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Caserta, accoltellato noto professionista: è grave in ospedale

A Caserta, un noto professionista di 57 anni è stato accoltellato nel pomeriggio, lasciando la comunità sotto shock; la presenza del figlio, che lo ha portato in ospedale, potrebbe rivelarsi cruciale per gli investigatori nel chiarire le circostanze dell'accaduto.

Caserta– Un noto professionista di 57 anni, molto conosciuto negli ambienti cittadini, è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano dopo aver riportato una profonda ferita da arma da taglio.

L’episodio, ancora avvolto nel mistero, è avvenuto nel pomeriggio di oggi nel capoluogo.Secondo le prime informazioni filtrate dagli ambienti sanitari, l’uomo non sarebbe in pericolo di vita.

I medici del pronto soccorso hanno prontamente attivato le procedure di stabilizzazione e gli hanno prestato le cure necessarie per fronteggiare la lesione, giudicata grave ma non letale.Al fianco del ferito, visibilmente sconvolta, c’era la moglie, rimasta sotto choc per l’accaduto.

Entrambi sarebbero stati accompagnati in ospedale dal figlio della coppia, che li ha condotti direttamente al pronto soccorso subito dopo il ferimento. Questo dettaglio potrebbe risultare decisivo per gli investigatori nella ricostruzione dei fatti.

Sul caso indagano gli agenti della Polizia di Stato, che hanno aperto un fascicolo per chiarire con precisione dove e come si sia verificato l’accoltellamento, nonché le circostanze che hanno portato alla ferita.

Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: non viene esclusa alcuna ipotesi e si attendono elementi concreti da testimonianze, referti medici e eventuali rilievi.Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli in grado di fare luce su quanto accaduto nel cuore di Caserta, mentre proseguono senza sosta gli accertamenti per definire un quadro completo della vicenda.

Salerno, il sindaco Napoli lascia: addio anticipato e corsa verso le nuove elezioni

Le dimissioni anticipate di Enzo Napoli da sindaco di Salerno segnano un cambio di rotta nella politica locale, con ripercussioni che potrebbero riscrivere gli equilibri tra i partiti e sollevare interrogativi sulla vera autonomia dei rappresentanti eletti.

Salerno – Enzo Napoli ha formalizzato le dimissioni da sindaco di Salerno, chiudendo anticipatamente il suo secondo mandato consecutivo. L’atto è stato protocollato nella mattinata e, trascorsi i venti giorni previsti dal Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), l’addio sarà irrevocabile. Il Comune sarà guidato da un commissario prefettizio fino alle elezioni comunali, previste tra la primavera e l’estate.

Napoli, rieletto il 3 ottobre 2021, aveva anticipato la decisione agli assessori prima di partecipare al consiglio provinciale di insediamento dell’assise rinnovata lo scorso 11 gennaio. La sua uscita, attesa da settimane, apre la strada al possibile ritorno di Vincenzo De Luca, già sindaco della città e figura di riferimento del centrosinistra campano.

De Luca torna protagonista

Il nome di De Luca torna con insistenza tra i possibili candidati alla guida del Comune di Salerno. Ex presidente della Regione Campania e già sindaco in passato, De Luca è visto come il volto forte del centrosinistra, capace di ricucire gli equilibri locali e nazionali.

Sul fronte opposto, il centrodestra dovrà decidere se puntare su un candidato di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia o Noi Moderati, con la possibilità di lanciare un nome di peso della coalizione. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra restano in attesa di definire la propria strategia.

Critiche e accuse di “pilotaggio”

La vicenda ha già acceso polemiche politiche. Il deputato salernitano di Forza Italia Pino Bicchielli, viceresponsabile nazionale Enti locali del partito, ha espresso dure critiche: “L’ipotesi di dimissioni per aprire la strada a elezioni anticipate e al ritorno di De Luca pone un tema gravissimo che va oltre i nomi: riguarda l’idea di istituzioni che si sta affermando”.

Secondo Bicchielli, “Salerno non può essere trattata come una casella da liberare dentro una filiera di comando. Un sindaco non è un delegato di partito, ma un rappresentante eletto dai cittadini. In assenza di una mozione di sfiducia, un’uscita di scena pilotata manda un messaggio devastante: il voto popolare vale meno delle decisioni del capo”.

Il parlamentare chiede agli organi competenti di verificare le circostanze e di accertare l’eventuale esistenza di pressioni esterne, auspicando l’intervento delle forze politiche nazionali e dell’Anci con il presidente Gaetano Manfredi. “L’autonomia dei sindaci e dei Comuni è un principio da difendere sempre, soprattutto quando sono in gioco i diritti dei cittadini e la libertà di un mandato popolare. Il caso Salerno rischia di diventare un grave precedente per tutta l’Italia”.

Neonato in crisi respiratoria salvato dai carabinieri ad Avellino

In una serata che sembrava destinata a un dramma, il coraggio dei carabinieri di Avellino ha trasformato la paura in speranza, intervenendo con prontezza per salvare un neonato in crisi respiratoria, un gesto che ricorda l'importanza della solidarietà in momenti di emergenza.

Avellino – Una serata che poteva trasformarsi in tragedia si è conclusa con un lieto fine grazie al tempestivo intervento dei carabinieri di Avellino. Protagonista della vicenda un neonato di appena due mesi, colto da una grave crisi respiratoria mentre si trovava in auto con i genitori, bloccati nel traffico cittadino.

La richiesta di aiuto nel traffico

L’emergenza è scattata qualche sera fa a Mercogliano, nell’hinterland del capoluogo irpino. Una giovane madre, immobilizzata dalla congestione del traffico, ha contattato con urgenza la Centrale Operativa dei Carabinieri segnalando le condizioni critiche del figlio lattante. Il piccolo versava in gravi difficoltà respiratorie e necessitava di immediate cure mediche.

L’operatore della Centrale ha immediatamente compreso la gravità della situazione, attivando il servizio 118. Nel frattempo, l’auto con a bordo la famiglia si è fermata lungo la viabilità cittadina, dove una pattuglia della Sezione Radiomobile era impegnata in un normale servizio di controllo della circolazione stradale.

L’intervento della Radiomobile

La donna, visibilmente scossa, ha avvicinato i militari chiedendo disperatamente aiuto. I carabinieri, constatate le critiche condizioni del bambino e lo stato di forte agitazione della madre, non hanno perso tempo: hanno fatto salire entrambi a bordo dell’auto di servizio e sono partiti con la massima urgenza verso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino, già preventivamente allertato.

La corsa contro il tempo si è conclusa positivamente. Giunto in ospedale, il neonato è stato immediatamente preso in carico dal personale sanitario. Dopo alcuni giorni di ricovero e superata la fase di emergenza, il piccolo ha potuto fare ritorno a casa con i genitori.

La famiglia ha voluto esprimere pubblicamente il proprio ringraziamento all’Arma dei Carabinieri e in particolare ai militari della Sezione Radiomobile intervenuti, lodandone la tempestività, la professionalità e il senso del dovere dimostrati in un momento così delicato.

Napoli, chiude la storica mensa ferroviaria: a rischio 12 posti di lavoro

NAPOLI – La chiusura della storica mensa ferroviaria di Napoli Centrale, prevista per il 28 febbraio, solleva preoccupazioni tra i sindacati e i lavoratori, poiché mette a rischio 12 posti di lavoro e il servizio di pasti caldi per la comunità, un presidio sociale fondamentale che merita tutela.

NAPOLI – Il prossimo 28 febbraio chiuderà la storica mensa ferroviaria di Napoli Centrale, un punto di riferimento per il personale ferroviario, studenti, lavoratori e cittadini. La comunicazione è arrivata da Ferservizi, società del Gruppo FS che gestisce il servizio per conto di RFI, e ha immediatamente sollevato preoccupazioni tra i sindacati e i lavoratori.

Secondo quanto denunciano Angelo Lustro, Massimo Aversa e Pierino Ferraiuolo, segretari generali rispettivamente di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, la chiusura rischia di compromettere 12 posti di lavoro e di cancellare un presidio sociale che da anni garantisce pasti caldi a prezzi calmierati, coniugando accoglienza, qualità e funzione sociale. “Non è solo un punto ristoro – sottolineano i sindacalisti – ma un servizio pubblico di prossimità che merita tutela”.

I sindacati hanno lanciato un appello urgente a RFI, Ferservizi e alle istituzioni locali e regionali affinché si garantisca la continuità del servizio, attraverso un nuovo affidamento o una manifestazione di interesse pubblica, tutelando tutti i livelli occupazionali e valorizzando la funzione sociale della mensa. Lustro, Aversa e Ferraiuolo avvertono che non resteranno a guardare: “Saremo al fianco dei lavoratori, pronti a mobilitarci per difendere diritti, occupazione e servizi per la comunità”.

Agnano, al via i lavori per riaprire la strada chiusa dopo il crollo

Agnano, Napoli, ha avviato oggi i lavori per riaprire una strada chiusa da un crollo avvenuto due mesi fa, un intervento fondamentale per ripristinare la mobilità nel quartiere e migliorare i collegamenti con la conca.

NAPOLI – Sono iniziati questa mattina i lavori sul costone delle Terme di Agnano, danneggiato da un crollo che due mesi fa aveva costretto alla chiusura di una strada cruciale per la mobilità del quartiere e dei collegamenti con la conca di Agnano. L’intervento, avviato dal comune di Napoli, prevede l’impiego di mezzi speciali e continuerà anche nei giorni festivi per accelerare la riapertura della via.

Sul posto era presente il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, da tempo impegnato insieme al membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde, Rosario Pugliese, per sollecitare l’avvio immediato dei lavori. “Ci hanno assicurato che gli interventi proseguiranno senza interruzioni anche nei giorni festivi – ha dichiarato Borrelli – per garantire che la strada sia percorribile quanto prima. Continueremo a seguire la vicenda con la massima attenzione”.

Il crollo aveva isolato temporaneamente il quartiere, complicando i collegamenti e la circolazione veicolare, rendendo urgente l’intervento dell’amministrazione comunale. La ripresa dei lavori rappresenta quindi un passo decisivo per ristabilire la normalità e garantire sicurezza e accessibilità ai cittadini.

Caserta, firmato protocollo con la FIN per la riqualificazione dello Stadio del Nuoto

La firma del protocollo tra la Provincia di Caserta e la Federazione Italiana Nuoto segna un momento cruciale per la rinascita dello Stadio del Nuoto, un impianto chiuso da tempo, ora pronto a tornare al centro della vita sportiva e sociale della comunità.

CASERTA – Una svolta per lo Stadio del Nuoto di Caserta: questa mattina a Roma è stato firmato il protocollo d’intesa tra la Provincia di Caserta e la Federazione Italiana Nuoto, segnando l’avvio concreto del percorso di riqualificazione dell’impianto di via Laviano. L’accordo, sottoscritto dal presidente della Provincia Anacleto Colombiano e dal presidente della FIN Paolo Barelli, prevede un supporto tecnico-specialistico per l’analisi dello stato dell’impianto, la definizione di soluzioni progettuali conformi agli standard tecnici FIN e CONI e l’assistenza nella progettazione degli interventi di ristrutturazione e adeguamento.

L’intesa, della durata di 24 mesi, consentirà anche di valutare le modalità di gestione più adatte a garantire continuità, sviluppo e valorizzazione delle attività natatorie, sia di base che agonistiche. “Con questo protocollo – ha spiegato Colombiano – compiamo un passo decisivo per restituire alla comunità uno spazio di sport, aggregazione e crescita. La collaborazione con la Federazione ci permetterà di garantire qualità progettuale, sicurezza e piena funzionalità dell’impianto”.

Il presidente della FIN Paolo Barelli ha sottolineato l’impegno della Federazione nell’assistere la Provincia, mettendo a disposizione esperti e tecnici per verificare le necessità progettuali e operative e restituire la piscina al territorio nel più breve tempo possibile. Lo Stadio del Nuoto, chiuso al momento dell’insediamento di Colombiano, vedrà così partire le attività propedeutiche ai lavori di riqualificazione, compresi i test di laboratorio sui materiali e il completamento del progetto di fattibilità tecnico-economica.

Serie A, designazioni arbitrali per la 21ª giornata: Fourneau per Napoli-Sassuolo

Con l'avvicinarsi della 21ª giornata di Serie A, l'attenzione si concentra su Napoli-Sassuolo, dove l'arbitro Francesco Fourneau avrà il compito di gestire un match cruciale per le ambizioni partenopee, creando così un'atmosfera carica di aspettative tra i tifosi e la squadra.

La Serie A torna in campo con la 21ª giornata e la Lega ha reso note le designazioni arbitrali che dirigeranno i match più attesi del weekend. Sabato alle 15, Udinese-Inter sarà affidata a Marco Di Bello della sezione di Brindisi, coadiuvato dagli assistenti Bercigli e Zingarelli, con Feliciani quarto ufficiale e Mazzoleni e La Penna in Var.

Sempre sabato, alle 18, Francesco Fourneau di Roma guiderà Napoli-Sassuolo, mentre alle 20.45 Davide Massa di Imperia sarà al centro di Cagliari-Juventus. La domenica propone quattro incontri: Parma-Genoa alle 12.30 con Luca Pairetto, Bologna-Fiorentina alle 15 con Daniele Doveri, Torino-Roma alle 18 con Daniele Chiffi e Milan-Lecce alle 20.45 con Luca Zufferli.

Il turno si chiuderà lunedì con i posticipi Cremonese-Verona, affidata ad Alberto Ruben Arena di Torre del Greco, alle 18.30, e Lazio-Como, diretta da Michael Fabbri di Ravenna, alle 20.45. La 21ª giornata era stata inaugurata già venerdì sera con Pisa-Atalanta, anticipata a Matteo Marchetti di Ostia Lido.

Linea Eav Cumana, dal 21 febbraio attiva la tratta completa Montesanto-Torregaveta

NAPOLI – Dal 21 febbraio 2026, la linea Cumana ripristinerà il servizio completo da Montesanto a Torregaveta, grazie al termine dei lavori di messa in sicurezza nella galleria Monte Olibano, necessari dopo il terremoto del luglio 2025, garantendo così un collegamento vitale per pendolari e turisti.

NAPOLI – Dal 21 febbraio 2026 la linea Cumana tornerà pienamente operativa sull’intera tratta da Montesanto a Torregaveta. A comunicarlo è l’Ente Autonomo Volturno, a seguito di incontri con la Regione Campania e Rete Ferroviaria Italiana del gruppo FS Italiane.

I lavori nella galleria Monte Olibano, necessari a seguito dei danni provocati dal terremoto di magnitudo 4.0 che ha colpito l’area dei Campi Flegrei il 18 luglio 2025, sono ormai in fase di ultimazione. Le operazioni hanno previsto interventi di consolidamento, messa in sicurezza e verifiche tecniche finalizzate a garantire la piena funzionalità e la sicurezza della tratta, consentendo così la riapertura completa del servizio.

L’Ente sottolinea che il completamento dei lavori permetterà ai pendolari e ai turisti di viaggiare nuovamente senza interruzioni tra Montesanto e Torregaveta, ripristinando un collegamento strategico per la mobilità della zona flegrea e migliorando l’affidabilità complessiva della rete Cumana.

Spaccio a San Nicola la Strada, arrestato 25enne di Caivano

La lotta contro lo spaccio di droga a San Nicola la Strada si intensifica con l'arresto di un 25enne di Caivano, un episodio che svela non solo la continua presenza del crimine, ma anche il persistente impegno delle forze dell'ordine nel monitorare e contrastare queste attività nella provincia di.

SAN NICOLA LA STRADA – Ieri pomeriggio, i Carabinieri hanno arrestato un 25enne di Caivano, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile della cessione di sostanza stupefacente. L’episodio è avvenuto a San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, quando i militari hanno notato il giovane fermarsi davanti al cancello di un’abitazione per consegnare una dose di cocaina a un acquirente, ricevendo in cambio una banconota da 50 euro.

Subito bloccato dai Carabinieri, il 25enne è stato arrestato sul posto. Dai successivi accertamenti è emerso che, oltre a essere sottoposto all’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria, il giovane si era recato sul luogo dello spaccio guidando senza patente, mai conseguita. Per questo motivo è stato denunciato anche per guida senza patente, mentre l’acquirente è stata segnalata alla Prefettura come assuntrice di sostanze stupefacenti.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo. L’operazione conferma l’attenzione dei Carabinieri nella lotta allo spaccio di droga sul territorio casertano e il controllo costante delle aree maggiormente esposte a questo fenomeno.

Furti di tombe e cappelle nel cimitero di Paestum, arrestato un uomo

Nel silenzio del cimitero di Paestum, dove il rispetto per i defunti è sacro, un uomo ha infranto questo delicato equilibrio, portando via non solo oggetti, ma anche la serenità di una comunità.

CAPACCIO PAESTUM – Vilipendio delle tombe, furto aggravato e danneggiamento: sono queste le accuse contestate ad A.S., arrestato con misura cautelare agli arresti domiciliari dal gip di Salerno al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica.

Secondo la ricostruzione accusatoria, l’uomo sarebbe responsabile di una serie di incursioni nel cimitero di Paestum tra ottobre e novembre dello scorso anno, durante le quali avrebbe sottratto numerosi oggetti di ornamento presenti nelle cappelle funerarie. Le operazioni investigative, condotte dai carabinieri di Capaccio Paestum insieme ai colleghi di Perdifumo, hanno permesso di recuperare e sequestrare diversi dei manufatti trafugati, contribuendo a ricostruire l’entità dei furti.

L’arresto rappresenta l’epilogo di un’attività di indagine che ha messo in luce un fenomeno che aveva suscitato indignazione nella comunità locale, evidenziando la necessità di una maggiore tutela dei luoghi sacri e dei beni culturali presenti nel territorio.

Come parlare delle emorroidi al medico senza imbarazzo

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Le emorroidi sono un disturbo tanto frequente quanto (ingiustamente) imbarazzante. Colpiscono milioni di persone, ma ancora oggi rappresentano un tema “scomodo”, di cui si parla poco, persino con il medico. Eppure, rivolgersi tempestivamente a un professionista è il modo migliore per evitare che il problema peggiori, per ottenere un trattamento appropriato e soprattutto per escludere patologie più serie.

Ma come superare il blocco iniziale? Come affrontare il tema senza sentirsi a disagio o in imbarazzo? In questo articolo proviamo a rispondere a queste domande, offrendo spunti pratici, rassicurazioni e qualche verità che può alleggerire il carico… anche emotivo.

Un disturbo comune, un silenzio collettivo

Prima di tutto, è importante ricordare una cosa: non sei solo. Le emorroidi interessano fino al 50% della popolazione adulta, almeno una volta nella vita. Colpiscono uomini e donne, giovani e anziani, sportivi e sedentari. Nessuno è immune.

Nonostante ciò, il tema è ancora circondato da tabù, battutine e imbarazzo. Questo silenzio ha un prezzo: molte persone rimandano la visita medica, si affidano a rimedi casalinghi senza efficacia, o semplicemente ignorano i sintomi finché diventano insopportabili.

Perché è importante parlarne col medico (e non con Google)

I sintomi delle emorroidi possono sovrapporsi ad altre patologie più gravi, come ragadi, fistole o persino tumori del retto. Sanguinamento, dolore, prurito o prolasso non dovrebbero mai essere ignorati o auto-diagnosticati. Un medico, attraverso una visita e (se necessario) esami mirati, può valutare la reale natura del disturbo e indicare il trattamento più adeguato, che sia farmacologico, comportamentale o chirurgico.

7 consigli per affrontare il tema senza imbarazzo

Se l’idea di parlare di emorroidi col medico ti mette a disagio, sappi che è perfettamente normale. Tuttavia, ci sono strategie semplici per rendere l’esperienza più serena e costruttiva:

1. Ricorda: i medici hanno già sentito tutto

Per il medico, parlare di emorroidi è routine. Ne sente parlare ogni giorno, con ogni tipo di paziente. Non sei il primo, non sarai l’ultimo e non lo scandalizzerai. Anzi, sarà felice che tu abbia deciso di occuparti della tua salute.

2. Scrivi i sintomi in anticipo

Se temi di dimenticare qualcosa o di sentirti a disagio, prepara un elenco scritto: cosa provi, da quanto tempo, in quali situazioni. Portarlo con te o leggerlo durante la visita può aiutarti a mantenere la lucidità ed evitare giri di parole.

3. Sii diretto, ma semplice

Non servono termini tecnici. Anche un semplice “Ho notato del sangue quando vado in bagno” o “Sento un fastidio quando mi siedo” è più che sufficiente per iniziare il discorso. Il medico farà le domande giuste.

4. Se ti aiuta, scegli un medico dello stesso sesso

Alcune persone si sentono più a proprio agio a parlare di certi disturbi con un medico del proprio stesso sesso. Non c’è nulla di male nel fare questa scelta se può aiutarti a sentirti più sereno.

5. Non aspettare che peggiori

Spesso si va dal medico “solo quando non si resiste più”. Ma in realtà, prima si interviene, più facile è gestire il disturbo. In fase iniziale, le emorroidi possono essere trattate in modo conservativo, evitando complicazioni.

6. Considera il contesto “neutro” della visita

Il contesto di uno studio medico è pensato per proteggere la privacy, il comfort e la dignità del paziente. Ogni visita è un momento professionale, non personale. Sei lì per prenderti cura di te.

7. Chiedi tutto ciò che ti preoccupa

Se hai dubbi, paure o semplicemente curiosità su diagnosi, cause o terapie, chiedi. Nessuna domanda è stupida, soprattutto quando si tratta della tua salute. Un medico serio accoglierà ogni tua richiesta con attenzione e rispetto.

E se la vergogna è davvero paralizzante?

In alcuni casi, l’imbarazzo è così forte da sfociare in un vero e proprio evitamento: si evitano le visite, si minimizzano i sintomi, si convive con dolore e disagio per anni. Se ti riconosci in questa situazione, può essere utile affrontare il tema prima da un punto di vista psicologico.

A volte basta parlarne con una persona di fiducia, oppure leggere testimonianze di altri pazienti online (ce ne sono molte!). In alternativa, puoi iniziare con il tuo medico di base: è una figura più familiare e può indirizzarti gradualmente verso un percorso specialistico, se necessario.

Parlare è già prendersi cura

Rompere il silenzio attorno alle emorroidi è il primo passo verso il benessere. Parlare apertamente con il medico è un gesto di responsabilità verso te stesso e un modo per liberarti da un fastidio che – spesso – ha già una soluzione semplice.

Più che un atto di coraggio, è un atto di normalità. Perché il tuo corpo, tutto, merita ascolto, cura e rispetto. E non c’è niente di imbarazzante nel voler stare meglio.

Fonti:

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/e/emorroidi#introduzione

https://www.siccr.org/informazioni-generali/emorroidi/

Napoli, donna ferita dal monopattino a Fuorigrotta: si cercano 2 ragazzini

Ieri, a Fuorigrotta, Napoli, una donna di 67 anni è stata colpita al volto da un monopattino elettrico lanciato da un tetto, lasciando la comunità in stato di shock; attualmente, la polizia sta indagando su due ragazzini sospettati di essere i responsabili del gesto intenzionale.

Napoli – Poteva trasformarsi in tragedia l’incredibile episodio di cronaca avvenuto ieri nel cuore del quartiere Fuorigrotta.

Una donna di 67 anni è stata colpita in pieno volto da un monopattino elettrico “piovuto” letteralmente dal cielo, scaraventato dal tetto di un edificio che ospita gli uffici dell’Asl Napoli 1 e il servizio Serd.

La dinamica: un lancio deliberato

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli agenti del Commissariato San Paolo, il mezzo non sarebbe caduto accidentalmente. Gli inquirenti ipotizzano un gesto intenzionale: il monopattino sarebbe stato lanciato da un’altezza compresa tra i 7 e gli 8 metri, da un’area adibita a parcheggio situata sulla sommità dello stabile.

La vittima stava camminando lungo il perimetro dell’edificio quando è stata centrata dal pesante oggetto. Nonostante il violento impatto alla testa, la donna è rimasta vigile e cosciente durante i primi soccorsi, sebbene in evidente stato di shock.

Le condizioni della vittima e le indagini

Immediato l’intervento del 118, che ha trasportato la sessantasettenne al Trauma Center dell’ospedale Cardarelli in codice arancione. Le sue condizioni, seppur serie, non desterebbero preoccupazioni per la vita: i medici la tengono sotto stretta osservazione per monitorare il trauma cranico riportato.

Nel frattempo, le indagini si concentrano sull’identificazione dei responsabili. Il cerchio si starebbe stringendo attorno a due ragazzini, noti nella zona, che sarebbero stati visti nei pressi del tetto poco prima dell’incidente. Al vaglio della Polizia ci sono ora le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’Asl e delle attività commerciali limitrofe, che potrebbero aver ripreso le fasi del lancio o la fuga dei sospettati.

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Napoli, allarme fuocarazzi: Borrelli chiama alla mobilitazione contro i roghi illegali

A Napoli, alla vigilia della festa di Sant’Antonio Abate, il deputato Francesco Emilio Borrelli lancia un appello contro i fuocarazzi, che hanno smarrito il loro legame con la tradizione religiosa, diventando strumenti di illegalità e controllo da parte della criminalità organizzata, con.

Napoli – Alla vigilia della festa di Sant’Antonio Abate torna alta l’attenzione sui cosiddetti fuocarazzi, una pratica che, secondo il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, ha ormai perso ogni legame con la tradizione religiosa per trasformarsi in un fenomeno di illegalità diffusa e controllo del territorio da parte della criminalità organizzata.

Nonostante il lavoro di prevenzione messo in campo dalla Polizia Municipale e dai Vigili del Fuoco, le cosiddette paranze sarebbero già operative in diversi quartieri della città, con accumuli di legna e materiale infiammabile pronti a essere incendiati.

Le aree considerate più a rischio sono i Quartieri Spagnoli, la Torretta, la Sanità e il Cavone di piazza Dante, monitorate con particolare apprensione dalle forze dell’ordine.

“Quello a cui assistiamo da tempo non ha più nulla a che vedere con la religione o il folklore – denuncia Borrelli –. Questi roghi sono diventati uno sfogo per gruppi criminali, una vera e propria scuola di formazione per ragazzi che vengono avviati alla camorra. Il cippo non è più un rito: è un simbolo di potere e una sfida aperta allo Stato”.

Il deputato invita i cittadini a non restare spettatori e a collaborare attivamente con le istituzioni, segnalando in tempo reale la presenza di roghi o cataste di legna attraverso il numero WhatsApp 366 266 2829. “La collaborazione dei residenti è fondamentale – spiega – per consentire sequestri preventivi e interventi tempestivi prima che il fuoco venga appiccato”.

A preoccupare ulteriormente è la dimensione social del fenomeno. “Siamo davanti a una deriva inquietante – conclude Borrelli –: baby gang che si sfidano online a chi realizza il falò più grande, in un’escalation di illegalità che mette a rischio la sicurezza dei cittadini e la salute pubblica.

La camorra ha sequestrato i culti religiosi per attirare i giovani: è necessario fermare questo scempio e restituire i simboli della nostra terra alla legalità e alla vera devozione”.

«Gomorra – Le origini», Antonio Buono: «Vi racconto il mio Mimì»

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Classe ’92, napoletano di origine, è Antonio Buono a prestare il volto di Mimì, affiliato del clan Villa, nel fortunato ed atteso prequel “Gomorra – Le origini”, dimostrando di essere una scoperta nonché una promessa nel panorama attoriale italiano.

La serie, per la regia di Marco D’Amore e di Francesco Ghiaccio, lanciata in esclusiva in data 9 gennaio su Sky e in streaming sulla piattaforma Now, è ambientata nella Napoli degli anni ’70 e narra l’ascesa al potere criminale di don Pietro Savastano, volto fondamentale di “Gomorra – La serie”, tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano.

L’attore partenopeo ha raccontato alle nostre pagine com’è nata l’opportunità di prendere parte alla serie, come si sono svolti i casting e come hai reagito quando ha ricevuto la notizia ufficiale di essere stato ingaggiato nel cast artistico: “Ero ancora studente in accademia quando sono stato convocato per partecipare al casting di Gomorra- Le Origini. In quell’occasione ho conosciuto anche Alessia Foraggio, assistente casting di Davide Zurolo. Premetto che Davide, Alessia ed Egidio Giordano hanno fatto un lavoro fenomenale: senza di loro, io non sarei qui a raccontare tutto ciò – ha spiegato – Alessia mi disse di presentarmi davanti alla camera e mi chiese di recitare un monologo in napoletano.

In un certo senso fu una sorpresa, perché nessuno sapeva che bisognava recitare un brano, tutti pensavano che fosse solo una video presentazione ma io che sono maniacale sullo studio, mi ero fortunatamente preparato due monologhi, uno in italiano e uno in dialetto napoletano. A quanto pare, andai bene perché, dopo un mese fui chiamato ad un call back e da quel momento è iniziato il mio percorso di provini. Da luglio fino a dicembre 2024 ho fatto 7/8 provini.

È stato un periodo davvero intenso, pieno di emozioni, faccio fatica a spiegare ancora tutto ciò che ho provato: so solo che è stato meraviglioso – ed ha continuato – Mi hanno convocato per un incontro, dicendomi che sarebbe stata l’ennesima prova costume e quando entrai nell’ufficio c’erano credo più di dieci persone sedute ad un tavolo, i due registi, gli assistenti alla regia, i casting directors e una parte delle produzioni. Allora mi hanno confermato che ero stato scelto: è stato il momento più bello di tutta la mia vita. Piansi come un bambino nel camerino della prova costume, ricordo che Francesco Pellegrino entrò nel camerino e ci abbracciammo fortissimo. Ho provato un mix di emozioni che ancora oggi non so ancora spiegare”.

Di seguito, ha lasciato trapelare alcuni retroscena riguardanti la preparazione del suo personaggio, spiegando come ha lavorato a braccio con i registi e come ha affrontato l’esperienza del set con i suoi colleghi: “Il mio personaggio ha richiesto tanta preparazione e tanto lavoro introspettivo.

Tanto lavoro nel laboratorio con Marco D’Amore, ma anche tanto lavoro al di fuori. Mi sono fatto tante domande sul perché di ogni gesto, di ogni comportamento, di ogni azione di Mimì: io studio molto e per me era una scoperta continua, ho riletto la sceneggiatura tantissime volte per far si che trovassi la giusta via e chiaramente Marco è stato determinante in questo mio percorso.

Quando interpreti un personaggio del genere le difficoltà sono tante, soprattutto quando il tuo personaggio, nelle scene compie azioni e comportamenti che non ti appartengono per niente. Mimì è l’opposto di Antonio, in comune probabilmente hanno soltanto il lato buono, il lato umano. Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio per me rappresentano tante cose, li stimo immensamente, non sono solo i miei maestri, ma sono soprattutto degli amici, mi hanno insegnato tanto, mi sento davvero fortunato ad aver avuto il privilegio di lavorare insieme a due menti così brillanti.

Il lavoro che abbiamo fatto è stato lungo, intenso e faticoso, ma è proprio grazie a loro che tutto è stato naturale. Mi hanno accompagnato in questo viaggio e mi hanno dato la possibilità di conoscere delle persone stupende, tra troupe e cast. I miei colleghi sono diventati i miei più grandi amici, lavorare con tutte queste persone è stata la gioia più grande che potesse capitarmi.

Insieme a Francesco Pellegrino, Ciro Burzo, Luigi Cardone e Renato Russo ho vissuto un’esperienza divina e continuano a far parte della mia vita, ringraziando il cielo. Luca Lubrano, Mattia Cozzolino, Junior Rodriguez, Antonio Del Duca e Antonio Incalza sono i fratelli minori che non ho mai avuto, sul set portavano una gioia immensa, oltre ad essere attori giovanissimi con un talento fuori dal comune. Anna, Noemi, Onorina, Fabiola, Tullia, Carmen, sono delle attrici e persone straordinarie”.

Ha riposto particolare attenzione sul reparto costumi: “Trovo che abbiamo svolto un lavoro impeccabile. Il reparto costumi, come tutti i reparti, è stato super attento ad ogni minimo particolare. E quei costumi erano talmente magnetici che bastava indossarli per sentirsi in un’altra epoca”.

La serie, per i prodomi storici, sociali e culturali in cui è ambientata nonché per la perizia e la verosimiglianza dei costumi, si conferma essere anche d’epoca. Per tale motivazione, Antonio Buono ha spiegato come si è approcciato ad una sceneggiatura incentrata sulle dinamiche camorristiche emergenti negli anni ’70, intercalandosi artisticamente in un personaggio proveniente da tale contesto. “Immergermi negli anni 70 è stato magico per me, sono anni che ovviamente non ho vissuto e grazie a “Gomorra – Le Origini” ho potuto respirare in quel tempo – ha dichiarato – Mi sono documentato tanto prima di arrivare al mio primo giorno di set, avevo bisogno di studiare il comportamento, il modo di vivere, il modo in cui parlava la gente.

Ho letto tanto e visto tanti documentari su quel periodo storico. Entrare in un contesto criminale però è stato molto complesso. Noi sentiamo tante storie attraverso la televisione, internet e i social sulla criminalità ma la realtà è molto più articolata. Questa esperienza mi ha dato modo di vedere con i miei occhi che purtroppo ci sono persone che agiscono in quel modo e che fanno quel tipo di vita veramente e io che sono sensibile e sento tutto con intensità provo un grande dispiacere. Fa veramente male al cuore”.

Agganciandosi a quest’ultime parole, ha lanciato un messaggio sociale verso coloro che, non nella fiction ma nella vita reale, seguono la strada pericolosa di Mimì: “La vita è un dono meraviglioso, non sprecatela! Si può sempre scegliere, scegliete il bene. C’è bisogno di amore a questo mondo, soprattutto in questi tempi un po’ bui”.

Un’esperienza umana e professionale che lascia, alle sue spalle, una valigia colma di esperienza e d’insegnamenti preziosi: “Ho compreso che non bisogna fermarsi mai, bisogna studiare in continuazione per essere sempre all’altezza, restare sempre con i piedi per terra, ma sognando in grande”. Essere resilienti, perseveranti e sognanti risulta essere la chiave vincente, soprattutto nei periodi più cupi della propria vita, in cui le esigenze pratiche chiamano ed i sogni sembrano lontani ed irrealizzabili.

Tutto ciò Antonio lo sa bene: è emigrato all’estero per cercare fortuna, lavorando duramente per realizzare le sue ambizioni, nonostante la vita quotidiana lo avesse messo a dura prova. Proprio in virtù della sua esperienza, ha dato un consiglio ai giovani che aspirano alla carriera attoriale: “Sognate, sognate in grande! Bisogna credere in se stessi perché niente è impossibile. Siamo tutti fatti di carne, sangue ed ossa”.

Adesso il suo sogno si è realizzato ma è il medesimo Antonio a dirlo: bisogna sognare in grande e non fermarsi mai, per questo ha svelato i suoi desideri per il suo futuro professionale: “Il mio sogno è di riuscire a lavorare oltreoceano, sto studiando inglese proprio per questo e spero di arrivarci un giorno.

Come dice sempre mio padre, il mondo è fatto una pietra alla volta.  Sicuramente lavorare con Nolan o magari Tarantino per me sarebbe un sogno da cui non vorrei essere svegliato per niente al mondo – ed ha concluso – Mi attirano i personaggi con caratteristiche psicologiche complesse, ruoli che mi permettono di uscire da me stesso, esplorando nuovi mondi interiori”.

Serie A: come proseguirà la corsa al titolo?

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La lotta per lo Scudetto si sta delineando come una delle più incerte e combattute delle ultime stagioni. In vetta alla classifica convivono più squadre con ambizioni concrete, sostenute da rose profonde e da un rendimento complessivamente costante. In questa situazione di equilibrio, il nome della possibile vincitrice cambia spesso e non emerge un’autentica favorita. In questa situazione di incertezza in cima alla classifica, il nome del possibile vincitore della Serie A cambia giornata dopo giornata, tanto che le quote presenti nei migliori siti di comparazione ancora non indicano una netta favorita tra le candidate, anche se l’Inter sembra al momento avere qualcosa in più rispetto alle altre. Per chi volesse comunque puntare su una contendente piuttosto che un’altra, i comparatori di bonus scommesse aggiornati mese dopo mese offrono la possibilità di informarsi e poter scommettere senza puntare il proprio denaro: un grande vantaggio in una situazione così incerta e difficile da pronosticare. Il quadro che ne emerge è quello di un campionato aperto, destinato a restare tale ancora a lungo.

Inter

L’Inter appare come la squadra più solida nel complesso. Il rendimento è caratterizzato da equilibrio tra fase difensiva e offensiva, con una struttura di gioco ormai consolidata e un gruppo che ha già dimostrato di saper reggere la pressione delle grandi sfide. La profondità della rosa consente di affrontare senza eccessivi cali anche i periodi più intensi del calendario, elemento che potrebbe rivelarsi decisivo nella seconda parte di stagione. Il miglioramento dei risultati negli scontri diretti e la gestione delle energie rappresenteranno i principali banchi di prova, ma la sensazione è che i nerazzurri abbiano tutte le carte in regola per restare in testa fino alla fine.

Milan

Il Milan di Max Allegri continua a essere una presenza stabile nelle zone alte della classifica grazie a un’identità di gioco ben definita e a una rosa che unisce esperienza e dinamismo. I rossoneri hanno mostrato buone soluzioni offensive e una discreta solidità, pur pagando talvolta qualche passaggio a vuoto che ha impedito di avere qualche punto in più che a fine stagione potrebbe fare la differenza. Tuttavia, le possibilità di competere per il titolo restano concrete, a patto di trovare maggiore continuità e di sfruttare al massimo gli scontri diretti, che potrebbero incidere in modo significativo sull’esito finale del campionato.

Napoli

Il Napoli resta pienamente inserito nella corsa per conservare il titolo (essendo forse la reale favorita), forte di una rosa di alto livello e di un potenziale offensivo tra i più interessanti del campionato, come mostrato contro l’Inter dove gli azzurri, nonostante le polemiche che hanno portato alla sfuriata di Antonio Conte, hanno risposto colpo su colpo pareggiando per 2-2. La squadra ha alternato prestazioni molto convincenti ad altre meno brillanti, evidenziando una certa difficoltà nel mantenere standard elevati con regolarità. La gestione degli impegni ravvicinati e della condizione fisica dei giocatori chiave sarà determinante per capire fino a che punto i partenopei potranno spingersi nella lotta al vertice.

Juventus

La Juventus ha progressivamente ritrovato compattezza e fiducia, tornando a proporsi come una candidata credibile al titolo. L’equilibrio tattico offerto da Luciano Spalletti, subentrato in corsa ad Igor Tudor, e una maggiore efficacia nelle partite più delicate hanno consentito ai bianconeri di rimanere agganciati al gruppo di testa. La rosa, pur con qualche limite strutturale, offre soluzioni interessanti e alternative utili nel corso della stagione. Molto dipenderà dalla capacità di mantenere continuità di rendimento e di sfruttare le occasioni negli scontri diretti.

 

Sequestrata officina meccanica a San Nicola la Strada: denunciato 49enne per gestione illecita di rifiuti

Un intervento dei Carabinieri ha portato al sequestro di un'officina meccanica a San Nicola la Strada, rivelando come la gestione illecita dei rifiuti sia una minaccia concreta per l'ambiente e la salute pubblica, sottolineando l'importanza di controlli rigorosi nel settore.

San Nicola la Strada – Blitz ambientale dei Carabinieri nel casertano: è finita sotto sequestro un’officina meccanica di circa 150 metri quadrati utilizzata per la riparazione di motocicli, completamente sprovvista delle necessarie autorizzazioni.

L’intervento è stato eseguito dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Vitulano, in collaborazione con i colleghi della Stazione Carabinieri di San Nicola la Strada, nel corso di mirati controlli finalizzati a contrastare le violazioni in materia ambientale e di gestione dei rifiuti.

Durante l’ispezione all’interno del locale i militari hanno rinvenuto un vero e proprio banco da lavoro attrezzato per lo smontaggio e la riparazione di moto, completo di attrezzi, bulloni, viti, barattoli di vernici e lubrificanti usati.

Particolarmente rilevante la presenza di contenitori con olio esausto destinato allo smaltimento e di batterie esauste, rifiuti speciali pericolosi che devono seguire precisi percorsi di tracciabilità e conferimento autorizzato.

Dagli accertamenti è emerso che il titolare – un 49enne residente nel comune – non possedeva alcuna autorizzazione per esercitare l’attività di autoriparazione in quella sede. L’uomo risultava infatti titolare di regolari permessi, ma validi esclusivamente per un’altra ubicazione.

Alla luce delle gravi irregolarità riscontrate, i Carabinieri hanno posto sotto sequestro penale l’intero locale e hanno denunciato il 49enne in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per gestione illecita di rifiuti (art. 256 del Testo Unico Ambientale).

L’operazione conferma l’attenzione costante delle forze dell’ordine verso le attività produttive che, operando in assenza di autorizzazioni o in violazione delle norme sui rifiuti, possono rappresentare un concreto rischio per l’ambiente e per la salute pubblica nel territorio casertano.

Bacoli, misterioso incendio nella notte: in fiamme una Bmw

Un incendio ha distrutto una BMW X3 a Bacoli, in via Spiaggia, nel cuore della notte, attirando l'attenzione dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco; le cause sono ancora in fase di accertamento, ma l'ipotesi di un atto doloso solleva interrogativi sulla vita del proprietario e possibili vendette.

Bacoli – Il silenzio di via Spiaggia è stato squarciato nel cuore della notte dal crepitio sinistro del metallo che si accartoccia sotto il calore. Erano da poco passate le ore piccole quando una BMW X3, parcheggiata al civico 1, è stata letteralmente divorata da un incendio tanto rapido quanto devastante.

Sul posto sono intervenuti d’urgenza i Carabinieri della stazione di Bacoli e i Vigili del Fuoco, ma per il SUV di lusso non c’è stato nulla da fare: della carrozzeria fiammante non resta che uno scheletro spettrale di cenere e lamiere annerite.

Il giallo della matrice dolosa

Sebbene il verbale parli ufficialmente di “cause in corso di accertamento”, l’ombra del dolo si allunga prepotentemente sulla scogliera flegrea. Non sono stati segnalati guasti tecnici pregressi al veicolo e la violenza del rogo suggerisce una rapidità d’innesco che raramente appartiene ai cortocircuiti accidentali.

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma l’attenzione si starebbe già spostando dai resti dell’auto alla vita privata del proprietario.

Vendetta o avvertimento?

In queste ore, i militari dell’Arma stanno setacciando le telecamere di sorveglianza della zona, ma il vero lavoro si svolge dietro le quinte, scavando nel passato e nel presente di chi quel SUV lo guidava ogni giorno.

Un regolamento di conti personale? * Uno sgarro non perdonato tra le vie del centro? * O forse un messaggio cifrato, lanciato nel linguaggio brutale del fuoco?

Chi ha agito sapeva dove colpire e ha scelto il buio profondo di via Spiaggia per firmare quello che somiglia terribilmente a un atto punitivo. Dietro il fumo acre che ancora si avverte nell’aria, si cela un mistero che va oltre la semplice cronaca di un incendio: è la storia di un obiettivo mirato e di un colpevole che, per ora, è riuscito a svanire nel nulla.

Salerno, maxi frode sui bonus edilizi: sequestro da oltre 14 milioni a una società di trasporti

A Salerno, un sequestro da oltre 14 milioni di euro ha svelato una frode fiscale legata ai bonus edilizi, evidenziando come una società di trasporti abbia manipolato crediti d'imposta inesistenti, un'operazione che potrebbe avere ripercussioni su un intero settore e sul sistema fiscale.

Un sequestro preventivo da oltre 14 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Salerno nei confronti di una società salernitana operante nel trasporto di merci su strada, accusata di aver messo in piedi una complessa frode fiscale legata ai bonus edilizi.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine per indebita compensazione di debiti tributari mediante l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti.

Nel dettaglio, il decreto ha disposto il sequestro di somme di denaro e, in alternativa, per equivalente, di crediti presenti nel cassetto fiscale o di altri beni nella disponibilità della società, fino alla concorrenza di 14.168.471,21 euro.

Si tratta dell’importo corrispondente ai crediti d’imposta fittizi che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati utilizzati per compensare imposte dovute negli anni d’imposta 2022 e 2023.

Le indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno preso le mosse dall’analisi delle operazioni di acquisizione di crediti fiscali legati ai bonus edilizi effettuate dalla società a partire da dicembre 2022 e proseguite nel corso del 2023 e del 2024.

I crediti, ceduti da circa 90 soggetti economici, venivano acquistati a un valore pari a circa il 60% del nominale, generando proventi per milioni di euro poi contabilizzati nei bilanci di esercizio 2022 e 2023 grazie allo sconto applicato in fase di acquisto.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, quei crediti erano del tutto inesistenti. A confermarlo, una lunga serie di anomalie riscontrate sui soggetti cedenti: imprese di recente costituzione, spesso evasori totali, prive di dichiarazioni dei redditi e con strutture societarie minime.

In molti casi gli amministratori non avevano alcuna competenza nel settore edilizio — emblematico il caso di una donna che si sarebbe qualificata come “casalinga” — e i legali rappresentanti assumevano l’incarico a ridosso delle operazioni di cessione o acquisizione dei crediti.

Tutte le società cedenti, inoltre, presentavano un unico socio, capitali sociali irrisori e un numero di dipendenti del tutto incompatibile con le imponenti opere edilizie dichiarate. Anche la documentazione tecnica e contabile acquisita non sarebbe stata in grado di giustificare l’entità dei lavori che avrebbero dato origine ai crediti d’imposta.

Per gli inquirenti, la società destinataria del sequestro era pienamente consapevole della natura fittizia dei crediti utilizzati. La compensazione indebita dei debiti tributari avrebbe consentito non solo di non versare imposte all’Erario, arrecando un rilevante danno alle casse dello Stato, ma anche di alterare artificiosamente il risultato di esercizio, trasformando l’operazione in un apparente utile d’impresa.

Le responsabilità ipotizzate non riguardano soltanto il rappresentante legale della società, ma si estendono anche all’amministratore di fatto, al responsabile amministrativo e a due consulenti che avrebbero avuto un ruolo chiave nelle operazioni di compravendita dei crediti edilizi inesistenti.

L’inchiesta prosegue per delineare l’intera filiera delle cessioni e accertare eventuali ulteriori profili di responsabilità.

Napoli, paziente muore in ospedale dopo incidente domestico: 600mila euro di risarcimento alla famiglia

A Napoli, un uomo è deceduto in ospedale dopo un incidente domestico, portando la sua famiglia a ricevere un risarcimento di 600mila euro dal Tribunale che ha riconosciuto gravi responsabilità mediche; il caso evidenzia l'importanza di una valutazione clinica integrata, soprattutto in presenza di.

Un uomo deceduto in un noto ospedale napoletano dopo un banale incidente domestico. Una famiglia distrutta dal dolore. E ora una sentenza che riconosce responsabilità mediche pesanti: il Tribunale di Napoli ha condannato l’ASL Napoli 1 Centro al pagamento di circa 600mila euro in favore della moglie e del figlio della vittima.

Secondo quanto emerso nel processo, il paziente era stato ricoverato dopo essersi procurato un trauma ortopedico in un incidente tra le mura domestiche. Ma l’uomo soffriva di gravi problemi cardiaci, una condizione nota ai sanitari che però avrebbero scelto di concentrarsi esclusivamente sulle lesioni ortopediche. Un errore fatale che ha portato a un progressivo peggioramento delle condizioni di salute fino allo scompenso cardiaco e al decesso.

Il ricovero sarebbe avvenuto in un reparto non idoneo rispetto alla complessità del quadro clinico generale. Il paziente non avrebbe ricevuto le cure specialistiche necessarie per la sua patologia cardiaca, un’omissione che i giudici hanno ritenuto determinante nell’evoluzione tragica della vicenda.

“Questa sentenza riafferma il principio secondo cui il paziente deve essere valutato nella sua globalità e non limitatamente a singoli profili clinici”, dichiarano gli avvocati dello Studio Legale Associati Maior (Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo), che hanno assistito la famiglia avvalendosi della consulenza del medico legale Marcello Lorello.

Per i legali, la decisione del Tribunale “restituisce giustizia alla famiglia e richiama le strutture sanitarie al rispetto dei più basilari doveri di cura e vigilanza”. La gestione clinica è stata definita dai giudici come “grave”, con responsabilità dirette attribuite ai medici che hanno avuto in cura il paziente.

Il caso solleva ancora una volta il tema della presa in carico globale del paziente, soprattutto in presenza di patologie multiple. La sentenza rappresenta un monito per le strutture ospedaliere: non basta curare il sintomo più evidente, ma occorre valutare l’intero quadro clinico per garantire un’assistenza adeguata ed evitare tragedie evitabili.

Assolto imprenditore lattiero-caseario di Alvignano

La recente assoluzione di Antonino Ponticorvo, imprenditore di Alvignano, segna un punto di svolta in una vicenda che ha scosso il settore lattiero-caseario locale, rivelando come le apparenze possano ingannare e sottolineando l'importanza di una difesa solida di fronte a accuse gravi.

Alvignano– Antonino Ponticorvo, 43 anni, imprenditore di Alvignano attivo nel settore lattiero-caseario e nella produzione del burro, è stato assolto dall’accusa di ricettazione aggravata.

La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio dal giudice Carla Montanaro, della Seconda Sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha accolto integralmente le argomentazioni della difesa.

Ponticorvo era difeso dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo. Di diverso avviso il pubblico ministero di udienza, che aveva chiesto la condanna dell’imprenditore a due anni di reclusione e a una multa di 800 euro, senza concessione della sospensione condizionale della pena.

I fatti risalgono a circa tre anni fa. Al centro dell’inchiesta il furto di un autocarro carico di circa trenta bancali di cagliata, per un valore superiore ai centomila euro. La merce, di proprietà di un imprenditore originario di Angri, era destinata a un’azienda casearia di Benevento. Il mezzo, dopo la denuncia di furto, risultò dirottato in una zona dell’alto Casertano.

Le indagini furono avviate dalla squadra di polizia giudiziaria della Polizia Stradale di Napoli Fuorigrotta, sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Gionata Fiore.

Gli investigatori disposero l’acquisizione dei tabulati del Telepass dell’automezzo e l’analisi di una serie di contatti telefonici ritenuti rilevanti. L’attività investigativa portò al ritrovamento e al sequestro dell’ingente quantitativo di cagliata all’interno delle celle frigorifere di un deposito ad Alvignano, riconducibile alla famiglia Ponticorvo.

Nel corso del dibattimento, però, la difesa è riuscita a dimostrare l’estraneità dell’imprenditore sia al furto sia alla consapevolezza della provenienza illecita della merce.

Secondo quanto emerso in aula, Ponticorvo avrebbe agito in totale buona fede, risultando egli stesso vittima di una truffa orchestrata dall’autista dell’autocarro e da complici rimasti ignoti.

Alla luce di tali elementi, il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che aveva coinvolto uno dei nomi noti del comparto lattiero-caseario dell’Alto Casertano.