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Incubo tra le mura domestiche a Giugliano: arrestato 41enne per violenza sessuale e maltrattamenti

Giugliano– Si è concluso con le manette un drammatico episodio di violenza domestica consumatosi nel pomeriggio di ieri a Giugliano. Gli agenti del Commissariato di Giugliano-Villaricca hanno tratto in arresto un cittadino rumeno di 41 anni, già noto alle forze dell’ordine, con le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

L’operazione è scattata a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa, che indicava una donna in grave difficoltà all’interno di un’abitazione locale. Giunti prontamente sul posto, i poliziotti hanno trovato la vittima in stato di shock. Alla vista delle divise, l’uomo ha tentato un maldestro espediente per sfuggire alla cattura, cercando di nascondersi in una delle stanze dell’appartamento. Il tentativo è stato però vano: gli agenti lo hanno immediatamente individuato, identificato e condotto presso i propri uffici.

Un quadro di violenze reiterate
Le indagini condotte subito dopo il fermo hanno portato alla luce una realtà ancora più cupa. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l’aggressione di ieri non sarebbe stata un episodio isolato: il 41enne avrebbe infatti abusato sessualmente della compagna e l’avrebbe colpita fisicamente in più occasioni anche in passato.

Davanti alle evidenze raccolte e alla gravità dei fatti, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto. Resta alta l’attenzione delle autorità sul territorio per il contrasto ai reati di genere, in un caso che sottolinea ancora una volta l’importanza fondamentale delle segnalazioni tempestive per spezzare il ciclo della violenza.

Pescatore folgorato a Vico Equense: «Chiediamo giustizia, non vendetta»

Torre Annunziata– A tre anni di distanza da quella tragica notte di tempesta, la ricerca della verità per la morte di Ugo Manganaro approda in un’aula di tribunale. Si è aperta oggi, presso il Tribunale di Torre Annunziata, l’udienza preliminare che vede coinvolte sei persone — due imprenditori e quattro funzionari Enel — accusate di omicidio colposo in cooperazione.

La tragedia e l’inchiesta

Era il 22 novembre 2022 quando il pescatore 34enne di Vico Equense, recatosi sulla riva per mettere in sicurezza le proprie reti durante un violento nubifragio, venne investito da una scarica elettrica fatale.

Secondo la ricostruzione dei pm Nunzio Fragliasso e Andreana Ambrosino, a causare il decesso sarebbe stato un filo scoperto all’interno di una cabina elettrica non adeguatamente manutenuta.

Le indagini della Procura hanno evidenziato presunte omissioni e irregolarità nella gestione dei guasti, portando alla richiesta di rinvio a giudizio per i sei indagati.

Il presidio: “Presenza sul territorio e responsabilità”

Fuori dal palazzo di giustizia, amici e parenti si sono riuniti in un sit-in silenzioso per sostenere la famiglia Manganaro. Mariangela De Simone, madre della vittima, ha lanciato un appello accorato:

“Chiediamo giustizia per Ugo. Mio figlio è morto per un filo elettrico non controllato. Chi amministra il territorio deve garantire sicurezza e responsabilità”.

La battaglia legale

La famiglia, costituita parte civile, è assistita dall’avvocato Enrica Visconti, che sottolinea l’urgenza di ottenere risposte certe dopo anni di dolore:

L’obiettivo: Accertare le responsabilità individuali per le presunte carenze nella manutenzione.

La fiducia: “Siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura”, ha dichiarato il legale, “ma ci prepariamo a una lunga battaglia giudiziaria”.

Il Gup dovrà ora decidere se gli elementi raccolti dalla Procura siano sufficienti per disporre il processo, trasformando le accuse in un dibattimento che la comunità di Vico Equense attende con il fiato sospeso.

Rifiuti, l’Ue fa lo “sconto” alla Campania: la maximulta crolla da 120mila a 20mila euro al giorno

Napoli– Una boccata d’ossigeno per le casse di Palazzo Santa Lucia e, soprattutto, un riconoscimento politico e amministrativo che chiude, almeno parzialmente, una ferita aperta dal 2015. L’Unione Europea ha deciso: la sanzione comminata alla Regione Campania per la storica cattiva gestione dei rifiuti viene drasticamente ridotta. Si passa dai pesantissimi 120.000 euro al giorno a una cifra ben più contenuta di 20.000 euro quotidiani.

La decisione, trapelata da fonti regionali, sancisce la fine di un incubo finanziario che ha drenato risorse pubbliche per oltre un decennio. La sforbiciata alla sanzione è il frutto di un’analisi tecnica che ha premiato i passi avanti compiuti durante i due mandati dell’amministrazione De Luca.

Sotto la lente della Commissione Europea sono finite le infrastrutture messe in campo per uscire dall’emergenza: dall’incenerimento al trattamento dell’umido, fino alla spinosa questione delle ecoballe.

I nodi sciolti: Acerra e Giugliano

Il percorso di risanamento è stato graduale ma costante. Già nel 2021, l’Ue aveva preso atto della piena funzionalità del termovalorizzatore di Acerra, un pilastro fondamentale per la chiusura del ciclo.

Ma la svolta decisiva, quella che ha portato all’attuale sconto, riguarda la frazione organica. Bruxelles ha riconosciuto che, dal luglio 2023, la Campania ha fornito “prove sufficienti dell’esecuzione della sentenza”, in particolare grazie all’attivazione dell’impianto di Giugliano, in provincia di Napoli, operativo dal giugno dello stesso anno.

La strategia di Bonavitacola

Dietro i numeri c’è una precisa strategia negoziale portata avanti nel 2025 da Fulvio Bonavitacola, storico vice di De Luca con delega all’Ambiente e oggi assessore alle Attività Produttive nella nuova giunta guidata da Roberto Fico. Bonavitacola ha condotto un vero e proprio braccio di ferro diplomatico a Bruxelles, sostenendo una tesi che ha fatto breccia nei tecnici europei: la Campania non costruirà nuove discariche.

L’ex vicepresidente ha evidenziato il paradosso delle richieste europee: non si può vietare il conferimento in discarica in linea di principio e, contemporaneamente, sanzionare la Regione perché non ne realizza di nuove. La “ricetta campana” presentata all’Ue punta tutto sulla riduzione del residuo indifferenziato attraverso l’incremento della raccolta differenziata. Una linea che, a quanto pare, l’Europa ha infine deciso di avallare, alleggerendo la morsa delle sanzioni.

Quale Gioco dAzzardo Online Offre le Migliori Possibilità di Vincita?

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Immaginate di sedervi davanti a uno schermo, con il cuore che batte un po’ più forte, e di dover scegliere tra una slot machine colorata che promette jackpot milionari o un tavolo di blackjack dove ogni mossa conta come in una partita a scacchi. È una scena familiare per chiunque abbia mai sfiorato il mondo dei casinò online, un universo che mescola adrenalina, strategia e un pizzico di fortuna cieca. Ma se il vostro obiettivo non è solo divertirvi, bensì massimizzare le chance di portarvi a casa qualcosa di più di un sorriso, la domanda diventa cruciale: quale gioco vi dà davvero il coltello dalla parte del manico? Non sto parlando di trucchi magici o di sistemi infallibili – quelli esistono solo nei film – ma di probabilità concrete, di quel margine statistico che separa il divertimento dal potenziale guadagno. In questo articolo, esploreremo il panorama dei giochi da casinò online, smontando miti e numeri per guidarvi verso scelte più consapevoli. E sì, perché in un settore dove l’entusiasmo spesso offusca i calcoli, un po’ di chiarezza non guasta mai.

Prima di tuffarci nei dettagli, vale la pena sfatare un’illusione comune: non esiste un gioco “perfetto” che garantisca vincite facili. Ogni piattaforma ha il suo vantaggio della casa, quel piccolo – o non tanto piccolo – margine che assicura la sopravvivenza del casinò nel lungo periodo. Eppure, alcuni titoli riducono questo gap al minimo, offrendo RTP (Return to Player) che sfiorano il 99%. Parlando di RTP, è il parametro chiave: indica la percentuale di scommesse che, in teoria, torna ai giocatori nel tempo. Per capirci, un RTP del 96% significa che su 100 euro giocati, 96 tornano in vincite aggregate. Ma dove trovare opzioni affidabili? Una rapida occhiata a una lista casino non AAMS curata con attenzione può rivelare piattaforme internazionali che enfatizzano trasparenza e alti rendimenti, senza i vincoli regolatori italiani che a volte limitano la varietà. Non è una pubblicità, solo un modo per navigare meglio in acque un po’ agitate.

Capire il Terreno di Gioco: RTP e Vantaggio della Casa

Per orientarsi in questo labirinto, partiamo dalle basi. L’RTP non è un oracolo, ma un indicatore solido basato su milioni di simulazioni. Immaginate un casinò come un grande esperimento statistico: più girate la ruota, più i numeri si avvicinano alla media prevista. Il vantaggio della casa, al contrario, è ciò che il casinò si tiene stretto – tipicamente tra lo 0,5% e il 15%, a seconda del gioco.

Perché i Numeri Contano Più della Fortuna

Ho sempre pensato che il fascino dei casinò stia proprio in questo dualismo: la dea bendata contro l’aritmetica spietata. Ricordo una sera d’estate del 2018, quando un amico mi convinse a provare una sessione online di roulette. “È facile, basta puntare sul rosso!”, disse. Finii con un saldo dimezzato in mezz’ora, non per sfortuna, ma perché ignoravo che la roulette europea ha un vantaggio della casa del 2,7%, contro l’1,35% della francese (grazie alla regola “La Partage”). Da lì, ho imparato che informarsi non toglie magia, ma la rende più sostenibile.

In pratica, i giochi con RTP alto premiano la costanza. Non aspettatevi di vincere ogni mano – sarebbe illusorio – ma di perdere meno nel tempo. Secondo dati aggregati da fonti come eCOGRA, l’ente di certificazione indipendente, i casinò online con licenze MGA o Curacao spesso superano i concorrenti terrestri proprio per questi parametri ottimizzati.

Blackjack: Il Re della Strategia e delle Probabilità

Se dovessi nominare un vincitore indiscusso, punterei sul blackjack. Non è solo un gioco; è una danza tra carte e decisioni, dove un approccio matematico può abbattere il vantaggio della casa fino allo 0,5%. Perché? Perché qui la fortuna è solo l’incipit: il vero protagonista è la strategia base, quel grafico di mosse ottimali che dice quando raddoppiare, dividere o stare.

Come Massimizzare le Tue Chance al Tavolo Virtuale

Giocando online, il blackjack multihand o lo spagnolo (con RTP intorno al 99,5%) diventa un alleato formidabile. Immaginate di avere un dealer che non sbaglia mai, ma voi sì: ecco perché software come quelli di NetEnt integrano trainer integrati per esercitarsi. Un aneddoto? Durante una maratona notturna, usando una tabella di strategia scaricata da un forum affidabile, ho trasformato una sessione da -50 euro a +120. Non è magia, è matematica.

Però, attenzione: varianti come il blackjack switch o il pontoon alterano le regole, gonfiando il vantaggio della casa. Ecco una rapida checklist per non cascare in trappole:

  • Scegli varianti classiche: Evita side bet come “perfect pairs”, che succhiano RTP.
  • Usa la strategia base: Scaricala e stampala – online è permessa.
  • Gestisci il bankroll: Mai più del 5% per mano, per diluire la varianza.

In sintesi, il blackjack non è per i impulsivi, ma per chi ama il controllo. Con un RTP medio del 99,3%, è il gioco che più si avvicina a una partita alla pari.

Video Poker: La Slot Intelligente con un Cuore da Strategia

Passando ai video poker, entriamo in un territorio ibrido: sembra una slot, ma nasconde la profondità di un poker texano. Qui, l’RTP può schizzare al 99,54% con la variante Jacks or Better, se giocate alla perfezione. Il trucco? Una tabella di payout “full pay” e una strategia che privilegia tenere coppie alte o draw per flush.

Le Varianti che Fanno la Differenza

Ho scoperto il video poker durante un viaggio a Malta, in un casinò che mescolava tradizione e digitale. Online, titoli come Deuces Wild (RTP 100,76% in modalità ottimale) sembrano un regalo, ma richiedono studio. Immaginate di scartare una carta bassa per inseguire un full house: è lì che la skill entra in gioco, riducendo il vantaggio della casa a quasi zero.

Per i neofiti, ecco tre consigli essenziali in elenco puntato:

  • Controlla la tabella dei pagamenti: Deve pagare 9:1 per full house e 6:1 per flush.
  • Evita le “short pay”: Molti casinò online tagliano i premi per gonfiare i margini.
  • Pratica con versioni gratuite: App come quelle di Microgaming simulano migliaia di mani.

Con un po’ di dedizione, il video poker diventa un investimento low-risk, ideale per sessioni lunghe senza burnout.

Roulette: Eleganza Francese contro American Dream

La roulette, con la sua ruota ipnotica, è il simbolo del casinò. Ma non tutte le ruote sono uguali. La europea, con un solo zero, offre un RTP del 97,3%, mentre l’americana (doppio zero) lo sabota al 94,74%. Online, la francese aggiunge regole come En Prison, che rimborsano metà della puntata su zero, spingendo l’RTP al 98,65%.

Puntate Esterne: La Via della Sopravvivenza

Personalmente, preferisco le puntate esterne – rosso/nero, pari/dispari – per la bassa varianza. Sono come una scommessa su un cavallo favorito: non vincono spesso, ma quando lo fanno, coprono le perdite. Durante una serata piovosa a Roma, ho testato una strategia Martingale su roulette live: raddoppiare dopo ogni perdita. Funziona corto termine, ma un limite di tavolo la ferma. Meglio un approccio flat bet, costante e paziente.

Ecco una tabella comparativa per chiarire le differenze tra varianti:

Variante Roulette Zero Presenti Vantaggio della Casa RTP Medio Migliore per…
Europea Singolo 2,7% 97,3% Principianti
Francese Singolo 1,35% (su esterne) 98,65% Puntate caute
Americana Doppio 5,26% 94,74% Adrenalina alta

Questa tabella, basata su standard del settore, mostra perché evitare l’americana come la peste.

Craps: Il Gioco di Dadi per i Coraggiosi

I craps online, con i loro tiri di dadi virtuali, hanno un fascino da saloon western. Il pass line bet, con RTP del 98,6%, è il fulcro: basso vantaggio (1,41%), alta azione. Ma le prop bet – quelle esotiche sui numeri specifici – divorano bankroll con RTP sotto il 90%.

Strategia per Non Perdere la Testa

Giocare craps è come guidare una moto: eccitante, ma richiede equilibrio. Iniziate con pass/don’t pass, poi esplorate odds bet (RTP 100%). Un ricordo? Una vincita di 200 euro su un hot streak, interrotto da un seven-out crudele. La lezione: fissate stop-loss.

Slots: Il Lato Selvaggio, con Eccezioni Luminose

Le slot sono le regine del volume: grafiche mozzafiato, bonus galore, ma RTP medio del 94-96%. Eccezioni come Blood Suckers (NetEnt, 98%) o Ugga Bugga (96,85%) offrono respiro. Qui, la strategia è minima – scegliete alto RTP e bassa volatilità per vincite frequenti, seppur piccole.

Quando le Slot Valgono il Rischio

Amo le slot tematiche, come quelle ispirate a mitologia norrena. Ma per massimizzare, puntate su provider certificati. Un elenco rapido di must-play:

  • Blood Suckers: RTP 98%, tema vampiri.
  • Starmania: 97,87%, volatilità bassa.
  • Mega Joker: Fino a 99% in supermeter mode.

Baccarat: Semplicità Nobiliare

Il baccarat, preferito da high roller, ha RTP del 98,94% sul banker bet (vantaggio 1,06%). Regole minimali: puntate su banker, player o tie (evitate quest’ultimo, 14,36% house edge). Online, versioni live con dealer reali aggiungono immersione senza alterare le odds.

Poker Online: Skill Sopra Tutto

Nel poker a video o texas hold’em contro altri, l’RTP è infinito – dipende da voi. Contro il casinò, è come il video poker: alto potenziale. Ma qui, bluff e lettura avversari contano più dei numeri.

Fattori Esterni: Mobile e Responsabilità

Scegliendo un casinò, il mobile è cruciale. I Principali Fattori da Considerare nella Scelta di un Casinò Mobile includono fluidità app, sicurezza e bonus compatibili – elementi che non solo facilitano il gioco, ma preservano le probabilità intatte su schermi piccoli.

Non dimenticate: giocate responsabilmente. Impostate limiti, usate tool di auto-esclusione. Il gambling è intrattenimento, non reddito.

Conclusioni: La Tua Prossima Mossa

Tornando al punto: blackjack e video poker vincono per RTP e skill. Slots per divertimento, craps per azione. La scelta? Dipende dal vostro stile. Io? Una mano di blackjack con caffè in mano. E voi? Provate, calcolate, godetevi il viaggio. Ricordate, il vero jackpot è giocare bene.

 

America’s Cup a Napoli, scatta il protocollo di legalità: appalti sotto osservazione a Bagnoli

Napoli– Blindare gli appalti legati alla bonifica e alla rigenerazione urbana dell’area di Bagnoli-Coroglio e prevenire ogni rischio di infiltrazione della criminalità organizzata, soprattutto in vista degli eventi programmati per la 38^ edizione dell’America’s Cup. È questo l’obiettivo del protocollo di legalità al centro della riunione che si è svolta in mattinata nella sede della Prefettura di Napoli.

Al tavolo hanno partecipato il prefetto Michele di Bari, il commissario per l’area di rilevante interesse nazionale Bagnoli-Coroglio nonché sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, Invitalia, il direttore territoriale del Lavoro e le organizzazioni sindacali. L’incontro è servito a definire i contenuti dell’intesa, che punta a garantire trasparenza nelle procedure e correttezza nella concorrenza tra imprese.

Il protocollo – secondo quanto emerso – prevederà una serie di strumenti di controllo “rafforzati”: misure antimafia più stringenti, monitoraggio costante dei cantieri e verifiche mirate per contrastare il lavoro irregolare. Tra i punti indicati anche l’obbligo di rispettare le norme sulla sicurezza e le regole sulla congruità della manodopera impiegata, con l’obiettivo di evitare distorsioni e scorciatoie nell’esecuzione dei lavori.

Nei prossimi giorni è in calendario un nuovo confronto con tutti i soggetti istituzionali interessati. Al termine della riunione verrà concertato il testo definitivo del protocollo, che sarà poi sottoposto alla firma.

Torre Annunziata, droga occultata tra doppi fondi e intercapedini: fiuto di Naja smaschera spacciatore

Torre Annunziata – Il fiuto infallibile del cane antidroga Naja ha fatto fallire il piano di un 37enne di Torre Annunziata, che aveva nascosto marijuana e hashish in nascondigli artigianali creati all’interno del proprio appartamento.

L’uomo è finito in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.L’arresto è scattato nel corso di un vasto servizio straordinario di controllo del territorio disposto dalla Questura di Napoli, con un’operazione interforze che ha coinvolto Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.

Particolare attenzione è stata riservata ai quartieri più sensibili: Annunziata, Poverelli, Penniniello e Provolera.Gli agenti del Commissariato locale, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania e da un’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno perquisito l’abitazione del 37enne – già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di droga.

Grazie all’intervento di Naja, il pastore tedesco specializzato nella ricerca di stupefacenti, sono stati scoperti nascondigli realizzati ad arte: doppi fondi e intercapedini dove erano occultati dieci involucri di marijuana (circa 800 grammi complessivi), due panetti e un pezzo di hashish (circa 300 grammi totali), un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 2.300 euro in contanti di vario taglio, ritenuti provento dell’attività illecita.

Contestualmente, nel corso dello stesso dispositivo di controllo – che ha portato all’identificazione di 320 persone (di cui 78 con precedenti), al controllo di 150 veicoli (tre sequestrati amministrativamente), a 45 sanzioni al Codice della Strada, al controllo di otto esercizi commerciali e di 24 soggetti sottoposti a misure restrittive – si è verificato un secondo episodio significativo.Una pattuglia ha notato un’auto il cui conducente, alla vista delle forze dell’ordine, ha accelerato nel tentativo di sottrarsi al controllo nonostante l’intimazione di alt.

Ne è nato un breve inseguimento con manovre pericolose per la circolazione. Il veicolo è stato infine bloccato: al volante c’era un 40enne di Castellammare di Stabia, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.L’operazione conferma l’intensificazione dei servizi “ad alto impatto” nella zona oplontina, finalizzati a contrastare microcriminalità e spaccio di sostanze stupefacenti nei quartieri più a rischio. Entrambi gli arrestati sono a disposizione dell’autorità giudiziaria per le fasi successive: convalida e giudizio.

Aggressione nella villa comunale, due uomini arrestati a Sant’Antimo

Dall’affidamento ai servizi sociali alla custodia cautelare in carcere. È il percorso giudiziario che ha riportato dietro le sbarre due uomini di 36 e 38 anni arrestati dai Carabinieri della Tenenza di Sant’Antimo, in esecuzione di un’ordinanza emessa dall’Ufficio di sorveglianza del Tribunale di Napoli. I due erano già sottoposti a una misura alternativa, ma il beneficio è stato revocato dopo una nuova e grave vicenda di violenza.

Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate dai militari dell’Arma in seguito alla denuncia presentata da un 34enne, vittima di un’aggressione avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 gennaio all’interno della villa comunale di Sant’Antimo. Un episodio che ha fatto scattare immediatamente gli accertamenti e che ha portato l’autorità giudiziaria a ritenere incompatibile la permanenza dei due indagati nel circuito delle misure alternative.

Alla luce degli elementi raccolti, il Tribunale di Napoli ha disposto la sostituzione dell’affidamento in prova con la custodia cautelare in carcere. I Carabinieri hanno quindi dato esecuzione all’ordinanza, accompagnando i due uomini presso un istituto penitenziario, dove resteranno a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Responsabilità sanitaria, condanna per l’Asl Napoli 1: maxi risarcimento ai familiari di un paziente

Una grave e colpevole sottovalutazione del quadro cardiologico di un paziente è costata una condanna da circa 600mila euro all’Asl Napoli 1 Centro. A stabilirlo è stato il Tribunale, che ha riconosciuto la responsabilità sanitaria per il decesso di un uomo ricoverato in un noto ospedale napoletano e ha disposto il risarcimento in favore della moglie e del figlio.

La vicenda ha origine dal ricovero del paziente al Pronto soccorso dopo una caduta accidentale in casa, che aveva provocato una lesione ossea. L’uomo era affetto da importanti patologie cardiache croniche, da tempo però stabilizzate e compensate da terapie adeguate, tali da garantirgli un equilibrio clinico. Nonostante questo quadro noto, l’assistenza sanitaria si è concentrata esclusivamente sull’aspetto ortopedico, trascurando in modo ingiustificato le condizioni cardiologiche.

Il paziente è stato ricoverato in un reparto ritenuto non idoneo alla complessità delle sue condizioni generali e non ha ricevuto le cure specialistiche necessarie. Questa omissione ha determinato un progressivo peggioramento dello stato di salute, fino allo scompenso cardiaco fatale che ha portato al decesso. A sostenere e dimostrare la ricostruzione dei fatti sono stati gli avvocati dello Studio Associati Maior, Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, affiancati dal medico legale Marcello Lorello.

Nel corso del giudizio, il Collegio dei consulenti tecnici d’ufficio nominato dal Tribunale ha confermato integralmente le tesi difensive, accertando gravi profili di responsabilità sanitaria legati a una errata gestione clinica e a macroscopiche omissioni assistenziali. Nonostante l’esito peritale nettamente sfavorevole, l’Asl Napoli 1 Centro non ha avviato alcun tentativo di accordo transattivo.

Il Tribunale ha quindi pronunciato sentenza di condanna, riconoscendo ai familiari sia il danno da perdita del rapporto parentale sia il danno catastrofale, legato alla lucida consapevolezza del paziente di andare incontro alla morte in una condizione di sofferenza, agonia e assenza di adeguata assistenza sanitaria. “Questa sentenza riafferma un principio fondamentale: il paziente deve essere valutato nella sua globalità e non per singoli frammenti clinici”, hanno dichiarato gli avvocati dello Studio Associati Maior, sottolineando come la decisione restituisca giustizia alla famiglia e richiami le strutture sanitarie al rispetto dei più elementari doveri di cura e vigilanza.

Coppa Italia, ufficiale il programma dei quarti di finale: date e orari

La Coppa Italia entra nella sua fase più calda e la Lega Serie A ha ufficializzato il programma dei quarti di finale, in attesa dell’ultimo ottavo che completerà il tabellone. Fiorentina-Como, in programma il 27 gennaio alle 21, deciderà l’avversaria del Napoli, già qualificato tra le migliori otto.

Il primo appuntamento è fissato per il 4 febbraio alle 21 con Inter-Torino, che si disputerà eccezionalmente a Monza. Il giorno successivo, il 5 febbraio sempre in notturna, sarà la volta di Atalanta-Juventus, sfida di altissimo livello che mette di fronte due squadre abituate a puntare in alto anche in Coppa. Il 10 febbraio toccherà al Napoli, impegnato alle 21 contro la vincente di Fiorentina-Como, mentre l’ultimo quarto di finale andrà in scena l’11 febbraio con Bologna-Lazio, ancora una volta in orario serale.

Un calendario serrato e carico di tensione, che promette spettacolo e confronti diretti tra grandi protagoniste del calcio italiano, con la Coppa Italia pronta a regalare verdetti pesanti in vista delle semifinali.

Serie A, ufficiali anticipi e posticipi: date e orari della 23ª e 24ª giornata

La Lega Serie A ha ufficializzato date e orari della ventitreesima e della ventiquattresima giornata di campionato, delineando un calendario fitto che accompagnerà il torneo tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio. Confermato anche il rinvio di Milan-Como, che verrà recuperata alla prima data utile.

La ventitreesima giornata si apre venerdì 30 gennaio alle 20.45 con Lazio-Genoa. Il sabato propone un pomeriggio intenso che parte alle 15 con Pisa-Sassuolo, prosegue alle 18 con Napoli-Fiorentina e si chiude alle 20.45 con Cagliari-Verona. Domenica 1 febbraio si entra nel vivo con Torino-Lecce alle 12.30, Como-Atalanta alle 15, Cremonese-Inter alle 18 e Parma-Juventus alle 20.45. Il turno si completa lunedì 2 febbraio alle 20.45 con Udinese-Roma, mentre martedì 3 febbraio, sempre in serata, è in programma Bologna-Milan.

La ventiquattresima giornata prende il via venerdì 6 febbraio alle 20.45 con Verona-Pisa. Sabato 7 febbraio spazio a Genoa-Napoli alle 18 e Fiorentina-Torino alle 20.45. Domenica 8 febbraio si apre con Bologna-Parma alle 12.30, seguita da Lecce-Udinese alle 15, Sassuolo-Inter alle 18 e Juventus-Lazio alle 20.45. Chiusura affidata al lunedì, con Atalanta-Cremonese alle 18.30 e Roma-Cagliari alle 20.45.

Napoli, arrestato in aeroporto l’ultimo latitante della sparatoria di piazza Carolina

Napoli – L’ultimo dei latitanti della sanguinosa sparatoria di piazza Carolina è stato arrestato ieri sera all’aeroporto di Capodichino.

Si tratta di un minorenne, prelevato dagli agenti della Polizia di Stato al suo rientro da un viaggio in Spagna, su cui pendeva un fermo per tentato omicidio aggravato.

Il provvedimento, emesso su delega del Procuratore della Repubblica per i Minorenni di Napoli, è l’esito delle indagini coordinate dalle Procure Minorile e Antimafia e condotte dalla Squadra Mobile, insieme ai commissariati San Ferdinando e Montecalvario.

L’indagato, insieme ad altri, è ritenuto responsabile della sparatoria avvenuta nel cuore della città nella notte tra l’11 e il 12 dicembre scorso.

Secondo le ricostruzioni, un gruppo di giovanissimi provenienti dai Quartieri Spagnoli aprì il fuoco, “ad altezza d’uomo”, contro alcuni coetanei riferibili al rione Pallonetto di Santa Lucia, con l’evidente intenzione di uccidere. Oltre al tentato omicidio in concorso, al ragazzo viene contestato il porto e la detenzione illegale di arma, entrambi i reati aggravati dalla modalità mafiosa.

 

Sanità, la Campania resta indietro: 13esima in Italia per i livelli essenziali di assistenza

La Campania supera l’esame dei livelli essenziali di assistenza, ma resta nelle retrovie della sanità italiana. È adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia, come solo altre dodici regioni e province autonome, ma si colloca al tredicesimo posto su ventuno nella graduatoria nazionale dei Lea. A certificarlo sono i dati del 2023, gli ultimi disponibili, presentati dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso di un’audizione in commissione Affari costituzionali del Senato dedicata al disegno di legge sui livelli essenziali delle prestazioni.

Il punteggio complessivo della Campania si ferma a quota 206, ben al di sotto della media nazionale che si attesta a 226 e molto distante dalle regioni di testa. Un risultato che fotografa una sanità capace di garantire i servizi minimi, ma ancora in difficoltà sul piano dell’equità e della qualità complessiva dell’assistenza. Un divario che, secondo Gimbe, rischia di diventare strutturale se il percorso dell’autonomia differenziata dovesse procedere senza correttivi.

“ I livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i livelli essenziali di assistenza, né sul piano normativo né su quello sostanziale”, ha sottolineato Cartabellotta davanti ai senatori. “La scelta del Governo di equipararli ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, che rischia di diventare un moltiplicatore di diseguaglianze”. Un passaggio che, secondo il presidente di Gimbe, potrebbe cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, penalizzando ulteriormente il Mezzogiorno e aumentando la mobilità sanitaria verso il Nord.

Nel dettaglio, la Campania mostra criticità soprattutto nell’area della prevenzione, dove il distacco dai territori più virtuosi resta ampio, ma evidenzia limiti anche nell’assistenza distrettuale e in quella ospedaliera. Un quadro complessivo che racconta di una regione in affanno rispetto agli standard più elevati del Servizio sanitario nazionale, pur riuscendo a restare sopra la soglia minima di adempienza.

Il messaggio che arriva dal Senato è chiaro: senza una definizione rigorosa e uniforme dei Lep sanitari, il rischio è quello di consolidare un sistema a più velocità, nel quale il luogo di residenza continua a determinare l’accesso e la qualità delle cure.

Violenze in carcere, l’ex ispettore in aula: “A Santa Maria Capua Vetere fu un inferno”

“Un caos totale, un inferno”. Così Raffaele Piccolo, ispettore della polizia penitenziaria oggi in pensione, ha descritto in aula il carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020, il giorno della violenta perquisizione nel reparto Nilo che si trasformò in una spedizione punitiva ai danni di centinaia di detenuti. Parole pronunciate durante il maxi-processo in corso davanti al tribunale sammaritano, che vede 105 imputati e che si avvia verso la fase decisiva.

Quel giorno, in pieno lockdown per l’emergenza Covid, quasi trecento agenti entrarono in azione e, secondo l’accusa, si resero responsabili di pestaggi e violenze su un numero analogo di detenuti. Piccolo fu tra coloro che guidarono il gruppo dei quaranta agenti interni incaricati di avviare la perquisizione nelle celle della terza sezione del reparto Nilo. In aula ha raccontato un contesto completamente fuori controllo, segnato dalla presenza massiccia di agenti arrivati da altri istituti.

“Gli esterni non rispondevano a nessuno, erano autonomi”, ha detto Piccolo, indicando come principali responsabili dei pestaggi i poliziotti provenienti da fuori, in particolare dalle carceri di Secondigliano e Avellino. Agenti che, come mostrano i video acquisiti agli atti, indossavano quasi tutti la tenuta antisommossa, con caschi, mascherine e manganelli, dando alla scena un clima che lo stesso imputato ha definito “da resa dei conti”.

La testimonianza dell’ex ispettore ricalca quella già resa da altri colleghi presenti in servizio quel giorno, compreso l’allora comandante della polizia penitenziaria Gaetano Manganelli, che hanno puntato il dito contro i reparti esterni. Ma Piccolo ha anche ammesso che le responsabilità non furono esclusivamente di chi venne da fuori. “Anche tra i miei uomini qualcuno si fece trasportare dagli esterni”, ha affermato, riconoscendo che vi furono agenti interni che commisero violenze ai danni dei detenuti.

Nel clima teso che si respira in aula, la sua deposizione ha contribuito ad alimentare l’immagine di una giornata segnata da una frattura profonda all’interno dello stesso corpo della polizia penitenziaria, tra chi tentava di mantenere un controllo e chi, secondo le accuse, agì senza ordini e senza freni. Un quadro che rende ancora più drammatico uno dei capitoli più bui della storia recente del sistema carcerario italiano.

Accesso a Medicina, dossier choc alla Camera: “Sistema pieno di falle”

L’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia “non può essere una lotteria” e il sistema attuale “mostra tutte le sue falle”. È una denuncia dura e documentata quella contenuta nel dossier presentato alla Camera dei deputati dal Comitato Medicina Senza Filtri, che riunisce associazioni studentesche, realtà formative, i Radicali Italiani e lo Studio Legale Leone-Fell & C. Un atto che segna l’avvio del Tour dei Diritti, una mobilitazione nazionale che parte oggi da Napoli, alle 15, all’Hotel Ramada.

La scelta del capoluogo campano non è casuale. Proprio in alcune sedi del Sud, tra cui Napoli, l’analisi dei dati post-graduatoria evidenzierebbe concentrazioni anomale di punteggi molto elevati, mentre in altre aree del Paese la distribuzione appare più coerente con una selezione realmente competitiva. Un elemento che, secondo il Comitato, non può essere ignorato e che si inserisce in un quadro già segnato da irregolarità e sospetti.

Al centro del dossier anche i risultati di un sondaggio nazionale condotto tra studenti, che restituisce un’immagine preoccupante della didattica universitaria: programmi sovradimensionati rispetto al tempo disponibile, metodologie poco variabili, carenza di spazi e servizi. Ma soprattutto emerge l’impatto sulla salute psico-fisica degli studenti, con livelli elevatissimi di stress, difficoltà nella gestione della vita quotidiana e un senso costante di incertezza sul futuro.

Il Comitato punta il dito anche contro segnalazioni di prove violate, controlli assenti o insufficienti, diffusione in tempo reale di domande e immagini dei test, anomalie statistiche nella graduatoria nazionale e regole cambiate a selezione conclusa. Particolarmente contestata è la recente decisione del Ministero di intervenire con una sanatoria per coprire i posti rimasti vacanti, consentendo l’ammissione anche a candidati che non avevano raggiunto la soglia minima prevista. “Non è una soluzione, ma l’ennesimo strappo alle regole”, afferma il Comitato, parlando di una scelta che “viola la legge, discrimina chi ha rispettato le regole e certifica il fallimento di un sistema nato male e gestito peggio”.

Sulla stessa linea gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, fondatori dello studio legale che affianca l’iniziativa: “Il decreto legislativo è chiaro: senza il raggiungimento della soglia minima non si accede alla graduatoria. Cambiare le regole dopo lo svolgimento delle prove è vietato in qualsiasi selezione pubblica”. Secondo i legali, le violazioni riscontrate rendono inevitabile il ricorso alle vie giudiziarie, anche alla luce di ulteriori profili di illegittimità, come la possibile violazione dell’anonimato e le anomalie emerse dopo la pubblicazione delle graduatorie.

“Quello che portiamo nelle piazze non è una protesta, ma una ricostruzione documentata di ciò che è accaduto”, sottolinea ancora il Comitato. “Dati statistici, testimonianze degli studenti e decisioni ministeriali raccontano un sistema opaco, diseguale e profondamente ingiusto. Quando i punteggi più alti si concentrano sempre nelle stesse sedi, non ci si può voltare dall’altra parte”.

Durante gli incontri del Tour dei Diritti vengono illustrate le criticità del semestre filtro, le irregolarità nello svolgimento delle prove, le distorsioni della graduatoria nazionale e le conseguenze concrete per migliaia di studenti rimasti esclusi. Le azioni legali sono già partite e, nei primi giorni, hanno coinvolto oltre mille studenti, un numero destinato a crescere rapidamente.

Angelo Napolitano sigillato dalla Finanza: «Supereremo anche questa». Tre punti vendita restano aperti

Napoli – “Supereremo anche questa”. Con un video su TikTok, l’imprenditore Angelo Napolitano ha commentato il provvedimento della Guardia di Finanza che ha disposto la chiusura temporanea delle sue attività commerciali.

I sigilli sono scattati nell’ambito di un’indagine per fatture false ed evasione dell’Iva, ma l’imprenditore assicura che l’attività proseguirà in altre sedi.

Tre punti vendita operativi

Nel messaggio social, Napolitano ha rassicurato i clienti: “Abbiamo avuto una chiusura di 15 giorni ma restiamo a completa disposizione per acquisti o altro”. L’imprenditore ha indicato tre punti vendita ancora operativi: Cardito, il Cis di Nola e una nuova sede a Casalnuovo che sarà attiva da domani.

L’intervento della Finanza

La Guardia di Finanza ha apposto i sigilli alle attività commerciali nell’ambito di un’indagine per irregolarità fiscali. Le ipotesi di reato contestate riguardano l’utilizzo di fatture false e l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto. Il provvedimento prevede una sospensione dell’attività di 15 giorni.

La strategia dell’imprenditore

Nonostante il sequestro, Napolitano ha scelto di comunicare direttamente con i clienti attraverso i social network, mantenendo un tono ottimista e annunciando la continuità operativa in altre sedi. “Dobbiamo aspettare 15 giorni. Supereremo anche questa”, ha concluso nel video pubblicato su TikTok.

Incendio nel condominio, salvati dai balconi un’anziana e quattro bambini

Paura a Eboli, nel Salernitano, per un incendio divampato in uno stabile di via don Romolo Murri. Le fiamme si sono sviluppate nel sottoscala del condominio, sprigionando una densa nube di fumo che ha rapidamente invaso il vano scale e alcuni appartamenti.

A lanciare l’allarme sono stati gli stessi residenti, che hanno notato il rogo e hanno contattato i vigili del fuoco del distaccamento di Eboli, intervenuti con un’autoscala e un’autobotte.

Una volta entrati nello stabile, i pompieri hanno accertato che a bruciare era un cumulo di materiale vario, tra plastica e gomma, con la presenza di bombole di GPL: queste ultime sono state immediatamente rimosse e raffreddate per evitare esplosioni.

Durante le operazioni di spegnimento, i soccorritori hanno individuato all’ultimo piano un’anziana allettata e quattro bambini, rimasti bloccati a causa del fumo. Il salvataggio è avvenuto dai balconi, con il recupero in sicurezza delle persone poi affidate alle cure dei sanitari.

La situazione è apparsa da subito critica per l’elevata concentrazione di fumi tossici, aggravata dall’apertura delle porte degli appartamenti. Tutti i residenti coinvolti sono stati trasportati negli ospedali della zona per accertamenti: alcuni di loro sono stati trasferiti anche a Napoli per le conseguenze dell’inalazione dei fumi.

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti i sanitari del 118, le forze dell’ordine e il sindaco di Eboli, che ha seguito da vicino le operazioni di soccorso.

Un modo semplice per tenere con sé video e audio trovati online

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Succede più spesso di quanto si pensi. Stai scorrendo online e trovi un video che ti colpisce, una spiegazione utile o una clip che vorresti rivedere con calma. Magari sei di fretta, oppure sai già che più tardi non avrai connessione. In quei momenti nasce il bisogno di salvare il contenuto, senza complicazioni e senza dover installare nulla.

Esistono strumenti online pensati proprio per questo. Soluzioni che permettono di trasformare un semplice link in un file pronto da usare, direttamente dal browser. Niente registrazioni, niente passaggi confusi. Solo un processo naturale, pensato per adattarsi al modo in cui le persone usano davvero internet ogni giorno.

Perché questi strumenti sono diventati così comuni

Uno dei motivi principali è la libertà che offrono. Libertà di guardare un video quando vuoi, anche senza rete. Libertà di ascoltare un audio mentre fai altro. Libertà di non dipendere sempre da una piattaforma o da una connessione stabile.

Molti utenti apprezzano il fatto che tutto avvenga in pochi istanti. Copi un link, lo incolli e il contenuto diventa tuo, pronto per essere usato quando serve. Non serve essere esperti di tecnologia. È un approccio diretto, che si adatta bene alla vita quotidiana.

Salvare video da YouTube senza complicare le cose

YouTube è una fonte enorme di contenuti. Tutorial, lezioni, interviste, intrattenimento. A volte però guardare tutto in streaming non è l’ideale. Per questo motivo, la possibilità di scarica video youtube diventa particolarmente utile.

Salvare un video permette di rivederlo con calma, senza interruzioni, magari durante un viaggio o in un momento in cui la connessione non è disponibile. Il processo è lineare e non richiede passaggi inutili, lasciando spazio solo a ciò che conta davvero, cioè il contenuto.

Quando l’audio è tutto ciò che serve

Ci sono situazioni in cui il video passa in secondo piano. Una conversazione interessante, un discorso motivazionale. In questi casi, poter scaricare mp3 da youtube è una soluzione pratica e naturale.

Convertire un video in audio permette di ascoltare i contenuti preferiti mentre si cammina, si lavora o ci si rilassa. È un modo semplice per creare una raccolta personale di file audio, sempre disponibili sul proprio dispositivo, senza dover cercare di nuovo lo stesso contenuto online.

Dare valore anche ai contenuti brevi

I video brevi fanno ormai parte della routine digitale. Sono rapidi, diretti e spesso racchiudono idee interessanti in pochi secondi. La possibilità di scarica shorts da youtube consente di conservare questi momenti senza perderli nel flusso continuo dei contenuti online.

Che si tratti di un’idea creativa, di un consiglio veloce o di qualcosa che ti ha fatto sorridere, salvare questi clip rende più facile tornarci quando vuoi, senza doverli cercare di nuovo.

Un solo spazio per contenuti provenienti da più piattaforme

Un aspetto molto apprezzato di questi strumenti è la loro versatilità. Non sono legati a una sola piattaforma, ma permettono di gestire video e audio provenienti da diversi siti e social network. Questo riduce la necessità di usare soluzioni diverse per ogni fonte.

Il risultato è un’esperienza più ordinata e coerente. Tutto avviene nello stesso modo, indipendentemente da dove proviene il contenuto, rendendo il processo più fluido e meno dispersivo.

Nessuna installazione, meno pensieri

Il fatto che tutto funzioni online fa davvero la differenza. Non serve installare applicazioni, né preoccuparsi di aggiornamenti o compatibilità. Basta aprire il browser, incollare il link e procedere.

Questo rende lo strumento accessibile praticamente a chiunque, da qualsiasi dispositivo. Inoltre, non essendo richiesti account o dati personali, l’esperienza risulta più leggera e discreta.

Un aiuto concreto nella gestione dei contenuti digitali

Alla fine, strumenti di questo tipo diventano parte della vita digitale quotidiana. Aiutano a organizzare meglio ciò che si trova online, offrono maggiore controllo sui contenuti e permettono di usarli secondo i propri ritmi.

Che si tratti di video lunghi, audio da ascoltare in mobilità o clip brevi da conservare, la possibilità di salvarli in modo semplice rende l’esperienza online più libera e personale. L’importante, come sempre, è utilizzare questi strumenti in modo consapevole, rispettando i diritti e le regole delle piattaforme da cui provengono i contenuti.

 

Napolitano Store, nuovo blitz della Finanza: chiusi i negozi tra Napoli e Casalnuovo

Napoli – La Guardia di Finanza ha eseguito un nuovo e più incisivo sequestro nei confronti della società che gestisce i negozi Napolitano Store, operativa nel commercio di elettrodomestici e smartphone tra Napoli e Casalnuovo.

I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno posto sotto sigilli l’intero compendio aziendale di Angelo Napolitano, attivissimo tiktoker e noto per le sue amicizie con Rita De Crescenzo, su disposizione del gip di Nola, su richiesta della Procura, bloccando di fatto ogni attività commerciale.

Si tratta di un ulteriore sviluppo dell’inchiesta che già lo scorso 17 settembre aveva portato a un maxi sequestro da 5,7 milioni di euro, comprendente anche uno yacht di 16,5 metri, provvedimento poi confermato dal Tribunale del Riesame. Secondo gli inquirenti, nonostante quel primo intervento, la società avrebbe continuato a mettere in atto lo stesso schema fraudolento.

Al centro dell’indagine c’è una sistematica frode all’Iva, realizzata attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti nei confronti di società “cartiere”, prive di dipendenti e di reale operatività, utilizzate per aggirare il fisco e abbattere il carico tributario. In questo modo l’azienda avrebbe potuto immettere sul mercato grandi quantitativi di smartphone di ultima generazione venduti “in nero” a prezzi nettamente inferiori a quelli ufficiali.

I clienti, secondo quanto ricostruito dalla Finanza, erano obbligati a pagare in contanti e ricevevano una sorta di “bolletta” priva di valore fiscale, molto simile a uno scontrino. Il documento, prodotto con un software gestionale interno, riportava però il codice IMEI del dispositivo, consentendo all’azienda di giustificare l’uscita della merce dal magazzino, monitorare le vendite e garantire l’eventuale sostituzione dei prodotti.

La società, fortemente attiva sui social network con una comunicazione aggressiva e quotidiana, ha registrato negli ultimi anni una crescita ritenuta dagli investigatori esponenziale e anomala: il fatturato è passato dai 2,2 milioni di euro del 2017 ai 20,8 milioni del 2023.

Il titolare dell’azienda, Angelo Napolitano, era già finito sotto i riflettori anche per la sua presenza in un video, girato l’8 agosto dello scorso anno all’interno del Consiglio regionale della Campania insieme alla tiktoker Rita De Crescenzo, nell’ufficio dell’allora consigliere Pasquale Di Fenza, con l’esibizione della bandiera italiana e l’Inno di Mameli in sottofondo.

In questa nuova fase dell’indagine, il gip non ha disposto la nomina di un amministratore giudiziario. I due store sono stati affidati a custodi incaricati della sorveglianza, al fine di impedire la sottrazione dei beni. Le attività di vendita sono completamente sospese e i negozi di Napoli e Casalnuovo restano chiusi al pubblico.

Campi Flegrei, la terra torna a tremare: sciame sismico in corso a Pozzuoli

Napoli – Nuova mattinata di apprensione nell’area flegrea. A partire dalle ore 9:03 di oggi, mercoledì 14 gennaio 2026, l’Osservatorio Vesuviano ha segnalato l’inizio di un nuovo sciame sismico che sta interessando la zona dei Campi Flegrei, con epicentro localizzato nel territorio di Pozzuoli.

L’attività sismica ha fatto registrare due eventi principali a distanza ravvicinata: alle ore 9:04: Una prima scossa di magnitudo 2.2. A seguire un secondo evento, più intenso, di magnitudo 2.5 della scala Richter.

Le scosse, sebbene di moderata entità, sono state distintamente avvertite dalla popolazione locale e in alcuni quartieri della zona occidentale di Napoli, alimentando il consueto clima di allerta legato al fenomeno del bradisismo.

La risposta delle autorità L’amministrazione comunale di Pozzuoli è intervenuta tempestivamente con una nota diffusa tramite i canali social per rassicurare i cittadini e fornire aggiornamenti.

«L’Amministrazione Comunale, insieme alla Protezione Civile di Pozzuoli, sta seguendo da vicino l’evolversi dello sciame in atto», si legge nel comunicato.

Le autorità restano in costante contatto con l’Osservatorio Vesuviano per monitorare i parametri geofisici dell’area. Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma la sorveglianza resta massima fino alla conclusione del fenomeno.

Il baby rapinatore di Melito tradito dal cognome su un etichetta del giubbotto

Giugliano –  La gioavne età nonostante la spiccata capacità a delinquere e ela sua indole violenta gli hanno tirato un brutto scherzo. Il giovane rapinatore 15enne di Giugliano arrestato stamane dai carabinieri per una rapina compiuta il 2 dicembre scorso ai danni di un supermercato di Melito, ha commesso un errore da principiante che hanno permesso ai militari di arrivare alla sua identificazione in tempi brevi.

Dopo la rapina, infatti e durante la fuga, il 15enne si è disfatto di un giubbotto. Fin qui nulla di strano. Lo fanno in tanti per eliminare eventuali identificazione attraverso i vestiti. M ail giovane rapinatore aveva dimenticato che all’interno vi era ancora l’etichetta di una lavanderia nella quale forse sua mamma aveva portato l’indumento con il cognome del giovane.

Una imprudenza che è risultata rilevante per la sua identificazione. Per lui – che è un incensurato – si sono aperte le porte della comunità di recupero. Ad eseguire il provvedimento, scaturito da una richiesta della Procura dei Minorenni, i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano in Campania.

Grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti e ad alcuni testimoni, i militari hanno ricostruito che quella sera l’indagato – assieme ad un complice in corso di identificazione – avrebbe minacciato la cassiera di un supermercato di Melito di Napoli, strada Provinciale, facendosi consegnare l’incasso di 1600 euro per poi dileguarsi in sella a uno scooter.

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