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Napoli, la Polizia municipale salva un’anziana e due bambini dall’incendio della casa: intossicati due agenti

Napoli. Fiamme in uno stabile di via Carriera Grande a Napoli: la Polizia municipale salva un’anziana e due bambini che rifiutavano di mettersi al sicuro fuori dall’edificio. La pattuglia composta da due motociclisti è intervenuta in uno stabile in via Carriera Grande al civico 16 dopo la segnalazione di un cittadino. In attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, gli agenti hanno provveduto allo sgombero dell’edificio, vincendo anche la resistenza di alcuni residenti che, ignari del pericolo incombente, non volevano lasciare i propri appartamenti. I poliziotti hanno poi messo in salvo un’anziana signora che, ripetutamente, aveva rifiutato di mettersi al sicuro all’esterno dell’edificio. Durante le operazioni di sgombero, uno degli agenti è entrato in un appartamento avvolto dal fumo e dalle fiamme per portare in salvo due bambini rimasti intrappolati all’interno. Insieme al padre dei piccoli, che era già riuscito a mettere al sicuro altri due figli, il poliziotto è riuscito nel suo intento. Subito dopo i vigili del fuoco hanno domato le fiamme. Gli agenti sono stati sottoposti a cure mediche per l’inalazione dei fumi con referto di due giorni e 10 di prognosi.

De Luca: ‘Formiche in ospedale? Avanti a carro armato’

Sulla vicenda dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e, in particolare sullo scandalo formiche nei reparti, si andrà avanti “a carro armato”. Ad assicurarlo è lo stesso governatore Vincenzo De Luca, ritornando sullo scandalo insetti che, da mesi sta attanagliando il nosocomio della Doganella. Si verrà fuori dall’emergenza, ha detto il governatore, “togliendo la camorra”, quelle “presenze residue che ancora abbiamo nella sanità campana”. “Non lavoriamo a Stoccolma, facciamo i conti con realtà dure”, ha aggiunto ricordando che la Regione sta ancora attendendo “lo sblocco dei finanziamenti da parte del ministero della Salute per fare i lavori di ristrutturazione che non si fanno dal 1978. Per il resto, andremo avanti a carro armato”. Entrando nello specifico, il presidente ha aggiunto: “Non c’è una sola persona in Italia che ritiene che possa trattarsi di un fatto spontaneo. Abbiamo impegnato le commissioni d’indagine, la facoltà di Veterinaria, gli entomologi, i Nas. Mancano solo i Marines per fare la guerra alle formiche. E’ evidente che – ha sottolineato – ci sono cose che non hanno una spiegazione razionale. Andremo avanti soprattutto facendo la gara pubblica per le pulizie”. “Lì – ha ragionato il presidente – da 15 anni non si faceva una gara pubblica per scegliere l’impresa che deve garantire i servizi di pulizia, non ci saranno più proroghe. La gara andrà avanti fino alla sua conclusione e si selezionerà la ditta in maniera trasparente e corretta”. “Quando si fa un rinnovamento così profondo e radicale come quello che stiamo facendo, è evidente che chi godeva di rendite e di posizioni, quelli che non andavano a lavorare, quelli che non rispettavano i turni, quelli che pensavano di decidere con l’intimidazione o le pressioni pseudo sindacali, quelli che facevano il proprio porco comodo, oggi non lo possono più fare. So che da questi non riceveremo applausi, ma tentativi di ostruzionismo, ma sono cose che sapevamo e andremo avanti a carro armato”, ha concluso De Luca.

Napoli-Sampdoria 3-0, lezione di tecnica e di forza

Pronto riscatto del Napoli, che si mette alle spalle l’eliminazione in Coppa Italia battendo per 3-0 la Sampdoria nell’anticipo della 22esima giornata di Serie A. Gara decisa da due gol nel giro di un minuto segnati da Milik e Insigne nel primo tempo. Per il polacco, 12esimo centro stagionale in campionato. Rompe il digiuno Insigne, che non andava a segno in campionato dal 2 novembre contro l’Empoli. Di Verdi su rigore la terza rete azzurra. La squadra di Ancelotti torna a -8 in classifica dalla Juve, ritrovando anche delle buone prestazioni da parte di Hamsik e Allan. Si ferma, invece, la marcia della Sampdoria e soprattutto di Quagliarella. L’attaccante di Castellammare, ex di turno, non riesce a superare il record di dieci partite consecutive a segno che detiene insieme a Batistuta. Si rivede Marek Hamsik nel Napoli, mentre nella Samp è Defrel ad affiancare Quagliarella in attacco. Queste le indicazioni principali nelle formazioni di Ancelotti e Giampaolo. Azzurri con Meret in porta, Hysaj e Mario Rui sulle fasce con Maksimovic e Koulibaly centrali. A metà campo Callejon, Allan, Hamsik e Zielinski con Insigne e Milik in avanti. Nella Samp, c’è Colley al centro della difesa al fianco di Andersen. A centrocampo Jankto, Ekdal e Linetty con Ramirez sulla trequarti.Nel primo tempo Napoli subito aggressivo nella metà campo doriana, dopo qualche minuto di studio sono di Callejon e Zielinski le prime conclusioni degne di nota. Fuori quella dello spagnolo, respinta da Audero quella del polacco. Il portiere doriano è ancora chiamato in causa su un filtrante irraggiungibile per Milik e poi da un destro debole e centrale di Insigne. Al quarto d’ora primo affondo della Samp, con un colpo di testa di poco alto di Ramirez su cross di Defrel. La svolta della partita poco prima della mezzora, con il Napoli che piazza un micidiale uno-due da ko nel giro di 60 secondi: al 25′ sblocca il risultato Milik con una facile conclusione di sinistro da centro area, su cross di Callejon dalla destra. Al 26′ il raddoppio di Insigne con un velenoso diagonale destro che sorprende Audero. La squadra di Ancelotti è a tratti travolgente, sfiorando anche la terza rete con Mario Rui. Sterile la reazione della Samp, racchiusa tutta in tre conclusioni fuori misura di Quagliarella. Samp più aggressiva e decisa in avvio di secondo tempo, anche se il Napoli si difende bene. Giampaolo si gioca le carte Saponara e Gabbiadini per Ramirez e Defrel, nel tentativo di riaprire la partita. Sono proprio dei due nuovi entrate le prime conclusioni degne di nota, entrambe parate senza problemi da Meret. Ma è un fuoco di paglia. Quando affonda, infatti, il Napoli è decisamente più pericoloso: prima ci prova di testa Milik e poi Callejon con un insidioso tirocross per Koulibaly. A un quarto d’ora dalla fine esce fra gli applausi Hamsik, al suo posto dentro Diawara. Gli ultimi sussulti Samp ancora con Bereszynski da fuori e poi con una incursione di Quagliarella, fermato in uscita da Meret. Nel finale, Audero prova a evitare il tracollo per i doriani fermando prima Koulibaly e poi Milik. Il portiere non può nulla però all’88’ sul rigore trasformato da Verdi per il 3-0 definitivo.

NAPOLI-SAMPDORIA 3-0: 25′ Milik (N), 26′ Insigne (N), 88′ rig. Verdi (N).

NAPOLI: Meret; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Hamsik (73′ Diawara), Zielinski; Insigne (83′ Verdi), Milik (85′ Ounas). All. Ancelotti.

SAMPDORIA: Audero; Bereszynski, Andersen, Colley, Murru; Jankto, Ekdal (73′ Vieira), Linetty; Ramirez (54′ Saponara); Defrel (60′ Gabbiadini), Quagliarella. All. Giampaolo

ARBITRO: Pairetto

NOTE: ammoniti Jankto (S), Murru (S), Andersen (S).

Sant’Antimo, minaccia di morte la ex, lei scappa con i figli:arrestato

Sant’Antimo. Stalkerizza la ex e la donna scappa con i tre figli e chiede aiuto. A rendersi protagonista di continui atti persecutori nei confronti della ex moglie 43enne è stato un 42enne di Sant’Antimo, in provincia di Napoli, che, dopo aver assistito alla fuga dell’ex moglie, è andata a cercarla nella casa della ex suocera minacciando quest’ultima di morte. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri della Tenenza di Sant’Antimo in via Garigliano. Dai primi accertamenti è emerso che la signora, in seguito ai continui maltrattamenti subiti nel corso degli anni, alla fine di novembre si era allontanata insieme ai tre figli minori avviando le pratiche per la separazione. Da quel punto in poi, l’uomo aveva avviato una serie di comportamenti persecutori tra cui pedinamenti, appostamenti e minacce di morte. L’arrestato è stato portato nel carcere di Poggioreale.

Tolta la scorta a Ruotolo, Zagaria intercettato in carcere: “Lo voglio squartato vivo”

Parole che fanno tremare i polsi soprattutto se a pronunciarle è il boss dei Casalesi Michele Zagaria. Era il 2015 quando Zagaria, intercettato in carcere, emanò la propria sentenza di morte nei confronti del giornalista Sandro Ruotolo, dopo un suo servizio sulla Terra dei Fuochi con un’intervista a Carmine Schiavone sui rapporti tra i servizi segreti ed il clan dei Casalesi sulla gestione dei rifiuti.
Da quel momento Ruotolo è sotto scorta. O meglio lo era. Perché il Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza ha deciso di togliere ogni tutela al cronista. A far scoppiare il caso è stato l’ex ministro alla Giustizia Andrea Orlando.
“La scelta di revocare la scorta al giornalista Sandro Ruotolo ha il sapore amaro della vendetta di Stato”. Così il segretario nazionale del movimento demA, Enrico Panini, commenta la decisione del Viminale di non rinnovare il provvedimento di protezione per il cronista napoletano minacciato nel 2015 dal boss dei Casalesi Michele Zagaria per le sue inchieste sull’ecomafie e la terra dei fuochi. “Una condanna a morte della criminalità organizzata non è a tempo, non ha scadenze – continua il segretario Panini – eliminare la scorta a Sandro Ruotolo è un errore grave. Lo Stato lancia un pessimo segnale. Vorremmo capire cosa ha indotto i tecnici del Ministero ad adottare un simile provvedimento, quali sono le motivazioni reali e perchè soprattutto, si è deciso di lasciare solo chi in queste settimane, con il suo lavoro e il suo impegno, continua a lottare contro mafie, corrotti e corruttori”, conclude Panini.

Gustavo Gentile

Padova-Salernitana 0-0: granata sparagnini e poco incisivi

Primo tempo con terreno di gioco pesantissimo.I padroni di casa fanno la partita con la Salernitana intenta a difendersi e ripartire in contropiede. Ma la squadra di Gregucci crea ben poco. Pericoloso nei veneti Bonazzoli mentre nei salernitani è Minala a fare una partita di cuore e polmoni. Ma sono troppe le palle perse da parte degli uomini di Gregucci. Impalpabile e nervoso Jallow, in ombra Andre Anderson. Manovra offensiva letteralmente vuota di contenuti. La ripresa comincia sulla stessa falsa riga della prima frazione. Parte bene il Padova con Bonazzoli pericolo, Micai c’è. I granata rispondono con un triangolo Anderson-Casasola-Jallow ma senza ferire. Migliorini al quarto d’ora sbroglia un azione pericolosa nella propria area. Nel Padova entra Ceccaroni per Trevisan infortunato. Intanto anche Perticone viene ammonito da Di Martino. Al 21’ Padova vicino al gol con Mbakogu che non riesce a deviare da due passi in rete dopo un liscio di Di Tacchio. Baraye, nuovo acquisto patavino, entra al posto di Bonazzoli. Proprio Baraye è pericoloso con un dialogo con Mbakogu, Migliorini ci mette una pezza. Nei granata entra Bernardini per Gigliotti. Ritorno in campo dopo molti mesi per il biondo centrale. Al 33’ in contropiede Jallow sfuma il colpo da tre punti, deviazione veneta in corner. Lo stesso attaccante non sfrutta un minuto dopo uno spunto interessante. Viene sostituito da Djuric a dieci dal termine. Entra anche Rosina per Pucino nei campani e Pulzetti per Calvano nei veneti. Non succede più nulla, malgrado l’ingiustificato maxi-recupero.

Napoli, Ancelotti ripropone Insigne e Milik contro lo spauracchio Samp e Quagliarella

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Napoli. Si rivede Marek Hamsik nel Napoli, mentre nella Samp sarà Defrel ad affiancare Quagliarella in attacco. Queste le indicazioni principali nelle formazioni di Ancelotti e Giampaolo per il secondo anticipo della 22/a giornata. Azzurri con Meret in porta, Hysaj e Mario Rui sulle fasce con Maksimovic e Koulibaly centrali. A metà campo Callejon, Allan, Hamsik e Zielinski con Insigne e Milik in avanti. Nella Samp, c’è Colley al centro della difesa al fianco di Andersen. A centrocampo Jankto, Ekdal e Linetty con Ramirez sulla trequarti

NAPOLI (4-4-2)
1 Meret; 23 Hysaj, 19 Maksimovic, 26 Koulibaly, 6 Mario Rui; 7 Callejon, 5 Allan, 17 Hamsik, 20 Zielinski; 99 Milik, 24 Insigne.
A disposizione: 25 Ospina, 27 Karnezis, 2 Malcuit, 9 Verdi, 11 Ounas, 13 Luperto, 14 Mertens, 31 Ghoulam, 33 Albiol, 42 Diawara. All. Ancelotti.

SAMPDORIA (4-3-1-2)
1 Audero; 24 Bereszynski, 3 Andersen, 15 Colley, 29 Murru; 14 Jankto, 6 Ekdal, 16 Linetty; 11 Ramirez; 92 Defrel, 27 Quagliarella.
A disposizione: 33 Rafael, 72 Belec, 4 Ronaldo Vieira, 5 Saponara, 20 Sau, 22 Tavares, 23 Gabbiadini, 25 Ferrari, 26 Tonelli, 30 Trimboli, 36 Yayi Mpie. All. Giampaolo.

ARBITRO: Pairetto di Nichelino.

Lunedì inizierà il processo agli aggressori della giornalista Marilena Natale

Caserta. lunedì 4 febbraio, presso il tribunale di Caserta, si aprirà il processo a carico dei presunti aggressori di Marilena Natale, la coraggiosa giornalista che non ha esitato a denunciare le trame della camorra e ora è costretta ad una vita “Sotto scorta’”. La Federazione nazionale della Stampa italiana, il Sindacato unitario giornalisti della Campania e il Gruppo cronisti della regione – si legge in una nota – hanno deciso, anche questa volta, di chiedere la costituzione parte civile e di accompagnare la collega in aula.

Gustavo Gentile

Escort, al via il processo a Berlusconi: pagò le bugie di Tarantini sugli incontri e su Finmeccanica

Bari. Berlusconi pagò le bugie Tarantini sulle escort: il processo all’ex premier inizierà lunedì prossimo e nel procedimento la Presidenza del Consiglio è parte civile. “Il più delle volte al pagamento delle prestazioni” sessuali delle escort reclutate da Gianpaolo Tarantini “provvedeva lo stesso Berlusconi: e ciò non era propriamente indifferente per la reputazione interna ed internazionale di un presidente del Consiglio”. E’ per questo che Silvio Berlusconi avrebbe pagato Tarantini per mentire ai pm baresi che indagavano sulle escort. E’ uno dei passaggi del provvedimento con il quale il gup del Tribunale di Bari Rosa Anna Depalo, nel novembre 2018, ha rinviato a giudizio l’ex premier per il reato di induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria sulla vicenda escort. Il processo inizierà lunedì prossimo, 4 febbraio, e sarà celebrato nell’ex sezione distaccata del Tribunale di Modugno (Bari). Secondo la Procura Berlusconi, all’epoca presidente del Consiglio dei Ministri, avrebbe fornito all’imprenditore barese, per il tramite di Valter Lavitola (la cui posizione è stata stralciata e trasmessa a Napoli), avvocati, un lavoro e centinaia di migliaia di euro in denaro, perchè mentisse ai pm che indagavano sulle escort portate nelle residenze estive dell’ex premier fra il 2008 e il 2009 e sui suoi interessi in Finmeccanica. Nel procedimento contro Berlusconi, difeso dagli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto, si è costituita parte civile in udienza preliminare la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Cardito, la mamma di Giuseppe lascia la chiesa di Pompei da un’uscita secondaria

Ha lasciato la chiesa da un’uscita secondaria Valentina Caso, 30enne madre di Giuseppe Dorice, il bimbo di 7 anni ucciso dal suo compagno domenica scorsa a Cardito. La donna è stata accompagnata alle spalle dell’altare sorretta da due donne, probabilmente sue parenti, ed è apparsa stravolta dal dolore riuscendo appena a baciare la bara bianca del figlio al termine della cerimonia funebre. L’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, le ha rivolto alcune parole di conforto al termine dei funerali che lui stesso ha presieduto. Nessun saluto o contatto tra la donna e il padre naturale di Giuseppe, anch’egli seduto in prima fila nella chiesa di San Giuseppe. All’uscita dalla chiesa, la piccola bara bianca è stata nuovamente salutata da un applauso commosso e sono stati fatti volare dei palloncini bianchi. La donna ha poi lasciato la chiesa di San Giuseppe a Pompei a bordo di un’auto scortata da due auto della Polizia municipale di Massa Lubrense, comune nel quale vive la madre dove ha trascorso l’ultima settimana dopo la morte del figlio.

Emilio D’Averio

‘Una storia diversa’, la presentazione del libro di Tina Piccolo al Centro Studi La Contea l’11 febbraio

Compagna assidua del viaggio della vita è la paura. L’uomo teme tante cose, ma la paura deve essere accompagnata dal coraggio di superare gli ostacoli che si incontrano quotidianamente, altrimenti diventa vera e propria patologia e deve essere curata. La protagonista di “Paura – Una storia diversa“, ultimo lavoro editoriale scritto dalla poetessa di Pomigliano d’Arco, Ambasciatrice della poesia nel mondo, Tina Piccolo e pubblicato dalla casa editrice “Il Salotto”, si chiama Irina, bella, dolce, amante dell’arte per cui ha creato anche un prestigioso Salotto che accoglie artisti e promuove la cultura. Irina è affetta da fobie che le rendono la vita difficile. Irina non puo’ uscire di casa e ha malesseri vari, ella vive col figlio a cui è legatissima e ha un amico attore, Gianni, che le vuole un bene dell’anima ed anche qui si instaura una lotta tra il desiderio di essere amata e la paura di questo sentimento vitale. Il libro sarà presentato il prossimo lunedì 11 febbraio alle ore 17,00 al Centro Studi “La Contea”, a Napoli in via Toledo 418. Il presidente del Centro Studi, l’on. Avv. Luciano Schifone, introdurrà questo evento, organizzato dal regista e videomaker Davide Guida di DGPhotoArt (che sarà il moderatore della presentazione) in collaborazione col Circolo Artistico Culturale “Tina Piccolo”. Relatori saranno lo stesso Luciano Schifone, l’editore Gianni Ianuale, il Presidente della Associazione “I nuovi Angeli” Saverio Gatto, la autrice del libro Tina Piccolo, e il giornalista e presentatore Giuseppe Nappa, direttore responsabile della testata “Occhio all’Artista Magazine” che da anni conduce il salotto culturale storico della poetessa.
Per l’occasione verrà proiettato in anteprima assoluta il booktrailer del libro, interpretato dalla attrice teatrale e cinematografica Lara Antico, che sarà fra i protagonisti della presentazione con le letture di alcuni passi del libro.
Ospiti di gran prestigio della presentazione, con alcuni interventi musicali di prestigio, il soprano Olga De Maio e il tenore Luca Lupoli, direttamente dal Teatro San Carlo e da numerosi eventi culturali sul territorio, reduci del successo del Concerto di Capodanno che hanno tenuto e organizzato con la loro Associazione Noi per Napoli.
“Una presentazione di un testo che toccherà realmente il cuore dei presenti, che auguriamo numerosi, per via dell’argomento delicato trattato. Non vorrà essere una tavola rotonda, né un dibattito, ma invitiamo comunque tutti a intervenire e confrontarsi con il tavolo dei relatori, a dire la propria sull’argomento durante la presentazione, perché le paure, le fobie, la depressione sono drammi sempre attuali e presenti in tutti noi e non vanno mai presi sottogamba.” dichiara l’autrice Tina Piccolo.

Camorra, la Fnsi scrive al premier Conte: “Pericoloso togliere la scorta a Ruotolo”. Pronta un’interrogazione parlamentare

“Una scelta incomprensibile, pericolosa” che metterebbe Sandro Ruotolo “in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni”. E’ quanto scrivono i vertici della Fnsi in una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in merito alla revoca della scorta al giornalista. “Siamo certi – scrivono il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, con il segretario del Sugc (Sindacato unitario giornalisti della Campania) Claudio Silvestri – che non mancherà di far sentire la sua voce a sostegno in questa battaglia di civiltà e di libertà”. Nella lettera a Conte, inoltre, si sottolinea che lo stesso premier “di recente a Napoli, ha avuto modo di apprezzare il coraggio e l’autorevolezza professionale di Ruotolo e avrà modo di ribadire anche la sua contrarietà a questa decisione”.
“Ho sentito poco fa Sandro Ruotolo. Inutile dire che ha tutta la mia stima ed apprezzamento per il suo lavoro di giornalista impegnato da decenni contro le mafie. Per il suo impegno è stato minacciato, perchè sta sul campo e racconta il reale, senza giri di parole”. Lo ha detto, dalla sua pagina Facebook, il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra che ha poi aggiunto a chiare lettere: “Si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro”.
Numerosi gli attestati di stima al giornalista napoletano e la richiesta di ritirare la decisione da parte di tanti politici. “La decisione di togliere la scorta a Sandro Ruotolo è sbagliata. Da sempre impegnato con il suo lavoro a raccontare l’evoluzione del fenomeno mafioso Ruotolo non può essere lasciato solo dallo Stato”. Ha detto Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana/LeU, componente della commissione Antimafia. “Questo è l’ennesimo caso di revoca della scorta a figure simbolo della lotta alle Mafie. Si sta lanciando un messaggio molto pericoloso. Presenterò nei prossimi giorni una interrogazione al Governo per far luce sui motivi di questa decisione”, dice.
Anche Andrea Orlando, ex guardasigilli, ha annunciato che presenterà un’interrogazione parlamentare: “Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie. E anche il giornalista che si è occupato della “Bestia”, il dispositivo propagandistico del ministro dell’interno. Casualità? Lo chiederò in parlamento” ha scritto su twitter Orlando.

Funerali di Giuseppe, il Vescovo: ‘Sottrarre le sorelline alla violenza’

Non e’ mancato nell’omelia del vescovo di Pompei monsignor Tommaso Caputo, un riferimento alle due sorelline di Giuseppe Dorice, il bimbo di 7 anni ucciso dal compagno della madre a Cardito e del quale si stanno svolgendo i funerali nella chiesa di Sam Giuseppe Sposo della Beata Vergine: ”Il nostro pensiero – ha detto dall’altare il vescovo di Pompei rivolgendosi proprio al piccolo Giuseppe – va alle tue sorelline, vittime anche loro di quella tua stessa violenza alla quale speriamo sia state sottratte per sempre. Saranno loro, piu’ di tutti, che sentiranno la tua mancanza”. ”Cosa possiamo fare noi, come possiamo evitare che la violenza continui a regnare nella nostra società? – si e’ chiesto il vescovo di Pompei – Tutti noi dobbiamo voltare le spalle, senza ripensamenti, al disamore, ai soprusi, all’indifferenza, alle frustrazioni”.

 Emilio D’Averio

Alimenti non tracciabili, sequestro dei carabinieri forestali a Poggiomarino e ad Acerra

Alimenti privi della tracciabilità: sequestri dei Forestali ad Acerra e Poggiomarino.
I Carabinieri Forestali del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale) hanno ispezionato una macelleria equina sul Corso Italia di Acerra e nel corso dei controlli hanno sequestrato 55 kg di carne equina sulla quale è stata riscontrata la mancanza delle prescritte indicazioni di tracciabilità.
Controllato anche un esercizio commerciale di via Tenente Losco, a Poggiomarino.
Sul posto i CC Forestali hanno proceduto al sequestro amministrativo di 31 confezioni di alimenti vari (farina fritta – germogli di soia – barrette di soia – teste d’anatra e zampe di pollo) nonché di 24 lattine di bevanda all’aroma di tè.
Anche in questo caso mancavano del tutto le prescritte indicazioni di tracciabilità.

Cardito, le offerte raccolte durante il funerale di Giuseppe saranno devolute alle due sorelline

Saranno destinate alle due sorelline di Giuseppe Dorice, il bimbo di 7 anni ucciso dal compagno della madre domenica scorsa a Cardito, le offerte raccolte durante i funerali celebrati nella chiesa di San Giuseppe a Pompei. Lo ha annunciato l’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, che ha presieduto la cerimonia. “Rivolgiamo un pensiero anche alle due sorelline – ha detto l’arcivescovo – vittime anche loro della cieca violenza. Saranno loro, sottratte speriamo per sempre alla brutalità e all’aggressione, a sentire più di tutti la mancanza di Giuseppe e lo porteranno sempre nel cuore. La nostra preghiera è anche per loro, perché la vita possa sorridere loro”, ha concluso l’arcivescovo. La sorellina più grande, ferita durante l’aggressione del 24enne compagno della madre ora in carcere, è ancora ricoverata nell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, mentre la più piccola, di 4 anni, è in una casa famiglia dove sarà raggiunta dalla sorella maggiore quando potrà lasciare l’ospedale.

 Emilio D’Averio

Enrico Letta lunedì a Napoli per la presentazione del suo libro ‘Ho imparato’

L’esperienza di governo, le lacerazioni della sinistra, il Paese che non riesce a fare le riforme. Saranno alcuni dei temi del dibattito che animerà la presentazione del volume “Ho imparato” (Il Mulino Editore) dell’ex presidente del Consiglio, Enrico Letta. L’appuntamento per la presentazione napoletana del libro è fissato per lunedì 4 Febbraio alle ore 16 presso la Biblioteca Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa, che da quasi dieci anni è sede di una “Scuola di Alti Studi Politici”, che nel 2015 ha chiuso il suo anno accademico con l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E il tema della formazione alla cultura politica dei giovani sarà sicuramente uno degli argomenti del dibattito visto il nuovo percorso ‘accademico’ intrapreso da Enrico Letta, che nel 2015, dopo le dimissioni dalla Camera dei Deputati, è andato a dirigere la Scuola di Affari Internazionali dell’Università Sciences Po di Parigi ed ha fondato, in Italia, due istituzioni no-profit, la Scuola di Politiche e l’Associazione Italia-Asean. Al Suor Orsola con Enrico Letta si confronteranno il Rettore, Lucio d’Alessandro, la preside della Facoltà di Lettere, Emma Giammattei, e Francesca Russo, professore associato di Storia delle Dottrine politiche e direttore dell’Ufficio Erasmus dell’Ateneo Napoletano. “La strada che ha preso l’Italia non mi piace. Vorrei che si cambiasse direzione e in questo libro provo a elaborare idee e lanciare proposte concrete per interrompere una sequenza fatta di errori e illusioni, tra sovranismi e rottamazioni, che ha portato a un’Italia sempre più ripiegata su se stessa”. Così Enrico Letta spiega gli obiettivi di un volume che affronta i temi dell’immigrazione, del declino economico e culturale, della sostenibilità ambientale e del ruolo dell’Italia in Europa. Poco più di 20 anni fa, nel 1998, Enrico Letta a soli 32 anni (risultando all’epoca il Ministro più giovane della Storia dell’Italia repubblicana) aveva iniziato la sua prima esperienza di governo al Dicastero delle Politiche comunitarie con D’Alema premier. Oggi le riflessioni del suo libro, dopo lunghi anni di esperienza nel Parlamento italiano ed europeo, propongono tre convinzioni come sintesi del suo pensiero. “La prima è che per superare questo presente bisogna innanzitutto capire come ci si è arrivati. La seconda è che si deve superarlo andando avanti e non indietro. La terza, la più importante, è che non c’è niente di più bello che imparare”.

‘Santiago, Italia’ di Nanni Moretti al Cinema Astra per AstraDoc – viaggio nel cinema del reale

“AstraDoc – viaggio nel cinema del reale” prosegue venerdì 8 febbraio 2019 alle ore 20.30 al cinema Astra con “Santiago, Italia” l’ultimo film di Nanni Moretti (Italia, 2018 – 80’), presentato alla recente edizione del Torino Film Festival, incentrato sul ruolo svolto dall’ambasciata italiana di Santiago nei mesi seguenti al golpe cileno di Pinochet – che aveva spezzato il sogno e la vita di Salvador Allende – che offrì rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet, consentendo poi loro di raggiungere l’Italia. Introduce la professoressa Alessandra Riccio, interviene l’attrice Imma Villa. Il film sarà preceduto dalla proiezione dei cortometraggi del 3° Atelier di Cinema del Reale FILMaP. MEIN HAUS di Gabriella Denisi (Italia 2018 – 13′) e LILLIPUT di Giovanni Linguiti (Italia 2018 – 13′).
“Un anno e mezzo fa ero a Santiago – dichiara Nanni Moretti – in Cile per una conferenza e l’ambasciatore Marco Ricci mi raccontò una bella storia italiana di cui andare fieri. Durante il colpo di stato in Cile l’Ambasciatore era in Italia perché la madre stava morendo così due diplomatici trentenni si sono trovati a gestire la situazione. Quando sono tornato in Italia la voglia di fare il film non mi è passata e allora ho cominciato le prime interviste. Volevo intervistare anche i cattivi quindi chiedevo in continuazione di entrare nel carcere di Punta Peuco, un carcere per privilegiati e alla fine ho ottenuto il permesso. In tutto ho girato quaranta ore di interviste che poi ho ridotto a due con l’aiuto del mio montatore. Non volevo parlare degli anni ’90 e della morte di Pinochet, ma volevo che il film finisse con le persone che raccontano l’Italia degli anni ’70. Questa è una storia italiana di cui andare fieri, è una storia di accoglienza e mi piace raccontarla oggi”.

Tensione all’arrivo del feretro di Giuseppe: i parenti del papà inveiscono contro la madre del piccolo

Pompei. Momenti di tensione all’ingresso in chiesa del feretro di Giuseppe: alcuni parenti del papà del piccolo hanno inveito contro la madre, ma sono stati bloccati e invitati a uscire dalle forze dell’ordine. Entrambi i genitori del bambino sono presenti in chiesa, separati da tempo, sono seduti in file diverse nella chiesa e non si sono degnati di uno sguardo. ”Il dolore ci toglie il respiro. Ora serve il silenzio, silenzio che possa oltrepassare il frastuono, il clamore attorno alla morte di Giuseppe” ha detto monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo di Pompei.

 Emilio D’Averio

Funerali di Giuseppe, il Vescovo: “La tua morte è uno sfregio all’umanità”. Lungo applauso al feretro

Un lungo applauso ha accolto la bara del piccolo Giuseppe, ucciso a sette anni, dal patrigno domenica scorsa. Tante le persone in attesa all’esterno della chiesa di San Giuseppe in via Aldo Moro. Ad accogliere il feretro i sindaci di Massa Lubrense, Pompei e Cardito, le tre comunità sconvolte dalla tragedia, il sottosegretario con delega al Sud Pina Castiello e il parroco della chiesa, don Giuseppe Ruggiero. Ad officiare il rito funebre il Arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo: “Il mio desiderio è raccogliere quanto avete nei cuori” ha detto il vescovo. Poi ha letto una lettera rivolta al piccolo Giuseppe: “Caro Giuseppe, anche ad un sacerdote possono venire meno le parole, non vorrei però far mancare quelle parole che ti possono raccontare il resto della vita che ti è stata estirpata. Non puoi esserti affacciato a questa vita solo per farti vittima. Vorrei dirti che la vita è tutto ciò che ti è stato negato. Caro Giuseppe la vita ti ha perduto, la tua morte è sfregio all’umanità la vita ti è passata accanto e ti ha voltato le spalle ora viene da pensare che la nostalgia è per quello che non hai potuto vivere. Non era per te e non può essere per nessun altro l’abisso che hai trovato davanti alla tua strada, un pensiero anche alle tue sorelline, vittime, che sentiranno la tua mancanza e ti porteranno nel cuore”.
“Esiste una folle abitudine al male. Ci fa diventare indifferenti e ci impedisce di cogliere i momenti e le situazioni di crisi. Anche le istituzioni fanno sempre più fatica ad approntare interventi adeguati e soprattutto a mettere in atto misure di prevenzione” ha detto l’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, nell’omelia.
Emilio D’Averio

Pompei, prende a pugni e morde una squillo per rapinarla: arrestato pregiudicato di Torre Annunziata

Pompei. Ha preso a pugni ed ha morso una prostituta per rapinarla. Un pregiudicato di Torre Annunziata, Aniello Amoruso, 43 anni, del luogo, e’ stato rintracciato ed arrestato dai Carabinieri della radiomobile. L’ aggressione e’ avvenuta in via Plinio. Amoruso aveva preso di mira una immigrata bulgara di 26 anni, aggredendola, ed aveva dovuto allontanarsi solo perche’ erano sopraggiunte alcune auto. La donna e’ stata portata all’ospedale di Boscotrecase, dove i medici le hanno riscontrato ferite lacero-contuse al volto, con una prognosi di 15 giorni. Amoruso e’ stato trasferito nel carcere di Poggioreale.