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Estrazioni Lotto e 10eLotto di oggi, giovedì 12 giugno 2025: tutti i numeri vincenti

Si è appena conclusa l’estrazione del Lotto e del 10eLotto di oggi, giovedì 12 giugno 2025. Di seguito, tutti i numeri estratti sulle ruote locali e sulla Ruota Nazionale, seguiti dai numeri vincenti del 10eLotto con i relativi “Oro” e “Doppio Oro”.


Estrazioni del Lotto del 12 giugno 2025

  • Bari: 26 – 16 – 67 – 08 – 12

  • Cagliari: 67 – 31 – 37 – 76 – 80

  • Firenze: 03 – 63 – 28 – 09 – 43

  • Genova: 68 – 38 – 53 – 86 – 85

  • Milano: 66 – 41 – 88 – 07 – 53

  • Napoli: 11 – 32 – 09 – 24 – 79

  • Palermo: 07 – 44 – 76 – 30 – 35

  • Roma: 03 – 64 – 30 – 65 – 29

  • Torino: 40 – 46 – 31 – 32 – 39

  • Venezia: 88 – 67 – 46 – 04 – 51

  • Nazionale: 76 – 67 – 49 – 34 – 56


Estrazione 10eLotto del 12 giugno 2025

Numeri vincenti:
03 – 07 – 11 – 16 – 26 – 28 – 31 – 32 – 37 – 38
40 – 41 – 44 – 46 – 63 – 64 – 66 – 67 – 68 – 88

Numero Oro: 26
Doppio Oro: 26 – 16


L’estrazione odierna del Lotto ha visto la Ruota di Venezia protagonista con un interessante doppio 88-67, che compare anche sulla Ruota Nazionale, segno di una forte ricorrenza. Tra le ruote più fortunate c’è Milano, con l’uscita del numero 88, uno dei più amati dai giocatori del terno secco. Da segnalare anche il numero 67, sortito su ben quattro ruote (Bari, Cagliari, Venezia e Nazionale), un dato che non passerà inosservato agli appassionati delle frequenze e dei ritardi.

Nel 10eLotto, domina la fascia medio-alta con molti numeri tra il 60 e l’88. Il Numero Oro, 26, è un classico numero di cadenza 6, molto giocato, e si è affiancato al 16 per il Doppio Oro, regalando soddisfazioni a chi ha puntato su questa combinazione.

Come sempre, si raccomanda ai giocatori di giocare con moderazione. Buona fortuna e appuntamento alla prossima estrazione!

Città della Scienza, un weekend di scoperte: il 14 e 15 giugno scienza e divertimento per tutta la famiglia

Napoli– Un fine settimana all’insegna della scienza e del divertimento aspetta grandi e piccini a Città della Scienza. Sabato 14 e domenica 15 giugno, il museo scientifico interattivo di Coroglio aprirà le sue porte con un ricco programma di attività pensate per coinvolgere famiglie, bambini, ragazzi e turisti in un’esperienza educativa e coinvolgente.

Tra le attrazioni principali, il Science Show E-Sperimentiamo con l’acqua guiderà i partecipanti alla scoperta delle straordinarie proprietà dell’acqua attraverso esperimenti semplici e divertenti, facilmente replicabili anche a casa.

A seguire, Scienza a colori incanterà il pubblico con un’esplosione di esperimenti vivaci: da lava lamp a inchiostri danzanti, fino a colori in fuga, per svelare i segreti scientifici nascosti dietro le tonalità.

I visitatori potranno esplorare il museo interattivo Corporea, dedicato al corpo umano, e la rinnovata mostra Insetti & Co., un viaggio affascinante nel mondo degli insetti. Non mancheranno le emozioni del Planetario, con spettacoli che accompagneranno il pubblico tra stelle, pianeti e misteri dell’universo.

“Un’occasione unica per imparare divertendosi – dichiarano gli organizzatori – in un ambiente stimolante che unisce scoperta scientifica e svago”. Città della Scienza si conferma così una meta imperdibile per chi desidera trascorrere un weekend diverso, all’insegna della curiosità e della meraviglia, in uno dei poli culturali più innovativi di Napoli.

Lavoro, “Servono più controlli e bonus per chi punta su sicurezza”

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Bologna. In un Paese che conta 1.000 morti all’anno e oltre mezzo milione di infortuni sul lavoro, il tema della sicurezza è sempre al centro del dibattito.

Numeri “maledetti” su cui le associazioni datoriali ei fondi interprofessionali si interrogano su come migliorare le buone pratiche e creare circoli virtuosi nei quali chi investe nella formazione viene premiato, con particolare attenzione alle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, che può aiutare a prevenire negli ambienti più complessi.

In questo senso, è “all’ultimo miglio” una sinergia con Inail per rendere strutturale in Italia il tema della sicurezza. Di questo si è parlato nel corso di un incontro a Bologna durante la kermesse Ambiente lavoro, promossa da Cifa e Confsal.

All’evento “Per un ambiente di lavoro sano” hanno preso parte Marcello Fiori, direttore generale dell’Inail, l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, presidente del Centro studi Lavoro e Welfare, Andrea Rapacciuolo direttore interregionale del Lavoro del Nord, Andrea Cafà, presidente Cifa e Fonarcom, e Angelo Raffaele Margiottasegretario generale Confsal.

“Abbiamo proposto oggi al direttore dell’Inail di mettere a disposizione tutti i dati delle aziende e dei lavoratori che hanno sviluppato corsi in ambito formazione con Fonarcom, perché magari possiamo andare a realizzare una buona pratica che, se domani va bene, può essere estensibile agli altri fondi interprofessionali, organismi paritetici a tutti gli enti che iniziano la formazione in materia di sicurezza, e finalmente riuscire nel nostro Paese a sapere chi sono le persone che hanno fatto la formazione in materia di sicurezza e chi ancora non l’ha fatta”, il presidente di Cifa Cafà. Un dato che manca all’appello quando si investe su questo e che invece è “essenziale”.

Ma per affrontare seriamente il tema della sicurezza sul lavoro, non basta “l’ordinaria amministrazione, c’è bisogno di provvedimenti straordinari”, aggiunge Margiotta , in particolar modo da parte della politica. “Prendiamo atto che è stato rotto finalmente il tabù che l’avanzo dell’Inail è andato tutto al Tesoro per la riduzione del debito pubblico, e il presidente Meloni ha anticipato che si utilizzeranno 650 milioni di euro “.

Per fare cosa? Tra le proposte in campo, la creazione di un “polo unico della sicurezza sul lavoro” gestito dall’Inail per i compiti di coordinamento della vigilanza tecnica, della consulenza, della formazione e dell’informazione alle imprese. Perché l’Inail? “Perché è l’ente che emana le norme per la prevenzione sulla sicurezza, meglio dell’Inail non vediamo nessun’altra istituzione”, aggiunge Margiotta.

Un impegno, quello di Cifa e Confsal sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, confermato anche dal recente rinnovo della loro contrattazione collettiva che, in linea con la normativa vigente e le raccomandazioni europee, trasforma la tutela della salute nei luoghi di lavoro da obbligo formale a leva strategica per la qualità del lavoro e la competitività delle imprese.

Fra le novità di maggiore rilievo del rinnovo contrattuale spiccano due elementi: l’ introduzione dell’intelligenza artificiale nella valutazione predittiva dei rischi, con l’integrazione delle tecnologie di machine learning, e il rafforzamento del ruolo del preposto, come snodo operativo decisivo nella catena della sicurezza, prevedendo per questa figura il riconoscimento di un emolumento specifico commisurato al grado di rischio del settore produttivo, una copertura assicurativa per responsabilità civile e tutela legale obbligatoria rispetto ai compiti svolti e una formazione biennale. E ancora, incentivi economici alle imprese che assumono tecnici addetti esclusivamente alla salute e sicurezza sul lavoro in azienda.

In questo senso, il ruolo dell’intelligenza artificiale “sicuramente può aiutare se i nuovi dispositivi della digitalizzazione dell’intelligenza artificiale vengono utilizzati per la prevenzione”, spiega Cesare Damiano . Ad esempio, “sui budget per i cantieri intelligenti, sui microchip dei dispositivi di protezione individuale, delle webcam per monitorare l’utilizzo di questi dispositivi da parte delle squadre di lavoro impegnate nei lavori più rischiosi dell’edilizia, dell’agricoltura o delle lavorazioni della chimica o negli appalti a cascata”. Ma bisogna fare attenzione anche ai rischi di questo strumento, quelli “da tecnostress, da invasione della privacy del lavoratore… Quindi il ruolo della contrattazione è fondamentale”.

Caserta, inseguimento notturno su Viale Carlo III: arrestato pusher

Caserta – Un inseguimento notturno lungo Viale Carlo III ha portato all’arresto di un giovane pusher e alla denuncia del suo complice. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, si è conclusa con il sequestro di cocaina e denaro contante.

Poco dopo l’una della notte scorsa, una Fiat Panda bianca, che viaggiava a velocità sostenuta in direzione del centro di Caserta, è stata intercettata dai militari dell’Arma. Nonostante l’alt intimato, il conducente ha accelerato bruscamente, dando il via a un inseguimento durato diverse centinaia di metri. La fuga si è conclusa a Largo Rotonda, a San Nicola La Strada, quando il veicolo ha rallentato improvvisamente.

In quel frangente, il conducente, un ventenne del Casertano già noto alle forze dell’ordine, è sceso dall’auto e ha tentato goffamente di occultare alcune bustine di plastica sotto la suola della sua scarpa. Il tentativo non è sfuggito ai Carabinieri, che hanno immediatamente recuperato e sequestrato circa 3 grammi di cocaina, già confezionata e pronta per lo spaccio.

La perquisizione personale e veicolare, estesa anche al passeggero della Fiat Panda, un venticinquenne anch’esso del Casertano, ha permesso di rinvenire e sequestrare 310 euro in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività illecita di spaccio.

Al termine delle formalità di rito, il venticinquenne trovato in possesso dello stupefacente è stato arrestato e condotto ai domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria, con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Il passeggero, invece, è stato denunciato in stato di libertà per concorso nel medesimo reato. L’operazione sottolinea il costante presidio delle forze dell’ordine nel contrasto al traffico di droga sul territorio casertano.

Antonio Conte si confessa su Sky : “Vincere è l’unico antidoto al dolore”

Antonio Conte non è solo un allenatore, è una visione. Ed è proprio da qui che parte la prossima puntata di “Federico Buffa Talks”, in onda su Sky Sport, dedicata a un personaggio che ha fatto della vittoria una missione totalizzante. Il titolo è già tutto un programma: “L’uomo chiamato Scudetto”.

Partendo dal libro Dare tutto, chiedere tutto, scritto a quattro mani con Mauro Berruto, Buffa e Conte costruiscono un viaggio tra parole e immagini che scava in profondità nell’essenza di chi guida un gruppo non solo con schemi e lavagne, ma soprattutto con mentalità, fame, dolore e ossessione. Conte è il tecnico che ha vinto ovunque sia andato: tre scudetti con la Juventus, uno con l’Inter, l’ultimo con il Napoli; e poi Premier League e FA Cup con il Chelsea. Ma più dei trofei, sono i retroscena e le riflessioni a dare peso al racconto.

In onda il 13 e il 20 giugno, i due episodi ripercorrono la sua carriera, i successi, ma anche i momenti bui. “La prima domanda da fare a chi vuole allenare è: cosa sei disposto a perdere?” dice Conte, che non fa sconti nemmeno a se stesso. Per lui, la vittoria non è una gioia: è sollievo. È l’unica medicina contro il dolore di tutte le sconfitte, di tutte le rinunce.

Nel dialogo con Buffa c’è spazio anche per l’attualità: il rapporto con il Napoli, il confronto con De Laurentiis a fine stagione, ma anche alcune confessioni sulla Juventus che potrebbero cambiare la percezione del suo addio. È un Conte inedito, lucido e tagliente come sempre, che mostra il cuore pulsante di un uomo che ha fatto della panchina un campo di battaglia. E che non ha mai smesso di combattere.

Napoli, colpi ai narcos di Barra: sequestrati 15 chilogrammi di stupefacenti

Napoli– Continuano i controlli straordinari disposti dalla Questura di Napoli per il contrasto al traffico di droga nei quartieri più sensibili della città. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, con il supporto di un’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno tratto in arresto un 46enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione ha avuto luogo in corso IV Novembre, dove i poliziotti hanno eseguito una perquisizione presso l’abitazione dell’uomo. Decisivo l’intervento del cane antidroga, che ha permesso di individuare 16 panetti di hashish per un totale di circa 1,3 kg, due involucri di cocaina e un bilancino di precisione.

Durante lo stesso servizio, i controlli si sono estesi anche in via Mastellone, dove gli agenti hanno rinvenuto, nascosti tra un muro e una struttura in ferro, circa 150 grammi di cocaina/crack e un altro bilancino. In una cantinola, inoltre, è stato scoperto un vero e proprio deposito: 129 panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 15 kg.

L’uomo è stato immediatamente arrestato e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per risalire alla filiera dello spaccio e a eventuali complici.

Marano, Giuseppe Caiazzo condannato solo per lesioni assolto dal tentato omicidio mafioso

Marano – Si è concluso oggi con un parziale ridimensionamento delle accuse il processo a carico di Giuseppe Caiazzo, il 26enne difeso dall’avvocato Giuseppe Musella coinvolto nella violenta aggressione del febbraio 2024 a Marano.

L’episodio era scaturito da un banale alterco per motivi di viabilità che aveva visto coinvolta l’ex moglie di Caiazzo. Le vittime – un uomo e suo figlio – avevano chiesto chiarimenti, ma la situazione era degenerata in un’aggressione con coltellate inflitte all’uomo in zone vitali, fortunatamente sopravvissuto.

L’accusa respinta: niente tentato omicidio mafioso

La Prima Sezione del Tribunale di Napoli Nord ha assolto Caiazzo dalla più grave accusa di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso e dai futili motivi, disattendendo la richiesta della Procura di 15 anni e 4 mesi di reclusione.

Condanna solo per le lesioni al figlio

Il giovane è stato però ritenuto responsabile delle lesioni inferte al figlio della vittima, colpito da un pugno al volto durante la colluttazione. La sentenza rappresenta dunque un alleggerimento significativo rispetto alle accuse iniziali.

L’altro soggetto armato, accusato di aver materialmente inflitto le coltellate, resta sotto processo. La difesa di Caiazzo ha parlato di una “giustizia che ha fatto il suo corso”, mentre la Procura valuta eventuali impugnazioni.

Portici, ansia per la scomparsa di Rosanna Fiore: “E’ in stato confusionale. Aiutateci a ritrovarla”

Portici– Ore di angoscia a Portici per la scomparsa di Rosanna Fiore, allontanatasi dalla propria abitazione nella giornata di mercoledì 11 giugno senza dare più notizie.

La donna, secondo quanto riferito dai familiari, si trovava in stato confusionale al momento dell’allontanamento, un elemento che rende la situazione particolarmente preoccupante.

Le ricerche sono partite immediatamente e si stanno concentrando soprattutto tra i comuni di Portici ed Ercolano, ma al momento non risultano segnalazioni attendibili o riscontri utili. Impegnati nelle operazioni di ricerca ci sono forze dell’ordine, protezione civile e numerosi volontari, che stanno perlustrando il territorio palmo a palmo con l’obiettivo di ritrovare Rosanna e riportarla a casa sana e salva.

La famiglia, profondamente preoccupata, ha lanciato un appello accorato alla cittadinanza:

“Chiunque abbia visto Rosanna o possa fornire informazioni è pregato di contattare immediatamente il marito al numero 347 909 2713”

Ogni dettaglio, anche il più banale, potrebbe rivelarsi cruciale per il buon esito delle ricerche. L’invito rivolto alla comunità è a non sottovalutare nessun possibile avvistamento e a fornire tempestivamente qualunque elemento utile.

Carabiniere ucciso nella sparatoria, morto uno dei rapinatori, l’altro arrestato

La tragedia di Francavilla Fontana ha trovato il suo epilogo con la morte di uno dei banditi e la cattura dell’altro.

Il brigadiere capo dei carabinieri, Carlo Legrottaglie, è stato ucciso all’alba di oggi in una sparatoria nella zona industriale di Francavilla Fontana, in contrada Rosea, durante un inseguimento seguito a una rapina. Legrottaglie, 59 anni, originario di Ostuni e padre di due figlie, era al suo ultimo giorno di servizio prima della pensione, prevista per luglio. Uno dei due rapinatori coinvolti, gravemente ferito, è deceduto poco dopo la cattura, mentre l’altro è stato arrestato.

L’episodio è scattato dopo la segnalazione di una rapina a un distributore di carburanti alla periferia di Francavilla Fontana. La pattuglia di Legrottaglie, a bordo di una “gazzella”, ha intercettato l’auto dei malviventi, una Lancia Y di colore scuro, dando il via a un inseguimento ad alta velocità. Le due vetture si sono speronate ripetutamente, finendo nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie. Qui, almeno tre rapinatori sono scesi dall’auto, dividendosi per sfuggire ai militari.

I due banditi fuggitivi sono stati raggiunti dai “Falchi”

Legrottaglie ha inseguito uno dei fuggitivi, che ha aperto il fuoco contro di lui, colpendolo mortalmente con diversi colpi di pistola. Il brigadiere, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe risposto al fuoco, ferendo uno dei malviventi. Il collega di Legrottaglie, sotto shock, ha immediatamente chiesto rinforzi. Sul posto è intervenuto il pm di turno, Raffaele Casto, per coordinare le indagini.

Poche ore dopo, la polizia ha catturato due rapinatori a Grottaglie (Taranto), in un’operazione culminata in un ulteriore conflitto a fuoco. Uno dei due, gravemente ferito, è morto, mentre l’altro, identificato come Michele Mastropietro, 59 anni, di Carosino (Taranto), è stato arrestato e trasferito nella caserma dei carabinieri di Martina Franca.

Mastropietro, con precedenti per reati gravi, tra cui un assalto a un portavalori nel 2013, è ora sotto interrogatorio. Non è ancora chiaro se il rapinatore deceduto sia stato ferito durante lo scontro con Legrottaglie o nella sparatoria con la polizia.

Le indagini, condotte da carabinieri e polizia sotto la direzione della Procura di Brindisi, puntano a chiarire la dinamica esatta dei fatti e a individuare eventuali complici ancora in fuga. La comunità di Francavilla Fontana e Ostuni è sotto shock per la perdita di Legrottaglie, ricordato come un servitore dello Stato esemplare.

L’Arma dei Carabinieri ha espresso cordoglio, mentre si moltiplicano i messaggi di solidarietà per la famiglia della vittima e il collega testimone della tragedia.

Rapina a mano armata in un supermercato di Scafati: panico tra i clienti e cresce l’allarme sicurezza in città

Nel pomeriggio di  martedì 10 giugno 2025, un supermercato ubicato in via Dante Alighieri a Scafati è stato scenario di una rapina a mano armata, che ha generato panico tra clienti e dipendenti.

Stando alle prime ricostruzioni, intorno alle 13:30, due persone con il volto coperto e armate di pistola sono entrate nell’esercizio commerciale, minacciando il personale e costringendolo a consegnare l’incasso. Il bottino è stato di circa 500 euro. I rapinatori sono scappati a bordo di uno scooter, facendosi perdere di vista.

Fortunatamente, non ci sono stati feriti tra i presenti, ma l’episodio ha sollevato forti preoccupazioni nella comunità locale. Le forze dell’ordine sono arrivate rapidamente sul luogo del crimine, avviando le indagini per identificare e catturare i colpevoli.

Sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza del supermercato e delle aree circostanti, nella speranza che possano fornire informazioni utili per risalire all’identità dei malviventi. Inoltre, sono state raccolte le testimonianze dei presenti per ricostruire con accuratezza la dinamica dell’accaduto.

Questo evento si colloca in un contesto di crescente inquietudine per la sicurezza nella zona. Nei giorni scorsi, Scafati aveva già registrato altri eventi criminosi, tra cui furti in appartamenti e negozi, che hanno alimentato il senso di insicurezza tra i residenti. La comunità locale ha manifestato forte preoccupazione per l’escalation di violenza, richiedendo un rafforzamento delle misure di controllo e prevenzione sul territorio.

Le autorità locali hanno condannato fermamente quanto accaduto e hanno garantito un impegno maggiore nella lotta contro la criminalità, sollecitando una collaborazione più stretta tra le forze dell’ordine e la comunità per prevenire ulteriori episodi simili.

L’evento di ieri mette in evidenza l’esigenza di interventi mirati per garantire la sicurezza dei cittadini e degli esercenti. Le autorità devono intensificare le azioni di controllo e prevenzione, mentre la comunità deve mantenere una vigilanza attiva e collaborativa, segnalando alle forze dell’ordine qualsiasi attività sospetta. Solo grazie a un’azione coordinata si potrà ripristinare un clima di tranquillità e fiducia nel territorio.

di Arianna Bianco

De Bruyne è del Napoli, adesso è ufficiale. L’annuncio di De Laurentiis: “Benvenuto Kevin”

Adesso è ufficiale: Kevin De Bruyne è un nuovo giocatore del Napoli. L’annuncio è arrivato direttamente da Aurelio De Laurentiis, che ha pubblicato su X la foto della stretta di mano con il campione belga accompagnata da un messaggio secco, ma eloquente: “Benvenuto Kevin”.

Nel giro di pochi minuti, anche l’account ufficiale del Napoli ha celebrato il colpo di mercato con un’immagine destinata a restare nella memoria dei tifosi: De Bruyne seduto su un trono dorato, avvolto da un’aura regale. La scritta? “Re Kev è qui”.

Dopo le visite mediche svolte in mattinata presso la clinica Villa Stuart di Roma, il fantasista belga ha completato ogni formalità e messo nero su bianco sul contratto che lo legherà al club partenopeo per due stagioni, con opzione per un terzo anno.

Napoli, allarme del prefetto: “Gli ultimi due omicidi a Cardito e Afragola preoccupano”

Napoli – “Sono due episodi che preoccupano”. Così il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, commenta i due omicidi avvenuti negli ultimi giorni nel Napoletano, a Cardito e Afragola, dove ieri sera è stato ucciso un uomo.

Crimini in calo, ma servono più controlli

Pur riconoscendo una riduzione generale della criminalità – con un calo degli omicidi nei primi cinque mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024 – Di Bari sottolinea la necessità di intensificare la prevenzione. “I dati dimostrano che i servizi di controllo stanno funzionando, ma non possiamo ritenerci soddisfatti”, ha detto ai giornalisti dopo il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza.

Videosorveglianza e lettori di targhe: la risposta di Afragola

Il prefetto ha ricordato che ad Afragola, teatro dell’ultimo omicidio, è in fase avanzata l’installazione di 168 telecamere di sorveglianza e 22 lettori automatici di targhe. “Questo sistema – ha spiegato – fornirà informazioni preziose per le indagini e la dissuasione del crimine”.

Un ringraziamento alle forze dell’ordine

Di Bari ha poi voluto ringraziare polizia e carabinieri per il lavoro svolto: “Uomini e donne in divisa stanno facendo un enorme sforzo, e questo impegno va riconosciuto”. Ma, ha avvertito, “bisogna fare ancora di più”.

Intanto, resta alta l’attenzione sui due casi di sangue che hanno scosso l’hinterland napoletano, mentre le indagini proseguono per ricostruire dinamiche e moventi.

Benevento, nuova aggressione nel reparto femminile del carcere: detenuta psichiatrica colpisce agente penitenziaria

Benevento – Ancora un episodio di violenza nel reparto femminile della Casa Circondariale di Benevento. Nella giornata di ieri, una detenuta di 25 anni, affetta da disturbi psichiatrici e già nota per precedenti comportamenti aggressivi, ha aggredito una poliziotta penitenziaria, costringendola a ricorrere alle cure mediche.

L’episodio, denunciato dal sindacato CON.SI.PE. (Coordinamento Sindacale Penitenziario), riaccende i riflettori sulle gravi criticità legate alla gestione dei detenuti con patologie psichiatriche all’interno del sistema carcerario.

Secondo il dirigente nazionale del sindacato, Vincenzo Santoriello, nonostante in molti istituti siano state istituite apposite sezioni per separare detenuti psichiatrici, facinorosi e violenti – le cosiddette sezioni ex art. 32 – queste rimangono comunque inserite nei reparti ordinari, senza un’adeguata struttura medica e terapeutica.

“Si tratta di soggetti che dovrebbero essere trasferiti nelle REMS – Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza – dove potrebbero essere seguiti da personale specializzato e sottoposti a trattamenti idonei”, sottolinea Santoriello.

Dura anche la presa di posizione del Segretario Regionale CON.SI.PE. Campania, Tommaso De Lia, e della Vice Segretaria Regionale, Pina Razzano. “Il reparto femminile è ormai allo stremo. Le continue aggressioni stanno minando la tenuta psicofisica del personale.

La detenuta in questione ha già collezionato numerosi episodi di violenza in altri istituti penitenziari, rendendo la sua gestione pressoché impossibile senza ricorrere continuamente all’intervento sanitario o alla forza fisica”.

Il sindacato ha espresso solidarietà al personale femminile della struttura, più volte vittima di aggressioni fisiche e verbali. “Nonostante la carenza di strumenti adeguati e la mancanza di soluzioni strutturali – conclude la nota – le agenti continuano a svolgere il proprio lavoro con senso del dovere e dedizione, a tutela di un Corpo dello Stato che merita rispetto e protezione”.

Catania, truffano anziano: denunciate due donne napoletane

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Catania – La Polizia di Stato di Catania ha smascherato un sofisticato sistema di truffe assicurative messo in atto da due donne napoletane, di 34 e 46 anni, specializzate nel colpire anziani in tutta Italia.

Le indagini, condotte dagli agenti del Commissariato Borgo-Ognina, sono scattate grazie alla denuncia di un 76enne catanese, caduto nella rete delle truffatrici dopo aver cercato online un’assicurazione auto conveniente.

La vittima aveva inserito i propri dati personali, inclusi numero di telefono e informazioni anagrafiche, su un sito web dedicato a contratti assicurativi, nel tentativo di trovare una polizza RC auto a buon prezzo.

Pochi giorni dopo, l’uomo è stato contattato da una sedicente consulente di una nota compagnia assicurativa, che gli ha proposto una polizza a 460 euro, ben al di sotto delle tariffe di mercato. Convinto dall’offerta, il 76enne ha seguito le istruzioni per effettuare un bonifico su un conto indicato dalla finta operatrice, in attesa di ricevere la polizza via email entro poche ore.

Trascorsi due giorni senza notizie, l’anziano ha ricontattato la “consulente”, che ha giustificato il ritardo con un presunto problema nel bonifico, invitandolo a ripetere il pagamento suddividendolo in due trasferimenti da 260 e 200 euro su un nuovo Iban. Fidandosi ancora, l’uomo ha eseguito le operazioni, ma non ha mai ricevuto la polizza.

Resosi conto del raggiro, si è rivolto al Commissariato Borgo-Ognina, fornendo agli investigatori dettagli fondamentali, come il numero di telefono usato dalla truffatrice e i codici Iban dei bonifici.

Le indagini hanno permesso di risalire alle due donne, già note per numerosi precedenti legati a truffe analoghe. Secondo gli inquirenti, le sospettate avrebbero orchestrato un giro di frodi che fruttava circa 10.000 euro al mese, sfruttando la vulnerabilità di anziani attraverso false offerte assicurative. Le due napoletane sono state denunciate per truffa e rischiano ora una condanna fino a 5 anni di reclusione.

La Polizia invita i cittadini a diffidare di proposte assicurative troppo vantaggiose e a verificare sempre l’affidabilità dei siti web e dei contatti prima di effettuare pagamenti. L’operazione rappresenta un ulteriore passo nella lotta alle truffe online, un fenomeno in crescita che colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione.

Somma Vesuviana, i baby-boss si proclamano sui social con i simboli del clan Correale-De Bernardo

Somma Vesuviana – Kalashnikov tatuati sul petto, numeri simbolici incisi sulla pelle e pose da gangster. I nuovi volti della criminalità organizzata nel Vesuviano non si nascondono più: anzi, esibiscono con fierezza la loro appartenenza al clan Correale-De Bernardo direttamente sui social network, trasformati in vetrine criminali.

La denuncia arriva dal giornalista Gennaro Ciliberto, da anni impegnato nel monitoraggio delle dinamiche camorristiche del territorio: “Anche con i capi in carcere, le attività del clan proseguono.

Le piazze di spaccio sono gestite con la supervisione delle donne del gruppo, mentre un’intera generazione di baby-criminali avanza per prendere il comando”. Tra loro, spiccano i volti di Clemente Correale e del suo braccio destro De Bernardo, protagonisti di una nuova ondata di propaganda criminale.

In alcune immagini diffuse online, i giovani affiliati si mostrano a torso nudo con tatuaggi raffiguranti fucili d’assalto e il numero 22, codice identificativo del gruppo. “De Bernardo – racconta Ciliberto – si vantava di possedere un kalashnikov, pur non conoscendone nemmeno il funzionamento. Ma in quell’arma vedeva uno strumento di potere e di identità”.

Una pace armata tra baby-boss – Secondo le ricostruzioni, i due giovani leader, un tempo in conflitto, oggi appaiono fianco a fianco nelle foto, in quella che Ciliberto definisce “una pace armata”. In passato, De Bernardo avrebbe addirittura tentato di eliminare Correale, sparandogli contro più colpi d’arma da fuoco. “Oggi si mostrano uniti, ma il rischio di nuove faide è dietro l’angolo”, avverte il giornalista.

A lanciare l’allarme è anche il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che sottolinea il ruolo crescente dei social nel fenomeno:
“Non si tratta di ragazzate o folklore criminale. Queste immagini sono strumenti di propaganda mafiosa. I social sono diventati la nuova piazza di reclutamento per la camorra. Serve una reazione immediata: controllo, rimozione dei contenuti, ma anche educazione e prevenzione. Non possiamo lasciare campo libero a chi glorifica la violenza”.

Borrelli torna inoltre a chiedere una legge contro l’apologia mafiosa sui social, proposta più volte in Parlamento: “La maggioranza sembra più preoccupata da studenti e operai in protesta che dai clan che reclutano adolescenti su Instagram e TikTok”.

Infine, l’allarme: “Il pericolo reale è che questi ragazzi, seppur giovanissimi, siano già pienamente integrati nei meccanismi camorristici. Non conoscono alternative, hanno fame di potere e si specchiano in un mondo che li applaude virtualmente. Se non interveniamo subito, il Vesuviano rischia di diventare un nuovo epicentro della camorra giovanile”.

Afragola, un’assemblea pubblica per ricordare Martina Carbonaro: insieme contro la violenza di genere

Un’assemblea pubblica per non dimenticare Martina Carbonaro, la giovane vittima del femminicidio che ha sconvolto Afragola e l’intera area metropolitana di Napoli.

L’iniziativa, promossa dal Patto Educativo per Napoli e dall’Osservatorio Distrettuale sulla Violenza di Genere, si terrà venerdì 27 giugno alle ore 16:30 presso la parrocchia San Giorgio Martire ad Afragola.

L’appuntamento vuole essere una risposta collettiva al dolore per l’ennesima tragedia e rappresenta, come sottolineano gli organizzatori, “un gesto concreto e corale a pochi giorni dalla morte di Martina, giovane vittima di una violenza insopportabile e ingiustificabile”.

All’incontro parteciperanno figure istituzionali e rappresentanti del mondo ecclesiale, giudiziario e sociale: l’arcivescovo di Napoli, cardinale don Mimmo Battaglia, la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, e il procuratore generale della Corte d’Appello, Aldo Policastro. Interverranno anche la sociologa Raffaella Palladino, la direttrice della Caritas di Napoli, suor Marisa Pitrella, e Gennaro Pagano, coordinatore del Patto Educativo.

«L’assemblea – si legge in una nota della Diocesi di Napoli – rappresenta un primo passo verso una progettualità condivisa, in grado di unire istituzioni civili, realtà educative, comunità ecclesiali e territorio nella costruzione di una nuova cultura della prevenzione, fondata sul rispetto, sulla parità di genere, sulla non violenza e sulla cura delle nuove generazioni».

Un messaggio chiaro arriva anche dal documento congiunto diffuso in vista dell’appuntamento: “L’impegno contro la violenza di genere non è solo un’emergenza da gestire, ma un compito educativo da assumere insieme. Ogni ferita inflitta a una donna è una ferita al cuore stesso della nostra umanità”.

De Bruyne è già nel presepe: la statuina del campione belga tra i pastori di Napoli

Kevin De Bruyne non ha ancora firmato il contratto con il Napoli, ma ha già conquistato un posto speciale nel cuore della città e, soprattutto, nel presepe. Sì, perché l’artista di San Gregorio Armeno, Genny Di Virgilio, ha realizzato una statuina del fantasista belga, inserendolo nella sua collezione tra le icone dello scudetto e i volti più amati dai tifosi.

La figurina in terracotta raffigura l’ex stella del Manchester City con la maglia azzurra già indosso, pronta a unirsi al gruppo dei “campioni d’Italia” che da anni popolano gli scaffali e i banchetti della celebre via dei pastori. “Ha già preso posto nella squadra”, spiega Di Virgilio all’ANSA, “ma senza numero. Il 17 che indossava in Inghilterra qui è meglio evitarlo. A Napoli certi simboli non si toccano”.

Un chiaro riferimento al numero che fu di Marek Hamsik, bandiera azzurra, per molti ancora intoccabile. Eppure, simbolismo a parte, la presenza di De Bruyne in terracotta è molto più di un gesto artistico: è l’ennesima dimostrazione che Napoli vive di calcio con passione viscerale, trasformando ogni attesa in celebrazione. Il belga, intanto, ha completato le visite mediche a Roma e si prepara alla firma con il Napoli.

Infezioni in gravidanza, ogni anno 300 neonati con Toxoplasmosi

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Roma – Le infezioni che si trasmettono dalla madre al feto durante la gravidanza, il parto o l’allattamento rappresentano ancora oggi una minaccia sottovalutata. Patologie come toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus e sifilide possono causare danni gravi al nascituro, come sordità, ritardi nello sviluppo e cecità.

Sono le cosiddette Torch o Torches, acronimo che sta per Toxoplasmosi, Oltre (sifilide, Hiv, epatite B, varicella, parvovirus B19, ecc.), Rosolia, Citomegalovirus (Cmv), Herpes simplex virus (Hsv), Enterovirus e altri patogeni (ad es. Zika virus, streptococco gruppo B).

I numeri in aumento ei rischi per i neonati, secondo gli esperti, evidenziano l’esigenza di fare sistema e rafforzare le campagne di screening e prevenzione. Nasce per questo un network nazionale, che coinvolge istituzioni, società scientifiche, società civile e imprese, per “unire le forze e garantire l’accesso universale agli screening e alle terapie preventive”.

L’iniziativa è stata lanciata oggi a Roma in occasione del convegno dal titolo ‘La complessità delle infezioni materno-fetali e il ruolo cruciale della diagnostica nella gestione delle infezioni Torch’, organizzato su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris, membro dell’Intergruppo parlamentare per la Prevenzione e il controllo delle Malattie Infettive, con il supporto dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli), Cittadinanzattiva, Diasorin, Federchimica Assobiotec.

“In un Servizio sanitario nazionale che può avvalersi di tecnologie, di una medicina personalizzata e predittiva e di ricerca avanzata- ha sottolineato Liris- la prevenzione e la diagnosi precoce rappresentano la chiave di volta della sostenibilità, in quanto maggiori permettono possibilità di guarigione da un lato e la tenuta dei conti pubblici dall’altro.

L’ambito prenatale costituisce uno degli elementi più complessi ma anche rilevanti della prevenzione: un intervento durante la gravidanza può fare la differenza in termini di qualità di vita, sia per la donna sia per il nascituro. la salute in una delle fasi più emozionanti ma anche delicata della vita di una donna e del suo bambino. Inoltre, in un contesto in cui le nascite sono sempre meno, è fondamentale evitare interferenze”.

Un’emergenza silenziosa: il caso del Citomegalovirus (CMV)

In Italia, tuttavia, ogni anno si osservano circa 13mila infezioni primarie da Citomegalovirus nelle donne in gravidanza. Un neonato su 150 nasce con questa infezione. Anche se solo il 10-15% mostra sintomi alla nascita, fino a 1 su 4 può sviluppare gravi conseguenze nei primi anni di vita, come sordità o ritardi nello sviluppo neuropsicomotorio.

Il Cmv è riconosciuto come il virus più comune nel causare infezioni intrauterine ed è responsabile di circa il 10% di tutti i casi di paralisi cerebrale e dell’8-21% dei casi di disturbo neurosensoriale dell’udito alla nascita, percentuale che sale al 25% entro i primi quattro anni di vita. In generale, il 30-40% delle gestanti è suscettibile al CMV e può acquisire un’infezione primaria durante la gravidanza che rimane la causa principale di trasmissione del virus da madre al feto.

Da dicembre 2023 lo screening sierologico materno per CMV in gravidanza è raccomandato dalle Linee Guida della Gravidanza Fisiologica e nel 2025 sarà inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). La terapia antivirale per prevenire la trasmissione materno-fetale del virus è già gratuita dal 2020 grazie ad Aifa; ciononostante, permane la disomogeneità regionale nello screening neonatale.

“Il Citomegalovirus rappresenta la principale causa di infezione congenita nei Paesi ad alto reddito- ha spiegato nel corso del convegno la professoressa Tiziana Lazzarotto, ordinaria di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, direttrice della Uoc di Microbiologia all’Irccs Aou di Bologna, e direttrice scientifica di Amcli- Grazie alle nuove Linee Guida dell’Iss e al recepimento nei Lea, ora possiamo identificare precocemente le gestanti a rischio e intervenire tempestivamente con farmaci privi di effetti collaterali per madre e bambino.

Monitorare lo stato sierologico dal concepimento fino alla metà della gravidanza è essenziale per proteggere il nascituro: il rischio neurologico è direttamente correlato all’epoca di infezione, specie nel primo trimestre”.

Toxoplasmosi in gravidanza: un rischio ancora elevato

La toxoplasmosi contratta durante la gravidanza come infezione primaria, hanno spiegato ancora gli esperti oggi in Senato, può provocare aborto spontaneo, idrocefalia, lesioni cerebrali (in particolare calcificazioni) e corioretinite, con esiti permanenti.

I rischi giungono dal consumo di carni crude o poco cotte (30-63% dei casi), insaccati, contatto con feci di gatto, che è il serbatoio naturale del Toxoplasma, terreno o acque contaminate. Lo screening è previsto dalla LEA al primo controllo prenatale e poi ogni 4-6 settimane, se risultato negativo.

“Poiché oltre il 90% delle future mamme con toxoplasmosi sono asintomatiche, è cruciale conoscere già dall’inizio della gravidanza il loro stato sierologico- ha evidenziato il professor Marcello Lanari, ordinario di Pediatria generale e specialistica presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e direttore della UOC di Pediatria all’Irccs Aou di Bologna- igiene delle mani, dieta corretta e farmaci mirati secondo prescrizione medica in caso di infezione fetale sono le armi.

È fondamentale che le donne conoscano il proprio stato sierologico per tutte le infezioni TORCH, già dall’inizio della gravidanza o meglio ancora quando la si pianifichi, al fine di adottare misure igienico-alimentari e terapie mirate per tutelare il nascituro, in considerazione del fatto che il rischio maggiore di coinvolgimento fetale è nel primo e secondo trimestre. con una possibile prognosi infausta”.

Dati di siero-prevalenza nel 2025: lo studio Amcli in arrivo

Uno studio condotto dall’Amcli, la cui pubblicazione è prevista nei prossimi mesi sulla rivista scientifica ‘Eurosurveillance’, documenta una presentata della siero-prevalenza (presenza di anticorpi nel sangue) di Cmv e Toxoplasma gondii, confermando tendenze già osservate in altri Paesi europei. Sul campione rappresentativo di donne italiane in età fertile emergono questi valori: Toxoplasma gondii: 10%; Parvovirus B19: 64%; Treponema pallidum (sifilide): 1%; Virus della Rosolia: 86%; Citomegalovirus (Cmv): 59%.

Nelle donne straniere in età fertile in Italia, invece: Toxoplasma gondii: 22%; Parvovirus B19: 57%; Treponema pallido: 1%; Virus della Rosolia: 86%; VMC: 93%. Grazie all’obbligo vaccinale pediatrico ea coperture superiori al 95%, l’Italia è stata dichiarata ‘free’ dalla circolazione endemica della rosolia a fine 2023. Ma “resta cruciale”, secondo gli esperti, lo screening in donne straniere provenienti da Paesi senza raccomandazioni vaccinali, per “prevenire casi importati”. L’attenzione maggiore si concentra dunque su Citomegalovirus e Toxoplasmosi.

Donne segregate in casa: 4 arresti tra Campania, Lazio e Molise

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Isernia – Un’operazione congiunta della Polizia di Stato ha portato all’arresto e ai domiciliari di quattro cittadini cinesi, accusati di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Le indagini, coordinate dalla Procura di Isernia, hanno rivelato un vasto giro d’affari che coinvolgeva diverse città tra Lazio, Campania e Molise, con donne costrette a prostituirsi e segregate in casa.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione generava un giro d’affari mensile stimato intorno ai 6mila euro, con oltre 110 clienti che ogni mese si rivolgevano alle case di appuntamenti gestite dai quattro indagati. Le donne, tutte connazionali dei trafficanti, erano tenute chiuse in casa e costrette a subire condizioni di grave emarginazione sociale, ulteriormente aggravate dal loro status di clandestine.

A smantellare la rete criminale sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Isernia, in collaborazione con i colleghi delle Squadre Mobili di Latina e Napoli.

L’organizzazione operava tra le province di Napoli, Salerno, Latina, Roma e Isernia, gestendo numerose case di appuntamenti. La clientela veniva reclutata anche attraverso la pubblicazione di annunci online su vari siti internet. Per eludere i controlli di polizia, le identità delle donne venivano sostituite, utilizzando i documenti di altre persone.

Le indagini, condotte tramite intercettazioni e videosorveglianza, hanno delineato una struttura gerarchica: l’associazione era capeggiata da un uomo, coadiuvato dalla moglie, dalla sorella e da un’altra donna. Queste ultime erano addette alla gestione degli annunci e degli appuntamenti.

Le donne sfruttate venivano accompagnate negli spostamenti tra le varie città tramite automobile e treno da persone che si assicuravano che non uscissero mai di casa, provvedevano ai loro bisogni primari e riscuotevano il denaro guadagnato.

Gli arresti rappresentano un importante colpo contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione, ribadendo l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare queste gravi forme di schiavitù moderna.

Castellammare, Teatro Karol: serata conclusiva del Centro Studi Padre Baldassarre Califano

Fissato l’appuntamento finale al Teatro Karol di Castellammare di Stabia per l’ultima lezione teorica su Carlo Acutis e per la cerimonia di premiazione degli studenti stabiesi più meritevoli

Si terrà in data sabato 14 giugno 2025, presso gli spazi del Teatro Karol di Castellammare di Stabia, la serata conclusiva del percorso formativo a cura del Centro Studi Padre Baldassare Califano, promossa dall’omonima associazione culturale, in occasione del 40° anniversario della fondazione.

L’evento avrà inizio alle ore 19.00 e sarà articolato in più momenti che coniugheranno riflessione spirituale, approfondimento culturale ed impegno verso le nuove generazioni. Dopo i saluti iniziali, avrà luogo la lezione teorica titolata “Al servizio della cultura”, moderata da don Catello Malafronte e che vede come ospite protagonista S.E Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno.

L’oggetto della discussione sarà Carlo Acutis, beato della chiesa cattolica che ha virtuosamente trasmigrato la sua fede nell’uso dei social network. Un’occasione per aprire uno sguardo attuale sul rapporto tra spiritualità e strumenti digitali, nel solco dell’eredità lasciata da Acutis alla Chiesa e ai giovani.

Seguirà con la cerimonia di premiazione degli studenti del Centro Studi che hanno partecipato al bando di concorso. Ai più meritevoli verrà conferita una borsa di studio. La fondazione culturale crede fervidamente nel potere edificante dello studio e della cultura ed intende sostenere i giovani del territorio sia con percorsi teorici e laboratoriali sia con sostegni economici e concreti per finanziare i percorsi di studio scolastici ed universitari.

I benefattori di tali borse di studio sono il magistrato Antonino Elefante, in memoria di padre Baldassare Califano; il notaio Matteo D’Auria, in memoria di Catello D’Auria, notaio della Repubblica; la professoressa Nunzia Elefante, in memoria di Agostino Elefante, presidente del Consiglio di Stato; don Giuseppe Cartesio ed il dott.Francesco Di Martino.

Il Centro Studi “Padre Baldassarre Califano” rinnova così il suo impegno educativo e sociale, confermandosi punto di riferimento per la formazione culturale e spirituale dei giovani stabiesi, nel segno di una tradizione viva che guarda con fiducia al futuro.

Emanuela Francini