foto di repertorio


Dopo diversi giorni di agonia, Elena Migliozzi, di settantasette anni, muore nel settembre del 2015. Il suo decesso fa finire tre medici sotto inchiesta per i quali, la Procura di Torre Annunziata, ha annunciato il rinvio a giudizio: il giudice si pronuncerà il prossimo 9 maggio. Elena era stata ricoverata per un ematoma alla gamba sinistra. Da una tac effettuata, invece, pareva ci fosse una lesione della milza per la quale era necessario un intervento chirurgico ma una volta in sala operatoria, l’organo si presenta intatto. Dopo tre anni e mezzo dalla tragica vicenda, ancora si attende una decisione sull’eventuale processo a carico dei tre medici coinvolti: Pietro Gnarra, primario di Chirurgia dell’ospedale di Sorrento e unico a essere presente ieri in aula, Loris Tango, in servizio presso il Santa Maria della Misericordia, e Chiara D’Errico, membro del team di Radiologia.
Dopo la morte della signora Elena, i figli, come riporta Il Mattino, denunciano la vicenda ai carabinieri e la Procura apre un’inchiesta che dà mandato di procedere con l’esame autoptico dal quale emerge, secondo l’esperto nominato dalla Procura, che: “I medici dell’ospedale di Sorrento hanno una responsabilità negli eventi che portarono alla morte” della paziente, avendo agito “senza la dovuta prudenza, diligenza e perizia”. Sul fronte opposto, invece, una perizia firmata da Francesco Corcione, uno dei chirurghi italiani più famosi, sostiene come Gnarra e Tango abbiano rispettato i protocolli sanitari e come l’intervento su Migliozzi fosse indispensabile alla luce del suo quadro clinico: emoglobina e pressione in calo, paziente sotto choc e sospetta lesione della milza. Ma i figli di Elena incalzano: “Vogliamo giustizia per nostra madre spiegano . Se i medici dovessero essere condannati, devolveremo l’eventuale risarcimento a una fondazione impegnata nella ricerca sulle malattie rare”.



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