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DJ Godzi morto a Ibiza, la procura di Roma ha chiesto gli atti ai magistrati spagnoli

Napoli– La morte di Michele Noschese, 35 anni, napoletano, conosciuto nel mondo della musica come DJ Godzi, resta avvolta nel mistero.

L’artista è deceduto all’alba del 19 luglio scorso a Ibiza, l’isola delle notti infinite dove viveva da anni, dopo un drammatico intervento della polizia spagnola. Su quel decesso, che ha scosso la comunità italiana residente alle Balearie il mondo della nightlife partenopea, oggi indagano due procure: quella spagnola, che per prima ha avviato accertamenti, e quella di Roma, competente per le vicende giudiziarie che coinvolgono cittadini italiani all’estero.

A piazzale Clodio è stato aperto un fascicolo per omicidio preterintenzionale. I magistrati capitolini hanno già inviato una richiesta formale di collaborazione giudiziaria alle autorità iberiche per acquisire tutta la documentazione sull’accaduto: i verbali delle forze dell’ordine intervenute, le testimonianze, gli atti medico-legali.

Il cuore dell’indagine ruota attorno alle circostanze del decesso: Noschese sarebbe morto dopo un intervento delle forze dell’ordine spagnole, ma la dinamica non è stata ancora chiarita.

Dalla Spagna ancora devono arrivare gli atti della prima autopsia

A fine luglio è stata effettuata in Spagna una prima autopsia, i cui risultati non sono ancora stati trasmessi all’Italia. Parallelamente, su richiesta dei familiari, la procura di Roma ha disposto una seconda autopsia in Italia, insieme a una serie di approfonditi esami tossicologici.

«Stiamo aspettando l’esito della seconda autopsia e degli esami tossicologici disposti dalla procura di Roma per avere risposte su quanto accaduto», ha dichiarato l’avvocata Rossana Alvaro, legale della famiglia Noschese, che da settimane attende di conoscere la verità.

Il caso resta dunque sospeso tra due fronti giudiziari: da un lato gli inquirenti spagnoli, che devono chiarire la condotta degli agenti intervenuti la notte della tragedia; dall’altro i magistrati italiani, determinati a capire se dietro la morte del giovane napoletano vi siano responsabilità penali.

Intanto, a Napoli, la notizia della scomparsa di DJ Godzi continua a suscitare dolore e rabbia tra amici e conoscenti: per molti era un simbolo di quella generazione di ragazzi che aveva scelto Ibiza come palcoscenico e rifugio, inseguendo il sogno della musica elettronica.

Napoli, violenza omofoba in famiglia: Arcigay al fianco della giovane vittima

Napoli – Una violenza che scuote le coscienze e che ancora una volta si consuma dentro le mura di casa. È di pochi giorni fa l’arresto di un 51enne nel centro storico di Napoli, accusato di atti persecutori e maltrattamenti nei confronti della figlia 24enne, colpevole soltanto – ai suoi occhi – di essere lesbica.

Un episodio di lesbofobia che ha suscitato sdegno e indignazione, ma anche una grande ondata di solidarietà nei confronti della ragazza.

A farsi portavoce del sostegno è stato Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli:“Esprimiamo la nostra più totale e incondizionata vicinanza alla giovane donna vittima dell’odio e della violenza del padre.

È l’ennesimo, gravissimo episodio di lesbofobia in famiglia che ci lascia sgomenti e ci spinge a ribadire con forza la necessità di un cambiamento culturale profondo”.

Il supporto dell’associazione

Arcigay ha già messo a disposizione della ragazza i propri sportelli e professionisti, pronti a offrirle supporto legale, psicologico e umano. “Nessuna deve sentirsi sola di fronte a tanta violenza – ha ribadito Sannino – la nostra rete è qui per accompagnarla in questo difficile percorso”.

Il presidente ha poi rivolto un plauso ai carabinieri della compagnia Centro, intervenuti con prontezza ed evitando che la situazione degenerasse in modo irreparabile:
“La loro sensibilità e preparazione sono fondamentali per tutelare le vittime di crimini d’odio”.

Una ferita sociale, non solo personale

L’associazione ha annunciato anche la possibilità di costituirsi parte civile nel processo, come già accaduto in altri casi drammatici: dal 16enne di Poggioreale picchiato dal padre fino all’aggressione di due ragazze trans nei Quartieri Spagnoli.

“La violenza generata da omofobia e transfobia – ha sottolineato Sannino – è una ferita che riguarda tutta la società e che intendiamo combattere in ogni sede possibile”.

Dalla violenza alla solidarietà

Il gesto del padre, che ha trasformato il rifiuto dell’orientamento sessuale della figlia in persecuzione e minacce, resta un fatto gravissimo, emblema di un’arretratezza culturale che ancora fatica a essere superata. Ma a questa oscurità fa da contraltare la luce della solidarietà: istituzioni, associazioni e cittadini che scelgono di stringersi attorno a una ragazza vittima di odio, per ricordarle che non è sola e che il cambiamento è possibile.

Avellino, riuscito parto trigemellare ad alto rischio

Un parto trigemellare ad alto rischio si è concluso con successo all’ospedale “Moscati” di Avellino, dove una donna di 33 anni di origine cinese, residente in Irpinia, ha dato alla luce tre gemelli: due maschietti e una femminuccia.

I neonati sono venuti alla luce il 1° settembre con parto cesareo alla 34esima settimana e 6 giorni di gestazione, e al momento sono ancora sotto osservazione medica presso la struttura ospedaliera.

Due dei tre gemelli hanno già lasciato la Terapia Intensiva Neonatale e sono stati trasferiti nel reparto di Neonatologia, mentre il terzo prosegue le cure in incubatrice, monitorato costantemente dall’équipe medica. La madre, in buone condizioni di salute, è stata già dimessa.

L’evento, considerato di elevata complessità clinica, è stato gestito grazie alla sinergia di più professionalità coordinate dal dottor Mario Ardovino, direttore dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia. Ardovino ha sottolineato come le gravidanze trigemine siano un caso raro – con un’incidenza di circa 1 ogni 10.000 nelle gravidanze spontanee – in aumento tuttavia per via del ricorso crescente alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Il dottor Sabino Moschella, direttore della Neonatologia e della Terapia Intensiva Neonatale, ha spiegato: “La quasi totalità dei parti multipli, specie se trigemellari, avviene prima della 37esima settimana. I neonati necessitano quindi di un’assistenza specialistica per il sostegno respiratorio e l’adattamento alla vita extrauterina. I piccoli sono stabili, ma resteranno sotto osservazione ancora qualche giorno per consolidare le loro condizioni”.

Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera “Moscati“, Germano Perito, ha colto l’occasione per rimarcare l’eccellenza del presidio irpino: “Questa nascita è l’esempio di come competenza, tecnologia e umanità possano convergere per affrontare con successo evenienze complesse. Siamo un punto di riferimento per l’assistenza materno-infantile”.

Un lieto evento, dunque, che conferma l’alta specializzazione raggiunta dall’ospedale avellinese nella gestione delle gravidanze a rischio e nella cura dei neonati prematuri.

Napoli, blitz della Polizia nella movida e contro i parcheggiatori abusivi: centinaia di controlli e sanzioni

Napoli – Un fine settimana di intensa attività per la Polizia di Stato a Napoli, con controlli mirati nelle zone calde della movida e operazioni straordinarie per contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi.

Gli agenti hanno passato al setaccio le strade della città, da Mergellina a Fuorigrotta, fino a San Giovanni a Teduccio, con un bilancio di centinaia di persone identificate, veicoli sequestrati e violazioni del Codice della Strada contestate.

Movida sotto controllo: 330 persone identificate a Mergellina

Nel weekend appena trascorso, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno concentrato i loro sforzi nella zona degli “chalet” di Mergellina e in largo Sermoneta, cuore pulsante della movida napoletana.

Qui, tra locali affollati e passeggiate sul lungomare, i poliziotti hanno identificato 330 persone, di cui 69 con precedenti di polizia. L’operazione ha riguardato anche i veicoli: 76 quelli controllati, con verifiche approfondite per garantire sicurezza e ordine pubblico in una delle aree più frequentate della città.

Caccia ai parcheggiatori abusivi: una denuncia e due veicoli sequestrati

Nel corso della settimana, i Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale, con il supporto della Polizia Locale, hanno messo in campo un’operazione straordinaria per contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, una piaga che continua a tormentare automobilisti e residenti

. Gli agenti hanno identificato 81 persone, di cui 25 con precedenti di polizia. Tra questi, una persona è stata denunciata per aver reiterato l’attività illecita di parcheggiatore abusivo.

Durante i controlli, sono stati ispezionati 49 veicoli, con due sequestri amministrativi e 24 violazioni del Codice della Strada contestate, segno di un’azione incisiva contro le irregolarità.

Controlli a tappeto a Fuorigrotta e San Giovanni a Teduccio

Non solo il lungomare: l’attività della Polizia di Stato si è estesa anche ai quartieri di Fuorigrotta e San Giovanni a Teduccio, dove i Nibbio e gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno condotto un ulteriore servizio straordinario.

Il bilancio è significativo: 632 persone identificate, di cui 144 con precedenti di polizia, e 210 veicoli controllati, con tre sequestri amministrativi e 28 violazioni del Codice della Strada. Un’operazione che testimonia l’impegno delle forze dell’ordine nel presidiare il territorio e garantire la legalità in aree sensibili della città.Un segnale forte per la sicurezza.

Tragedia sulla Provinciale 331: muore in un incidente il 32enne Giuseppe Guarda

Una domenica segnata dalla tragedia quella di ieri, lungo la Strada Provinciale 331 (ex Statale 158), che collega Raviscanina a Sant’Angelo d’Alife. Poco dopo mezzogiorno, Giuseppe Guarda, 32 anni, originario e residente a Piana di Monte Verna, ha perso la vita in un terribile incidente mentre viaggiava in sella alla sua Ducati.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Piedimonte Matese, il giovane centauro stava percorrendo la strada in direzione Alife quando, giunto all’altezza della località Quattroventi di Raviscanina, avrebbe perso il controllo della moto all’uscita di un’ampia curva. L’impatto con l’asfalto è stato fatale. Inutile l’intervento dei soccorsi del 118: per Giuseppe non c’è stato nulla da fare.

Una strada ad alto rischio

Il tratto di provinciale teatro dell’incidente è noto per la sua pericolosità: un percorso in cui lunghi rettilinei si alternano a curve improvvise e dossi, con un traffico sempre intenso. Non è la prima volta che la zona viene segnalata come critica per la sicurezza dei motociclisti e degli automobilisti.

Il cordoglio della comunità

La notizia della morte di Giuseppe ha scosso profondamente Piana di Monte Verna, il piccolo centro del Casertano dove il giovane viveva ed era molto conosciuto. A farsi portavoce del dolore collettivo è stato il sindaco, Stefano Lombardi, che ha espresso la vicinanza dell’amministrazione e dell’intera cittadinanza alla famiglia:

“Una enorme tragedia scuote la nostra comunità. Certi accadimenti appaiono privi di ogni logica, lasciandoci nello sconforto più totale. Le più alte forme di rispetto e di condivisione del dolore restano il silenzio e la preghiera. Un pensiero commosso alla mamma Caterina, al papà Claudio, al fratello, alla compagna Carmen”.

Il primo cittadino ha inoltre annunciato che domani, in concomitanza con le esequie fissate per l’8 settembre, sarà proclamato il lutto cittadino come segno tangibile di cordoglio e partecipazione.

Una ferita aperta

La morte di un giovane di appena 32 anni lascia un vuoto che difficilmente potrà essere colmato. La comunità di Piana di Monte Verna si stringe attorno ai familiari, mentre resta aperta la riflessione sulla sicurezza stradale, soprattutto in un territorio che troppo spesso diventa scenario di incidenti mortali.

Marchesini Group ha raccolto e rielaborato risposte ed ora arriva ‘Act Now’

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Bologna. “Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta”. Il poeta e filosofo francese Paul Valery lo scriveva più di un secolo fa, ma l’aforisma è quanto mai attuale in questa epoca di grandi capovolgimenti storici, economici e sociali, dominata dal ‘qui e ora’.

E allora cos’è il futuro? Ed esiste ancora come spazio ideale in cui proiettare le aspettative per un domani migliore? La risposta è (in linea di massima) ‘sì’, come certifica l’esperimento condotto lo scorso anno dal Gruppo Marchesini a Bologna per celebrare i 50 anni della fondazione dell’azienda di Pianoro, uno dei maggiori player mondiali nella produzione di macchinari per il packaging.

Quasi 5.000 persone sono entrate nella Future Box, l’installazione multimediale allestita in piazza Maggiore a Bologna dal 18 al 22 settembre, altri mille hanno risposto online alle domande sul Portale del Futuro per un grande test collettivo. Per dire cosa? Che il futuro non è uno solo.

I dati raccolti sono stati analizzati con l’aiuto dell’Italian Institute for the Future e dell’Università di Bologna (in particolare del Marconi Institute for Creativity): come nel multiverso dei fumetti Marvel, le varianti si moltiplicano, lo sguardo si allunga e si accorcia in maniera inversamente proporzionale all’età o si deforma per effetto dei bias. Una prospettiva che rischia di disorientare, ma che, è il messaggio di Marchesini Group, non deve spaventare.

Per questo, la società bolognese assieme alla Fondazione Marchesini Act torna con un nuovo evento, non un’iniziativa singola, ma un appuntamento annuale per fare una cosa che le comunità forse non sono più abituate a fare: riflettere sul futuro. A Pianoro, nel quartier generale del Gruppo Marchesini, l’1 ottobre dalle 17.30, si svolgerà ‘Act Now. Atelier dei Futuri: piccoli gesti di oggi che cambiano la storia di domani’.

“Vorremmo tentare di abbattere il muro della paura di un futuro incerto: il futuro è incerto per sua natura, ma vogliamo provare ad averne meno paura, mettendo in comune le nostre idee. Per cui abbiamo pensato di fare un evento l’1 ottobre, che si chiamerà ‘Act Now’ dove rifletteremo sul futuro e ci prenderemo anche degli impegni”, spiega Valentina Marchesini.

L’ottimismo, del resto, è quasi obbligatorio. Sul Portale del Futuro, dalle 986 risposte fornite online è emerso, per esempio, che, per la maggior parte delle persone il futuro è percepito in modo positivo. Tuttavia, non esiste una definizione univoca: ciascuno si concentra su aspetti diversi, a dimostrazione di quanto il concetto di futuro sia personale e sfaccettato. In generale, viviamo in una società che tende a non pensare al futuro o che lo fa in modo confuso, incerto e frammentato.

“Pensare al futuro, anzi ai futuri, non è un’attività usuale: uno dei risultati più sorprendenti è stato proprio che i più giovani sono quelli che hanno una visione futura più a breve termine. Invece, le persone più avanti con l’età sono capaci di interpretare futuro come il prossimo secolo”, spiega Giovanni Emanuele Corazza, professore ordinario al dipartimento di Ingegneria dell’Alma Mater e fondatore del Marconi Institute for Creativity.

“A tutto questo si associa una certa incertezza: noi viviamo l’epoca dell’incertezza che è anche contraddistinta da un acronimo ‘VUCA’ che sta per ‘volatile, incerto, uncertain, complesso e ambiguo’ e prendere decisioni in questa fase storica è diventato sempre più difficile. A questo si associano dei bias, quindi delle modalità standard di pensare ai futuri e delle euristiche, delle scorciatoie che noi , osserva Corazza.

“Il futuro individuale è proiettato in modo positivo, in generale, e molti molti pensano ad aspetti sociali, quindi il benessere non solo individuale ma della popolazione è effettivamente una priorità per tanti. Una delle proiezioni più frequenti è quello di un futuro in cui c’è una sostenibilità ambientale garantita per tutti.

Diciamo che questi ultimi decenni hanno addestrato la popolazione a pensare ai problemi del cambiamento climatico e le esperienze, anche drammatiche, dovute a sempre più frequenti eventi meteorologici molto forti, fanno sì che questa sia effettivamente una priorità molto sentita”, certifica il docente.

“Studiare i futuri è una disciplina, si chiama Future Literacy o Future Studies. Il secondo livello è il foresight, cioè la la capacità di aprire un ventaglio di futuri alternativi anche significativamente diversi da quelli che tutti si aspettano, quindi ammettendo la possibilità di quelli che vengono chiamati cigni neri.

La necessità di navigare l’incertezza non viene insegnata tipicamente a scuola, però iniziative come quella del Gruppo Marchesini possono da fare un primo passo in questa direzione, ovvero vedere le alternative, non come minacce, ma come opportunità”, osserva Corazza.

“Festeggiando il cinquantesimo avevamo pensato che non ci piaceva pensare al passato, ma volevamo pensare ai prossimi 50 anni. Quindi abbiamo condotto la comunità, la nostra la comunità estesa, nel provare a fare delle riflessioni sui prossimi anni, sul futuro”, racconta Marchesini.

“Sono capaci tutti di andare per mare, quando il mare è calmo. Quando si infuria o ci sai andare o rischi molto. Oggi, come con il Covid, siamo nello stesso mare in tempesta: bisogna navigarlo, non puoi uscire da quel mare, ci devi stare dentro. Sicuramente è un tempo difficile, ma noi abbiamo, come azienda e come comunità, tutti gli strumenti per farcela”, conclude.

A dare il via ad ‘Act Now’ sarà Nicoletta Boldrini, giornalista, divulgatrice, esperta in Futures Studies che condurrà i partecipanti in un nuovo viaggio interattivo e ispirazionale nel quale il Futures Thinking, disciplina per pensare al futuro in modo strutturato, farà da bussola. Seguirà un workshop, una sorta di grande gioco collettivo che porterà le persone a tradurre l’immaginazione in responsabilità e azione nel presente.

Bill de Blasio a Napoli: “A New York pazzi per il Made in Naples”

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Napoli – Il legame tra Napoli e New York si fa sempre più stretto, e a sancirlo è un ospite d’eccezione: Bill de Blasio, l’ex sindaco della Grande Mela.

A margine del “Bufala Fest” tenutosi in Piazza Municipio, De Blasio ha tessuto le lodi del capoluogo partenopeo, sottolineando un crescente interesse per i prodotti e la cultura napoletana tra i newyorkesi, un sentimento che, a suo dire, sta superando persino quello per il “Made in Italy”.

“C’è un’autentica passione per il cibo di Napoli, per la sua autenticità,” ha dichiarato de Blasio. L’ex politico, le cui radici familiari affondano proprio in Campania, ha osservato come un numero crescente di italo-americani stia riscoprendo le proprie origini.

“Il ‘Made in Naples’ è un concetto che a New York sta prendendo piede, è un work in progress. Ma, vista l’attenzione che sta crescendo su Napoli, sono convinto che tra un paio d’anni diventerà più importante del ‘Made in Italy’ stesso”.

De Blasio si è mostrato particolarmente impressionato dal “Bufala Fest”, definendolo una “rivelazione” e suggerendo che un evento simile potrebbe avere un grande successo anche a New York. Le sue parole non sono solo un omaggio alla città, ma una fotografia della sua crescente influenza culturale ed economica. Un’influenza che, secondo l’ex sindaco, è destinata a crescere ulteriormente.

De Luca su Fico: “Se il buongiorno si vede dal mattino, allora buonanotte”

Napoli – “Se il buongiorno si vede dal mattino, allora buonanotte”. È con una delle sue tipiche espressioni a effetto che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha accolto l’ingresso in scena di Roberto Fico come nuovo coordinatore nazionale del partito, avvenuta ieri a Napoli alla presenza dell’ex premier Giuseppe Conte.

Intervenuto in collegamento con la trasmissione “L’Aria che tira” su La7, il governatore campano non ha nascosto il suo malumore per le modalità della presentazione, sottolineando di non essere stato coinvolto nel processo decisionale. “Noi avevamo deciso qualche mese fa di discutere prima dei programmi e poi dei nomi. Poi hanno fatto una fuga in avanti e non va bene”, ha dichiarato De Luca, evidenziando una frattura nella strategia del partito.

Sul nuovo corso di Fico, il leader campano ha ironizzato: “Ho visto che è arrivato e ci ha illuminato di immenso”, parafrasando la celebre poesia di Giuseppe Ungaretti per commentare l’evento di presentazione.

La stoccata più personale, tuttavia, è arrivata sul tema della Festa dell’Unità. De Luca ha rivelato di non aver ricevuto l’invito, definendo la scelta un gesto di “cafoneria” e mantenendo così alto il livello della polemica interna. Il governatore ha poi ribadito la sua linea: “Sono ancora in attesa dei programmi, altrimenti è politica politicante”, chiedendo con forza al partito di definire proposte concrete prima di procedere con le nomine.

Terra dei Fuochi, Ciciliano: “Droni e intelligenza artificiale per il monitoraggio, modello Calabria”

Nuove tecnologie contro gli sversamenti illegali e gli incendi dolosi nella Terra dei Fuochi. È la linea tracciata dal commissario di governo per la riqualificazione delle periferie, Fabio Ciciliano, al termine del tavolo tecnico che si è tenuto oggi a Caivano.

Al centro del vertice la necessità di rafforzare la videosorveglianza nei territori più colpiti delle province di Napoli e Caserta. “Prenderemo come riferimento – ha spiegato Ciciliano – l’esperienza della Regione Calabria, che negli anni ha messo a punto un sistema basato su droni e intelligenza artificiale, considerato oggi una best practice a livello europeo”.

L’obiettivo è duplice: potenziare l’azione delle forze dell’ordine attraverso strumenti tecnologici avanzati e trasformare la gestione del fenomeno da emergenziale a strutturale. “Droni e telecamere – ha aggiunto – permetteranno alle diverse forze di polizia di lavorare in maniera sinergica e più efficace. Ma è fondamentale anche il monitoraggio sanitario, perché non basta rimuovere i cumuli di rifiuti abbandonati: bisogna impedire che vengano creati di nuovo”.

Il commissario ha sottolineato la necessità di un approccio integrato che coinvolga enti locali e cittadini: “Serve un sistema di civiltà nello smaltimento dei rifiuti e nel conferimento in discarica. Solo così sarà possibile ridurre il fenomeno in modo concreto e restituire sicurezza e dignità ai territori della Terra dei Fuochi”.

Torre del Greco, degrado, abbandono e pericolo ai campi di tennis

Torre del Greco – L’impianto sportivo “Tennis la Salle”, gioiello del patrimonio comunale, da tempo versa in un inaccettabile degrado e abbandono da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Mennella.

Lo spazio polifunzionale, peraltro davanti agli uffici comunali di Palazzo la Salle, una volta vanto della città, è divenuto un potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità. Malgrado ciò, numerosi sono i minori che imperterriti, continuano a prendere d’assalto, anche se disastrati, i campetti all’interno dell’area.

Sotto gli occhi di tutti, in qualsiasi ora del giorno, sono visibili frotte di ragazzini (e ragazzine) scavalcare in modo rocambolesco l’alta e precaria rete di recinzione, lungo il viale Carlo Parlati.

Ma c’è di peggio: l’area sportiva, con le annesse strutture fatiscenti, stracolme di rifiuti, benché lasciata in balìa di vandali, ridotta a un indicibile squallore, è anche meta preferita dalle coppiette in cerca di privacy. In proposito, non mancano le proteste dei cittadini, commercianti e dei genitori.

E proprio un papà, preoccupato dalla mancanza di controlli, lamenta che “vedere questo centro sportivo chiuso dal 2021 è davvero penoso. Il parco deve ritornare a essere quel bene prezioso che era per il popoloso quartiere sant’Antonio e non solo, visto che non ci sono attrattive, soprattutto per i giovani.

L’attuale amministrazione – prosegue con rabbia – benché è al terzo anno di consiliatura, resta sorda ai nostri appelli, finalizzati alla messa in sicurezza, valorizzazione e fruizione del centro”. Gli fa eco un commerciante della zona che associa il persistente degrado a una mancanza di introiti, “immaginate se fosse attivo il centro sportivo, di sicuro – sottolinea – avremmo un motore economico propulsivo dell’intero territorio, ovvero, come in passato, ci sarebbe sul posto un’alta presenza di cittadini provenienti anche dai Comuni limitrofi. Ricordo che il centro organizzava prestigiosi tornei di tennis di levatura nazionale.

Oggi, di sicuro la partecipazione sarebbe ancora più forte, visto che il tennis sta andando alla grande in Italia e invece, vediamo solo l’indifferenza delle istituzioni”. Di fronte a tale incredibile scenario, va aggiunto che a seguito di un’ordinanza di sgombero coattivo per occupazione senza titolo nei confronti della “ASD New Tennis”, il privato che gestiva la struttura, i campi da tennis sono rientrati nella disponibilità del Comune.

Abbiamo chiesto notizie al dirigente del patrimonio comunale, in particolare se l’Ente, in quanto possibile creditore nei confronti del privato che precedentemente gestiva l’area per i canoni di concessione non corrisposti, abbia avviato le procedure cautelari ed esecutive per la riscossione delle somme dovute. Ebbene, dall’amministrazione non c’è stato alcun riscontro.

Lo stesso è a dirsi in relazione allo stato attuale del progetto, che sarebbe stato presentato nel mese di ottobre 2023 dall’amministrazione per l’importo di 875.000 euro per il restyling della struttura, attingendo al “Fondo Sport e Periferie 2023” previsto dal governo Meloni.

Addio codice a barre e benvenuto Qr code

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Abbiamo già acquisito una certa dimestichezza nella scansione dei Qr code di cui ci serviamo ormai quotidianamente per accedere ai menù dei ristoranti, visionare mappe o tracciare spedizioni. Nel futuro prossimo, però, saranno molti di più i Qr code in circolazione, dal momento che stanno via via sostituendo i classici codici a barre.

Dagli anni ‘50 il codice a barre ci ha aiutato, infatti, ad identificare una miriade di prodotti e le informazioni inerenti ad essi. Se da un lato è indiscutibile il suo contributo alla nascita dell’economia così come la conosciamo oggi, lo è anche l’impellenza di fare un ulteriore balzo in avanti.

Grazie al Qr code i consumatori possono accedere a molte più informazioni in modo più veloce. In particolare con quelli standard GS1 sarà possibile non solo conoscere ogni dettaglio della merce acquistata, ma anche ricevere informazioni sulla sicurezza del packaging e la sostenibilità del prodotto. In base alla tipologia di articolo sarà possibile verificare certificati di qualità o normative associate.

L’interattività del Qr code, cioè la capacità di informazioni testuali, lo predispone inoltre ad essere utilizzabile in moltissimi contesti. A differenza del codice a barre, poi, anche laddove risulta lievemente danneggiato la correzione d’errore di cui si serve lo rende comunque leggibile.

Ridurre l’errore è fondamentale, perché anche piccole imprecisioni possono compromettere la tracciabilità e la qualità delle informazioni. Ecco perché, oltre alla correzione integrata nei QR code, in diversi settori si adottano già soluzioni permanenti come l’incisione diretta sul prodotto tramite marcatori laser. In questo modo si garantiscono leggibilità costante e resistenza nel tempo.

Think Local Campania: il QR code che racconta un territorio

Un esempio concreto di come il Qr code stia superando la semplice funzione informativa possiamo ritrovarlo nella Regione Campania. Con l’iniziativa Think Local Campania, promossa insieme all’associazione eroiNORMALI, molte imprese locali stanno adottando un Qr code dedicato che collega il prodotto al territorio d’origine.

Scansionando il Qr code applicato su prodotti agroalimentari o artigianali, il consumatore non visualizza solo dettagli tecnici e certificazioni: viene proiettato all’interno di una piattaforma digitale che racconta cultura, tradizioni, paesaggi, percorsi turistici e peculiarità della Campania.

Un modo innovativo di valorizzare il Made in Campania e di trasformare ogni prodotto in una “finestra” sul territorio, rafforzando l’identità locale e avvicinando produttori e consumatori in modo immediato e coinvolgente.

Un caso reale che dimostra come il Qr code non sia solo uno strumento tecnico, ma un potente mezzo di storytelling territoriale.

Il futuro del QR code

Intanto sono 22 le multinazionali mondiali che hanno dichiarato l’adozione del Qr code entro la fine del 2027. Tra i grandi brand che hanno già confermato la loro adesione al passaggio troviamo l’Oreal, Nestlé e Lidl. Si aggiungono enti piccoli che per merito dei Qr code riducono i costi di gestione e hanno un contatto più immediato con l’acquirente finale.

I risultati raggiunti sono ottimali, considerando che già è possibile trovare il Qr code sui materiali più disparati, ma si continuerà a lavorare per far sì che la loro presenza diventi ancora più capillare.

Non resta che abituare il nostro occhio a porre la giusta attenzione all’immagine di quella piccola scacchiera in miniatura, pronta a contenere molti più dati di quella con barre verticali bianche e nere.

Napoli, cena evento di Errico Porzio e Fior di Frutta al 180° Rooftop Bar

Napoli – Una serata all’insegna del sapore, del divertimento e di una vista mozzafiato sul Vesuvio: mercoledì 10 settembre, il 180° Rooftop Bar, situato nel cuore del complesso Jemming a Napoli, si prepara ad ospitare “Ccà s’ Magn e Nun s’ Pav”, l’evento gratuito firmato da Fior di Frutta ed Errico Porzio.

Una cena-spettacolo che promette di celebrare la tradizione culinaria partenopea in un’atmosfera unica, con un mix irresistibile di cibo, musica e intrattenimento.

Un viaggio tra sapori e tradizioni

L’evento, che si terrà a partire dalle 20:00 in Via del Serbatoio dello Scudillo 10, vedrà protagonisti Vittorio e Giovanna, i carismatici fondatori di Fior di Frutta, il fruttivendolo social che ha conquistato il web con la sua autenticità, e Errico Porzio, maestro pizzaiolo di fama nazionale. Porzio porterà il suo celebre format Porzio…ni di Pizza e uno stand dedicato alla sua pizzeria, per deliziare i palati con le sue creazioni.

Il percorso gastronomico sarà un omaggio alle eccellenze campane: si parte con le pregiate mozzarelle di bufala del Caseificio dei Borboni, realizzate con latte 100% di bufala, per poi passare ai sapori autentici dei primi piatti di Fiaschetteria Agricola e alle specialità di Cooking Around.

Gli amanti dei panuozzi troveranno soddisfazione con le proposte di O’ Pacchianiell, mentre i secondi piatti saranno a cura dell’Ostaria Pignatelli. A concludere in dolcezza, l’angolo gelato di Corno Gelato by Scaturchio e le leggendarie graffe d’autore di Parentesi Graffa.

Non solo cibo: un’esplosione di spettacolo

La serata non sarà solo un trionfo di sapori, ma anche un’esperienza di puro intrattenimento. A scaldare l’atmosfera ci penserà il vocal & dj set di Gigi Soriani, uno dei più apprezzati performer italiani, accompagnato dall’irresistibile comicità di Fabio Brescia, attore e conduttore radiofonico.

Il gran finale sarà affidato al live show di Maurizio Filisdeo, con un’esibizione che unirà musica, ballerini e suggestivi numeri di mangiafuoco, per un’esperienza indimenticabile.

L’ingresso a “Ccà s’ Magn e Nun s’ Pav” è gratuito fino ad esaurimento posti, con registrazione obbligatoria tramite il link su Eventbrite. La proprietà si riserva il diritto di ammissione.

L’appuntamento è per mercoledì 10 settembre alle ore 20:00 presso il 180° Rooftop Bar, un’oasi panoramica che regala una vista spettacolare su Napoli e il Vesuvio.Non perdete l’occasione di vivere una serata che unisce il meglio della cucina napoletana, l’energia della musica e la magia di un panorama senza eguali. Napoli vi aspetta!

Incredbile a San Giorgio: anche la mamma di un minorenne partecipa alla rissa: tutti denunciati

San Giorgio a Cremano – Ancora una notte di violenza giovanile nell’hinterland napoletano. Stavolta lo scenario è piazza Troise, a San Giorgio a Cremano, dove una lite per futili motivi si è trasformata in una rissa con coltellate che ha coinvolto tre ragazzi appena maggiorenni e perfino la madre di uno di loro.

I fatti risalgono alla notte scorsa. Intorno alle 2, gli agenti di polizia sono stati allertati dall’Ospedale del Mare, dove erano arrivati tre diciottenni con ferite da arma da taglio. Le indagini lampo hanno ricostruito l’accaduto: i giovani, coinvolti in una discussione degenerata, si erano affrontati in piazza con coltelli e colpi proibiti, fino a riportare lesioni che hanno reso necessario il ricovero.

 La donna di 45 anni ha preso parte alla colluttazione

Nel corso degli accertamenti, i poliziotti hanno individuato anche una donna di 45 anni, madre di uno dei ragazzi, che avrebbe preso parte attivamente alla colluttazione.

Una circostanza che rende il quadro ancora più inquietante: non solo giovani armati che si affrontano in strada, ma anche un adulto che sceglie di partecipare al regolamento di conti.

Tutti i protagonisti della rissa sono stati denunciati. La procura dovrà ora stabilire se, oltre al reato di rissa, possano configurarsi altre ipotesi di reato, vista la presenza di armi bianche e la gravità delle lesioni riportate dai giovani.

Un fenomeno in crescita

L’episodio di San Giorgio a Cremano conferma un trend allarmante: le coltellate tra minorenni e giovanissimi sono ormai diventate un tratto ricorrente delle cronache campane. Liti per futili motivi, discussioni nate sui social o per rivalità di gruppo spesso degenerano in violenza armata, trasformando le piazze in teatri di sangue.

Un campanello d’allarme che non può più essere ignorato: la diffusione delle armi bianche tra i ragazzi e l’abitudine a risolvere i contrasti con la violenza stanno alimentando un’emergenza sociale che investe interi territori.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha condannato “fermamente il grave episodio” e ha disposto, nell’immediatezza l’intensificazione dei servizi di controllo e vigilanza da parte delle Forze dell’ordine, già attivamente impegnate sul territorio di riferimento.

La questione sarà oggetto di approfondimento in occasione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, fissato nel pomeriggio odierno.

Il Prefetto ribadisce l’impegno delle istituzioni anche in funzione preventiva, con il tavolo contro la devianza minorile attivato presso la Prefettura che, con la presenza di tutti gli attori interessati, pubblici e del privato sociale, è fortemente impegnato per realizzare percorsi di inclusione e prevenzione, finalizzati ad accompagnare giovani e giovanissimi nel proprio percorso di crescita, in primis attraverso la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico, fenomeni che possono contribuire al reclutamento dei ragazzi da parte della criminalità organizzata.

Caivano: minaccia di morte la moglie durante la cerimonia della prima comunione della figlia

Caivano: Minaccia di morte la moglie durante la cerimonia della prima comunione della loro figlia. Carabinieri arrestano marito violento
Il sacramento della Prima Comunione rappresenta un evento unico e molto importante per ogni individuo che crede in certi valori ed è anche un momento di gioia e condivisione tra persone che si vogliono bene.
Purtroppo, però, ci sono casi in cui la violenza abbinata con l’alcool prende il sopravvento ed emerge la vera personalità di alcune persone.
Siamo a Caivano e i carabinieri della sezione radiomobile della locale compagnia intervengono in un albergo della zona. Alcuni clienti presenti nella struttura hanno chiesto aiuto al 112: “Correte altrimenti qui ci scappa il morto!”.
In quegli istanti è in corso un pranzo della prima comunione di una bambina. I carabinieri arrivano sul posto e trovano il 40enne padre della festeggiata che sta ancora litigando con il nonno materno. L’anziano sta difendendo la propria figlia, ha 36 anni ed è la moglie del 40enne, ovviamente è presente.
I militari tentano di dividerli e di calmare gli animi ma, anche in loro presenza, il padre della bimba è violento. Inveisce contro i carabinieri e, in particolare, nei confronti della propria moglie. Il 40enne tenta più volte di aggredirla non riuscendoci solo perché i militari li dividono. “Giuro che stasera ti appiccio, ti do fuoco a te e a tuo padre!!” L’uomo è palesemente ubriaco e il suo atteggiamento è troppo pericoloso. I carabinieri decidono di accompagnare il 40enne in caserma e di ricostruire l’esatta dinamica della vicenda.
Arriva sul posto anche il 118 con i primi soccorsi alla donna.
Intanto, nella caserma di Caivano, i carabinieri vogliono capire quanto l’uomo fosse ubriaco e per questo motivo procedono all’alcol test con l’etilometro. L’esame viene effettuato due volte: nel primo caso il tasso alcolemico è pari a 1,54 g/l mentre nel secondo caso siamo sull’1,58 g/l. Basti pensare che il limite legale per chi è alla guida è di 0,5 grammi per litro.
L’uomo, già in passato arrestato per maltrattamenti in famiglia in danno della moglie, viene arrestato per lo stesso reato e per ubriachezza molesta. Per la vittima è stato avviato il codice rosso ed ha denunciato le violenze subìte.

Sassi contro un’auto con a bordo una neonata: paura e terrore lungo la Statale sannitica a Caivano

Poteva trasformarsi in una tragedia la folle sassaiola avvenuta nella notte tra domenica e lunedì lungo la Statale sannitica, nei pressi del Parco Verde di Caivano, già area tristemente nota per episodi di degrado e violenza.

Un automobilista, di ritorno dal cinema multisala di Marcianise insieme alla moglie e alla figlia di appena tre mesi, ha visto la propria auto colpita da grosse pietre lanciate da un gruppo di giovani appostati lungo la rampa.

“Le pietre erano di tufo e molto grandi – ha raccontato l’uomo –. Ho avuto paura che sfondassero il parabrezza. Per fortuna nessuno di noi ha riportato ferite, ma lo spavento è stato enorme. Non mi sono fermato per scattare foto: la priorità era mettere in salvo la mia famiglia. Ho comunque segnalato tutto alle forze dell’ordine di Caivano e di Castello di Cisterna.”

A rendere la vicenda ancora più inquietante, la presenza della neonata a bordo, che rende l’episodio un atto non solo vandalico, ma potenzialmente omicida. Un gesto che avrebbe potuto spezzare vite innocenti con una facilità disarmante.

Una scia di episodi analoghi

Non si tratta purtroppo di un caso isolato. Negli ultimi anni, lungo strade e cavalcavia campani, si sono verificati numerosi lanci di pietre contro auto in transito. Il caso più clamoroso resta quello della SS268, dove decine di automobilisti denunciarono episodi simili, sempre documentati e portati all’attenzione dalle istituzioni. In più occasioni, queste sassaiole hanno causato gravi incidenti, in alcuni casi con vittime.

Sulla vicenda è intervenuto il deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto la denuncia dell’automobilista:“È un fatto gravissimo che poteva trasformarsi in tragedia. Non parliamo di una bravata, ma di un’aggressione gratuita e criminale, che mette a rischio la vita di persone innocenti.

In questo caso a bordo c’era una neonata di pochi mesi. Da tempo denunciamo le sassaiole dai cavalcavia e gli episodi simili che continuano a verificarsi in diverse aree, ma il problema persiste. Servono presidi costanti delle forze dell’ordine e telecamere di sorveglianza nei punti più a rischio. Le istituzioni non possono restare in silenzio: famiglie intere non devono rischiare la vita per colpa di bande di incoscienti.”

Una violenza che non è più “bravata”

Gli inquirenti sottolineano come lanciare pietre contro veicoli in corsa non sia un gesto di semplice inciviltà, ma un atto criminale a tutti gli effetti, capace di provocare incidenti mortali. Ogni sasso scagliato da un cavalcavia o da una rampa è una potenziale condanna a morte per chi viaggia in auto.

L’episodio di Caivano rilancia dunque un’emergenza mai risolta: la sicurezza stradale messa a rischio da bande di giovanissimi senza scrupoli, capaci di trasformare una serata in famiglia in un incubo e un viaggio in auto in una roulette russa.

Camorra, stesa in via Girardi ai Quartieri Spagnoli

Napoli – Sei proiettili come un sinistro avvertimento, esplosi nel cuore della notte per riaccendere i fantasmi di una guerra di camorra mai sopita.

La tregua, se mai c’è stata, è ufficialmente finita tra i vicoli di Montecalvario, dove un commando di sicari ha fatto fuoco a raffica, segnando il ritorno dello scontro di camorra ai Quartieri Spagnoli.

L’allarme è scattato all’una di domenica. Una telefonata ha fatto piombare gli agenti del commissariato Dante in via Francesco Girardi, dove i poliziotti si sono trovati di fronte a un’inquietante scena: il portone del civico 17 crivellato da quattro colpi, mentre altri due proiettili hanno centrato un appartamento al primo piano, come un sinistro biglietto da visita.

Sul posto, gli uomini della Scientifica hanno repertato sei bossoli di calibri differenti, segno che i pistoleri erano almeno due. Un dettaglio che rafforza il sospetto di un raid mirato e organizzato.

 I colpi esplosi da due pistole di differente calibro

Le indagini, affidate alla polizia, procedono serrate. Le speranze di dare un nome e un volto ai responsabili sono riposte nelle telecamere di videosorveglianza della zona, i cui filmati sono già stati acquisiti dagli investigatori.

Ma la cortina di omertà che avvolge i Quartieri Spagnoli rimane un ostacolo. Gli agenti hanno ascoltato i residenti e la coppia di anziani che vive nell’appartamento colpito, ma dalle loro testimonianze non sono emersi elementi utili.

Il movente non lascia però spazio a dubbi: si tratta di una “stesa”, una intimidazione tipica della camorra. Gli inquirenti sono convinti che dietro l’agguato non ci siano i vecchi clan “storici” (Esposito, Masiello e Saltalamacchia), ormai depotenziati, ma le “paranze” di giovanissimi criminali. Nuove leve pronte a tutto pur di prendersi il controllo delle piazze di spaccio ancora attive, il vero motore di queste faide.

Questo raid di via Girardi è il secondo in poco tempo. Solo alla fine di agosto, un’altra stesa aveva seminato il panico nella vicina Montesanto. Anche in quel caso, un bossolo di calibro 7,65 era stato trovato a terra, mentre un proiettile aveva centrato il soffitto di un appartamento al quarto piano.

L’obiettivo? Un mistero. L’appartamento era abitato da una coppia di pensionati senza precedenti, e l’intero stabile non ospita pregiudicati. Un giallo su cui gli investigatori procedono con cautela, escludendo che l’intimidazione fosse diretta a un residente. Ma con la stesa di domenica notte, il conto delle sparatorie su cui fare luce a Napoli si allunga, tenendo alta la tensione e il timore che una nuova guerra di camorra possa esplodere da un momento all’altro.

A meno che ai Quartieri Spagnoli, così come avviene da anni nelle zone popolari ddi Ponticelli e San Giovanni a Teduccio ma anche al rione Traiano e Pianura, non sia partita la caccia agli alloggi per far posto a B&B abusivi e quindi gli spari rivolti verso le abitazioni di incensurati anziani sono un segnale per intimorirli e costringerli a lasciare la casa.

Oroscopo di oggi 8 settembre 2025 segno per segno

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L’8 settembre 2025 è un giorno sospeso, un ponte tra l’eclissi lunare passata e i nuovi cicli che si stanno preparando. Mercurio retrogrado in Vergine ci invita a una pausa riflessiva, a correggere il tiro, a ripulire i dettagli che abbiamo trascurato. Non è un periodo per correre, ma per riparare.

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)
Amore: Mercurio retrogrado in V Casa potrebbe creare incomprensioni con il partner. Sii paziente e chiarisci ogni dubbio.
Lavoro: Marte in X Casa ti spinge a prendere iniziative, ma evita conflitti con i superiori.
Salute: Attenzione al mal di testa da stress. Ritaglia momenti di relax.
Finanze: Una spesa imprevista potrebbe turbare i tuoi piani. Valuta bene prima di agire.
Consiglio astrologico: Non bruciare le tappe. La riflessione è la tua migliore alleata oggi.

TORO (20 aprile – 20 maggio)
Amore: Venere in VII Casa favorisce armonia e nuove connessioni sentimentali per i single.
Lavoro: Ottimo giorno per collaborazioni. Il lavoro di squadra porta risultati sorprendenti.
Salute: Cerca di bilanciare i pasti. Evita eccessi a tavola.
Finanze: Investimenti a lungo termine si rivelano vantaggiosi. Fidati del tuo intuito.
Consiglio astrologico: Abbraccia il cambiamento che l’universo ti offre.

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)
Amore: Mercurio retrogrado potrebbe farti ripensare a una relazione passata. Vivi il presente.
Lavoro: Giornata ideale per pianificare e organizzare. Evita di prendere decisioni affrettate.
Salute: Attenzione all’ansia. Una passeggiata nella natura ti aiuterà a centrarti.
Finanze: Situazione stabile. Possibile una piccola entrata extra.
Consiglio astrologico: Ascolta il tuo cuore, ma non dimenticare la ragione.

CANCRO (21 giugno – 22 luglio)
Amore: La Luna in IV Casa ti rende più emotivo del solito. Condividi i tuoi sentimenti.
Lavoro: Creatività al top. Approfittane per proporre idee innovative.
Salute: Riposa a sufficienza. Il tuo corpo ha bisogno di ricaricarsi.
Finanze: Evita spese superflue. Meglio risparmiare per un progetto futuro.
Consiglio astrologico: Crea un ambiente sereno intorno a te. La pace interiore è fondamentale.

LEONE (23 luglio – 22 agosto)
Amore: Sole in V Casa ti rende irresistibile. Serata romantica in arrivo per le coppie.
Lavoro: Mettiti in luce. Le tue capacità vengono notate dai giusti personaggi.
Salute: Energia a mille. Canalizzala in attività fisiche piacevoli.
Finanze: Fortuna favorevole. Possibile vincita o regalo inaspettato.
Consiglio astrologico: Il tuo ottimismo è contagioso. Usalo per ispirare gli altri.

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)
Amore: Mercurio retrogrado nel tuo segno: chiarisci subito ogni malinteso per evitare litigi.
Lavoro: Attenzione ai dettagli. Il perfezionismo è un pregio, ma non deve paralizzarti.
Salute: Cura l’alimentazione. Potresti essere sensibile a disturbi digestivi.
Finanze: Periodo di revisione. Fai un check-up delle tue finanze.
Consiglio astrologico: Pratica l’auto-compassione. Non devi essere perfetto per essere amato.

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)
Amore: Venere nel tuo segno ti dona fascino e diplomazia. Ideale per appianare contrasti.
Lavoro: Cerca mediazione in caso di disputa. La tua arma migliore è l’equilibrio.
Salute: Benessere generale. Dedica tempo a hobby che ti rilassano.
Finanze: Buon momento per chiedere un prestito o un aumento.
Consiglio astrologico: Il tuo senso di giustizia è la tua guida. Seguilo senza esitazione.

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)
Amore: Passione e intensità. Attenzione alla gelosia: potrebbe essere infondata.
Lavoro: Segui il tuo intuito, soprattutto in questioni nascoste o riservate.
Salute: Gestisci lo stress. Tecniche di respirazione possono esserti d’aiuto.
Finanze: Situazione complessa. Chiedi un parere esperto prima di muoverti.
Consiglio astrologico: Lascia andare il controllo. Non puoi gestire tutto ciò che accade.

SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)
Amore: Giove in XI Casa porta allegria e avventura. Uscire con gli amici potrebbe riservare sorprese.
Lavoro: Ottime opportunità all’estero o in progetti che ampliano i tuoi orizzonti.
Salute: Mantieni uno stile di vita attivo. L’esercizio fisico è la tua valvola di sfogo.
Finanze: Viaggi o spese per la formazione si rivelano un buon investimento.
Consiglio astrologico: La curiosità è la tua bussola. Seguila senza paura.

CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)
Amore: Più pragmatico del solito. Cerca di mostrare anche il tuo lato emotivo.
Lavoro: Saturno in XI Casa: i risultati arrivano con impegno costante e pazienza.
Salute: Attenzione a schiena e ossa. Postura corretta e stretching sono fondamentali.
Finanze: Costruisci solide basi per il futuro. Evita rischi inutili.
Consiglio astrologico: I tuoi sforzi stanno per essere ripagati. Abbi fede.

ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)
Amore: Cerca connessioni mentali e intellettuali. L’amore può nascere da una conversazione.
Lavoro: Idee geniali e innovative. Condividile, anche se sembrano folli.
Salute: Benessere mentale è prioritario. Stacca dal lavoro digitale quando puoi.
Finanze: Investi in tecnologia o in cause umanitarie. Ti darà soddisfazione.
Consiglio astrologico: La tua unicità è il tuo potere. Non conformarti.

PESCI (19 febbraio – 20 marzo)
Amore: Nettuno in I Casa rende i confini tra sogno e realtà sfocati. Sii onesto con te stesso e gli altri.
Lavoro: Ispirazione artistica altissima. Lascia fluire la tua creatività.
Salute: Attenzione a sonnolenza e confusione. Cerca di avere una routine stabile.
Finanze: Qualcosa è nascosto sotto la superficie. Indaga prima di impegnarti.
Consiglio astrologico: La tua compassione è una forza. Non permettere che diventi un peso.

La Luna in Cancro ci ricorda l’importanza delle radici, della sicurezza emotiva e della casa. È un’energia che ci chiede di prenderci cura di noi stessi e dei nostri cari con gesti concreti e nutrienti.

Tuttavia, la quadratura tra Marte in Gemelli e Nettuno in Ariete crea una nebbia di confusione e impulsività. Attenzione alle decisioni prese di fretta, alle parole sparate a caso, alle promesse che non si possono mantenere. È un aspetto che ci sfida a distinguere la verità dall’illusione.

Il consiglio universale oggi è: lentezza. Rallentate. Rileggete le email, ricontrollate i progetti, ascoltate davvero ciò che l’altro sta dicendo senza preparare la risposta mentre parla. La precisione di Mercurio in Vergine, se ascoltata, ci può guidare attraverso la nebbia e permetterci di gettare basi solide per il futuro. Non è un giorno spettacolare, ma è un giorno fondamentale per costruire.

Incidente in A1 allo svincolo del Centro Direzioinale: morta una donna

Napoli – Un altro dramma della strada, l’ennesimo, si consuma sulle strade di Napoli. Una scia di sangue che sembra non arrestarsi. in serata, un violento impatto sull’autostrada A1 Napoli-Roma, all’altezza dello svincolo per il Centro Direzionale, ha provocato una vittima.

Secondo le prime, drammatiche ricostruzioni – ancora in attesa di conferma ufficiale dalle forze dell’ordine – a scontrarsi sono state una Fiat Panda, che sembrerebbe di proprietà di una ditta di vigilanza privata, e uno scooter Sym HD 300.

La dinamica dell’incidente sarebbe stata terribilmente violenta: la passeggera del mezzo a due ruote, una donna di 51 anni, sarebbe stata sbalzata dal veicolo a seguito della collisione. I soccorsi, giunti immediatamente sul posto, non avrebbero purtroppo potuto far altro che constatarne il decesso.

Sul posto è immediatamente scattato il protocollo d’indagine. Sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale per i rilievi necessari a ricostruire la dinamica precisa dell’incidente, affiancati dal personale dell’ACI.

Il tratto di autostrada è stato parzialmente chiuso, causando code e rallentamenti nella direzione di Tangenziale.

La vittima, la cui identità non è ancora stata resa nota in attesa del riconoscimento ufficiale e del avviso ai familiari, si aggiunge a un tragico bollettino estivo. Un nome in più in una lista che non dovrebbe esistere, un lutto che colpisce una famiglia e una comunità intera, costretta ancora una volta a interrogarsi sull’incolumità delle strade e sul loro prezzo troppo alto.

Le indagini della Stradale sono ora concentrate sull’accertamento delle cause dell’incidente e sull’esatta dinamica, per stabilire ogni eventuale responsabilità.

La battaglia dei tassisti di base a Napoli: “Manca la programmazione”

Napoli– Una città paralizzata, una mobilità al collasso e una categoria, quella dei tassisti, che si sente ignorata e denigrata. È questa la dura accusa mossa dall’Associazione Tassisti di Base di Napoli, che ha diffuso un comunicato stampa per denunciare le gravi lacune nella gestione del trasporto pubblico non di linea e l’indifferenza dell’amministrazione comunale.

La nota, pubblicata oggi, domenica 7 settembre 2025, punta il dito contro le scelte politiche che, a detta dei tassisti, starebbero sacrificando le esigenze quotidiane dei cittadini in favore dei “grandi eventi” e degli “interessi dei grandi imprenditori”.

Traffico e disagi: una città in ostaggio

Il fulcro della protesta è la totale assenza di una programmazione efficace del settore. “Manca programmazione del trasporto pubblico non di linea”, tuona l’associazione, sottolineando come le richieste di incontro inviate al sindaco Manfredi e all’assessore ai Trasporti Edoardo Cosenza siano rimaste finora senza risposta.

I tassisti puntano il dito contro una serie di criticità che rendono il loro lavoro sempre più difficile e il servizio per i cittadini inefficiente:

Cantieri infiniti: Lavori pubblici che si protraggono ben oltre i tempi previsti, paralizzando intere aree della città.

Eventi e stalli soppressi: L’organizzazione di grandi eventi, come quelli in Piazza del Plebiscito, comporta la soppressione degli stalli di sosta per i taxi. Questo avviene nonostante un verbale firmato in Prefettura il 13 giugno 2024 avesse stabilito che questi stalli dovessero rimanere operativi per garantire il servizio pubblico.

Un’amministrazione “distante dal ceto medio”

La nota va oltre la semplice lamentela sui disservizi e muove una critica politica più profonda. A giudizio dei tassisti, l’amministrazione cittadina sarebbe “distante dal ceto medio” e troppo vicina a “interessi dei grandi imprenditori”.

Un’accusa pesante, che rimanda al dibattito sulla gestione della città e sulle priorità dell’agenda politica. “Chiediamo più servizi per i cittadini e meno politica imprenditoriale”, conclude il comunicato, ribadendo la necessità di un cambio di rotta che metta al centro i bisogni della collettività.

Napoli, minaccia la figlia perché non accetta la sua omosessualità: arrestato

Napoli – È accaduto tutto nel cuore del centro storico, in zona Santa Chiara. Una giovane di 24 anni si è vista aggredita verbalmente e fisicamente dal padre, un uomo di 51 anni, incapace di accettare la sua omosessualità.

Prima le minacce, urlate davanti ai clienti di un bar dove la ragazza lavora – “devi cambiare cognome” –, poi la furia che si è spostata davanti alla porta di casa, dove la giovane vive insieme alla madre.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia Centro, l’uomo ha bussato con violenza, colpendo ripetutamente l’ingresso e lanciando minacce di morte, mentre la figlia, terrorizzata, si era barricata all’interno.

Allertati dalla centrale operativa, i militari sono intervenuti cogliendo l’uomo nel pieno del suo tentativo di sfondare la porta. Non era la prima volta: episodi simili si erano già verificati in passato.

Anche davanti ai carabinieri, il 51enne ha continuato a insultare e minacciare la figlia. È stato arrestato e trasferito in carcere: dovrà rispondere di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

Una violenza che ferisce due volte

Il fatto non è solo cronaca di Napoli. Colpisce perché nasce all’interno di una famiglia, luogo che dovrebbe rappresentare protezione e accoglienza. Lì dove l’amore dovrebbe essere incondizionato, prevale invece l’intolleranza.

Il rifiuto della libertà e dell’identità della figlia si è trasformato in persecuzione, dimostrando quanto l’arretratezza culturale possa ancora trasformarsi in violenza concreta.

È un episodio che riapre il dibattito sulla sicurezza delle persone LGBTQ+ e sull’urgenza di strumenti di tutela più efficaci. Non si tratta solo di un padre incapace di accettare la vita della propria figlia: è l’espressione di un problema più profondo, radicato in stereotipi e pregiudizi che ancora resistono.

L’arresto ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, ma resta l’amarezza di una vicenda che mette in discussione i valori fondamentali della convivenza familiare e civile. Perché non può esserci giustificazione alla violenza, soprattutto quando colpisce chi dovrebbe ricevere soltanto affetto e sostegno.