Dopo il fortunato debutto della scorsa estate, arriva “Il rigore che non c’era”, lo spettacolo teatrale di Federico Buffa su testo scritto a quattro mani con Marco Caronna, che partendo da alcune storie sportive si trasforma in un affresco storico, poetico e musicale. La nuova tournée, prodotta da International Music and Arts, partirà il 7 febbraio da Pisa e toccherà il PalaPartenope/Casa della Musica di Napoli martedì 5 marzo (Via C. Barbagallo, 115) grazie all’organizzazione della Associazione GuapaNapoli.
Prevendite: circuito GO2; biglietti da 20 a 30 euro, sconti per Associazioni, Cral, Tesserati FIGC e FIP.
“Il rigore che non c’era” è quell’evento, magari improvviso, che ha cambiato la storia di una partita, quella metafora, talvolta inaspettata, che ha trasformato la storia di una vita. In un luogo non collocato nel tempo e nello spazio incontriamo personaggi ad un bivio, davanti ad una scelta, condannati a raccontare e a raccontarsi.
Buffa così inizia il suo percorso che passa dalla storia di Sendero Luminoso a quella del Loco Houseman, da LeBron James al millesimo gol di Pelè. E ancora, vicende intrecciate tra loro, come quella di Elis Regina e di Sam Cooke, il tutto punteggiato dalla musica di Alessandro Nidi, che sottolinea, impreziosisce e accompagna le parole.
Sullo sfondo, una casa e la copertina di Sergeant Pepper dei Beatles, presente nella scena e nel testo. Da quella casa compare una sorta di angelo, custode e disincantato, interpretato da Jvonne Giò. In scena con Federico Buffa, uno strampalato attore interpretato da Marco Caronna, regista dello spettacolo, ed un pianista, Alessandro Nidi, compagni di viaggio nello scoprire che quel rigore ha cambiato la storia di tutti.
Federico Buffa (Milano, 28 luglio 1959) è un giornalista, e telecronista sportivo italiano. Oltre alla sua attività di telecronista di basket e commentatore sportivo, Buffa ha condotto alcune trasmissioni antologiche sempre a tema sportivo, nelle quali ha dimostrato – secondo Aldo Grasso – di “essere narratore straordinario, capace di fare vera cultura, cioè di stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni” in possesso di uno stile avvolgente ed evocativo.
Federico Buffa arriva a Napoli con ‘Il rigore che non c’era’: un affresco storico, poetico e musicale
Aveva una emorragia cerebrale ma i medici non se ne accorsero: in tre a processo
Per il decesso di Daniela Delli Priscoli, avvenuto il 10 dicembre del 2016, tre medici saranno processati per omicidio colposo. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 19 luglio. Sia la Procura di Nocera Inferiore che il gup, sostengono ci siano elementi sufficienti per sostenere la responsabilità medica.Daniela morì nel dicembre del 2016 lasciando tre figli, il più piccolo di soli sei mesi e questo perché nessuno dei tre sanitari, secondo l’accusa, predispose esami approfonditi per capire l’origine dei lancinanti dolori alla testa. Per questo motivo la sua famiglia si è affidata all’avvocato Francesco Dustin Grancagnolo per vedere affermato il proprio diritto alla giustizia. Secondo il perito di parte civile, il neurologo e medico legale Tito De Marinis, Daniela poteva essere salvata se le fossero stati fatti approfonditi esami. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la perizia della procura, affidata al medico legale Giovanni Zotti che ha accertato che la donna è morta per un aneurisma cerebrale. Era la mattinata del 5 dicembre del 2016 quando Daniela andò in ospedale a Mercato San Severino per una forte cefalea. I medici riscontrarono una grave ipertensione arteriosa, di massima gravità, e, nonostante al momento delle dimissioni, la donna fosse colta da un nuovo e fortissimo dolore, che secondo prassi doveva essere calmato con una terapia farmacologica, i medici omisero di ricoverarla e anche di effettuare una tac ed altre indagini. Tac che, secondo quanto poi dichiarato dagli stessi sanitari, non fu eseguita perché in quel momento l’apparecchio era fuori uso. Ma non fu neanche disposto il suo trasferimento in un’altra struttura sanitaria. Ma la dimisero prescrivendole ulteriori approfondimenti diagnostici di natura ortopedica per i forti dolori al collo. Il giorno successivo il medico di famiglia della Delli Priscoli, invece, senza una adeguata diagnosi, le prescriveva soltanto un ansiolitico, ovvero un holter pressorio per la cefalea senza considerare una diagnosi di natura vascolare o neurologica. Infatti la donna aveva una emorragia cerebrale in corso.
Tant’è che nel giro di pochi giorni dalle dimissioni è tornata nuovamente in ospedale, ma questa volta al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, per non uscirne mai più viva. Qui i medici non hanno potuto far altro che constatarne la morte cerebrale. Le sue ultime parole, nel corso della nottata, prima dell’ennesimo ricovero sono state al marito: «Portami in ospedale, non sto bene», poi in ambulanza ha perso i sensi.
Nonostante il dolore per la improvvisa morte, però, il marito volle assecondare le sue volontà e chiedere nel corso della stessa nottata al giudice l’autorizzazione per l’espianto dei suoi organi che hanno regalato la vita ad altre persone. Polmoni, reni, cuore, fegato e cornee sono stati donati a persone che erano in lista d’attesa per un trapianto in varie località italiane.
Un calvario, quello di Daniela, durato in tutto una ventina di giorni durante i quali nessuno le ha indicato gli esami giusti da fare per capire a cosa potessero essere legati quei dolori alla testa che le creavano dei veri e propri momenti di choc.
Paziente morta all’ospedale di Sorrento: chiesto il processo per tre medici
Dopo diversi giorni di agonia, Elena Migliozzi, di settantasette anni, muore nel settembre del 2015. Il suo decesso fa finire tre medici sotto inchiesta per i quali, la Procura di Torre Annunziata, ha annunciato il rinvio a giudizio: il giudice si pronuncerà il prossimo 9 maggio. Elena era stata ricoverata per un ematoma alla gamba sinistra. Da una tac effettuata, invece, pareva ci fosse una lesione della milza per la quale era necessario un intervento chirurgico ma una volta in sala operatoria, l’organo si presenta intatto. Dopo tre anni e mezzo dalla tragica vicenda, ancora si attende una decisione sull’eventuale processo a carico dei tre medici coinvolti: Pietro Gnarra, primario di Chirurgia dell’ospedale di Sorrento e unico a essere presente ieri in aula, Loris Tango, in servizio presso il Santa Maria della Misericordia, e Chiara D’Errico, membro del team di Radiologia.
Dopo la morte della signora Elena, i figli, come riporta Il Mattino, denunciano la vicenda ai carabinieri e la Procura apre un’inchiesta che dà mandato di procedere con l’esame autoptico dal quale emerge, secondo l’esperto nominato dalla Procura, che: “I medici dell’ospedale di Sorrento hanno una responsabilità negli eventi che portarono alla morte” della paziente, avendo agito “senza la dovuta prudenza, diligenza e perizia”. Sul fronte opposto, invece, una perizia firmata da Francesco Corcione, uno dei chirurghi italiani più famosi, sostiene come Gnarra e Tango abbiano rispettato i protocolli sanitari e come l’intervento su Migliozzi fosse indispensabile alla luce del suo quadro clinico: emoglobina e pressione in calo, paziente sotto choc e sospetta lesione della milza. Ma i figli di Elena incalzano: “Vogliamo giustizia per nostra madre spiegano . Se i medici dovessero essere condannati, devolveremo l’eventuale risarcimento a una fondazione impegnata nella ricerca sulle malattie rare”.
Castellammare, giovane mamma di Torre del Greco affetta da meningite ricoverata al San Leonardo
Castellammare. Una giovane donna originaria di Torre del Greco è ricoverata da ieri all’ospedale San Leonardo di Castellammare affetta da una forma di meningite. La donna era ricoverata nel reparto di medicina d’urgenza con febbre forte e dolori alla nuca. La preoccupazione dei medici purtroppo hanno avuto la loro conferma in serata quando le analisi hanno confermato che si trattava di una forma di meningite. La paziente è stata messa in isolamento ed è scattata la profilassi sia all’interno del Pronto Soccorso sia negli ambienti dove era stata la donna. La notizia si è diffusa subito tra gli altri pazienti del reparto dove era stata ricoverata la donna che hanno protestato nei confronti dei medici.
Botte e droga in carcere, 7 condanne e 10 a giudizio
Sette condanne in rito abbreviato, la piu’ alta a sette anni e sei mesi, un patteggiamento e dieci rinvii a giudizio. E’ questo l’esito dell’udienza davanti al Gup del tribunale di Bologna Gianluca Petragnani Gelosi per gli imputati nell’operazione ‘Reticolo’ che a novembre 2017 aveva messo nel mirino una presunta gerarchia criminale tra i detenuti nel carcere bolognese della Dozza, con al vertice elementi della ‘Ndrangheta, mandanti di violenze e intimidazioni. E una rete di rapporti illeciti tra alcuni agenti di polizia penitenziaria e detenuti, ai quali veniva consentito di consumare droga all’interno. A novembre 2017 erano state otto le misure cautelari eseguite dai carabinieri, coordinati dal pm Beatrice Ronchi. Il giudice ha disposto il processo tra l’altro per Gianluigi Sarcone e Sergio Bolognino, difesi dagli avvocati Stefano Vezzadini e Roberto Filocamo, imputati nel processo Aemilia e fratelli di due figure apicali della cosca emiliana: sono qui accusati di essere stati mandanti di un pestaggio ai danni di un detenuto nella sezione ‘Alta sicurezza’, punito perche’ irrispettoso e refrattario alle disposizioni imposte, a dimostrazione, per gli investigatori, della supremazia riconosciuta agli ‘ndranghetisti da parte di detenuti legati alla Camorra. Il giudizio e’ stato fissato davanti al giudice monocratico di Bologna, nonostante l’accusa contestasse l’aggravante dell’aver agito per agevolare un’associazione mafiosa e la connessione con il sodalizio al sodalizio emiliano, che ha epicentro a Reggio Emilia. La condanna piu’ elevata tra chi ha scelto l’abbreviato e’ stata per l’agente Fabrizio Lazzari, assolto dal coinvolgimento e dall’omessa denuncia del pestaggio, ma accusato di reati di stupefacenti. Quattro anni e sei mesi e’ stata la condanna per Loris Maiorano, un altro agente cosi’ come Danilo De Paolis (tre anni). Tre magrebini, difesi dall’avvocato Matteo Sanzani, sono stati poi condannati a sei anni, mentre un italiano, imputato, e’ stato assolto da quasi tutte le imputazioni e condannato a quattro mesi di arresto, pena sospesa, solo per una contravvenzione, detenzione di munizionamento per armi da sparo. Un ultimo imputato, Carmelo Candido, ha patteggiato due anni con la condizionale.
Napoli, armi e ricettari medici trovati in un box auto di Piazza Mercato. IL VIDEO
Napoli. Cinque ricettari in bianco del servizio sanitario nazionale, ognuno da 100 ricette, tre pistole semiautomatiche con matricola abrasa di cui una di fabbricazione tedesca, tutte cariche ma anche un silenziatore, 80 cartucce di vari calibri e una doppietta con matricola abrasa sono stati rinvenuti dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo e del n.a.s. di napoli.
il particolare rinvenimento in piazza mercato, all’interno di un box auto sotterraneo. Le armi erano nascoste in contenitori di plastica su degli scaffali tra indumenti e vecchie tovaglie; il fucile era, invece, all’interno di una colonna di cemento che era stata svuotata e divisa a metà. Le armi, inoltre, erano avvolte in stoffa e plastica per proteggerle da polvere e agenti atmosferici: erano pulite, oliate e pronte all’uso.Le indagini dei carabinieri proseguono per risalire al detentore materiale del box e conseguentemente dell’arsenale e delle ricette.
Scossa di terremoto nella notte di magnitudo 3.0 in Umbria
Una scossa di terremoto di magnitudo 3 e’ stata registrata all’1:33 nel sud dell’Umbria, vicino Terni. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9 km di profondita’ ed epicentro 2 km a ovest di Stroncone. Non si segnalano danni a persone o cose. Un’altra scossa di magnitudo 2.6 era stata registrata nella stessa zona alle 22:23 di ieri.
Coppa Italia: la Lazio elimina l’Inter ai rigori
Come due anni fa, la Lazio espugna San Siro ed elimina l’Inter dalla Coppa Italia. La squadra di Inzaghi in semifinale affronterà il Milan, mentre l’altro faccia a faccia sarà tra Fiorentina e Atalanta. Tempi regolamentari equilibrati, la Lazio però meglio sotto l’aspetto dello sviluppo della manovra ma con una grande recriminazione interista: pteste infuocate dei giocatori dell’Inter per una presunta spinta di Milinkovic in area ai danni di Icardi. Check del VAR e basta. Abisso lascia proseguire. La partita va a sbloccarla Immobile nel primo tempo supplementare: duetto limite dell’area fra il numero 17 e Caicedo, Immbile difende palla e calci all’angolino. Pareggio Inter allo scadere. Fallo di Milinkovic su D’Ambrosio, punizione dal limite per l’Inter, ma il VAR dà il rigore, realizzato da Icardi. Si va ai rigori. Martinez e Nainggolan si fanno parare i rispettivi tiri, più precisa la Lazio, che con 4 gol e 1 un errore va in semifinale.
Napoli, si torna a sparare ai Quartieri Spagnoli: stesa in via Concordia
Napoli. Nuova stesa ai Quartieri Spagnoli una settimana dopo il ferimento del ras Vincenzo Errichiello detto gnaziello. Poco prima delle 23 di stasera i soliti pistoleri in sella a moto sono penetrati nell’area a ridosso del corso Vittorio Emanuele e hanno fatto fuoco a ripetizione. Gli abitanti della zona hanno avvertito la polizia che si è precipitato sul posto. La scientifica ha repertato numerosi molti bossoli sul selciato tra via Concordia e vico Colonne a Cariati. Per fortuna nessuno è rimasto ferito nessuno è rimasto ferito. La polizia sta verificando chi abita nella zona per individuare a chi era diretto il messaggio di piombo della stesa.
Slot machine dei Casalesi: chieste 25 condanne in appello
Il procuratore generale al processo in appello a carico di 26 persone accusate di gestire attività illecite come imposizioni vidoepoker nella zona dell’agro aversano ha chiesto le conferme delle condanne in appello. L’inchiesta aveva consentito di ricostruire gli affari della fazione “Schiavone-Venosa” del clan dei Casalesi soprattutto nel gioco on line. Il procuratore ha chiesto solo piccole riduzioni che saranno valutate dal presidente. Giuseppe Verrone di Aversa a 14 anni; Giuliano Venosa di San Cipriano d’Aversa a 12 anni; Angelo D’Errico, di Frignano a 12 anni; Salvatore Cantiello, di Casal di Principe, a 8 anni; Anna Cerullo, di Casal di Principe, a 2 anni e 8 mesi; Giuseppe Bianchi, di Casal di Principe, a 6 anni; Silvana Venosa, di Santa Maria Capua Vetere, a 2 anni e 8 mesi; Dionigi Pacifico, di Casal di Principe, a 8 anni; Ettore Pacifico, di Napoli, a 2 anni e 8 mesi; Augusto Bianco, di Casal di Principe, a 8 anni; Anna Cammisa, di San Cipriano d’Aversa, a 2 anni e 8 mesi; Teresa Venosa, di San Cipriano d’Aversa, a 10 anni; Luigi Venosa, detto ‘cocchiere, a 8 anni; Angelina Simonetti, di Casal di Principe, a 2 anni e 8 mesi; Salvatore Rossi, di Napoli, a 11 anni e 2 mesi; Angelo Mennillo, di Aversa, a 2 anni e 4 mesi; Gennaro D’Ambrosio, di Aversa, a 11 anni e 2 mesi; Massimiliano D’Ambrosio, di Casaluce, a 11 anni; Pasquale Picone, di Caserta, a 8 anni; Salvatore Frattoluso, di Aversa, a 10 anni ed 8 mesi; Raffaele Micillo, di Napoli, a 5 anni; Angelo Prece, di Acerra, a 10 anni; Mario Pinto, di Napoli, a 10 anni; Vittorio Pellegrino, di Aversa, a 10 anni; Massimo Venosa, di San Cipriano d’Aversa, a 10 anni; Antonio Simonetti, di Casal di Principe, a 2 anni e 8 mesi; Iuri La Manna, di Maddaloni, già collaboratore di giustizia, a 4 anni. Assolti Antonio Cantiello di Caserta e figlio di Salvatore Cantiello, e Mario Bianchi, di Napoli. Nel collegio difensivo ci sono Paolo Caterino, Mirella Baldascino Nando Letizia.
Gustavo Gentile
Juve Stabia: accuse anonime, sembra una fake news
Più che uno scherzo di cattivo giusto, sembra un tentativo, da direzione intuibili, di crere ostacoli alla capolista, che è lanciatissima veros la B. Arrivano dettagli sulle denunce da una fonte anonima alle istituzioni calcistiche, oltre che al Procuratore della Repubblica e la Guardia di Finanza. L’autore di tale documento fa riferimento ad un numero non definito di squadre, nominandone solo una: la Juve Stabia, al momento capolista del girone C di serie C. Riguardo alla società campana, infatti, viene scritto che si sarebbe resa colpevole di aver inviato “bilanci non veritieri e, quindi, di conseguenza falsato le relative schede che devono essere compilate con ben determinati indicatori (indice di liquidità, valori attività correnti)”.
Cardito, Valentina faceva le campagne contro la violenza sulle donne e invece ha subìto quelle di Tony ‘il diavolo’
A rivedere oggi il suo profilo facebook nessuno direbbe che Valentina Casa, la mamma del piccolo Giuseppe ucciso di botte dal suo compagno Tony Brade mentre lei quasi inerme ha assistito al pestaggio mortale domenica pomeriggio a Cardito, non si direbbe una donna impegnata. Impegnata a tal punto da partecipare alla campagna di Action Aid per dire No alla violenze sulle donne postando una sua foto sul profilo facebook. E così mentre qualche anno fa fa diceva no alla violenza sulle donne davanti all’amore per Tony ‘il diavolo’ ha messo da parte tutte le sue battaglie di donna diventando succube di un uomo violento e forse complice di un inspiegabile omicidio e di un tentato omicidio. Quelli dei suoi figli Giuseppe e Noemi avuti da un precedente matrimonio con Fabrizio Dorice di Pompei. le 30enne di Massa Lubrense. Pure Tony ha un figlio, che si chiama Enrico, con una precedente compagna, Raffaella. Sui uno dei suoi profili facebook mostrava le foto al mare col bambino e si definiva un “ottimo padre”. Ora i profili dei due sono invasi di insulti. Nel frattempo proseguono le indagini della Procura di Napoli Nord al fine di ricostruire attimo per attimo quanto avvenuto nell’abitazione di via Marconi a Cardito dove domenica 27 gennaio è stato ucciso Giuseppe, 7 anni, e ferita la sorellina Noemi, ancora ricoverata nell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Il compagno della loro madre, il 24enne Tony Essobti Badre, è in carcere accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e lesioni aggravate. Reo confesso, ha raccontato di aver colpito a calci, pugni, schiaffi e anche con la mazza di una scopa i due bambini, “colpevoli” di aver rotto la sponda di un letto comprato da poco. Nel corso dell’udienza di convalida del fermo, poi conclusa con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, ha anche raccontato al gip che la compagna ha tentato di fermarlo, senza chiarire però esattamente in che modo. Ed è sul ruolo della madre nella vicenda che si sta concentrando la ricostruzione dei fatti, in particolare su quanto avvenuto nelle due ore di “buco” tra l’aggressione del 24enne nei confronti dei due bambini e la richiesta di soccorsi con il conseguente arrivo di un’automedica da Caivano e un’autoambulanza da Frattamaggiore, partite però in codice giallo in quanto era stato segnalato un semplice incidente domestico con il ferimento lieve dei bambini. Tutt’altro scenario rispetto a quello che hanno trovato sanitari e poliziotti entrati nell’abitazione. La donna non è indagata e si è recata a casa della madre, nel comune di Massa Lubrense, dove anche lei ha la residenza. Conoscenti della coppia hanno riferito di frequenti e violenti litigi tra Badre e la compagna, e anche che Badre avrebbe usato violenza verso i bambini in altre circostanze; per ora gli inquirenti non hanno trovato pero’ conferma. Di certo la madre non vedrà i due figli che le sono rimasti per parecchio tempo, visto che il tribunale le ha sospeso la patria potestà. Intanto nelle prossime ore si saprà dove si terranno i funerali del piccolo, la cui autopsia si e’ svolta ieri; c’e’ ancora incertezza sull’ubicazione delle esequie, visto che la famiglia della madre e’ di Massa Lubrense; il sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo si e’ detto pronto a organizzare i funerali, ma in ogni caso proclamerà lutto cittadino.
Banca Etruria, ex vertici condannati per bancarotta fraudolenta. Federconsumatori: “Ottimo viatico”
Arezzo. Banca Etruria: arrivano le prime condanne. Stangata ai vertici della banca. Il gup del tribunale di Arezzo Giampiero Borraccia ha accolto tutte le richieste dell’accusa e, nel processo per il filone della bancarotta dell’ex Banca Etruria, ha condannato con rito abbreviato, a 5 anni l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi, a due anni e 6 mesi l’ex vicepresidente Alfredo Berni e un anno e 6 mesi l’ex consigliere Rossano Soldini. Tutto come chiesto dai pm Andrea Claudiani e Angela Masiello. Gli altri 26 imputati saranno invece giudicati con il rito ordinario. Per il giudice, quindi, ci fu bancarotta e nel caso di Fornasari, Bronchi e Berni fu fraudolenta. La tensione prima della sentenza, arrivata in tarda serata, era palpabile come, subito dopo, la soddisfazione del procuratore Roberto Rossi, presente in aula insieme a tutti i ‘suoi’ magistrati, quelli del pool Andrea Claudiani, Angela Masiello, Julia Maggiore che lo stesso procuratore ha guidato in mezzo alla tempesta di un’inchiesta lunga quanto complessa e chiacchierata. “Le sentenze non si commentano, grazie”, ha detto uscendo il procuratore. Di tutti i filoni aperti con l’inchiesta sulla banca aretina, sicuramente quello della bancarotta era il cuore pulsante. Un plotone di imputati, in testa l’ex presidente Fornasari e l’ex dg Bronchi, che hanno poi scelto di dividere le loro sorti insieme a Berni e Soldini optando per il rito abbreviato. Le indagini vengono da lontano, esattamente dall’11 febbraio 2015 quando i funzionari di Banca d’Italia interruppero la riunione del Cda e invitarono l’intero vertice a lasciare, commissariando di fatto l’istituto. A quel punto Banca Etruria era tecnicamente fallita. Sul tavolo del procuratore Rossi finirono una serie di crediti e finanziamenti mai rientrati che avrebbero portato al fallimento di una banca che, stando a quanto messo insieme durante le indagini, era stata totalmente svuotata proprio da una gestione quantomeno “allegra” dei soldi. Tra i finanziamenti contestati dai pm del pool investigativo l’ormai notissimo yacht di Civitavecchia (perdita da 25 milioni) progettato per diventare il panfilo più grande del mondo e rimasto a invecchiare nel cantiere. Ma anche il prestito Sacci ovvero cinquanta milioni mai rientrati concessi a una società il cui amministratore Augusto Federici, ora imputato, era anche membro del Cda della banca. E ancora l’operazione San Carlo Borromeo, relais di lusso di Armando Verdiglione su cui Banca Etruria aveva la sola garanzia di un’ipoteca di quarto grado. Una serie insomma di crediti mai rientrati e che hanno, secondo l’accusa e ora anche per il gup, fatto morire definitivamente la più antica banca aretina. “Questa sera si è fatto giurisprudenza – ha commentato ricalcando i suoi legali Pietro Ferrari per Federconsumatori – per noi che rappresentiamo le parti civili adesso questo pronunciamento sarà un ottimo viatico per gli altri filoni processuali ancora aperti”. I difensori ora aspetteranno le motivazioni per valutare l’appello.
Governo: approvata la riforma dello sport
Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, giovedì 31 gennaio 2019, alle ore 18.08 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti. RIFORMA DELLO SPORT Disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di misure di contrasto alla violenza in occasione delle manifestazioni sportive e di semplificazione (disegno di legge collegato alla legge di bilancio 2019) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e alla luce della relazione del Sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, ha approvato un disegno di legge, collegato alla legge di bilancio 2019, che introduce disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di misure di contrasto alla violenza in occasione delle manifestazioni sportive e di semplificazione. Il provvedimento si inserisce in una riforma strutturale di ampio respiro per il rilancio del sistema sportivo e a vantaggio degli operatori e volontari del settore che quotidianamente muovono lo sport italiano. Le nuove norme identificano il perimetro di attività istituzionale del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e, coerentemente con quanto previsto dalla legge di bilancio 2019 e dalla Carta Olimpica, l’articolazione territoriale del CONI, nonché la sua funzione di governo e controllo dell’attività sportiva nazionale – limitatamente a quella olimpica, oltre a rendere effettiva la piena autonomia gestionale e contabile degli organismi sportivi rispetto al CONI. L’obiettivo, anche attraverso la previsione di specifiche deleghe al Governo, è inoltre quello di: • riordinare la disciplina in materia di limiti al rinnovo dei mandati di vertice degli organismi sportivi; • adottare misure di riduzione e semplificazione degli adempimenti di natura contabile, amministrativa e burocratica degli organismi sportivi; • disciplinare la cessione, il trasferimento o l’attribuzione del titolo sportivo; • riformare e riordinare le disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché del rapporto di lavoro sportivo; • riordinare le disposizioni in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo; • emanare un testo unico delle disposizioni in materia di contrasto dei fenomeni di violenza connessi alle manifestazioni sportive e delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi, semplificando e accelerando le procedure amministrative; • adottare misure in materia di discipline sportive invernali, al fine di garantire standard di sicurezza più elevati; • prevedere la possibilità per le scuole di ogni ordine e grado di costituire un Centro sportivo scolastico, secondo le modalità previste dal Codice del terzo settore. Con specifico riferimento ai fenomeni di violenza connessi alle manifestazioni sportive, il disegno di legge prevede, in particolare, l’inasprimento della normativa in materia di contrasto alla violenza in occasione delle manifestazioni sportive, con puntuali modifiche e integrazioni in materia di fermo di indiziato di delitto e di arresto in flagranza differita.
Veleni nelle acque, i carabinieri denunciano 63 persone tra Campania, Calabria, Basilicata e Puglia
Sessantatre persone sono state denunciate al termine di una vasta operazione dei Carabinieri del Comando per la Tutela ambientale finalizzata al contrasto all’inquinamento idrico con particolare riferimento ai processi di depurazione delle acque reflue industriali. I controlli e le indagini hanno interessato per diverse settimane le regioni Campania, Calabria, Basilicata e Puglia. I denunciati all’autorita’ giudiziaria sono titolari, amministratori e gestori di aziende responsabili di inosservanza o assenza delle previste autorizzazioni agli scarichi di tipo industriale, violazione prevista dal Codice dell’Ambiente, per la quale si prevede l’arresto da due mesi a due anni o l’ammenda da millecinquecento a diecimila euro. Raccogliendo soprattutto le segnalazioni di cittadini allarmati dai rischi di contaminazione delle falde, sotto la lente d’ingrandimento dei Carabinieri sono finite aziende attive nei settori delle materie plastiche, chimiche, di produzione di materiale ferroso, officine meccaniche, autolavaggi nonche’ alberghi e plessi ospedalieri pubblici o privati. I controlli, riferiscono i militari, hanno consentito di accertare sversamenti illegali, spesso di sostanze altamente inquinanti e tossiche nelle fognature pubbliche, in canali di scolo o nei casi piu’ gravi in mare, fiumi o torrenti. I sequestri hanno superato i 5 milioni di euro e riguardato condotte di scarico, vasche di deposito reflui, pozzi, ma anche interi impianti di produzione ed aziende, di cui e’ stata sospesa temporaneamente l’attivita’. Analoghi controlli verranno ripetuti nei prossimi mesi anche in altre Regioni.
Ficco: pronti impugnare chiusura Psaut Polle
“Non basta alla Asl informare le autorita’ regionali per poter procedere alla chiusura di una struttura sanitaria: per farlo occorrono atti specifici validamente motivati a norma di legge. La decisione di sopprimere il Psaut di Pollena e’ dunque illegittima e siamo pronti ad impugnarla davanti Tar”. Cosi’, a margine dell’audizione in Quinta Commissione Sanita’ del Consiglio regionale della Campania convocata sulla vicenda della sospensione delle attivita’ del Pasut di Pollena Trocchia, il presidente nazionale del Saues, il Sindacato Autonomo Urgenze ed Emergenze, Paolo Ficco. “Questa disposizione, adottata per far fronte alla carenza di personale altrove, oltre a non essere stata autorizzata dalla Regione non ha alcuna giustificazione: non si copre infatti la carenza di un servizio sopprimendone un altro, ne’ si chiude un Psaut che ha registrato quasi 4.000 accessi nell’ultimo anno quando la media nazionale si aggira intorno ai 2500. Tanto piu’ che non esiste nessuna norma che indichi una soglia minima”, rimarca il presidente del Saues. Per Ficco, “e’ evidente che la doppia penalizzazione dell’utenza di Pollena Trocchia e dei comuni limitrofi, che oltre a perdere il Pronto Soccorso si sono visti sottrarre anche la postazione fissa di primo soccorso, non e’ accettabile”. “Tanto piu’ che si andra’ a generare un intollerabile sovraffollamento, soprattutto di codici di minore gravita’, dei Pronto Soccorso degli altri ospedali della provincia”, conclude il presidente del Saues.
Mercato delle grandi: nessun movimento, si pensa al futuro
Non arriva nessun botto nell’ultimo giorno del calciomercato invernale, posticipato a furor di popolo lo scorso mese di dicembre. Le big della Serie A snobbano la sede dell’hotel ‘Da Vinci’ a Milano e non puntellano le rose in vista del finale di stagione: la Juventus, nonostante l’infortunio di Chiellini e la cessione di Benatia, decide di non affondare il colpo per un difensore, medesima scelta fatta dalla Roma, alle prese con le scorie della debacle di Firenze; l’Inter non cede alle lusinghe per Miranda (Monaco) e Perisic (Arsenal) e rimanda ogni discorso in estate; il Milan – dopo aver acquistato Paqueta’ e Piatek – non trova l’esterno d’attacco, il Napoli – dopo l’eliminazione in Coppa Italia – resta in disparte. Si muove invece la Lazio: preso Romulo dal Genoa. Il Grifone rinuncia anche a Sandro che finira’ la stagione all’Udinese e lo rimpiazza con Radovanovic dal Chievo. Asse tra Fiorentina ed Empoli: a giugno in viola arrivera’ il difensore Rasmussen (per circa 6 milioni), percorso inverso, in prestito fino al 2020, per il giovane Diks. Empoli scatenato: acquista anche Dell’Orco dal Sassuolo, Oberlin dal Basilea, Pajac e Farias dal Cagliari ma vende Zajc al Fenerbahce. I sardi si accaparrano Thereau dalla Fiorentina, Luca Pellegrini dalla Roma, Leverbe dalla Sampdoria e Cacciatore dal Chievo (scambiato con Andreolli). Edera e Lyanco dal Torino si trasferiscono a titolo temporaneo al Bologna e ritrovano Mihajlovic. Alla Spal arriva Regini dalla Sampdoria che cede Kownacki al Fortuna Dusseldorf e ufficializza Sau dal Cagliari. Attivo anche il Parma: presi Nicolas Schiappacasse dall’Atletico Madrid, Sprocati dalla Lazio e Pepe Machin dal Pescara. Eysseric dalla Fiorentina finisce al Nantes, Lisandro Lopez dal Genoa va al Boca. A movimentare il mercato ci si mette anche Antonio Conte, oggi a Milano e avvistato sotto la sede dell’Inter. L’ad nerazzurro Beppe Marotta smentisce stati contatti, mentre l’ex ct azzurro sapere che si trovava li’ per caso. In estate si capira’ forse se i due oggi hanno bluffato.
Serie A: mercato finito, arrivi e partenze con voti
ATALANTA, 6.5 Acquisti: Braciano (c, Mimosas), Ibanez (d, Fluminense). Cessioni: Bettella (d, Pescara), Rigoni (c, Zenit), Valzania (c, Frosinone). – BOLOGNA, 5,5 Acquisti: Edera (a, Torino), Lyanco (d, Torino), Sansone (a, Villarreal), Soriano (c, Torino). Cessioni: Crisetig (c, Benevento), De Maio (d, Udinese). – CAGLIARI, 7 Acquisti: Birsa (c, Chievo), Cacciatore (d, Chievo), Deiola (c, Parma), Oliva (c, Nacional), Despodov (a, Cska Sofia), Walukiewicz (d, Pogon Stettino-da luglio), L.Pellegrini (d, Roma), Thereau (a, Fiorentina). Cessioni: Andreolli (d, Chievo), Dessena (c, Brescia), Farias (a, Empoli), Pajac, (d, Empoli), Sau (a, Sampdoria). – CHIEVO, 6 Acquisti: Andreolli (d, Cagliari), Diousse (c, Saint Etienne), Schelotto (d, Brighton), Lucas Piazon (a., Chelsea). Cessioni: Birsa (c, Cagliari), Cacciatore (d, Cagliari), Gaudino (c, Young Boys), Obi (c, Alanyaspor), Radovanovic (c, Genoa). – EMPOLI, 6,5 Acquisti: Cvancara (a, Jablonec), Dell’Orco (s, Sassuolo), Diks (d, Fiorentina), Dragowski (p, Fiorentina), Farias (a, Cagliari), Pajac (a, Cagliari), Nikolaou (d, Olympiakos). Cessioni: Bittante (d, Cosenza), Fulignati (p, Ascoli), Lollo (c, Padova), Jakupovic (a, Sturm Graz), Mraz (a, Crotone), Terracciano (p, Fiorentina), Traore’ (c, Fiorentina-da luglio), Untersee (d, Zurigo), Zajc (a, Fenerbahce). – FIORENTINA, 7 Acquisti: Muriel (a, Siviglia), Traore’ (c, Empoli), Terracciano (p, Empoli), Zurkowski (c, Gornik Zabrze). Cessioni: Dragowski (p, Empoli), Diakhate (c, Parma), Eysseric (c, Nantes), Olivera (d, Olimpia Asuncion), Sottil (c, Pescara), Thereau (a, Cagliari). – FROSINONE, 5,5 Acquisti: Simic (d, Milan), Trotta (a, Sassuolo), Valzania (c, Atalanta), Viviani (c, Spal). Cessioni: Ardaiz (a, Chiasso), Hallfredsson (c, svincolato), Campbell (a, Leon), Perica (a, Kasimpasa). – GENOA, 6,5 Acquisti: Jandrei (p, Chapecoense), Jagiello (c, Lubin), Lerager (c, Bordeaux), Pezzella (d, Udinese), Sturaro (c, Juventus), Sanabria (a, Betis), Radovanovic (c, Chievo). Cessioni: Lisandro Lopez (d, Boca Juniors), Omeonga (c, Hibernian), Piatek (a, Milan), Romulo (d, Lazio), Spolli (d, Crotone), Zennaro (a, Genoa). – INTER, 6 Acquisti: Cedric (d, Southampton). Cessioni: – – JUVENTUS, 6 Acquisti: Caceres (d, Lazio). Cessioni: Sturaro (c, Genoa), Benatia (d, Al Duhail). – LAZIO, 6 Acquisti: Casasola (d, Salernitana), Romulo (d, Genoa). Cessioni: Caceres (d, Juve), Lombardi (a, Venezia), Minala (c, Salernitana), Murgia (c, Spal), Rossi (a, Venezia), Sprocati (a, Parma) – MILAN, 7 Acquisti: Paqueta (c, Flamengo), Piatek (a, Genoa), Abanda (d, Monaco). Cessioni: Higuain (a, Chelsea), Simic (d, Frosinone) – NAPOLI, 5 Acquisti: – Cessioni: Rog (c, Siviglia) – PARMA, 6 Acquisti: Diakhate (c, Fiorentina), Kucka (c, Trabzonspor), Schiappacasse (d, Atletico Madrid), Sprocati (a, Lazio), Machin (c., Pescara). Cessioni: Baraye (a, Padova) Calaio’ (a, Salernitana), Ciciretti (c, Ascoli), Da Cruz (c, Spezia), Deiola (c, Cagliari), Di Gaudio (a, Verona), Nardi (p, Sudtirol). – ROMA, 5 Acquisti: – Cessioni: L.Pellegrini (d, Cagliari). – SAMPDORIA, 6,5 Acquisti: Dodo’ (d, Santos), Gabbiadini (a, Southampton), Thorsby (c, Heerenveen-da luglio), Sau (a, Cagliari) Cessioni: Dodo’ (d, Cruzeiro), Kownacki (a, Fortuna Duesseldorf), Rolando (d, Carpi), Regini (d, Spal) – SASSUOLO, 6 Acquisti: Scamacca (a, Pec Zwolle), Demiral (d, Alanyaspor). Cessioni: Boateng (c, Barcellona), Dell’Orco (d, Empoli), Trotta (a, Frosinone). – SPAL, 6,5 Acquisti: Murgia (c, Lazio), Pa Konate (d, Cincinnati), Viviano (p, Sporting Lisbona), Regini (d, Sampdoria). Cessioni: Djourou (d, svincolato), Everton Luiz (c, Real Salt Lake), Thiam (p, Viterbese), Vitale (c, Carpi),Viviani (c, Frosinone), Milinkovic-Savic (p, Ascoli). – TORINO, 5,5 Acquisti: Belkheir (a, Brescia). Cessioni: Soriano (c, Bologna), Lyanco (d, Bologna), Edera (a, Bologna). – UDINESE, 6,5 Acquisti: De Maio (d, Bologna), Okaka (a, Watford), Wilmot (d, Watford), Sandro (c, Genoa), Zeegelaar (d, Watford). Cessioni: Balic (c, Fortuna Sittard), Coulibaly (c, Carpi), Machis (a, Cadice), Pezzella (d, Genoa), Pontisso (c, Vicenza), Scuffet (p, Kasimpasa), Felipe Vizeu (a, Gremio).
Bufale, quelle vere: Fratelli d’Italia a difesa
“La Regione Campania si attivi immediatamente per affrontare la difficile situazione dei produttori della filiera bufalina, vittime dell’immobilismo regionale e di un PSR (Piano di Sviluppo Rurale) incompleto e approssimativo. In audizione in Commissione Agricoltura al Senato abbiamo ascoltato le loro preoccupazioni e in particolare quelle riguardanti lo smaltimento degli escrementi delle bufale in ottemperanza alla direttiva europea sui nitrati. Il rischio, dovendo rispettare i parametri fissati dall’Ue, e’ di essere costretti ad abbattere numerosi capi di bestiame. E questo a causa della mancanza di una politica di incentivi all’interno del PSR, capace di favorire la creazione di centri di smaltimento adeguati. Siamo, quindi, vicini alle istanze dei produttori e chiediamo che la Regione Campania apra immediatamente un tavolo di confronto, per individuare una soluzione comune che eviti una grave crisi in un settore strategico e fondamentale per l’economia campana”. Lo dichiara i senatori di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone e Patrizio La Pietra.
Fca: i risultati e i guadagni si vedono…
“L’ammontare del premio, variabile per sito e per livello di inquadramento, sara’ pari a una media ponderata di oltre 1.250 euro in Fca e di circa 750 euro in Cnh Industrial. Si tratta di cifre non solo rilevanti ma anche piu’ alte di quelle degli anni scorsi, che attestano il buon lavoro che si sta facendo nelle fabbriche e che danno un giusto riconoscimento ai lavoratori”. Lo afferma Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm responsabile del settore auto. “Il settore che ha conseguito i risultati piu’ brillanti – sottolinea Ficco – e’ Fca Auto, con una media di 1.320 euro e con alcune fabbriche che raggiungono il massimo, quali Pomigliano e Verrone con 1.580 euro. Altro aspetto molto importante e’ che tutte le realta’ di Cnh Industrial e quasi tutte le realta’ di Fca hanno raggiunto la soglia minima per il riconoscimento del premio, con l’unica dolente eccezione di Magneti Marelli Napoli. Dall’accordo del 2015, siamo ormai in grado di valutarne l’impatto complessivo: nel 2018 la media dei premi di efficienza pagati fu di 1.170 euro in Fca e di 600 euro in Cnh, nel 2017 di 1.130 euro in Fca e di 825 euro in Cnh, nel 2016 di 990 euro in Fca e di 825 euro in Cnh. Possiamo affermare con orgoglio che la non facile intesa del 2015 ha avuto il merito di porre obiettivi condivisi fra impresa e lavoratori, al cui raggiungimento e’ stato connesso un doveroso riconoscimento economico per le maestranze. L’accordo che ci proponiamo di raggiungere nel 2019 e per cui sono in corso serrate trattative dovra’ completare lo sforzo fatto tre e mezzo anni fa, aggiornando quel sistema premiale e attribuendo congrui aumenti in paga base”.



