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La Cassazione blocca il detenuto attore: niente esibizioni all’esterno del carcere

Roma – La Corte di Cassazione ha messo un freno all’interpretazione più elastica della pena, negando a un detenuto attore la possibilità di uscire dal carcere, sebbene scortato dalla Polizia Penitenziaria, per salire sul palco con la sua compagnia teatrale. La sentenza della Suprema Corte annulla l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Milano, riaccendendo il dibattito sui limiti e le finalità dei benefici penitenziari, soprattutto per chi è in carcere per reati ostativi.

Il dissenso giudiziario: umanizzazione contro sicurezza

La vicenda evidenzia una netta spaccatura nella visione giudiziaria. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano aveva dato il via libera al carcerato, detenuto per gravi reati, motivando la decisione con l'”obiettivo d’integrazione tra il carcere e la comunità esterna” e la “valorizzazione del percorso creativo e artistico del detenuto”.

I giudici di Milano avevano escluso ogni pericolo per la sicurezza, vista la presenza degli agenti di scorta, e avevano inquadrato il permesso come una finalità di “umanizzazione della pena”.

La Procura Generale di Milano ha però presentato ricorso, accolto dagli “ermellini” della Cassazione, che hanno smontato il ragionamento del Tribunale.

Permesso di necessità: regole strette

La Suprema Corte, pur riconoscendo il valore umanitario della pena, ha applicato una lettura rigorosa dell’ordinamento. La sentenza ribadisce che il “permesso di necessità” (il beneficio richiesto) è un’istituto di “eccezionale applicazione” e risponde a finalità di umanizzazione della pena.

Tuttavia, gli ermellini chiariscono che tale possibilità deve essere collegata a “situazioni di particolare gravità che riguardano la sfera personale e familiare del detenuto”. Non può essere usato come uno strumento ordinario per ampliare l’attività rieducativa o la risocializzazione.

Secondo la Cassazione, l’idea di utilizzare il “permesso di necessità” per l'”espansione della sfera rieducativa” e la “compiuta risocializzazione” incontra “decisivi ostacoli” nell’attuale ordinamento penitenziario. In sostanza, per quanto “commendevole” sia l’obiettivo artistico-rieducativo, le norme attuali non consentono di bypassare le restrizioni imposte ai detenuti per reati ostativi attraverso questo specifico strumento.

La decisione finale della Cassazione comporta l’annullamento del provvedimento del Giudice della Sorveglianza e la conferma del primato della norma sul principio, seppur nobile, dell’integrazione a ogni costo. Il messaggio è chiaro: l’arte può entrare in carcere, ma il detenuto per gravi reati non può uscire dal carcere per l’arte.

Sorrento, non accetta la fine della relazione e davanti casa dll’ex aggredisce i carabinieri: arrestato

Sorrento – Una serata di ordinaria amministrazione si è trasformata in un drammatico intervento di ordine pubblico per i Carabinieri della Compagnia di Sorrento.

Un giovane, in preda alla rabbia per la fine di una relazione, è stato arrestato dopo aver violentemente aggredito i militari intervenuti su richiesta di aiuto della sua ex compagna.

L’assedio a casa della ex e la richiesta d’aiuto

La vicenda ha avuto luogo ieri sera in un appartamento. La vittima, una donna di 25 anni, si è vista costretta a chiamare il 112 perché il suo ex, un 24enne incensurato, non aveva accettato la conclusione del loro rapporto.

L’uomo si era appostato all’esterno dell’abitazione, creando un vero e proprio assedio e impedendole di fatto di uscire. Un chiaro episodio di violenza privata che ha richiesto l’immediato intervento delle forze dell’ordine.

La reazione violenta e l’arresto

Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto, la situazione è degenerata. Invece di desistere, il 24enne ha rivolto la sua frustrazione contro i militari, aggredendoli fisicamente.

L’intervento per sedare l’uomo è stato così concitato da rendere necessario il supporto del personale del 118. Solo dopo l’arrivo dei sanitari, l’aggressore è stato bloccato.

Le conseguenze dell’aggressione sono state immediate per i Carabinieri: i due militari intervenuti hanno riportato lesioni che hanno portato a una prognosi di 7 giorni ciascuno. Uno è stato ferito alla mano, l’altro alla spalla.

Al termine delle formalità di rito, il 24enne è stato arrestato con le pesanti accuse di violenza privata, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’episodio, che coinvolge un incensurato, solleva nuovamente l’attenzione sulla pericolosità della gestione delle relazioni interrotte e sulla violenza domestica, anche laddove non ci sia un pregresso di reati.

Caivano, la luce della fede contro la paura: migliaia in fiaccolata con don Patriciello dopo la minaccia

Caivano – Non sono state le tenebre della paura, ma la luce delle fiaccole a illuminare questa sera le strade del Parco Verde di Caivano. Un fiume silenzioso e determinato di circa un migliaio di persone ha risposto all’appello di don Maurizio Patriciello, marciando con la statua della Madonna di Fatima in un abbraccio collettivo di fede e di sfida, a due settimane dal gesto intimidatorio che ha scosso la comunità: la consegna di un proiettile al sacerdote, direttamente durante la messa domenicale dei bambini.

Una Processione di istituzioni e cittadini

A guidare la fiaccolata, un segnale forte di unità. Accanto a don Patriciello, il volto della lotta per la legalità nelle terre vessate dalla camorra, camminavano le massime autorità civili e religiose: il Vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, e il Commissario straordinario al Comune di Caivano, Filippo Dispenza.

Una presenza corale che ha voluto testimoniare che lo Stato, qui, non si è ritirato. Alla celebrazione eucaristica che ha preceduto la marcia era presente anche il parlamentare dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

L’Appello choc di Don Patriciello: “Vittorio, dimmi chi ti ha mandato”

Dal sagrato, la voce di don Patriciello è tornata a rompere il muro dell’omertà. Con un tono pacato ma carico di tensione morale, il sacerdote si è rivolto direttamente all’uomo, Vittorio, che gli aveva consegnato il proiettile. “A Vittorio ancora una volta chiedo di dire chi lo ha mandato”, ha lanciato l’appello, trasformando una piazza di fedeli in una comunità che chiede verità.

“A Vittorio noi tutti vogliamo bene”, ha aggiunto, in un passaggio che mescola la fermezza della denuncia a una compassione cristiana, ricordando anche la ‘stesa’ (l’atto di sottomissione forzata) subita dall’uomo la sera precedente, da lui definita “un gesto scellerato”.

“Qui lo Stato non è andato via”: la sfida alla camorra

Il messaggio finale è stato un monito chiarissimo, indirizzato sia alle istituzioni che ai complici e agli sfruttati del sistema criminale. “Qui lo Stato non è andato via”, ha tuonato don Patriciello, travolgendo gli applausi. Le sue ultime parole hanno tracciato una linea netta: “Chiediamo di aiutare chi si trova nell’illegalità senza volerlo e non certo chi delinque per scelta”. Una distinzione cruciale che invita a recuperare chi è costretto nella morsa della criminalità, isolando e combattendo senza quartiere chi, invece, opera per scelta e calcolo.

La fiaccolata di Caivano non è stata solo un rito religioso. È diventata un potente simbolo di resistenza civile, un atto collettivo per strappare le periferie dall’ombra del controllo mafioso. Ogni fiaccola accesa è stata una promessa: che la paura non avrà l’ultima parola e che la risposta alla violenza non sarà il silenzio, ma una luce tenace che chiede giustizia.

Il grido di Porta Capuana: “Basta degrado e violenza”. Residenti e commercianti scendono in piazza

Napoli – Porta Capuana si ribella. Dopo l’ennesimo episodio di violenza ai danni di una donna, avvenuto due giorni fa a pochi passi dal monumentale arco rinascimentale, i residenti e i commercianti del quartiere hanno deciso di scendere in strada per dire basta al degrado e alla paura.

Una manifestazione spontanea, nata dal basso, che ha visto decine di persone riunirsi in piazza Enrico De Nicola, tra striscioni, cartelli e rabbia. «Non possiamo più vivere così – racconta Maria, 56 anni, che gestisce una piccola salumeria sotto i portici –. Ogni sera vediamo risse, spaccio, furti. E ora anche violenze sulle donne. La zona è abbandonata a sé stessa».

Sulla stessa linea anche Antonio, barista con il locale affacciato sulla piazza: «Dopo una certa ora qui non passa più nessuno, solo gente che fa paura. Noi teniamo aperto solo di giorno perché la sera non ci sentiamo sicuri. Serve presenza delle forze dell’ordine, non solo dopo i fatti di cronaca».

Al presidio hanno partecipato anche esponenti di associazioni del territorio e volontari che da anni cercano di restituire dignità al quartiere. «Porta Capuana non è solo degrado – spiega Rosaria Ferraro, del comitato “Vivi la Porta” –. Qui c’è una comunità viva che prova a reagire, ma servono interventi veri: più controlli, ma anche servizi, pulizia, illuminazione. La sicurezza passa anche dalla cura del territorio».

A raccogliere le istanze dei manifestanti è arrivato il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che dopo aver ascoltato cittadini e commercianti ha convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il vertice, svoltosi in prefettura, ha fatto il punto su una serie di zone “sensibili” della città, tra cui i Quartieri Spagnoli e proprio l’area di Porta Capuana, teatro negli ultimi mesi di un crescendo di episodi di microcriminalità, degrado e tensione sociale.

«Abbiamo chiesto pattuglie fisse, più controlli serali e videosorveglianza – dice un residente storico, Gennaro, 68 anni –. Ma non possiamo continuare a denunciare senza vedere risultati. Porta Capuana è una delle porte storiche di Napoli, dovrebbe essere un simbolo, non una vergogna».

Intanto, alcune associazioni locali stanno cercando di reagire con iniziative culturali e progetti sociali. «Organizziamo laboratori per i ragazzi e attività per i senza dimora – spiega Anna, volontaria di un centro sociale della zona –. Lo facciamo perché crediamo che la risposta al degrado non sia solo la repressione, ma anche la partecipazione e la cura collettiva».

Mentre il quartiere prova a rialzarsi, resta forte la sensazione di abbandono. E la paura che, passata l’emozione del momento, tutto torni come prima. «Ogni volta è la stessa storia – sospira un commerciante –. Si parla per due giorni e poi il silenzio. Ma noi non ci arrendiamo: questa piazza è casa nostra e vogliamo riprendercela».

Tragedia al Vulcano Buono: muore dopo una settimana l’operaio caduto da un’impalcatura a Nola

Napoli – Non ce l’ha fatta Pasquale Fiore Iliceto, il 53enne originario di Lucera, in provincia di Foggia, precipitato da un’altezza di circa due metri mentre lavorava all’allestimento di un negozio nel centro commerciale Vulcano Buono

. La notizia del decesso, avvenuto stamane all’Ospedale del Mare di Napoli dopo sette giorni di lotta contro le ferite riportate, ha gettato un’ombra di lutto sulla comunità locale e sul mondo del lavoro campano.L’incidente si è verificato lunedì 7 ottobre scorso, intorno alle ore 11, nei locali di un punto vendita di un noto brand di abbigliamento all’interno della galleria commerciale, uno dei più frequentati del Sud Italia con oltre 200 negozi e migliaia di visitatori quotidiani.

Fiore Iliceto, dipendente di un’azienda specializzata in montaggi e ristrutturazioni edili, era impegnato nella posa di scaffalature quando, per cause ancora da accertare, ha perso l’equilibrio e ha accusato un violento trauma cranico e multipli politraumi. Soccorso immediatamente dai colleghi e dai vigili del fuoco di Nola, l’operaio è stato trasportato d’urgenza al nosocomio partenopeo, dove i medici hanno lottato invano per stabilizzarne le condizioni.

“Una vita spezzata sul posto di lavoro, in un momento di routine che si è trasformato in dramma”, commentano i familiari in una nota rilasciata attraverso il sindacato Cgil, che ha seguito il caso fin dal primo istante.

Pasquale, padre di due figli e con una lunga esperienza nel settore edile, lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia e tra i colleghi, che lo ricordano come un uomo dedito e affidabile. Originario di Lucera, una cittadina pugliese nota per le sue tradizioni agricole e artigiane, Fiore Iliceto si era trasferito in Campania per opportunità lavorative, un percorso comune a molti operai del Sud Italia alle prese con la precarietà del settore.

La Procura della Repubblica di Nola ha aperto un fascicolo per lesioni colpose aggravate dall’omissione di cautele anti-infortunistiche e ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima, che sarà eseguita nei prossimi giorni per chiarire le dinamiche esatte della caduta.

L’azienda committente e quella datrice di lavoro sono state già sottoposte a sequestro probatorio del cantiere, con i periti incaricati di verificare lo stato delle impalcature e l’applicazione delle norme di sicurezza.

Questo ennesimo infortunio mortale riaccende i riflettori sulla piaga degli incidenti sul lavoro in Campania, regione che nel 2024 ha registrato oltre 150 decessi sul posto di lavoro, secondo i dati Inail, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Il Vulcano Buono, sorto nel 2008 come polo del lusso e dello shopping ai piedi del Vesuvio, non è nuovo a episodi di questo tipo: nel 2019 un altro operaio era rimasto ferito in un cantiere simile, sollevando interrogativi sulla formazione e sugli equipaggiamenti protettivi.

I sindacati, da Cgil a Cisl, annunciano per giovedì una giornata di astensione dal lavoro nei cantieri della zona, con un presidio davanti al centro commerciale per chiedere maggiore rigore nei controlli.

La camera ardente sarà aperta domani presso l’Ospedale del Mare, in attesa dei funerali che si terranno a Lucera nella chiesa di San Domenico. La comunità online, su piattaforme come X e Facebook, è già inondata di messaggi di cordoglio: “Riposa in pace, Pasquale. La tua storia deve servire da monito per tutti”, scrive un utente locale, eco di un dolore condiviso che reclama cambiamenti strutturali nella tutela dei lavoratori.

Smascherata un’altra banda di truffatori di anziani tra Napoli, Salerno e Milano: 15 indagati

Milano – Il telefono che squilla, una voce gentile ma concitata che si presenta come quella di un carabiniere o di un avvocato, l’annuncio di un incidente che avrebbe coinvolto un figlio o un nipote, la richiesta di soldi “per evitare il carcere”.

È il copione, odioso e ormai tristemente noto, delle truffe agli anziani. Ma dietro quel rituale, fatto di paura, fiducia e manipolazione, c’era un’organizzazione strutturata che agiva in tutta Italia: una vera e propria “centrale dell’inganno”, smantellata dopo mesi di indagini.

La Polizia di Stato e la Polizia Locale di Milano, coordinate dalla Procura del capoluogo lombardo, hanno eseguito perquisizioni nelle province di Milano, Napoli e Salerno nei confronti di 15 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alle truffe ai danni di anziani.

Dietro la rete criminale, una macchina ben oliata. Le indagini della Squadra Mobile e del pool “Antitruffe” della Procura milanese hanno ricostruito in dettaglio il sistema: le chiamate alle vittime partivano da due appartamenti a Napoli, trasformati in vere e proprie centrali telefoniche del raggiro.

E quando arrivava l’estate, per non interrompere gli affari, gli indagati si spostavano tutti insieme in un bungalow di un villaggio turistico del Salernitano, da dove continuavano a telefonare ai malcapitati mentre fingevano di essere in vacanza.

Due, in particolare, i copioni messi in scena con precisione teatrale. Nel primo, il truffatore si spacciava per carabiniere, annunciando che un parente stretto dell’anziano era stato coinvolto in un incidente stradale e rischiava l’arresto. Poco dopo subentrava la telefonata di un finto avvocato, che spiegava come evitare “il carcere” versando una somma di denaro o consegnando gioielli come cauzione.

Nel secondo schema, il raggiro si consumava con il ruolo del “falso nipote”: il truffatore chiamava fingendosi un parente in difficoltà, chiedendo aiuto per ritirare un pacco o saldare un pagamento urgente. Poi la storia si complicava: “Mamma e papà sono stati fermati in caserma, servono soldi per liberarli”. A quel punto un complice si presentava a casa dell’anziano per riscuotere la “somma necessaria”.

Durante le perquisizioni, gli investigatori hanno sequestrato 40 telefoni cellulari, 5 tablet, 15 mila euro in contanti e numerosi monili in oro, ritenuti provento delle truffe. Tra gli indagati, anche una 73enne della provincia di Milano, incaricata di custodire momentaneamente la refurtiva prima di trasportarla a Napoli.

Dietro queste storie, ci sono volti e voci spezzate. Vittime che, spesso sole, consegnano ai truffatori i risparmi di una vita. «Non è solo una truffa economica, è un colpo al cuore», spiegano fonti della Squadra Mobile di Milano. «Sfruttano la fragilità, la paura, il senso di colpa. Colpiscono dove le persone si sentono più sicure: nella fiducia».

Un rituale dell’inganno che si ripete da Nord a Sud con una precisione quasi scientifica. Ogni settimana, in tutta Italia, centinaia di anziani ricevono telefonate simili. E, nonostante le campagne di sensibilizzazione e gli avvisi delle forze dell’ordine, i truffatori continuano a colpire. Cambiano voce, città e numero di telefono, ma la recita resta la stessa.

«Queste persone distruggono la serenità dei nostri genitori e dei nostri nonni – commenta un investigatore –. Non c’è solo il danno economico: c’è la vergogna, la solitudine, il trauma. E per chi vive da solo, quella chiamata può segnare per sempre la fiducia negli altri».

L’inchiesta milanese, che ora si allarga anche ad altre regioni, mette in luce un fenomeno che non conosce confini. Perché la truffa agli anziani non è solo un reato: è un gesto vile che colpisce la memoria e la dignità di un intero Paese.

Torre del Greco, anziano e cane investiti in via Cavallo, il “pirata” fugge via

Torre del Greco – Un violento incidente stradale su Via Cavallo ha lasciato sull’asfalto due vittime, un uomo e il suo inseparabile amico a quattro zampe, e ha scatenato la caccia a un “pirata della strada” che si è dileguato senza prestare soccorso. L’episodio si è consumato la sera dell’11 ottobre, gettando un’ombra sulla sicurezza urbana della città vesuviana.

Il dramma di Salvatore e del suo cane

La vittima principale è Salvatore Pinto, un anziano ex vigile del fuoco, che ogni sera compie il suo abituale rito: una passeggiata in Via Cavallo con il suo cane. L’impatto è avvenuto all’altezza del tratto compreso tra il ponte ferroviario e il ponte autostradale.

Secondo la testimonianza dell’investito, l’incidente è stato causato da un veicolo a due ruote – presumibilmente una moto o un ciclomotore – il cui conducente, invece di fermarsi, si è dato alla fuga immediatamente dopo l’urto.

Salvatore Pinto è stato trovato a terra da una ragazza di passaggio, che ha immediatamente allertato i soccorsi. L’uomo è stato ricoverato con diversi traumi, in particolare per aver battuto violentemente la testa nella caduta.

Ma la tragedia ha colpito anche il suo fedele compagno: il cane ha riportato ferite gravissime ed è stato ricoverato d’urgenza in fin di vita a causa di una grave emorragia, arrivando a rischiare di perdere la lingua.

Fortunatamente, l’epilogo, pur restando grave, è stato meno tragico del previsto: lunedì 13 ottobre, l’anziano ex pompiere e il suo cane sono potuti tornare a casa, scampando entrambi a una potenziale fatalità.

La dinamica dell’accaduto, tuttavia, presenta un quadro più ampio: la violenza del sinistro non è stata generata solo dall’investimento dell’anziano. Nello stesso momento si è verificato un altro scontro tra un’automobile e un motorino, causando il ferimento gravissimo del conducente del mezzo a due ruote, un 28enne originario di Torre del Greco.

Il giovane è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare di Ponticelli e le sue condizioni rimangono critiche. Al momento, non è chiaro il ruolo esatto di questo secondo motorino nell’investimento di Pinto, ma l’intera area è stata teatro di una drammatica sequenza di collisioni.

Caccia al “pirata” in fuga

Le autorità di Torre del Greco hanno avviato un’indagine serrata per identificare e rintracciare il conducente del motorino che ha investito Pinto per poi fuggire. Gli investigatori si stanno avvalendo dell’ausilio delle telecamere di sorveglianza installate sulla vicina rotonda autostradale e delle riprese fornite dai commercianti della zona. La speranza è che i filmati possano fornire elementi utili per identificare il mezzo e, soprattutto, il conducente che ha scelto di sottrarsi all’obbligo di soccorso.

Ercolano, lo scontro tra gli Estilio e gli Scognamiglio dietro l’agguato del 27 aprile

Ercolano– Una faida per il controllo del lucroso traffico di droga nel cuore di Ercolano, e in particolare nel centro storico, sarebbe il movente dietro il tentato omicidio di Claudio Scognamiglio. Le indagini lampo dei Carabinieri hanno portato a una svolta decisiva, culminata con l’arresto di cinque persone.

Il provvedimento restrittivo, eseguito ieri con l’accusa di tentato omicidio, porto di armi e spari in luogo pubblico, ha raggiunto Emanuele Russo, Michele Pio Estilio, Remigio D’Antonio, Giuseppe Colantuono e Aniello Estilio. I cinque sarebbero gli esecutori e i mandanti del cruento agguato avvenuto lo scorso 27 aprile, in cui Scognamiglio fu gravemente ferito, ma scampò miracolosamente alla morte.

L’escalation di violenza

L’attacco armato non è stato un episodio isolato, ma l’apice di un’escalation che vedrebbe contrapposti il gruppo di Scognamiglio e il clan degli Estilio. Prima del tentato omicidio, la tensione si era già manifestata in due episodi violenti:

L’incendio dell’auto di Claudio Scognamiglio, un chiaro avvertimento intimidatorio.

Una lite tra le due famiglie per questioni futili legate all’ambiente scolastico, che nascondeva in realtà la crescente animosità criminale.

Il dettaglio rivelatore

Un elemento cruciale emerso dalle indagini riguarda uno degli arrestati, Michele Pio Estilio. Già sottoposto all’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria per un precedente procedimento , Estilio aveva richiesto in modo anomalo di firmare presso il commissariato di Portici, in via Salute, anziché dai Carabinieri di Ercolano

. Il motivo, emerso solo ora, è agghiacciante: Estilio intendeva evitare la caserma di Ercolano perché adiacente all’abitazione della famiglia Scognamiglio. Un dettaglio che sottolinea la consapevolezza della faida in corso e la volontà di evitare incontri ravvicinati con la vittima designata.

Michele Pio Estilio era stato già arrestato nel maggio precedente, quando fu sorpreso in possesso di droga e tentò di disfarsene lanciandola dalla finestra, un’ulteriore prova del suo coinvolgimento nel traffico di stupefacenti che ha innescato la guerra.

L’operazione dei Carabinieri ha interrotto il piano omicida del gruppo e ha inferto un duro colpo ai tentativi di ridefinire gli equilibri criminali di Ercolano. I cinque arrestati sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Verona, esplosione durante uno sgombero: tre carabinieri morti e oltre dieci feriti

Castel d’Azzano  – Una violenta esplosione ha devastato alle prime luci del giorno un casolare di campagna nel comune di Castel d’Azzano, nel Veronese, provocando la morte di tre carabinieri e il ferimento di almeno quindici persone, tra cui agenti di polizia e civili.

L’incidente è avvenuto durante un’operazione di sgombero coattivo di un immobile rurale occupato abusivamente. Secondo le prime ricostruzioni, i militari dell’Arma stavano procedendo alla perquisizione e alla messa in sicurezza della struttura quando, all’improvviso, si è verificata un’esplosione di fortissima intensità che ha fatto crollare l’intero edificio a due piani, travolgendo gli operatori.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, diverse ambulanze del 118 e unità cinofile per la ricerca dei dispersi tra le macerie. Le operazioni di soccorso si sono protratte per ore, mentre l’area è stata transennata e posta sotto sequestro.

Due persone fermate

Fonti investigative riferiscono che due persone – un uomo e una donna – sono state fermate in relazione all’esplosione. Si tratterebbe degli occupanti dell’immobile, già noti alle forze dell’ordine. Entrambi sono rimasti feriti e attualmente si trovano ricoverati sotto sorveglianza in ospedale.

Secondo una prima ipotesi, la donna avrebbe innescato volontariamente l’esplosione, ma gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulla dinamica e sulle motivazioni. La Procura di Verona ha aperto un’inchiesta per strage e attentato contro pubblici ufficiali, affidando le indagini ai carabinieri del comando provinciale e al reparto investigazioni scientifiche (RIS).

La tragedia ha scosso profondamente l’Arma dei Carabinierie la comunità veronese. Il sindaco di Castel d’Azzano ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime, definendo “un atto di follia e disperazione” quanto accaduto. Anche il ministro dell’Interno e i vertici dell’Arma hanno inviato messaggi di vicinanza.

Nelle prossime ore saranno effettuati i rilievi tecnici e le autopsie sulle vittime. Gli investigatori stanno analizzando i resti dell’edificio per determinare la natura dell’esplosivo e verificare se fosse presente materiale infiammabile o ordigni artigianali.

Oroscopo di oggi 14 ottobre 2025 segno per segno

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Il 14 ottobre 2025 si respira un’aria di profonda trasformazione, guidata dalla potente energia dello Scorpione, segno in cui si trovano il Sole e Venere. Questo invita tutti i segni a scavare sotto la superficie, nelle relazioni come nel lavoro, per eliminare il superfluo e concentrarsi sull’essenziale.

ARIETE (21 Marzo – 19 Aprile)

  • Amore: La Luna in trigono con Marte ti rende passionale e direttə. Sei magnetico e attraente, ma attento a non essere troppo impulsivo. Le parole hanno peso.

  • Lavoro: Giornata dinamica e produttiva. Potresti sentire l’urgenza di portare a termine progetti in sospeso. L’azione paga, ma coordina gli sforzi con i colleghi.

  • Salute: Piena di energia, ma rischiai di sovraccaricarti. Ritaglia del tempo per uno sfogo fisico (corsa, palestra) per scaricare la tensione.

  • Finanze: Attenzione alle spese dettate dall’impulso. Un acquisto “a caldo” potrebbe rivelarsi superfluo.

  • Consiglio Astrologico: Prima di agire, conta fino a dieci. La tua determinazione è un’arma a doppio taglio oggi. Usala per costruire, non per bruciare ponti.

TORO (20 Aprile – 20 Maggio)

  • Amore: Venere nel tuo segno opposto (Scorpione) accentua il bisogno di intimità e profondità. Cerca connessioni vere, al di là delle apparenze.

  • Lavoro: Potresti sentirti un po’ in ombra o in attesa. Approfittane per rifinire i dettagli e pianificare. La pazienza è la tua alleata.

  • Salute: Ricerca il benessere interiore. Una passeggiata nella natura o una sessione di meditazione possono rigenerarti più di quanto pensi.

  • Finanze: Momento stabile. Meglio concentrarsi sulla gestione e sul risparmio che su nuovi investimenti. Evita prestiti.

  • Consiglio Astrologico: Ascolta il tuo bisogno di radicamento. Non forzare i ritmi, ma cerca la qualità in ogni cosa che fai.

GEMELLI (21 Maggio – 20 Giugno)

  • Amore: La socialità è alta. Serate con amici o incontri casuali possono riservare piacevoli sorprese. Comunichi con fascino e leggerezza.

  • Lavoro: Idee brillanti e networking sono i tuoi punti di forza. Una chiacchierata informale potrebbe aprire una porta inaspettata. Metti nero su bianco le tue intuizioni.

  • Salute: La mente è iperattiva. Attenzione al sovraffollamento di pensieri e informazioni. Stacca il telefono almeno un’ora prima di dormire.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate possibili (un rimborso, una vincita minima). Ottimo per mettere da parte qualcosa.

  • Consiglio Astrologico: Condividi le tue idee. La collaborazione è la chiave per trasformare un’ispirazione in qualcosa di concreto.

CANCRO (21 Giugno – 22 Luglio)

  • Amore: Le emozioni sono in primo piano. Desideri sicurezza e protezione nella tua relazione. Mostra la tua vulnerabilità per rafforzare il legame.

  • Lavoro: Il tuo istanto è fiuto. Fidati delle tue sensazioni riguardo a un progetto o a una collaborazione. Sei nel tuo elemento quando puoi “coltivare” un’idea.

  • Salute: Le difese immunitarie potrebbero essere un po’ basse. Cura l’alimentazione e il riposo. Il confort food, con moderazione, fa bene all’anima.

  • Finanze: Momento per pensare alla sicurezza a lungo termine. Valuta un piano di accumulo o rivedi le tue polizze.

  • Consiglio Astrologico: Onora il tuo bisogno di sentirti al sicuro. Creare un angolo accogliente in casa può darti la carica giusta.

LEONE (23 Luglio – 22 Agosto)

  • Amore: Voglia di avventura e di uscire dalla routine. Proponi al/alla tuo/a partner qualcosa di nuovo e stimolante. Single? L’amore potrebbe arrivare da lontano.

  • Lavoro: Ambizione alle stelle. Vuoi far notare i tuoi talenti e ci riuscirai. Attenzione, però, a non sembrare presuntuoso. L’umiltà attrae più consensi.

  • Salute: Brama di movimento. Un’attività all’aperto o un nuovo sport ti aiuteranno a esprimere la tua energia vitale.

  • Finanze: Possibili spese per viaggi, corsi di formazione o hobby. Investi su te stesso, ma con un budget definito.

  • Consiglio Astrologico: Osare paga, ma calcola sempre i rischi. La tua generosità è ammirevole, ma non metterti in difficoltà per gli altri.

VERGINE (23 Agosto – 22 Settembre)

  • Amore: L’atmosfera è pratica e terrena. Mostra il tuo affetto con gesti concreti e premurosi. L’amore si costruisce giorno per giorno.

  • Lavoro: Giornata ideale per l’organizzazione, la contabilità e la risoluzione di problemi pratici. La tua precisione è apprezzata.

  • Salute: Attenzione all’apparato digerente, soggetto a stress. Mangia con calma e scegli cibi semplici e nutrienti.

  • Finanze: Ottimo momento per fare bilanci, pianificare le tasse o cercare offerte vantaggiose. La tua oculatezza è al massimo.

  • Consiglio Astrologico: Trova il confine tra l’essere efficiente e il perfezionismo paralizzante. A volte, “abbastanza bene” è già perfetto.

BILANCIA (23 Settembre – 22 Ottobre)

  • Amore: Venere nel tuo segno ti dona fascino e diplomazia. Sei al centro dell’attenzione. Approccia o rafforza le relazioni con grazia e armonia.

  • Lavoro: La collaborazione è fondamentale. Mediazione e capacità di ascolto ti faranno ottenere ottimi risultati. Ottimo per chiudere accordi.

  • Salute: L’equilibrio interiore si riflette sul fisico. Cura l’estetica e il benessere: un massaggio o un nuovo taglio di capelli possono farti miracoli.

  • Finanze: Possibili spese per abbigliamento, bellezza o oggetti per la casa. Renditi conto che è una spesa dettata dal piacere, non dalla necessità.

  • Consiglio Astrologico: Metti te stesso/a al primo posto oggi. Soddisfare i tuoi bisogni non è egoismo, è un modo per essere poi migliore con gli altri.

SCORPIONE (23 Ottobre – 21 Novembre)

  • Amore: Venere nel tuo segno ti rende intenso e magnetico. Attiri le persone come una forza della natura. Le relazioni si approfondiscono. Un incontro può essere fatale.

  • Lavoro: Lavori meglio dietro le quinte. La tua determinazione silenziosa ti porta a scoprire informazioni preziose. Fidati del tuo intuito.

  • Salute: Energia potente ma che va incanalata. Attività fisiche intense o la pratica sessuale sono ottimi modi per trasformare e rigenerare le tue energie.

  • Finanze: Stai per voltare pagina. È un buon momento per ripianare debiti o rinegoziare condizioni. Lasciati alle spalle il vecchio.

  • Consiglio Astrologico: Accetta di essere vulnerabile. La tua forza non risiede solo nel controllo, ma anche nella capacità di abbandonarti e trasformarti.

SAGITTARIO (22 Novembre – 21 Dicembre)

  • Amore: La Luna stimola il tuo lato filosofico. Cerchi un partner con cui condividere ideali e sogni. Una conversazione profonda è più eccitante di un appuntamento convenzionale.

  • Lavoro: Le idee non mancano, ma potresti avere difficoltà a focalizzarti su una. Prenditi del tempo per riflettere, poi agisci. Un mentore può darti una buona dritta.

  • Salute: Il benessere viaggia sulla via dell’ottimismo. Evita i negativoni. Lo sport di squadra o un’attività divertente sono l’ideale.

  • Finanze: Situazione variabile. Potresti essere tentato da un investimento “esotico” o da un viaggio last minute. Valuta con la testa, non solo con la pancia.

  • Consiglio Astrologico: Guarda l’orizzonte, ma non dimenticare il sentiero sotto i tuoi piedi. Un piccolo passo concreto vale più di un grande sogno nebuloso.

CAPRICORNO (22 Dicembre – 19 Gennaio)

  • Amore: L’affetto si mostra attraverso la lealtà e l’affidabilità. Il tuo partner sa di poter contare su di te. Single? L’amore potrebbe nascere in un contesto professionale o di amicizia consolidata.

  • Lavoro: La tua reputazione è solida e i superiori notano il tuo impegno. Un passo in avanti nella carriera è possibile. Continua così.

  • Salute: Attenzione a schiena e articolazioni. Non trascurare gli esercizi di stretching e mantieni una buona postura alla scrivania.

  • Finanze: I tuoi sforzi iniziano a dare frutti tangibili. È il momento di raccogliere, ma anche di pianificare la prossima vetta da scalare con prudenza.

  • Consiglio Astrologico: Permettiti di celebrare i tuoi successi, anche i più piccoli. Meriti di assaporare il gusto del traguardo raggiunto.

ACQUARIO (20 Gennaio – 18 Febbraio)

  • Amore: Insofferente verso le convenzioni, cerchi un legame libero e intellettualmente stimolante. La complicità mentale è il tuo afrodisiaco.

  • Lavoro: Visioni innovative e progetti futuri ti entusiasmano. Condividi le tue idee con il gruppo; la tecnologia e il networking sono tuoi alleati.

  • Salute: Benessere mentale e fisico sono collegati. Trova un hobby che stimoli la tua curiosità e ti tenga in movimento.

  • Finanze: Attenzione alle spese per tecnologia o corsi online. Assicurati che siano davvero necessari. Una causa collettiva (es. crowdfunding) può interessarti.

  • Consiglio Astrologico: La tua originalità è un dono. Non aver paura di pensare fuori dagli schemi, ma trova alleati che possano aiutarti a radicare le tue idee nella realtà.

PESCI (19 Febbraio – 20 Marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo puro. Sei in sintonia con i sentimenti del/la tuo/a partner. Single? L’idealizzazione potrebbe offuscare la vista.

  • Lavoro: Lavori bene con l’ispirazione e l’intuito. Attenzione, però, a non perderti in fantasticherie. Una scadenza concreta ti aiuterà a restare focalizzato.

  • Salute: Giornata per ricaricare le energie. Un bagno caldo, musica rilassante o ascoltare il suono del mare possono rigenerarti.

  • Finanze: Situazione confusa. Meglio non firmare contratti o fare investimenti importanti. Potresti non vedere tutti i dettagli.

  • Consiglio Astrologico: Lascia fluire le tue emozioni, ma ancorati a un fatto concreto per non disperderti. La compassione è la tua forza, ma non farti sommergere.

L’amore chiede autenticità e coraggio, il lavoro strategia e determinazione, le finanze una puliziadai pesi inutili, e la salute di ascoltare i messaggi più profondi del corpo.

Il consiglio universale è di abbandonare le maschere e affrontare la realtà con onestà. È un giorno per piantare i semi di un cambiamento che maturerà nei prossimi mesi. Non abbiate paura di lasciare andare ciò che non vi serve più: solo così potrete fare spazio al nuovo che desiderate veramente.

Fuorigrotta, violenza su una donna: “Voleva il rapporto gratis”. Indagato un 40enne di Pianura

Napoli – Aveva fissato un appuntamento con un cliente per una prestazione sessuale, in un appartamento messo a disposizione da un’amica nel quartiere Fuorigrotta. Ma quello che doveva essere un incontro a pagamento si è trasformato in mezz’ora di terrore.

Una 38enne di Caserta, che ha raccontato di prostituirsi saltuariamente per necessità economiche, è stata violentata da un uomo che avrebbe preteso il rapporto senza pagare.

Secondo la denuncia presentata alla polizia, l’aggressione è avvenuta nella notte tra sabato e domenica, in un’abitazione di via Sergio Bruni. L’uomo, un 40enne di Pianura già noto alle forze dell’ordine, aveva contattato la donna telefonicamente e fissato l’incontro.

Si è presentato con circa un’ora di ritardo e, appena entrato, avrebbe subito chiarito di non voler pagare in anticipo. Al rifiuto netto della donna, che gli avrebbe risposto «non se ne parla proprio», la situazione sarebbe degenerata.

Visibilmente ubriaco, l’uomo avrebbe prima abbassato i pantaloni e poi si sarebbe avventato sulla vittima, costringendola con la forza a subire un rapporto sessuale. Le urla della 38enne non sono servite a richiamare l’attenzione di nessuno: era sola in casa e in balia del suo aggressore fino a quando l’uomo non si è rivestito ed è andato via a bordo della propria auto.

Subito dopo, la donna ha chiamato la polizia. Sul posto sono intervenute le Volanti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura, poi raggiunte dagli investigatori della Squadra Mobile, che hanno avviato gli accertamenti.

La vittima ha fornito il numero di cellulare del presunto aggressore, permettendo agli agenti di risalire rapidamente alla sua identità. Gli investigatori hanno quindi mostrato alla donna una fotografia del sospettato, che lei ha riconosciuto senza esitazioni.

Accompagnata all’ospedale San Paolo, la 38enne è stata medicata per le ferite riportate: i medici le hanno diagnosticato una distorsione al collo e un edema nella zona pubica, con una prognosi di 20 giorni.

L’uomo ha sostenuto di essere stato aggredito e di aver reagito

L’uomo, ora indagato per violenza sessuale, ha fornito una versione diversa dei fatti: agli inquirenti avrebbe parlato di una discussione sulla tariffa e di una colluttazione, sostenendo di non essere stato lui ad aggredire per primo. Resta comunque presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

L’episodio , che era stato segnalato dal reporter Pino Grazioli durante una delle sue dirette notturne, ha destato particolare allarme perché avvenuto a poche ore di distanza da un altro caso di violenza sessuale in città.

Nella notte precedente, in piazza Enrico De Nicola, una 35enne era stata aggredita mentre rientrava a casa dopo una serata con amici. A salvarla era intervenuta una turista francese di 24 anni, Alice Isabelle, che aveva assistito alla scena e aveva chiesto aiuto, insieme a due giovani che erano riusciti a bloccare l’aggressore: un 29enne di origine marocchina, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e regolare sul territorio italiano.

Due episodi in meno di ventiquattr’ore che riaccendono l’allarme sicurezza a Napoli, dove le forze dell’ordine stanno intensificando i controlli notturni, soprattutto nelle aree più frequentate della movida e nei quartieri periferici.

Castel Volturno, cane denutrito trovato in un box abusivo: denunciata la proprietaria

Castel Volturno – Un controllo di routine si è trasformato in un intervento per maltrattamento di animali e abusivismo edilizio. Nella tarda mattinata di oggi, i Carabinieri della Tenenza di Castel Volturno, insieme ai veterinari dell’ASL e ai tecnici comunali dei settori Urbanistica e Attività produttive, hanno scoperto un cane denutrito e rinchiuso in un box abusivo in via Luigi Boccherini, nel cuore di una zona residenziale ai margini del centro.

Quello che doveva essere un semplice sopralluogo si è rivelato un nuovo caso di crudeltà verso gli animali, in un territorio che troppo spesso fa notizia per episodi di degrado, abbandono e incuria.

La scoperta: un cane ridotto pelle e ossa

Nel cortile di un’abitazione privata i militari hanno trovato tre box per cani costruiti senza alcuna autorizzazione, strutture precarie di lamiera e assi di legno, senza aerazione né condizioni igieniche minime.

All’interno di uno di questi recinti, un meticcio con tratti simili a un pitbull era costretto a vivere tra i propri escrementi, senza acqua né cibo, in evidente stato di denutrizione e senza microchip di identificazione.

I veterinari dell’ASL, giunti sul posto, hanno immediatamente prestato le prime cure all’animale e disposto il suo trasferimento in una struttura protetta.

La proprietaria dell’immobile, una 35enne residente a Castel Volturno, è stata denunciata a piede libero per maltrattamento e abbandono di animali, nonché per lavori edilizi abusivi.
L’intera area, compresi i manufatti irregolari, è stata posta sotto sequestro penale, mentre l’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere è stata informata dei fatti.

Un fenomeno che non si ferma

Quello scoperto oggi non è un caso isolato. Nelle ultime settimane, tra Castel Volturno, Mondragone e Villa Literno, i carabinieri e le associazioni animaliste hanno segnalato diversi episodi di abbandono e malnutrizione di cani, spesso legati a canili improvvisati o a presunti allevamenti abusivi.

Solo a settembre, un altro intervento dei militari aveva portato al sequestro di cinque cuccioli trovati chiusi in un capannone fatiscente a Ischitella, mentre poche settimane fa a Mondragone un pastore tedesco era stato recuperato in fin di vita dopo giorni senza acqua.

Le forze dell’ordine, insieme ai veterinari e ai volontari delle associazioni locali, stanno cercando di monitorare il fenomeno che si intreccia sempre più spesso con l’illegalità diffusa e il degrado urbano di una parte del litorale domizio.

Le parole degli inquirenti

“È un territorio complesso, dove al disagio sociale si sommano reati ambientali e mancanza di controlli. Ma ogni episodio come questo dimostra che la vigilanza c’è e che la sensibilità nei confronti degli animali sta crescendo”, ha dichiarato un ufficiale dei Carabinieri impegnato nelle operazioni.

Intanto il cane salvato in via Boccherini è affidato temporaneamente a un rifugio, dove sarà curato e seguito dai veterinari. Le sue condizioni, fanno sapere dall’ASL, “sono gravi ma stabili”, e l’animale potrebbe essere presto affidato in adozione.

Castel Volturno continua a convivere con una moltitudine di emergenze sociali e ambientali: discariche, abusivismo, criminalità e, non da ultima, la questione del randagismo.

Gli animalisti del posto denunciano da tempo l’assenza di un canile comunale adeguato e la mancanza di controlli capillari: “Ogni settimana – spiegano i volontari dell’associazione Zampa Libera Domitia – riceviamo segnalazioni di animali legati a catene, chiusi in box o abbandonati nei campi. È un dramma silenzioso che va affrontato con serietà e risorse”.

Maddaloni, chiusa struttura per anziani: gravi irregolarità igieniche e pasti senza autorizzazione

Maddaloni – Cucine sporche, alimenti senza tracciabilità e nessuna autorizzazione per la preparazione dei pasti. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Maddaloni, insieme ai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Caserta, nel corso di un controllo effettuato nella mattinata di oggi, 13 ottobre 2025, all’interno di una struttura per anziani del posto.

L’ispezione rientra nei servizi di vigilanza disposti dall’Arma per garantire la sicurezza igienico-sanitaria nelle strutture socio-assistenziali della provincia di Caserta, un settore particolarmente sensibile e spesso oggetto di segnalazioni.

La scoperta: alimenti senza etichetta e cucina fuori norma

Durante i controlli, i militari hanno riscontrato numerose irregolarità nella gestione della cucina e nella documentazione obbligatoria per la somministrazione dei pasti.

All’interno della struttura è stato rinvenuto un congelatore a pozzetto posizionato sul balcone adiacente alla cucina, al cui interno erano conservati circa 20 chilogrammi di alimenti privi di etichetta, senza alcuna indicazione su origine, lotto o data di scadenza. Tutti i prodotti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo.

Le verifiche hanno inoltre accertato la totale assenza delle registrazioni previste dal sistema HACCP, il protocollo di autocontrollo che serve a monitorare i rischi alimentari.

Pasti serviti senza alcuna autorizzazione

Oltre alle carenze igieniche, è emerso che la struttura preparava e serviva pasti agli anziani ospiti senza alcun titolo autorizzativo, in violazione delle normative sanitarie previste per gli enti assistenziali.

Alla rappresentante legale della struttura sono state contestate diverse violazioni amministrative, tra cui:

mancata tracciabilità degli alimenti;

assenza di autorizzazione per la preparazione e la somministrazione dei pasti;

mancata attuazione del sistema HACCP e dei relativi registri di monitoraggio.

Struttura chiusa e ospiti trasferiti

A seguito delle gravi irregolarità accertate, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Caserta ha disposto l’allontanamento immediato dei cinque anziani ospiti, che sono stati ricondotti ai familiari o trasferiti in strutture regolarmente autorizzate.

Il provvedimento è stato seguito da un’ulteriore disposizione dell’autorità sanitaria: revoca definitiva dell’autorizzazione e chiusura della struttura, che da oggi non potrà più esercitare alcuna attività.

I controlli

L’operazione rientra in una più ampia campagna di controlli a tutela della salute pubblica e degli anziani fragili, disposta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta in sinergia con i NAS.
Negli ultimi mesi, gli ispettori hanno intensificato le verifiche nelle strutture assistenziali per contrastare situazioni di degrado o gestione irregolare che mettono a rischio la salute dei degenti più vulnerabili.

Furto al Leroy Merlin di Salerno: rubati 6.500 euro dalle casse automatiche

Un colpo studiato nei dettagli, consumato nel cuore della notte. È quanto accaduto al punto vendita Leroy Merlin di via delle Calabrie, nella zona est di Salerno, dove ignoti sono riusciti a introdursi all’interno e a portare via circa 6.500 euro dalle casse automatiche.

A dare l’allarme, intorno alle 6 del mattino, è stato il personale del negozio dopo aver notato una porta di sicurezza manomessa. Sul posto sono intervenuti gli agenti della volante e la squadra mobile della Questura, che ha subito avviato le indagini per ricostruire le fasi del furto. Gli inquirenti ritengono che i ladri abbiano agito con rapidità e precisione, puntando direttamente all’incasso custodito nelle macchine automatiche di pagamento.

La polizia scientifica ha eseguito rilievi e raccolto tracce utili per risalire ai responsabili. Decisive potrebbero rivelarsi le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza installate sia all’interno del punto vendita che lungo la strada adiacente. Gli investigatori non escludono che dietro il colpo ci sia una banda specializzata in furti con scasso ai danni di grandi esercizi commerciali.

Marcianise, arrestato per estorsione un uomo vicino al clan Verde

Una richiesta di denaro, la minaccia di fermare un cantiere e il nome di un clan usato come intimidazione. È quanto emerso da un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che ha portato all’arresto di un uomo di Marcianise, accusato di estorsione e violenza privata aggravate dal metodo mafioso.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato — insieme a un complice tuttora ricercato — avrebbe preso di mira il titolare di una ditta edile impegnata nella costruzione di alcune abitazioni nella provincia di Caserta. A bordo di un’auto a noleggio, l’uomo si sarebbe presentato nel cantiere dichiarando di appartenere al clan Verde e intimando all’imprenditore di sospendere i lavori finché non fosse stata versata una somma di denaro richiesta a titolo di “pizzo”.

L’episodio, avvenuto nel novembre del 2024, ha dato il via a un’indagine serrata condotta dai Carabinieri di Marcianise e coordinata dalla Dda di Napoli. Secondo gli investigatori, l’arrestato avrebbe costretto la vittima a rimanere sul posto per diverso tempo, probabilmente per assicurarsi una via di fuga dopo aver lanciato la minaccia. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato notificato nelle scorse ore. Le indagini proseguono per identificare il complice e accertare eventuali collegamenti con altre azioni estorsive nella zona.

Fuorigrotta, controlli nei micro-nidi: tre strutture su quattro trovate irregolari

Controlli a tappeto nel quartiere Fuorigrotta, dove la Polizia Locale di Napoli ha ispezionato quattro strutture private destinate ad attività di micro-nido per bambini sotto i tre anni. Le verifiche, condotte dagli agenti dell’Unità Operativa competente, hanno portato alla luce una situazione preoccupante: tre delle quattro strutture visitate presentavano irregolarità significative.

In due casi gli agenti hanno accertato l’assenza totale della Scia, la segnalazione certificata di inizio attività necessaria per il funzionamento dei micro-nidi. In un terzo caso, invece, è stata rilevata una violazione della capacità autorizzata, con un numero di bambini presenti ben superiore a quello consentito dalle normative. Solo la struttura di via Tansillo è risultata pienamente conforme alle regole e in possesso di tutte le autorizzazioni previste.

L’operazione rientra nel piano di controlli mirati della Polizia Locale volto a garantire la sicurezza dei minori e il rispetto degli standard igienico-sanitari e organizzativi imposti dalla legge. Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi giorni anche in altri quartieri della città, per assicurare trasparenza e legalità in un settore particolarmente sensibile come quello dell’infanzia.

Napoli, turisti irlandesi scippati in piazza Garibaldi: arrestato un 18enne

Momenti di paura nel cuore di Napoli. In piazza Garibaldi, all’incrocio con via Alessandro Poerio, una coppia di turisti irlandesi è stata aggredita e scippata in pieno giorno. La Polizia Locale, allertata da una cittadina straniera visibilmente scossa, è intervenuta immediatamente grazie all’Unità Operativa San Lorenzo. Sul posto gli agenti hanno trovato un uomo che, con grande prontezza, stava trattenendo il presunto autore dello scippo, appena avvenuto sotto gli occhi dei passanti.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il responsabile — un cittadino marocchino di 18 anni, senza documenti e senza fissa dimora — si era avvicinato ai due turisti mentre attraversavano la strada. Con un gesto improvviso, ha cinto il braccio attorno al collo dell’uomo e gli ha strappato con violenza una catenina d’oro, procurandogli una ferita alla gola.

Il giovane è stato arrestato e condotto negli uffici della Polizia Locale per gli accertamenti di rito, dove è stato identificato e fotosegnalato. Dovrà rispondere di furto con strappo, lesioni personali e soggiorno irregolare sul territorio nazionale. Il giudice, dopo la convalida dell’arresto, ha condannato il 18enne a un anno, nove mesi e dieci giorni di reclusione, con sospensione della pena.

Offerta shock dall’Arabia: l’Al-Hilal di Simone Inzaghi mette 400 milioni sul tavolo per Lamine Yamal

Il calcio arabo torna a far tremare l’Europa. Questa volta nel mirino c’è uno dei simboli del futuro blaugrana: Lamine Yamal. Secondo quanto riportato da fonti spagnole, l’Al-Hilal avrebbe messo sul piatto una cifra monstre — 400 milioni di euro — pur di convincere il Barcellona a cedere il suo gioiello classe 2007. Un’offerta che lascia senza fiato, e che conferma la volontà del club saudita, allenato da Simone Inzaghi, di attirare sotto il proprio sole anche le stelle più giovani e promettenti del calcio mondiale.

Dal Camp Nou la risposta non si è fatta attendere. Il Barça ha rispedito al mittente la proposta, definendo Yamal “incedibile”. Il 18enne, considerato l’erede naturale di Lionel Messi, è legato al club catalano da un contratto fino al 2031 con uno stipendio da 10 milioni l’anno e un bonus da 25 milioni alla firma. Eppure, davanti a un’offerta che sfiora il mezzo miliardo, nulla può dirsi davvero definitivo.

L’offensiva saudita arriva in un momento turbolento per i blaugrana. Yamal è ai box per un’infiammazione all’inguine, un problema che gli ha già fatto saltare la sfida di Liga contro il Siviglia (persa 4-1) e la convocazione con la nazionale spagnola. Nel frattempo, all’interno dello spogliatoio si respirano tensioni dopo le recenti sconfitte e i contrasti tra l’allenatore Hansi Flick e alcuni senatori del gruppo.

Tra malumori e risultati altalenanti, la tentazione araba rischia di farsi ancora più insidiosa. L’Al-Hilal promette un progetto su misura e una vetrina globale per il giovane talento, pronto a diventare il volto di una nuova era del calcio saudita. Il Barcellona, intanto, si blinda dietro il suo “no”, ma sa bene che certi numeri possono cambiare tutto. E questa, forse, è solo la prima puntata di una trattativa destinata a far discutere.

Allarme Truffa nel Mondo della Nutrizione Sportiva, promettono “Diplomi Nazionali” e “Tesserini” fantasma

Napoli– Scatta l’allarme truffa nel settore della nutrizione sportiva. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOb), per voce del suo presidente Vincenzo D’Anna, denuncia una massiccia campagna pubblicitaria ingannevole che sta promettendo il rilascio di inesistenti “diplomi nazionali” e “tesserini di tecnico sportivo” a chi si iscrive a corsi a pagamento.

L’appello è alla massima attenzione. “Un diploma che, nella realtà, non esiste”, tuona il presidente D’Anna, sottolineando come solo le persone abilitate e con un titolo riconosciuto per legge possano esercitare la professione di nutrizionista e professioni affini.

La Legge è chiara: nutrizione sanitaria

La FNOb ribadisce un principio fondamentale, spesso ignorato o strumentalizzato da questi annunci: la nutrizione è materia sanitaria. Questo significa che la competenza per elaborare piani alimentari o svolgere consulenze, specialmente in ambito sportivo, è riservata esclusivamente a professionisti qualificati e iscritti agli appositi Albi professionali.

Le figure autorizzate a svolgere l’attività di consulenza nutrizionale sono solo i Biologi e i Medici, come stabilito da normative storiche (Legge 396/1967, D.P.R. 328/2001) e dal Decreto Legislativo 502/1992.

La “Riforma dello Sport” non abilita nessuno

L’inganno si basa spesso sull’uso improprio di riferimenti legislativi. La FNOb smentisce categoricamente che il Decreto Legislativo 36/2021 e le successive modifiche, noto come “Riforma dello Sport”, preveda l’introduzione di alcuna nuova figura o abilitazione in ambito nutrizionale.

“Ogni utilizzo, peraltro improprio, di riferimenti legislativi a fini commerciali costituisce una grave lesione della trasparenza e della tutela della salute pubblica,” si legge nella nota dell’Ordine. Non c’è, dunque, nessun riconoscimento ufficiale per i titoli promessi.

A tutela sia dei professionisti regolari sia dei cittadini che rischiano di affidarsi a figure non qualificate, la Federazione ha già annunciato che inoltrerà un esposto agli Enti e alle Autorità di vigilanza. L’obiettivo è duplice: proteggere la dignità dei professionisti della nutrizione e salvaguardare la salute di atleti e tesserati dalle Federazioni sportive.

Colpi di pistola nella notte: attentato estorsivo ad Avellino e Atripalda, indagano polizia e carabinieri

Avellino – La quiete notturna dell’Irpinia è stata squarciata da raffiche di pistola: due attentati di chiara impronta estorsiva hanno colpito a distanza di poche ore, tra Avellino e la vicina Atripalda, una società di noleggio auto e moto e una concessionaria Kia.

Almeno cinque colpi esplosi da un’auto in corsa contro l’ingresso della sede della ditta in via Francesco Tedesco, nel cuore del capoluogo irpino; altrettanti, forse di più, contro la showroom della casa coreana in via Appia, a un chilometro scarso dal primo obiettivo. Nessuna vittima, per fortuna, ma un messaggio inequivocabile: “Pagate o pagherete”.

La Squadra Mobile di Avellino e i Carabinieri della locale Compagnia sono al lavoro senza sosta, setacciando le telecamere di sorveglianza e valutando se i due raid – entrambi consumati tra l’1 e le 2 di notte – siano opera della stessa mano criminale, in un territorio che da mesi geme sotto il peso di un racket che non risparmia nessuno.

La prima scena del crimine si è materializzata poco dopo la mezzanotte in via Francesco Tedesco, arteria commerciale affollata di giorno ma deserta nelle ore piccole. La società di noleggio, un punto fermo per turisti e pendolari che solcano le strade montane dell’Avellinese con auto e scooter a breve termine, ha visto la sua saracinesca crivellata da proiettili calibro 9×21, recuperati dai bossoli sparsi sull’asfalto.

“È stato un boato che ha svegliato mezzo quartiere – racconta un residente, che ha chiamato il 113 con le mani che tremavano – pensavamo a un’esplosione, invece era la mafia che bussava alla porta”. Il titolare, un imprenditore sulla sessantina con anni di esperienza nel settore, ha scoperto il danno all’alba, durante il giro di ispezione: vetri in frantumi, pareti forate, ma la struttura intatta.

“Non è la prima volta che riceviamo minacce – confida a bassa voce ai nostri cronisti, mentre i tecnici della Scientifica repertano ogni dettaglio – ma stavolta è diverso. Vogliono soldi, pizzo, chiamatelo come volete. Qui da noi, in Irpinia, le imprese sono il nostro orgoglio, ma senza protezioni statali rischi di diventare un bersaglio facile”.

A meno di dieci minuti di auto, il secondo colpo ha centrato la concessionaria Kia in via Appia, ad Atripalda, borgo pedemontano noto per le sue industrie e il suo spirito resiliente. Anche qui, un veicolo scuro – forse una berlina anonima, secondo le prime descrizioni – si è avvicinato a fari spenti, ha rallentato quel tanto che basta per scaricare una sventagliata di colpi contro la vetrina principale, e poi è svanito nella notte, direzione ignota.

I proiettili hanno sfondato i pannelli espositivi, colpendo modelli ibridi e SUV pronti per la consegna, ma senza ferire passanti o impiegati. La Kia Motor Group, che gestisce la filiale con sedi anche a Nola e in provincia di Napoli, ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza: “Siamo scossi, ma determinati a non cedere – ha dichiarato un portavoce aziendale in una nota diffusa stamane – la sicurezza dei nostri clienti e del personale viene prima di tutto, e collaboreremo appieno con le forze dell’ordine”.

L’episodio richiama alla memoria altri raid estorsivi nel Sannio e nel casertano, dove il pizzo ha già messo in ginocchio decine di attività, costringendo chiusure e delocalizzazioni.Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino, procedono a ritmo serrato.

Gli agenti della Squadra Mobile, supportati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo provinciale, stanno analizzando decine di ore di filmati dalle telecamere private e pubbliche installate lungo le vie colpite: un sistema di videosorveglianza che, grazie a fondi PNRR, copre ormai il 70% del centro urbano.

“Stiamo valutando collegamenti con episodi analoghi – spiega una fonte qualificata all’interno dell’inchiesta, che chiede l’anonimato – i modus operandi sono simili: auto in fuga, armi da fuoco, zero efferatezza ma massimo terrore. Potrebbe trattarsi di un gruppo locale, magari legato a cosche camorristiche che si spingono dall’agro aversano verso l’interno”.

Non si esclude, infatti, un’estensione del racket napoletano: negli ultimi sei mesi, l’Irpinia ha registrato un +30% di denunce per estorsione, secondo dati della Camera di Commercio, con il settore auto – noleggi e concessionarie – tra i più colpiti per il suo flusso di cassa costante.

“È un allarme rosso – tuona il presidente della Cna Avellino, intervenuto in mattinata – le piccole imprese non possono reggere questo stillicidio. Serve più intelligence e tutele concrete, non solo promesse”.Mentre la città si sveglia sotto un cielo grigio autunnale, Avellino e Atripalda vivono un misto di rabbia e paura.

I commercianti del circondario hanno già organizzato un’assemblea straordinaria per oggi pomeriggio, alla presenza del sindaco di Avellino, Antonio Genovese, che ha promesso “massima mobilitazione istituzionale”.

“Non lasceremo che la camorra detti legge nel nostro territorio – ha dichiarato in un’intervista telefonica – questi attentati sono un affronto alla nostra comunità laboriosa”. Intanto, le saracinesche restano abbassate, i vetri rotti attendono la sostituzione, e i bossoli sono nelle mani degli esperti balistici.

In una provincia che sogna di scrollarsi di dosso lo stereotipo della ‘terra dei fuochi’ per diventare polo green e turistico, episodi come questi riportano indietro l’orologio di decenni. La domanda è una sola: quanto durerà questa spirale? Le forze dell’ordine giurano di non mollare, ma per le vittime, il conto alla rovescia è già iniziato. L’Irpinia non si arrende, ma ha bisogno di armi migliori per combattere il suo nemico invisibile.

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