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Spacciava nella villa comunale di Battipaglia: 53enne finisce ai domiciliari

Nel tardo pomeriggio di ieri 2 febbraio 2019, personale della Squadra Investigativa del Commissariato di P.S. di Battipaglia, nel corso di mirate attività finalizzate a contrastare la diffusa fenomenologia della commercializzazione di sostanze stupefacenti in genere, traeva in arresto M.M. di anni 53, pluripregiudicato, resosi responsabile del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini della cessione al dettaglio.

Nell’occasione, l’individuo veniva sottoposto a controllo all’interno della centralissima villa comunale e trovato in possesso di sostanza stupefacente pronta per gr. 11, pronta per essere venduta ai vari assuntori, oltre a una somma di denaro ritenuta il provento dell’attività illecita.

In ragione di quanto sopra, M.M., con precedenti specifici, veniva dichiarato in arresto e, dopo le formalità di rito, veniva collocato in regime degli arresti domiciliari presso la sua abitazione, in attesa della successiva convalida da tenersi dinanzi al GIP presso il Tribunale di Salerno.

Revoca della scorta a Ruotolo, Cafiero De Raho: ‘Soggetti a rischio vanno sempre tutelati’

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La revoca della scorta al giornalista Sandro Rotolo deriva “evidentemente da valutazioni che gli organismi, ai quali compete, esprimono. Sono del parere che i soggetti a rischio vanno sempre protetti. Di volta in volta i parametri sono quelli anche della maggiore visibilita’, del tipo di inchieste, di tutto cio’ che si esprime nell’ambito di un’attivita’ lavorativa giornalistica”. Cosi’ il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, a margine di “Contromafiecorruzione” in corso a Trieste. “E’ evidente – ha affermato il procuratore – che lo Stato si trova ad affrontare tantissime problematiche proprio in ordine al rischio delle persone. E’ anche evidente che il diritto alla sicurezza non deve mai ridurre la sicurezza dei diritti”. Cafiero De Raho ha poi ricordato un incontro ad Arezzo con la presenza del giornalista Paolo Borrometi, “che ha raccontato tanti episodi che sono avvenuti in suo danno. Questo perche’ non si e’ intervenuto in tempo. Pero’ si e’ potuto salvare la sua vita perché una scorta gli e’ stata data e gli e’ stata mantenuta. Questo senza voler creare polemiche, spettano ad altri organismi”.

Il pugile irpino Tommasone perde il mondiale ma sul ring ottiene il sì al matrimonio dalla sua fidanzata

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Niente da fare: il sogno di Carmine “Mr. Wolf” Tommasone non si e’ realizzato, e sul ring del Ford Center di Frisco, in Texas, USA, il pugile irpino e’ stato sconfitto per Ko tecnico al settimo round dal picchiatore messicano Oscar Valdez nel match valido per il titolo mondiale Wbo dei pesi piuma. Il 34enne campano si e’ battuto con coraggio per larghi tratti, ma e’ andato al tappeto per quattro volte e si e’ sempre rialzato. Pero’ il micidiale montante destro subito in avvio della settima ripresa ha convinto l’arbitro a porre termine al combattimento in anticipo. Tommasone avrebbe voluto continuare, ma il campione in carica era troppo piu’ forte e ha meritato di conservare la corona, difesa per la quinta volta. Al termine dell’incontro Tommasone, primo pugile professionista italiano a partecipare a un’Olimpiade (Rio 2016) , ha chiesto alla fidanzata di sposarlo inginocchiandosi sul ring con tanto di anello, e ha ricevuto il si’ della compagna. Cosi’ si e’ consolato del fatto di non essere riuscito ad eguagliare Carnera, Benvenuti e Rosi, unici italiani ad aver vinto un match mondiale negli Stati Uniti.

Due ciclisti investiti e uccisi da auto pirata sulla Statale 7 bis

Muoiono due ciclisti travolti da un’auto pirata. Due persone sono state investite, morendo praticamente sul colpo, in un drammatico incidente avvenuto alle prime luci del mattino sulla Statale 7bis Nola-Villa Literno a Teverola, nei pressi del Bingo in direzione Santa Maria Capua Vetere.
L’auto che ha travolto i due ciclisti non si è fermata a prestare soccorso ma, anzi, si è data alla fuga continuando la sua corsa. Sul posto sono intervenuti i soccorsi con le ambulanze, che nulla hanno potuto per salvare i due ciclisti, oltre ai carabinieri della Compagnia di Aversa che hanno effettuato i rilievi facendo partire immediatamente la caccia all’auto pirata.

 Gustavo Gentile

Napoli, minorenne aggredita da tre donne e un uomo in strada: indagano i carabinieri

Napoli. Una ragazza di 17 anni si e’ presentata la scorsa notte al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini, denunciando di essere stata aggredita e percossa in strada da un gruppo di sconosciuti. Accompagnata dai genitori, la minorenne ha riferito ai carabinieri che, mentre percorreva vico I Gravina, era stata avvicinata da quattro persone, tre donne e un uomo, che senza motivo avrebbero cominciato a colpirla con pugni e schiaffi. La 17enne ha riportato varie contusioni ed escoriazioni, giudicate guaribili in 15 giorni. I carabinieri proseguono le indagini per accertare l’esatta dinamica dei fatti e trovare riscontri alla versione fornita dalla vittima.

Napoli, due stese nella notte: a Santa Chiara e ai Decumani

Due raid con colpi di pistola esplosi in strada si sono verificati la scorsa notte a Napoli. Nel primo caso a essere presa di mira, poco prima delle 4, e’ stata l’abitazione di un pregiudicato agli arresti domiciliari, in via Francesco Saverio Gargiulo, zona Santa Chiara: i carabinieri hanno rinvenuto due proiettili conficcati nel portone della casa, un terraneo, e sul selciato 12 bossoli di pistola calibro 9. L’uomo, sofferente cardiaco, in seguito all’episodio ha accusato un malore ed e’ stato trasportato in ospedale. L’altro episodio e’ accaduto intorno alla mezzanotte in vico Santi Filippo e Giacomo, zona Decumani: qui la polizia di Stato ha ritrovato tre bossoli calibro 9×21, ma nessun punto di impatto. Si presume che i colpi siano stati esplosi in aria; in zona comunque risiede un noto pregiudicato.

Pompei, incinta di 9 mesi ruba per fame salumi e formaggi: sarà aiutata dalla Mensa dei Poveri

Incinta di nove mesi ruba per fame salumi e formaggi per 31 euro. E’ accaduto all’interno del supermercato nel Centro Commerciale “La Cartiera” di Pompei. La ladra, fermata insieme con il suo compagno , tra l’altro è una ragazza che abita nelle vicinanze e che non magiava da giorni. Ma il titolare della struttura noln ha voluto sentire ragioni e li ha denunciati nonostante il dirigente del locale commissariato di polizia, vice questore Angelo La Manna (non nuovo ad opere di carattere sociale per aiutare i poveri ) lo avesse invitato a desistere visto che si trattava di una cifra esigua. La giovane coppia che ha già altri figli, è anche senza lavoro. Il vice questore La Manna ha contattato la mensa dei poveri di Pompei e la responsabile si è detta disponibile ad offrire un pasto caldo ogni giorno per la coppia e i bambini

L’allarme del presidente della camere penali: ‘L’emergenza carceri è più grave di quella che si dice’

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Per il presidente dell’Unione camere penali italiane (Ucpi), l’avvocato Gian Domenico Caiazza, “i dati sulle carceri sono taroccati”, e l’emergenza e’ ancora piu’ grave di quello che si pensa. Caiazza ne ha parlato nel corso di un incontro tra magistrati e avvocati organizzato a Bologna. “Il problema – ha ribadito a margine dell’iniziativa – sta gia’ esplodendo in tutta la sua straordinaria gravita’, purtroppo sara’ questione solo di aspettare gli eventi”. Secondo Caiazza la percentuale del calcolo dell’indice di sovraffollamento viene fatto sul numero dei posti-carcere disponibili, che sono 50mila. “Quindi si dice: ’60mila detenuti su 50mila posti’, ma non e’ cosi’. Quei 50mila posti-carcere sono astrattamente disponibili – ha spiegato -, ma perlomeno tra i 5 e i 6mila di quei posti non sono disponibili perche’ sono porzioni di carcere completamente abbandonate o in corso di ristrutturazione”. Per il presidente dell’Ucpi “si danno indicazioni consapevolmente manipolate. Chi meglio del ministero sa che i posti-carcere disponibili non sono effettivamente 50mila ma 44-45mila?”. ( Per risolvere il sovraffollamento, inoltre, non basterebbe costruire nuove carceri. “Va bene ma ne parliamo tra 10 anni, per quanti posti-carcere poi? 300,400, mille?”, si domanda Caiazza. “Dobbiamo ragionare sull’abbandono di questa ossessione carcerocentrica – ha aggiunto il presidente dell’Ucpi -, che la sanzione penale debba essere scontata solo in carcere e’ una follia contraria a ogni approdo del pensiero giuridico moderno europeo, sappiamo che le misure alternative abbattono la recidiva”.

Napoli, colpo milionario a Santa Lucia a casa del defunto avvocato

Napoli. Colpo milionario dei ladri a Santa Lucia nell’appartamento del defunto avvocato Carlo Lubrano. La casa era disabitata e i ladri hanno potuto agire indisturbati portando via un vero e proprio tesoro fatto di quadri di valore e oggetti in oro custoditi nella cassaforte. La scoperta è stata fatta nella mattinata di ieri dai suoi familiari che una volta entrati si sono trovati di fronte ad scena da film: la casa spoglia di tutti i suoi oggetti di valore e la cassaforte svuotata. Tra le opere trafugate, come anticipa Il Mattino, ci sarebbero anche dei quadri firmati da Giacinto Gigante, da autori della Scuola di Posillipo ed altri noti artisti del diciottesimo e diciannovesimo secolo. Sul posto la polizia del commissariato San Ferdinando con la scientifica a caccia di tracce. Ma sembra abbastanza evidente che il colpo è opera di professionisti che probabilmente hanno agita utilizzando la massima cautela. Persino le serrature blindate sono state neutralizzate senza danni. Oltre ai rilievi ora la polizia ha il delicato compito di ricostruire quanto è accaduto interrogando vicini e abitanti della zona che possano aver notato movimenti sospetti. Ma il furto potrebbe essere avvenuto anche non in data recente e questo rende più difficile la ricostruzione soprattutto andando a guardare le immagini delle telecamere pubbliche e private che portano alla zona. Si tratta di un furto su sommissione e di persone che sapevano che in quella casa era custodito un tesoro dal valore di circa un milione e mezzo di euro.

 

Un testimone al processo di El Chapo: ‘Drogava e violentava minorenni, erano le sue vitamine’

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Un testimone nel processo a El Chapo ha raccontato al governo statunitense che il leggendario boss del narcotraffico, fondatore del cartello messicano di Sinalo, drogava e violentava adolescenti, ragazzine anche solo di 13enni, che considerava le sue “vitamine” per mantenersi giovane. E’ quanto emerso dai documenti dell’accusa. Alex Cifuentes, uno degli ex segretari di el Chapo e per anni il suo fornitore di cocaina, ha raccontato al governo statunitense che una donna inviava al El Chapo foto di ragazzine, tra le quali lui sceglieva con quale fare sesso, pagando 5 mila dollari per ciascuna. Lo stesso Cifuentes utilizzo’ questo servizio in tre o quattro occasioni e “vide spesso” el Chapo fare altrettanto “con ragazzine che a a volte avevano solo 13 anni”. El Chapo, che oggi ha 61 anni, a volte le drogava con “una sostanza in polvere”, prima di violentarle, con l’aiuto di Cifuentes, un uomo che crede alla stregoneria, negli Ufo ed era convinto che nel 2012 sarebbe arrivata l’Apocalisse. Cifuentes, che visse nel 2007 e 2008 con el Chapo sulle montagne di Sinaloa, tuttavia non ha menzionato nessuno di questi particolari durante i 4 giorni di testimonianze nel processo a El Chapo, che e’ terminato giovedi’ dopo tre mesi di audizioni. E dunque i giurati, che non possono leggere nulla sul processo di quanto appare sui giornali o le reti social, non potranno tenere conto di queste informazioni quando, a partire da domani, cominceranno a discutere se El Chapo e’ colpevole o no di aver trafficato centinaia di tonnellate di droga con gli Stati Uniti. “Joaquin nega le accuse, che non sono state confermate e giudicate troppo dannose e inaffidabili per essere ammesso al processo”, ha reagito l’avvocato di El Chapo, Eduardo Balarezo. Se colpevole, El Chapo potrebbe essere condannato all’ergastolo. La pubblicazione dei documenti, che era finora rimasta segreta, e’ avvenuta grazie a un ricorso dei media statunitensi, che durante tutto il processo si sono battuti contro la segretezza che ha coperto l’intera vicenda. Secondo un altro dei documenti emersi sabato, El Chapo violento’ una donna, con cui poi comincio’ una relazione; una donna che poi ha testimoniato al processo. L’unica donna dei 14 testimoni e’ stata Lucero Sa’nchez, a lungo amante del Chapo, che oggi ha 29 anni. Alex Cifuentes, spacciatore 50enne che fa il trafficante da quando ne aveva 10, e’ stato arrestato in Messico nel 2013 e poi espulso dalla Colombia negli Stati Uniti; detenuto in Usa, collabora con il governo in cambio di un’eventuale riduzione della sua pena.

Hamsik in Cina per un triennale da 9 milioni di euro, al Napoli 15 milioni

15 milioni al Napoli e un triennale da 9 milioni, bonus esclusi, ad Hamsik. Ecco in sintesi l’accordo che il capitano del Napoli e la società azzurra hanno trovato con i cinesi del Dalian. In pratica 20 milioni di euro per un calciatore di 32 anni che ha fatto la storia del club azzurro. Tanti, troppi soldi per dire ancora no. E così, dopo 520 presenze e 121 gol, Marek si toglie una maglia indossata per la prima volta nel 2007 per indossarne un’altra ma sempre di colore azzurro. Sono passati quasi dodici anni da quel Napoli-Cesena di coppa Italia. La prima volta che indossò un azzurro che sarebbe diventato una seconda pelle. Firmerà nelle prossime ore. Andrà in Cina con il padre e il suo agente Martin Petras poi si trasferirà con tutta la famiglia. Il campionato in Cina inizia il 1 marzo. Il suo allenatore sarà il tedesco Bernd Schuster. In squadra troverà il belga Yannik Carrasco, vera e propria stella dell’organico di Bernd Schuster, oltre all’argento Gaitan.

Torre Annunziata, sequestrati oltre 150 uccelli e altri animali protetti: denunciate 4 persone

Sequestro dalle Guardie zoofile Agriambiente congiuntamente ai Carabinieri di Torre Annunziata. Nella giornata di oggi è scattato sul tutto il Territorio di Torre Annunziata e comuni limitrofi: le Guardie Zoofile e i carabinieri, hanno ritrovato 80 Cardellini, 20 Verdoni, 18, Verzellini, 12 Lucherini, infine 16 Tartarughe. Gli uccelli erano tutti sprovvisti di regolare di autorizzazione rilasciata Dalla Regione Campania, mentre le Tartarughe erano sprovvisti di C.I.T.E.S rilasciato dai carabinieri Forestali e sprovvisti di microchip rilasciato dalla Asl di competenza. Le guardie zoofile Agriambiente e i carabinieri hanno denunciato 4 persone a piede libero per detenzione di fauna protetta.

Frutto, molto probabilmente, di caccia illegale e bracconaggio effettuato con l’ausilio di strumentazione vietata dalla legge. Gli uccelli erano tenuti sia in grandi gabbie che piccole, in condizioni non idonee. “La lotta al bracconaggio – ha detto il responsabile di Agriambiente al termine dell’operazione – e al maltrattamento degli animali, è l’obbiettivo principale delle Guardie Zoofile che si impegnano al massimo per ripristinare la legalità. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’intervento dell’arma dei Carabinieri e Magistratura che si impegnano costantemente a prevenire questi reati”. Gli uccelli sono stati Liberati nel Parco Falconi a piazza Duca D’Aosta.

Napoli, in giro armato per Secondigliano: arrestato pregiudicato di 35 anni

Napoli. Si aggirava in auto con fare sospetto per le strade del quartiere di Secondigliano. E’ stato notato da un’auto del locale commissariato che gli ha intimato l’alt. L’uomo, Ciro Esposito, 35 anni, già noto alle forze dell’ordine, è apparso subito nervoso quando i poliziotti hanno cominciato a controllare l’auto. E infatti nascosta nel cruscotto gli agenti hanno trovato una pistola con il caricatore pieno e pronta all’uso. per lui sono scattate immediatamente le manette. Esposito è stato rinchiuso nel Carcere di Poggioreale. L’arma recuperata è stata inviata alla polizia scientifica per verificare se sia stata utilizzata in recenti fatti delittuosi.

Scavi di Pompei: la pineta demaniale diventa “spennacchia”. Occorre un urgente intervento di disinfestazione

Ai nostri lettori sarà già noto il caso del famoso “spennacchio”, l’abete natalizio con cui la Sindaca pentastellata di Roma Virginia Raggi omaggiò i propri concittadini nel Natale del 2017. Spennacchio venne sistemato in una delle belle piazze romane. La bonaria ironia tipicamente romanesca però bollò a fuoco l’accaduto.
Ma presto a Pompei Scavi gli umoristi troveranno terreno fertile. E’ il terreno su cui giace – anzi giacque, a questo punto – la Pineta Demaniale o meglio, la quasi ex Pineta. In futuro forse la Pineta Spennacchia. E purtroppo non c’è di che ridere. La Pineta Demaniale – o parte di essa – va morendo é sotto gli occhi di tutti infatti. Sia dei cittadini Pompeiani – appena circa venticinquemila, quindi poca roba – sia dei milioni di turisti di tutti i Paesi, che nel 2018 hanno visitato lo Scavo archeologico più famoso al mondo. Intanto, mentre scriviamo, il sito di impianto della Pineta si va desertificando, dopo una atroce potatura che privò i pini di gran parte della chioma. Né al momento noi sappiamo se qualcuno stia facendo qualcosa per arginarne la moria.Basta percorrere la Via Plinio e guardare per rendersi conto del disastro naturale che si va compiendo per circa il 20% degli esemplari di Pini Mediterranei – i Pinus Pinea – che componevano la Pineta. Noi non sappiamo di chi sia la responsabilità diretta. Ma raccontiamo i fatti. Si sta perdendo un bene pubblico da sempre agognato dai pompeiani della Pompei nuova, quella viva, e difeso a denti stretti dai vari soprintendenti succedutisi alla guida degli Scavi Pompeiani dopo Maiuri, che amò anche la Pompei nuova, quella viva.
La Pineta fu infatti piantumata nel 1945, subito dopo la guerra, in piena epopea Maiurina, con don Amedeo appena reduce dalle ferite che un paio d’anni prima gli avevano procurato alcuni aerei caccia alleati che lo mitragliarono a bassa quota mentre si recava a Napoli in bicicletta per stare al proprio posto di Soprintendente nel Museo Nazionale. Fu portato in ospedale insieme con la bicicletta. Erano tempi da “ladri di biciclette”…Sì! il grande archeologo andava proprio in bicicletta! …mentre le linee ferroviarie tra Napoli e Pompei erano devastate dai bombardamenti incessanti, che non risparmiarono gli Scavi pompeiani, ove caddero decine di bombe.
Altri Tempi, ma soprattutto altri Uomini, veri custodi della Cosa Pubblica, con un innato senso di rispetto per lo Stato. E per i cittadini, aggiungiamo noi.
Infatti fu lo stesso Maiuri a operare di intesa con l’allora Commissario Straordinario, poi Sindaco, Romualdo Federico, insediato alla guida del Comune di Pompei dagli stessi Alleati a guerra appena finita. Maiuri infatti appoggiò la sua richiesta di poter percepire dal Biglietto di ingresso agli Scavi di Pompei qualcosa per il Comune e di mettere a disposizione dei Pompeiani lo spazio demaniale occupato dalla appena impiantata Pineta. La Burosaurocrazia però romana disse di no. Senza appello.
D’altra parte, solo pochi anni prima Ignazio Silone, il socialista senza partito, dal suo esilio svizzero negli anni Trenta del Novecento definiva lucidamente la Burocrazia “anonima e irresponsabile” nella sua opera “La Scuola dei Dittatori”.Ma la Pineta demaniale – con la “P” maiuscola anche in barba alle regole grammaticali – rimase sempre nelle corde dei pompeiani e di vari sindaci che si susseguirono alla guida del Comune di Pompei.I burosauri romani, dal chiuso delle loro stanze grigie come le loro scartoffie, appoggiarono comunque sempre i soprintendenti che – diversamente dal grande Maiuri – dissero anche essi NO all’uso comunale della Pineta.
Insomma la Pineta era demaniale era e demaniale doveva rimanere. E che Cacchio!
Il NO è stato ripetuto fino a questi anni recenti del roboante Grande Progetto Pompei, che stiamo vivendo. Per qualche anno però, nell’ultimo decennio, si concessero alcuni percorsi in alcune ore del giorno a volenterosi “maratoneti” dilettanti di una associazione sportiva.
Ma la Pineta demaniale, invece che essere il luogo ombroso accogliente per i turisti in visita agli Scavi e per gli occasionali maratoneti sudati e affannati, è divenuta in questi ultimi due o tre anni il Parcheggio stabile a cielo aperto delle tante auto dei dipendenti dei vari Uffici interni ed esterni degli Scavi e di muratori e tecnici delle Imprese appaltatrici dei Lavori del Grande Progetto Pompei. E delle tante subappaltatrici e infine anche degli amici degli amici. Ai piedi dei pini quasi centenari si formava nella stagione estiva – la stagione dei cantieri in piena attività – un rutilante e multicolore tappeto di macchine, tra lo sconcerto della maggior dei turisti d’ogni paese, che percorrevano il Viale delle Ginestre San Paolino. Ora la Pineta Demaniale è in attesa di riprendere questo mortificante ruolo di area di Parcheggio, appena si saranno aperti nuovi cantieri, come tutti speriamo. Come speriamo che siano Cantieri di manutenzione diffusa e puntuale, capace di evitare il degrado dei “grandi” Restauri del Grande Progetto Pompei.
Poi, quando sarà inaugurato l’Archeomostro di Porta di Stabia, il nuovo fabbricato per uffici in via di ultimazione – in serio odore di abusivismo edilizio per violazione delle leggi sul paesaggio – il via vai di auto della routine quotidiana sarà il vero protagonista di quell’area demaniale negata alla collettività pompeiana
E la Pineta Demaniale di questo passo si avvierà a scomparire del tutto. Occorre un urgente intervento di disinfestazione! Intanto dalle notizie in nostro possesso possiamo annunciare che si sta muovendo decisamente sul problema il vivace “Comitato Valle del Sarno” de L’Altritalia Ambiente, Onlus nazionale portatrice di interessi comuni collettivi.
Esso segnalò per primo la costruzione in corso nei pressi di Porta di Stabia, per noi sinteticamente l’Archeomostro, muovendo una tempesta politica e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Ma tutto tace. Finora.L’Associazione Ambientalista intanto sta elaborando un documento – da inoltrare alla sensibilità della nuova reggente del parco Archeologico di Pompei – sullo “stato di salute” di quel che resta della Pineta Demaniale voluta da don Amedeo Maiuri.

Federico L.I. Federico

Juventus-Parma 3-3: Napoli a – 9

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Il Parma blocca la Juventus sul pareggio grazie ad un gol segnato da Gervinho al 93′, ed evidenzia le difficoltà difensive avute dai bianconeri in questa gara. La squadra di Allegri, 2 volte avanti con il doppio vantaggio, non è infatti riuscita a portare a casa i 3 punti in una gara anche sfortunata, nella quale Khedira ha trovato il palo per ben 2 volte. Male la coppia di difesa formata da Caceres e Rugani, che non è mai apparsa sicura, e che ha qualche responsabilità sui gol subiti. Juve che, con questo pareggio, resta comunque a +9 sul Napoli in classifica.

Sedici anni dopo il divorzio scopre ancora di essere sposata: saltano le nuove nozze

Salerno. Dopo sedici anni dal divorzio, scopre di risultare ancora sposata e saltano le nozze con il nuovo compagno. Era stata già scelta la data, il 25 aprile, e la location ma la nuova coppia ha dovuto rinviare il tutto a data da destinarsi, dopo aver appreso dall’ufficio matrimoni del comune di Roma che lei, originaria di Salerno, risultava ancora sposata. Ora la donna – tramite le avvocatesse Ilaria Napolitano del Foro di Roma ed Annalisa De Angelis del Foro di Ascoli – ha deciso di fare causa al ministero della Giustizia per il risarcimento dei danni dovuti alla mancata trascrizione e alle conseguenti nozze annullate. Il primo matrimonio risale al 1982. Lui, originario della provincia di Bari, e lei, salernitana, si sposano, molto giovani, dopo un lungo fidanzamento. Dal loro matrimonio sono nati due figli ma dopo anni ed anni di litigi avevano deciso prima di separarsi, poi di divorziare: è il 30 ottobre 2003 quando compaiono davanti al Giudice ed è l’inizio del 2004 quando il Collegio della Prima Sezione del Tribunale Civile di Roma deposita in cancelleria la sentenza di divorzio. Passano gli anni e la donna si rifà una vita: conosce un uomo di qualche anno più giovane e, dopo diversi anni di convivenza, i due decidono finalmente di sposarsi. Una cerimonia da celebrarsi il giorno 25 aprile 2019 con tanto di ricevimento e location già prenotate e parzialmente pagate dagli interessati. Ma la sorpresa arriva quando i due promessi sposi si recano all’Ufficio matrimoni per chiedere le pubblicazioni delle nozze: lei risulta ancora sposata. Dai documenti si scopre la verità: la sentenza di divorzio emessa quasi un ventennio prima dal Tribunale di Roma non è mai stata trascritta nei registri dello Stato civile del Comune di Roma e dei Comuni di nascita degli sposi.

Roberto Saviano: ‘I Casalesi hanno memoria, Ruotolo rischia’

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“Revocata la protezione a Sandro Ruotolo che ha fatto la storia del giornalismo d’inchiesta. Chi ha deciso ha tenuto conto della “lunga memoria” del clan dei casalesi? Sa che Michele Zagaria, che ha considerato Ruotolo suo nemico, non vuole collaborare con lo Stato e cova rancore?”. Lo scrive su Twitter Roberto Saviano.
“Saremmo felici se fossero cessate le esigenze di massima tutela per Sandro Ruotolo. Siamo invece molto preoccupati perche’ la decisione non appare supportata da valutazione ponderata”. Lo ha detto a Napoli il presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Carlo Verna. “Una scelta del genere va spiegata con trasparenza perche’ la tutela di un giornalista fortemente esposto riguarda l’opinione pubblica e l’idea di Paese che il governo ha”, conclude Verna.

Giampaolo: “Loro super, noi con qualche errore”

Sui tanti errori: “Ci sono i meriti del Napoli ed i demeriti nostri, ma la qualità del Napoli ti porta a fare degli errori. Il secondo gol subito così in fretta è stato pesante da digerire, poi ci siamo rimessi a posto ma il Napoli ha grande qualità”. Ko che ridimensiona la Samp? “No, non usciamo ridimensionati. Perdere qui ci può stare, usciamo ridimensionati quando non giochiamo e non proviamo a farlo. Qualche partita si perde, la corsa è lunga e questo ko ci può stare e non cambia nulla. Anche nella sconfitta abbiamo provato a giocare a calcio. Il rammarico è non averla riaperta per renderla più difficile, poi col 3-0 è finita ma continuo a credere nella mia squadra, siamo in tanti per quei posti”. Difficoltà fisiche o è merito del Napoli? “Il Napoli ha tanti meriti in questa partita, è una squadra molto forte, di un livello diverso rispetto al nostro e può metterla su certi binari. Mi dispiace solo non aver fatto un gol per tenerla aperta fino al 95′ come accaduto ad esempio a Torino. Quelli sono gli obiettivi per una squadra come la nostra quando gioca contro Juve o Napoli”.

Ancelotti: Squadra seria, non ha bisogno della frusta

Squadra serena nonostante il momento negativo, lei non usa la frusta. “E’ una squadra seria, autocritica, non c’è bisogno della frusta. L’abbiamo preparata bene, abbiamo avuto controllo, è stata interpretata bene da tutti ed bbiamo verticalizzato con più velocità”. Esordisce così Ancelotti in conferenza. Su Insigne: “Il periodo negativo suo è finito già a Natale, è tornato ad allenarsi con intensità. Oggi ha anche segnato, coronando la prestazione”.Sul momento definito negativo? “Abbiamo fatto bene oggi e con la Samp, il pari col Milan è arrivato dopo una prova normale, è stata una giornata storta solo in Coppa Italia”.Cos’è cambiato rispetto a martedì? “La profondità del gioco, verticalizzando e finalizzando meglio”. Younes non convocato, verrà inserito in lista Uefa? Sicuramente, ha avuto un fastidio allo stesso tendine operato, ci vorranno 10 giorni per tornare a pieno regime”.
Ancelotti non è preoccupato dal possibile addio di Hamsik: “Abbiamo Diawara, Fabian Ruiz e Zielinski: li abbiamo alternati tutti e mi hanno dato tutti soddisfazioni in quella posizione – ha spiegato il tecnico partenopeo ai microfoni di Sky Sport – Quel ruolo puo’ essere interpretato in tanti modi anche se e’ impossibile trovare un sosia di Hamsik”.

Marigliano, rubato da ignoti il defibrillatore in Piazza Municipio

A pochi mesi dall’installazione, avvenuta la scorsa primavera in occasione della chiusura del corso BLSD di primo soccorso, grazie al quale Marigliano è diventata una delle prime città cardioprotette del Sud Italia, nelle scorse ore è stato rubato da ignoti il defibrillatore collocato all’ingresso degli uffici del Giudice di Pace, in Piazza Municipio.
Nella zona sono presenti le telecamere di sorveglianza ed è stata già sporta denuncia: il dispositivo è rintracciabile, pertanto non è riutilizzabile facilmente. Inoltre è anche assicurato contro il furto.
Il Sindaco Antonio Carpino, nell’esprimere profonda delusione per un gesto criminale ma soprattutto incivile e incurante del bene della collettività, invita gli autori del furto a ripensarci e a restituire il dispositivo quanto prima.
Il Comune si sta già attivando per ripristinare l’apparecchio salvavita.
Nel frattempo la Polizia Municipale indaga, anche visionando le riprese delle telecamere.