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Truffano anziana a Potenza: due napoletani arrestati in autostrada

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Dopo aver truffato un’anziana a Potenza, due napoletano, spacciandosi per forze dell’ordine, sono riusciti a entrare nell’abitazione della nonnina e a impossessarsi di oggetti preziosi.

Ma la fortuna ha voltato loro le spalle quando, sulla carreggiata nord della A3 Salerno – Pompei – Napoli, all’altezza della barriera di Nocera Inferiore, sono stati fermati dalla Polizia Stradale di Angri.

Durante il controllo, gli agenti hanno trovato un sacchetto nascosto in una paratia in plastica sotto il cruscotto dell’auto, contenente vari monili in oro e argento, tra cui le due fedi nuziali della vittima, con incisi i nomi dell’anziana e del suo defunto marito.

Dalle indagini svolte è emerso inoltre che i due indagati si trovavano effettivamente nei pressi dell’abitazione della vittima.

I due rapinatori, entrambi ventunenni e con precedenti penali, sono stati arrestati e portati alla casa circondariale di Salerno, in attesa dell’udienza di convalida.

Campania, il Pd guarda a Fico per le Regionali

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Napoli– Il Partito Democratico apre all’ipotesi di una candidatura di Roberto Fico per le prossime elezioni regionali in Campania, ma l’equilibrio nel campo largo passa ancora da Vincenzo De Luca.

Il governatore uscente, dopo lo stop della Corte Costituzionale al terzo mandato, si mostra freddo ma non rassegnato: “Stiamo calmi”, ha detto nella consueta diretta social del venerdì, lasciando intendere che il suo ruolo politico non è affatto concluso.

Tradotto dai suoi fedelissimi: “Da qui devono passare”. Chiunque voglia puntare alla vittoria, insomma, non può fare a meno del suo consenso e della sua rete di consensi locali. In particolare, De Luca non sembra entusiasta dell’eventualità Fico, preferendo invece un altro nome vicino al M5s, quello di Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente e oggi vicepresidente della Camera.

Il Pd, intanto, sembra orientato a cedere la guida della Campania ai Cinquestelle, in linea con gli equilibri delle alleanze nazionali. Fico, nome di peso e radicato sul territorio, gode del sostegno della base grillina e del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, figura chiave del campo largo. Ma proprio De Luca rappresenta l’ostacolo più complesso da superare.

A Napoli lunedì arriveranno Igor Taruffi e Davide Baruffi, dirigenti nazionali dem, per avviare un confronto. L’obiettivo è una candidatura condivisa e un programma in continuità con il lavoro svolto, richiesta esplicita del presidente uscente, che continua a far sentire la sua voce, anche se in toni più pacati: “La Consulta mi fa ritornare alla vita. Il problema è non far tornare Napoli e la Campania nella palude”.

Dietro le quinte si muovono anche le pedine della maggioranza uscente. De Luca vedrà i capigruppo in Regione per definire la fine della consiliatura, ma anche per discutere il futuro dei suoi alleati centristi, orfani di un leader candidabile. Manfredi potrebbe creare una lista civica per accoglierli, ma anche De Luca starebbe pensando a un contenitore con il suo nome nel simbolo o addirittura a una candidatura da capolista.

Il Pd, intanto, non intende subire imposizioni. “Il nome arriva alla fine di un percorso”, avverte Matteo Renzi, che non pone veti su Fico, ma difende l’autonomia del dibattito politico. Sullo sfondo resta l’incognita delle deroghe interne al M5s per consentire a Fico una terza candidatura elettiva, passaggio considerato però poco più di una formalità.

Anche Costa si mostra disponibile: “Se si viene candidati, non si può dire di no”, ha dichiarato, tendendo la mano a De Luca: “Ha una storia politica, va rispettato e ascoltato”. In attesa che il Pd sciolga i nodi, la campagna elettorale, di fatto, è già iniziata.

Napoli, Tari in calo per 200mila famiglie: la giunta Manfredi stanzia 3,3 milioni di euro

Napoli – Per la prima volta, la Giunta Manfredi taglia la Tari, la tassa sui rifiuti. A beneficiarne saranno circa 200mila famiglie napoletane, quelle che vivono in appartamenti inferiori a 75 metri quadri, ovvero più della metà delle utenze domestiche registrate.

Una misura simbolica ma significativa, resa possibile grazie al miglioramento della riscossione – con 15mila nuovi contribuenti tra privati e attività commerciali scoperti – e all’impiego di 3,3 milioni di euro provenienti dalla tassa di soggiorno.

Nonostante l’aumento dei costi del servizio di raccolta e smaltimento (+10 milioni nel 2024), l’Amministrazione comunale ha scelto di invertire la rotta, premiando i cittadini che hanno regolarizzato la propria posizione.

Manfredi: “Primo passo verso una Napoli più pulita e giusta”

«Gli impegni presi per migliorare la riscossione stanno dando frutti», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi. «Grazie all’ampliamento della base contributiva e ai fondi della tassa di soggiorno, nel 2025 applicheremo una riduzione per le case sotto i 75 mq. È un segnale concreto: chi partecipa al cambiamento deve vederne i benefici».

Baretta: “Più contribuenti, meno tasse per chi paga”

L’assessore al Bilancio Pierpaolo Baretta ha sottolineato come l’aumento medio per le attività commerciali sia stato contenuto allo 0,3%: «Con una riscossione più efficiente, più persone pagano il giusto e il carico si alleggerisce per tutti. Napoli è più pulita, ma non sulle spalle dei napoletani».

Una svolta attesa, che però lascia aperti interrogativi sulla sostenibilità futura del taglio e sull’efficacia della lotta all’evasione. Intanto, per 200mila famiglie, arriva un piccolo ma storico sollievo.

Estrazioni Lotto e 10eLotto di oggi, venerdì 11 aprile 2025: tutti i numeri vincenti

Roma – Giornata di grande attesa per gli appassionati del gioco: oggi, venerdì 11 aprile 2025, si sono tenute le nuove estrazioni del Lotto e del 10eLotto, tra numeri fortunati, combinazioni inedite e qualche piacevole sorpresa per i giocatori di tutta Italia.

Di seguito, tutte le estrazioni del Lotto per le dieci ruote locali più quella Nazionale:

  • BARI: 22 – 74 – 58 – 46 – 38

  • CAGLIARI: 41 – 49 – 31 – 65 – 79

  • FIRENZE: 53 – 48 – 09 – 28 – 62

  • GENOVA: 86 – 67 – 47 – 19 – 70

  • MILANO: 57 – 61 – 24 – 51 – 71

  • NAPOLI: 28 – 79 – 49 – 55 – 41

  • PALERMO: 72 – 75 – 52 – 57 – 66

  • ROMA: 12 – 80 – 04 – 15 – 51

  • TORINO: 68 – 14 – 04 – 19 – 66

  • VENEZIA: 18 – 67 – 17 – 56 – 40

  • NAZIONALE: 15 – 18 – 86 – 55 – 27

Passiamo ora ai numeri vincenti del 10eLotto legati all’estrazione serale del Lotto:

10eLotto (11 aprile 2025)
Numeri vincenti:
12 – 14 – 18 – 22 – 28 – 41 – 48 – 49 – 53 – 57 – 58 – 61 – 67 – 68 – 72 – 74 – 75 – 79 – 80 – 86

  • Numero Oro: 22

  • Doppio Oro: 22 – 74

La ruota di Napoli porta fortuna, il 22 brilla nel 10eLotto

L’estrazione di oggi ha visto il numero 22 protagonista assoluto: presente sulla ruota di Bari e selezionato anche come Numero Oro e Doppio Oro nel 10eLotto, rappresenta la vera “stella” della serata. Occhi puntati anche sulla ruota di Napoli, che ha regalato due numeri caldi del 10eLotto (28 e 79), confermandosi una delle ruote più fortunate dell’estrazione.

Tra i numeri più frequenti figurano anche il 74 e il 67, apparsi rispettivamente su più ruote e inclusi anche tra i 20 del 10eLotto. Chi ha puntato su combinazioni con questi numeri potrebbe aver centrato buone vincite.

Strage del bus ad Avellino, Castellucci condannato a 6 anni: andrà in carcere. Pronto a costituirsi

Roma – Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, è stato condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per la strage del viadotto Acqualonga, avvenuta il 28 luglio 2013 a Monteforte Irpino (Avellino), in cui persero la vita 40 persone.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione dopo oltre quattro ore di camera di consiglio, confermando la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Napoli nel settembre 2023.

Per Castellucci, accusato di disastro e omicidio colposo, si aprono ora le porte del carcere. “È pronto a costituirsi, attendiamo l’ordine di carcerazione”, hanno dichiarato i legali Filippo Dinacci e Paola Severino, che definiscono la sentenza “incomprensibile”, ribadendo che il loro assistito avrebbe sempre operato con diligenza e senza responsabilità diretta nei fatti contestati.

I giudici della quarta sezione penale hanno rigettato la richiesta della Procura generale di disporre un nuovo processo d’appello per rivalutare la posizione di Castellucci sull’accusa di omicidio colposo, e di assolverlo per il disastro colposo. Confermate anche le condanne per altri dirigenti e dipendenti di Autostrade per l’Italia e della Direzione di Tronco.

Tra le pene più rilevanti: sei anni a Riccardo Mollo (ex direttore generale), Massimo Giulio Fornaci e Marco Perna; cinque anni per Nicola Spadavecchia e Paolo Berti; tre anni per Gianluca De Franceschi, Gianni Marrone e Bruno Gerardi. Pesantissima la condanna per Gennaro Lametta, proprietario del bus, a nove anni di carcere, mentre quattro anni sono stati inflitti ad Antonietta Ceriola, all’epoca dipendente della Motorizzazione civile di Napoli.

Durante la requisitoria, la Procura generale aveva sottolineato una lunga situazione di incuria e mancati controlli sul viadotto Acqualonga, in particolare sui tirafondi delle barriere protettive, definite “inidonee”. Il bus, inoltre, viaggiava con una revisione falsa, non effettuata dal 2011, ed era “privo dei requisiti minimi per circolare”. Secondo l’accusa, Lametta avrebbe messo su strada un mezzo in condizioni gravemente compromesse, mettendo a rischio la vita dei passeggeri.

La tragedia si consumò in pochi istanti: era la sera di una domenica estiva, intorno alle 20:30, quando un pullman che trasportava una comitiva di ritorno da un pellegrinaggio nei luoghi di Padre Pio perse il giunto cardanico dell’impianto frenante mentre affrontava una discesa sull’A16 Napoli-Canosa. Il mezzo, fuori controllo, percorse circa un chilometro urtando una quindicina di auto, prima di finire contro le barriere del viadotto Acqualonga, che cedettero. Il bus precipitò da un’altezza di 40 metri.

Trentotto passeggeri morirono sul colpo, altri due nei giorni seguenti. Dieci i superstiti. L’inchiesta portò al rinvio a giudizio di 15 persone, tra cui 12 dirigenti ed ex dirigenti di Autostrade per l’Italia. Per gli inquirenti, se le barriere fossero state conformi alle normative, il pullman non sarebbe precipitato.

Terra dei Fuochi: inizia la bonifica di Calabricito ad Acerra

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Acerra – Un momento storico per la città di a: è ufficialmente iniziata la bonifica del sito di Calabricito, simbolo della lotta contro l’inquinamento nella famigerata Terra dei Fuochi.

La firma del contratto tra il Comune di Acerra e la ditta vincitrice dell’appalto europeo segna l’avvio delle operazioni di risanamento di questa vasta area, estesa per circa 25mila metri quadrati, da anni martoriata da una discarica abusiva.

L’amministrazione comunale ha espresso grande soddisfazione per questo risultato, frutto di un lavoro incessante e della proficua collaborazione con la Regione Campania. Grazie a questa sinergia istituzionale, sono stati intercettati oltre 2 milioni di euro, fondi essenziali per la realizzazione del piano di caratterizzazione e la rimozione dei rifiuti.

(h3)Un percorso amministrativo complicato

L’intervento di bonifica rientra nell’Accordo operativo del 2009, siglato tra il Ministero dell’Ambiente, il Comune di Acerra, la Regione Campania e l’allora Commissario per l’emergenza rifiuti.

Un iter amministrativo complesso, portato a termine con successo dagli uffici comunali, che prevede anche la messa in sicurezza dell’area. I costi dell’operazione sono a carico della Regione Campania.

(h3)Un anno per la rinascita

Il cronoprogramma prevede circa un anno per completare i lavori di bonifica. Il sindaco di Acerra, Tito d’Errico, ha sottolineato l’importanza di questo traguardo, frutto di un impegno responsabile verso la tutela dell’ambiente. Ha inoltre ringraziato gli uffici comunali e la Regione Campania per il sostegno concreto alle esigenze del territorio.

L’amministrazione comunale non si ferma qui e punta già al prossimo obiettivo: chiedere al Commissario Unico per la Realizzazione delle Bonifiche dei siti Contaminati nelle province di Napoli e Caserta di sostenere il risanamento di altre aree critiche del territorio.

Arzano, non mandano i figli a scuola: 8 genitori denunciati dalla polizia locale per dispersione scolastica

Sono 8 i genitori degli alunni compresi tra i 10 e 16 anni denunciati dalla polizia locale di Arzano per dispersione scolastica.

Dopo l’ammonizione é scattata la denuncia del Sindaco e gli accertamenti degli agenti che hanno consentito di appurare che i giorni di assenza, in totale circa 100, e le relative ammonizioni, non erano sufficienti a convincere i genitori a portare i figli a scuola.

Gli uomini diretti dal Comandante Biagio Chiariello hanno bussato alla porta delle abitazioni chiedendo motivazioni circa tale inadempimento e all’esito non hanno potuto fare altro che contestare il reato previsto dal cosiddetto “decreto Caivano” – decreto-Legge n. 123/2023 convertito nella Legge 159/2023 – in violazione della “vigilanza sull’adempimento dell’obbligo di istruzione”.

La lente di ingrandimento degli agenti ha riguardato scuole primarie e secondarie di I e II grado con alcuni studenti che in alcuni casi non si sono mai presentati a scuola mentre in altri hanno frequentato solo pochi giorni.

Genitori denunciati.
Per ora 8 sono i genitori denunciati in stato di libertà per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei minori in violazione dell’articolo 570-ter del codice penale.

Informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni che intanto ha disposto gli accertamenti degli agenti e assistenti sociali e nel caso di reiterazione sono previsti provvedimenti sulla potestà genitoriale.

Intanto alcuni studenti sono stati accompagnati a scuola dagli agenti previa collaborazione dei genitori.

P.B.

Benevento, riconosciuto il reato continuato: pena ridotta di oltre la metà a un 20enne detenuto

Benevento – Il Tribunale penale di Benevento, nella persona della giudice Monica Monaco in funzione di Giudice dell’esecuzione, ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Massimo Viscusi per la rideterminazione della pena a un giovane detenuto di Frasso Telesino, ristretto nel carcere di Ariano Irpino dal settembre 2022.

Grazie al riconoscimento del reato continuato tra i diversi episodi contestati, la pena è stata sensibilmente ridotta, con uno sconto di oltre la metà rispetto alla condanna originaria.

Una decisione rilevante per il foro sannita, che ha recepito le articolate motivazioni della difesa, con una significativa reformatio in melius che apre la strada a nuove prospettive per il giovane imputato.

Truffe agli anziani, Giusy Valda era uno dei “Corrieri”. I NOMI DEI 77 INDAGATI

C’è anche Giuseppina Valda, sorella del noto killer di Mergellina ovvero Francesco Pio Valda, tra le 55 persone che l’altro giorno hanno ricevuto l’ordinanza cautelare di obbligo di dimora a Napoli, firmata dal gip di Genova, Paola Faggioni, nell’ambito della maxi inchiesta sulle truffe agli anziani in tutta Italia.

Giusy Valda, che durante la detenzione del fratello e subito dopo l’omicidio del giovane innocente pizzaiolo di Pianura, Francesco Pio Maimone, si era resa protagonista di uno show su Tik Tok contro le forze dell’ordine, aveva un ruolo di primo piano nella gang di truffatori di anziani che agiva in tutta Italia.

Era “corriere/operativo” ovvero addetta alla riscossione delle somme truffate. In pratica una delle persone che si presentava a casa degli anziani come addetta delle Poste. Il suo nome compare in due truffe: una compiuta ai danni di una donna di Sesto san Giovanni il 24 giugno del 2023.

E la seconda compiuta ai danni di un’anziana a Battipaglia il 6 ottobre del 2023: in quella occasione fu anche arrestata insieme con la sua complice Nunzia Nocerino e poi posta ai domiciliari. Dopo di che si rese protagonista dell’indegno spettacolo video su Tik Tok che la portò in carcere.

Giuseppina “Giusy” Valda è stata assolta il 30 gennaio scorso nell’ambito del processo sull’omicidio di Francesco Pio Maimone. Era accusata di aver aiutato il fratello nella fuga subito dopo la sparatoria agli chalet di Mergellina.

Ora arriva una nuova ordinanza con obbligo di dimora nella città di Napoli.

Elenco dei 77 indagati

  • MARANO Giuseppe, nato a Napoli il 27.4.2002

  • BUCCINI Sofia Sonia, nata a Napoli il 21.8.2003

  • ESPOSITO Giuseppe, nato a Napoli il 26.1.1970

  • ROSICA Andrea, nato a Napoli il 11.6.1999

  • FEDELE Antonio, nato a Napoli il 30.5.1998

  • FERRONE Natascia, nata a Napoli il 14.11.1974

  • CAIAZZA Ciro, nato ad Arzano [NA] il 27.1.1968

  • AURIOLA Anna, nata a Napoli il 20.11.1995

  • PAOLONE Pasquale, nato a Mugnano di Napoli [NA] il 4.9.1992

  • MANGIAPILI Sabatino, nato a Mugnano di Napoli [NA] il 14.4.2001

  • VITTORIO Rosario, nato a Napoli il 10.8.1972

  • CRETELLA Giuseppe, nato a Napoli il 9.10.1998

  • CIPOLLETTA Beniamino, nato a Napoli il 2.3.1990

  • TREGLIA Luciano, nato a Napoli il 20.10.1968

  • FRATTINI Antonio, nato a Napoli il 6.1.1990

  • DI MAIO Giuseppe, nato a Napoli il 26.2.1971

  • FESTA Enrico, nato a Milano il 26.7.2003

  • PARZIALE Francesco Pio, nato a Napoli il 11.1.2002

  • GUARINO Tommaso, nato a Napoli il 14.8.1999

  • MILANO Antonio, nato a Napoli il 8.7.2004

  • FEBBRARO Diego, nato a Napoli il 12.8.1981

  • CAMANZO Pasquale, nato a Napoli il 20.11.1999

  • MIGLIACCIO Biagio, nato a Mugnano di Napoli [NA] il 10.11.2001

  • ESPOSITO Michele, nato a Napoli il 30.6.1977

  • VILLONE Gennaro, nato a Napoli il 1.10.2003

  • TRENTUNZI Alessia, nata a Bari il 16.3.2000

  • MUGNANO Loris, nato a Napoli il 29.10.1999

  • CANFORA Vincenzo, nato a Napoli il 2.9.2003

  • D’ABUNDO Mattia, nato a Gaeta il 2.8.2003

  • GRIMALDI Gaetano, nato a Napoli il 22.2.1972

  • TULANTI Michele, nato a Maddaloni [CE] il 1.7.1999

  • GARGIULO Dario, nato a Napoli il 17.11.1986

  • BARONE Marco, nato a Napoli il 22.4.1986

  • DE FRANCESCO Alfonso, nato a Napoli il 14.12.1991

  • SABATINO Domenico, nato a Napoli il 2.10.1998

  • LOMBARDO Davide, nato a Mugnano di Napoli [NA] il 14.10.1990

  • ACCURSO Cataldo, nato a Napoli il 30.3.1993

  • MARANO Simone, nato a Villaricca [NA] il 18.6.2005

  • SPIRITO Paolo Luca, nato a Napoli il 22.5.2001

  • FONZO GOMES Kevin Dani, nato a Napoli il 16.2.1994

  • VASTARELLA Pasquale, nato a Napoli il 8.2.2003

  • SELA Robert, nato in Albania il 2.9.1983

  • LUKA Aurora, nata in Albania il 12.8.1995

  • SELA Ervis, nato in Albania il 27.5.1997

  • MONACO Mario, nato a Napoli il 30.5.1972

  • PONTICELLI Antonio, nato a Napoli il 21.8.1987

  • GARGIULO Antonio, nato a Napoli il 3.7.2004

  • ESPOSITO Elena, nata a Napoli il 23.8.1988

  • MASTRONZO Umberto, nato a Napoli il 17.1.1992

  • DESIATO Giuseppe, nato a Maddaloni [CE] il 22.8.1999

  • DESIATO Francesco, nato a Maddaloni [CE] il 22.12.1972

  • MOROZ Violetta, nata in Ucraina il 27.5.1998

  • SALERNO Gennaro, nato a Napoli il 7.2.1987

  • BENAICHA Mouhamed, nato a Napoli il 3.4.2003

  • MILONE Francesco, nato a Napoli il 25.9.2005

  • CARBONE Salvatore, nato a Napoli il 6.3.1979

  • BERGAMASCO Fabio, nato a San Giorgio a Cremano [NA] il 13.11.1986

  • BARBATO Raffaele, nato a Napoli il 14.9.1994

  • IENGO Rosario, nato a Napoli il 3.9.1967

  • TANCREDI Luigi, nato a Napoli il 27.2.2005

  • NOCERINO Nunzia, nata a Napoli il 7.4.1998

  • VALDA Giuseppina, nata a Napoli il 10.6.2000

  • VINCIGUERRA Immacolata, nata a Napoli il 4.5.1978

  • CIMMINO Luigi, nato a Napoli il 27.7.1995

  • MARRA Rosaria, nata a Napoli il 8.12.1988

  • COZZELLA Bruno, nato a Napoli il 19.11.1981

  • SARNACCHIARO Ciro, nato a Napoli il 6.4.1998

  • DI GUIDO Stefano, nato a Napoli il 11.8.2005

  • TIZZANO Ernesto, nato a Napoli il 9.8.1989

  • CECERE Salvatore, nato a Napoli il 29.3.2003

  • STARACE Gaetano, nato a Napoli il 5.8.1999

  • CASTRONUOVO Fabio, nato a Napoli il 1.10.1981

  • EVANGELISTA Anna, nata a Napoli il 14.6.2001

  • STORARO Antonio, nato a Napoli il 21.6.1991

  • CIUBOTARU Adrian, nato in Romania il 16.4.1988

  • GUADAGNUOLO Immacolata, nata a Napoli il 29.12.1991

  • BUONIFACIO Antonio, nato a Napoli il 15.1.2004

Scommesse illegali, ecco cosa rischiano i giocatori coinvolti

Il mondo del calcio italiano torna a tremare sotto il peso di un nuovo scandalo legato alle scommesse: la Procura di Milano, guidata dal procuratore Marcello Viola, si appresta a trasmettere gli atti dell’inchiesta alla Procura Federale della FIGC.

Una mossa che potrebbe riaccendere i riflettori su un fenomeno che ha già coinvolto numerosi tesserati, compresi alcuni volti noti della Nazionale. Al momento sono dodici i calciatori finiti nel mirino degli inquirenti, ma l’entità delle sanzioni – se ci saranno – dipenderà tutta da un fattore chiave: hanno scommesso anche sul calcio oppure no?

La normativa federale parla chiaro. Se i giocatori hanno piazzato puntate su partite di calcio – in particolare su match delle competizioni in cui erano coinvolti – rischiano fino a tre anni di squalifica. Una pena severa, ma riducibile in caso di collaborazione con la giustizia sportiva o patteggiamento, come già avvenuto in passato.

Diverso il caso in cui i tesserati si siano limitati a utilizzare piattaforme illegali per altri giochi d’azzardo, come poker o blackjack. In tal caso, potrebbero esserci conseguenze solo sul piano penale (ad esempio sanzioni pecuniarie), ma difficilmente scatteranno provvedimenti disciplinari in ambito sportivo.

I precedenti: Zaniolo, Fagioli e Tonali

L’esperienza passata offre qualche indicazione. Nicolò Zaniolo, ad esempio, era già stato ascoltato nel 2023: aveva ammesso di aver utilizzato siti non autorizzati, ma esclusivamente per giochi di carte. Nessuna sanzione era seguita alla sua confessione, proprio perché non risultavano scommesse sul calcio.

Diversa la posizione di Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, che avevano ammesso di aver scommesso su partite di calcio e, per questo, hanno già scontato squalifiche concordate con la Procura della FIGC. Per loro, eventuali nuovi provvedimenti potranno arrivare solo se emergeranno comportamenti non ancora giudicati. Nessuna doppia punizione è consentita per gli stessi fatti.

Il ruolo della FIGC

La Federazione, dal canto suo, appare intenzionata a mantenere una linea prudente. L’obiettivo è evitare derive moralistiche e attenersi strettamente alla normativa: in assenza di puntate su eventi calcistici, non ci saranno squalifiche. Resta però l’attenzione sulle condotte dei tesserati e sull’uso di piattaforme illegali, che potrebbe comportare sviluppi giudiziari di altra natura.

Avellino, raffica di furti nei supermercati: arrestata una banda in trasferta. Coinvolto anche un bambino di 4 anni

Quattro colpi in meno di novanta minuti: è il bilancio di una vera e propria “trasferta criminale” messa a segno da una coppia di cittadini romeni, insieme a un loro parente, arrestati dai Carabinieri all’uscita di un supermercato di Atripalda dopo l’ennesimo furto.

La banda aveva già colpito altri punti vendita nella città di Avellino e a Monteforte Irpino. I tre, tutti di età compresa tra i 25 e i 30 anni, avevano escogitato un metodo ben rodato per trafugare merce senza destare sospetti. Fondamentale nel loro schema, e inquietante allo stesso tempo, la presenza di un bambino di soli quattro anni, lasciato nell’auto – una Citroën noleggiata – durante i raid, o addirittura usato come “copertura” nella cosiddetta tecnica del passeggino: un doppio fondo ricavato sotto il vano del passeggino in cui venivano occultati i prodotti rubati.

I Carabinieri, insospettiti dai movimenti sospetti della banda e da alcune segnalazioni, li hanno fermati subito dopo l’uscita dall’ultimo supermercato colpito. La perquisizione dell’auto ha permesso di recuperare merce rubata per un valore complessivo di oltre 3.000 euro, accuratamente nascosta nel bagagliaio.

I tre responsabili sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato continuato e condotti nel carcere di Avellino. La posizione del minore, coinvolto suo malgrado in questa vicenda, è ora al vaglio delle autorità competenti, che si occuperanno anche di valutare l’eventuale attivazione dei servizi sociali.

La SSC Napoli ospita la Philadelphia Junior Cup

Un pomeriggio di sport, dialogo e valori condivisi ha animato il Training Center della SSC Napoli, dove si è tenuta la diciottesima tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, il torneo nazionale di calcio a 7 dedicato agli under 14 degli oratori delle città della Serie A Enilive.

Protagonisti dell’incontro, due volti noti del calcio azzurro: Juan Jesus e Pasquale Mazzocchi, difensori della SSC Napoli, che hanno accolto con entusiasmo i giovani dell’Oratorio San Nunzio Sulprizio, condividendo con loro riflessioni profonde su amicizia, rispetto, gioco di squadra e lotta al razzismo.

Temi centrali di un progetto sportivo ed educativo promosso da Philadelphia, storico marchio del Gruppo Mondelēz International – title sponsor della dodicesima edizione del torneo – in collaborazione con la Lega Serie A e il Centro Sportivo Italiano. Durante l’incontro, i giovani calciatori hanno donato a Jesus e Mazzocchi una maglia con il messaggio “Il calcio è amicizia”, simbolo del torneo e della sua missione: usare lo sport come strumento per unire e abbattere ogni forma di discriminazione.

In cambio, i due difensori partenopei hanno autografato la divisa ufficiale “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, poi consegnata ai capitani della squadra oratoriale. La giornata è stata arricchita dalla partecipazione di figure chiave del mondo sportivo e istituzionale: Albino Rossi, allenatore dell’Under 13 Pro della SSC Napoli, Erinda Gorenca, CSR Officer del Club, Oumar Daffe dell’Ufficio Corporate Social Responsibility della Lega Serie A e Giovanni Mauriello, Presidente del CSI Napoli.

Tutti insieme hanno ribadito il valore educativo dello sport, in particolare nella fascia d’età tra i 12 e i 14 anni, vera fucina di futuri cittadini prima ancora che di atleti. Il torneo, partito lo scorso febbraio con le fasi provinciali, proseguirà nei prossimi mesi con le tappe regionali e interregionali, che decreteranno gli otto migliori team. I finalisti voleranno a Roma, dove si sfideranno sul prestigioso prato dello Stadio Olimpico, a poche ore dalla finale di Coppa Italia Frecciarossa.

In parallelo alle gare, i ragazzi partecipano ad attività di formazione, organizzate nei centri sportivi delle squadre di Serie A. Incontri speciali che vedono la presenza di calciatori, formatori, psicologi ed esperti, per affrontare insieme il tema della lotta alle discriminazioni, in linea con la campagna nazionale Keep Racism Out, promossa dalla Lega Serie A con il supporto dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Avellino, strage del bus: condanna definitiva a 6 anni per Castellucci

Roma– Diventa definitiva la condanna a 6 anni di reclusione per Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Aspi, ritenuto colpevole di omicidio colposo e disastro colposo per la strage avvenuta il 28 luglio 2013 sull’autostrada A16 Napoli-Canosa.

La Quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la sentenza, chiudendo uno dei capitoli più drammatici della storia recente della viabilità italiana.

La tragedia del viadotto Acqualonga

Quel giorno, un pullman turistico diretto in Puglia precipitò dal viadotto dell’Acqualonga, nel territorio di Monteforte Irpino (Avellino), causando la morte di 40 persone. Le indagini accertarono che l’incidente fu provocato da una serie di gravi negligenze nella manutenzione della strada e del mezzo.

Le altre condanne

Oltre a Castellucci, la Cassazione ha confermato le pene per gli altri imputati:

  • 9 anni per Gennaro Lametta, proprietario del bus, ritenuto responsabile delle carenze manutentive del veicolo.
  • 4 anni per Antonietta Ceriola, all’epoca dipendente della Motorizzazione Civile di Napoli, accusata di aver omesso i necessari controlli.

Sono state inoltre convalidate le condanne per altri dirigenti e dipendenti di Aspi, chiudendo definitivamente un processo che per oltre un decennio ha tenuto alta l’attenzione sull’incidente.

 

Processo al Clan Contini: revocata ordinanza di presentazione alla pg per Illiano

Il Tribunale penale di Napoli, in composizione collegiale, Presidente Montanaro, ha revocato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla pg per Giuseppe Illiano, accusato di tentato omicidio, estorsione, aggravate dal metodo mafioso.

Illiano risulta essere tra i numerosi imputati di nel processo al clan Contini, e che vede alla sbarra tra gli altri anche gli imprenditori Antonio e Gennaro Festa, Salvatore D’Amelio e numerosi altri.

Accolte, dunque, le minuziose e diffuse ragioni giuridiche degli Avvocati Claudio Davino e Massimo Viscusi.

Lo scorso 6 dicembre, a seguito di doppio riesame, sempre in accoglimento della richiesta dei due difensori, era stata revocata l’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, con l’esclusione dell’aggravante mafiosa e la riqualificazione del reato in lesione.

Caso scommesse, il sistema smascherato: calciatori pagavano i debiti con finti acquisti di lusso

L’inchiesta della Procura di Milano, che ha messo nel mirino un giro di scommesse illegali che coinvolge numerosi calciatori di Serie A, ha rivelato un sistema ingegnoso per saldare i debiti di gioco.

I calciatori, secondo l’accusa, utilizzavano un negozio di lusso milanese per pagare i loro creditori in modo mascherato, comprando orologi e gioielli di marca, ma senza mai riceverli. In particolare, l’inchiesta ha rivelato che i debiti, accumulati dai calciatori attraverso le scommesse su piattaforme illegali, venivano “saldati” con bonifici effettuati a nome di acquisti di orologi di lusso, tra cui Rolex, da una gioielleria milanese.

I pagamenti venivano fatti verso i conti della Elysium Group srl, ma gli orologi restavano in negozio, nella disponibilità degli organizzatori del giro di scommesse. I calciatori, infatti, uscivano solo con la fattura dell’acquisto, senza mai entrare in possesso dei prodotti. Secondo il Procuratore Marcello Viola, il sistema prevedeva che i calciatori potessero “fare credito” con gli organizzatori, e una volta che i debiti diventavano troppo onerosi, venivano indirizzati alla gioielleria per pagare tramite bonifici, con l’apparenza di acquisti legittimi.

Nicolò Fagioli, centrocampista della Fiorentina ed ex della Juventus, è stato direttamente coinvolto. La sua carta di credito, infatti, è stata utilizzata per eseguire bonifici per un totale di 693.614 euro. Le transazioni venivano utilizzate per coprire le perdite legate alle scommesse clandestine, mascherate da acquisti fittizi di gioielli e orologi.

Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati circa 1,5 milioni di euro alla gioielleria Elysium, mentre i magistrati hanno richiesto il sequestro preventivo dell’attività per il suo coinvolgimento nel sistema illecito. La guardia di finanza ha ricostruito che i calciatori, oltre a Fagioli, avrebbero anche utilizzato prestanome, tra cui alcuni colleghi non indagati, per effettuare i bonifici a nome loro, utilizzando carte Postepay, conti correnti Revolut e altri metodi per “ripulire” i pagamenti.

L’inchiesta ha fatto emergere transazioni complessive superiori ai 300.000 euro legate alle scommesse, con oltre 400.000 euro in denaro contante che sono stati riscuotiti attraverso i prestanome. L’inchiesta, che aveva già visto coinvolto Fagioli e altri calciatori nelle indagini di Torino, è stata trasmessa a Milano per competenza, ampliando il quadro delle indagini.

Quarto, omicidio di Antonella Iaccarino, la difesa in aula: “Riccio non voleva uccidere”

Napoli – Un’aula di tribunale carica di tensione, un processo segnato dal dolore e una giovane vita spezzata per una lite su un parcheggio.

È quanto accaduto oggi nell’aula 116 del Tribunale di Napoli durante l’udienza del processo per l’omicidio di Antonella Iaccarino, la 48enne di Quarto data alle fiamme il 5 settembre 2023.

La donna morì in seguito a gravi ustioni riportate durante una lite condominiale. A essere imputato è il vicino di casa, Francesco Riccio, accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi.

Nel corso dell’udienza, uno dei figli della vittima – il più giovane – ha accusato un malore dopo essere stato sopraffatto dall’emozione mentre l’avvocato di parte civile, Luigi Musolino, ricostruiva la fase più drammatica dell’aggressione.

Il ragazzo è stato accompagnato fuori dall’aula dai familiari e soccorso poco dopo. Presenti in aula anche il marito della donna e gli altri due figli.

Il figlio più giovane della vittima accusa un malore in aula

Durante la sua arringa, l’avvocato Musolino ha usato parole durissime contro l’imputato: “È impensabile che si possa dare fuoco a una persona per una questione di parcheggio. Lo hanno chiamato ‘il mostro di Quarto’?

La sua è una violenza quotidiana, priva di pietà. È questa la ‘normalità’ che oggi deve essere condannata dalla Corte”. Il legale ha anche ricordato il tentativo di linciaggio ai danni di Riccio da parte della folla inferocita, arginato solo dall’intervento tempestivo dei carabinieri subito dopo il fatto.

La difesa: “Fu un incidente, la benzina finì sulla vittima in modo involontario”

L’imputato Francesco Riccio ha scelto di non essere presente in aula. Il suo avvocato, Rosario Marsico, ha chiesto la riqualificazione del reato da omicidio volontario aggravato a morte come conseguenza di altro reato.

Secondo la ricostruzione difensiva, Riccio avrebbe versato del liquido infiammabile (probabilmente benzina) sull’auto della donna, ma nella concitazione – anche a causa dell’intervento di altre persone – parte del liquido sarebbe finita su Antonella Iaccarino. Le fiamme, innescate da un accendino, si sarebbero poi propagate in modo involontario sulla vittima.

Il giudice, dopo il via libera delle parti, ha disposto l’acquisizione delle dichiarazioni rese dall’imputato, ma ha rigettato l’ingresso della consulenza di parte relativa alla trascrizione del contenuto del suo telefono, depositata oltre i termini della fase dibattimentale.

A seguito della richiesta di replica formulata dal pubblico ministero Maurizio De Marco, la Corte ha rinviato la lettura della sentenza al prossimo 21 maggio, con udienza fissata per le ore 9.30.

Protezione dei pagamenti nell’iGaming: cosa dovrebbero sapere i giocatori

Con la continua crescita del gioco d’azzardo online, aumenta anche l’importanza di sistemi di pagamento sicuri, trasparenti ed efficienti. Nel mondo dell’iGaming, dove denaro reale viene costantemente depositato, scommesso e prelevato, la protezione dei pagamenti non è solo un lusso, ma una necessità. Che tu stia giocando alle slot, scommettendo su eventi sportivi o sedendoti a un tavolo con croupier dal vivo, capire come viene gestito il tuo denaro dietro le quinte può fare un’enorme differenza nella tua esperienza di gioco complessiva.

Perché la protezione dei pagamenti è importante

La protezione dei pagamenti è al centro di un’esperienza di gioco sicura. Garantisce che ogni transazione finanziaria, dai depositi ai prelievi, sia protetta da frodi, accessi non autorizzati ed errori tecnici. Non si tratta solo di sicurezza back-end, ma di costruire fiducia. I giocatori devono avere la certezza che i loro fondi vengano gestiti correttamente e che le vincite vengano pagate senza intoppi e senza ritardi.

In un ambiente privo di fiducia come l’iGaming, dove le interazioni tra giocatore e piattaforma sono spesso anonime o automatizzate, questa protezione diventa ancora più critica. Il denaro che transita attraverso queste piattaforme può rapidamente raggiungere importi considerevoli, soprattutto su giochi ad alto traffico o piattaforme dal ritmo serrato. Prendiamo ad esempio le migliori siti poker 2025. Il loro gameplay rapido, i tornei ad alto rischio e l’ampia varietà di buy-in fanno sì che i giocatori scambino spesso ingenti somme in breve tempo. Questo tipo di volume li rende bersagli particolarmente appetibili per i malintenzionati e sottolinea l’assoluta necessità di una solida protezione dei pagamenti.

Che si tratti di protocolli di crittografia di alto livello, gateway di pagamento sicuri o rigorosa aderenza agli standard normativi e di licenza, le piattaforme affidabili devono implementare sistemi per proteggere i fondi degli utenti in ogni fase. Con miliardi di euro che transitano ogni anno nel settore dell’iGaming, i giocatori meritano la tranquillità che i loro soldi siano al sicuro, indipendentemente dalla velocità dell’azione.

Il ruolo delle licenze e della regolamentazione

Una delle protezioni più fondamentali deriva dal giocare in un casinò online con licenza. Enti regolatori come la Malta Gaming Authority (MGA), la UK Gambling Commission (UKGC) e l’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) italiana impongono ai casinò di implementare rigorosi protocolli di sicurezza per le transazioni finanziarie. Tra questi, controlli antiriciclaggio (AML), strumenti di prevenzione delle frodi e la separazione dei fondi dei giocatori dai conti operativi.

Un operatore autorizzato deve inoltre collaborare con fornitori di servizi di pagamento verificati. Questo garantisce che la transazione avvenga tramite un processo sicuro e monitorato, indipendentemente dal fatto che si utilizzi una carta di debito, un bonifico bancario, un portafoglio elettronico o una criptovaluta. I casinò senza licenza o “non autorizzati” spesso non effettuano questi controlli, aumentando il rischio di perdite o frodi.

Comprendere i metodi di pagamento e le relative protezioni

I diversi metodi di pagamento offrono diversi livelli di protezione e velocità. I ​​portafogli elettronici, ad esempio, sono popolari nell’iGaming perché offrono transazioni veloci e un ulteriore livello di privacy. Servizi come PayPal, Skrill e Neteller fungono da intermediari tra la banca e il casinò, aggiungendo un ulteriore livello di sicurezza.

Anche le criptovalute stanno guadagnando terreno nel mondo dell’iGaming. I giocatori che apprezzano la privacy, le commissioni più basse e le transazioni istantanee spesso gravitano verso i casinò basati su criptovalute. I migliori casinò basati su criptovalute integrano la tecnologia blockchain non solo per la trasparenza finanziaria, ma anche per l’equità del gioco, offrendo ai giocatori un’esperienza sicura e all’avanguardia.

I metodi bancari tradizionali, come le carte di credito e di debito, rimangono ampiamente utilizzati. Tuttavia, questi possono talvolta comportare tempi di elaborazione più lunghi e procedure di verifica più rigide. Tuttavia, beneficiano di solide politiche di tutela dei consumatori, in particolare in Europa, dove gli istituti finanziari sono rigidamente regolamentati.

Crittografia SSL e protezione dei dati

Indipendentemente dal metodo di pagamento, un fattore chiave che influisce sulla sicurezza dei pagamenti è la crittografia. Cercate casinò che utilizzano la crittografia SSL (Secure Socket Layer): questa tecnologia cripta i dati sensibili, rendendoli illeggibili a chiunque tenti di intercettarli. La maggior parte dei casinò affidabili mostrerà un’icona a forma di lucchetto nella barra degli indirizzi, a indicare che il loro sito è protetto.

Inoltre, i casinò devono rispettare le norme del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) nell’UE, il che significa che i tuoi dati personali e finanziari devono essere archiviati e gestiti in modo responsabile. Questo aggiunge un ulteriore livello di responsabilità, soprattutto per le piattaforme che si rivolgono ai giocatori europei.

Cosa possono fare i giocatori

Sebbene i casinò siano responsabili del mantenimento di un ambiente sicuro, anche i giocatori hanno un ruolo da svolgere. Utilizza password complesse ed è necessario evitare le reti Wi-Fi pubbliche quando effettui transazioni, e controlla regolarmente l’attività del tuo account. Assicurati che il casinò abbia una licenza e leggi le recensioni da fonti attendibili prima di effettuare il tuo primo deposito.

Considerazioni finali

Nel frenetico mondo dell’iGaming, la protezione dei pagamenti è uno degli elementi più importanti per un’esperienza sicura e piacevole. Con la continua evoluzione della tecnologia, si evolveranno anche gli strumenti e gli standard per la sicurezza finanziaria. Scegliendo casinò autorizzati, utilizzando metodi di pagamento sicuri e rimanendo informati, i giocatori possono giocare online con maggiore sicurezza e tranquillità.

Il Fascino del Loto Blu: tra storia, proprietà e usi moderni

Conosciuto fin dall’antichità per le sue affascinanti proprietà, il loto blu (Nymphaea caerulea) è una pianta acquatica dal profondo valore simbolico, culturale e, oggi, anche fitoterapico. Utilizzato fin dai tempi degli antichi Egizi per i suoi effetti rilassanti e leggermente euforici, questo fiore esotico sta vivendo una riscoperta nel mondo del benessere naturale e della botanica alternativa.

Origini e significati del Loto Blu

Il loto blu ha radici antiche. Nell’antico Egitto era associato al sole, alla rinascita e alla spiritualità. Era spesso raffigurato nei dipinti murali e nelle decorazioni delle tombe, simbolo di purezza e di vita eterna. I fiori venivano utilizzati anche in bevande cerimoniali, spesso combinati con vino per potenziarne gli effetti.

Proprietà e principi attivi

Il loto blu contiene due alcaloidi principali: aporfina e nusiferina. Queste sostanze sono note per i loro effetti lievemente sedativi, calmanti ed euforici. Non si tratta di una pianta psichedelica in senso stretto, ma può indurre una sensazione di rilassamento profondo e di benessere mentale.

Grazie a queste caratteristiche, il loto blu viene oggi utilizzato in diversi formati, spesso all’interno della scena smartshop e della fitoterapia alternativa.

Formati e usi moderni

Il loto blu può essere utilizzato in vari modi:

  • Infusi e tisane: i petali secchi possono essere immersi in acqua calda per preparare bevande rilassanti, ideali per la sera.
  • Estratti liquidi o tinture: più concentrati, da assumere in gocce, spesso diluiti in acqua o sotto la lingua.
  • Resine e estratti solidi: utilizzati per vaporizzazione o combustione, offrono un effetto più rapido e diretto.

Per chi fosse interessato a esplorare questa pianta in modo sicuro e consapevole, Zamnesia offre una gamma selezionata di prodotti a base di loto blu, tra cui petali essiccati, estratti liquidi e resine.

Per un approfondimento dettagliato sui benefici, storia e modalità d’uso di questa pianta, è possibile consultare anche la pagina informativa su Zamnesia, che fornisce una guida completa per un uso responsabile e consapevole.

Conclusione

Il loto blu è molto più di un semplice fiore decorativo. Con la sua storia millenaria, le sue delicate proprietà rilassanti e le sue molteplici forme di utilizzo, rappresenta una delle piante più affascinanti oggi riscoperte nel panorama del benessere naturale. Perfetto per chi cerca un momento di calma e introspezione, il loto blu è una finestra sul passato che parla ancora al nostro presente.

Mobilità nel caos a Napoli, associazioni al Sindaco: “Servono soluzioni urgenti”

Napoli – Un grido d’allarme unanime si leva dalle associazioni dei tassisti, dei consumatori e del primo soccorso sanitario di Napoli, che in una lettera aperta indirizzata al Sindaco denunciano le gravi criticità che strangolano la mobilità urbana.

“La situazione è insostenibile”, scrivono, puntando il dito su un sistema di trasporto pubblico e viabilità che, nonostante i progressi, non riesce a rispondere alle esigenze della città.

Le organizzazioni firmatarie – Associazione Tassisti di Base, Dalla Parte del Consumatore, Movimento Consumatori, Nessuno Tocchi Ippocrate e Comitato ZTL Piazza Dante – sottolineano come, da oltre nove mesi, abbiano cercato un dialogo costruttivo nei tavoli prefettizi, trovando nel Prefetto Michele Di Bari un interlocutore attento e sensibile.

Tuttavia, nonostante l’impegno dell’Assessore alla Legalità, che pur non avendo competenze dirette sulla mobilità si è mostrato disponibile, i risultati concreti tardano ad arrivare.
Con la metropolitana che opera ormai all’80% della capacità e i numerosi cantieri di restyling urbano in corso, il traffico cittadino è al collasso.

Le ambulanze, denuncia l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, faticano a raggiungere tempestivamente i luoghi di emergenza, intrappolate in un groviglio di auto. Le associazioni dei consumatori, dal canto loro, chiedono a gran voce un piano traffico strutturato, con l’attivazione piena di tutte le ZTL istituite, per garantire sicurezza e rapidità negli spostamenti.

Non solo: i tassisti invocano misure per rendere il loro servizio più efficiente, con tariffe accessibili e una maggiore velocità commerciale, a beneficio di cittadini e turisti. “Un piano ben congeniato – si legge nella lettera – migliorerebbe la qualità della vita, riducendo il caos che penalizza la comunità e il nostro comparto”. Senza interventi urgenti, avvertono, Napoli rischia di perdere ulteriore terreno rispetto agli standard europei di vivibilità.

Le associazioni esprimono fiducia nell’attenzione del Sindaco, ma il messaggio è chiaro: servono risposte immediate e risolutive per scongiurare il declino della mobilità partenopea. La palla passa ora a Palazzo San Giacomo.

Caso scommesse, Fagioli coinvolse Pinsoglio e Gatti. Il pm: “Lo aiutò a pagare i debiti”

Il caso delle scommesse illegali che sta scuotendo il calcio italiano si arricchisce di nuovi dettagli, coinvolgendo, tra gli altri, il centrocampista della Fiorentina Nicolò Fagioli, il difensore della Juventus Federico Gatti e il portiere bianconero Carlo Pinsoglio.

Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta della Procura di Milano, Fagioli è stato il principale attore nell’introdurre nuovi scommettitori nel giro illegale di scommesse sportive, ma alcuni colleghi, tra cui Gatti e Pinsoglio, non venivano ritenuti particolarmente utili per gli organizzatori a causa dei “bassi” importi scommessi.

Le indagini hanno rivelato che Fagioli, su sollecitazione di Tommaso De Giacomo, uno degli organizzatori del sistema, aveva il compito di reclutare nuovi partecipanti al gioco clandestino. De Giacomo non lesinava complimenti per il centrocampista, tanto da offrirgli un “bonus” sui conti di gioco in cambio di un continuo supporto nella ricerca di nuovi “clienti” per il giro di scommesse. Tra questi, Fagioli avrebbe coinvolto anche Gatti e Pinsoglio, ma entrambi non venivano considerati “buoni acquisti” per gli organizzatori, dato l’esiguo valore delle loro scommesse.

Nei messaggi tra Fagioli e De Giacomo, si leggono dettagli che chiariscono ulteriormente il modus operandi del sistema, come quello di un “regalo” da 5.000 euro per Fagioli, che si era prodigato nel portare nuovi giocatori. Le indagini hanno anche mostrato come Fagioli, per saldare i suoi debiti di gioco, si sia avvalso di prestiti da parte di altri calciatori, tra cui proprio Gatti, il quale, pur non essendo indagato, avrebbe contribuito a coprire le perdite del suo ex compagno di squadra.

La vicenda, che ha portato al sequestro di oltre 1,5 milioni di euro, ha gettato luce su un sistema complesso di scommesse illegali che coinvolge numerosi calciatori e sportivi, che, secondo gli investigatori, avevano trovato nei prestiti tra colleghi un modo per nascondere le perdite accumulate nel gioco. L’inchiesta prosegue, con nuovi sviluppi attesi nelle prossime settimane.