Una famiglia venezuelana trasferitasi a Cali, in Colombia, due anni fa, sta vegliando da nove giorni il cadavere di un ragazzo ucciso all’esterno di un bar con un colpo di pistola, per la convinzione che “e’ imminente la sua resurrezione”. La vicenda e’ riferita dal quotidiano El Tiempo di Bogota’ secondo cui i genitori della vittima, Ce’sar Alexis Blanco Lopez, sono adepti di una setta cristiana denominata ‘Cueva de Adulam’. L’imbarazzo e’ grande nel quartiere di Puerta del Sol perche’ la polizia, che ha verificato la situazione, ha chiarito che la famiglia non sta violando alcuna legge, anche se si attende una presa di posizione da parte dell’Assessorato alla Salute della citta’ colombiana. Il padre della vittima, attorniato da alcuni amici, ha dichiarato ai media che “e’ necessario attendere un segno dall’Alto”. Ce’sar Alexis resuscitera’, ha aggiunto, perche’ “qui c’e’ l’intervento di Dio” e “noi abbiamo una grande fede”. Col passare delle ore nel gruppo dei famigliari ed amici sono emerse alcune perplessita’ perche’ si attendeva la “resurrezione” per ieri pomeriggio, ma nulla e’ accaduto.
Napoli, blitz dei carabinieri a Miano: recuperate armi e droga. IL VIDEO
Napoli.Perquisizioni da parte dei carabinieri della compagnia Vomero, del reggimento “campania” e del nucleo cinofili in varie abitazioni di Miano, quartiere in cui i traffici illeciti sono ritenuti sotto il controllo del clan camorristico dei Lo Russo. Arrestato Angelo Pesacane, un 19enne di Miano già noto alle forze dell’ordine, che a casa nascondeva una pistola lanciarazzi priva di matricola, 36 grammi di hashish divisi in dosi e un bilancino elettrico. dopo le formalità è stato portato in carcere.
In un’abitazione disabitata di vico chiesa è stato rinvenuto un revolver carico, sequestrato a carico di ignoti. e nella stessa via, all’interno dell’abitazione di un 48enne disoccupato e pregiudicato, i militari hanno sequestrato 3.270 euro di dubbia provenienza e fogli con appunti riconducibili a contabilità di spaccio.Altri soldi verosimilmente provento di attività illecita i carabinieri li hanno sequestrati in vico Cotugno, nell’abitazione di un altro pregiudicato disoccupato, 27enne: sequestrati in questo caso 11.300 euro dei quali sarà accertata la provenienza.
Torre Annunziata, 6 anni di carcere al calciatore pusher. Pesanti condanne anche per i suoi 4 complici
Torre Annunziata. Pesanti condanne per il gruppo di pusher legati alla storica famiglia dei ‘Tittoni’ di Torre Annunziata sono stati inflitte dal gip Emma Aufieri del Tribunale oplontino nel processo che si è svolto con rito abbreviato. Tra questi c’è anche Angelo Nasto, 26 anni, centrocampista e capitano della Sarnese, squadra che milita nel girone H della serie D di calcio. Per lui è arrivato una condanna a 6 anni di carcere. Condanna ancora maggiore per altri due complici Antonio Bruno e Aniello Ino: 9 anni e 4 mesi . Mentre a Raffaele Cirillo sono stati inflitti 5 anni e 8 mesi e a Carlo Antille 3 anni e 4 mesi. Sono stati invece assolti due giovanissimi ai quali erano contestati pochi episodi di spaccio: Vincenzo Maresca e Giuseppe Gessosi. I sette furono arrestati nell’aprile scorso dalla polizia nel corso di una operazione denominata “pesca velenosa” perché il gruppo di pusher utilizzava una canna da pesca per recuperare la droga nascosta sul tetto di un edificio.
Faceva shopping a Cassino con banconote false: preso 48enne napoletano con un complice
Un 48enne di Napoli e un 40enne di Roma sono stati arrestati a Cassino, Frosinone, dai militari del Norm della locale Compagnia, nel corso dei servizi per la prevenzione dei reati in genere, per il reato di spendita di banconote false all’interno di esercizi commerciali. I militari hanno intercettato i due mentre uscivano da un bar del luogo ove avevano appena acquistato delle sigarette pagando con una banconota da euro 50 risultata falsa. La successiva perquisizione personale e veicolare permetteva di rinvenire nell’abitacolo dell’autovettura, parcheggiata lungo la strada, ulteriori 5 banconote dello stesso taglio, anch’esse risultate false, mentre sulla loro persona veniva rinvenuta la somma contante di euro 170 in banconote di vario taglio, genuine, poiché provento del resto ricevuto dalle banconote false spese. Gli arrestati infatti, oltre alle sigarette acquistate poco prima, avevano anche effettuato spese presso una pasticceria ed un bar della città martire, pagando sempre con banconote da 50 euro false. I due sono stati arrestati e le banconote false sono state sequestrate.
Napoli, scoppio del serbatoio ai Camaldoli: chiesto il processo per l’amministratore della Demagas
Napoli.Omicidio colposo, lesioni colpose, incendio e danneggiamento. Sono queste le contestazioni a carico di Salvatore De Luca, amministratore della Demagas Molisana srl, la ditta che aveva installato un serbatoio di gpl esploso nella zona collinare dei Camaldoli a Napoli, il 16 gennaio del 2017. Nello scoppio persero la vita Davide Conato, dipendente della piscina Ariete, dove era allocato il serbatoio, Antonio Rufo, pensionato e collaboratore della Demagas, e restarono gravemente ustionati altri due dipendenti dell’associazione sportiva e un tecnico della ditta di impianti gas. L’esplosione, secondo quanto sostenuto dal pm Sergio Amato, che ha interpellato tre ingegneri, fu causata da un difetto della valvola di prelievo della fase liquida. Per i periti mancava il piattello di tenuta, ovvero un pezzo di ferro che avrebbe certamente evitato la fuoriuscita di gas e lo scoppio. Il pm ha chiesto e ottenuto la fissazione dell’udienza preliminare per il 22 febbraio.
Scafati, allarme bomba al Tribunale: rinviata a gennaio la sentenza per la banda di usurai
Scafati. Oggi era attesa la sentenza dei presunti usurai di Scafati nel processo “get a money” ma più di un inconveniente ha ritardato il regolare svolgimento dell’udienza. In primis, l’allarme bomba che ha bloccato l’attività del Tribunale di Nocera Inferiore per l’intera mattinata. La ripresa delle attività slittata alle ore 14 ha portato le difese a richiedere un rinvio dell’udienza stante l’ora tarda. Il Tribunale ha accolto l’istanza di rinvio del collegio difensivo ed ha rinviato alle date del 16 e 23 Gennaio 2019, sospendendo i termini di custodia cautelare. Alla sbarra Raffaele Porpora, 38enne figlio del defunto boss Antonio attualmente detenuto nel carcere di Fuorni. Il pluripregiudicato (difeso dall’avvocato Roberto Concilio e Pierluigi Spadafora) era stato già condannato a quattro anni di reclusione per un singolo episodio, che portò gli inquirenti a condurre successivamente una maxi inchiesta, «Get a money», datata giugno 2017 e conclusa dalla Procura di Nocera Inferiore in pochi mesi, a Scafati. Quell’episodio portò ad un blitz e a sette misure cautelari.
A capo del gruppo di usurai secondo gli inquirenti era stata individuata Elvira De Maio, 59enne, vedova del boss Antonio Porpora. Secondo le accuse, estese agli indagati seppur con ruoli distinti, tutti i coinvolti prestavano denaro a chi ne aveva bisogno, per poi praticare tassi elevatissimi e minacciando, anche ricorrendo all’uso della violenza, chi non manteneva fede agli impegni presi. La scorsa estate, la polizia giudiziaria verbalizzò lo sfogo di una delle vittime del gruppo di “cravattari”, facendo partire l’indagine. Quella persona raccontò di anni trascorsi sotto lo strozzo dell’usura da parte di De Maio ma anche del figlio Raffaele Porpora, autore materiale di minacce di morte. Entrambi i soggetti recidivi per analoghe condotte. All’udienza del 12 dicembre il PM ha chiesto condanne severe per gli imputati ovvero ad 8 anni e sei mesi per De Maio Elvira ed il figlio Porpora Raffaele, 7anni per Civale Francesco (difeso dall’Avv. Roberto Concilio)e 6 anni per Nastro Gerardina(difesa dall’avv. Antonio Raiola). Richiesta di condanna a 5 anni per il duo Perrotti Marianeve e Davide Antonio, alias il messicano (entrambi difesi dall’avvocato Gennaro De Gennaro) accusati di usura ed estorsione. Durante il processo le versioni delle persone offese non sono sempre state coerenti ed hanno manifestato evidenti falle nelle loro ricostruzioni. Una delle persone offese aveva addirittura ammesso di aver programmato una truffa ai danni della De Maio fingendo di chiamarsi Teresa sebbene il suo vero nome risultava essere “Gina”per prendere i soldi in prestito e non restituirli. Ultima degli imputati Di Lauro Antonietta (difesa dagli avvocati Giovanni Pentangelo ed Erminia Maisano) per la quale il PM, dott. Lenza ha chiesto l’assoluzione. Il processo volge al termine, col tribunale che è chiamato a far luce su delle storie che tanto chiare non sono. Sentenza prevista il 23 gennaio 2019.
Ctp: Il sindaco Luigi De Magistris ‘c’è’
Napoli.Sono stati giorni davvero intensi, giorni dove hanno visto in campo tutti gli addetti ai lavori di città metropolitana e di Ctp, ma soprattutto la caparbietà e la tenacia del sindaco Luigi De Magistris, che con un atto d’indirizzo blindato, ha messo in condizione l’azienda di poter sperare nella continuità della Ctp.
“Dal tunnel sembra intravedersi la luce – dichiara Domenico Monaco della segreteria regionale Faisa Confail Campania- ma resta delicato il momento e sarebbe il caso essere più silenti e meno propagandistici e lasciare lavorare lo staff del Sindaco e dell’amministratore di Ctp, che sicuramente hanno interesse al rilancio dell’azienda e non tirare i remi in barca come qualcuno vorrebbe lasciare intendere. Si tratta di un atto di grande responsabilità dovuto alle circa 750 unità che lavorano in azienda, ma soprattutto dare la concreta possibilità alla cittadinanza metropolitana di poter avere il diritto alla mobilità. C’è da dire che in questa tortuosa vicenda ci sono stati diversi intoppi, voluti forse a discapito di altri, ma se non si fosse trovata l’ipotetica soluzione il sindaco sarebbe partito in campagna elettorale con un handicap evidente. Ma così sembra non essere.
Ormai la stanchezza è visibile a tutti, ed in questa stanchezza che ormai perdura da mesi che si pensa a presidiare gli impianti per la riconferma delle adesioni sindacali, promettendo avanzamenti di carriera e posizioni comode.
Una cosa che escludiamo categoricamente in questo momento non ancora definito e reso ufficiale, ma di sicuro c’è chi continua a boicottare e rendere il percorso sempre più tortuoso.
Le verità usciranno fuori sicuramente continua Monaco, avendo a capo dell’azienda una persona seria e leale, forse troppo leale da apparire agli occhi di queste persone poco disponibile e antipatico, tentando di destabilizzare l’operato dello staff incuranti del dramma che potrebbe accadere se le cose non dovessero andare per il verso giusto. Sembra come una sorta di autolesionismo mirato alla distruzione di Ctp.
Per fortuna esiste ancora la coerenza e tante persone perbene, riflessive e capaci di capire che non è per nulla accettabile un simile atteggiamento, atto e mirato soltanto a vincolare le persone antidemocraticamente per un intero anno, (cosa che accade solo in Campania).
Siamo certi termina Monaco, che sarà un 2019 ricco di cambiamenti gestionali aziendali, con un nuovo programma di esercizio e con le persone che hanno attitudini e titoli da inserire in un nuovo sperato sistema organizzativo.
Ma ribadiamo a gran voce che il tutto potrà avvenire solo appena dichiarata la salvezza dell’azienda, (unica cosa che per noi della Confail oggi conta) e ci dispiacerà vedere deluse quelle tante persone che in primis hanno creduto alla favola di Pinocchio. Intanto stamane- conclude Monaco- è arrivato in azienda un pignoramento di 500.000,00 euro, un pignoramento pervenuto a margine del pagamento delle 13* mensilità, una cosa che mi lascia veramente pensare e che non mi meraviglierebbe dopo quello che abbiamo visto fosse stato fatto apposta, ma resta un mio personalissimo pensiero.
Le cose non arrivano mai per caso, ma sono certo che anche questa sarà superata.
Buon Natale e buon 2019 a tutti i lavoratori dalla Segreteria Regionale Faisa Confail Campania”.
Suicida agente penitenziaria donna
Una assistente capo della Polizia Penitenziaria, di circa 41 anni, originaria della provincia di Messina e dal 1998 in servizio nel carcere di Monza, si è tolta la vita nella notte, sparandosi con la pistola d’ordinanza. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “La donna ha terminato il turno di servizio in carcere ieri alle 20, ma il marito, non vedendola tornare a casa, verso le 21 si è recato nel penitenziario. La donna, però, si era già allontanata e, nei pressi di un’area industriale adiacente la struttura detentiva, si sarebbe tolta la vita in macchina, dove è stata ritrovata cadavere”, dice Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano. Siamo sconvolti. La donna era benvoluta da tutti, molto disponibile, solare ed era sempre a disposizione degli altri. Per questo risulta ancora più incomprensibile il suo terribile gesto, tanto più se si pensa che era mamma di un bimbo di 10 anni”. “Vanno evitate strumentalizzazioni – prosegue Capece – ma fondamentale e necessario è comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere dal poliziotto. Non può essere sottaciuto ma deve anzi seriamente riflettere la constatazione che negli ultimi 3 anni si sono suicidati più di 40 poliziotti e dal 2000 ad oggi sono stati complessivamente più di 100. Non sappiamo se era percepibile o meno un eventuale disagio che viveva la collega. Quel che è certo è che sui temi del benessere lavorativo dei poliziotti penitenziari l’Amministrazione Penitenziaria e il Ministero della Giustizia sono in colpevole ritardo, senza alcuna iniziativa concreta. Al ministro Bonafade ed ai sottosegretari di Stato Morrone e Ferraresi chiedo un incontro urgente per attivare serie iniziative di contrasto al disagio dei poliziotti penitenziari”, conclude.
Il Tar restituisce la scorta al Capitano Ultimo
Il Capitano Ultimo, l’ufficiale dei Carabinieri che 25 anni fa arresto’ Toto’ Riina, riavra’ la scorta. Gli era stata revocata il 3 settembre scorso, proprio nel giorno dell’anniversario della morte del generale Dalla Chiesa. La decisione e’ del Tar del Lazio che ha accolto in via d’urgenza il ricorso del colonnello Sergio De Caprio, per tutti Ultimo, contro il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Roma, che si sono costituiti in giudizio. La questione verra’ discussa nel merito tra sei mesi, l’11 giugno, ma nel frattempo l’ufficiale tornera’ ad avere il servizio di ‘tutela’ di cui godeva, costituito da un carabiniere su un’auto non blindata. Secondo i giudici amministrativi in questa fase “si ravvisano i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare, dovendosi assegnare preminenza, allo stato, nel bilanciamento degli opposti interessi, al mantenimento del dispositivo di tutela in favore” del Capitano Ultimo, “nelle more della decisione sul merito del ricorso”. Il Tar ha quindi sospeso l’efficacia di tutti gli atti riguardanti la revoca della scorta, compreso il rigetto della richiesta di De Caprio al prefetto di Roma di poter accedere ai documenti riguardanti il procedimento: atti che ora dovranno essergli consegnati. “Oggi con coraggio il Tar di Roma ha arginato l’illegittima prevaricazione che alcuni funzionari della sicurezza pubblica hanno esercitato contro il diritto alla vita, alla sicurezza ed alla difesa di un cittadino e di un carabiniere. I giudici hanno ritenuto finalmente che l’uomo e la sua sicurezza prevalgono sulla burocrazia”, e’ il commento di Ultimo all’ANSA. “Verso tutti quelli che in questa vicenda, pur avendone la possibilita’, non hanno fatto e non fanno nulla, va il massimo disprezzo dell’uomo e del carabiniere”, aggiunge, mentre il suo avvocato, Antonino Galletti, pensando gia’ al giudizio di merito,”ribadisce fiducia nella magistratura amministrativa e nel suo ruolo insostituibile come presidio di legalita’ e giustizia”. Proprio ieri la questione della scorta di Ultimo era tornata alla ribalta: a ridosso della casa famiglia fondata dal colonnello e gestita da un’associazione di volontari, alla periferia di Roma, e’ stata infatti incendiata un’autovettura rubata. Secondo alcuni si e’ trattato di un avvertimento, considerate le numerose minacce ricevute da De Caprio negli anni da parte di Cosa Nostra. E cosi’ tanti sostenitori di Ultimo, e parte della politica, sono tornati immediatamente a chiedere, sul web e in Parlamento, che gli venisse riassegnato il dispositivo di protezione. A loro avviso non e’ vero, come stabilito dall’Ucis, l’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, che la scorta ad Ultimo non serve per “mancanza di segnali di concreto pericolo”. Il pericolo invece sarebbe concreto ed attuale perche’ – nonostante De Caprio sia transitato dal Ros al Noe, ai Servizi, ed ora si occupi “di orchidee”, come lui stesso dice, al Reparto biodiversita’ e parchi dei Carabinieri forestali – “Cosa Nostra non dimentica”. Un riferimento che riguarda soprattutto quanto riferito anni fa in tribunale dal pentito Gioacchino La Barbera, il quale disse che Leoluca Bagarella – killer spietato di Cosa Nostra, vivo e vegeto sebbene al carcere duro – aveva offerto un miliardo di lire a un informatore per sapere dove alloggiava Ultimo. “E’ umiliante che sia il Tar a dover decidere sulla scorta di Ultimo: era una misura elementare per l’ufficiale che la mafia vuole morto”, commenta Forza Italia con Giorgio Mule’, portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato. “Il Tar fa fare una pessima figura al Governo”, dice Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.
Calci e pugni a un 37enne in metro: sconto per tre i giovani casertani
Maddaloni. È stata resa nota oggi la sentenza della Corte di Appello del tribunale di Roma per i tre ragazzi che massacrarono di botte Maurizio Di Francescantonio, 37 anni, sulla linea B della metro di Roma.
Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche applicando uno sconto di pena ai tre casertani, tutti detenuti. Antonio Senneca è stato condannato a 13 anni e 9 mesi con recidiva quinquennale (in primo grado 17 anni e 9 mesi), Luigi Riccitiello e Gennaro Riccitiello di Sant’Arpino sono stati condannati entrambi a 10 anni di reclusione (in primo grado 14 anni di carcere a testa). Per loro il Pm aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado.
Il fatto avvenne il 18 settembre 2016. Maurizio Di Francescantonio fu picchiato con calci e pugni sotto gli occhi della madre, perché aveva chiesto ai tre di rispettare il divieto di fumo. Anche la donna rimediò dei colpi nella colluttazione per difendere il figlio dalla violenza dei tre casertani.
Gustavo Gentile
Incidente in autostrada: un morto e sei feriti nel Salernitano
Un grave incidente stradale si e’ verificato sull’autostrada del Mediterraneo a un chilometro dall’uscita di Campagna direzione Sud, nel Salernitano, si e’ verificato un grave incidente che ha coinvolto almeno tre veicoli. A quanto si apprende dai sanitari giunti sul posto, il bilancio e’ di un morto, un 42enne originario di Eboli e sei feriti. Intervenuta la Polizia Stradale che sta ancora lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti.
Governo: primi sondaggi negativi, la gente comincia a spazientirsi…
Il 61% degli italiani non e’ soddisfatto dell’operato di Governo, contro il 39% che lo e’. Inoltre il 58,3% considera il compromesso con l’Europa su manovra e deficit una sconfitta per l’Esecutivo (contro il 41,7% che lo considera una vittoria). Sono i principali risultati emersi dal sondaggio sul gradimento degli italiani per l’attivita’ di Governo, realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per SkyTG24 e diffuso oggi dalla testata, all’interno dell’approfondimento “Il Confine”. Il dato cambia sensibilmente se si analizza l’elettorato di riferimento della maggioranza: sono soddisfatti dell’operato dell’esecutivo l’89,9% degli elettori del M5s e l’86,6% degli elettori leghisti, mentre il compromesso con l’Europa e’ un successo per il 75,1% dei sostenitori del Carroccio e per l’81,6% dei pentastellati. Il sondaggio misura anche la fiducia sulla durata dell’Esecutivo: per il 58,2% durera’ meno di un anno, mentre superera’ dicembre 2019 per il 41,8%. Anche in questo caso il risultato varia se si analizzano solo gli elettori dei due partiti di maggioranza: per il 78,1% dei leghisti e l’80,3% dei pentastellati infatti il Governo destinato a durare piu’ di un anno. Dalla ricerca si evince anche come, secondo gli intervistati, la Lega sia il partito, tra i due della maggioranza, che sta operando meglio, con il favore del 29,8% del campione, mentre il 21,9% sceglie il Movimento 5 Stelle. Ampia pero’ la fetta di chi non risponde, pari al 48,3%. Diviso il giudizio anche su quanto gli italiani considerino competenti i membri del Governo: per il 45,3% sono competenti, contro il 54,7% per cui lo sono.Governo: sondaggio Quorum/Youtrend primi sei mesi, 61% insoddisfatto. Agli intervistati e’ stato chiesto anche se, al di la’ delle dichiarazioni ufficiali, secondo loro la Lega vorrebbe uscire dalla moneta unica: per il 56,3% degli intervistati la risposta e’ no. Un dato che e’ ancora piu’ netto tra gli elettori leghisti, dove il 63,8% ritiene che la Lega non intenda lasciare l’Euro. Il sondaggio ha rilevato infine le intenzioni di voto degli elettori: se si votasse oggi in testa ci sarebbe il partito degli indecisi, con il 38% degli intervistati che non saprebbe per chi votare o non intende farlo. Tra il 62% del campione che esprime una preferenza, la Lega e’ il primo partito in Italia, con il 31,8%, seguito da M5s al 28%. Segue con distacco il Pd, che si attesta nelle intenzioni di voto al 16,8%, poi Forza Italia, che secondo il sondaggio arriverebbe al 9,8%, FdI con il 4,9% e +Europa al 2,1%. Il 6,6% degli intervistati si orienterebbe invece verso altri partiti. Nota metodologica: 1001 interviste raccolte tra il 12 e il 14 dicembre con metodologia CATI/CAMI su un campione casuale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, secondo quote di genere ed eta’, titolo di studio e area geografica di residenza. Ponderazioni successivamente fatte su genere, eta’, area geografica di residenza, dimensione del comune di residenza e condizione occupazionale. L’errore campionario e’ pari a +/- 3,1%.
‘Bianca, Neve e i tre settenani’, uno spettacolo per tutta la famiglia al Teatro Civico 14
Continua il successo dello spettacolo pensato per tutta la famiglia “Bianca, Neve e i tre settenani”, in scena al Teatro Civico 14 di Caserta fino a domenica 30 dicembre 2018 (ore 19.00). Presentato da Mutamenti, lo spettacolo è liberamente ispirato a “Biancaneve e i sette nani” dei fratelli Grimm. Scritto da Roberto Solofria, le scene sono di Antonio Buonocore, i costumi di Alina Lombardi, le musiche di Paky Di Maio e le luci di Marco Ghidelli con le illustrazioni Valentina Piscopo. I testi delle canzoni sono di Laura Bova e Roberto Solofria che è anche in scena insieme Antimo Navarra, VIncenzo Bellaiuto, Martina Porfidia. Organizzazione Ilaria Delli Paoli e Napoleone Zavatto
Nel castello di Lohr in Bassa Franconia, Bianca visita la splendida collezione di specchi, tra questi c’è ne è uno quasi magico che ripete le parole di chi si specchia. La ragazza, incantata da tal prodigio, non si accorge della chiusura del museo e resta intrappolata all’interno dello stesso. Dopo la chiusura misteriosi personaggi faranno la loro comparsa e coinvolgeranno Bianca in un’avventura che ricorda tanto quella di Biancaneve che in quel castello, pare, sia nata. Lo spettacolo a firma di Roberto Solofria propone una ironica e divertente rilettura della fiaba, in un spazio scenico in continua trasformazione, che all’occorrenza diventa castello, bosco, antro oscuro, dove i personaggi dipanano la loro storia antica ma incredibilmente attuale.
Acque inquinate sversate in mare, il Centro studi Volturno presenta un esposto in Procura sui Regi Lagni
Caserta. Acque inquinate versate direttamente in mare: solo una grata per i rifiuti soldi a difesa del tirreno. E’ quanto denunciato dal “Centro Studi Officina Volturno” che ha presentato un esposto in Procura inquinamento.
“Il 12 dicembre 2018 abbiamo presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sulla questione dei “Regi Lagni” che, al momento, non sembra avere riscontri giudiziari, nonostante l’ennesima stagione balneare disastrosa, in termini di qualità ambientale riscontrata attraverso le numerose segnalazionidenunce dei cittadini” scrivono in un comunicato i responsabili dell’associazione. All’esposto è stata allegata una corposa documentazione (oltre un Gigabyte di dati, foto, relazioni e pubblicazioni) che raccoglie oltre 20 anni di denunce e, soprattutto, una campagna di monitoraggio alla foce dei Regi Lagni organizzata, eseguita e pagata dall’Associazione “Centro Studi Officina Volturno”.
L’ing. Angelo Morlando, responsabile scientifico dell’Associazione “Centro Studi Officina Volturno” ha redatto una relazione sullo stato di inquinamento dei Regi Lagni e sui due miliardi di litri di acque inquinate che ogni anno vengono sversate in mare.
“Nei primi giorni di agosto 2018, la redazione di Informare, del quale sono responsabile scientifico, ha ricevuto numerose segnalazioni che la qualità delle acque di balneazione sul litorale del Comune di Castel Volturno era pessima, sia come colore, sia come odore” scrive Morlando nella relazione, documentando passaggio per passaggio, con video e foto, gli sversamenti di acque reflue non trattate in mare. L’ingegnere ha anche documentato l’apertura delle paratoie per far confluire le acque dei Regi Lagni direttamente in mare, la griglia raccoglie solo materiali grossolani mentre acque inquinate e fanghi vengono scaricati direttamente a mare.
Torre del Greco. ‘Devozioni’ ha chiuso in bellezza con il concerto di Angelo Branduardi
Con una presenza di oltre milleseicento persone, al concerto di Angelo Branduardi nella Basilica di Santa Croce, si è concluso ieri il progetto “Devozioni –Itinerari religiosi e popolari tra l’Immacolata, il Vesuvio ed il Parroco Santo”, organizzato dal Comune di Torre del Greco e cofinanziato dall’Assessorato allo Sviluppo ed alla Promozione del Turismo della Regione Campania con i fondi POC 2014-2020 e ideato e diretto da Gigi Di Luca. “Un successo di numeri e di eventi – le parole del sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba – quello che ha siglato l’intera rassegna del progetto “Devozioni”. Oltre due mesi di intensa attività artistica e culturale, a 360 gradi, durante i quali Torre del Greco è stata palcoscenico privilegiato di Nomi ed artisti dal profilo internazionale. Sono particolarmente entusiasta e soddisfatto perché, questo progetto, é riuscito a raggiungere l’intera città sensibilizzando i cittadini di ogni ordine e grado. Il successo dei numeri ne è la prova più evidente. Un sentito e personale ringraziamento, inoltre, vorrei rivolgerlo a chi ha lavorato con determinazione ed impegno, credendo fino in fondo alla realizzazione di questo importantissimo evento” . Una rassegna partita il 12 ottobre che ha visto la partecipazione di un folto pubblico, circa 20.000 persone entusiaste delle proposte di alta qualità del programma artistico. Un concentrato di nomi mai visto prima a Torre del Greco in un unico cartellone: Angelo Branduardi, Peppe Servillo, Ambrogio Sparagna, Antonella Ruggiero, Giovanni Mauriello, Patrizio Trampetti, Cristina Donadio, Marzo Zurzolo, Marcello Colasurdo, La Maschera, Compagnia Piccolo Nuovo Teatro etc…;
13 spettacoli, tra cui 6 concerti, 5 spettacoli teatrali, un reading teatrale musicale ed 1 spettacolo con trampoli, effetti scenici e pirotecnici per una spesa comprensiva di iva, service, trasferimenti e ospitalità di € 58.800. “ ho chiesto ai singoli artisti di venire a Torre del Greco a cachet più bassi del solito. Li ringrazio perché mi hanno permesso così di realizzare un programma di altissimo livello. Ciò che questa esperienza ci lascia è la certezza che la città può rinascere attraverso la cultura con proposte di qualità e spero che con l’amministrazione comunale che ringrazio e la Regione Campania si possa progettare a breve già la seconda edizione”. Così’ dichiara il Direttore Artistico Gigi Di Luca. L’intero progetto per una spesa di 100.000 euro iva inclusa ha invaso artisticamente il centro della città per più di due mesi con la partecipazione di cento artisti, dieci siti storici visitati, quattro compagnie locali coinvolte, l’utilizzo di nove palcoscenici naturali, numerose collaborazioni con associazioni locali, tre convegni, tre mostre tra pittura, artigianato e strumenti musicali del Natale, un laboratorio per bambini, la realizzazione di un tappeto di segatura colorata nella chiesa di San Filippo Neri che da anni ormai non si realizzava più, una collettiva estemporanea di pittura a cura di quaranta giovani artisti dell’Istituto Statale d’Arte e madonnari in Via Salvator Noto. “ Sono molto soddisfatta, conclude la Consigliera regionale Loredana Raia, della risposta del pubblico che, con grande partecipazione emotiva ha accompagnato ogni singola rappresentazione, segno tangibile della qualità dei protagonisti, scelti con sapienza dal direttore artistico. Spettacoli diversi intrecciati e collegati attraverso un filo conduttore: Le Devozioni. La canonizzazione di Vincenzo Romano e la Festa dell’Immacolata dovranno diventare per la nostra città il cuore di un programma più vasto, al quale stiamo lavorando da tempo in Regione, perché Torre del Greco sia meta di turismo religioso”.
Vomero, a piazza Vanvitelli l’aiuola pattumiera. Una vergogna
“ Tempo addietro erano state adottate con un brindisi, alla presenza dell’allora vicesindaco, quali aree verdi affidate in base alla convenzione approvata dall’amministrazione comunale – ricorda Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Ma evidentemente quell’affidamento delle aree comunali a verde al Vomero non ha funzionato dal momento che alcune aiuole, i cui affidatari peraltro, hanno rinunciato da tempo, sono sovente trasformate in ricettacoli di rifiuti, dove si può trovare uno di tutto, cartacce, lattine e bottiglie vuote ma anche sacchi pieni d’immondizia. Eppure c’è ancora chi enfatizza questo evento, nonostante che sia sotto gli occhi di tutti il fallimento di questo tipo di gestione del verde pubblico che, alla luce di quanto è possibile riscontrare quotidianamente, andrebbe ripensato e rivisitato “”Emblematico – sottolinea Capodanno – quando si sta verificando in questi giorni in una delle aiuole che ornano la più nota e importante piazza del quartiere collinare: piazza Vanvitelli. Alla vigilia delle festività natalizie, al posto dell’albero luminoso che, in passato, adornava di questi tempi la piazza, ma che quest’anno non implementa le già scarne luminarie che adornano poche strade e piazze del Vomero, una delle aiuole, quella posta nei pressi dell’incrocio con la parte bassa di via Bernini, è stata trasformata in una vera e propria pattumiera, con l’abbandono di rifiuti di ogni genere, che, peraltro, aumentano di giorno in giorno, senza che, nonostante l’eclatanza dell’evento, gli uffici competenti intervengano per eliminare questo vero e proprio obbrobrio. Un pugno in un occhio non solo per i residenti ma anche per i tanti visitatori che, uscendo dalla vicina rampa della stazione della metropolitana, hanno questo primo impatto visivo “. A questo punto – puntualizza Capodanno – è auspicabile che, in tempi rapidi, l’amministrazione comunale intervenga per eliminare questo scempio e restituire l’aiuola in questione alla sua normalità, eliminando tutto il pattume che nel frattempo si è accumulato e, nel contempo, provvedendo a ripristinare il verde pubblico ivi presente, pure attraverso un’idonea quanto costante manutenzione “.
Il M5S: “Formiche in ospedale, vanno rimossi Forlenza e Matarazzo e reintegrati gli infermieri sospesi”
“Non c’era bisogno di registrare due episodi di formiche in poche settimane che infestano i reparti dello stesso ospedale, il San Giovanni Bosco, per dedurne che non ci troviamo al cospetto di casi estemporanei. E’ chiaro che si tratta di gravissime carenze igienico-strutturali, che abbiamo evidenziato anche nel corso di una recente ispezione, le cui responsabilità non possono essere in capo ai tre infermieri individuati come capri espiatori e sospesi senza alcuna altra ragione se non quella di scaricare le colpe sull’ultimo anello della catena. Colpe e responsabilità che vanno individuate, piuttosto, nell’incapacità gestionale del direttore generale della Asl Napoli 1 e del direttore sanitario del San Giovanni Bosco, a cui sono in capo le competenze organizzative e l’attività di controllo sull’igiene, sulle carenze strutturali e sui turni del personale. Gli unici a dover essere sanzionati e rimossi dai rispettivi incarichi per non aver avviato alcuna opera di adeguamento strutturale, in ottemperanza a quanto richiesto, nero su bianco, dal Dipartimento di Igiene e Prevenzione”. E’ quanto invocano la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e la senatrice M5S Maria Domenica Castellone, che nei giorni scorsi hanno effettuato un’ispezione al San Giovanni Bosco.
“Alla luce dell’ultimo episodio, che ha comportato addirittura la chiusura del Pronto Soccorso, è chiaro che i tre infermieri sospesi non hanno alcuna responsabilità nell’episodio delle formiche rinvenute su una donna intubata. Per questo chiediamo che siano reintegrati immediatamente al loro posto di lavoro, che venga loro corrisposto lo stipendio che non gli è stato erogato dal giorno della sospensione e siano rivolte loro pubbliche scuse”.
Castellammare, marcia anti camorra. il M5S: “L’attenzione sulla città resta alta, avviati colloqui istituzionali sull’episodio del 7 dicembre scorso”
“L’attenzione del MoVimento 5 stelle sulla città resta alta, garantendo la propria vicinanza alla stragrande maggioranza dei cittadini, costituita da persone oneste e lavoratrici, nessuna intimidazione sibillina o pubblica, potranno fermare legalità e giustizia. La nostra partecipazione alla marcia andata deserta è stato un segno tangibile della presenza di una forza di Governo sul territorio, dove non possono e non devono prevaricare forze oscure. Il Portavoce Andrea Caso della Commissione parlamentare Antimafia insieme ai consiglieri regionali Tommaso Malerba e Vincenzo Viglione della Commissione anticamorra e beni confiscati, hanno avuto immediati colloqui con il Questore Antonio De Iesu, il Prefetto Carmela Pagano ed il Comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, colonnello Ubaldo Del Monaco.
Alla marcia silenziosa promossa lo scorso lunedì si era presentato solo qualche stabiese, ma è stata l’occasione per i pentastellati di incontrare associazioni e confrontarsi con i cittadini.
“La nostra è una terra bellissima e nessuno indietreggerà di fronte alla prepotenza, al sopruso e alla barbarie della criminalità organizzata. Saremo sempre e solo dalla stessa parte: a testa alta contro i clan” dichiara la Portavoce Teresa Manzo, le fa eco Carmen Di Lauro “Castellammare di Stabia è una città di bellezza e non permetteremo che la camorra oscuri tutto ciò che invece dobbiamo valorizzare. Il Movimento 5 Stelle fonda la sua identità sulla legalità, ragion per cui quando si tratterà di dire un no forte e chiaro alla criminalità, noi saremo sempre presenti”. Per il parlamentare Andrea Caso della Commissione Antimafia l’ipotesi di una militarizzazione della città, paventata da alcuni cittadini va respinta “in quanto la migliore risposta al disagio locale è coinvolgere associazioni, scuole, famiglie, anche la Chiesa, in un percorso educativo e di sensibilizzazione a temi delicati del territorio. L’esercito non può essere la risposta, ma una maggiore presenza delle forze dell’ordine forse sì per rassicurare i cittadini che lo Stato c’è, è forte ed è visibile”.
M5S, Ciarambino: ‘Piano ospedaliero di De Luca approvato perché scritto sotto dettatura del ministero’
“De Luca continua a sbandierare come un suo personale successo l’approvazione di un piano ospedaliero che ha ben poco a che vedere con il progetto originario di questo governatore. La verità è che, a causa di scelte scellerate che violavano sistematicamente la legge, a questo risultato ci siamo arrivati con tre anni di ritardo. I precedenti piani presentati sono stati infatti puntualmente bocciati in quanto per nulla conformi agli standard di legge. E se c’è stata l’approvazione è solo perché l’ultimo piano, bocciato appena due settimane prima, è stato completamente riscritto sotto dettatura dello stesso ministero e sulla scorta di segnalazioni e dossier che abbiamo puntualmente inoltrato al nostro ministro in questi mesi. Quella che De Luca chiama vittoria, è stata una sua resa dopo quasi tre anni di braccio di ferro con la legge e le prescrizioni ministeriali che, fino ad oggi, si è sempre rifiutato di rispettare. E se i conti sono stati fatti tornare, è stato col sangue dei cittadini che pagano ticket, superticket e le aliquote più alte e che per cinque mesi l’anno devono pagarsi di tasca propria visite e accertamenti diagnostici a causa del puntuale esaurimento dei budget di spesa. Cittadini ricoverati in reparti in cui piove, che cadono a pezzi, se non infestati da formiche, come i casi al San Giovanni Bosco di una donna intubata e sommersa dagli insetti, le cui condizioni si sono aggravate proprio in queste ore, e il più recente che ha portato alla chiusura del Pronto Soccorso”. E’ quanto denuncia la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.
“Nel piano ospedaliero – rivela Ciarambino – degne di nota sono le nostre vittorie. Grazie a noi è stato impedito lo smantellamento del Polo materno infantile all’Ospedale del Mare, che De Luca aveva cancellato privando un Dea di II livello di un reparto fondamentale per la sopravvivenza di mamme e bambini. A seguito di battaglie con i nostri parlamentari, abbiamo impedito la chiusura del Pronto soccorso del Sant’Agata. Così come abbiamo evitato la chiusura dei punti nascita di Polla e Sapri, che per De Luca avrebbero dovuto chiudere il 1 gennaio, dopo aver smantellato la rete nascite in Campania. Resta la distanza tra quanto scritto su quelle carte che il governatore si è limitato a mettere apposto per un suo tornaconto personale e quanto realmente intenderà fare. Staremo col fiato sul collo del governatore per verificare che neppure un punto del piano ospedaliero resti inattuato. Non possiamo fidarci di chi da anni utilizza la sanità come bancomat, per le sue passerelle elettorali e come arma di potere personale”.
Castellammare, Lettera a Salvini priva di contenuto: ‘Cimmino riferisca in aula’
La lettera inviata da Cimmino a Salvini risulterebbe tragicomica se non fosse che la materia del contendere è la camorra e, in ragione di ciò, è semplicemente scandalosa.
Ebbene, rivolgersi al Ministro degli Interni esclusivamente sul tema sicurezza, senza far nessun esplicito richiamo a quanto verificatosi in città negli ultimi giorni, è deplorevole.
Cimmino parla di territorio da presidiare con maggiori forze dell’ordine come se il tema del momento fosse una recrudescenza di fenomeni delinquenziali quali furti, rapine, scippi.
Ecco, parla da Sindaco di Bassano del Grappa o Limone Piemonte dove, allorché vi è un amplificarsi di episodi criminali, si scrive al capo del Viminale per qualche pattuglia in più.
Caro Sindaco, fingi di non capire.
All’ inizio di Dicembre in città è esploso quanto in maniera strisciante era già noto: la Magistratura ha palesato la commistione tra ambienti politici, imprenditoria insana e la camorra di sempre.
Non un cenno, non un riferimento a quanto emerso. Cosa dovrebbe capire, da quanto scritto, il Ministro? Che ci si trovi in un momento di difficoltà da superare con qualche presidio di polizia.
Fuori strada! Oggi il Sindaco di Castellammare deve chiedere che si accertino nomi, cognomi, circostanze, fatti che interessano questa città. Deve chiedere che, al più presto, si chiariscano le commistioni tra politici e camorra senza tanti giri di parole. Chi è lo stato e chi l’anti-Stato. Chi sta con la camorra e chi contro. Tertium non datur, altrimenti si è complici. Auspichiamo che nella giornata di domani il Sindaco riferisca in aula su ciò che è accaduto e chiarisca quali atti, oltre alla lettera inviata al Ministro, sta mettendo in campo. La città ha bisogno di risposte concrete. Come opposizione siamo pronti, come abbiamo dimostrato in questi mesi, a fare la nostra parte.



