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Anche all’Università la Sapienza di Roma gli studenti festeggiano lo scudetto del Napoli

Anche i futuri dottori italiani festeggiano il quarto scudetto del Napoli. Nella foto che pubblichiamo in esclusiva vi mostriamo quattro studenti oggi in aula all’Università la Sapienza di Roma sezione medicina e chirurgia HT.

I quattro ragazzi oggi hanno affrontato con orgoglio un esame indossando la maglietta del Napoli. La cosa particolare è che i tre ragazzi sono tutti romani e grandi tifosi del Napoli mentre l’unica ragazza è della provincia di Napoli ed è grande tifosa degli azzurri così come il suo papà con il quale venerdì sera era al Maradona a gioire e piangere per la vittoria della squadra di Conte.

Quando il fumetto incontra il videogioco: intrecci culturali

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Nel dibattito contemporaneo sui linguaggi dell’intrattenimento, il rapporto tra videogiochi e fumetti non è più un semplice punto d’incontro: è una zona di osmosi narrativa dove i confini dei generi, dei media e dei formati vengono costantemente ridiscussi. Non si tratta soltanto di influenze reciproche o citazioni affettuose, ma di una convergenza strutturale che riplasma le modalità stesse con cui oggi vengono costruiti e fruiti i mondi immaginari.

In attesa delle grandi rassegne nazionali dedicate al fumetto — da Lucca a Roma, passando per Bergamo — è sufficiente osservare la produzione attuale di videogiochi, sia mainstream che indipendente, per cogliere l’entità di questa contaminazione. I personaggi, le estetiche, perfino le logiche narrative tipiche del fumetto hanno trovato nel gaming una seconda casa, spesso più dinamica e accessibile. In parallelo, il fumetto si è aperto a una forma di lettura sempre più interattiva, raccogliendo suggestioni dal mondo videoludico e riarticolandole in chiave autoriale.

Il Giappone e la grammatica della reincarnazione narrativa

È nel contesto giapponese che questa intersezione mostra la sua forma più stratificata. I manga non sono soltanto fonte di ispirazione: sono strutture narrative pronte all’uso, architetture mitologiche capaci di trasmigrare da un medium all’altro senza perdere coerenza. Il caso di Dragon Ball è emblematico. Nato su carta nel 1984, è diventato nell’arco di quattro decenni un universo autosufficiente: anime, videogiochi, lungometraggi, merchandising. Ma ciò che sorprende non è tanto l’estensione del brand, quanto la sua tenuta simbolica, l’abilità con cui ogni trasposizione mantiene intatto lo spirito originario, pur adattandosi a tecnologie e pubblici differenti.

Anche nel segmento, spesso trascurato, del gambling online, le tracce di questa estetica si fanno sempre più visibili. Slot tematiche ispirate a mondi manga — da Hazakura Ways a Mochimon — non si limitano a decorare l’interfaccia: attingono a un codice visivo e immaginativo che il pubblico riconosce e decodifica con immediatezza. In questo senso, il Giappone continua a dettare una grammatica narrativa che riesce a unire l’arcaico e il futuribile, il rituale e il ludico, trovando nel videogioco una forma espressiva perfettamente compatibile.

Dall’industria alla mitologia pop: l’Occidente risponde

Se in Giappone la trasposizione tra media avviene secondo una logica di reincarnazione narrativa, in Occidente il fenomeno assume i contorni di un vero e proprio progetto industriale. L’universo Marvel, e più recentemente quello DC, hanno mostrato con chiarezza come fumetto, cinema e videogame possano essere orchestrati secondo una strategia editoriale capace di generare narrazioni sincronizzate su più piattaforme. Spider-Man, Iron Man, Batman: non più personaggi ma icone stratificate, che attraversano cicli narrativi differenti mantenendo una riconoscibilità solida e funzionale.

Questa trasversalità si manifesta anche nei titoli di gioco, dalle console alle piattaforme online, dove l’identità visiva dei supereroi viene ripensata per un’interazione che è insieme esperienza, racconto e intrattenimento. In particolare, le slot machine divertenti ispirate a questi universi narrativi non si limitano a riproporre volti noti, ma li integrano in meccaniche di gioco che valorizzano la dimensione simbolica del personaggio. La familiarità con l’eroe, in questi casi, non è un elemento accessorio, ma un dispositivo semiotico: chi gioca, lo fa portandosi dietro una conoscenza pregressa, un bagaglio narrativo che alimenta l’engagement in modo implicito.

Ciò che colpisce è che, pur in assenza di un linguaggio critico aggiornato, queste forme di convergenza non sono più marginali. Non si muovono ai confini della cultura alta o bassa, ma ne ridisegnano le coordinate.

Premio Fratelli De Filippo Esalta Tributo alla Poesia Mondiale e alla Tranquillità con VIP Elitari Inaspettati

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Torre del Greco si infiamma per l’ottava edizione del Premio Internazionale di Poesia “Fratelli De Filippo”, un’esplosione di cultura, arte e un urlo contro la guerra che ha attirato una folla entusiasta e ospiti dal mondo dello spettacolo. L’evento, battezzato “Pace, amore e poesia”, ha trasformato una semplice presentazione in un vero e proprio spettacolo di passione e provocazioni, con poesie che hanno fatto tremare le pareti e musica che ha sfidato l’indifferenza generale.

### Volti noti e scintille in aula
Presso l’Istituto Comprensivo “Francesco D’Assisi”, l’atmosfera è stata elettrica sin dall’inizio, con il sindaco Luigi Mennella a dare il via e un parterre di celebrità come l’attore Ernesto Mahieux, la giornalista e scrittrice Stella Cervasio, il chitarrista Antonio Onorato e i cantanti Arianna Bottigliero e Leo Iezza. Le dirigenti scolastiche Maria Aurilia, presidente di giuria, e Rosanna Ammirati hanno supervisionato il caos creativo, mentre le docenti Teresa Civitella, Leonarda Di Meo e lo psicologo Romeo Simonetti hanno condotto la serata con un’energia che non ha lesinato colpi. Patrocinato da fondazioni e istituzioni locali, l’evento ha mescolato elogi e critiche, esponendo senza filtri il mondo dell’arte.

### Pace sotto attacco con versi e note taglienti
Al cuore della manifestazione, la **pace** è stata difesa a spada tratta tra poesie accese e intermezzi musicali che hanno fatto vibrare l’aria. **”La pace deve diventare un modus vivendi”**, ha tuonato il musicista Antonio Onorato, chiudendo con un saggio del suo repertorio che ha lasciato il pubblico senza fiato. Non è mancato un tocco emotivo con il giovane poeta Lorenzo Palumbo, una promessa delle elementari che ha rubato la scena, ricordando quanto il mondo sia ingiusto verso i più piccoli.

### Premi e polemiche animaliste in primo piano
Stella Cervasio ha infuocato l’evento con il suo libro “Viva per miracolo”, narrando la storia di una cagnolina sfuggita a crudeltà inimmaginabili, e ha sparato a zero contro le ipocrisie sociali. **”Siamo tutti animali, nel senso più profondo e dignitoso del termine”**, ha attaccato l’autrice, puntando il dito contro leggi che favoriscono i cacciatori e un’indifferenza diffusa. In un omaggio carico di emozione, è stato ricordato l’impegno dell’attivista Grazia Raia, scomparsa troppo presto, mentre il presidente Salvatore De Chiara ha annunciato ambizioni da capogiro per il premio, con traduzioni in inglese per conquistare l’estero. Tra i premiati spiccano attori come Nunzia Schiano, Gianfelice Imparato e altri talenti emergenti, oltre a riconoscimenti speciali per figure legate al mondo culturale.

Tentato femminicidio a Pozzuoli: due arresti domiciliari per complicità nell’aggressione

Pozzuoli– Su delega della Procura della Repubblica di Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di D.M., 30 anni, e C.A., 32 anni, indagati per lesioni personali aggravate in concorso.

Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della IV Sezione della Procura – Fasce Deboli, scaturisce da un’articolata indagine avviata dopo l’arresto di Claudio Amirante, accusato del tentato omicidio dell’ex compagna, avvenuto il 5 aprile scorso in via San Gennaro Agnano, a Pozzuoli.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Pozzuoli, i due indagati avrebbero fornito un contributo attivo e consapevole all’aggressione: bloccando con la propria auto la via di fuga del veicolo su cui viaggiava la vittima, mettendo in fuga l’uomo che era con lei e coadiuvando Amirante nel tentativo di trascinare la donna nella sua auto.

Le accuse a carico dei due uomini sono supportate da gravi indizi di colpevolezza, raccolti nel corso delle indagini preliminari. Si sottolinea tuttavia che la misura cautelare non implica una condanna: gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e potranno ricorrere tramite i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

Finale controverso del Premio Com&Te: Stefania Divertito indaga il massacro ambientale nel gran chiusura letterario

Domani, martedì 27 maggio, il mondo letterario e ambientale si sconterà con una bomba di verità al Museo di Capodimonte di Napoli, dove il quinto e ultimo appuntamento della XVI edizione del Premio Com&Te promette di scuotere le coscienze con un dibattito senza peli sulla lingua.

Presso la Sala 20 al primo piano del museo, l’evento vedrà come protagonista la giornalista Stefania Divertito e il suo libro **Uccidere la Natura Come l’umanità distrugge e salva l’ambiente** (il Saggiatore), un attacco frontale all’idea di progresso che sfrutta senza pietà le risorse del pianeta. Il testo non si limita a denunciare, ma sfida apertamente il modo in cui trattiamo la Terra, dipingendo un quadro crudo dove la Natura è un essere vivente sotto assedio, con l’umanità chiamata a ripensare tutto per evitare un futuro di “vittime silenziose”.

### Stefania Divertito
La giornalista, nota per le sue inchieste taglienti su ambiente e inquinamento, presenterà il libro in dialogo con l’on. dr. Guido Milanese, ex deputato e attuale Consigliere Delegato del Ministro dell’Ambiente presso l’ENR, e la dirigente scolastica Mariella Incoronato, entrambi parte della Giuria del Premio. Prima dell’incontro, gli studenti degli istituti superiori di Cava de’ Tirreni – la cosiddetta giuria popolare – guideranno una visita al museo, trasformando l’evento in una specie di lezione pratica su arte e disastri ecologici.

### Dichiarazioni
Gli organizzatori non si sono risparmiati in entusiasmo: **“Ringraziamo il prof. Eike Dieter Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte” – dichiara Silvia Lamberti, presidente dell’associazione Comunicazione & Territorio – “per averci concesso questa meravigliosa occasione di chiudere gli appuntamenti letterari di questa edizione in un sito di arte e cultura come la Reggia di Capodimonte”**. E non è finita: **“Con l’appuntamento a Capodimonte” – aggiunge Pasquale Petrillo, ideatore e curatore del Premio letterario – “chiudiamo in modo strepitoso un’edizione dedicata all’ambiente che si è rivelata molto interessante sia per la qualità dei saggi presentati che per la bravura e la grande capacità comunicativa delle autrice e degli autori invitati”**.

L’intera manifestazione sarà trasmessa in diretta dalla pagina Facebook di [Premio Com&Te](https://www.facebook.com/premiocomete), con ulteriori dettagli disponibili sul sito [www.premiocomete.it](https://www.premiocomete.it).

Qualità della vita, Campania bocciata: Napoli fanalino di coda per giovani e bambini

È una fotografia impietosa quella che emerge dall’indagine sulla qualità della vita per fasce d’età pubblicata da Il Sole 24 Ore. Un’analisi che, con dati alla mano, mette a nudo le fragilità strutturali della Campania e in particolare di Napoli, che precipita nelle retrovie in due delle tre classifiche chiave: quella dedicata ai bambini (0-14 anni) e quella riservata ai giovani (18-35 anni). Il capoluogo partenopeo si colloca rispettivamente al 104° e 104° posto su 107 province, confermandosi come uno dei luoghi meno adatti per crescere o costruirsi un futuro.

Nella sezione “bambini”, Napoli vanta un tasso di fecondità sopra la media nazionale, ma ogni altro indicatore parla di un sistema pubblico assente o in affanno: pochissimo verde attrezzato, scarsissima disponibilità di mense scolastiche, carenza di palestre, servizi per l’infanzia quasi inesistenti, bassi livelli di alfabetizzazione e competenze numeriche. Un quadro che si riflette anche sulle altre province campane, con Caserta e Salerno poco distanti dai bassifondi della classifica.

Tra i giovani, la città paga a caro prezzo una disoccupazione endemica, la percezione diffusa di insicurezza e un’offerta culturale pressoché azzerata. Napoli è ultima in Italia per tasso di disoccupazione giovanile e 105esima per percezione di insicurezza, anche se sorprende al secondo posto per imprenditoria giovanile, segno di una voglia di riscatto che fatica però a trovare terreno fertile.

Non va meglio per gli anziani, dove la provincia peggiore è Caserta (99esima), seguita da Napoli (91esima): speranza di vita sotto la media, carenza cronica di posti letto nelle RSA e assistenza sociale ridotta al minimo. La Campania intera paga un prezzo altissimo alla mancata progettazione di politiche pubbliche efficaci e durature, mentre il Nord del Paese, soprattutto il Nord-Est, domina incontrastato le prime posizioni delle classifiche.

“La qualità della vita per fasce d’età rappresenta una bussola per misurare le fragilità del Paese in un momento cruciale di crisi demografica”, spiega la redazione del Sole 24 Ore. E se questa bussola indica il Sud, lo fa per segnalare una rotta da invertire: quella di territori dove crescere, invecchiare o semplicemente vivere, è ancora un privilegio per pochi.

Caos nel carcere di Avellino: detenuti in rivolta durante i trasferimenti, la denuncia del Sappe

Ancora tensione dietro le sbarre del carcere di Avellino, dove all’alba di domenica è esplosa una violenta protesta durante il trasferimento di diciotto detenuti. Secondo la denuncia del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, la situazione è presto degenerata in disordini che hanno richiesto l’intervento urgente di carabinieri e Polizia di Stato a supporto degli agenti penitenziari.

Nel mirino dei rivoltosi anche un sostituto commissario della Polizia Penitenziaria, colpito alla testa da una bottiglietta d’acqua lanciata da un detenuto. L’uomo ha riportato una ferita giudicata guaribile in tre giorni. Ma non è stato l’unico momento di tensione: alcuni reclusi, in attesa del trasferimento, hanno divelto i cancelli dei passeggi e devastato i locali in cui erano ristretti, dando il via a una vera e propria sommossa interna.

Le operazioni, alle quali hanno partecipato anche unità speciali del Gruppo Operativo Mobile (Gio), si sono concluse con una perquisizione straordinaria nelle celle, dove sono stati rinvenuti numerosi dispositivi elettronici non autorizzati: smartphone, cavi USB e caricabatterie sono stati sequestrati.

Solidarietà agli agenti coinvolti arriva dai rappresentanti sindacali, che denunciano ancora una volta il clima insostenibile in cui si trovano a operare le forze dell’ordine all’interno delle carceri. “Gli agenti sono un baluardo, ma non possono essere lasciati soli”, avverte Marianna Argenio, vicesegretaria regionale del Sappe.

Raffaele Troise, della Uilpa, invoca “regole ferree e tolleranza zero” per contrastare quella che definisce una crescente impunità tra i detenuti violenti. La richiesta è chiara: servono interventi immediati, strutturali e decisi per restituire sicurezza e dignità al personale penitenziario e allo stesso sistema carcerario. Perché in carcere, ormai, la legge rischia ogni giorno di soccombere al caos.

Massimo Mauro: “Primo merito è di De Laurentiis, ha trovato la formula giusta”

Un Napoli dominante, solido, trascinato da idee chiare e uomini simbolo che hanno fatto la differenza. Per Massimo Mauro, protagonista del secondo scudetto azzurro nel 1990, la chiave del trionfo di quest’anno ha un nome e un cognome: Aurelio De Laurentiis. “Ha trovato la formula giusta per far rendere tutti al massimo, ed è questo che deve fare un presidente. Il primo merito è suo, poi viene Conte”, ha dichiarato ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio1.

Una stagione da incorniciare, conclusa con il tricolore all’ultima giornata, e un’identità precisa: “È il Napoli di McTominay e Politano. Politano è diventato un vero leader sulla fascia destra, ha fatto un campionato straordinario. McTominay è stato semplicemente pazzesco”.

Eppure, il futuro sembra già pronto a cambiare pelle. Secondo Mauro, il ciclo di Conte potrebbe chiudersi qui, senza drammi: “Napoli ha sempre fatto fatica l’anno dopo lo scudetto. Conte lo sa e forse preferisce evitare. E anche De Laurentiis potrebbe non vederla come una tragedia, anzi. Mi sembra ci sia una serenità condivisa. Cambiare dopo un trionfo può essere sano. Se arrivasse Allegri, sarebbe una scelta eccellente: conosce il gruppo, capisce il gioco e, diciamolo, De Laurentiis si diverte a vincere con ex Juve”.

Mauro: “Napoli, per la Champions serve allungare la rosa” 

Sguardo al futuro anche sul doppio impegno che attende gli azzurri con la Champions League: “Bisogna allungare la rosa, bastano tre o quattro giocatori. La struttura c’è già, e non dimentichiamo che con Spalletti si sfiorò la semifinale”. Mauro però frena su nomi altisonanti come De Bruyne: “Preferisco le scommesse vincenti come McTominay. Spendere cifre folli per giocatori senza prospettiva non mi convince. Sono scettico su questo tipo di operazioni”.

Non manca una stoccata al Milan, smarrito tra picchi e cadute: “Deve ritrovare la voglia di lavorare davvero, di tornare all’umiltà e alla qualità tecnica di un tempo. È mancata la continuità, è questo il vero limite”. Infine, una parola su Tudor e la Juventus: “Ha fatto benissimo a parlare chiaro. Andare al Mondiale per club e poi lasciare sarebbe una farsa. Serve coerenza, serve rispetto. Meglio tagliare prima che accettare compromessi senza futuro”.

Pestati per una scarpa sporca come Pio Maimone e Santo Romano: nuova violenza a Napoli

Ancora violenza, ancora sangue nella notte napoletana. Stavolta è bastata una birra rovesciata, una scarpa sporcata per far scattare un’aggressione brutale che ha ridotto due giovani in ospedale. Teatro dell’ennesimo episodio: Piazzetta Orientale, tra musica e locali affollati, nel cuore della movida.

Secondo la ricostruzione dei familiari, un giovane è stato colpito con calci e pugni da un coetaneo — il cui nome corrisponderebbe a “Salvatore” — spalleggiato dalla fidanzata, dopo una futile provocazione legata a qualche goccia di birra finita a terra. Quattro punti di sutura sotto l’occhio per la vittima principale. Ma a pagare un prezzo ancora più alto è stato il suo amico, affetto da distrofia dei cingoli e con problemi di deambulazione: intervenuto per difenderlo, è stato colpito al volto con tale ferocia da riportare la frattura della mandibola e la perdita di diversi denti.

“Non possiamo accettare che il rischio di morire per una sciocchezza sia parte della vita notturna dei nostri figli”, scrivono i familiari in un appello straziante pubblicato sui social, dopo aver sporto denuncia e diffuso foto e dettagli dell’accaduto. “Chi ha visto parli. Il silenzio protegge i violenti, non possiamo permettercelo”.

A rilanciare la richiesta di giustizia è anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, che parla apertamente di “tragedia sfiorata” e accosta l’episodio alle aggressioni mortali che hanno ucciso Francesco Pio Maimone e Santo Romano: “Ancora una volta, la miccia è una banalità, ma la reazione è cieca, spropositata, letale. Chi si sente padrone della notte va fermato, educato, punito”.

La vicenda è già stata segnalata alle autorità da Borrelli, che chiede alla Questura e alla Procura di trattare il caso con massima urgenza. Ma non si limita alla giustizia: “Serve un cambio di rotta culturale. Bisogna investire sull’educazione civica e affettiva. Chi pensa che una scarpa sporca si punisca a pugni ha bisogno di rieducazione, e subito”.

Bigon non ha dubbi: “Bravo Conte, ma lascerà Napoli. Onore a De Laurentiis”

Alberto Bigon non ha dubbi: Antonio Conte ha fatto un capolavoro, ma lascerà Napoli. L’ex allenatore che portò gli azzurri al secondo storico scudetto nel 1990, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio1 per commentare il quarto tricolore del club partenopeo, il secondo in appena tre anni.

“Se parliamo dei due doppi scudetti del Napoli, il merito va sempre dato a due roccaforti: la società e l’allenatore. Oggi la figura chiave è il presidente De Laurentiis, chapeau a lui e al grande Antonio Conte”, ha dichiarato Bigon, che con il tecnico salentino ha condiviso un breve passato comune a Lecce: “L’ho conosciuto 35 anni fa, un ragazzo con carattere forte. La Juve me lo portò via già a novembre. Ora quel carattere si è temprato con gli anni e una carriera strepitosa. Bravo Antonio, bravo De Laurentiis”.

Ma il futuro, secondo Bigon, è già segnato: “Conte rimarrà? Per me, che lo ricordo ancora ragazzo, credo di no. Andrò via. Fa bene a farlo? Non sono uno psicologo, ma quell’abbraccio con De Laurentiis mi è sembrato freddo”. Un passaggio anche sul suo amato Milan, ora in cerca di guida: “Non so chi sarà il prossimo allenatore. Io tifo per Igli Tare, è una persona straordinaria, l’ho conosciuto e mi ha colpito molto”.

Torre del Greco, 16enne fugge dalla comunità e si lancia in mare: salvato dai carabinieri

Un inseguimento mozzafiato, una fuga disperata e un salvataggio al cardiopalma: quanto accaduto ieri pomeriggio a Torre del Greco poteva trasformarsi in tragedia, ma l’intervento dei Carabinieri della sezione radiomobile ha evitato il peggio.

Protagonista un 16enne, fuggito lo scorso 7 maggio da una comunità di Mondragone senza autorizzazione, rintracciato ieri in via Mortelle dopo una segnalazione di persone sospette.

Alla vista dei militari, il giovane, di carnagione olivastra, ha ignorato la richiesta di mostrare i documenti, dandosi alla fuga. Scavalcando muri perimetrali e correndo lungo i binari della ferrovia in direzione Torre Annunziata, ha costretto i Carabinieri a un inseguimento serrato, con un militare a piedi e un altro in auto a seguire le sue tracce.

La corsa si è conclusa drammaticamente davanti a un ristorante a picco sul mare: il ragazzo si è lanciato in acqua dopo un volo di oltre 4 metri, finendo prima sugli scogli appuntiti e poi in mare. Nonostante le gravi ferite, ha tentato di nuotare, ma ha perso i sensi a pochi metri dalla riva.

Grazie alla prontezza dei Carabinieri e di alcuni bagnini di un lido vicino, il 16enne è stato tratto in salvo e trasportato d’urgenza in ospedale, dove gli sono state riscontrate fratture multiple e lesioni alla colonna vertebrale.

Le indagini hanno rivelato che il giovane, dopo la fuga dalla comunità, si era rifugiato in un B&B di via Mortelle, utilizzando documenti falsi per spacciarsi per maggiorenne. Nella sua disponibilità sono stati trovati anche due scooter rubati.

Il 16enne è stato denunciato per falsa attestazione a pubblico ufficiale e ricettazione. Una vicenda che, grazie al coraggio e alla tempestività dei Carabinieri, si è conclusa senza un epilogo tragico, ma che lascia aperte molte domande sul percorso di un ragazzo così giovane.

Festa Scudetto, il Cardinale Battaglia: “Portate anche le bandiere della Pace”

Napoli– Mentre il Lungomare Caracciolo si prepara a trasformarsi in un fiume azzurro per celebrare il quarto scudetto del Napoli, il Cardinale Arcivescovo di Napoli, Don Mimmo Battaglia, lancia un appello toccante ai tifosi e alla città intera.

In un messaggio inviato alla SSC Napoli e ai sostenitori azzurri, Battaglia invita a non dimenticare le sofferenze del mondo, in particolare quelle di Gaza.

“Oggi che il mare del Golfo si tingerà ancora d’azzurro, che il lungomare Caracciolo sarà un fiume di gioia, vorrei solo chiedervi una cosa: non dimenticate,” scrive il Cardinale. “Non dimenticate, mentre festeggiate, che il Mediterraneo non è solo la nostra cornice di bellezza. Perché per molti il suo azzurro è sbiadito, svanito, sporcato dalle bombe e dal sangue.”

Un appello per l’Umanità e la Fraternità

L’invito di Don Mimmo Battaglia è chiaro: “Per questo vi invito, nel giorno della festa, a ricordare anche chi non può festeggiare. A portare tra le mani una bandiera del Napoli… e magari anche una bandiera della pace. A far sentire, accanto al grido ‘Forza Napoli!’, anche la voce pacifica e non violenta del cuore: ‘Pace per Gaza. Giustizia per i popoli. Dignità per ogni vita umana'”.

Il Cardinale sottolinea che, oltre al campionato vinto sul campo, c’è “un altro campionato che dobbiamo continuare a giocare: quello della pace, della giustizia, della solidarietà. E non è un campionato solo per campioni di Serie A, ma per uomini e donne di cuore, di coraggio, che sfidano l’indifferenza dei potenti. Per tifosi che sanno impugnare, oltre alla bandiera della propria squadra, la bandiera di chi soffre: una bandiera non di vendetta ma di fraternità e di pace.”

“Napoli sia campione anche in questa richiesta collettiva”

Guardando il mare che bagna la città, Battaglia ricorda la drammatica situazione in Medio Oriente: “Non possiamo infatti dimenticare Gaza. Non possiamo dimenticare i suoi bambini, le sue vittime, gli ostaggi. Non possiamo festeggiare solo noi, se altri piangono e temono ogni giorno il cielo sopra le loro teste. Domandiamo pace per Gaza, domandiamo pace per Gerusalemme. Che Napoli sia campione anche in questa richiesta collettiva, di popolo.”

Concludendo il suo accorato messaggio, Don Mimmo Battaglia chiede “perdono se qualcuno potrà leggere in queste mie parole quasi un involontario tentativo di rovinare una festa. Ma ci ho pensato tutta la notte, dopo le notizie di questi giorni. E la mia coscienza, insieme alla mia fiducia in questa squadra e in questo popolo, mi ha detto che potevo osare. Perché se questo scudetto ci ha resi campioni d’Italia, un gesto pacifico di pace può renderci campioni di umanità e fraternità”.

La festa scudetto del Napoli su Rai2 con Stefano De Martino

Napoli, festa scudetto in diretta su Rai2: il corteo celebrativo con Conte e De Laurentiis

Sarà trasmessa domani, domenica 26 maggio, dalle 15.30 alle 17.00 su Rai2 la sfilata scudetto del Napoli.

L’evento, realizzato in collaborazione con RaiSport, TgR Campania e RaiNews24, racconterà in diretta le celebrazioni per il quarto tricolore azzurro, con un’ora e mezza di immagini e interviste dal cuore della città.

Il pullman scoperto con a bordo i calciatori, il nuovo allenatore Antonio Conte e il presidente Aurelio De Laurentiis partirà da Mergellina per raggiungere Piazza Vittoria, attraversando le strade di una Napoli in festa.

A bordo del mezzo ci sarà l’inviato di RaiSport Giacomo Capuano, mentre da studio, a Roma, Francesca Spaziani Testa coordinerà la diretta con il supporto degli inviati sul territorio di TgR Campania e RaiNews24.

La conduzione dell’evento è affidata a Stefano De Martino, volto noto della Rai e grande tifoso azzurro.

Paolo Siani presenta Cyberbullismo e la rete sulla sicurezza dei minori

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È fissata per lunedì 26 maggio alle 18 in via Giacinto Gigante 33 a Napoli (altezza via Confalone) la presentazione del libro “Cyberbullismo” di Paolo Siani organizzata dalla Rete per la sicurezza dei minori e degli adolescenti. Dialogheranno con l’autore: il sociologo Lello Savonardo, la giornalista Barbara Tafuri, Nelide Milano e Ilaria Puglia per la Rete per la Sicurezza.

La Rete per la sicurezza Minori e Adolescenti nasce a Napoli nel 2021 dall’incontro di cittadini e cittadine, associazioni e comitati per chiedere interventi urgenti in materia di educazione, formazione e sicurezza dei giovani puntando a interventi normativi e culturali che riguardano l’intero Paese.

“Il cyberbullismo è un fenomeno sempre più diffuso e pericoloso che colpisce soprattutto i minori e gli adolescenti. – dichiarano Nelide Milano, Ilaria Puglia e Barbara Tafuri della Rete- È fondamentale sensibilizzare la società su questo tema e fornire strumenti di prevenzione e contrasto efficaci. Il libro di Paolo Siani rappresenta un importante contributo in questo senso, offrendo una riflessione approfondita e proposte concrete per affrontare il problema. La Rete Sicurezza Minori e Adolescenti si impegna a promuovere la cultura della sicurezza online e a sostenere le vittime di cyberbullismo, lavorando insieme a istituzioni, famiglie e comunità per creare un ambiente digitale più sicuro e rispettoso per tutti”.

Cyberbullismo

Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima. La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata, sia nel tempo che nello spazio, con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi. Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età. Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini. È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.§

Paolo Siani pediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri. Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.

Vergogna a Cremona, l’arbitro Manganiello decide la sconfitta della Juve Stabia

L’arbitro Manganiello e il nervosismo hanno spento il sogno Juve Stabia ma la storia scritta in questo campionato di serie B non potrà essere cancellata da questa giornata vergognosa alimentata da dichiarazioni pre partita dell’allenatore della Cremonese, Stroppa che pur avendo vinto campionati e tante coppe non conosce evidentemente il fair play.

L’espulsione di Ruggiero e la conseguente punizione del 2-0 che hanno tagliato le gambe alle Vespe gridano non vendetta ma di più. Poi quello che è successo dopo non vale neanche la pena di raccontarlo.

C’è solo da applaudire a questi ragazzi per tutto quello che hanno fatto nel corso del campionato. Il risultato di questa gara non inficia il percorso del campionato brillantissimo della Juve Stabia. Testa alta e orgoglio stabiese: questo e basta.

Certo una partita di calcio così importante non dovrebbe mai essere decise da decisioni arbitrali ingiustificate ma con Manganiello contro la juve Stabia così come contro il Napoli purtroppo è sempre così. E non è vero che gli arbitri italiani sono i migliori. Anzi sono quelli che più degli altri si fanno condizionare da chi sta al potere.

A noi che raccontiamo il calcio da 50 anni piace il calcio pulito e quello visto a Cremona non è stato calcio pulito. E poi al signor Stroppa vogliamo ricordare che quando parla di teatro si sciacquasse la bocca perchè Castellammare di Stabia è la patria di Raffaele Viviani, ma lui che ne sa. Pensasse a fare l’allenatore onesto e non come dicono al Nord “piangina”.

Marco Perillo presenta Il pentimento del Principe d’Elbeuf a Villa Bruno

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Venerdì 30 maggio, dalle ore 18:00 alle 20:00, presso l’I Point di San Giorgio a Cremano – Villa Bruno, in via Cavalli di Bronzo, 22, si terrà la presentazione del libro *Il Pentimento del Principe d’Elboeuf* di Marco Perillo, giornalista de “Il Mattino”. Il volume è edito da Colonnese Editore.

Un’iniziativa condivisa tra cultura e territorio

L’evento è promosso in collaborazione con Discover South, Pro Loco Her Cernvm e il Consorzio Costa del Vesuvio. Alla serata parteciperanno numerose personalità del territorio che daranno rilievo all’iniziativa con i loro interventi.

Saluti istituzionali e ospiti d’eccezione

Apriranno l’incontro i saluti istituzionali di Luca Coppola, Direttore di Discover South, e Giorgio Zinno, Sindaco della Città di San Giorgio a Cremano.

Seguiranno gli interventi di:

Alessandro Manna, Presidente dell’Associazione Siti Reali
Sandro Di Domenico, giornalista
Marco Perillo, autore del volume e giornalista de Il Mattino
Maria Falbo, Presidente della Pro Loco di San Giorgio a Cremano

Una riflessione su storia e identità culturale

L’evento offre un’importante occasione per approfondire i temi storici e culturali al centro del libro, che narra il sorprendente cammino umano e morale del principe d’Elboeuf, figura chiave nella storia napoletana del XVIII secolo.

Un sentito ringraziamento è rivolto alla Bottega delle Parole per il supporto nella promozione del volume.

Il romanzo: storia, archeologia e letteratura sul Miglio d’Oro

Ambientato nel 1738, Il Pentimento del Principe d’Elboeuf racconta il ritorno del principe nella sua villa a Portici dopo quasi trent’anni, alla ricerca dell’ultimo tesoro nascosto: una statua di Calliope, musa della poesia. Sullo sfondo, il suggestivo scenario del Miglio d’Oro e della nascente reggia borbonica voluta da Carlo di Borbone. Il romanzo intreccia ambizioni personali, intrighi e le prime esplorazioni archeologiche della Campania.

Lo stile di Marco Perillo: tra eleganza e passione storica

Con una prosa evocativa e raffinata, Marco Perillo guida i lettori attraverso un’epoca di fermento culturale, fondendo abilmente storia, arte, archeologia e sentimenti umani in un racconto avvincente.

L’autore: Marco Perillo, voce della Napoli storica

Nato a Napoli nel 1983, Marco Perillo è giornalista de Il Mattino e autore di opere che uniscono narrativa e ricerca storica. Ha debuttato con il thriller archeologico *Phlegraios* (2014) e ha proseguito con la raccolta di racconti Napùl (2020). Con Newton Compton ha pubblicato saggi e guide su Napoli, esplorando leggende, curiosità e misteri. Tra le sue recenti collaborazioni figura la curatela della guida Il Sogno Reale per il Campania Teatro Festival.

Capri Music Awards 2025: annunciati Serena Brancale e Petit

Dopo l’annuncio dei primi due ospiti, Rose Villain e The Kolors, il cast del Capri Music Awards si arricchisce con due nuovi nomi: Serena Brancale e Petit. I due artisti si uniranno alla line-up dell’evento musicale che promette di trasformare Capri in un palcoscenico d’eccezione.

Un Evento di Prestigio nella Magica Cornice della Certosa

La prima edizione dei Capri Music Awards si terrà il 18 luglio 2025 nella suggestiva Certosa di San Giacomo, uno dei luoghi simbolo dell’isola. Un connubio perfetto tra arte, musica e bellezza paesaggistica: l’antico monastero si trasformerà per una notte in un teatro a cielo aperto per ospitare artisti di fama nazionale e internazionale.

Spazio ai Giovani: Arriva il Capri Young Awards

L’iniziativa non si limita ai grandi nomi del panorama musicale. Il 16 luglio 2025, sempre a Capri e con il patrocinio del Comune, si svolgerà la finale del Capri Young Awards, concorso dedicato a giovani artisti under 30. L’obiettivo è offrire una vetrina di grande visibilità a nuovi interpreti, cantautori e performer.

Un Sogno per Emergenti: Contratto Discografico e Palco Principale

Il vincitore del concorso avrà l’opportunità di esibirsi il 18 luglio sul palco principale del Capri Music Awards, accanto agli artisti affermati. Inoltre, potrà firmare un contratto discografico con un’etichetta partner di Golden Boys S.r.l., per la produzione di un singolo e di un videoclip.

Come Partecipare: Candidature Aperte fino al 25 Giugno

La partecipazione è gratuita. Per candidarsi, è necessario compilare il modulo di iscrizione disponibile sul sito ufficiale www.caprimusicawards.it, allegando:

  • una demo audio/video di un brano originale,
  • una breve biografia,
  • fotografie in alta risoluzione,
  • e la liberatoria per foto e video.

Le domande vanno inviate entro il 25 giugno 2025 all’indirizzo young@caprimusicawards.it. Il regolamento completo è consultabile sul sito.

Un Progetto per Valorizzare Capri nel Mondo

Il Capri Music Awards nasce in collaborazione con il Comune di Capri, grazie alla sinergia tra il Sindaco Paolo Falco e l’Assessore ai Grandi Eventi Salvatore Ciuccio.

“Grande soddisfazione – dichiarano Falco e Ciuccio – per la prima edizione di questo evento pensato per offrire agli ospiti dell’isola un’esperienza emozionante e rafforzare il brand Capri nel mondo, valorizzando la cultura e il patrimonio storico dell’isola.”

Casavatore, seggi blindati da transenne: controlli serrati delle forze dell’ordine

Casavatore –Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale nei seggi a verificare il rispetto delle regole, il comandante provinciale di Napoli Biagio Storniolo e Il tenente colonnello Paolo Leoncini alla guida del Gruppo carabinieri di Castello di Cisterna.

Una vera è propria attività di monitoraggio e controllo quella messa a punto dal commissario straordinario Giovanni Lucchese che ha preteso e ha posto come punto fermo che la camorra e il voto inquinato a Casavatore in queste elezioni non troveranno spazio. Intanto in via Campanariello e in via Palizzi nei pressi degli istituti e all’esterno dell’ufficio elettorale si sarebbe notata la presenza di gruppi con soggetti legati al defunto boss Ciro Cortese, qualche ex sorvegliato speciale e addirittura, all’interno di un autolavaggio nei pressi dell’istituto Romeo, la presenza di diversi pregiudicati.

Non sono mancati i soliti galoppini che accompagnano all’occorrenza il proprio elettore come una sorta di taxi a domicilio. Le scuole più “battute” dai militari sono quelle del centro storico dove c’è la roccaforte del clan.

All’esterno di queste scuole, mancano ancora gli esiti degli identificati da parte dei carabinieri. Insomma, il primo turno delle elezioni in attesa dei risultati dello spoglio, si è nuovamente svolto con l’ombra immancabile del possibile voto inquinato. L’operazione di contrasto del vice prefetto Lucchese, starebbe dando i propri frutti creando non poche difficoltà ai “compratori” di voti.
P.B.

Omicidio Vassallo, la Procura chiede il processo per Cagnazzo e gli altri indagati

Salerno  – A quasi quindici anni dall’omicidio del sindaco-pescatore Angelo Vassallo, ucciso con nove colpi di pistola il 5 settembre 2010 ad Acciaroli, la procura di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio per il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e gli altri indagati, nonostante la recente scarcerazione decisa dal tribunale del Riesame.

Le accuse: omicidio e depistaggio

Secondo gli inquirenti, Vassallo – primo cittadino di Pollica e noto per le sue battaglie ambientaliste – sarebbe stato eliminato perché stava per denunciare un traffico di droga nel Cilento.

A Cagnazzo e agli altri indagati (l’imprenditore Giuseppe Cipriano, l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi e l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso) non viene contestato l’omicidio materiale (il killer non è mai stato identificato), ma l’organizzazione del delitto e il depistaggio delle indagini, ruolo che sarebbe stato centrale proprio per Cagnazzo.

La scarcerazione e le contraddizioni dei testimoni

Venerdì scorso, il Tribunale del Riesame ha ordinato la liberazione di Cagnazzo e Cipriano (mentre Cioffi resta in carcere per altri reati), seguendo le indicazioni della Cassazione, che aveva annullato gli arresti sottolineando:
Incertezze nei racconti degli ex collaboratori di giustizia;
Lacune investigative nelle motivazioni dei fermi.

Tuttavia, la procura non si arrende e ha già presentato la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare non è ancora fissata, ma probabilmente si terrà dopo la pubblicazione delle motivazioni complete della decisione del Riesame.

Un caso irrisolto che divide

L’omicidio Vassallo resta una ferita aperta in Campania. Mentre la difesa degli indagati ribadisce la loro estraneità, i sostenitori del sindaco-pescatore chiedono verità e giustizia:
«Angelo stava combattendo la camorra e gli interessi criminali nel Cilento – ricorda un familiare –. Questo processo potrebbe essere un passo decisivo».

Ora la palla passa al gip: se il giudice accoglierà la richiesta della procura, il processo potrebbe riaprire un capitolo oscuro della storia recente del Mezzogiorno.

Portici, tentano la fuga su scooter rubato: minorenni fermati dalla Polizia dopo rocambolesco inseguimento

Portici – Un inseguimento ad alta tensione tra le strade cittadine si è concluso con l’arresto di un minorenne e la denuncia di una coetanea, entrambi napoletani, sorpresi in sella a un motoveicolo risultato rubato.

È accaduto nella serata di ieri a Portici, dove gli agenti del Commissariato di Polizia, durante un normale controllo del territorio lungo Corso Garibaldi, hanno intercettato due giovani in sella a uno scooter sospetto.

Alla vista della volante, il conducente – nonostante l’alt imposto dagli agenti – ha accelerato bruscamente nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Ne è scaturito un inseguimento per le vie del centro, culminato in un violento impatto contro un’auto in transito e, subito dopo, contro un muro perimetrale.

Nonostante la caduta, i due giovani hanno tentato nuovamente la fuga a piedi, ma sono stati raggiunti e bloccati dagli agenti dopo una breve colluttazione. Il ragazzo alla guida è stato tratto in arresto con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento aggravato.

È stato poi trasferito presso la struttura di prima accoglienza per minori ai Colli Aminei. Per la passeggera, invece, è scattata una denuncia a piede libero per gli stessi reati: la giovane è stata affidata alla madre.

L’episodio si inserisce nel più ampio contesto delle attività di prevenzione e controllo messe in atto dalla Polizia di Stato per contrastare il dilagante fenomeno dei reati commessi da minori sul territorio dell’area vesuviana.

I VIDEO DI CRONACHE
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