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Napoli, arrestato in aeroporto l’ultimo latitante della sparatoria di piazza Carolina

Napoli – L’ultimo dei latitanti della sanguinosa sparatoria di piazza Carolina è stato arrestato ieri sera all’aeroporto di Capodichino.

Si tratta di un minorenne, prelevato dagli agenti della Polizia di Stato al suo rientro da un viaggio in Spagna, su cui pendeva un fermo per tentato omicidio aggravato.

Il provvedimento, emesso su delega del Procuratore della Repubblica per i Minorenni di Napoli, è l’esito delle indagini coordinate dalle Procure Minorile e Antimafia e condotte dalla Squadra Mobile, insieme ai commissariati San Ferdinando e Montecalvario.

L’indagato, insieme ad altri, è ritenuto responsabile della sparatoria avvenuta nel cuore della città nella notte tra l’11 e il 12 dicembre scorso.

Secondo le ricostruzioni, un gruppo di giovanissimi provenienti dai Quartieri Spagnoli aprì il fuoco, “ad altezza d’uomo”, contro alcuni coetanei riferibili al rione Pallonetto di Santa Lucia, con l’evidente intenzione di uccidere. Oltre al tentato omicidio in concorso, al ragazzo viene contestato il porto e la detenzione illegale di arma, entrambi i reati aggravati dalla modalità mafiosa.

 

Sanità, la Campania resta indietro: 13esima in Italia per i livelli essenziali di assistenza

La Campania supera l’esame dei livelli essenziali di assistenza, ma resta nelle retrovie della sanità italiana. È adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia, come solo altre dodici regioni e province autonome, ma si colloca al tredicesimo posto su ventuno nella graduatoria nazionale dei Lea. A certificarlo sono i dati del 2023, gli ultimi disponibili, presentati dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso di un’audizione in commissione Affari costituzionali del Senato dedicata al disegno di legge sui livelli essenziali delle prestazioni.

Il punteggio complessivo della Campania si ferma a quota 206, ben al di sotto della media nazionale che si attesta a 226 e molto distante dalle regioni di testa. Un risultato che fotografa una sanità capace di garantire i servizi minimi, ma ancora in difficoltà sul piano dell’equità e della qualità complessiva dell’assistenza. Un divario che, secondo Gimbe, rischia di diventare strutturale se il percorso dell’autonomia differenziata dovesse procedere senza correttivi.

“ I livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i livelli essenziali di assistenza, né sul piano normativo né su quello sostanziale”, ha sottolineato Cartabellotta davanti ai senatori. “La scelta del Governo di equipararli ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, che rischia di diventare un moltiplicatore di diseguaglianze”. Un passaggio che, secondo il presidente di Gimbe, potrebbe cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, penalizzando ulteriormente il Mezzogiorno e aumentando la mobilità sanitaria verso il Nord.

Nel dettaglio, la Campania mostra criticità soprattutto nell’area della prevenzione, dove il distacco dai territori più virtuosi resta ampio, ma evidenzia limiti anche nell’assistenza distrettuale e in quella ospedaliera. Un quadro complessivo che racconta di una regione in affanno rispetto agli standard più elevati del Servizio sanitario nazionale, pur riuscendo a restare sopra la soglia minima di adempienza.

Il messaggio che arriva dal Senato è chiaro: senza una definizione rigorosa e uniforme dei Lep sanitari, il rischio è quello di consolidare un sistema a più velocità, nel quale il luogo di residenza continua a determinare l’accesso e la qualità delle cure.

Violenze in carcere, l’ex ispettore in aula: “A Santa Maria Capua Vetere fu un inferno”

“Un caos totale, un inferno”. Così Raffaele Piccolo, ispettore della polizia penitenziaria oggi in pensione, ha descritto in aula il carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020, il giorno della violenta perquisizione nel reparto Nilo che si trasformò in una spedizione punitiva ai danni di centinaia di detenuti. Parole pronunciate durante il maxi-processo in corso davanti al tribunale sammaritano, che vede 105 imputati e che si avvia verso la fase decisiva.

Quel giorno, in pieno lockdown per l’emergenza Covid, quasi trecento agenti entrarono in azione e, secondo l’accusa, si resero responsabili di pestaggi e violenze su un numero analogo di detenuti. Piccolo fu tra coloro che guidarono il gruppo dei quaranta agenti interni incaricati di avviare la perquisizione nelle celle della terza sezione del reparto Nilo. In aula ha raccontato un contesto completamente fuori controllo, segnato dalla presenza massiccia di agenti arrivati da altri istituti.

“Gli esterni non rispondevano a nessuno, erano autonomi”, ha detto Piccolo, indicando come principali responsabili dei pestaggi i poliziotti provenienti da fuori, in particolare dalle carceri di Secondigliano e Avellino. Agenti che, come mostrano i video acquisiti agli atti, indossavano quasi tutti la tenuta antisommossa, con caschi, mascherine e manganelli, dando alla scena un clima che lo stesso imputato ha definito “da resa dei conti”.

La testimonianza dell’ex ispettore ricalca quella già resa da altri colleghi presenti in servizio quel giorno, compreso l’allora comandante della polizia penitenziaria Gaetano Manganelli, che hanno puntato il dito contro i reparti esterni. Ma Piccolo ha anche ammesso che le responsabilità non furono esclusivamente di chi venne da fuori. “Anche tra i miei uomini qualcuno si fece trasportare dagli esterni”, ha affermato, riconoscendo che vi furono agenti interni che commisero violenze ai danni dei detenuti.

Nel clima teso che si respira in aula, la sua deposizione ha contribuito ad alimentare l’immagine di una giornata segnata da una frattura profonda all’interno dello stesso corpo della polizia penitenziaria, tra chi tentava di mantenere un controllo e chi, secondo le accuse, agì senza ordini e senza freni. Un quadro che rende ancora più drammatico uno dei capitoli più bui della storia recente del sistema carcerario italiano.

Accesso a Medicina, dossier choc alla Camera: “Sistema pieno di falle”

L’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia “non può essere una lotteria” e il sistema attuale “mostra tutte le sue falle”. È una denuncia dura e documentata quella contenuta nel dossier presentato alla Camera dei deputati dal Comitato Medicina Senza Filtri, che riunisce associazioni studentesche, realtà formative, i Radicali Italiani e lo Studio Legale Leone-Fell & C. Un atto che segna l’avvio del Tour dei Diritti, una mobilitazione nazionale che parte oggi da Napoli, alle 15, all’Hotel Ramada.

La scelta del capoluogo campano non è casuale. Proprio in alcune sedi del Sud, tra cui Napoli, l’analisi dei dati post-graduatoria evidenzierebbe concentrazioni anomale di punteggi molto elevati, mentre in altre aree del Paese la distribuzione appare più coerente con una selezione realmente competitiva. Un elemento che, secondo il Comitato, non può essere ignorato e che si inserisce in un quadro già segnato da irregolarità e sospetti.

Al centro del dossier anche i risultati di un sondaggio nazionale condotto tra studenti, che restituisce un’immagine preoccupante della didattica universitaria: programmi sovradimensionati rispetto al tempo disponibile, metodologie poco variabili, carenza di spazi e servizi. Ma soprattutto emerge l’impatto sulla salute psico-fisica degli studenti, con livelli elevatissimi di stress, difficoltà nella gestione della vita quotidiana e un senso costante di incertezza sul futuro.

Il Comitato punta il dito anche contro segnalazioni di prove violate, controlli assenti o insufficienti, diffusione in tempo reale di domande e immagini dei test, anomalie statistiche nella graduatoria nazionale e regole cambiate a selezione conclusa. Particolarmente contestata è la recente decisione del Ministero di intervenire con una sanatoria per coprire i posti rimasti vacanti, consentendo l’ammissione anche a candidati che non avevano raggiunto la soglia minima prevista. “Non è una soluzione, ma l’ennesimo strappo alle regole”, afferma il Comitato, parlando di una scelta che “viola la legge, discrimina chi ha rispettato le regole e certifica il fallimento di un sistema nato male e gestito peggio”.

Sulla stessa linea gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, fondatori dello studio legale che affianca l’iniziativa: “Il decreto legislativo è chiaro: senza il raggiungimento della soglia minima non si accede alla graduatoria. Cambiare le regole dopo lo svolgimento delle prove è vietato in qualsiasi selezione pubblica”. Secondo i legali, le violazioni riscontrate rendono inevitabile il ricorso alle vie giudiziarie, anche alla luce di ulteriori profili di illegittimità, come la possibile violazione dell’anonimato e le anomalie emerse dopo la pubblicazione delle graduatorie.

“Quello che portiamo nelle piazze non è una protesta, ma una ricostruzione documentata di ciò che è accaduto”, sottolinea ancora il Comitato. “Dati statistici, testimonianze degli studenti e decisioni ministeriali raccontano un sistema opaco, diseguale e profondamente ingiusto. Quando i punteggi più alti si concentrano sempre nelle stesse sedi, non ci si può voltare dall’altra parte”.

Durante gli incontri del Tour dei Diritti vengono illustrate le criticità del semestre filtro, le irregolarità nello svolgimento delle prove, le distorsioni della graduatoria nazionale e le conseguenze concrete per migliaia di studenti rimasti esclusi. Le azioni legali sono già partite e, nei primi giorni, hanno coinvolto oltre mille studenti, un numero destinato a crescere rapidamente.

Angelo Napolitano sigillato dalla Finanza: «Supereremo anche questa». Tre punti vendita restano aperti

Napoli – “Supereremo anche questa”. Con un video su TikTok, l’imprenditore Angelo Napolitano ha commentato il provvedimento della Guardia di Finanza che ha disposto la chiusura temporanea delle sue attività commerciali.

I sigilli sono scattati nell’ambito di un’indagine per fatture false ed evasione dell’Iva, ma l’imprenditore assicura che l’attività proseguirà in altre sedi.

Tre punti vendita operativi

Nel messaggio social, Napolitano ha rassicurato i clienti: “Abbiamo avuto una chiusura di 15 giorni ma restiamo a completa disposizione per acquisti o altro”. L’imprenditore ha indicato tre punti vendita ancora operativi: Cardito, il Cis di Nola e una nuova sede a Casalnuovo che sarà attiva da domani.

L’intervento della Finanza

La Guardia di Finanza ha apposto i sigilli alle attività commerciali nell’ambito di un’indagine per irregolarità fiscali. Le ipotesi di reato contestate riguardano l’utilizzo di fatture false e l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto. Il provvedimento prevede una sospensione dell’attività di 15 giorni.

La strategia dell’imprenditore

Nonostante il sequestro, Napolitano ha scelto di comunicare direttamente con i clienti attraverso i social network, mantenendo un tono ottimista e annunciando la continuità operativa in altre sedi. “Dobbiamo aspettare 15 giorni. Supereremo anche questa”, ha concluso nel video pubblicato su TikTok.

Incendio nel condominio, salvati dai balconi un’anziana e quattro bambini

Paura a Eboli, nel Salernitano, per un incendio divampato in uno stabile di via don Romolo Murri. Le fiamme si sono sviluppate nel sottoscala del condominio, sprigionando una densa nube di fumo che ha rapidamente invaso il vano scale e alcuni appartamenti.

A lanciare l’allarme sono stati gli stessi residenti, che hanno notato il rogo e hanno contattato i vigili del fuoco del distaccamento di Eboli, intervenuti con un’autoscala e un’autobotte.

Una volta entrati nello stabile, i pompieri hanno accertato che a bruciare era un cumulo di materiale vario, tra plastica e gomma, con la presenza di bombole di GPL: queste ultime sono state immediatamente rimosse e raffreddate per evitare esplosioni.

Durante le operazioni di spegnimento, i soccorritori hanno individuato all’ultimo piano un’anziana allettata e quattro bambini, rimasti bloccati a causa del fumo. Il salvataggio è avvenuto dai balconi, con il recupero in sicurezza delle persone poi affidate alle cure dei sanitari.

La situazione è apparsa da subito critica per l’elevata concentrazione di fumi tossici, aggravata dall’apertura delle porte degli appartamenti. Tutti i residenti coinvolti sono stati trasportati negli ospedali della zona per accertamenti: alcuni di loro sono stati trasferiti anche a Napoli per le conseguenze dell’inalazione dei fumi.

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti i sanitari del 118, le forze dell’ordine e il sindaco di Eboli, che ha seguito da vicino le operazioni di soccorso.

Un modo semplice per tenere con sé video e audio trovati online

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Succede più spesso di quanto si pensi. Stai scorrendo online e trovi un video che ti colpisce, una spiegazione utile o una clip che vorresti rivedere con calma. Magari sei di fretta, oppure sai già che più tardi non avrai connessione. In quei momenti nasce il bisogno di salvare il contenuto, senza complicazioni e senza dover installare nulla.

Esistono strumenti online pensati proprio per questo. Soluzioni che permettono di trasformare un semplice link in un file pronto da usare, direttamente dal browser. Niente registrazioni, niente passaggi confusi. Solo un processo naturale, pensato per adattarsi al modo in cui le persone usano davvero internet ogni giorno.

Perché questi strumenti sono diventati così comuni

Uno dei motivi principali è la libertà che offrono. Libertà di guardare un video quando vuoi, anche senza rete. Libertà di ascoltare un audio mentre fai altro. Libertà di non dipendere sempre da una piattaforma o da una connessione stabile.

Molti utenti apprezzano il fatto che tutto avvenga in pochi istanti. Copi un link, lo incolli e il contenuto diventa tuo, pronto per essere usato quando serve. Non serve essere esperti di tecnologia. È un approccio diretto, che si adatta bene alla vita quotidiana.

Salvare video da YouTube senza complicare le cose

YouTube è una fonte enorme di contenuti. Tutorial, lezioni, interviste, intrattenimento. A volte però guardare tutto in streaming non è l’ideale. Per questo motivo, la possibilità di scarica video youtube diventa particolarmente utile.

Salvare un video permette di rivederlo con calma, senza interruzioni, magari durante un viaggio o in un momento in cui la connessione non è disponibile. Il processo è lineare e non richiede passaggi inutili, lasciando spazio solo a ciò che conta davvero, cioè il contenuto.

Quando l’audio è tutto ciò che serve

Ci sono situazioni in cui il video passa in secondo piano. Una conversazione interessante, un discorso motivazionale. In questi casi, poter scaricare mp3 da youtube è una soluzione pratica e naturale.

Convertire un video in audio permette di ascoltare i contenuti preferiti mentre si cammina, si lavora o ci si rilassa. È un modo semplice per creare una raccolta personale di file audio, sempre disponibili sul proprio dispositivo, senza dover cercare di nuovo lo stesso contenuto online.

Dare valore anche ai contenuti brevi

I video brevi fanno ormai parte della routine digitale. Sono rapidi, diretti e spesso racchiudono idee interessanti in pochi secondi. La possibilità di scarica shorts da youtube consente di conservare questi momenti senza perderli nel flusso continuo dei contenuti online.

Che si tratti di un’idea creativa, di un consiglio veloce o di qualcosa che ti ha fatto sorridere, salvare questi clip rende più facile tornarci quando vuoi, senza doverli cercare di nuovo.

Un solo spazio per contenuti provenienti da più piattaforme

Un aspetto molto apprezzato di questi strumenti è la loro versatilità. Non sono legati a una sola piattaforma, ma permettono di gestire video e audio provenienti da diversi siti e social network. Questo riduce la necessità di usare soluzioni diverse per ogni fonte.

Il risultato è un’esperienza più ordinata e coerente. Tutto avviene nello stesso modo, indipendentemente da dove proviene il contenuto, rendendo il processo più fluido e meno dispersivo.

Nessuna installazione, meno pensieri

Il fatto che tutto funzioni online fa davvero la differenza. Non serve installare applicazioni, né preoccuparsi di aggiornamenti o compatibilità. Basta aprire il browser, incollare il link e procedere.

Questo rende lo strumento accessibile praticamente a chiunque, da qualsiasi dispositivo. Inoltre, non essendo richiesti account o dati personali, l’esperienza risulta più leggera e discreta.

Un aiuto concreto nella gestione dei contenuti digitali

Alla fine, strumenti di questo tipo diventano parte della vita digitale quotidiana. Aiutano a organizzare meglio ciò che si trova online, offrono maggiore controllo sui contenuti e permettono di usarli secondo i propri ritmi.

Che si tratti di video lunghi, audio da ascoltare in mobilità o clip brevi da conservare, la possibilità di salvarli in modo semplice rende l’esperienza online più libera e personale. L’importante, come sempre, è utilizzare questi strumenti in modo consapevole, rispettando i diritti e le regole delle piattaforme da cui provengono i contenuti.

 

Napolitano Store, nuovo blitz della Finanza: chiusi i negozi tra Napoli e Casalnuovo

Napoli – La Guardia di Finanza ha eseguito un nuovo e più incisivo sequestro nei confronti della società che gestisce i negozi Napolitano Store, operativa nel commercio di elettrodomestici e smartphone tra Napoli e Casalnuovo.

I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno posto sotto sigilli l’intero compendio aziendale di Angelo Napolitano, attivissimo tiktoker e noto per le sue amicizie con Rita De Crescenzo, su disposizione del gip di Nola, su richiesta della Procura, bloccando di fatto ogni attività commerciale.

Si tratta di un ulteriore sviluppo dell’inchiesta che già lo scorso 17 settembre aveva portato a un maxi sequestro da 5,7 milioni di euro, comprendente anche uno yacht di 16,5 metri, provvedimento poi confermato dal Tribunale del Riesame. Secondo gli inquirenti, nonostante quel primo intervento, la società avrebbe continuato a mettere in atto lo stesso schema fraudolento.

Al centro dell’indagine c’è una sistematica frode all’Iva, realizzata attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti nei confronti di società “cartiere”, prive di dipendenti e di reale operatività, utilizzate per aggirare il fisco e abbattere il carico tributario. In questo modo l’azienda avrebbe potuto immettere sul mercato grandi quantitativi di smartphone di ultima generazione venduti “in nero” a prezzi nettamente inferiori a quelli ufficiali.

I clienti, secondo quanto ricostruito dalla Finanza, erano obbligati a pagare in contanti e ricevevano una sorta di “bolletta” priva di valore fiscale, molto simile a uno scontrino. Il documento, prodotto con un software gestionale interno, riportava però il codice IMEI del dispositivo, consentendo all’azienda di giustificare l’uscita della merce dal magazzino, monitorare le vendite e garantire l’eventuale sostituzione dei prodotti.

La società, fortemente attiva sui social network con una comunicazione aggressiva e quotidiana, ha registrato negli ultimi anni una crescita ritenuta dagli investigatori esponenziale e anomala: il fatturato è passato dai 2,2 milioni di euro del 2017 ai 20,8 milioni del 2023.

Il titolare dell’azienda, Angelo Napolitano, era già finito sotto i riflettori anche per la sua presenza in un video, girato l’8 agosto dello scorso anno all’interno del Consiglio regionale della Campania insieme alla tiktoker Rita De Crescenzo, nell’ufficio dell’allora consigliere Pasquale Di Fenza, con l’esibizione della bandiera italiana e l’Inno di Mameli in sottofondo.

In questa nuova fase dell’indagine, il gip non ha disposto la nomina di un amministratore giudiziario. I due store sono stati affidati a custodi incaricati della sorveglianza, al fine di impedire la sottrazione dei beni. Le attività di vendita sono completamente sospese e i negozi di Napoli e Casalnuovo restano chiusi al pubblico.

Campi Flegrei, la terra torna a tremare: sciame sismico in corso a Pozzuoli

Napoli – Nuova mattinata di apprensione nell’area flegrea. A partire dalle ore 9:03 di oggi, mercoledì 14 gennaio 2026, l’Osservatorio Vesuviano ha segnalato l’inizio di un nuovo sciame sismico che sta interessando la zona dei Campi Flegrei, con epicentro localizzato nel territorio di Pozzuoli.

L’attività sismica ha fatto registrare due eventi principali a distanza ravvicinata: alle ore 9:04: Una prima scossa di magnitudo 2.2. A seguire un secondo evento, più intenso, di magnitudo 2.5 della scala Richter.

Le scosse, sebbene di moderata entità, sono state distintamente avvertite dalla popolazione locale e in alcuni quartieri della zona occidentale di Napoli, alimentando il consueto clima di allerta legato al fenomeno del bradisismo.

La risposta delle autorità L’amministrazione comunale di Pozzuoli è intervenuta tempestivamente con una nota diffusa tramite i canali social per rassicurare i cittadini e fornire aggiornamenti.

«L’Amministrazione Comunale, insieme alla Protezione Civile di Pozzuoli, sta seguendo da vicino l’evolversi dello sciame in atto», si legge nel comunicato.

Le autorità restano in costante contatto con l’Osservatorio Vesuviano per monitorare i parametri geofisici dell’area. Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma la sorveglianza resta massima fino alla conclusione del fenomeno.

Il baby rapinatore di Melito tradito dal cognome su un etichetta del giubbotto

Giugliano –  La gioavne età nonostante la spiccata capacità a delinquere e ela sua indole violenta gli hanno tirato un brutto scherzo. Il giovane rapinatore 15enne di Giugliano arrestato stamane dai carabinieri per una rapina compiuta il 2 dicembre scorso ai danni di un supermercato di Melito, ha commesso un errore da principiante che hanno permesso ai militari di arrivare alla sua identificazione in tempi brevi.

Dopo la rapina, infatti e durante la fuga, il 15enne si è disfatto di un giubbotto. Fin qui nulla di strano. Lo fanno in tanti per eliminare eventuali identificazione attraverso i vestiti. M ail giovane rapinatore aveva dimenticato che all’interno vi era ancora l’etichetta di una lavanderia nella quale forse sua mamma aveva portato l’indumento con il cognome del giovane.

Una imprudenza che è risultata rilevante per la sua identificazione. Per lui – che è un incensurato – si sono aperte le porte della comunità di recupero. Ad eseguire il provvedimento, scaturito da una richiesta della Procura dei Minorenni, i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano in Campania.

Grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti e ad alcuni testimoni, i militari hanno ricostruito che quella sera l’indagato – assieme ad un complice in corso di identificazione – avrebbe minacciato la cassiera di un supermercato di Melito di Napoli, strada Provinciale, facendosi consegnare l’incasso di 1600 euro per poi dileguarsi in sella a uno scooter.

Assalto notturno alla banca Credem di Cicciano: banditi in fuga dopo l’allarme fumogeno

Cicciano – Ancora un attacco a un istituto di credito nel Napoletano, in un momento in cui l’intero territorio regionale è attraversato da una preoccupante escalation di colpi ai danni delle banche.

Nella notte, intorno alle 3.30, i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Nola sono intervenuti in via Nola 68, a Cicciano, per un tentato furto agli sportelli della banca Credem.

Secondo una prima ricostruzione, ignoti a bordo di un’autovettura avrebbero utilizzato il veicolo come ariete, procedendo in retromarcia per infrangere la vetrata dell’ingresso dell’istituto. L’obiettivo sarebbe stato quello di raggiungere gli sportelli automatici, ma l’attivazione del sistema di sicurezza ha fatto fallire il blitz.

L’allarme fumogeno, entrato immediatamente in funzione, ha saturato i locali costringendo i malviventi ad abbandonare l’azione e a dileguarsi prima dell’arrivo delle pattuglie. Nessuna persona è rimasta ferita e, al momento, non si registrano ammanchi di denaro.

I carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e risalire agli autori del raid, anche attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Ancora un assalto a un istituto bancario

L’episodio si inserisce in una serie di assalti simili che, nelle ultime settimane, stanno interessando diversi comuni della Campania, alimentando l’allarme sulla sicurezza degli istituti bancari e delle aree urbane nelle ore notturne.

La mamma di Emanuele Di Caterino: «Mio figlio è stato ucciso e noi siamo stati abbandonati dallo Stato»

Napoli -«Oggi sono una mamma orfana. Abbandonata dallo Stato e dalla giustizia», dice con la voce spezzata ma senza perdere compostezza. «So bene che nessuna sentenza potrà mai restituirmi il mio Emanuele, ma dai giudici mi sarei aspettata altre decisioni. Di certo non l’ennesima assoluzione».

Pochi minuti dopo la lettura del dispositivo, Amalia entra in lacrime nell’aula 314. Non riesce più a restare in silenzio. «La giustizia esce sconfitta», urla davanti a toghe e avvocati. È il punto di rottura di una lunga odissea giudiziaria che non ha mai portato a una condanna definitiva.

«In tutti questi anni ho sempre avuto rispetto per i giudici e per le istituzioni», racconta. «Ma questa volta non ce l’ho fatta. Al presidente vorrei fare una sola domanda: chi ha ucciso mio figlio?».

Tredici anni di processi non sono bastati a dare una risposta. «Me lo chiedo ogni notte e questa cosa mi toglie il sonno», confessa. «Ho scritto anche al ministro della Giustizia Carlo Nordio perché si accendesse un riflettore su questa vicenda. I referti medici parlano chiaro: Emanuele è stato colpito alle spalle, ucciso senza neppure accorgersi di ciò che stava accadendo».

Emanuele stava tornando a casa. Non conosceva il suo aggressore, non aveva avuto litigi, non c’erano precedenti. «Ricordo la sua voce al telefono mentre moriva», dice la madre. «Non ha avuto il tempo di capire nulla».

In un Paese che continua a contare vittime sempre più giovani, spesso armate e spietate, Amalia Iorio sente il dovere di rivolgersi direttamente ai ragazzi. Il suo è un appello che nasce dal dolore:
«Ai giovani vorrei dire di deporre coltelli e pistole. Non fate più soffrire le mamme come me. Noi siamo orfane e anche abbandonate dallo Stato. Vivete la vita a pieno, perché è il dono più prezioso che avete».

Il ricordo del figlio è luminoso, lontano anni luce dalla violenza che lo ha strappato alla vita. «Emanuele era un ragazzo puro, viveva nella luce», racconta. «Studiava al liceo, amava studiare e sognava di iscriversi a Ingegneria, magari in un’altra città. Aveva la testa sulle spalle. Anche quella sera era uscito con serenità. Il lunedì aveva un compito di matematica e pensava solo a quello».

Poi una frase che pesa come una sentenza morale: «Chi lo ha ucciso dovrà guardarsi le mani per tutta la vita. Quelle stesse mani con cui ha tolto la vita a mio figlio».

Oggi Amalia è una donna spezzata, ma non vinta. «Il mio cuore è spaccato», ammette. «Ho però altri tre figli che devo proteggere. Non mi sono incattivita. Amo stare tra i ragazzi perché loro sono la nostra vita».

Resta l’amarezza per una giustizia che, dice, «non è uguale per tutti». Ma anche la gratitudine per chi non l’ha mai lasciata sola. «Non dimenticherò mai i pullman arrivati per i funerali di Emanuele, né la lettera di Papa Francesco che mi invitò a un’udienza privata, scrivendomi quanto lo avesse colpito il suo viso pulito».

Da quel dolore è nata anche una promessa: «Ho fondato un’associazione che porta il nome di Emanuele. Con questo progetto continuerò a far vivere il suo ricordo».
Perché, anche se la giustizia degli uomini ha assolto, una madre continua a chiedere verità. E a pretendere che nessun’altra debba dire: «Mio figlio è stato ucciso e noi siamo stati abbandonati dallo Stato».

Pericolo faida a Ponticelli dopo l’agguato a Roberto Nambuletto

Napoli – Il silenzio irreale che aveva avvolto le strade di Ponticelli negli ultimi mesi è stato spezzato dal rumore secco dei proiettili. In questo inizio di 2026, la tregua apparente che faceva sperare in una pacificazione forzata si è rivelata per quello che era: una pausa tecnica per riorganizzare le file.

Ieri sera, il sangue è tornato a bagnare l’asfalto di Napoli Est, riportando d’attualità lo spettro della faida decennale che oppone i “Bodo” ai “Fraulella”.

Erano da poco passate le ore serali quando Roberto Nambuletto, 23 anni e un curriculum criminale già segnato da reati contro il patrimonio, si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania. Il proiettile, che lo ha centrato al polpaccio destro, non ha leso arterie vitali, permettendogli di essere dimesso poche ore dopo.

Ai carabinieri che lo hanno interrogato, Nambuletto ha servito la solita, scarna versione di circostanza: «Ero in viale Califano con un’amica, ho sentito degli spari e poi il bruciore alla gamba». Nessun dettaglio sul commando, nessun volto, nessuna targa. Il “muro di gomma” dell’omertà è già alzato.

Il legame con i De Micco

Nonostante l’assenza di precedenti per associazione mafiosa, il profilo di Nambuletto scotta. Gli ambienti investigativi lo indicano come un soggetto molto vicino ai vertici del clan De Micco, i cosiddetti “Bodo”. Ed è proprio qui che l’indagine si allarga: colpire Nambuletto significa mandare un messaggio diretto ai reggenti di via Santa Maria del Pozzo.

Se inizialmente le prime ipotesi puntavano al cartello De Luca Bossa-Minichini, nelle ultime ore gli analisti dell’Antimafia stanno virando con decisione verso una ripresa delle ostilità con i D’Amico, la storica compagine del rione Conocal.

La rivalità tra i De Micco e i D’Amico non è mai stata realmente sopita; è un conflitto generazionale, fatto di sangue e vendette incrociate, che dal 2012 periodicamente insanguina la periferia orientale.

Questo ferimento “di avvertimento” potrebbe essere il prologo di una nuova stagione di fuoco. Un proiettile alla gamba, nella grammatica della camorra, non è quasi mai un errore di mira, ma una sentenza di sfratto o un ultimatum. Se i D’Amico hanno deciso di rialzare la testa per riconquistare le piazze di spaccio sottratte dai “Bodo”, Napoli Est si prepara a vivere un inverno caldissimo.

Casoria, scoperto maxi deposito di sigarette di contrabbando: sequestrate due tonnellate e mezzo di «bionde»

Un deposito anonimo, in una strada come tante dell’hinterland a nord di Napoli, si è rivelato uno snodo cruciale del contrabbando di sigarette.

A Casoria i Carabinieri hanno sequestrato 1 milione e 850 mila sigarette, pari a 92.500 pacchetti, per un peso complessivo di 2 tonnellate e 457 chilogrammi: una quantità che, per dare l’idea, equivale a un furgone carico fino all’orlo o a una barca di nove metri.

Il sequestro è avvenuto in via Enrico De Nicola, dove i militari della stazione di Casoria erano intervenuti per un sopralluogo legato a un tentato furto. Ma dietro una porta che sembrava dover raccontare una storia di scasso, i Carabinieri hanno trovato ben altro: centinaia di scatoloni di “bionde” di contrabbando, impilate e pronte per essere distribuite.

In tutto otto bancali allineati, come in un magazzino logistico, destinati a rifornire il vasto mercato nero che continua a prosperare tra Napoli e provincia.

Il blitz di Casoria si inserisce in un quadro più ampio che nel 2025 ha visto le forze dell’ordine impegnate in una vera e propria offensiva contro il traffico di tabacchi lavorati esteri. Da Napoli centro fino all’area nord e alla fascia costiera, i sequestri si sono moltiplicati nel corso dell’anno, con migliaia di stecche intercettate tra depositi clandestini, furgoni e magazzini improvvisati. Un flusso illecito che continua a garantire profitti milionari alle organizzazioni criminali e a sottrarre risorse all’erario.

Tutto il materiale rinvenuto a Casoria è stato posto sotto sequestro. Le indagini ora puntano a ricostruire la filiera, per capire da dove arrivassero le sigarette e a chi fossero destinate. L’obiettivo è risalire ai canali di approvvigionamento e ai terminali della distribuzione, in un territorio che resta uno dei principali hub del contrabbando di sigarette in Italia

I sequestri principali del 2025

Sequestro di 1,2 tonnellate di sigarette a Napoli
Nel marzo 2025 la Guardia di Finanza ha sequestrato complessivamente 1,2 tonnellate di sigarette di contrabbando nella zona industriale di Napoli. In un furgone gli agenti hanno trovato circa 400 kg di “bionde” e, nella perquisizione di un deposito, altri 800 kg. Il conducente, un uomo di 51 anni, è stato arrestato in flagranza e successivamente processato.

Sequestro di sigarette e tabacco al Capodichino durante controlli doganali
Nel corso del 2025, le autorità doganali e la Guardia di Finanza all’aeroporto di Napoli Capodichino hanno intensificato i controlli sui traffici illeciti. Oltre 150 kg di tabacco di contrabbando e una parte di sigarette sono stati sequestrati nel corso delle operazioni anti-traffico su passeggeri in transito.

Sequestro di 249 kg di sigarette di contrabbando con 20 denunce
In una serie di 134 interventi tra Napoli e provincia, le forze dell’ordine hanno sequestrato 249 chili di sigarette di contrabbando nell’ambito di controlli più ampi su traffici illeciti. Nel corso di queste operazioni una persona è stata arrestata e altre venti denunciate.

Maxi indagine a Nola contro il contrabbando di tabacco e contraffazione
Nel novembre 2025 la Guardia di Finanza di Napoli ha sgominato una rete criminale con base nell’area nolana dedita al contrabbando di tabacco e alla falsificazione di marchi di sigarette. Tre persone sono state poste agli arresti domiciliari su ordinanza della DDA di Napoli.

Sequestro di oltre 50 kg di sigarette con arresto in centro città
All’inizio del 2025, controlli nei pressi di Piazza Garibaldi hanno portato al sequestro di oltre 50 kg di sigarette di contrabbando, con un arresto in flagranza mentre il soggetto trasportava sigarette “cheap white” senza etichette conformi.

Giugliano, baby rapinatore in azione: a 15 anni assalta supermercato. Incastrato dalle telecamere

Giugliano -La serata del 2 dicembre scorso sembrava una come tante presso il supermercato sulla Strada Provinciale a Melito di Napoli, finché due individui in sella a uno scooter non hanno fatto irruzione.

Pistola in pugno (o presunta tale) e volto coperto, hanno minacciato la cassiera terrorizzandola davanti ai clienti, per poi fuggire con un bottino di 1.600 euro. Un’azione rapida, violenta, che portava la firma di professionisti, o almeno così sembrava.

Le indagini dei Carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano hanno però svelato una realtà diversa e molto più amara: dietro quel casco si nascondeva un ragazzino di soli 15 anni.

Le indagini e l’arresto

I militari, coordinati dalla Procura per i Minorenni di Napoli, hanno setacciato ogni frame dei sistemi di videosorveglianza della zona. L’analisi incrociata dei filmati e le testimonianze raccolte hanno permesso di stringere il cerchio attorno al 15enne giuglianese, fino a quel momento incensurato.

Il GIP del Tribunale per i minorenni ha quindi emesso un’ordinanza cautelare di collocamento in comunità, eseguita nelle scorse ore. Mentre il giovane affronta le prime conseguenze legali, prosegue la caccia al complice che quella sera guidava lo scooter.

Criminalità giovanile: un’emergenza fuori controllo

Questo arresto è solo l’ultimo tassello di un mosaico inquietante che vede Napoli e la sua provincia soffocare sotto una nuova “emergenza criminalità giovanile”. Non si tratta più solo di baby-gang che agiscono per noia o vandalismo, ma di giovanissimi che entrano nel mondo del crimine predatorio con una spavalderia preoccupante.

Il passaggio dal muretto sotto casa all’assalto a mano armata nei supermercati sembra essere diventato brevissimo.

Giugliano e Melito diventano così lo specchio di un fallimento sociale dove il confine tra “ragazzata” e carriera criminale si dissolve. La facilità con cui un quindicenne incensurato riesce a reperire mezzi e coraggio per compiere una rapina evidenzia un’assenza di filtri educativi e una permeabilità culturale ai modelli malavitosi che richiede risposte che vadano ben oltre la pur necessaria repressione delle forze dell’ordine.

Oroscopo del 14 gennaio 2026, le previsioni di Paolo Tedesco

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La giornata è permeata da un’energia di ricerca dell’equilibrio, grazie alla Luna nel segno armonioso della Bilancia. Le relazioni, sia d’amore che di lavoro, sono al centro della scena celeste. Le stelle ci invitano a cercare la giusta misura tra le nostre esigenze e quelle degli altri, tra azione e riflessione, tra concretezza e sogno.

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: Giornata di passione e iniziativa. Se single, potresti attirare sguardi interessati. In coppia, proponi un’uscita a sorpresa per ravvivare la fiamma. Attenzione a non essere troppo impulsivo nelle parole.

  • Lavoro: La tua energia è al top. Approfittane per portare a termine progetti in sospeso e prendere l’iniziativa. Una proposta tua potrebbe essere ben accolta.

  • Salute: Vitalità buona. Per scaricare lo stress in eccesso, attività fisica intensa ma breve è l’ideale.

  • Finanze: Possibile spesa impulsiva. Valuta bene se è necessaria prima di acquistare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La Luna in Bilancia ti invita a considerare il punto di vista degli altri, specialmente in amore. Non correre, ascolta.

TORO (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Cerca armonia e coccole. In coppia, un momento di intimità domestica sarà rigenerante. Single, l’amore potrebbe nascondersi in ambienti familiari o attraverso amici di lunga data.

  • Lavoro: Giornata per sistemare, organizzare e consolidare. Meglio evitare rischi o nuovi progetti complessi. La collaborazione con un collega affidabile è fruttuosa.

  • Salute: Attenzione a piccoli disturbi digestivi o di tensione muscolare al collo. Pasti regolari e una tisana calda saranno tuoi alleati.

  • Finanze: Situazione stabile. Ottimo momento per fare un bilancio o mettere da parte qualcosa. Niente shopping impulsivo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La Luna nel tuo settore delle relazioni bilancia i bisogni tuoi e quelli dell’altro. Cerca il compromesso.

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: La comunicazione è la tua carta vincente. Una chiacchierata profonda può avvicinarti al partner o a una nuova conoscenza. Single, flirt piacevoli in arrivo.

  • Lavoro: Giornata dinamica, piena di scambi, chiamate, riunioni. Potresti dover fare due cose insieme. Tieni alta la concentrazione per evitare errori di distrazione.

  • Salute: La mente è iperattiva. Ritagliati momenti di pausa per non sovraccaricare il sistema nervoso. Una passeggiata all’aria aperta ti chiarirà le idee.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate possibili (es. rimborso). Attenzione a spese superflue per tecnologia o libri.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Scegli le parole con cura oggi, hanno un peso maggiore del solito. Scrivi quel messaggio importante.

CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Le emozioni sono in primo piano. In coppia, dimostrazioni d’affetto concrete (una cena, un regalino) rinforzeranno il legame. Single, potresti sentire la nostalgia di un amore passato.

  • Lavoro: Fidati del tuo intuito per gestire situazioni pratiche. Buon momento per lavorare da casa o in un ambiente tranquillo. Attenzione a non prenderti troppe responsabilità.

  • Salute: Giornata per coccolarti. Un bagno caldo o un buon pasto nutriente ti ricaricheranno. Ascolta il bisogno di riposo.

  • Finanze: Attenzione alle spese per la casa e la famiglia. Un acquisto per arredamento potrebbe tentarti. Valuta la reale necessità.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi la tua energia emotiva. Non lasciare che le preoccupazioni materiali offuschino il calore dei tuoi sentimenti.

LEONE (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: Il tuo carisma è magnetico. In coppia, pianifica qualcosa di divertente e spensierato. Single, sei al centro dell’attenzione, non avere paura di mostrarti.

  • Lavoro: Creatività e leadership in risalto. Puoi convincere gli altri delle tue idee. Ottimo per presentazioni o performance pubbliche.

  • Salute: Energia vitale buona. Attenzione a non strafare e a proteggere la schiena se sollevi pesi.

  • Finanze: Possibilità di un guadagno legato a un tuo talento o progetto creativo. Attenzione a spese per divertimento eccessive.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La Luna in Bilancia ti esorta a condividere i riflettori. Un successo condiviso è doppiamente bello.

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: L’affetto si esprime con gesti di servizio e attenzione ai dettagli. In coppia, un gesto pratico per il partner parla più di mille parole. Single, l’amore potrebbe nascere in un contesto di routine.

  • Lavoro: Giornata di efficienza e precisione. Ideale per analisi, sistemazione di documenti, risoluzione di problemi pratici. I risultati arrivano con metodo.

  • Salute: Attenzione all’ansia da prestazione. Una lista delle cose da fare ti aiuterà a tenere sotto controllo lo stress. Stretching consigliato.

  • Finanze: Gestione oculata e ragionieristica. Ottimo per fare budget, rinegoziare contratti o cercare offerte vantaggiose.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non cercare la perfezione nelle relazioni oggi. L’armonia nasce anche dall’accettare piccole imperfezioni.

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: La Luna nel tuo segno ti rende desiderabile e in cerca di bellezza e armonia. In coppia, momento di grande complicità. Single, un incontro molto piacevole e significativo è probabile.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Puoi mediare in una discussione o trovare il giusto equilibrio in un progetto di squadra.

  • Salute: Stato generale buono. Cerca l’equilibrio tra attività e riposo. Bellezza e cura personale ti faranno sentire meglio.

  • Finanze: Tentazione di spendere per abbigliamento, arte o cose che abbelliscono la vita. Pensa se è un capriccio o un investimento per il benessere.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Sei nel tuo elemento. Usa il tuo fascino naturale per portare equilibrio nelle tue relazioni, ma ricorda anche i tuoi bisogni.

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Emozioni profonde in superficie. In coppia, un momento di intimità e verità può rafforzare il legame. Single, attrazione magnetica possibile, ma potresti essere troppo riservato.

  • Lavoro: Il tuo intuito è fortissimo. Percepisci dinamiche nascoste. Ottimo per ricerche, indagini o lavoro dietro le quinte. Evita il confronto diretto.

  • Salute: Giornata per rigenerarti. Un po’ di solitudine ti farà bene. Attenzione a mal di testa da tensione.

  • Finanze: Situazione stabile. Potresti ricevere informazioni su un investimento o una questione fiscale. Analizza bene prima di agire.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La Luna ti invita a lasciar andare un vecchio risentimento. Il perdono (verso te o altri) ti libererà energia.

SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Voglia di libertà e avventura. In coppia, proponi un’attività nuova per uscire dalla routine. Single, un incontro promettente potrebbe arrivare in un contesto culturale o durante un viaggio.

  • Lavoro: Idee brillanti e visione ottimista. Attenzione a non promettere più di quanto puoi fare. Una chiamata o un contatto a distanza può portare buone notizie.

  • Salute: Benessere legato al movimento. Se costretto alla scrivania, fai brevi pause per sgranchirti. L’umorismo è la tua migliore medicina.

  • Finanze: Possibilità di una spesa per un viaggio, un corso o un libro. Investire in conoscenza è sempre positivo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La Luna nelle relazioni ti esorta a condividere i tuoi sogni con qualcuno di speciale. La tua ottimismo è contagioso.

CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: Più pratico che romantico oggi. In coppia, dimostra affetto pianificando qualcosa di concreto per il futuro. Single, l’approccio serio e affidabile può attrarre.

  • Lavoro: Giornata di grande efficienza e ambizione. Puoi fare progressi significativi verso i tuoi obiettivi. Le tue capacità organizzative sono ammirate.

  • Salute: Resistente come sempre, ma non trascurare piccoli dolori articolari o alle ginocchia. Un po’ di stretching dolce è utile.

  • Finanze: Ottimo momento per pianificare a lungo termine, investire o parlare con un consulente. La prudenza paga.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Anche la montagna più alta si scala un passo alla volta. Goditi i traguardi raggiunti oggi.

ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: Originalità e amicizia sono le chiavi. In coppia, condividete un interesse o un progetto insolito. Single, l’amore potrebbe arrivare attraverso un gruppo o in modo del tutto inaspettato.

  • Lavoro: Idee innovative e visionarie. Collaborare con altri stimolanti è la chiave. Potresti ricevere un incarico fuori dagli schemi.

  • Salute: Benessere mentale fondamentale. Contatta amici che ti stimolano. Attenzione a circolazione e caviglie, muovile spesso.

  • Finanze: Situazione variabile. Potrebbero esserci spese impreviste per tecnologia o per aiutare un amico. Nel dubbio, aspetta a spendere.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La Luna nell’aria ti connette con il collettivo. Condividi le tue idee, troverai sostegno.

PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni e romanticismo in primo piano. In coppia, un’atmosfera sognante vi avvolgerà. Single, potresti idealizzare qualcuno, cerca di vedere la persona reale.

  • Lavoro: L’intuizione e la creatività sono tue alleate. Ottimo per lavori artistici, con il pubblico o di cura. Attenzione a non distrarsi troppo.

  • Salute: Sensibilità accentuata. Proteggiti dalle energie negative. Una passeggiata vicino all’acqua ti ricaricherà.

  • Finanze: Attenzione a illusioni o offerte troppo belle per essere vere. Fidati dei fatti, non delle promesse. Un gesto di generosità ti farà sentire bene.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La Luna nel tuo settore della spiritualità ti invita a sognare, ma ancorati a un piccolo gesto concreto per realizzare quelle visioni.

 Cosa ci riservano le stelle mercoledì 14 gennaio 2026?

Paolo Tedesco ci ricorda che i giorni di Luna in Bilancia sono un’opportunità per costruire ponti, per trovare la bellezza nelle connessioni e per risolvere pacificamente i contrasti. Non è una giornata per scelte solitarie o drastiche, ma per la collaborazione e il compromesso costruttivo.

Che si tratti di amore, dove la complicità vince sull’egoismo, o di lavoro, dove il lavoro di squadra porta i frutti migliori, la parola d’ordine è armonia. Attenzione, però, a non cadere nell’indecisione per il troppo desiderio di piacere a tutti. L’equilibrio vero nasce anche dal coraggio di esprimere, con grazia e fermezza, la propria verità.

In sintesi, le stelle di mercoledì 14 gennaio 2026 ci riservano una chance per migliorare le nostre relazioni e per trovare un punto di incontro tra cuore e ragione. Approfittiamone per seminare bellezza e comprensione, dentro e fuori di noi.

«Troppi allarmi, servono altri attrezzi», la banda di ladri napoletani rinunciò ai colpi a Fregene

Ville blindate, immerse nel verde di Fregene, appartenenti a famiglie del cinema, dell’alta moda e a esponenti delle istituzioni. Era questo l’obiettivo più ambizioso della banda di ladri sgominata dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta che ha portato a 38 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Napoli Nord, Dario Berrino, su richiesta della Procura.

Un progetto criminale di alto livello, emerso nel corso delle indagini grazie a pedinamenti, intercettazioni e dispositivi di localizzazione satellitare. Gli investigatori dell’Arma hanno seguito passo dopo passo i movimenti di alcuni componenti dell’associazione, scoprendo che la banda stava valutando un salto di qualità: colpire le dimore extralusso della costa romana.

L’8 gennaio 2024: il blitz esplorativo a Roma

La data cerchiata in rosso dagli inquirenti è l’8 gennaio 2024. Quel giorno la cosiddetta “batteria napoletana” parte da Napoli nel primo pomeriggio. A bordo dell’auto ci sono MASSIMO Alfredo, MASSIMO Alessandro e SAVASTANO Antonio, considerati il nucleo operativo del gruppo.

La destinazione è Roma. L’obiettivo: incontrare un uomo chiave, DE CUBELLIS Silvio, pregiudicato di origini napoletane, da tempo trasferitosi in provincia di Roma, individuato come possibile basista e tramite con ambienti criminali locali.

Alle 15.15 il gruppo lascia Napoli, raggiungendo la zona della Fiera di Roma intorno alle 18.00. Lì scatta l’incontro con DE CUBELLIS, preceduto da contatti telefonici già monitorati dagli investigatori.

Il ruolo dei basisti e la rete romana

DE CUBELLIS non è un semplice accompagnatore. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è lui a fare da ponte tra la batteria napoletana e MANCINI Maurizio, soggetto ritenuto il vero basista dell’operazione.

Il gruppo si reca infatti in via Monte Carnevale 402, a Roma, presso l’abitazione di MANCINI, dove arriva intorno alle 18.10. Una breve sosta, poi la ripartenza: l’auto, seguita tramite GPS, si dirige verso il litorale.

Fregene, il sopralluogo tra ville blindate e allarmi hi-tech

Alle 18.45 l’auto raggiunge Fregene, nel comune di Fiumicino. I ladri percorrono via Castellammare, via Castiglioncello e viale della Pineta di Fregene, strade simbolo del lusso, costellate di imponenti ville e appartamenti di pregio.

Dalle informazioni acquisite attraverso la collaborazione con altri reparti dell’Arma, emerge un dettaglio inquietante: molte di quelle dimore sono riconducibili a famiglie facoltose del cinema e dell’alta moda italiana, oltre che a personaggi con funzioni istituzionali di primo piano, tra cui – secondo gli atti – l’attuale Governatore della Banca d’Italia e membri della famiglia Fendi.

Un bottino potenziale enorme. Ma anche un rischio elevatissimo.

Il colpo sfuma: “Troppi allarmi, servono altri attrezzi” .Dopo circa un quarto d’ora di sopralluoghi, il gruppo fa dietrofront. Alle 19.00 l’auto imbocca il Grande Raccordo Anulare e, in tarda serata, rientra a Napoli.

Le intercettazioni successive chiariscono il motivo della rinuncia: sistemi di allarme troppo sofisticati, tecnologie non aggirabili con la strumentazione in possesso della banda. MASSIMO Alfredo, considerato dagli stessi sodali un criminale di altissimo profilo professionale, giudica il colpo “fuori portata”, almeno in quel momento.

La decisione è netta: rinviare. E tornare solo dopo aver reperito nuove attrezzature in grado di neutralizzare i sistemi di sicurezza.

Un’organizzazione spietata e altamente specializzata

Quello di Fregene non è un episodio isolato, ma solo la punta dell’iceberg di un’organizzazione descritta dal gip come composta da soggetti dalla “personalità fortemente trasgressiva, altamente specializzata e priva di scrupoli”, disposti a tutto pur di raggiungere i propri scopi.

Neppure la presenza di persone fragili fermava i ladri. In un caso emblematico, ricostruito dagli inquirenti, i malviventi si lamentano di un furto messo a segno a Bagnoli, dove non avevano trovato “neanche un euro”, ma solo un anziano proprietario sordo, solo in casa e incapace di accorgersi della loro presenza.

Neanche la fragilità fermava i ladri: il colpo in casa dell’anziano sordo

La ferocia dell’organizzazione emerge in modo plastico anche da un episodio che colpisce per la sua disarmante brutalità. In un furto consumato a Bagnoli, a Napoli, i componenti della banda si introducono in un appartamento pur sapendo che all’interno si trova il proprietario, un uomo anziano, sordo, solo e impossibilitato ad accorgersi di quanto stava accadendo.

Dalle intercettazioni, riportate nero su bianco nell’ordinanza del gip, emerge il cinismo dei ladri: dopo il colpo, i sodali si lamentano del bottino inesistente, riferendo di non aver trovato “neanche un euro”, ma soltanto quell’uomo che non aveva sentito le ripetute e violente bussate alla porta né i rumori provocati dall’intrusione.

Un dettaglio che per la Procura assume un valore emblematico: la totale assenza di scrupoli, la disponibilità a portare a termine il furto anche in presenza della vittima, purché ritenuta incapace di reagire o chiedere aiuto. Un modus operandi che, secondo gli inquirenti, conferma l’elevatissimo indice di pericolosità sociale degli indagati.

I numeri dell’inchiesta: 150 colpi e un mercato nero dell’oro

L’indagine ha consentito di ricostruire circa 150 eventi delittuosi:

40 furti in abitazione consumati,

3 tentativi di furto,

92 tentativi incompiuti,

8 ricettazioni,

3 truffe con la tecnica dello specchietto.

Il profitto complessivo ammonta a 105mila euro, tra gioielli, oro, argento, orologi di pregio e contanti.

I gruppi agivano con due o tre vedette all’esterno, utilizzando chiavi alterate o universali, capaci di aprire qualsiasi serratura. Quando necessario, le casseforti venivano sradicate con il flex e caricate sulle auto.

Auto modificate, travestimenti e furti a raffica

Per eludere i controlli, la banda utilizzava auto a noleggio, modificate con scompartimenti segreti per occultare attrezzi e refurtiva. In alcuni casi i ladri operavano travestiti da rider di note società di consegna a domicilio, mimetizzandosi tra la folla.

Ogni gruppo, spesso di matrice familiare, era in grado di pianificare ed eseguire decine di furti al giorno, studiando le abitudini delle vittime e monetizzando il bottino in poche ore grazie a un ricettatore di fiducia, che gestiva dalla propria abitazione un vero e proprio mercato nero dell’oro, con quotazioni aggiornate quotidianamente.

Arresti e refurtiva recuperata

Durante l’attività investigativa sono scattati 13 arresti in flagranza, 9 denunce a piede libero e il recupero di circa 30mila euro di refurtiva.

Per il gip, la custodia cautelare in carcere è l’unica misura in grado di fermare un’organizzazione criminale così strutturata, mobile e pericolosa, capace di colpire indisturbata tra Napoli, Roma e il litorale laziale.

Un sistema rodato, spietato e senza confini, che puntava dritto al cuore delle residenze più esclusive del Paese. Fino all’intervento dei carabinieri.

(nella foto da sinistra in alto Alfredo Massimo, Maurizio Cangiano, Salvatore Cangiano, Ciro Fabiano, Enrico Parisi e Angelo Michelini; in basso sempre da sinistra: Aniello Di Napoli, Mauro Caiazzo, Dario Marra, Lucio Russo, Roberto Micillo e Gennaro Rizzo)

L’elenco completo degli indagati

 

Giuseppe Agerola, nato a Napoli l’11 gennaio 1983;

Salvatore Autiero, nato a Napoli il 23 dicembre 1982;

Antonietta Caiazza, nata a Napoli il 17 gennaio 1968;

Mauro Caiazza, nato a Napoli il 21 marzo 1971;

Pasquale Caiazza, nato a Pollena Trocchia (Napoli) il 26 luglio 1994;

Maurizio Cangiano, nato a Mugnano di Napoli il 23 febbraio 1982;

Salvatore Cangiano, nato a Napoli il 26 aprile 1973;

Luigi Cavuoto, nato a Napoli il 28 giugno 1975;

Antonio Corduas, nato a Napoli il 1° ottobre 1990;

Aniello Di Napoli, nato a Napoli il 26 dicembre 1988;

Carmine Di Napoli, nato a Napoli il 26 gennaio 1956;

Salvatore Di Napoli, nato a Napoli il 28 ottobre 1960;

Michele Esposito, nato a Napoli il 6 gennaio 1984;

Ciro Fabiano, nato a Napoli il 20 luglio 1958;

Gennaro Grammatico, nato a Napoli il 5 dicembre 1981;

Giuseppe Grammatico, nato a Napoli il 4 febbraio 1977;

Gennaro Guarracino, nato a Napoli l’11 marzo 1978;

Maria Pia Iovine, nata a Napoli il 7 novembre 1998;

Antonio Leporanico, nato a Napoli l’8 marzo 1949;

Pasquale Maglione, nato a Napoli il 16 febbraio 1977;

Sara Marino, nata a Napoli il 3 marzo 1981;

Emanuele Marotta, nato a Napoli il 30 luglio 1993;

Dario Marra, nato a Napoli il 19 novembre 1987;

Alessandro Massimo, nato a Napoli il 6 settembre 1996;

Alfredo Massimo, nato a Napoli il 10 gennaio 1966;

Vincenzo Massimo, nato a Napoli il 9 maggio 1991;

Angelo Michelini, nato a Napoli il 31 gennaio 1988;

Roberto Micillo, nato a Napoli il 13 ottobre 1996;

Maurizio Minichini, nato a Napoli il 4 dicembre 1975;

Vincenzo Moccia, nato a Napoli il 19 ottobre 1975;

Paolo Monaco, nato a Napoli il 31 maggio 1964;

Enrico Parisi, nato a Napoli il 7 dicembre 1988;

Pasquale Pisa, nato a Napoli il 13 settembre 1992;

Gennaro Rizzo, nato a Napoli l’11 settembre 1980;

Alessandro Russo, nato a Napoli l’8 agosto 1990;

Lucio Russo, nato a Napoli il 21 aprile 1971;

Ivan Sperati, nato a Napoli il 21 giugno 1983;

Ciro Talotti, nato a Napoli il 2 febbraio 1983.

 

 

Napoli, agguato a Ponticelli: ferito 23enne

Si riaccendono le polveri a Ponticelli, polveriera mai sopita della periferia orientale di Napoli. Intorno alle 20 di questa sera, il codice rosso della violenza è scattato all’Ospedale del Mare e a Villa Betania, dove un giovane di 23 anni, Roberto N., si è presentato con evidenti ferite d’arma da fuoco agli arti inferiori.

Una “gambizzazione” in piena regola, un avvertimento che nel gergo della malavita suona come un ultimatum. Il giovane, medicato d’urgenza dai sanitari, è stato dichiarato fuori pericolo di vita, ma resta ricoverato sotto stretta osservazione.

Come spesso accade in queste dinamiche, il muro di gomma dell’omertà si è alzato immediatamente: ascoltato a caldo dai Carabinieri giunti sul posto, il 23enne non ha fornito elementi utili per ricostruire l’accaduto, né ha indicato con precisione il luogo dell’agguato.

Lo scenario: venti di guerra tra i clan

Gli investigatori dell’Arma, tuttavia, non credono alla casualità. Secondo indiscrezioni investigative trapelate nelle ultime ore, la vittima orbiterebbe negli ambienti vicini al clan De Micco, i famigerati “Bodo”, egemoni nel quartiere ma costantemente sfidati.

Se la vicinanza ai De Micco venisse confermata, il ferimento di stasera assumerebbe i contorni inquietanti di una rappresaglia o di un guanto di sfida lanciato dagli storici rivali. Sullo sfondo, infatti, si staglia l’eterna e sanguinosa faida con il cartello dei De Luca Bossa – Minichini.

L’episodio odierno rischia di essere la scintilla che fa esplodere una nuova escalation di violenza tra i palazzoni di Ponticelli, dove la tregua armata sembra aver raggiunto il suo punto di rottura.

Superenalotto, numeri alti e jackpot che vola: nessun “6”, ma la combinazione fa sognare

Il Superenalotto continua a tenere l’Italia con il fiato sospeso. Anche nell’estrazione di oggi il colpo grosso non arriva, ma la combinazione vincente accende comunque la curiosità degli appassionati, mentre il jackpot supera quota 105 milioni di euro.

La sestina estratta – 20, 29, 56, 68, 72, 74 – si caratterizza per una forte presenza di numeri medio-alti, con una progressione finale tutta oltre il 60 che non passa inosservata. Un’estrazione “pesante”, che secondo molti giocatori richiama cicli numerici particolarmente attesi.

Il Numero Jolly 35 si colloca invece nella fascia centrale, mentre il Numero Superstar 50, cifra tonda per eccellenza, aggiunge un ulteriore elemento di curiosità a un concorso che, pur senza grandi vincite, ha distribuito premi importanti nelle categorie inferiori.

Nessun “6”“5+1” è stato centrato, segno che la caccia al jackpot continua. Il montepremi cresce ancora e per il prossimo concorso mette in palio una cifra che fa girare la testa: 105.800.000 euro.

Nonostante l’assenza dei premi massimi, la pioggia di vincite non è mancata, soprattutto grazie a Superstar, Seconda Chance e WinBox, che hanno garantito migliaia di premi in tutta Italia.

Tutte le vincite del concorso Superenalotto di oggi

Superenalotto

  • Punti 6: 0 vincite – € 0,00

  • Punti 5+: 0 vincite – € 0,00

  • Punti 5: 5 vincite – € 30.464,59

  • Punti 4: 434 vincite – € 357,67

  • Punti 3: 15.654 vincite – € 29,84

  • Punti 2: 256.446 vincite – € 5,65

Superstar

  • Punti 6 Superstar: 0 vincite – € 0,00

  • Punti 5+ Superstar: 0 vincite – € 0,00

  • Punti 5 Superstar: 0 vincite – € 0,00

  • Punti 4 Superstar: 4 vincite – € 35.767,00

  • Punti 3 Superstar: 84 vincite – € 2.984,00

  • Punti 2 Superstar: 1.318 vincite – € 100,00

  • Punti 1 Superstar: 9.139 vincite – € 10,00

  • Punti 0 Superstar: 20.648 vincite – € 5,00

Seconda Chance

  • Vincite da 50 euro: 89 – € 4.450,00

  • Vincite da 3 euro: 13.492 – € 40.476,00

Totale vincite Seconda Chance: 13.581

WinBox

  • WinBox 1: 1.917 vincite – € 47.925,00

  • WinBox 2: 222.312 vincite – € 452.246,00

Totale vincite WinBox: 224.229

Il Superenalotto resta senza padrone, ma l’estrazione di oggi conferma una tendenza chiara: numeri alti, combinazioni “robuste” e un jackpot che cresce concorso dopo concorso. Con oltre 105 milioni di euro in palio, l’attesa per il prossimo appuntamento diventa sempre più carica di aspettative. La fortuna, per ora, osserva e aspetta.

Nola, scoperte le officine del riciclaggio della banda dei «cavalli di ritorno»

Nola – Un’organizzazione criminale strutturata, ritenuta responsabile di una lunga scia di furti d’auto e di estorsioni con la tecnica del cosiddetto “cavallo di ritorno”, è stata smantellata al termine di un’articolata indagine coordinata dalla Procura di Nola e condotta dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna.

L’operazione ha portato all’arresto di otto persone: quattro in carcere e quattro ai domiciliari. In cella sono finiti Gennaro Corvino, 43 anni, di Castello di Cisterna; Agostino Galasso, 44, di Marigliano; Angelo Pio Esposito, 23 anni, originario di San Giuseppe Vesuviano e residente a Mugnano del Cardinale; e Francesco Grassi, 33 anni, di Marigliano.

Ai domiciliari sono stati invece posti Michele La Gala, 36 anni, di Nola; Nunzio Boccia, 59 anni, di Striano; Giosuè Esposito, 50 anni, di Brusciano; e Stanislao Emolo, 30 anni, di Marigliano. Per una nona persona, per la quale era stata richiesta la stessa misura cautelare, il gip ha rigettato la richiesta.

Gli indagati – per i quali vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva – sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata ai furti e alle estorsioni.

Secondo gli investigatori, la banda aveva fatto dei parcheggi di ospedali e cliniche del territorio il proprio bacino privilegiato di vittime: persone spesso fragili, ricoverate o impegnate nell’assistenza a familiari, quindi particolarmente vulnerabili.

Le indagini, avviate nel febbraio 2024 dopo la denuncia di una vittima, hanno consentito di ricostruire almeno 56 furti di autovetture. In sei casi i ladri hanno attivato il meccanismo del “cavallo di ritorno”, chiedendo denaro ai proprietari per la restituzione dell’auto. Solo in tre episodi, però, le vittime hanno effettivamente pagato l’estorsione.

Nel corso dell’attività investigativa i carabinieri hanno arrestato quattro persone in flagranza di reato, sequestrato sette veicoli rubati e già “riciclati” con targhe clonate e individuato diverse officine meccaniche compiacenti, utilizzate per lo smontaggio e la rivendita dei pezzi di ricambio. Le auto non restituite ai proprietari venivano infatti smembrate e i componenti rimessi sul mercato attraverso canali illegali, spesso all’insaputa dei clienti finali.

L’area operativa della banda si estendeva anche alla zona di Ottaviano. Tra le vittime figurano anche degenti di lungo corso di strutture sanitarie locali, a conferma dell’impatto sociale particolarmente grave di questo tipo di reati.

Secondo gli inquirenti, il gruppo era già noto alle forze dell’ordine e alcuni degli arrestati erano stati fermati insieme anche in precedenti occasioni. Un quadro che, per la Procura, restituisce l’immagine di una criminalità organizzata stabile, capace di gestire in modo sistematico furti, estorsioni e ricettazione.

Elenco degli arrestati

In carcere

  • Gennaro Corvino, 43 anni, nato a Napoli e residente a Castello di Cisterna

  • Agostino Galasso, 44 anni, nato a Napoli e residente a Marigliano

  • Angelo Pio Esposito, 23 anni, originario di San Giuseppe Vesuviano e residente a Mugnano del Cardinale

  • Francesco Grassi, 33 anni, nato a Napoli e residente a Marigliano

Agli arresti domiciliari

  • Michele La Gala, 36 anni, di Nola e residente a Marigliano

  • Nunzio Boccia, 59 anni, di Striano

  • Giosuè Esposito, 50 anni, di Brusciano

  • Stanislao Emolo, 30 anni, di Nola e residente a Marigliano