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Crollo a Casoria, giovane sposo salva i residenti ma perde tutto

Casoria – “Mi dicono che con il mio gesto ho salvato molte vite, ne sono contento ma stanotte ho perso tutto e mi serve assolutamente un aiuto perché non ho praticamente più niente”.

Domenico Ferraiuolo è l’eroe che ha evitato la tragedia per il crollo di una palazzina a Casoria. Ha allertato gli altri residenti del palazzo dopo aver verificato che nei sotterranei dello stabile vi era una grossa perdita di acqua. Se non ci sono state vittime e feriti, è anche – se non soprattutto – merito suo.

Ma adesso è rimasto senza nulla: “Sono disoccupato e mi sono sposato da poco – racconta – e quella casa l’avevo acquistata con enormi sacrifici miei e della mia famiglia. In pratica, ora sono un nullatenente”.

Domenico è stravolto: racconta le ore che hanno preceduto il crollo. “Erano un paio di giorni che sentivamo degli scricchiolii ed erano evidenti delle crepe: ho avvisato gli inquilini che erano presenti e abbiamo allora deciso di controllare la parte sotterranea della palazzina, là c’è una sorta di grotta posta a 20-25 metri dal livello della strada.

Non siamo nemmeno entrati, che abbiamo notato un’enorme cascata venire fuori da una grossa tubatura. Siamo tornati sopra e abbiamo invitato chi ancora era in casa a scendere in strada. Questo nonostante qualcuno provasse a darci rassicurazioni sullo stato di solidità dello stabile”.

La vita di Domenico Ferraiuolo è crollata con quella casa. Guarda l’immobile. “Quello è ciò che rimane del mio appartamento – dice indicando la parte alta dello stabile – praticamente il solo sgabuzzino. Mi dicono che con il mio gesto ho salvato molte vite, ne sono contento ma stanotte ho perso tutto e mi serve assolutamente un aiuto perché non ho praticamente più niente”.

Ieri sera i vigili del fuoco avevano disposto lo sgombero forzato delle 15 famiglie residenti nello stabile di via Cavour, tra le proteste.

Stamane, molte di quelle persone hanno ringraziato i pompieri “per averli salvati grazie alla corretta e tempestiva valutazione fatta ieri”, fa sapere il comando dei vigili del fuoco. Saranno gli esperti a stabilire le cause del crollo e a monitorare e mettere in sicurezza l’area del palazzo crollato stamattina alle 7 tra la disperazione dei residenti. Anche alcuni palazzi vicini sono stati sgomberati in via precauzionale per consentire le verifiche.

“Morirò qua sotto ma non me ne vado. Sono anni che diciamo che le cose non vanno bene. Che abbiamo piccoli segnali e ora hanno aspettato questo. Non finirà così. Adesso devono aggiustare tutto e devono restituirci le case”. Roberto Maida che con la moglie e i figli abita in uno degli appartamenti crollati a Casoria non nasconde la sua rabbia.

“Qua non funziona niente. Abbiamo buttato i sacrifici di una vita. Stanotte ci hanno fatto dormire per strada. In albergo potevamo andare solo se avevamo minori o persone con patologie. Meno male che non siamo rientrati. Facevamo la fine dei topi”, conclude.

La risposta delle istituzioni

Dopo il crollo sul luogo del disastro, su richiesta del Comune di Casoria, che ha attivato il Centro operativo comunale, per coordinare i soccorsi e l’assistenza sono stati inviati sul posto mezzi e uomini della Protezione civile regionale e della Sma Campania. In particolare, 30 volontari e 3 psicologi dell’emergenza hanno supportato i cittadini.

L’assessora alla Protezione civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, che sta seguendo personalmente l’evolversi della situazione in stretto raccordo con il sindaco di Casoria e con la Protezione civile della Regione, già nella serata di ieri si era recata sul luogo per monitorare le operazioni di ripristino, ascoltare le famiglie sgomberate e coordinare gli interventi insieme all’amministrazione comunale.

“In questa situazione, resa più complessa dal crollo dell’edificio, la nostra priorità assoluta è ora l’incolumità dei cittadini e il supporto alle famiglie coinvolte”, dichiara l’assessora Zabatta. “La Protezione civile regionale è pronta ad impiegare tutte le risorse necessarie. Stiamo provvedendo a fornire un’assistenza più ampia e strutturata per far fronte ai disagi dei residenti causati dal crollo. Continueremo ad aggiornarvi costantemente sull’evoluzione dei lavori e sulle misure di sicurezza adottate”, conclude l’assessora.

Il Comune di Casoria ha pubblicato un avviso rivolto alle famiglie sgomberate a seguito del crollo avvenuto in via Cavour per affrontare l’emergenza abitativa. “Grazie all’attivazione del Fondo regionale di contrasto all’emergenza abitativa della Regione Campania – fa sapere il sindaco di Casoria Raffaele Bene – è stata prevista una misura straordinaria per garantire una sistemazione temporanea e immediata ai nuclei familiari costretti a lasciare la propria abitazione per ragioni di sicurezza”.

Bene ringrazia “l’assessore regionale alle Politiche abitative Claudia Pecoraro per la disponibilità dimostrata, il presidente della Regione Roberto Fico e il prefetto di Napoli Michele Di Bari che hanno consentito di attivare tempestivamente questo importante strumento di supporto”. obiettivo di tutelare le persone e accompagnare le famiglie in questo momento difficile”, assicura il sindaco di Casoria.

L’ordine degli architetti lancia l’allarme. 

“Il crollo è avvenuto in uno stabile già sgomberato, dopo che alcuni cittadini avevano segnalato scricchiolii e rumori anomali. Ma un sistema di Protezione Civile non può reggersi solo sulla prontezza dei cittadini”. A dirlo è Antonio Cerbone, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e coordinatore campano della Stn (Struttura tecnica nazionale) della Protezione civile.

“Casoria come molti comuni italiani, è dotata di un Piano di Emergenza e di un Piano di Protezione Civile. Il problema non è la loro esistenza formale, ma la loro invisibilità sostanziale. Piani chiusi in un cassetto, sconosciuti alla maggior parte della popolazione, mai realmente condivisi. Un piano che non viene comunicato non è uno strumento di prevenzione: è solo un atto amministrativo.

Parlo con la voce di chi vive questo territorio come cittadino, ma anche con la responsabilità di chi opera come tecnico, come consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e come coordinatore della Struttura tecnica nazionale per la Campania. Da anni denuncio la scarsa comunicazione dei Piani di Protezione Civile. Le prime analisi indicano come causa del crollo una infiltrazione dovuta alla rottura di una conduttura idrica.

È evidente che una manutenzione ordinaria programmata avrebbe potuto ridurre drasticamente il rischio. Questo – conclude – ci porta a una domanda scomoda, ma necessaria: quanto investiamo davvero nella prevenzione rispetto a quanto spendiamo dopo le emergenze? La prevenzione non si improvvisa e non si attiva solo quando l’emergenza è sotto gli occhi di tutti. Questa volta è andata bene. Ma la fortuna non è una politica pubblica”.

Napoli, ultimatum dei tassisti per l’America’s Cup: «Senza telecamere in via Marina, città ferma al palo»

Napoli – Non è solo una questione di viabilità, è un braccio di ferro che dura da oltre dodici mesi. Il Comitato Tassisti di Base torna a farsi sentire, e questa volta lo fa alzando la posta in gioco: il prestigio internazionale di Napoli. Con l’ombra della Summer 2026 e, soprattutto, i riflettori mondiali dell’America’s Cup pronti ad accendersi sul Golfo, i colletti bianchi del trasporto pubblico non di linea lanciano un appello che sa di ultima chiamata.

Un anno di trincea

La nota diffusa oggi non è un fulmine a ciel sereno. Arriva dopo un anno di proteste, sit-in e tavoli tecnici spesso finiti in fumate nere. Al centro della disputa c’è sempre lo stesso nodo gordiano: la protezione delle corsie preferenziali, troppo spesso invase dal traffico selvaggio, che trasforma ogni corsa in un’odissea.

I tassisti accusano l’amministrazione di muoversi con una lentezza incompatibile con le scadenze che attendono la città. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Il “caso via Marina”.

Il paradosso di Via Marina

Il Comitato punta il dito contro un deficit di comunicazione che rasenta l’assurdo. Mentre i rumors parlano di nuove telecamere in arrivo per blindare la preferenziale di via Marina, i diretti interessati restano all’oscuro di tutto.

“Ad oggi la categoria non conosce né i tempi certi né le modalità operative dell’intervento”, denuncia il Comitato. “Abbiamo appreso della possibile installazione e del coinvolgimento di ANM solo attraverso la stampa cittadina”.

Un corto circuito informativo che i sindacati interpretano come l’ennesimo segnale di disattenzione verso una categoria che chiede legalità e strumenti tecnologici per lavorare.

La sfida: modernità o caos?

L’appello rivolto al Sindaco e agli assessori ai Trasporti, Legalità e Turismo è netto: accelerare. Non c’è più spazio per le meline burocratiche. L’obiettivo dichiarato è una mobilità “efficiente, moderna e competitiva”.

Monitoraggio costante: Installazione immediata di sistemi di video-sorveglianza.

Rispetto delle corsie: Tolleranza zero per i non aventi diritto.

Immagine internazionale: Garantire flussi rapidi per i turisti dell’America’s Cup.

La palla passa ora al Comune. Con una stagione turistica che si preannuncia record, la domanda dei tassisti è semplice: Napoli vuole essere una metropoli europea o restare ostaggio del proprio caos?

Omr Automotive al fianco della Ferrari: partnership che guarda al futuro

Roma. Con la presentazione della Sf-26, la nuova monoposto della Scuderia Ferrari Hp per il Campionato del Mondo di Formula 1 2026, si apre un nuovo ciclo tecnico per la Formula 1 e prosegue una collaborazione di lungo corso che vede Omr Automotive al fianco della Scuderia di Maranello come Team and Technical Partner.

Una partnership costruita nel tempo, che non si limita a consolidare l’esperienza maturata, ma continua a evolversi attraverso ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico. “La nostra collaborazione con Ferrari è una storia lunga, iniziata cinquant’anni fa, che ci vede sempre al fianco di Ferrari, pronti alle continue sfide che ogni giorno dobbiamo affrontare”, ha dichiarato Marco Bonometti, ceo di Omr Automotive.

“Non ci si ferma mai davanti ai risultati raggiunti- ha aggiunto il cavaliere del Lavoro Marco Bonometti, presidente di Omr Automotive- È questa la forza di una partnership che continua a guardare al futuro, unendo eccellenza tecnica e visione industriale”.

Con la stagione 2026, Omr Automotive rinnova il proprio impegno al fianco della Scuderia Ferrari Hp, confermando una collaborazione che unisce tradizione e innovazione nel laboratorio tecnologico più avanzato del motorsport e che rappresenta la vera eccellenza del Made in Italy.

Ultime notizie su SSC Napoli

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Le ultime notizie su SSC Napoli delineano una fase intensa, segnata da scelte tecniche chiare, risultati altalenanti e un contesto competitivo che impone attenzione costante. La squadra affronta un calendario fitto, con impegni ravvicinati che mettono alla prova condizione fisica, gestione del gruppo e capacità di adattamento tattico.

Il dibattito digitale ospita spesso temi che non riguardano direttamente il calcio e che nascono fuori dall’ambito sportivo. Vincispin rientra in questo contesto come piattaforma di gioco online citata nelle conversazioni per ragioni informative e di attualità. Le discussioni si concentrano su aspetti normativi, tutela degli utenti e limiti legali del settore, senza collegamenti con risultati, scelte tecniche o dinamiche societarie del Napoli. Questa separazione aiuta a mantenere chiari i confini tra cronaca sportiva e altri argomenti presenti nello spazio pubblico.

Situazione sportiva e andamento recente

Il Napoli arriva da una serie di partite che hanno mostrato segnali contrastanti. In alcune gare, la squadra ha mantenuto controllo del gioco e precisione nelle fasi di possesso. In altre, ha sofferto cali di ritmo e difficoltà nella gestione dei momenti chiave. Lo staff tecnico ha reagito con scelte mirate, intervenendo su modulo e rotazioni. Il gruppo ha risposto con applicazione, cercando continuità senza forzature.

Il campionato impone margini ridotti. Ogni punto pesa e ogni errore incide. Il Napoli ha lavorato per rafforzare la fase difensiva, con una linea più compatta e distanze curate. In avanti, la squadra ha puntato su scambi rapidi e movimenti coordinati, con attenzione alla copertura preventiva.

Analisi tattica delle ultime gare

L’impostazione recente ha privilegiato equilibrio e controllo degli spazi. Il centrocampo ha gestito i tempi con alternanza tra costruzione bassa e passaggi verticali. Le corsie laterali hanno garantito ampiezza, mentre i terzini hanno scelto con attenzione quando accompagnare l’azione.

Elementi emersi nelle ultime partite:

  • Maggiore attenzione alle transizioni difensive
  • Pressione selettiva nella metà campo avversaria
  • Scelte semplici in fase di conclusione
  • Riduzione dei rischi in impostazione

Questi fattori hanno limitato le occasioni concesse, anche se la squadra deve ancora aumentare la precisione negli ultimi metri.

Stato della rosa e gestione degli infortuni

La condizione fisica resta un tema centrale. Alcuni giocatori hanno accusato affaticamenti dovuti al calendario serrato. Lo staff medico ha gestito i carichi con lavoro differenziato e rientri graduali. Le rotazioni hanno mantenuto competitività senza accelerazioni inutili.

Situazione sintetica della rosa:

Reparto Stato generale
Difesa Buona tenuta, rotazioni costanti
Centrocampo Carichi sotto controllo
Attacco Alternanza per preservare energie

Questo approccio ha ridotto le ricadute e ha garantito disponibilità diffusa.

Focus sui giovani e sulle alternative

Il Napoli ha dato spazio a profili meno utilizzati in gare mirate. Le risposte hanno mostrato attenzione tattica e capacità di restare nel piano partita. L’inserimento graduale ha rafforzato il gruppo senza creare squilibri.

Aspetti osservati:

  • Intensità costante
  • Cura delle coperture
  • Decisioni rapide sotto pressione

Questi segnali indicano una base affidabile su cui contare.

Il ruolo dell’allenatore e la comunicazione

L’allenatore ha scelto una comunicazione diretta e misurata. Ha concentrato il lavoro su analisi degli errori e preparazione settimanale. Questo metodo ha mantenuto il gruppo focalizzato sugli obiettivi immediati.

Nelle conferenze, il tecnico ha ribadito:

  • Centralità dell’atteggiamento
  • Necessità di continuità
  • Importanza del lavoro quotidiano

Il messaggio ha trovato riscontro nello spogliatoio.

Calendario e prossimi impegni

Il calendario propone gare ravvicinate. Il Napoli deve gestire energie e concentrazione. Ogni incontro richiede attenzione ai dettagli, perché gli avversari sfruttano ogni disattenzione.

Aspetti chiave:

  • Preparazione mirata sull’avversario
  • Gestione dei minuti
  • Cura dei calci piazzati

Questi elementi incidono nelle partite equilibrate.

Dati e numeri recenti

Le statistiche aiutano a leggere il momento. Le ultime settimane mostrano una difesa più attenta e una produzione offensiva da rendere più efficace.

Indicatori principali:

  • Gol subiti: in calo
  • Tiri concessi: diminuiti
  • Possesso palla: stabile
  • Precisione al tiro: da migliorare

I numeri indicano una base solida con margini di crescita.

Il clima intorno alla squadra

L’ambiente segue con attenzione e senso critico. I tifosi chiedono impegno e chiarezza. La squadra ha risposto sul campo con applicazione. Lo stadio ha sostenuto il gruppo nei momenti complessi.

La società ha mantenuto una linea discreta, lasciando spazio al lavoro tecnico.

Mercato e prospettive a breve termine

Le notizie di mercato restano contenute. Il Napoli valuta interventi solo se utili all’equilibrio della rosa. Le scelte passano da analisi tecnica e condizione del gruppo.

Linee guida:

  • Inserimenti funzionali
  • Nessuna fretta
  • Valorizzazione delle risorse interne

Questo metodo riduce rischi.

Prospettive per la stagione

La stagione richiede continuità. Il Napoli deve trasformare buone prestazioni in risultati stabili. La rosa offre soluzioni, ma serve lucidità nelle scelte. Il calendario concede poco margine, quindi ogni gara pesa. Il campo darà risposte concrete.

Scandalo voto di scambio nel casertano: indagati consigliere regionale e due sindaci

Santa Maria Capua Vetere  – Un banchetto elettorale in un bar di Castel Volturno, con santini e banconote da 50 o 70 euro passate di mano in cambio di voti. E non solo: promesse di assunzioni, regali come un suino senza documenti e appalti nel settore rifiuti.

È questo lo scenario emerso dall’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni e dai sostituti Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, che ha portato alla notifica di avviso di conclusione indagini a nove persone per voto di scambio politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali di giugno 2024 a Castel Volturno.

Tra gli indagati spiccano figure di spicco del centrodestra locale: il consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini, già al centro di un’altra inchiesta per corruzione, concussione e truffa (per la quale la stessa Procura ha chiesto l’arresto in carcere solo tre giorni fa); il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino, eletto proprio in quelle consultazioni e già indagato per corruzione in un altro filone; e il sindaco di San Cipriano d’Aversa Vincenzo Caterino, presidente della società provinciale dei rifiuti Gisec.

Le indagini, condotte dai carabinieri, hanno ricostruito un episodio chiave avvenuto il 16 giugno 2024, poco prima del ballottaggio vinto da Marrandino. I tre si sarebbero incontrati in un hotel di Mondragone – città d’origine di Zannini – con l’imprenditore Luca Pagano.

In cambio del suo appoggio elettorale, gli avrebbero promesso un appalto nei rifiuti dal Comune di Mondragone o da ditte collegate allo schieramento di Zannini, il noleggio di un piazzale di 5mila metri quadrati a Falciano del Massico per i mezzi della nettezza urbana e un incarico politico per la figlia Rosa, candidata nella lista “Castel Volturno Città”.

Pagano avrebbe rifiutato l’incarico per la figlia, ma la presenza di Caterino – in qualità di presidente Gisec – avrebbe garantito la credibilità delle promesse.Un altro filone dell’inchiesta si concentra su un “banchetto” in un bar di Castel Volturno, gestito dall’indagato Michele Cantone.

Il “banchetto” con scambio di soldi in un bar di Castel Volturno

Qui, secondo gli inquirenti, si sarebbe consumata la compravendita diretta: soldi provenienti da Marrandino e dal vicesindaco Giulio Natale (anch’egli indagato), finanziati da imprenditori, distribuiti agli elettori insieme a facsimile delle schede. Tra i beneficiari, Attilio Morrone, che avrebbe ricevuto da Marrandino un suino privo di certificazione e la promessa di un posto di lavoro.

Non tutti, però, hanno accettato: i carabinieri annotano casi di rifiuto. Indagati anche il titolare del bar Michele Antolini e altri elettori che hanno intascato il denaro, destinato a sostenere Marrandino, Natale e candidati affini.

L’inchiesta getta nuova ombra su Zannini, già sotto pressione per l’altro procedimento giudiziario, e solleva interrogativi sul sistema elettorale nel Casertano, dove intrecci tra politica, imprenditoria e rifiuti sembrano ricorrenti. Al momento, nessuno degli indagati ha rilasciato dichiarazioni, ma la chiusura delle indagini apre la strada a possibili rinvii a giudizio.

Salerno, autocisterna di GPL si ribalta per un guasto ai freni: l’autista evita il disastro

Salerno– Poteva trasformarsi in una tragedia l’incidente avvenuto questa mattina a Serre, in provincia di Salerno, dove un’autocisterna carica di GPL si è ribaltata in località Alimenta. A scongiurare il peggio è stata la prontezza di riflessi e il sangue freddo dell’autista che, accortosi di un’improvvisa avaria all’impianto frenante, ha compiuto una manovra disperata ma decisiva.

Il conducente, resosi conto di non poter arrestare la marcia del mezzo pesante e vedendo l’imminente pericolo per le altre autovetture e le abitazioni vicine, ha scelto deliberatamente di indirizzare il veicolo verso una strada sterrata laterale. La manovra di emergenza ha causato il ribaltamento della cisterna, ma ha evitato impatti devastanti e il rischio concreto di un’esplosione in una zona abitata.

Immediato l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono giunte le squadre dei Vigili del Fuoco, supportate dagli specialisti del nucleo NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico), essenziali per gestire scenari ad alto rischio come la fuoriuscita o la gestione di sostanze infiammabili.

Dopo aver prestato le prime cure al conducente, uscito scosso ma salvo dall’abitacolo, i caschi rossi hanno delimitato la zona dando il via alle delicate operazioni di messa in sicurezza.

Attualmente è in corso il travaso del gas propano liquido dalla cisterna incidentata a un altro mezzo, procedura necessaria prima di poter procedere al recupero del veicolo con l’ausilio di un’autogru. La situazione, fanno sapere i soccorritori, è ora sotto controllo e non si registrano danni a terzi.

Fine della corsa a Napoli Centrale: arrestato 19enne ricercato per rapina ed estorsione

Napoli – Un cappuccio calato sul volto e un atteggiamento circospetto che non è sfuggito agli occhi esperti degli agenti. Si è conclusa così, tra i porticati di Piazza Garibaldi e i binari di Napoli Centrale, la fuga di un giovane classe 2006, finito in manette nell’ambito dei controlli straordinari del servizio “Stazioni Sicure”.

Il ragazzo, appena diciannovenne, era attivamente ricercato in tutta Italia. Su di lui pendeva infatti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sondrio: è ritenuto gravemente indiziato di reati pesanti, quali tentata estorsione e rapina aggravata.

L’arresto è scattato nei giorni scorsi, quando una pattuglia del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania ha notato il giovane aggirarsi con fare sospetto tra i passanti. Alla vista delle divise, il diciannovenne ha tentato un movimento repentino per eludere il controllo e confondersi tra la folla dei viaggiatori. Un tentativo inutile: i poliziotti lo hanno prontamente raggiunto e bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce.

Dopo i controlli di rito e la conferma della sua identità, per il giovane si sono aperte le porte del carcere di Napoli Poggioreale, dove è stato condotto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

Come previsto dalle norme vigenti, si ricorda che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. L’indagato è pertanto da ritenersi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Salerno, educatore di casa accoglienza fermato per abusi su minori

Salerno – Un educatore di 35 anni di una casa di accoglienza nel Salernitano è stato fermato dalla Procura per violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico ai danni di due minorenni affidati alla sua cura.

Le indagini sono scattate a seguito della denuncia sporta da una 16enne. La Sezione operativa per la sicurezza cibernetica della Questura di Salerno ha eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura, sequestrando i dispositivi informatici dell’uomo.

Al loro interno, gli specialisti hanno rinvenuto numerose immagini pedopornografiche realizzate dallo stesso educatore durante gli abusi sulla 16enne e su un altro minore. Nei suoi confronti è stato disposto il fermo di indiziato di delitto.

S. Agnello, prorogato lo sgombero del complesso di housing sociale sotto sequestro: nuova scadenza al 20 marzo

La Procura di Torre Annunziata ha disposto una nuova proroga del termine per lo sgombero del comparto di housing sociale di Sant’Agnello, in via MB Gargiulo, attualmente sottoposto a sequestro. La decisione rinvia l’uscita degli occupanti al 20.3.2026, dopo le precedenti scadenze fissate al 20.12.2025 e poi prorogate al 20.1.2026.

Il provvedimento riguarda un complesso composto da 53 unità abitative, oltre a pertinenze e spazi comuni (tra cui box auto, posti moto, cantine e locali di servizio). L’ordine prevede che gli occupanti liberino immobili e aree “da persone e cose” entro il nuovo termine indicato.

Alla base della scelta, riferisce la Procura, c’è il calendario delle prossime udienze del processo pendente davanti al Tribunale di Torre Annunziata, definito all’udienza del
21.1.2026. I giudici hanno fissato il 5.3.2026 per il completamento dell’istruttoria dibattimentale, l’11.3.2026 per la discussione del pubblico ministero e delle parti civili e il
17.3.2026 per la discussione delle difese.

Secondo quanto comunicato, la proroga è stata disposta d’ufficio per “attendere l’ormai prossima pronuncia” del Tribunale prima di procedere a un eventuale sgombero coatto degli immobili sequestrati.

San Giuseppe Vesuviano, scoperta la «bottega dei falsi»: maxi sequestro di abbigliamento tarocco

San Giuseppe Vesuviano – Una cantina trasformata in un deposito clandestino di falsi. È quanto hanno scoperto gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano nel corso di un servizio di controllo del territorio, finito con una denuncia e un maxi sequestro.

Al centro dell’operazione, un uomo di 41 anni, di origine marocchina e già noto alle forze dell’ordine. I poliziotti, durante una perquisizione nei locali da lui utilizzati, hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale di prodotti contraffatti, accuratamente occultato all’interno di numerose buste.

Il bottino è consistito in ben 379 capi di abbigliamento e 36 paia di scarpe, tutti recanti il marchio abusivo di griffe del lusso e della moda internazionale. Merce che, se fosse stata autentica, avrebbe avuto un valore di mercato molto elevato.

L’uomo è stato quindi denunciato alla Procura di Torre Annunziata per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. L’attività investigativa, condotta dal Commissariato locale, conferma l’impegno della Polizia di Stato nel contrastare il fenomeno della contraffazione, che danneggia l’economia legale e inganna i consumatori. I sequestri evitano l’immissione nel circuito commerciale di prodotti spesso realizzati in condizioni non regolamentate.

Cesa, blitz nella sala giochi ‘fantasma’: scoperte 11 slot scollegate dallo Stato, stangata da 121mila euro

Cesa  – Duro colpo al gioco d’azzardo illegale nell’Agro Aversano. Un blitz scattato nelle scorse ore ha portato alla luce un vero e proprio sistema parallelo di scommesse all’interno di una sala giochi di Cesa, conclusosi con una denuncia penale e una sanzione amministrativa che sfiora cifre record.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della locale stazione in stretta sinergia con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di Caserta. I militari e i funzionari hanno passato al setaccio l’attività commerciale, concentrandosi sulla regolarità degli apparecchi da intrattenimento presenti in sala.

Il controllo ha svelato uno scenario di totale irregolarità: ben undici slot machine risultavano completamente “fantasma”. Gli apparecchi, infatti, erano privi dei necessari titoli autorizzativi e, fatto ancora più grave, non erano collegati alla rete telematica statale. Il mancato collegamento all’AAMS non solo sottrae ingenti risorse all’Erario eludendo il prelievo fiscale, ma rimuove ogni forma di tutela per il giocatore, rendendo impossibile il controllo sulle percentuali di vincita e sulla trasparenza delle giocate.

Immediata la reazione delle autorità. Al termine degli accertamenti, il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. Pesantissimo il conto presentato dallo Stato: sul piano amministrativo sono state contestate violazioni che hanno portato a sanzioni per un importo complessivo di 121mila euro.

L’intervento rientra in una più ampia strategia di controllo del territorio volta a contrastare il fenomeno del gioco illegale, una piaga che spesso finisce per alimentare le casse della criminalità locale a discapito della legalità e della salute pubblica.

Vigili del fuoco a Venezia, Viminale: Entro prossimo anno fine carenze organico

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Venezia-  “Entro il prossimo anno le eventuali carenze di organico verranno sanate per il ruolo dei Vigili del fuoco con la copertura di posti messi a bando per la sede di Venezia dalla ‘Procedura di selezione interna per la copertura di 45 posti per l’accesso al ruolo dei nautici di macchina del Corpo nazionale, per titoli e superamento di un corso di formazione professionale per l’acquisizione del brevetto nautico di coperta'”.

Lo ha detto il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco rispondendo alle domande di Ettore Rosato (Azione) su vari problemi dei Vigili del fuoco di Venezia. In particolare, il parlamentare ha interrogato sull’organico, sul “ripristino delle imbarcazioni oggi ferme” e sullo stanziamento “di risorse straordinarie, aprendo un capitolo di spesa dedicato ai Vigili del fuoco lagunari, vista la unicità e fragilità del contesto veneziano”.

Un domanda verteva anche sulle indennità di rischio e disagio per il servizio antincendio lagunare, e se sia allo studio un’integrazione normativa che ne stabilisca l’importo e la stabilità nel tempo.

Per i mezzi nautici utilizzati nella laguna di Venezia, Prisco ha spiegato che il servizio di soccorso è svolto con imbarcazioni veloci, le cosiddette Apl (Autopompe lagunari): si tratta di prototipi, “volutamente scoperte”, per poter attraversare i ponti della città in ogni condizione di marea, “e devono essere facilmente manovrabili all’interno dei canali più stretti della città”.

Rosato segnalava che questi mezzi “espongono gli operatori a condizioni meteo estreme tra cui forte vento, pioggia, mare mosso, gelo e caldo intenso senza adeguati dispositivi di protezione”.

Non esiste una produzione in serie delle Apl e il loro utilizzo è limitato alla laguna di Venezia. Data la particolarità del suo territorio, “per fronteggiare i casi di avaria e i danneggiamenti (con conseguenti periodi fuori servizio, dovuti a urti con i bassi fondali, oggetti sommersi, rive, e altro)”, la sede di Venezia ha un numero di imbarcazioni “più che doppio rispetto alla configurazione operativa minima, in modo da garantire un’adeguata rotazione nelle manutenzioni e una idonea riserva in caso di avaria, per cui il fuori servizio delle Apl risulta di tipo programmato e necessario per effettuare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria”, ha aggiunto Prisco.

L’attuale flotta conta otto Apl, due motoscafi e uno zatterino. Per Venezia poi si stanno cercando “locali idonei” per collocare le attrezzature “nell’ottica di velocizzarne ed alleggerirne il trasporto manuale”, e si sta procedendo all’acquisto “di imbraghi speleo alpini e fluviali” per sopperire all’impossibilità di utilizzare le autoscale.

Infine, le indennità di rischio e disagio per il servizio antincendio lagunare. “Proprio al fine di attribuire un riconoscimento economico al personale addetto allo specifico servizio lagunare, già dall’anno 2020, gli annuali accordi integrativi nazionali relativi alla distribuzione delle economie di gestione del Fondo di amministrazione hanno previsto uno specifico compenso a favore del personale non appartenente ai ruoli specialistici che ha assolto la funzione di conduttore di mezzi nautici per i quali è richiesta la patente nautica”, si legge nella risposta di Prisco visionata dalla ‘Dire’.

Quanto alla possibilità di uno specifico emolumento accessorio, passa da una trattativa con i sindacati, “ma l’amministrazione si riserva in ogni caso la possibilità di inserire tale peculiare previsione nel recepimento del nuovo accordo”.

Furto in casa a Boscoreale, arrestato grazie alle telecamere

A Boscoreale, nel Napoletano, un uomo di 45 anni è stato arrestato per furto aggravato in abitazione dopo essere stato sorpreso lo scorso agosto mentre tentava di rubare in un appartamento. La proprietaria, rincasando, ha notato la presenza dell’intruso e lo ha messo in fuga. Tuttavia, il malvivente è riuscito a portare via contanti e diversi monili in oro prima di dileguarsi.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno permesso ai carabinieri della stazione di Boscoreale di identificare il motoveicolo utilizzato dal ladro durante la fuga. Da lì, gli investigatori sono risaliti all’identità del 45enne, arrestato a Scafati (Salerno) su ordine del gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura.

L’uomo è stato trasferito nel carcere di Salerno-Fuorni a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’operazione testimonia l’importanza dei sistemi di sicurezza e la capacità investigativa delle forze dell’ordine nel risolvere anche i casi più complessi.

Castellammare, ex consigliere comunale indagato dalla Dda per concorso esterno

Castellammare – La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha aperto un’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti di Gennaro Oscurato, ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia, dimessosi nelle scorse settimane.

L’ex esponente della maggioranza che sostiene il sindaco Luigi Vicinanza era già finito al centro del dibattito politico, anche oltre i confini cittadini, dopo la diffusione di un’intercettazione telefonica nella quale dialogava con il presunto cassiere del clan D’Alessandro.

Secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, Oscurato sarà ascoltato nei prossimi giorni dal sostituto procuratore della Dda di Napoli Giuseppe Cimmarotta, prossimo ad assumere l’incarico di procuratore aggiunto a Nola.

La difesa dell’ex consigliere è affidata all’avvocato Mario D’Apuzzo, attuale consigliere comunale di opposizione e candidato sindaco del centrodestra alle elezioni amministrative del 2024, nelle quali ha sfidato l’attuale primo cittadino Vicinanza.

L’inchiesta si inserisce nel più ampio contesto delle attività investigative della Dda sul territorio stabiese e sui rapporti tra criminalità organizzata e politica locale.

Avellino, travolge due cani sulle strisce e scappa: caccia al pirata della strada

Avellino – È caccia all’uomo nelle strade di Avellino dopo il drammatico incidente avvenuto ieri mattina in via De Renzi. Un automobilista ha travolto in pieno due cani che stavano attraversando la carreggiata, per poi dileguarsi a forte velocità senza fermarsi a prestare

La dinamica dell’incidente

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Questura, i due animali – un Labrador e un Dogo Argentino – si trovavano correttamente al guinzaglio dei rispettivi proprietari. L’impatto è avvenuto proprio sulle strisce pedonali, nel momento in cui i due passanti si sono incrociati.

La violenza dell’urto non ha lasciato scampo al Labrador, deceduto istantaneamente sotto gli occhi dei padroni, rimasti miracolosamente illesi ma sotto shock. Gravissime, invece, le condizioni del Dogo Argentino, trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria e sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita.

Gli inquirenti sono già sulle tracce del responsabile. La zona centrale in cui è avvenuto l’investimento è capillarmente coperta da sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Gli agenti stanno visionando i filmati per isolare il numero di targa del veicolo. Fonti vicine alla Questura lasciano intendere che il cerchio si stia stringendo: l’identificazione del pirata della strada potrebbe essere questione di ore.

L’automobilista rischia ora pesanti sanzioni e denunce penali ai sensi del Codice della Strada e delle norme sul maltrattamento e l’uccisione di animali, aggravate dalla fuga.

Santa Maria Capua Vetere, l’agente confessa in aula: «Ho picchiato i detenuti, punitemi»

Caserta – Non cerca sconti, né attenuanti, sebbene il suo racconto apra uno squarcio inquietante sulla catena di comando di quel “maledetto” 6 aprile 2020. Michele Vinciguerra, ex agente penitenziario oggi imputato nel maxi-processo sulle violenze al carcere “Francesco Uccella”, è il primo dei 105 alla sbarra ad ammettere, senza giri di parole, l’uso illegittimo della forza.

“Mi vergogno delle mie azioni”

Vinciguerra, che all’epoca dei fatti finì agli arresti ma scelse la via del silenzio davanti al Gip, ha deciso di liberarsi del peso oggi, venerdì 23 gennaio 2026. «All’epoca ero confuso e sotto shock – ha spiegato alla Corte – ma mi ero ripromesso che avrei detto le cose come sono avvenute».

E le parole sono pietre: «Ho messo in atto azioni di contenimento brutte e azioni di attacco pessime. Non voglio giustificarmi».

L’ammissione stride con la linea difensiva tenuta finora dalla quasi totalità degli imputati, nonostante le immagini delle telecamere di sorveglianza abbiano mostrato al mondo i corridoi del reparto Nilo trasformati in un tunnel di colpi e umiliazioni per i detenuti che avevano protestato per la paura del Covid.

Gli ordini dall’alto: “Manganellateli”

Ma la confessione di Vinciguerra non si ferma all’autoaccusa. L’ex agente ricostruisce la dinamica della spedizione punitiva, chiamando in causa i vertici operativi di quel giorno. Richiamato in servizio d’urgenza tramite chat dal comandante Manganelli, Vinciguerra viene equipaggiato di casco e scudo e inserito nel “Gruppo di Supporto”, composto in gran parte da agenti provenienti da Secondigliano e altri istituti.

«Rispondevamo solo ai nostri capi, non agli ufficiali di Santa Maria», precisa. Ed è qui che spunta il nome di Paone, uno dei comandanti del Gruppo di Supporto (imputato in un filone parallelo). Secondo Vinciguerra, l’ordine impartito fu perentorio: i detenuti dovevano essere portati nelle salette di socialità, messi in ginocchio, faccia al muro e mani sulla nuca. «Ci disse: “Se disattendono gli ordini, dovete manganellarli”. Fu un ordine preciso».

Il giallo delle telecamere

Il passaggio più drammatico della deposizione riguarda la presunta garanzia di impunità. Vinciguerra riferisce una frase che, se confermata, dimostrerebbe la totale consapevolezza dell’illiceità dell’operazione. «Paone ci rassicurò di procedere tranquillamente – racconta l’imputato – disse: “La Commissaria Costanzo ha garantito che le telecamere di sorveglianza interne sono spente”».

Una rivelazione che ha fatto saltare sulla sedia il pm Daniela Pannone: «Lei sta rivelando circostanze molto forti oggi per la prima volta», ha commentato il magistrato.

Le percosse e gli schiaffi ai colleghi

L’orrore prosegue nel racconto della “socialità” della terza sezione Nilo. I detenuti, in ginocchio, parlavano e si lamentavano. «Li colpii. Ho eseguito degli ordini con grande mortificazione», ammette Vinciguerra.

Incalzato dal pm Alessandro Milita sul perché avesse obbedito a direttive così palesemente violente, l’ex agente ha parlato di un adeguamento al «modus operandi del Gruppo di Supporto». Un clima di intimidazione che non risparmiava nemmeno i colleghi meno “zelanti”.

Vinciguerra racconta di essere rimasto solo a un certo punto e di aver allentato la presa sui reclusi: «Ricevetti due schiaffi da Paone. Mi disse: “Lo vedi che stanno parlando? Cosa ti ho detto? Li devi manganellare”».

«Ho ecceduto, ho percosso con forza ma involontariamente», conclude l’uomo, incapace di quantificare le vittime della sua furia. Una furia che oggi, a distanza di sei anni, si è trasformata in vergogna pubblica.

Il tramonto a Posillipo: memorie e silenzi nel quartiere sospeso nel tempo

Un suono che apre il cuore

Il rumore lieve delle onde che si infrangono contro gli scogli, mischiato al canto indistinto di qualche gabbiano, accompagna il lento calare del sole su via Posillipo. È l’ora in cui il quartiere sembra sospeso, come in attesa di qualcosa che non ha fretta di arrivare. “Questa cosa qui la riconosci al volo”, dice una voce del posto, mentre indica una vecchia barca attraccata al molo, testimone silenziosa di tempi lontani.

Posillipo, un quartiere tra il mare e la memoria

Posillipo non è solo uno dei panorami più celebri di Napoli, ma un luogo dove la storia si intreccia con la vita quotidiana. Le sue stradine tortuose, i giardini nascosti e i balconi affacciati sul golfo raccontano storie di famiglie, di pescatori e artisti che hanno plasmato l’identità di questo quartiere unico.

Un dettaglio raro: il profumo del gelsomino

Camminando verso la collina, un profumo intenso di gelsomino avvolge l’aria, un dettaglio spesso trascurato dai turisti ma caro agli abitanti. È un odore che evoca notti d’estate passate in cortili illuminati solo dalla luce delle candele, mentre le voci di bambini giocano e risuonano tra i vicoli.

Ricordi d’infanzia tra vicoli e barche

Ricordo quando, da bambino, mio nonno mi portava a vedere il tramonto dalla Villa Rosebery. Seduti sulle pietre scavate dal tempo, guardavamo il sole sparire dietro il Vesuvio, mentre lui raccontava storie di un Napoli antica, fatta di semplicità e condivisione. Quei momenti rimangono impressi come una fotografia indelebile nella memoria collettiva del quartiere.

Il silenzio che parla

Il tramonto a Posillipo porta con sé un silenzio che non è vuoto, ma pieno di significato. È il silenzio delle chiacchiere sospese, dei negozi che chiudono lentamente, del mare che culla la sera. Un silenzio in cui si può ascoltare davvero il proprio respiro e quello del quartiere.

Il presente che convive con il passato

Oggi Posillipo mantiene il suo fascino antico, ma si confronta con una realtà in continua evoluzione. Nuove generazioni cercano di preservare le tradizioni, mentre il quartiere si apre a visitatori e nuove attività. Questo equilibrio delicato è la vera sfida di un luogo che vuole restare fedele a se stesso senza rinunciare al futuro.

Un’opinione misurata sul cambiamento

Se da un lato la modernità porta nuove opportunità, dall’altro è fondamentale non perdere quei dettagli che rendono Posillipo unico: i suoni, gli odori, i silenzi e le storie che ogni angolo racconta. Il rischio è che il quartiere diventi solo un’immagine da cartolina, priva di sostanza e calore umano.

Un invito a vivere Posillipo con calma

Consiglio a chiunque voglia scoprire Posillipo di farlo a piedi, preferibilmente al tramonto, ascoltando attentamente ogni suono e osservando ogni piccolo particolare. Solo così si può comprendere la profondità di un quartiere che vive sospeso tra memoria e contemporaneità.

Il valore della memoria collettiva

Posillipo è un esempio perfetto di come la memoria collettiva possa essere custodita non solo nei libri o nei musei, ma nella quotidianità di un luogo che continua a vivere attraverso i suoi abitanti e i loro ricordi.

Tra passato e futuro: Posillipo oggi

Il quartiere si affaccia su un futuro che sembra promettere una valorizzazione più consapevole della sua identità. Iniziative culturali e associazioni locali cercano di raccontare ulteriormente questa storia, invitando a non dimenticare mai le radici.

Perdersi nei dettagli

Ogni vicolo di Posillipo nasconde un piccolo segreto, ogni pietra è testimone di una vita passata ma ancora palpabile. È questo che rende il tramonto ancora più magico: la consapevolezza di abitare un tempo sospeso, dove passato e presente si incontrano.

Chiudere in un abbraccio di luce

Il sole che scende lentamente dietro la collina sembra abbracciare il quartiere in un caldo abbraccio, un invito a rallentare e a vivere con intensità ogni attimo. In questa luce dorata, Posillipo si racconta senza bisogno di parole, con il linguaggio universale della bellezza e della memoria.

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Estorsioni in videochiamata ad Acerra: «Qui pagano tutti», le richieste del killer Antonio Aloia

Acerra – “Mi riconosci? Ad Acerra pagano tutti. Ad agosto mi devi fare un regalo: ho saputo che stai facendo soldi e che stai aprendo un’altra scuola”.

È una delle frasi messe agli atti dell’inchiesta che ha portato all’arresto di quattro persone accusate di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito di un’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Antonio Aloia, 47 anni, avrebbe imposto il pagamento del pizzo a un imprenditore di Acerra operante nel settore delle scuole dell’infanzia, ricorrendo – mentre si trovava latitante – a videochiamate effettuate insieme ai complici per rafforzare le minacce e ottenere denaro. Un pressing costante, accompagnato dal richiamo esplicito all’appartenenza alla criminalità organizzata locale e alla “regola” del territorio: chi lavora deve pagare.

Oltre ad Aloia, il gip del Tribunale di Napoli Michaela Sapio ha disposto la custodia cautelare in carcere anche per Giovanni Tarantino, 45 anni, Pasquale Di Norcia, 41 anni, e Salvatore Giordano Pacilio, 56 anni. Per tutti l’accusa è di aver concorso nel tentativo di estorsione ai danni dell’imprenditore, costretto a subire pressioni e intimidazioni per poter proseguire la propria attività.

Antonio Aloia è il killer di Ottavio Colalongo

Il nome di Antonio Aloia compare però anche in un altro, ben più grave, fascicolo giudiziario. Proprio ieri, infatti, i carabinieri hanno notificato allo stesso Aloia l’ordinanza che lo indica come esecutore materiale dell’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso a Scisciano il 17 dicembre scorso. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Colalongo sarebbe stato prima ferito e poi finito con colpi di pistola alla testa mentre era già a terra.

Aloia era stato arrestato e tradotto in carcere lo scorso Natale, mettendo fine alla sua latitanza. Ora, mentre si stringe il cerchio giudiziario sull’omicidio di Scisciano, emergono anche i contorni di un sistema estorsivo che avrebbe colpito attività educative e imprenditoriali, considerate una fonte di guadagno sicura per il clan.

Due procedimenti distinti ma un filo comune, che per la Procura racconta la pervasività del controllo criminale sul territorio e il ruolo centrale attribuito ad Aloia nelle dinamiche violente ed estorsive dell’area a nord di Napoli.

Caserta, fermata auto sospetta nella notte: trovati attrezzi da scasso, quattro denunciati

Si aggiravano nella notte per le strade di Caserta con un carico che non lasciava spazio a dubbi. È finito con quattro denunce e un sequestro penale l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, che durante un servizio di pattugliamento hanno intercettato un’auto sospetta evitando possibili conseguenze ben più gravi.

L’attenzione dei militari è stata attirata da una Fiat Punto con a bordo quattro persone che percorreva via delle Querce con movimenti anomali. Un dettaglio sufficiente a far scattare il controllo. Durante le verifiche, l’intuizione dei Carabinieri ha trovato immediata conferma: all’interno del veicolo sono stati rinvenuti numerosi strumenti riconducibili ad attività illecite, tipici delle intrusioni notturne e delle forzature.

Il materiale sequestrato, nel suo insieme, ha delineato un quadro inquietante e ha rafforzato i sospetti su un possibile utilizzo imminente. Alla luce di quanto emerso, i quattro occupanti dell’auto, di età compresa tra i 21 e i 40 anni, tutti provenienti dal Napoletano e già noti alle forze dell’ordine, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per porto di oggetti atti ad offendere e per il possesso ingiustificato di strumenti da scasso.

Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro penale, mentre nei confronti dei quattro è stata avanzata anche la proposta di foglio di via obbligatorio, misura finalizzata a rafforzare la sicurezza urbana e a prevenire ulteriori episodi sul territorio. L’Autorità Giudiziaria è stata tempestivamente informata dalla Sezione Radiomobile della Compagnia di Caserta, che ha seguito tutte le fasi dell’operazione.

Ancora una volta, un controllo apparentemente di routine si è rivelato decisivo, confermando l’importanza della vigilanza notturna e della presenza costante delle forze dell’ordine come argine concreto contro i reati predatori.

Aiuto Malasanità tra i migliori esperti in Italia nel 2026: arriva l’Encomio del CUIRIF

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Roma, gennaio 2026 – Nel mese di dicembre 2025, Aiuto Malasanità ha ricevuto l’Encomio Solenne dal CUIRIF – Centro Universitario Internazionale di Ricerca e Innovazione. Questo riconoscimento istituzionale premia l’attività svolta nel campo della responsabilità medica, dell’etica della cura e della tutela dei pazienti, consolidando il ruolo della realtà tra i migliori esperti in malasanità in Italia per il 2026.

L’Encomio è stato conferito a seguito di una valutazione che ha considerato non solo i risultati ottenuti, ma anche il metodo di lavoro e l’approccio interdisciplinare adottati. Come evidenziato dal Presidente del CUIRIF, Paolo Cancelli, il riconoscimento intende valorizzare i percorsi professionali capaci di integrare rigore scientifico, responsabilità giuridica e attenzione agli aspetti etici e sociali legati alla salute.

Il CUIRIF, ente attivo nella ricerca e nella formazione, ha riconosciuto in particolare l’impegno di Aiuto Malasanità nella promozione della responsabilità medica come principio a tutela dei diritti dei pazienti e della correttezza dei percorsi di cura. Fondamentale è stata l’attenzione alla trasparenza sanitaria e all’etica, elementi centrali in un ambito che incide profondamente sulla vita delle persone e delle famiglie.

L’attestazione si inserisce in un contesto accademico e di ricerca, riconoscendo la capacità di coniugare il rigore giuridico con l’analisi scientifica e le implicazioni umane delle vicende trattate. L’Encomio Solenne non ha natura commerciale, ma rappresenta un’attestazione istituzionale basata su criteri di qualità, coerenza e impatto sociale. Il documento ufficiale è verificabile e consultabile a garanzia di una comunicazione trasparente, ed è inserito nella sezione Riconoscimenti del sito ufficiale di Aiuto Malasanità, l’archivio che raccoglie le attestazioni conferite nel tempo.

Contenuti di riferimento

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