life Society. E ancora, le esplorazioni musicali tropicali e psichedeliche di Mondo Cane e il raggamuffin di Manlio Calafrocampano. Si comincia giovedì 27 dicembre alle 22.00 con il Taranta Beat di Giuliano Gabriele e il suo ensemble, che intrecciano passato e presente, folclore e modernità, guidando oltre ogni convenzione temporale alla scoperta della quintessenza della musica tradizionale del Sud Italia: il ritmo. A seguire, le esplosioni di suoni, colori e allegria dei siciliani Giufà e la loro ricetta sonora unica, che mescola Klezmer, Balkan beat e una buona dose di rock: riff di fiati incalzanti, chitarre distorte, cassa in quattro e sonorità balcaniche sono i quattro ingredienti principali che riescono a trascinare, coinvolgere e far saltare il pubblico di ogni età. Chiude la serata lo psichedelico dj set di Mondo Cane, al secolo Andrea Cota, che trasforma la pista da ballo in una giungla urbana di afrofuturismi, cumbia psichedeliche, global bass e reggae shakerati con le pulsazioni della musica elettronica. Venerdì 28 dicembre, sempre dalle 22, è la volta di Ars Nova Napoli, band che porta ad Ariano il suo amore per il repertorio popolare campano mescolato a una grande ricerca antropologica musicale: nella loro musica si incontrano pizziche pugliesi e serenate siciliane, rebetiko greco e musica balcanica. La palla passa poi ai The Sweet Life Society con i loro remix ricchi di sample che vanno dallo swing a brani caraibici e mediorientali, dal bigbeat di scuola Francese “Chinese Man” alla jungle di matrice inglese, il tutto arricchito dalle tre voci della band. Infine, il palco di Ariano sarà infiammato da Dj Gambeat: bassista leggendario di Radio Bemba, La Ventura e Mano Negra, da sempre al fianco di Manu Chao, nel suo set musicale reinterpreta i beat acquisiti durante i suoi viaggi e i suoi incontri. Mixando musiche latine tradizionali in chiave elettronica, Dj Gambeat modernizza cumbia, tango, vallenato e salsa, creando una fusione festosa ed esplosiva.

Napoli, trapianto di rene da padre vivente a figlia al Policlinico

Trapianto di rene da vivente tra padre e figlia a Napoli. Un intervento di questo tipo non si programmava dal 2003 e sempre nel policlinico dell’ateneo Federico II di Napoli. Il donatore e’ un uomo di 56 anni napoletano, la ricevente e’ la figlia. M. e’ napoletana, ha 26 anni, ma aveva dovuto drasticamente ridimensionare sogni e ambizioni perche’ le hanno diagnosticato insufficienza renale cronica, combattuta con la terapia medica e il rispetto di stretti regimi di vita. La scorsa estate e’ entrata in quella fase della malattia che conduce inevitabilmente alla dialisi salvo che non si riesca prima ad accedere al trapianto. L., 56 anni, padre della ragazza, si informa e scopre che e’ possibile realizzare un trapianto di rene da donatore vivente e che se il trapianto viene effettuato prima che il malato entri in dialisi si possono ottenere migliori risultati in termini di sopravvivenza e qualita’ di vita. Michele Santangelo direttore della UOC di Chirurgia Generale e dei Trapianti di Rene del policlinico Federico II si e’ reso disponibile all’intervento, anche perche’ sta riorganizzando l’attivita’ di trapianti da vivente presso la Federico II con metodiche piu’ moderne che offrono maggiori vantaggi e garanzie al donatore. Lo scorso 13 dicembre, al padre il prelievo dell’organo e’ stato effettuato con tecnica totalmente laparoscopica, ed e’ stato rapidamente dimesso in perfetta forma. Alla figlia, che e’ in buone condizioni, il trapianto da vivente ha consentito di rientrare in quel fortunato gruppo di pazienti, definito “pre-emptive”, che possono cioe’ giovarsi di ricevere un rene prima dell’entrata in dialisi.  “Il trapianto da vivente e’ una procedura che esiste da tempo, ma l’ultimo eseguito alla Federico II e in Campania risale al 2003. Poi, purtroppo, problematiche di ordine organizzativo e legate al mancato rinnovo dell’autorizzazione hanno costretto alla sua sospensione. Oggi, grazie a una minuziosa organizzazione, ad una perfetta integrazione tra le diverse competenze chiamate in campo, alla definizione di percorsi clinico-assistenziali particolarmente articolati ed all’acquisizione di competenze nelle tecniche chirurgiche mininvasive e’ stato possibile riattivare questa importantissima procedura”, precisa Santangelo. Al Policlinico Federico II il ricorso alla chirurgia mininvasiva per effettuare il prelievo sara’ ben presto integrato dall’utilizzo del Robot da Vinci. “La riattivazione del programma di trapianto di rene da donatore vivente risponde alla mission di un’Azienda Ospedaliera Universitaria e dimostra, come all’interno del Policlinico Federico II, siano presenti professionisti in grado di realizzare, in chiave moderna, ambiziosi programmi didattico scientifici assistenziali in campo trapiantologico e di formare con grande competenza le nuove generazioni. Con orgoglio possiamo affermare che la Campania si riallinea agli standard delle Regioni piu’ avanzate in campo trapiantologico garantendo l’opportunita’ di ridurre la migrazione sanitaria di quella consistente quota di pazienti che per oltre 15 anni e’ stata costretta a recarsi fuori regione, soprattutto al nord”, sottolinea il direttore generale dell’AOU Federico II Vincenzo Viggiani.

Napoli: in Consiglio comunale maggioranza canta ‘Bella ciao’

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Napoli. La maggioranza presente in Consiglio comunale, il sindaco, Luigi de Magistris, e gli esponenti della Giunta si sono alzati in piedi e stanno intonando in aula ‘Bella Ciao’. A proporlo il consigliere di Napoli Sinistra in Comune, Mario Coppeto, a seguito delle polemiche che in questi giorni ci sono state a seguito dell’inserimento della canzone nella recita di Natale della scuola ‘De Amicis’, nel quartiere Chiaia, e le polemiche di alcuni genitori. Oggi contro l’inserimento del canto partigiano nella recita natalizia e’ stato annunciato anche un flash mob promosso dalla Lega e da alcune associazioni all’esterno della scuola De Amicis.

Nove anni di carcere al massaggiatore accusato di violenza su un minore

Giuseppe Alfieri, il massaggiatore di Cava de’ Tirreni accusato di violenza di gruppo su un minore è stato condannato a nove anni e otto mesi di reclusione e una provvisionale di trentamila euro a favore dell’allora diciassettenne, vittima delle sue attenzioni e di quelle degli altri imputati in regime di abbreviato. Il giudice per le indagini preliminari de tribunare di Salerno, Mariena Albarano, si è epressa anche nei confronti di Simone Criscuolo, condannato a otto anni di reclusione, e di Salvatore Ultimo condannato a sei anni e otto mesi. Nel collegio difensivo anche l’avvocato Francesco Rizzo mentre a rappresentare la parte civile c’era l’avvocato Agostino Allegro. A carico di Alfieri, rispetto alle richieste del sostituto procuratore Elena Guarino, sono venute a cadere soltanto alcune contestazioni sulle pedopornografia per immagini ritrovate nel suo cellulare. Per il resto la condanna del gip Albarano ha ricalcato quasi in pieno le richieste del pm Guarino. Nonostante alcune lacune e contraddizioni nel racconto della vittima, il pm Elena Guarino non ha mai avuto dubbi sul fatto che il gruppo di uomini abbia manipolato il ragazzo per abusare di lui, accompagnandolo, piano piano, verso la decisione di concedersi, prima attraverso simulazioni con i pupazzi e poi con atti orali fino allo stupro di gruppo. Ma non solo. Il magistrato ha sempre sostenuto che quegli uomini adulti avrebbero approfittato di un suo leggero deficit mentale per soggiogarlo psicologicamente. Le indagini presero il via agli inizi del 2016 in seguito alla denuncia della madre della giovane vittima, e si sono da subito concentrate sul periodo compreso tra l’ottobre 2015 e l’aprile 2016 quando il ragazzo, dopo essere stato avvicinato dal titolare del centro, sarebbe caduto in un vortice di violenza e minacce. È stato lui a raccontare nel dettaglio tutto quanto accaduto. A partire da quando è stato adescato da Alfieri: non era solo ma in compagnia di un amico suo compagno di classe. I due avrebbero dovuto sottoporsi ad una seduta di massaggio semplicemente come modelli per sponsorizzare le attività del centro. Già nel corso del primo appuntamento, però, le cose sarebbero andate diversamente e il massaggio avrebbe acquisito una connotazione strettamente erotica. I due ragazzi sarebbero stati spinti sul lettino e costretti a palpeggiamenti alle parti intime. La stessa cosa si sarebbe ripetuta nell’incontro successivo di dicembre 2015. La situazione, però, sarebbe precipitata solo successivamente quando a restare nelle grinfie di Alfieri sarebbe rimasto solo il ragazzo di diciassette anni che avrebbe cominciato a subire vere e proprie minacce: i filmati degli incontri precedenti sarebbero finiti in rete e lui sarebbe stato addidato come omosessuale. Nell’aprile 2016 lo stupro di gruppo.

La Finanza scopre una maxi frode fiscale per 40 milioni di euro: 6 arresti e 16 indagati

La Guardia di Finanza di Torino ha arrestato 6 persone perché responsabili di aver creato un’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla bancarotta fraudolenta. Quattro milioni di euro il valore dei beni, riconducibili agli indagati, per i quali è stato disposto il sequestro a Torino e provincia e nelle province di Reggio Calabria, Foggia e Caserta. Le custodie cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Torino al termine di un’indagine coordinata dalla procura del capoluogo piemontese.
Nell’ambito dell’attività investigativa sono stati individuati 16 soggetti che, secondo l’accusa, a vario titolo, avrebbero architettato un articolato disegno realizzato attraverso la costituzione e la gestione di 13 società cooperative, di cui 12 poi dichiarate fallite, tutte attive nel settore della logistica e del facchinaggio. In particolare, i finanzieri hanno accertato che il fulcro dell’intero sistema fraudolento era un consorzio di cooperative a cui venivano appaltate importanti attività logistiche, quali il confezionamento, la spedizione, il carico e lo scarico di merci, da parte di primarie società nazionali. Il consorzio, che non aveva struttura, organizzazione, mezzi e dipendenti, si serviva di cooperative, consorziate e non, a cui sub-appaltava lo svolgimento di tali attività.
Dagli accertamenti degli inquirenti è emerso che in realtà le cooperative sarebbero state costituite al solo scopo di assumere formalmente i dipendenti, facendo ricadere in capo a queste tutti gli obblighi contributivi e previdenziali relativi ai soci cooperatori, destinati ad essere poi evasi. A partire dal 2012, infatti, il protagonista economico è stato il consorzio che, attraverso un sistema di false fatturazioni, detraeva indebitamente l’Iva delle fatture ricevute dalle cooperative, mentre queste ultime non versavano quanto dovuto, con un duplice danno per l’Erario quantificato in almeno 40 milioni di euro e l’iscrizione a ruolo di debiti per oltre 102 milioni di euro.
Al fine di rendere più difficoltosa l’individuazione del disegno e dei responsabili, il consorzio e le cooperative, una volta fallite, venivano fittiziamente trasferite presso altre province e sostituite da altre società che continuavano a operare secondo le medesime modalità, aumentando il debito nei confronti dello Stato e aggravando la posizione contributiva dei soci cooperatori che venivano trasferiti da una cooperativa all’altra. La complessa ricostruzione di tutte le movimentazioni finanziarie dei soggetti giuridici falliti fatta dai ha permesso di quantificare in oltre 3 milioni di euro le distrazioni patrimoniali realizzate a danno delle cooperative.

Gustavo Gentile

Riconoscere i migliori disordine online della rete non è operazione semplice, capiamo il perché

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Guardiamo cosa analizzare di un disordine online prima di mettersi a giocare

 

Oggi il numero di persone che ama passare il proprio tempo libero giocando sono aumentate a dismisura come testimoniano i dati ufficiali che ogni mese i Monopoli di Stato, organo preposto al controllo del gioco, forniscono per fotografare la situazione e capirne i futuri sviluppi. Se da un lato le scommesse sono sempre state nel dna degli italiani perché popolo innamorato del gioco del calcio, dall’altro ci sono i giochi da disordine che negli ultimi anni hanno conosciuto un incremento nei volumi di gioco vertiginoso. Il motivo di questo crescente successo è da imputare principalmente all’arrivo dei disordine online che hanno rivoluzionato il modo in cui giocare. Un tempo per giocare alle slot machines o altri giochi d’azzardo l’unico posto dove era possibile farlo erano i veri disordine oggi invece grazie alla rete ed al suo rapido sviluppo è possibile giocare a tutte le stesse tipologie di gioco attraverso il proprio pc oppure più semplicemente uno smartphone da qualsiasi luogo e soprattutto in qualsiasi orario. Grazie alla domanda in continua crescita i disordine online negli ultimi anni si sono moltiplicati e quindi, come facile immaginare, sono presenti sale da gioco di tutte le qualità dalle più affidabili alle meno. Visto che comunque si gioca con soldi veri ed in caso di vincita bisogna essere certi dell’incasso della stessa bisogna comunque scegliere tra i migliori disordine online in circolazione per evitare di avere controversie e nel caso di essere tutelati. Diciamo di scegliere tra i migliori disordine online perché negli ultimi anni sono apparsi disordine online stranieri che raccolgono gioco in Italia anche se non è il loro paese di origine e quindi possono eludere molte delle leggi in vigore nel nostro paese, ma cosa più importante in caso di controversia AAMS non potrebbe tutelare il giocatore nelle opportune sedi, non sarebbe la prima volta che disordine online stranieri sparissero da un giorno con l’altro oppure smettessero di pagare le vincite. Quindi la prima operazione da fare quando si scegli un disordine online è di verificare sempre che sia in possesso di una licenza di gioco italiana e che il numero della concessione sia reale. Questa è la prima e più importante regola da seguire ovvero giocare sempre sui canali ufficiali e tutelati. Questo è un parametro che ci da garanzie di sicurezza e che deve avere ogni disordine online, poi ogni disordine online ha le sue caratteristiche e va scelto in base ai propri gusti a livello di esperienza di gioco ed in base ai titoli dei giochi su cui si desidera giocare. Ci sono infatti disordine che sono specializzati più nei giochi da tavolo come la roulette, il black jack, ecc oppure quelli che fanno del loro cavallo di battaglia le slot machines, quindi per scegliere il miglior disordine online bisogna anche sapere cosa si cerca e a cosa si vuol giocare. Di regola fino ad oggi non era poi così difficile trovarli perché sui media venivamo bombardati con le pubblicità dei disordine online più grandi che attraverso la sponsorizzazioni si facevano conoscere, ora invece con l’anno nuovo, ma presumibilmente fino ad una nuova regolamentazione del settore, grazie all’entrata in vigore del nuovo Decreto Dignità non sarà più possibile fare nessun tipo di sponsorizzazione e quindi poi sarà più complicato aver la certezza di scegliere bene. Prima di mettersi comunque a giocare è sempre bene fare un giro in rete e cercare in formazioni riguardo al disordine online sul quale ci si vuole registrare, perché all’interno di blog e forum è sempre possibile trovare info utili di altri giocatori che ci possono aiutare nella fare la giusta scelta.

Sarno, furti in paese: svaligiata un’altra abitazione

Continuano imperterriti i furti d’appartamento sul territorio. Sono decine le abitazioni svaligiate da mani ignote, l’ultima in via San Valentino. I ladri hanno portato via soldi e gioielli, sradicata letteralmente dal muro la cassetta di sicurezza. Alcuni vicini avrebbero notato una auto sospetta aggirarsi per la zona e poi allontanarsi, con a bordo tre o quattro individui. Si tratterebbe di un Audi scura, lo stesso veicolo segnalato in occasione di altri furti

denunciati negli ultimi mesi a Sarno e nei comuni dell’agro – nocerino – sarnese e vesuviano. Non è ovviamente certo che ad agire sia stata la stessa banda, ma le modalità dei raid ladreschi fanno pensare ad un unico disegno criminoso. La preoccupazione tra la comunità aumenta anche in vista delle imminenti vacanze natalizie e della partenza di molti per qualche giorno fuori paese. Sui diversi episodi indagano le forze dell’ordine.

Mondragone, anziana trovata morta in casa: ha una ferita alla testa

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Drammatica scoperta ieri pomeriggio in un appartamento di via Gucciardini, a Mondragone. Qui vigili del fuoco e personale medico, che hanno dovuto chiedere l’intervento dei caschi rossi per poter entrare nell’abitazione, hanno rinvenuto il corpo senza vita di A.S., 73enne del posto.
Sul caso indagano i carabinieri della locale Compagnia: la donna viveva da sola, i due figli infatti abitano fuori città. L’ipotesi avanzata dai sanitari intervenuti sul posto è che la 73enne sia morta in seguito ad un colpo sferrato con un corpo contundente alla testa. La Procura ha aperto un fascicolo di indagine sulla vicenda e i militari hanno già ascoltato diverse persone vicine alla vittima. A dare l’allarme nella giornata di ieri è stata una vicina di casa, allarmata dall’insolito silenzio proveniente dalla casa e dalla scomparsa della donna. La 73enne, come emerso dai primi rilievi esterni sul cadavere trasportato all’Istituto di medicina legale di Caserta, ha una vistosa ferita alla testa difficilmente compatibile come conseguenza di una caduta. La Procura aspetta però i risultati definitivi dell’esame autoptico per stabilire le cause del decesso.

 Gustavo Gentile

Camorra, clan De Micco: 2 ergastoli e 2 secoli e mezzo di carcere. TUTTE LE CONDANNE

Il boss Luigi De Micco e il suo gregario Antonio De Martino sono stati condannati alla pena dell’ergastolo, cosi’ come aveva chiesto il pm della Dda di Napoli, Antonella Fratello. Entrambi sono considerati i mandanti dell’omicidio di Salvatore Solla, ucciso il 23 dicembre 2016 a Ponticelli, area orientale di Napoli, perche’ non voleva pagare il ‘pizzo’ che era stato imposto a ogni spacciatore del rione dopo la fine del clan dominante, i Sarno. Oltre a loro sono stati condannati a trent’anni i due esecutori materiali dell’agguato: Alessio Esposito e Davide Principe. I De Micco, soprannominati i tatuati, per aver imposto a tutti gli affiliati di portare sulla pelle il soprannome del capoclan, ‘Bodo”, avevano intenzione di fare soldi innanzitutto e poi di farsi rispettare. Cosi’ taglieggiavano gli spacciatori e chi si rifiutava veniva punito. La decisione e’ arrivata dopo una lunga camera di consiglio dal giudice per le udienze preliminari Roberta Attena che ha letto il dispositivo in un’aula blindata del tribunale di Napoli. Ventuno gli imputati e altrettante sono state le condanne per estorsione e associazione a delinquere di stampo camorristico. le condanne complessive ammontano a due secoli e mezzo di carcere oltre ai due ergastoli.

Mancavano pochi giorni a Natale dell’anno 2016 quando Salvatore Solla venne ucciso con 14 colpi d’arma da fuoco. Secondo l’accusa gli imputati, comunicando tra di loro con messaggi telefonici, erano al corrente di ogni passo del Solla, fino a rintracciarlo nei pressi di una sala scommesse dove trovò la morte. A pianificare la morte e a dirigere l’azione omicidiaria, secondo la Direzione Distrettuale Antomanfia, fu De Micco Luigi, informato da un “filatore” che lo notiziava sugli spostamenti della vittima da colpire. Condannato anche collaboratore di giustizia Capasso Rocco a 4 anni e 4 mesi

LE CONDANNE

LUIGI DE MICCO  ERGASTOLO
ANTONIO DE MARTINO ERGASTOLO
DAVIDE PRINCIPE 30 ANNI
ALESSIO ESPOSITO 30 ANNI
ROBERTO SCALA 18 ANNI E 8 MESI
GENNARO SORRENTINO 17 ANNI E 10 MESI
MOREO COCOZZA 16 ANNI E 8 MESI
ROBERTO PANE 16 ANNI
GIOVANNI OTTAIANO 14 ANNI E 8 MESI
MICHELE GENTILE 10 ANNI E 8 MESI
VINCENZO SCALA 10 ANNI E 8 MESI
GIUSEPPE NAPOLITANO 9 ANNI E 8 MESI
DOMENICO LIMATOLA 9 ANNI E 4 MESI
GIUSEPPE DE MARTINO 9 ANNI
GIUSEPPE BORRIELLO 8 ANNI E 4 MESI
FABIO RICCARDI 8 ANNI E 4 MESI
ANTONIO AUTORE 8 ANNI
NICOLA PIZZO 8 ANNI
FRANCESCO DE BERNARDO 8 ANNI
LINO CARBONE 8 ANNI
ROCCO CAPASSO (pentito) 4 ANNI E 4 MESI

 

Carte geografiche e atlanti marittimi alla Biblioteca Nazionale di Napoli per la presentazione di ‘Terraneo’

Preziose carte geografiche manoscritte, atlanti marittimi di rara fattura provenienti dagli antichi fondi della biblioteca saranno in mostra venerdì 21 dicembre (dalle ore 16.30 ) alla Biblioteca Nazionale di Napoli in occasione della presentazione di “TERRANEO”, la favola del grande mare comune, culla delle più antiche civiltà, scritta da due architetti napoletani, Marino Amodio e Vincenzo Del Vecchio. Completano l’esposizione le tavole originali disegnate da Vincenzo Del Vecchio, di gran formato che illustrano i miti vecchi e nuovi e le storie delle città e delle popolazioni che si affacciano sul Medi-terraneo.
Con gli autori intervengono Leonardo Di Mauro, (Presidente Ordine degli architetti P.P.C. di Napoli), Fabio Amato(Università di Napoli“L’Orientale” ), Davide Grossi (Università Europea di Roma); Maria Rascaglia e Francesco Mercurio (direttore della Biblioteca); reading di Giammarco Libeccio e Fiorenzo Madonna. Si tratta di un libro illustrato o forse solo un libro da leggere insieme adulti e bambini, dove le parole di Marino Amodio e le immagini di Vincenzo Del Vecchio sono due linguaggi per raccontare la grande isola di “Terraneo”, un luogo che accomuna ed unisce, isola pacifica per le genti che vi approdavano e luogo di scambio di cultura e risorse. Un mondo capovolto rispetto alla realtà di oggi, al mare dove migliaia di uomini, ogni giorno perdono la vita per capovolgere credenze e modi di pensare, questa l’idea che ispira il volume, vincitore della VI edizione del Premio Internacional Álbum Ilustrado Edelvives (2017), e che in modo capovolto è stato pubblicato prima in Spagna e poi in Italia, lo scorso agosto da Gallucci

Musica. I LUCE – L’Unica Cosa Essenziale, live a Palinuro

Torna la carica adrenalinica dei LUCE – L’Unica Cosa Essenziale, ad accendere i live della vineria Hope di Palinuro (SA). La band, composta da Luana Cerbone (voce), Antonio Maiuri (chitarra), Tony Cortazzo (basso) e Daniele Ripoli (batteria), muove i primi passi proponendo un repertorio che pesca dall’immaginario beat anni ‘60/’70, ma subito vira verso altri territori abbracciando l’hard rock, l’indie, l’alternative, iniziando a scrivere brani di proprio pugno. Così nasce il loro EP d’esordio, “Bevimi”, anticipato dall’adrenalinico singolo/videoclip “Sing: La – La – La”, un brano che nei live coinvolge direttamente il pubblico grazie al ritornello da cantare in coro.
I LUCE suoneranno dal vivo alla vineria Hope di Palinuro (SA) venerdì 21 dicembre alle ore 22.30.

Il padre del vice premier Di Maio indagato per ‘deposito incontrollato di rifiuti’

Pomigliano d’Arco. “Deposito incontrollato di rifiuti” è l’accusa mossa dalla Procura di Nola a carico di Antonio Di Maio, il padre del vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle Luigi. Il tribunale ha aperto un fascicolo dopo quanto ritrovato nella tenuta di Mariglianella. Secchi, calcinacci, una carriola e dei bidoni con dei rifiuti. Materiale di risulta finito al centro di un faldone. Di Maio attende le prescrizioni dell’Arpac e non è da escludere che ci sarà una sanzione amministrativa da pagare. Nessun risvolto giudiziario sulla storia dei presunti abusi edilizi, l’unica accusa mossa nei confronti del padre del vicepremier è proprio sul ritrovamento dei rifiuti. Intanto, come riporta Il Mattino, agli inizi di dicembre, Luigi Di Maio insieme alla sorella e al padre si sono incontrati dal notaio per discutere della messa in liquidazione dell’ Ardima srl, la società di costruzione finita al centro dell’attenzione nelle ultime settimane dopo il racconto di alcuni operai che non lavoravano secondo le prescrizioni imposte dalla legge.

In Rai entusiasmo per ‘L’amica geniale’: la fiction più vista degli ultimi 10 anni

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“La grande sfida di portare su Rai1, la piu’ grande rete generalista del Paese, il racconto sofisticato tratto dal romanzo di Elena Ferrante e’ stata vinta. Questa serie, che ha visto la Rai unire il proprio marchio a quello di Hbo, ha raggiunto un grado di maturita’ espressiva a livello della migliore produzione internazionale. La serie dimostra come nel nome del servizio pubblico si possano tenere insieme la qualita’ del racconto, la sua ispirazione piu’ largamente popolare e l’attenzione del grande pubblico generalista”. Cosi’ l’amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini commenta lo straordinario successo dell’Amica geniale, una storia potente che, mettendo al centro la dignita’ del femminile, ha unito attorno a sentimenti e valori condivisi una media complessiva nelle quattro serate di 7 milioni di telespettatori con uno share del 30%. Si tratta dello share piu’ alto ottenuto da una serie negli ultimi 10 anni nella stagione autunnale. La serata di ieri ha toccato picchi del 39,8% nel totale individui, del 45,1% tra i laureati, del 43% tra le ragazze 15-24. “Ne L’Amica geniale – sottolinea la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta – la potenza della storia si traduce e fa tutt’uno con la decisa scelta registica dall’alto profilo autorale di Saverio Costanzo, un neorealismo ‘fantastico’ da cui emerge un concerto potente di sentimenti e di condizioni: amicizia, violenza, emancipazione, miseria”. “La serie – conclude Andreatta – ha avuto un apprezzamento ai massimi livelli in tutto il mondo (tanto da aver da poco ricevuto una nomination come best drama da parte dei Critics’ Choice Awards, il piu’ prestigioso premio della critica statunitense), confermando la qualita’ del lavoro Rai insieme all’eccellenza dei produttori indipendenti, Fandango e Wildside”. Grande successo anche per la fruizione non lineare della serie che si e’ conclusa ieri sera. Nel periodo di messa in onda, infatti, L’Amica geniale e’ stato anche il contenuto on demand piu’ visto su Rai Play con quasi 4 milioni di media views e 1 milione di browser unici. Gli utenti potranno vedere tutti gli episodi della prima serie su Rai Play fino al 2 gennaio 2019.

Dipendente delle poste infedele fa ‘sparire’ 500mila euro dai conti dei clienti: due anni di carcere

Fa sparire, insieme ad un complice, circa 500mila euro dalle casse dei due uffici postali dove lavorava condannata a due anni e sei mesi con il pignoramento di metà della sua casa quale garanzia per le vittime. E’ la pena sancita con rito abbreviato per V.R., dipendente delle Poste. La donna non è stata mai arrestata perché ha deciso di recarsi di sua spontanea volontà al tribunale per confessare quanto avvenuto. L’impiegata non avrebbe agito da sola ma con un complice, il nome non è stato ancora fatto dalla donna e le indagini proseguono per cercare di consegnare alla giustizia anche la seconda persona che ha agito.
I fatti contestati dalla Procura risalgono al 2017, in pochi mesi la donna era riuscita a portare via quasi mezzo milione di euro. Lo ha fatto forzando i conti, rubando dalla cassaforte e prelevando anche valori bollati quali francobolli. Ad incastrare la donna sono state le operazioni grosse tanto da far insospettire i clienti dell’ufficio postale. Ora la donna dovrà restituire tutto ed è per questo che parte della sua casa è stata pignorata.

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