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Juve Stabia, Pagliuca carica i tifosi: “Domani daremo tutto per Castellammare”

Castellammare – Vigilia di fuoco per la Juve Stabia, pronta a sfidare il Palermo nei playoff di Serie B. Nella consueta conferenza stampa pre-gara, mister Guido Pagliuca ha scaldato gli animi, chiamando a raccolta squadra e tifosi per una partita che si preannuncia intensa.

“Domani sarà difficile, ma siamo felici di giocarla davanti al nostro pubblico. Vedere la Juve Stabia ai playoff è un orgoglio per la città e per il nostro percorso”, ha dichiarato l’allenatore.

Pagliuca ha sottolineato l’importanza di affrontare la gara con determinazione e umiltà, qualità che hanno caratterizzato il gruppo sin dall’inizio. “Le partite difficili danno risposte belle. Dobbiamo dare tutto per non avere rimpianti, consapevoli di aver costruito qualcosa di speciale con i tifosi e Castellammare”, ha aggiunto.

Il tecnico della Juve Stabia ha confermato il recupero di gran parte della rosa, con un occhio di riguardo a Buglio, Gerbo e Candellone, ma ha avvertito: “Sarà una gara che potrebbe andare oltre i 90 minuti, serve attenzione”.

L’appello ai tifosi: “Il vostro supporto sarà decisivo”

Rivolgendosi al Palermo, squadra costruita con ambizioni importanti, Pagliuca ha promesso massima concentrazione: “Siamo focalizzati solo su di loro, pronti a trovare la strategia giusta”. L’appello finale è per i tifosi: “Abbiamo guadagnato questa partita insieme, il vostro sostegno sarà decisivo”. La città di Castellammare si prepara a stringersi attorno alle Vespe, sognando un’impresa che possa lasciare il segno.

Carico di droga per il narcos Imperiale: imprenditore condannato a 12 anni

Napoli – Dodici anni di carcere e una multa da 60mila euro: è la condanna inflitta oggi dalla settima sezione penale del Tribunale di Napoli (presidente Marta Di Stefano) all’imprenditore Giovanni Fontana, ritenuto dalla DDA vicino al narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale, noto anche come “il boss dei Van Gogh”.

Secondo l’accusa, Fontana avrebbe fornito supporto logistico al traffico internazionale di droga gestito da Imperiale, mettendo a disposizione un deposito nel Casertano e alcuni camion per trasportare un carico di cocaina diretto in Australia, mai arrivato a destinazione.

La condanna è arrivata in linea con la richiesta del pubblico ministero Maurizio De Marco, che ha coordinato l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia culminata, nel 2022, con l’arresto dell’imprenditore.

La sentenza è stata pronunciata dopo alcune ore di camera di consiglio, seguite alla discussione della difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Stellato.

L’inchiesta fa parte di un più ampio filone investigativo che mira a smantellare la rete internazionale di narcotraffico legata a Imperiale, ex latitante e oggi collaboratore di giustizia.

Castel Volturno: la Fai ricorda Mimmo Noviello, martire del coraggio contro il racket

Castel Volturno si è fermata oggi per ricordare Mimmo Noviello, l’imprenditore che nel 2001 disse no al racket dei Casalesi e pagò con la vita nel 2008. Una commemorazione sobria ma densa di significato, organizzata dalla Federazione antiracket italiana proprio nel luogo dove la camorra volle spegnere una voce libera. Ma quella voce, oggi, continua a farsi sentire più forte che mai.

Massimiliano Noviello, figlio di Mimmo e presidente della Fai locale, ha raccontato cosa significava, allora, essere soli contro un sistema mafioso radicato. “Mio padre non accettò il compromesso mafioso, scelse la libertà e la dignità. All’epoca era solo. Oggi, grazie alle istituzioni, alle forze dell’ordine e alle associazioni come la Fai, non lo è più nessuno”.

Dopo la commemorazione, le istituzioni si sono ritrovate nell’aula consiliare del Comune, dove hanno risposto alle domande degli studenti dell’Isis “Vincenzo Corrado”. Un confronto moderato dal presidente nazionale Dai, Luigi Ferrucci, e arricchito dagli interventi di chi ogni giorno combatte la criminalità con la cultura della legalità: Rosario D’Angelo di Fai Campania, Simmaco Perillo di Libera Caserta e Alessandro Buffardi del comitato Don Peppe Diana.

Il commissario di Governo Maria Grazia Nicolò ha sottolineato il ruolo fondamentale delle associazioni antiracket, che oggi accompagnano le vittime lungo tutto il percorso di denuncia e rinascita. Una rete di protezione che si affianca alla presenza continua dello Stato, come ribadito anche dal commissario regionale Santi Giuffrè e dal prefetto di Caserta Lucia Volpe: “Fare rete e muro con i cittadini è l’unica via – ha detto il prefetto – per far comprendere che lo Stato c’è, e che oggi nessuno deve più sentirsi solo”.

Maggio di Pizzofalcone 2025 – eventi del 17 e 18 maggio

Gli eventi del Maggio di Pizzofalcone 2025 continuano a infiammare il weekend, con due giorni pieni di visite guidate gratuite, spettacoli itineranti e musica che riportano in vita angoli dimenticati della città, tra miti pagani e storie da brividi.

Visite e spettacoli da non perdere il 17 maggio

Sabato 17 maggio, l’azione parte alle 10:30 con la visita guidata “Nel ventre di Partenope” da Castel dell’Ovo a Piazza del Plebiscito, un percorso mozzafiato tra mito e storia curato da chi ama le rovine antiche. Prenotazione obbligatoria a: eventi@maggiodipizzofalcone.it, e non dimenticate il biglietto ANM per l’ascensore del Monte Echia (valida solo con conferma via mail). Sempre quel giorno, dalle 10:15, c’è il progetto “Porte aperte alle Bellezza”, con una visita alla Chiesa Egiziaca di Pizzofalcone seguita dall’esibizione del Coro dei Piccoli Cantori alle 11, e poi dritti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli per una mostra fotografica che potrebbe far impazzire i fan dell’arte. Ingresso libero, ma preparatevi a una folla scatenata! Alle 11, al MUSAP – Palazzo Zapata, si scopre il tesoro nascosto del Circolo Artistico Politecnico con una visita guidata gratuita; prenotate a: segreteria@fondazionecircoloartistico.it o al 081426543 – 3292654343 (conferma obbligatoria). Dal pomeriggio, via Chiaia diventa un palcoscenico per lo spettacolo itinerante “Miti e Leggende, le streghe di Pizzofalcone”, con rievocatori in costume che giocano con la scaramanzia partenopea, mescolando divertimento e un pizzico di isteria.

La replica imperdibile del 18 maggio

Domenica 18 maggio riparte l’adrenalina con la replica della visita guidata “Nel ventre di Partenope” alle 10:30, dallo stesso percorso epico da Castel dell’Ovo a Piazza del Plebiscito. Per chi ha perso il giro del giorno prima, è l’occasione perfetta per tuffarsi nel folklore senza ritegno, mentre la mostra “Il Borgo di Santa Lucia: la trasformazione e le tradizioni” resta aperta con ingresso libero per chi vuole ficcanasare tra foto e storie del passato.

Gli organizzatori

Gli assessori municipali non si trattengono e dichiarano con orgoglio: “Tutti gli eventi realizzati finora sono andati completamente sold out, registrando una straordinaria affluenza di pubblico composta non solo da cittadini napoletani, ma anche da numerosi turisti. Questo dimostra quanto la rassegna sia ormai riconosciuta come un appuntamento culturale di rilievo, capace di attrarre interesse e partecipazione anche oltre i confini del quartiere. Siamo orgogliosi della risposta calorosa e dell’entusiasmo con cui il territorio sta vivendo ogni appuntamento del programma”. E non è finita: “Anche quest’anno, grazie al sostegno dell’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli, siamo riusciti a dar vita al Maggio di Pizzofalcone: una rassegna che non solo si conferma come un appuntamento attesissimo, ma rappresenta sempre più un simbolo di rinascita culturale, partecipazione civica e orgoglio identitario per l’intera città. La straordinaria adesione delle realtà territoriali è la dimostrazione più viva e potente di quanto questo progetto sia sentito e voluto dalla cittadinanza – dichiara il presidente della Municipalità. Fin dall’inizio abbiamo voluto riportare Pizzofalcone – cuore originario della nostra città – al centro dell’attenzione pubblica. Oggi possiamo dirlo con forza: questo percorso condiviso sta dando frutti concreti e tangibili. È la passione, la dedizione e la straordinaria energia della nostra comunità che rendono possibile tutto questo. E sarà proprio questa energia a guidarci anche in futuro”.

Mahmood, è in partenza domani il tour: prima tappa Bologna

Mahmood sta per scatenare il caos nei palasport italiani con la sua seconda tornata del N.L.D.A. TOUR, un evento che promette di far perdere la testa ai fan con sogni anestetici, viaggi onirici e vibrazioni underground che non lasciano scampo.

Dopo aver già ipnotizzato migliaia di persone nella prima parte, il cantautore è pronto a tornare con uno show audacemente teatrale, dove elementi metallici e coreografie folli prendono il sopravvento, trasformando i concerti in un mix esplosivo di emozioni grezze e adrenalina pura.

Lo Show come un Sogno

Lo spettacolo di Mahmood è un vero e proprio rave teatrale che salta tra mondi estetici sognanti e sotterranei, riflettendo l’evoluzione dell’artista attraverso le sue esperienze di vita. Diviso in tre parti, inizia con un volo verso l’ignoto – quasi come un decollo psichedelico – per poi immergersi in momenti onirici e intimi, culminando in un arrivo sulle nuvole, rappresentato da visuals creati appositamente. Elementi metallici, ispirati a opere come Ghost in the Shell, dominano la scena, insieme a richiami piramidali che evocano le origini dell’artista, con luci, laser e coreografie che amplificano ogni sensazione in modo quasi ipnotico.

La Scaletta

In scaletta, Mahmood sfodera tutte le sue hit che hanno segnato la carriera, inclusi i brani dall’ultimo disco “NEI LETTI DEGLI ALTRI”, un successo da platino con oltre 820 milioni di stream. Tra i momenti clou, spicca “SOTTOMARINI”, un brano che immerge l’ascoltatore nell’universo intimo dell’artista, usando i sottomarini come metafora per esplorare profondità emotive, dall’infanzia alla purezza interiore, in un racconto a cuore aperto che non lesina su sincerità cruda e universale.

I biglietti per le date – 17 maggio all’Unipol Arena di Bologna, 20 maggio al Palazzo dello Sport di Roma, 21 maggio al Palapartenope di Napoli, 24 maggio all’Inalpi Arena di Torino e 25 maggio all’Unipol Forum di Milano – sono disponibili su www.ticketone.it e www.friendsandpartners.it, dove i fan possono assicurarsi un posto in questa avventura musicale che non delude.

N.L.D.A. TOUR – PALASPORT

  • 17 maggio 2025 – Bologna, Unipol Arena
  • 20 maggio 2025 – Roma, Palazzo dello Sport
  • 21 maggio 2025 – Napoli, Palapartenope
  • 24 maggio 2025 – Torino, Inalpi Arena
  • 25 maggio 2025 – Milano, Unipol Forum

Serie B, per playoff e playout upgrade televisivo: più telecamere e tecnologia VAR avanzata

La Serie B alza il sipario sulla sua fase più calda con un deciso upgrade televisivo. In vista di playoff e playout, la Lega cadetta ha deciso di potenziare la produzione tv, trasformando l’esperienza visiva della post season in un vero show, dentro e fuori dal campo.

Le novità tecniche sono di peso. Per le due finali promozione e le due sfide salvezza, le telecamere raddoppiano: da cinque a nove, per garantire una copertura più dettagliata e spettacolare dell’azione. Nei turni preliminari e nelle semifinali, invece, farà il suo debutto la camera “reverse”, sistemata all’altezza del centrocampo sul lato opposto rispetto alla regia principale, regalando un’inedita prospettiva di gioco.

Ma è nei match che valgono una stagione che la Lega vuole il salto di qualità definitivo. Le finali saranno raccontate anche da una Gimbal RF, la camera mobile e fluida che seguirà i protagonisti a bordo campo, da un drone in diretta per le riprese aeree live dello stadio e da clip emozionali – le cosiddette “cartoline” – dedicate alle città finaliste, per rafforzare il legame tra calcio e territorio.

Domenica treni straordinari anche dopo la mezzanotte per Parma-Napoli

Napoli si prepara all’eventualità di una lunga notte di passione azzurra. In vista della sfida Parma-Napoli di domenica sera, che potrebbe assegnare aritmeticamente lo scudetto ai partenopei, l’Eav – Ente Autonomo Volturno – ha predisposto un servizio straordinario sulle principali linee ferroviarie regionali.

Su indicazione della Prefettura di Napoli, saranno attive corse aggiuntive fino a oltre la mezzanotte per le linee Cumana, Circumflegrea e per la tratta metropolitana Piscinola/Scampia-Aversa. L’obiettivo è garantire il rientro in sicurezza e senza disagi per i tifosi che, in caso di vittoria, si riverseranno in massa nelle strade della città per festeggiare un tricolore che manca da troppo tempo.

«Il dispositivo – fa sapere Eav – sarà lo stesso messo in campo per le partite serali allo stadio Maradona», quando la macchina del trasporto pubblico viene potenziata per reggere l’impatto delle decine di migliaia di tifosi in movimento. Questa volta, però, l’attesa è ben più alta: il Napoli è a un passo dal sogno, e Napoli si prepara a viverlo fino all’ultima corsa.

Serie A, il presidente Simonelli: “Obiettivo portare partite di campionato all’estero”

Il tempio del calcio milanese, lo stadio San Siro, si prepara a chiudere temporaneamente i battenti. In vista della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, l’impianto resterà inutilizzabile per un mese nel 2026, aprendo la strada a un’idea che da tempo circola nei corridoi della Lega Serie A: esportare il campionato italiano oltreconfine.

L’ipotesi, rilanciata dal presidente della Lega Ezio Simonelli, è chiara: approfittare della pausa forzata per dare corpo a un progetto ambizioso, portare alcune partite di Serie A in campo internazionale. «È uno degli obiettivi che ci siamo posti – spiega Simonelli – ma non dipende solo da noi. Servono le autorizzazioni delle autorità competenti e, soprattutto, la disponibilità dei club».

Il piano, se realizzato, rappresenterebbe una spinta mediatica e commerciale per il calcio italiano, da anni alla ricerca di una maggiore visibilità globale. «Ci stiamo lavorando – aggiunge Simonellie se avremo il via libera, sarà una grande opportunità per far conoscere ancora di più il nostro calcio nel mondo».

Real Sito di Carditello e Direzione generali Archivi insieme per la promozione del patrimonio storico e artistico

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In un colpo di spasso burocratico che potrebbe scuotere le sale polverose degli archivi, la Fondazione Real Sito di Carditello e la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura hanno stretto un accordo audacemente ambizioso con la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e l’Archivio di Stato di Caserta.

Questa intesa, che getta benzina sul fuoco della promozione del patrimonio storico e artistico locale, mobilita risorse finanziarie, strumentali e umane per dragare tesori dimenticati dal XV al XX secolo – un mucchio di circa 10.000 buste e volumi che potrebbe far impallidire i collezionisti più accaniti.

L’Eredità Esplosiva degli Archivi

L’accordo punta dritto al cuore del cosiddetto Archivio Storico della Reggia di Caserta, recentemente acquisito e trasferito grazie a un intervento della Direzione generale Archivi. Si tratta di una montagna di documenti che coprono amministrazioni varie, dalle tenute di Carditello e Calvi all’Agenzia delle Reali Tenute e all’Ufficio delle reali Cacce. “La sfida ambiziosa – afferma il presidente della Fondazione Real Sito di Carditello, Maurizio Maddaloni – è sviluppare un ampio progetto di promozione degli itinerari turistici integrati con la Reggia di Caserta e le altre residenze borboniche, attraverso la fruizione della documentazione storica di Carditello. Stiamo lavorando alacremente con l’Archivio di Stato di Caserta per organizzare una mostra sulle eccellenze produttive della Reale Tenuta e per definire un Piano strategico di sviluppo turistico-culturale e di valorizzazione paesaggistica del Real Sito di Carditello e delle aree annesse”. Questa eredità, passata dal Museo Reggia di Caserta all’Archivio di Stato, è un potenziale oro per il turismo culturale, se solo si smuovono le carte giuste.

Collaborazione

Non è solo un patto di facciata: “L’accordo siglato con la Fondazione Real Sito di Carditello – dichiara Antonio Tarasco, direttore generale Archivi del Ministero della Cultura – rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione interistituzionale volta alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio documentario nazionale. Il fondo archivistico sul Real Sito di Carditello, per la sua rilevanza storica e culturale, merita di essere pienamente restituito alla fruizione pubblica, anche attraverso l’uso delle tecnologie digitali. Questa intesa dimostra come gli Archivi di Stato possano agire da catalizzatori per lo sviluppo di progettualità condivise, capaci di coniugare tutela, conoscenza e valorizzazione del territorio”. Con la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania in prima linea, si prevede una digitalizzazione massiccia delle serie archivistiche, esposizioni mozzafiato e ricerche multimediali che potrebbero trasformare questi documenti in star dello spettacolo culturale. Le due entità si tuffano in un calendario di attività che include pubblicazioni, mostre e alleanze con istituzioni italiane e straniere, tutto per spremere ogni goccia di valore da questo tesoro cartaceo. “La strategia della Direzione generale Archivi – spiega il direttore della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania, Gabriele Capone – trova compimento attraverso gli Istituti periferici con la sottoscrizione di accordi che valorizzano in uno il patrimonio archivistico e le realtà culturali presenti sul territorio di Caserta”, mentre “Questo accordo rappresenta un ulteriore tassello per la valorizzazione dello straordinario patrimonio documentario casertano. Siamo orgogliosi – conclude la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi – di poter contribuire alle linee strategiche indicate dall’Amministrazione”. Con questi pezzi in gioco, il territorio casertano potrebbe presto rubare la scena nei circuiti turistici globali.

Far West a Scampia per il lancio del disco del rapper Envy: arrivano le denunce

Napoli – Scene da Far West lo scorso 10 maggio nel quartiere Scampia di Napoli, dove decine di moto e auto hanno trasformato le strade in un circuito improvvisato in occasione del lancio del nuovo disco del rapper Enzo Vitale, in arte “Envy”.

L’evento, che si è concentrato in particolare nell’area pedonale di piazza Ciro Esposito (già piazza Giovanni Paolo II), ha visto una preoccupante escalation di comportamenti pericolosi e in violazione del codice della strada.

Tra folli acrobazie, impennate e caroselli, la situazione è degenerata fino a documentare vere e proprie corse automobilistiche con persone sedute pericolosamente sui cofani dei veicoli, mettendo a serio rischio la propria e l’altrui incolumità.

Il rapper Enzo Vitale si era giustificato: “Non ho avuto i permessi e ho improvvisato”

Il rapper Enzo Vitale, interpellato sull’accaduto, avrebbe tentato una giustificazione dichiarando: “Non ho avuto i permessi e ho improvvisato”. Tuttavia, tale affermazione non ha placato l’indignazione e l’allarme delle autorità e dei cittadini di fronte a una manifestazione che ha palesemente travalicato i limiti della legalità e del buon senso.

In risposta a quanto accaduto, la Prefettura di Napoli, attraverso una nota ufficiale, ha reso noto un’intensificazione delle attività di controllo e vigilanza nella zona di Scampia. Il prefetto Michele di Bari ha espresso la ferma intenzione di ristabilire la legalità e di punire i responsabili di tali condotte pericolose.

Secondo quanto riferito dal comando della Polizia Locale, grazie all’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti sul territorio, è stato possibile individuare i veicoli dei trasgressori. Trattandosi di violazioni amministrative, sono state comminate diverse sanzioni pecuniarie.

Nello specifico, sono state elevate contravvenzioni per un importo complessivo di 478 euro per la circolazione di motoveicoli senza casco in area pedonale. Ulteriori sanzioni hanno riguardato l’affissione abusiva di manifesti promozionali dell’evento, per un totale di 2.150 euro, con immediata disposizione alla società NAPOLI Servizi per la loro rimozione.

Infine, è stata sanzionata anche la condotta pericolosa del trasporto irregolare di passeggeri sul cofano di un’autovettura, con una multa di 174 euro.

Il prefetto di Bari ha espresso il proprio “apprezzamento per la proficua attività svolta dalle Forze dell’ordine e, in particolare, nel caso in esame, dalla Polizia locale nei confronti dei responsabili di comportamenti tenuti, nella circostanza, in violazione di legge nonché di disposizioni amministrative, al fine di ristabilire la legalità”.

 

Idrogeno, il Combustibile del Futuro? Stato della Ricerca e Sfide per Sostituire il Petrolio

L’idrogeno viene spesso definito il “combustibile del futuro” per il suo potenziale di energia pulita: non emette CO2 durante la combustione, producendo solo vapore acqueo, e potrebbe rivoluzionare settori come i trasporti, l’industria e la climatizzazione. Ma a che punto è la ricerca? Può davvero sostituire il petrolio, o sarà un alleato delle energie rinnovabili come il solare? E quali sono le sfide che l’Italia, un Paese all’avanguardia in questo campo, deve affrontare?

La Ricerca sull’Idrogeno: Progressi e Catalizzatori

La ricerca sull’idrogeno sta vivendo un momento di grande fermento, con investimenti globali che mirano a decarbonizzare settori difficili come le acciaierie e i trasporti pesanti. Un focus cruciale è lo sviluppo di catalizzatori più efficienti e a basso costo per la produzione di idrogeno verde, ovvero quello ottenuto tramite elettrolisi dell’acqua usando energia rinnovabile. Ad esempio, studi internazionali stanno lavorando su leghe di platino più stabili e performanti per le celle a combustibile, riducendo i costi di produzione.

In Italia, l’ENEA sta sperimentando elettrolizzatori ad alta temperatura, come quelli a ossidi solidi (SOEC), che consumano meno energia rispetto ai metodi tradizionali. Un altro filone di ricerca riguarda l’uso di materiali alternativi, come i catalizzatori a base di nichel o persino soluzioni biologiche, come la produzione di bioidrogeno tramite alghe. Tuttavia, la scalabilità di queste tecnologie resta una sfida: i processi richiedono condizioni controllate, e i costi di produzione dell’idrogeno verde sono ancora superiori rispetto a quelli dell’idrogeno grigio, derivato da fonti fossili.

Le Sfide della Filiera: l’Acqua e Non Solo

Un problema significativo della filiera dell’idrogeno è la disponibilità di risorse, in particolare dell’acqua. L’elettrolisi, il metodo più pulito per produrre idrogeno, richiede grandi quantità di acqua: un’acciaieria che volesse passare interamente all’idrogeno verde necessiterebbe di milioni di litri d’acqua all’anno, una quantità insostenibile in aree con scarsità idrica. Inoltre, la produzione di idrogeno verde dipende da energia rinnovabile in eccesso, ma le infrastrutture per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno sono ancora limitate. La necessità di serbatoi ad alta pressione e la difficoltà di trasportare l’idrogeno rispetto a fonti come il metano aggiungono ulteriori ostacoli.

Sostituto del Petrolio o Alleato del Solare?

L’idrogeno non sembra destinato a sostituire completamente il petrolio nel breve termine. Sebbene abbia un’alta densità energetica – 1 kg di idrogeno contiene l’energia di 2,8 kg di benzina – i costi di produzione e le difficoltà infrastrutturali lo rendono più adatto a settori “hard to abate”, come l’industria pesante e i trasporti marittimi, piuttosto che a un uso generalizzato. È più probabile che l’idrogeno affiancherà l’energia solare e altre rinnovabili: può immagazzinare l’energia in eccesso prodotta da pannelli solari o turbine eoliche, per poi essere utilizzato quando la domanda è alta, fungendo da “batteria chimica”. Progetti come quello di Green Independence a Brindisi, che integra pannelli solari con la produzione di idrogeno, dimostrano questa sinergia.

L’Italia all’Avanguardia: Il Ruolo di Area Science Park

L’Italia è in prima linea nella ricerca sull’idrogeno, grazie a investimenti significativi e a realtà come Area Science Park a Trieste. Questo polo scientifico, che collabora con università e imprese, sta sviluppando tecnologie innovative per la produzione e l’uso dell’idrogeno verde, con progetti che integrano ricerca e applicazioni industriali. Area Science Park è coinvolta in iniziative come lo sviluppo di elettrolizzatori avanzati e la sperimentazione di celle a combustibile per la mobilità sostenibile, posizionando l’Italia come un hub strategico in Europa. Inoltre, il nostro Paese ha stanziato 3,64 miliardi di euro tramite il PNRR per creare una filiera nazionale, con 54 progetti finanziati, molti dei quali al Sud, come l’Hydrogen Valley di Brindisi.

Un Futuro Promettente, Ma Non Semplice

Nonostante i progressi, l’idrogeno non è ancora una soluzione “facile”. La dipendenza dall’acqua, i costi elevati e la necessità di infrastrutture dedicate sono ostacoli che richiedono tempo e investimenti per essere superati. Tuttavia, l’impegno dell’Italia, con realtà come Area Science Park e aziende come Fincantieri – che sta costruendo la prima nave da crociera a idrogeno al mondo, la Viking Libra – dimostra che il potenziale c’è. L’idrogeno potrebbe non sostituire il petrolio, ma, in sinergia con il solare e altre rinnovabili, può diventare un pilastro della transizione energetica, contribuendo a un futuro più pulito e sostenibile.

PETIT: fuori oggi il suo singolo estivo Vivere da Morire

Petit lancia un nuovo singolo estivo che promette di far vibrare le emozioni come un terremoto sentimentale, con “Vivere da morire”  disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali. Dopo l’uscita dirompente di “MEZZANOTTE”, questo brano firmato con il trio di producer ROOM9 si prepara a conquistare cuori e playlist, raccontando storie d’amore che non vogliono morire.

Un’esplosione di emozioni grezze

“Vivere da morire” è una ballad viscerale e intensa, che esplora l’amore che persiste nei ricordi e nei dettagli quotidiani, anche quando tutto sembra finito. Il pezzo non si limita a essere una semplice canzone d’amore, ma si tuffa nelle assenze e in ciò che resta dopo una separazione, con la voce unica di Petit che mescola scrittura intima a suoni moderni, segnando un altro colpo nella sua ascesa nella scena musicale italiana.

Dal successo precedente al nuovo capitolo

Dopo il singolo “MEZZANOTTE”, che ha catturato l’attenzione per la sua narrazione di desideri e distanze, prodotta da Dardust con un mix elettrizzante di atmosfere elettroniche e orchestrali, Petit continua a ridefinire il suo stile. Con hit come “MAMMAMÌ” (certificata platino) e “LINGERIE” alle spalle, l’artista sta vivendo un 2025 carico di novità, includendo brani dall’EP che fondono le sue radici francesi e napoletane in un flow inconfondibile. Petit, con le sue origini che uniscono influenze da entrambi i lati della frontiera, sta consolidando il suo posto nella musica italiana, passando da partecipazioni di successo come quelle in Amici23 a release che fanno ballare e riflettere. Con tracce come “BROOKLYN” e “FERISCIMI”, il suo percorso artistico non accenna a fermarsi.

Chiedere perdono o scusarsi continuamente: secondo la psicologia non è segno di buona educazione, è qualcos’altro

Smettila di scusarti per tutto, perché la psicologia è chiara: non lo fai per educazione. Se sei una di quelle persone che sentono il bisogno di chiedere scusa anche solo per respirare, devi leggere questo. “Errare è umano, perdonare è divino, rettificare è da saggi”, scriveva il celebre poeta Alexander Pope. Il problema è quando chiedere scusa smette di essere un atto riflessivo e diventa un’abitudine. Forse conosci qualcuno, o forse sei tu stessa, che chiede sempre scusa. E lo fa per tutto. Persino per respirare. Lungi dall’essere qualcosa di innocuo, la psicologia ci spiega che dietro questo atto riflessivo di scusarsi per tutto può esserci qualcosa di preoccupante. Per questo abbiamo chiesto alla psicologa Olga Albaladejo cosa significa chiedere perdono o scusarsi costantemente, e la sua risposta è chiara: non ha nulla a che vedere con le buone maniere, è qualcosa di molto più profondo.

Non è umiltà

Chiedere scusa è un atto sociale importante”, ci spiega Albaladejo quando le chiediamo di questo gesto così particolare. Questo atto, infatti, di solito dimostra che abbiamo di fronte una persona empatica e umile, che non ha paura di riconoscere i propri errori. “L’insaziabile bisogno di scusarsi potrebbe indicare un bisogno di validazione più che un’educazione impeccabile, commenta la psicologa. “L遍历 implica riconoscere come le nostre azioni influenzano gli altri”, afferma la psicologa, “chiedere scusa quando abbiamo fatto del male o abbiamo sbagliato è un atto di responsabilità emotiva”. Tuttavia, ci avverte, questo diventa problematico “quando diventa una risposta automatica”, poiché “può dire più della nostra insicurezza che della nostra cortesia”. Perché allora, lungi dall’essere un riflesso di umiltà o empatia, può diventare un segno di qualcosa di più profondo: paura di disturbare, bisogno di approvazione o persino bassa autostima.

Quando le scuse sono il problema

Queste persone che “si scusano per aver parlato, per aver chiesto, per aver chiesto aiuto o anche solo per essere presenti”, ci avverte, non lo fanno per pura empatia, ma ciò che si nasconde dietro il loro comportamento è spesso “un bajó autostima o una storia di relazioni in cui hanno dovuto sforzarsi di ‘non disturbare’”. Ci possono essere altre spiegazioni, ci avverte Olga, come “una bassa autostima, un eccesso di educazione o persino un vezzo”. Nella sua esperienza professionale, l’importante è affrontarlo in terapia, per capire perché lo facciamo, che effetto produce sugli altri (“non sempre è di apprezzamento”, assicura l’esperta) e riuscire a smettere di farlo. Sebbene generalizzare possa essere pericoloso, l’esperta ci spiega che “in molti casi, questo modello viene appreso durante l’infanzia o in ambienti in cui era importante ‘comportarsi bene’, non fare rumore o non creare conflitti”. Questo tipo di esperienze rafforzano, da un lato, l’idea che diamo fastidio. Dall’inquiète′altro, la convinzione che saremo amati solo se evitiamo di dare fastidio. Non è l’unica spiegazione possibile, tuttavia. Olga ci spiega che altre volte questo comportamento “è associato a esperienze di critica frequente, relazioni diseguali o dinamiche lavorative in cui la persona ha sentito di doversi giustificare costantemente per essere accettata”. In questi casi, continua, il tempo rende il comportamento automatico.

Cambiare paradigma

Questo tipo di comportamento, fortunatamente, può essere corretto. E non solo perché, come ci ha già avvertito la psicologa, non tutti prendono bene il fatto che ci si scusi costantemente, ma anche perché in molti casi può danneggiare noi stessi. Il primo passo, forse, sarebbe quello di toglierci dalla testa che “chiedere scusa continuamente è segno di educazione, empatia o considerazione”, spiega Olga. “Spesso è una forma di protezione emotiva che abbiamo imparato in passato, ma che ormai non ci serve più”. Accettare questo ci aiuterà a percorrere parte del cammino e ci permetterà di “imparare a porre dei limiti, fidarci del nostro giudizio ed esprimerci senza chiedere il permesso”. Il passo successivo è, di fronte a una situazione in cui sentiamo l’impulso di chiedere scusa, fermarci e chiederci: questa scusa ha davvero senso? Ho fatto qualcosa di sbagliato o sto semplicemente anticipando un possibile giudizio altrui? Con queste due domande, spiega la psicologa, riusciremo a frenare l’abitudine, cosa che ci permetterà di avanzare in questo processo di cambiamento. “È anche utile sostituire il ‘mi dispiace’ con altre espressioni più appropriate”, come ‘grazie per la tua pazienza’, ‘ti ringrazio per il tuo tempo’ o semplicemente non dire nulla perché non c’è nulla da riparare”, continua l’esperta. Tutto questo ci aiuterà a “rivedere lo schema”, a capire “quando e con chi succede”. Perché, assicura Albaladejo, “a volte questa abitudine di scusarsi appare più in determinate relazioni e contesti” e “rilevarla è importante per cambiarla”. In conclusione, ci dice la psicologa, dobbiamo capire che “una buona educazione non dovrebbe farci sentire piccoli, invisibili o in colpa per aver espresso la nostra opinione. Una buona educazione consiste nell’imparare a prenderci cura di noi stessi, a valorizzarci e a non chiedere scusa per quello che siamo o per aver riempito il silenzio”.

Fatti da sapere sui metodi di pagamento più veloci nei Casinò Online

Aspettare un prelievo può mettere alla prova la pazienza di chiunque. Alcuni giocatori cliccano su “ritira” e si preparano a giorni d’attesa. Altri sanno già quali metodi spostano il denaro più velocemente di un mazziere esperto. Questo articolo esplora la rapidità dei metodi di prelievo online più utilizzati oggi. Dai portafogli elettronici alle criptovalute fino ai bonifici SEPA, ogni metodo ha alcune curiosità interessanti. Non si tratta solo di dettagli tecnici: la differenza è tra avere i soldi stasera o dover aspettare la prossima settimana.

Lo Sapevi Che i Prelievi in Criptovaluta Possono Richiedere Meno di 10 Minuti?

Le valute digitali non sono più solo per appassionati di tecnologia. Nel mondo dei casinò online, le cripto sono diventate una scelta abituale per chi vuole i propri fondi in fretta. Una volta approvata la richiesta, i trasferimenti tramite Bitcoin, Ethereum o USDT possono arrivare in meno di dieci minuti, a seconda del traffico sulla rete. A differenza dei metodi bancari, le criptovalute non dipendono da orari lavorativi o intermediari. Questo è un grande vantaggio per chi vuole accesso immediato, a qualsiasi ora.

Alcune piattaforme internazionali hanno fatto dei pagamenti in cripto una caratteristica distintiva, promuovendo velocità e riservatezza come principali vantaggi. Ad esempio, casinò non AAMS che pagano subito indica siti che operano al di fuori della licenza AAMS italiana e che sono noti per l’elaborazione istantanea dei pagamenti. Queste piattaforme attirano utenti alla ricerca di prelievi più rapidi e meno burocrazia. Offrono spesso la cripto come opzione predefinita, rendendo più semplice ricevere i fondi senza attese.

Lo Sapevi Che le Carte di Debito Sono Spesso il Metodo di Prelievo Più Lento?

Molti giocatori preferiscono restare su ciò che conoscono. Le carte di debito sono familiari, affidabili e facili da usare. Ma sono anche uno dei metodi più lenti per ricevere un prelievo da un casinò online. In media, ci vogliono da due a cinque giorni lavorativi. Se la richiesta arriva di venerdì o prima di una festività, il ritardo può allungarsi.

Il motivo del ritardo non è solo colpa del casinò. I prelievi su carta vengono trattati come rimborsi, non come pagamenti diretti. La banca o l’emittente della carta deve eseguire diversi controlli prima di autorizzare il movimento. Non sono passaggi facoltativi, ma parte del funzionamento stesso del circuito. Spesso i giocatori pensano che sia il casinò a rallentare tutto, ma il blocco avviene dopo che il denaro è già stato inviato. Se la priorità è la velocità, vale la pena considerare alternative più rapide.

Lo Sapevi Che Alcuni Portafogli Elettronici Elaborano il Pagamento in Meno di 1 Ora?

Quando si parla di rapidità, i portafogli elettronici sono tra i metodi più veloci. Servizi come PayPal, Skrill e Neteller sono famosi per la loro velocità nei pagamenti. Dopo l’approvazione del prelievo, i fondi possono arrivare entro un’ora—e a volte anche meno, nei momenti di maggiore attività.

Oltre alla velocità, offrono un altro vantaggio: permettono di separare le operazioni di gioco dal conto bancario principale. Questo dà maggiore controllo sulle proprie finanze. I casinò che supportano questi metodi solitamente forniscono istruzioni chiare su come impostare e verificare l’account. Una volta completata la procedura, i prelievi diventano quasi automatici.

Lo Sapevi Che i Bonifici Possono Essere Veloci—Se Usi SEPA Istantaneo?

I bonifici bancari sono noti per essere lenti, e questa reputazione è spesso meritata. Ma non tutti i bonifici sono uguali. L’arrivo del sistema SEPA Istantaneo in Europa ha cambiato le cose. Questo sistema consente transazioni quasi in tempo reale tra banche compatibili—anche al di fuori degli orari lavorativi.

Il problema è la disponibilità. Non tutti i casinò supportano SEPA Istantaneo e non tutte le banche italiane lo offrono. Quando però il servizio è disponibile su entrambi i lati, il trasferimento può avvenire in pochi minuti. Per chi preferisce ricevere i fondi direttamente sul conto corrente, è un cambiamento molto gradito. Si ha l’affidabilità di un bonifico tradizionale con la velocità di un sistema moderno.

Lo Sapevi Che Alcuni Casinò Rallentano i Pagamenti in Base all’Importo?

Il metodo di pagamento non è l’unico fattore. Anche la somma richiesta può rallentare tutto. Prelievi superiori a una certa soglia—spesso intorno ai €1.000—possono attivare controlli supplementari. I casinò applicano queste verifiche per rispettare le norme antiriciclaggio e per confermare l’identità del giocatore. Anche i metodi veloci come la cripto o Skrill possono subire ritardi se la transazione viene contrassegnata per un controllo.

Non significa che ci sia qualcosa di sospetto. È solo una prassi standard. Alcune piattaforme pubblicano i limiti in modo trasparente, altre li applicano caso per caso. I prelievi elevati richiesti per la prima volta sono i più soggetti a controllo. Una volta che il conto è verificato e c’è una cronologia di gioco stabile, le approvazioni tornano più rapide.

Lo Sapevi Che Riusare lo Stesso Metodo per il Deposito Può Velocizzare i Prelievi?

Uno dei trucchi meno noti per ricevere i fondi più velocemente è utilizzare lo stesso metodo sia per il deposito che per il prelievo. Molti casinò danno priorità ai giocatori che richiedono il pagamento tramite un sistema già utilizzato in precedenza per versare fondi. La verifica risulta più semplice, il rischio di frodi si riduce e l’approvazione viene concessa più rapidamente.

Campania, allarme metano: legambiente scopre perdite record negli impianti a gas

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Napoli – C’è una puzza di gas che non dovrebbe esserci, e Legambiente l’ha misurata con il suo “naso elettronico”. Nella terza tappa della campagna “C’è puzza di gas – Per il futuro del Pianeta non tapparti il naso”, l’associazione ha monitorato 10 infrastrutture del gas fossile tra Napoli e Caserta, scoprendo perdite rilevanti in 16 punti su 39 esaminati.

Numeri che raccontano un sistema fatto di flange che perdono, sfiati incontrollati e valvole malfunzionanti, con picchi di emissioni fino a 37.383 ppm*m (parti per milione per metro) registrati a Capodrise.

Il report presentato oggi all’Università Federico II di Napoli dipinge una Campania che “spranga” metano nell’aria, un gas 86 volte più climalterante della CO₂. Ecco i casi più eclatanti:

CASAVATORE (NA): In una stazione di valvola, picchi a 35.378 ppm*m, media di 4.857 ppm*m.
AVERSA (CE): Sfiati con punte di 28.098 ppm*m, flange tra 110 e 512 ppm*m.
TEVEROLA (CE): Flange con medie di 1.211 ppm*m, sfiati a 2.777 ppm*m.
CAPODRISE (CE): Record negativo a 37.383 ppm*m da uno sfiato.
MADDALONI (CE): Confermate perdite già segnalate nel 2023, con medie fino a 685 ppm*m.

“Queste dispersioni non dovrebbero esistere”, tuona Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente. “Sono frutto di manutenzioni carenti o rilasci volontari, e l’Italia è in ritardo sia sul regolamento Ue che sul Global Methane Pledge (-30% emissioni entro il 2030)”.

Legambiente punta il dito contro il Ministero dell’Ambiente: “Aspettiamo ancora risposta sulla nostra richiesta di partecipare al tavolo tecnico”, dice Eroe. Intanto, la direttrice campana Francesca Ferro attacca la dipendenza italiana dal gas: “Serve una sterzata verso le rinnovabili, non possiamo perdere tempo con infrastrutture che perdono metano e aumentano i costi in bolletta”.

Effetto serra: Nei primi 20 anni, il metano è 86 volte più dannoso della CO₂.
Salute: Genera ozono troposferico, legato a malattie respiratorie e 70.000 morti premature/anno in Ue.
Agricoltura: Danni stimati in 2 miliardi di euro alle coltivazioni.

Dopo Campania, Basilicata e Piemonte, la campagna proseguirà in 5 regioni, tra cui Veneto e Lombardia. L’obiettivo? Spingere l’Italia a rispettare le scadenze Ue e azzerare le perdite, come chiesto anche dall’Agenzia Internazionale per l’Energia: “Il 30% delle emissioni globali di metano si può evitare a costo zero”.

Napoli tour guidato nei Quartieri Spagnoli tra Storia e Arte Urbana

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Un’esperienza unica per scoprire il cuore pulsante di Napoli: il tour guidato a piedi nei Quartieri Spagnoli, organizzato da Fever, sta conquistando cittadini e turisti. Un viaggio di due ore che unisce storia, cultura e autenticità, immergendo i partecipanti nelle strade storiche di Spaccanapoli e nell’energia frenetica del Mercato della Pignasecca, per poi esplorare la vita vibrante dei Quartieri Spagnoli, tra arte urbana e monumenti iconici.

Un’Avventura Culturale nel Cuore di Napoli

Il tour, che parte da Piazza del Gesù Nuovo, di fronte alla Guglia dell’Immacolata, offre un’immersione totale nella Napoli più autentica. I partecipanti, guidati da esperti, attraversano le stradine di Spaccanapoli, scoprendo la storia millenaria della città, per poi addentrarsi nei Quartieri Spagnoli, dove l’arte di strada si mescola alla vita quotidiana. Dalle opere murali che raccontano storie moderne ai monumenti che testimoniano il passato, l’esperienza è un mix di emozioni e scoperte. “Un tour indimenticabile che ti lascia senza parole”, promettono gli organizzatori di Fever, piattaforma leader nella scoperta di eventi culturali.

Dettagli e Informazioni Utili

Il tour, della durata di due ore, è disponibile in diverse date e orari, selezionabili direttamente sul sito di Fever. Il costo dei biglietti è accessibile, ma le vendite sono definitive: non sono previsti rimborsi o modifiche. Gli organizzatori consigliano di arrivare 15 minuti prima per incontrare la guida e di mostrare il voucher al punto d’incontro. L’esperienza, però, non è adatta a persone su sedia a rotelle a causa delle caratteristiche del percorso.

Un’Esperienza da Non Perdere

Con il supporto di Fever, che vanta oltre 150.000 esperienze in più di 200 città globali, questo tour è l’occasione perfetta per vivere Napoli in modo diverso. Dalla frenesia del Mercato della Pignasecca alla bellezza dei monumenti napoletani, i Quartieri Spagnoli si rivelano in tutta la loro poliedricità. Un’avventura che celebra la cultura e l’autenticità di una delle città più affascinanti d’Italia, lasciando ai partecipanti ricordi indelebili. #NapoliTour #QuartieriSpagnoli #FeverEsperienze

Per Prenotazioni e per Informazioni clicca qui

Napoli, Borrelli denuncia Rita De Crescenzo: “Minacciato via social, non mi lascerò intimidire”

Napoli – «Non mi lascerò intimidire da minacce e aggressioni verbali»: così il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha annunciato di aver sporto denuncia contro la tiktoker napoletana Rita De Crescenzo per alcune gravi affermazioni pronunciate nei suoi confronti tramite social.

Tra i messaggi incriminati, anche un video in cui De Crescenzo afferma: «Devo essere il tuo incubo, mi devi sognare la notte. È venuta l’ora che distruggo io te». Un’escalation di toni che ha spinto Borrelli a rivolgersi alle autorità: «Ho chiesto un intervento urgente affinché siano valutate eventuali responsabilità penali per istigazione alla violenza e apologia di criminalità organizzata».

Lo scontro tra i due si è riacceso negli ultimi giorni, in occasione del sit-in davanti all’Autorità portuale di Napoli, sulla vicenda delle concessioni agli ormeggiatori abusivi tra Mergellina e via Caracciolo.

De Crescenzo ha rivendicato il pagamento delle sanzioni per gli abusi compiuti negli anni, mentre Borrelli ha ribadito: «Vogliamo trasparenza su chi ha sfruttato il mare pubblico per interessi privati».La vicenda è ora al vaglio degli inquirenti.

Bassano del Grappa, “sondaggio” choc in chat scolastica: “Chi meritava più di essere uccisa?”

Bassano del Grappa – Profondo sconcerto e indignazione ha suscitato un macabro “sondaggio” comparso in una chat di classe di una scuola superiore di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza.

La domanda posta agli studenti era agghiacciante: “Chi si meritava di più di essere uccisa?”, seguita da tre tragiche opzioni: Giulia Tramontano, Mariella Anastasi e Giulia Cecchettin, tutte vittime di brutali femminicidi che hanno scosso l’opinione pubblica.

Il vergognoso episodio è stato reso noto dall’associazione Women for freedom, con sede proprio a Bassano del Grappa e da anni impegnata nella difesa di donne e bambini in situazioni di emergenza. L’associazione ha pubblicato sui propri canali social gli screenshot della chat incriminata, mostrando l’inquietante “sondaggio” creato da uno o più partecipanti.

“Non è solo una bravata di cattivo gusto o una battuta fuori luogo – ha sottolineato con fermezza l’associazione – ma una mancanza totale di empatia. È uno specchio rotto in cui si riflette una parte della nostra società che ancora non capisce, o non vuole capire, quanto sia profonda la ferita del femminicidio.”

Women for freedom ha poi ricordato la brutale violenza subita dalle tre giovani donne: Giulia Cecchettin, uccisa con 75 coltellate; Giulia Tramontano, assassinata incinta di sette mesi; e Mariella Anastasi, bruciata viva.

“Avevano appena qualche anno più dei ragazzi che ora scherzano su tragedie come la sua [Giulia Cecchettin]. Avevano sogni, amici, una famiglia. Come li aveva Giulia Tramontano, incinta di sette mesi. Come li aveva Mariella Anastasi, bruciata viva. E non basta dire ‘sono ragazzi’, perché chi crea un sondaggio del genere sa benissimo che sta ferendo. Sta scegliendo di calpestare il dolore. Sta, in qualche modo, giocando con la morte degli altri. E chi risponde, chi ride, chi sta zitto… è parte del problema.”

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, esprimendo il proprio sgomento. “È difficile credere che una chat simile possa davvero esistere. Quanto emerso suscita sgomento e solleva interrogativi profondi sul percorso che ancora resta da compiere per contrastare la violenza di genere e promuovere una cultura del rispetto. Non sono un giurista, ma se dalle indagini dovessero emergere profili penalmente rilevanti, mi auguro che siano adottati tutti i provvedimenti previsti”.

Zaia ha poi aggiunto: “Episodi come questo rappresentano un segnale allarmante e impongono una riflessione seria. È essenziale che, a partire dalla scuola, si promuova un’educazione ai valori fondamentali della convivenza civile e del rispetto dell’altro. Ai ragazzi coinvolti rivolgo un invito a riflettere sulle proprie azioni, a prendere consapevolezza della gravità di quanto accaduto e ad assumersi la responsabilità del cambiamento. Le parole, anche quando pronunciate in contesti virtuali, hanno un peso e possono generare conseguenze molto reali”.

L’inquietante episodio ha immediatamente sollevato un’ondata di indignazione sui social media e nell’opinione pubblica, riaprendo il dibattito sull’educazione al rispetto, sulla consapevolezza della gravità della violenza di genere e sul ruolo della scuola nella formazione di cittadini responsabili e consapevoli. Si attendono ora eventuali sviluppi sul piano disciplinare all’interno dell’istituto scolastico e su possibili risvolti legali della vicenda.

Inquinamento Spaziale: Satelliti Starlink Contaminano l’Atmosfera, Ma gli USA Bloccano le Ricerche

I numerosi rientri dei satelliti Starlink e di altre megacostellazioni nascenti stanno accumulando metalli mai visti prima nella stratosfera. Il governo degli Stati Uniti ha appena interrotto una delle ricerche più intriganti sull’inquinamento spaziale. Una decisione che, secondo alcune voci sospettose, è vantaggiosa per gli interessi commerciali di Elon Musk.

L’ultima mossa di Trump

In attesa dell’approvazione del bilancio da parte del Congresso, la Casa Bianca cerca di eliminare i finanziamenti a due progetti di ricerca fondamentali sull’inquinamento causato da razzi e satelliti. Il piano fa parte dei drastici tagli che, insieme alla NASA, ha subito il braccio scientifico dell’Ufficio Nazionale di Ricerca Oceanica e Atmosferica degli Stati Uniti: la NOAA.

Tagli ai Fondi: La Ricerca in Pericolo

Nell’ambito dell’approvazione del bilancio, la Casa Bianca ha eliminato i finanziamenti a progetti cruciali della NOAA (Ufficio Nazionale di Ricerca Oceanica e Atmosferica) e della NASA, destinati a studiare la contaminazione atmosferica causata da razzi e satelliti. La decisione arriva dopo una scoperta preoccupante della NOAA, risalente alla fine del 2023: analisi condotte su particelle di acido solforico, raccolte con l’aereo WB-57 della NASA sopra Alaska e Midwest, hanno rilevato un accumulo di metalli come litio, alluminio, rame, niobio e hafnio. Questi elementi, tipici dell’industria spaziale e assenti in natura, potrebbero danneggiare lo strato di ozono e influenzare il clima. Senza fondi, però, le ricerche rischiano di fermarsi, lasciando il problema irrisolto.

SpaceX e l’Impatto dei Satelliti

Il fenomeno è legato all’aumento dei rientri di satelliti, in particolare quelli di Starlink, gestiti da SpaceX di Elon Musk. Con 8.400 satelliti lanciati e 1.080 già rientrati, SpaceX domina l’80% dei lanci globali. Ogni cinque anni, questi satelliti vaporizzano nell’atmosfera durante il rientro, rilasciando un flusso continuo di metalli. Progetti come il Kuiper di Amazon potrebbero portare il numero totale di satelliti a 100.000, aggravando il problema. Gli esperti temono un’alterazione permanente dell’atmosfera, ma senza studi adeguati, l’impatto resta un mistero. Intanto, la comunità scientifica guarda a altri Paesi per continuare le indagini, mentre crescono i dubbi: quali interessi si nascondono dietro questi tagli?

Notte dei Musei a Pietrarsa: visite serali e biglietto a 1 euro

Napoli, 16 maggio 2025 – Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa si prepara a brillare sotto le stelle in occasione della Notte Europea dei Musei. Sabato 17 e domenica 18 maggio, i padiglioni del museo apriranno le porte per suggestive visite serali al costo simbolico di 1 euro. Un’opportunità unica per immergersi nella storia delle ferrovie italiane in un’atmosfera notturna.

L’ingresso sarà possibile sabato dalle 19:30 all’1:00 (ultimo accesso alle 24:00) e domenica dalle 19:30 alle 24:00 (ultimo accesso alle 23:00). In programma visite guidate alle 20:00, 21:00, 22:00 e 23:00. Aperti anche le Terrazze Pietrarsa, con pizzeria e bistrot, e il Caffè Bayard per un’esperienza completa tra cultura e sapori.
Per informazioni e prenotazioni: 081 472003 o museopietrarsa@fondazionefs.it.

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