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Juve di nuovo sotto la lente dell’Uefa: indagine per Fair Play Finanziario sul triennio 2022-2025.

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Torino – La Juventus torna nel mirino dell’Uefa. Dopo le note vicende che negli ultimi anni hanno intrecciato i binari sportivi e giudiziari del club bianconero, ora tocca al Fair Play Finanziario.
L’organo di controllo di Nyon ha infatti aperto un procedimento nei confronti della società per un presunto sforamento dei parametri economici relativi al triennio 2022/2023–2024/2025.

A renderlo noto è stata la stessa Juventus, attraverso la relazione finanziaria al 30 giugno 2025, dove si legge che “il Gruppo ha ricevuto da Uefa la comunicazione di apertura di un procedimento per il potenziale sforamento dello stesso per il triennio”.

L’esito dell’indagine è atteso per la primavera del 2026, e verrà determinato tenendo conto delle prospettive economiche e finanziarie del club per l’anno in corso e per i successivi.

 Possibili sanzioni ma nessun allarme sportivo

Dalla Continassa, tuttavia, trapela una certa tranquillità. Il club sottolinea che le eventuali conseguenze del procedimento non dovrebbero comportare scossoni sul piano sportivo.
“Potrebbe dare origine a una possibile sanzione economica – si legge nel documento – di importo presumibilmente non rilevante, oltre che a possibili restrizioni sportive, come limitazioni nella registrazione di nuovi calciatori nelle liste delle competizioni Uefa”.

Si tratterebbe dunque, secondo le prime valutazioni, di un richiamo più formale che sostanziale, un segnale di attenzione piuttosto che una vera e propria stangata come quella che in passato aveva travolto i conti bianconeri.

Assemblea degli azionisti e nuovo Cda in arrivo

Sul fronte societario, si avvicina un appuntamento cruciale: l’assemblea degli azionisti del 7 novembre, alla vigilia del derby della Mole.

In quella sede verranno nominati i nuovi membri del Consiglio di amministrazione.
La lista di Exor, azionista di maggioranza con il 65,4% del capitale, comprende Antonio Belloni, Gianluca Ferrero, Guido de Boer, Damien Comolli, Laura Cappiello, Fioranna Vittoria Negri, Kerstin Andrea Lutz, Diva Moriani e Diego Pistone, con Gianluca Ferrero proposto come presidente del nuovo Cda.

La Tether Investments, titolare dell’11,5%, ha invece presentato una lista più corta: Francesco Garino e Zachary Lyons.

Assente, e non per caso, Maurizio Scanavino, amministratore delegato uscente, che concluderà il proprio mandato proprio il 7 novembre.

Nel suo bilancio finale, Scanavino ha ricordato il triennio alla guida del club come un periodo di “sfide complesse e successi di resilienza”:

“L’obiettivo era chiaro: avviare un percorso fondato sulla sostenibilità economica e sulla competitività sportiva. Con il sostegno della proprietà e di colleghi di talento abbiamo affrontato momenti difficili con determinazione. Porterò con me emozioni uniche e guardo al futuro della Juventus con fiducia”.

Tudor guarda al Como: Vlahovic in vantaggio, Bremer ai box

Sul piano tecnico, intanto, Igor Tudor lavora alla Continassa con la mente rivolta alla trasferta di Como, dove la Juve tornerà in campo a caccia di una vittoria che manca dal 13 settembre.

Il tecnico croato, dopo aver ritrovato i nazionali, ha iniziato a provare le prime mosse tattiche. L’assenza di Bremer spinge verso una difesa con Rugani centrale, affiancato da Gatti e Kelly, mentre sulle corsie laterali dovrebbero agire Kalulu e Cambiaso.
In mediana spazio al tandem Locatelli–Thuram, mentre davanti Vlahovic appare in vantaggio su Openda e David, supportato da Conceição e Yildiz.

La Juventus, dunque, affronta una nuova fase di transizione. Sullo sfondo, una dirigenza in evoluzione e un’indagine Uefa che – seppur senza allarmi immediati – riporta il club sotto i riflettori internazionali.

Sul campo, invece, la priorità resta ritrovare continuità di risultati e consolidare il progetto tecnico di Tudor.

In attesa che la primavera 2026 chiarisca il destino finanziario del club, la Juventus prova a guardare avanti: tra sostenibilità, ricostruzione e la solita, eterna, ricerca della vittoria.

Schmeichel furioso con il Man United: “Hojlund e McTominay al Napoli? Un errore madornale”

Ecco lo Schmeichel furioso con il Man United: Perplessità, delusione e un velo di rabbia.

Questi sono i sentimenti che Peter Schmeichel, icona eterna del Manchester United e leggendario portiere danese, non riesce a nascondere quando parla del suo ex club.

Vincitore di tutto con i Red Devils – cinque Premier League, una Champions e una FA Cup sotto la guida di Sir Alex Ferguson – e artefice del trionfo danese all’Europeo del 1992, Schmeichel non ha peli sulla lingua nel podcast BBC Sacked in the Morning.

L’attacco è frontale: il club ha commesso un grave errore lasciando andare Rasmus Hojlund e Scott McTominay al Napoli, optando invece per un colpo di mercato che, a suo dire, puzza di favoritismi e miopia strategica.La scintilla è accesa dalle recenti fortune dei due ex rossoblù in Serie A.

McTominay, ceduto l’estate scorsa per 30,5 milioni di euro al Napoli – dove è diventato un pilastro del centrocampo del campione d’Italia, con gol decisivi e un ruolo da leader –, e Hojlund, prestato ai partenopei per la stagione 2025/26 dopo un’annata tribolata al United.

Il danese, arrivato a Old Trafford nel 2023 con l’etichetta di predestinato, ha trovato nuova linfa sotto il sole di Napoli: già tre gol in cinque partite, servito da assist come manna dal cielo da un Kevin De Bruyne in forma smagliante.

«Lo dico da due anni e mezzo: Hojlund è un attaccante da 25 gol a stagione, ma aveva bisogno di essere seguito», tuona Schmeichel nel podcast. «Basta vedere cosa sta facendo al Napoli con De Bruyne e McTominay: segna gol. Lo abbiamo lasciato andare basandoci sulle statistiche – pochissimi centri la scorsa stagione – e abbiamo preso Sesko. Perché? Perché il nostro direttore viene dal Lipsia, ex club di Sesko, e deve lasciare il segno».

Il riferimento è al trasferimento bomba di Benjamin Sesko, 22enne sloveno prelevato dal RB Lipsia per 85 milioni di euro ad agosto. Un investimento record che, secondo l’ex portiere, ha mandato all’aria l’equilibrio della rosa: Hojlund in panchina, Antony ceduto al Betis e un attacco che arranca in Premier League, con soli 8 gol in 8 giornate.

Schmeichel non risparmia critiche al direttore sportivo, Dan Ashworth, accusato di aver privilegiato legami personali a scapito di una visione a lungo termine. E su McTominay? «Cosa ci fa al Napoli? È un giocatore da Manchester United», sbotta il 61enne, che vede nel centrocampista scozzese la vittima sacrificale di una politica tattica rigida.

«Il problema era la sua versatilità: gli allenatori non si fidavano di lui per costruirgli una squadra attorno, perché non sapevano dargli una collocazione precisa. Vogliono specialisti, non jolly. Lui è stato penalizzato più volte. Onestamente, non capisco perché Hojlund e McTominay siano al Napoli.

Non c’era nessuno con più entusiasmo di Hojlund qui: tifava United da quando aveva 10 anni, i tifosi lo adoravano perché lavorava sodo e non si lamentava mai».Le parole di Schmeichel riecheggiano un coro di lamentele che serpeggia tra gli ex Red Devils. Paul Scholes, altra bandiera del club, aveva già puntato il dito contro la “decisione wired” di cedere i due per inseguire Sesko, definendola un “gioco di ego” che rischia di costare caro in corsa scudetto.

Intanto, i numeri parlano chiaro: al Napoli, Hojlund viaggia al ritmo di un gol ogni 120 minuti, contro i miseri 0,4 del suo ultimo anno a Manchester. McTominay, invece, ha già collezionato due assist e un gol vincente contro la Juventus, contribuendo al 100% di vittorie in trasferta dei partenopei.

Secondo un report Opta, la Serie A ha visto un +15% di “furti di talenti” dalla Premier negli ultimi due anni, con club come il Napoli che, grazie a un budget oculato, stanno rosicchiando margini ai giganti inglesi in crisi di identità.Per Schmeichel, che ha appeso i guanti al chiodo nel 2003 dopo una carriera da sogno (premio Yashin come miglior portiere del Mondiale 1998), questa è più di una critica tattica: è un grido d’allarme per un United che, post-Ferguson, brancola nel buio.

«La sicurezza non è solo vincere trofei, ma costruire fiducia», sembra dire l’ex numero 1, parafrasando il suo mantra. Mentre il Vesuvio illumina le notti azzurre di Hojlund e McTominay – con i tifosi napoletani che già cantano inni in loro onore –, a Old Trafford resta l’amaro in bocca.

In un calcio sempre più globalizzato, dove i trasferimenti milionari si mischiano a storie di riscatti personali, Schmeichel ci ricorda che il vero valore di un giocatore non sta nei numeri freddi, ma nel cuore che batte per una maglia. E il United, forse, dovrebbe imparare a fidarsi di più del suo.

SuperEnalotto, sfiora il colpo milionario: nessun “6”, ma due “5” da oltre 82mila euro

Roma– C’è chi ha sfiorato il sogno e chi ci riproverà nel prossimo concorso con il fiato sospeso. Anche l’estrazione del SuperEnalotto di oggi, giovedì 16 ottobre 2025, non ha regalato il fatidico “6”, ma ha lasciato in giro per l’Italia un’ondata di piccoli e medi vincitori, oltre a una buona dose di curiosità.

La combinazione vincente del concorso n.165 è:
7 – 44 – 45 – 58 – 76 – 80. Numero Jolly: 77. Numero Superstar: 13.

Nessun fortunato ha centrato né il “6” né il “5+1”, ma la dea bendata non ha completamente voltato le spalle: sono stati centrati due “5”, ognuno da 82.312,95 euro, una cifra che di certo addolcisce la delusione di essere arrivati a un passo dal colpaccio.

I premi di giornata

Ecco il dettaglio delle quote vincenti del SuperEnalotto e del Superstar per il concorso n.165 di oggi:

SuperEnalotto

  • Punti 6: 0 → €0,00

  • Punti 5+: 0 → €0,00

  • Punti 5: 2 → €82.312,95

  • Punti 4: 381 → €439,05

  • Punti 3: 15.504 → €32,53

  • Punti 2: 267.216 → €5,86

SuperStar

  • Punti 6SB: 0 → €0,00

  • Punti 5+SB: 0 → €0,00

  • Punti 5SS: 0 → €0,00

  • Punti 4SS: 2 → €43.905,00

  • Punti 3SS: 97 → €3.253,00

  • Punti 2SS: 1.808 → €100,00

  • Punti 1SS: 13.682 → €10,00

  • Punti 0SS: 31.111 → €5,00

Seconda Chance e WinBox:

  • Vincite Seconda Chance da 50€: 95 (totale €4.750,00)

  • Vincite Seconda Chance da 3€: 14.277 (totale €42.831,00)

  • Vincite WinBox 1: 1.999 (totale €49.975,00)

  • Vincite WinBox 2: 232.149 (totale €472.932,00)

Montepremi complessivo per il prossimo “6”: €65.500.000,00.

Curiosità e statistiche

Il numero 77, uscito come Jolly, è uno dei più “attesi” del SuperEnalotto: mancava da oltre 40 estrazioni.
Il 13, numero Superstar di oggi, invece continua a confermare la sua fama di portafortuna “strano”: è uno dei numeri più estratti del 2025, nonostante la superstizione che spesso lo accompagna.

In aumento anche il numero dei vincitori delle WinBox e della Seconda Chance, segno che sempre più giocatori partecipano anche alle modalità istantanee del concorso, che regalano piccoli premi immediati.

La febbre del “6” sale di nuovo

Con un jackpot che tocca quota 65,5 milioni di euro, cresce l’attesa per il prossimo appuntamento.
Da settimane, il “6” sembra giocare a nascondino, alimentando la speranza dei giocatori e il fascino di un gioco che, tra numeri, superstizioni e rituali, continua a far sognare milioni di italiani.

Estrazioni del Lotto e 10eLotto di oggi: il 61 si conferma “numero magico”

È stata un’estrazione ricca di curiosità e coincidenze quella di oggi per il Lotto e il 10eLotto, con alcuni numeri che sembrano voler sfidare la sorte e ripresentarsi con insistenza su più ruote.

Il protagonista indiscusso di questa estrazione è il numero 61, comparso ben tre volte — su Bari, Firenze e Venezia — una vera e propria “tripla gemella” che ha già acceso l’entusiasmo dei giocatori affezionati alle cabale numeriche.

E non finisce qui: a fare compagnia al 61 c’è anche il numero 43, estratto a Milano e Roma, e il numero 84, apparso sia sulla ruota di Palermo che su quella di Roma. Segni, coincidenze o semplici statistiche? A voi la scelta, ma il fascino del Lotto è proprio questo: ogni estrazione ha la sua storia, fatta di ritorni e sorprese.

A Napoli, città simbolo della smorfia, spicca un terno carico di significati: 18, 78 e 89. Il 18 (“il sangue”), il 78 (“la bella figlia”) e l’89 (“la vecchia”) compongono una combinazione tanto curiosa quanto “napoletana”, capace di stimolare l’immaginazione di chi da sempre cerca nei numeri un messaggio nascosto.

Ecco nel dettaglio le estrazioni del Lotto di oggi:

  • BARI: 03 – 66 – 37 – 18 – 61

  • CAGLIARI: 26 – 22 – 85 – 20 – 43

  • FIRENZE: 29 – 61 – 85 – 67 – 75

  • GENOVA: 40 – 63 – 74 – 19 – 78

  • MILANO: 43 – 80 – 34 – 54 – 70

  • NAPOLI: 18 – 78 – 89 – 15 – 27

  • PALERMO: 38 – 84 – 88 – 06 – 62

  • ROMA: 60 – 14 – 40 – 84 – 43

  • TORINO: 51 – 62 – 58 – 65 – 52

  • VENEZIA: 07 – 61 – 48 – 63 – 87

  • NAZIONALE: 60 – 36 – 11 – 28 – 31

10eLotto: il 3 porta fortuna, oro e doppio oro

Anche il 10eLotto di oggi ha regalato una combinazione densa di significati e simbolismi.
I numeri vincenti sono:
03 – 07 – 14 – 18 – 22 – 26 – 29 – 37 – 38 – 40 – 43 – 51 – 60 – 61 – 62 – 63 – 66 – 78 – 80 – 84

Il Numero Oro è il 3, mentre il Doppio Oro è formato da 3 e 66, due cifre che si ritrovano anche nella ruota di Bari e che oggi potrebbero trasformarsi in un amuleto per chi ama giocare sulle ripetizioni fortunate.

 Curiosità e statistiche

  • Il 61 è stato il numero più ricorrente dell’estrazione.

  • Il 43 e l’84 compaiono entrambi su due ruote diverse.

  • Napoli e Roma registrano combinazioni “calde” con numeri che storicamente anticipano vincite importanti.

Come sempre, la sorte ama nascondersi dietro i numeri: chissà che proprio questa volta non tocchi a voi scoprirne il significato vincente.

Napoli, spaccio in Piazza San Francesco a Capuana: arrestato un 31enne senegalese

Napoli — Continua l’attività di controllo straordinario del territorio disposta dalla Questura di Napoli per contrastare lo spaccio di droga nel centro storico.

Nella serata di ieri, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno arrestato un 31enne di origine senegalese, irregolare sul territorio nazionale, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento è scattato in via Cesare Rosaroll, nei pressi di piazza San Francesco a Capuana, area già da tempo sotto osservazione per la presenza di spacciatori e piccoli pusher.

I poliziotti, durante un servizio di pattugliamento, hanno notato l’uomo mentre, con fare sospetto, cedeva un piccolo involucro in cambio di una banconota a un altro soggetto che si è poi allontanato rapidamente tra i vicoli.

Il tentativo di fuga e la scoperta della droga

Gli agenti sono immediatamente intervenuti per bloccare il 31enne, che ha tentato di divincolarsi e opporre resistenza al controllo.

Dopo una breve colluttazione, è stato fermato e sottoposto a perquisizione personale: addosso gli sono stati trovati tre involucri contenenti crack, uno di cocaina e circa 80 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Il materiale è stato sequestrato, mentre l’uomo è stato accompagnato negli uffici di polizia per gli accertamenti di rito.

L’arresto e il contrasto allo spaccio nel centro storico

Al termine delle formalità, il 31enne è stato tratto in arresto e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi straordinari di prevenzione e controllo predisposti dalla Questura di Napoli nelle aree sensibili del centro cittadino, con l’obiettivo di arginare i fenomeni di microcriminalità e traffico di droga che interessano in particolare le zone di Capuana, Forcella e Porta Nolana.

Napoli anziana ladra per necessità al supermercato: un avventore le paga la spesa

Napoli anziana ladra in un supermercato e il gesto che ha sciolto il cuore di tutti.

In un pomeriggio qualunque di via Arenaccia, nel cuore pulsante del quartiere Arenella, un episodio che sembrava destinato a sfociare in una denuncia per furto si è trasformato in un inno all’umanità.

Una donna anziana, con le mani tremanti e lo sguardo basso, è stata sorpresa dalle guardie giurate mentre tentava di varcare l’uscita di un supermercato locale con una borsa contenente pochi essenziali: un pacco di pasta, una pagnotta e una bottiglia di latte.

Valore totale? Meno di 10 euro. Ma dietro quel gesto disperato, si nascondeva una storia di solitudine e povertà che ha commosso tutti i presenti.La scena si è consumata intorno alle 15 di ieri, in un punto vendita affollato di famiglie e pensionati, dove la vita quotidiana scorre tra scaffali di prodotti scontati e code alle casse.

L’anziana, una signora di circa 75 anni che vive a pochi isolati dal supermercato, è stata intercettata dal sistema di allarme anti-taccheggio. “Mi dispiace, non volevo fare del male”, avrebbe balbettato lei, visibilmente provata, mentre le guardie private la accompagnavano in un angolo discreto del negozio.

Con voce rotta dall’imbarazzo, ha raccontato la sua vita: rimasta vedova da soli sei mesi, dopo una vita passata a curare marito e figli, si ritrova ora sola in un appartamento angusto. La pensione minima – poco più di 500 euro al mese – non copre più bollette, medicine e quel minimo di cibo per arrivare a fine giornata.

“I prezzi salgono, ma la mia pensione no”, ha confessato, stringendo tra le dita un vecchio portafoglio logoro.Il personale del supermercato, dopo un breve confronto interno, ha optato per la via della clemenza: la merce è stata recuperata dagli scaffali senza clamore, e nessuna denuncia è stata sporta.

“Non è una criminale, è una persona in difficoltà”, ha spiegato un dipendente che ha preferito restare anonimo, sottolineando come questi episodi siano sempre più frequenti in un contesto economico segnato dall’inflazione galoppante.

Secondo i dati Istat diffusi la scorsa settimana, a Napoli oltre il 25% degli over 65 vive in povertà relativa, con un aumento del 15% rispetto al 2023 proprio a causa del caro-vita su alimentari e utenze. Storie come questa non sono isolate: nei mesi scorsi, simili “furti di sopravvivenza” hanno riempito le cronache locali, da Pozzuoli a Scampia, dove la crisi post-pandemia morde ancora.

Ma è qui che entra in scena il vero protagonista di questa vicenda: Giuseppe Alviti, presidente dell’Associazione Nazionale Guardie Giurate, casualmente presente nel supermercato per un controllo di routine. Dopo aver ascoltato il racconto della donna – un monologo interrotto solo da singhiozzi – Alviti non ha esitato.

Ha tirato fuori il portafoglio e, con un gesto rapido e discreto, ha saldato il conto alla cassa: pasta, pane e latte sono tornati nelle mani della signora, avvolti in un sacchetto anonimo. “Non si tratta di soldi, ma di dignità”, ha dichiarato Alviti a Il Mattino, contattato per un commento.

“In un mondo dove le regole sono rigide, a volte bisogna ricordare che dietro ogni errore c’è una persona. Ho visto nei suoi occhi la paura di essere giudicata, e non potevo ignorarla. È un piccolo atto, ma spero ispiri altri”.

L’episodio ha rapidamente fatto il giro del quartiere, grazie a un video girato da un cliente e condiviso sui social, che ha raccolto migliaia di like e commenti commossi. “Napoli è così: aspra fuori, ma con un cuore grande”, scrive un utente su Facebook. Non è la prima volta che Alviti, napoletano doc con oltre 20 anni di esperienza nel settore della sicurezza privata, si distingue per iniziative solidali.

L’associazione da lui presieduta, che conta migliaia di iscritti in tutta Italia, ha già promosso campagne di raccolta fondi per famiglie in difficoltà durante l’emergenza Covid, distribuendo oltre 50mila euro in buoni spesa. “La sicurezza non è solo prevenire reati, ma anche prevenire la disperazione”, è il suo motto, che riecheggia in questa storia.

In un’Italia dove il divario tra ricchi e poveri si allarga – con il 20% della popolazione over 65 a rischio esclusione sociale, secondo un report Caritas – gesti come questo diventano simboli potenti. La signora, che ha rifiutato di rivelare il suo nome per pudore, ha lasciato il supermercato con un sorriso timido e un “Grazie” sussurrato.

Per lei, quel sacchetto non era solo cibo: era un ponte verso la speranza, un reminder che, in mezzo al caos di via Arenaccia, c’è ancora spazio per la gentilezza. E mentre il sole tramontava sul Vesuvio, Napoli ha dimostrato, una volta di più, che la vera forza di una città sta nelle sue persone.

Napoli Centrale, aggredisce il personale di sicurezza: arrestato 22enne gambiano

Momenti di tensione sabato scorso nella stazione di Napoli Centrale. Un 22enne di origini gambiane è stato arrestato dalla Polizia di Stato dopo una violenta aggressione contro il personale di sicurezza di Ferrovie dello Stato. L’uomo, privo di biglietto, ha tentato di superare i gate d’accesso colpendo un operatore di FS Security. Subito dopo ha strappato dal collo della guardia il cartellino identificativo e si è impossessato della radio aziendale, cercando di fuggire.

L’aggressore, in evidente stato di agitazione, si è poi scagliato con calci e pugni contro il personale di vigilanza e contro le guardie giurate intervenute in supporto, arrivando persino a mordere una mano a uno degli addetti. Gli agenti del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, impegnati nei controlli all’interno dello scalo, sono intervenuti tempestivamente riuscendo, non senza difficoltà, a immobilizzarlo.

Una volta condotto negli uffici della Polfer, il giovane ha continuato a dare in escandescenze, sferrando un calcio contro una porta e danneggiandola. Per lui è scattato l’arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e furto con strappo. L’episodio ha destato preoccupazione tra i passeggeri e il personale ferroviario, riaccendendo il tema della sicurezza all’interno delle grandi stazioni italiane.

Tragedia a Napoli: donna muore cadendo da un terrazza in vico Nocelle

Tragedia a Napoli: oggi pomeriggio una donna è morta, dopo essere precipitata dal terrazzo di un palazzo nel cuore del centro storico.

La tragedia è avvenuta intorno alle 13:00 in vico delle Nocelle, una stretta viuzza non lontana da via Salvator Rosa, in un’area densamente popolata e ricca di vita.

Il volo mortale nel vicolo stretto

La vittima, la cui identità non è stata ancora resa nota, ha perso la vita cadendo da un’altezza di circa 20 metri. Il corpo è stato ritrovato nella parte più angusta del vicolo, dove la donna sarebbe atterrata dopo il volo mortale. Secondo le prime ricostruzioni, la caduta sarebbe avvenuta direttamente dal terrazzo dell’appartamento.

I soccorsi: nulla da fare per i sanitari

Sul posto è scattato immediatamente l’allarme. Sono intervenuti i sanitari del 118 dell’ASL Napoli 1 Centro, arrivati pochi minuti dopo la chiamata di alcuni residenti che avevano sentito il tonfo. I medici, tuttavia, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della donna, avvenuto quasi certamente al momento dell’impatto con il suolo.

Ad assicurare i luoghi e avviare le indagini per fare luce sulla dinamica dell’accaduto sono giunti anche numerosi agenti della Polizia di Stato. Gli investigatori sono al lavoro per interrogare i testimoni e ricostruire l’ultima ora della donna, al momento sola in casa.

Il silenzio rotto nel vicolo

La tragedia ha gettato nello sgomento l’intero quartiere. Il vicolo, solitamente animato da voci e dai rumori della vita quotidiana, si è trasformato in un luogo di lutto e cordoglio. Mentre gli agenti procedevano ai rilievi, un gruppo di residenti si è raccolto in preghiera poco distante.

Le indagini della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura di Napoli, sono ora concentrate sull’accertamento delle cause della caduta. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un tragico incidente, di un malore o di un gesto volontario.

Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e ascoltando i familiari della vittima per ricostruire le sue ultime ore di vita.

Il ministro Abodi: “Europei senza Napoli? Inimmaginabile, ma possibile”

Parole che pesano quelle pronunciate a Napoli dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Intervenuto al circolo Ilva di Bagnoli durante l’incontro “Lo sport per tutti. Dalla Costituzione al territorio”, il ministro ha parlato dei preparativi per gli Europei di calcio del 2032, che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia. E lo ha fatto con una frase che suona come un monito: “Un Europeo senza Napoli è inimmaginabile, ma è possibile”.

Abodi ha risposto così a una domanda sui tempi e sulle priorità legate alla questione stadi, sottolineando la necessità di agire in fretta. “Il tempo corre”, ha detto, ricordando come la città partenopea, insieme ad altre sedi candidate, debba accelerare per non restare indietro. Nel suo intervento, il ministro ha accennato anche all’America’s Cup, che Napoli spera di ospitare nei prossimi anni, definendo entrambi gli eventi “priorità con caratteristiche differenti”.

Ma è chiaro che l’attenzione resta puntata sul calcio e sulla possibilità che il Maradona, impianto simbolo del Sud, possa rischiare di non rientrare tra le sedi scelte per la competizione. Parole che accendono il dibattito politico e sportivo in città, dove il rischio di un Europeo “senza Napoli” è qualcosa che nessuno vuole nemmeno immaginare — ma che, come ha ricordato Abodi, non può più essere escluso.

Truffa del “finto incidente” ai danni di un’anziana: arrestato un 19enne di Aversa

Napoli, 16 ottobre 2025 – Ancora una truffa ai danni di un’anziana, ma stavolta il raggiro è finito con un arresto. La Polizia di Stato ha fermato a Scampia un 19enne di Aversa, accusato di truffa aggravata, e denunciato il suo complice, un 45enne, per lo stesso reato.
I due avevano appena messo in scena la classica truffa del “finto incidente”. Il giovane si era presentato ad Aprilia a casa di una donna anziana, fingendo di dover riscuotere un risarcimento per un presunto sinistro in cui sarebbe stata coinvolta la figlia della vittima. La donna, spaventata e convinta della storia, aveva consegnato numerosi monili in oro, per un valore di oltre 10.000 euro.

Poche ore dopo, però, il piano è crollato. Durante un normale controllo del territorio in via Tancredi Galimberti, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno notato due persone a bordo di un’auto con un atteggiamento sospetto. Alla perquisizione, il 19enne è stato trovato con un borsello pieno di gioielli. Interrogato, non ha saputo spiegare la provenienza degli oggetti.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di collegare il bottino alla truffa appena consumata ad Aprilia. L’intervento tempestivo della Polizia ha permesso non solo l’arresto del giovane, ma anche la restituzione dei preziosi alla loro legittima proprietaria.
Un finale positivo, in una vicenda che ripropone la necessità di mantenere alta l’attenzione verso una delle truffe più subdole e diffuse ai danni degli anziani.

Lukaku accelera il recupero: nel mirino la Supercoppa contro il Milan

Romelu Lukaku non vuole più aspettare. Il centravanti del Napoli, fermo per una lesione al retto femorale sinistro rimediata con la maglia del Belgio, ha intensificato il lavoro di recupero e punta con decisione a rientrare in campo per la Supercoppa italiana contro il Milan del 18 dicembre.

Tra sedute in piscina e lavoro in palestra, Big Rom segue un programma personalizzato, con la determinazione di chi vuole tornare protagonista nel momento più caldo della stagione. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Lukaku tornerà in Italia a metà novembre per aggiornare lo staff medico azzurro sui progressi e fissare la road map definitiva verso il pieno recupero. Antonio Conte, intanto, sogna di poter contare su di lui in coppia con Hojlund, autore di un avvio di stagione esplosivo.

Dal punto di vista burocratico, nessun problema: il Napoli potrà reinserirlo in lista Serie A in qualsiasi momento, modificando due elementi della rosa. Nel frattempo, Lukaku segue i compagni a distanza da Bruxelles e alimenta la fame di campo. Il conto alla rovescia è iniziato: il 18 dicembre, contro il Milan, vuole esserci. Per riprendersi il Napoli e la scena.

Assomusica porta il made in Italy musicale al WOMEX 2025 in Finlandia

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Roma, 16 ottobre 2025 – La musica italiana parla ancora una volta al mondo. Anche per l’edizione 2025 del WOMEX – Worldwide Music Expo, in programma a Tampere (Finlandia) dal 22 al 26 ottobre, Assomusica sarà tra i promotori del Padiglione ITALY@WOMEX, confermando il proprio ruolo di punta nella promozione internazionale della musica dal vivo e dell’intero ecosistema creativo italiano.

Il Padiglione sarà un vero e proprio hub di incontri, showcase e workshop pensato per creare connessioni e nuove opportunità di collaborazione. Un crocevia dove artisti, professionisti e imprese potranno raccontare l’identità musicale italiana contemporanea, tra radici e innovazione.

Il progetto è coordinato e finanziato da ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e vede tra i promotori, insieme ad Assomusica, Puglia Sounds, la Regione Emilia-Romagna (attraverso ATER Fondazione e la Music Commission), la Sicily Music Conference e la rete di festival Italian World Beat.

“Partecipare al WOMEX significa dare spazio e visibilità alla musica italiana in un contesto internazionale – spiega Carlo Parodi, presidente di Assomusica. Il Padiglione ITALY@WOMEX è un’occasione concreta per far conoscere le nostre imprese, creare nuove relazioni e rafforzare il made in Italy musicale nel mondo”.

Un impegno che si inserisce in un momento di crescita strutturale per il settore. Secondo il Rapporto SIAE 2024, in Italia sono stati organizzati oltre 38.900 concerti di musica popolare contemporanea, con 24 milioni di spettatori e un fatturato di quasi 900 milioni di euro. Dietro questi numeri c’è una rete di imprese, professionisti e creativi che fanno della qualità e della collaborazione i pilastri del successo del live italiano.

Omicidio Vassallo: rinviato il presidio per il Colonnello Cagnazzo dopo la tragedia di Castel d’Azzano 

Salerno – Il sostegno pubblico al Colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo, imputato nel processo per l’omicidio dell’ex sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, è stato sospeso in segno di lutto. La manifestazione, prevista per domani, 17 ottobre, nei pressi del Tribunale di Salerno, è stata rinviata a data da destinarsi su espressa richiesta dello stesso ufficiale.

La decisione è maturata a seguito della drammatica tragedia di Castel d’Azzano, dove tre Carabinieri hanno perso la vita in servizio. Un lutto che ha imposto di ridefinire l’ordine delle priorità.

La nota del Colonnello: silenzio e cicinanza

Il presidio era stato organizzato da parenti e amici di Cagnazzo con l’intento di esprimere “vicinanza concreta a chi sta lottando per la verità e la giustizia”, soprattutto dopo l’avvio dell’udienza preliminare lo scorso 16 settembre. L’ufficiale, tuttavia, ha voluto anteporre il rispetto per il dolore dell’Arma.

In una nota diffusa dalla sua famiglia, Cagnazzo ha chiesto il rinvio, “abbracciando le oltre 250 persone che erano pronte a raggiungere Salerno”. Ha poi espresso un sentito omaggio ai colleghi scomparsi:

“È fondamentale onorare con il silenzio e la vicinanza i morti e i feriti dei tragici fatti di Castel d’Azzano, il sacrificio di chi seguendo la strada del dovere è passato avanti,” ha dichiarato Cagnazzo, definendo i Carabinieri caduti “tre fratelli d’arma”.

Il processo e la fiducia nella magistratura

Il Colonnello Fabio Cagnazzo è imputato nell’inchiesta sull’omicidio Vassallo insieme all’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, a Romolo Ridosso, all’imprenditore Giuseppe Cipriano e a Giovanni Cafiero.

Nonostante il rinvio del presidio, Cagnazzo ha voluto ribadire la sua posizione sulla vicenda giudiziaria. Forte della sua “assoluta estraneità ai fatti contestati”, si dice “certo di tornare presto operativo nell’Arma, avendo piena e incrollabile fiducia nella magistratura”.

“Verrà il giorno della giustizia. Oggi è il giorno del dolore, sempre fieri degli alamari cuciti sulla pelle,” conclude l’ufficiale, unendo il suo dramma personale al cordoglio dell’intera Istituzione.

Sigilli a Pianura: sequestrato centro sportivo abusivo su 10mila mq

Napoli – Un paradiso per gli appassionati del pallone trasformato in un caso emblematico di abusivismo edilizio: la Polizia Locale di Napoli ha posto sotto sequestro un intero complesso sportivo a Pianura, nel cuore della periferia ovest della città.

L’impianto, esteso su un’area di circa 10mila metri quadrati, ospitava quattro campi da calcetto, spogliatoi, uffici, un bar e un parcheggio scoperto, ma mancava completamente dei titoli autorizzativi necessari.

Il blitz, condotto dall’Unità Operativa Fuorigrotta, ha portato al deferimento del titolare all’Autorità Giudiziaria per gravi violazioni della normativa urbanistica e del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Un’operazione che arriva in un momento di intensificazione dei controlli contro l’illegalità edilizia, in una Napoli flagellata da abusi che divorano suolo e risorse pubbliche.

L’intervento è scattato nelle prime ore del mattino, quando gli agenti, a seguito di segnalazioni e accertamenti preliminari, hanno fatto irruzione nella struttura situata in una zona residenziale ad alta densità abitativa.

Il complesso, che da anni fungeva da punto di riferimento per tornei amatoriali e allenamenti giovanili, è stato dichiarato abusivo in toto: nessuna concessione edilizia, nessun certificato di agibilità, e zero autorizzazioni per l’esercizio delle attività commerciali annesse, come il bar e il parcheggio.

Con il sequestro preventivo, l’accesso all’impianto è stato interdetto, e le attrezzature sono state inventariate in vista di ulteriori verifiche.Il titolare, un imprenditore locale di 52 anni – il cui nome è coperto da segreto investigativo – è ora accusato di reati che potrebbero valere anni di carcere e sanzioni pecuniarie milionarie.

Le violazioni spaziano dall’occupazione abusiva di suolo pubblico alla gestione non autorizzata di impianti ricettivi, passando per la mancanza di misure di sicurezza antincendio e igienico-sanitarie.

Fonti investigative rivelano che l’impianto, eretto progressivamente negli ultimi cinque anni, aveva già attirato l’attenzione per rumori molesti e afflusso irregolare di veicoli, culminando in denunce anonime da parte di residenti esasperati.

Questo sequestro non è un caso isolato, ma l’ennesimo capitolo di una piaga cronica che affligge Napoli e la sua area metropolitana. Solo quest’anno, la Polizia Locale ha sigillato diverse strutture abusive, tra cui due complessi residenziali a Soccavo per mancanza di autorizzazioni, con un’operazione che ha coinvolto villette e annessi senza permessi.

A livello regionale, i sequestri per abusi edilizi hanno toccato picchi record, con casi eclatanti come quello dell’Immobile Academy a Torre del Greco, dove un centro sportivo di prestigio è finito sotto inchiesta per edificazioni irregolari e smaltimento illecito di rifiuti, coinvolgendo sei indagati tra cui familiari del calciatore Ciro Immobile.

Secondo dati del Comune di Napoli, nel 2025 sono stati oltre 150 gli interventi contro l’abusivismo, con un focus su periferie come Pianura, dove la pressione demografica e la carenza di spazi pubblici spingono verso soluzioni “fai-da-te” che spesso sfociano in tragedie, come i crolli o gli incendi dovuti a impianti non a norma.

Le ripercussioni immediate sul territorio sono tangibili: centinaia di giovani calciatori e famiglie si trovano senza un punto di aggregazione, e il quartiere – già segnato da degrado e disoccupazione giovanile – perde un pezzo di “socialità pulita”. L’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato ai Lavori Pubblici, ha annunciato un sopralluogo per valutare un possibile recupero dell’area a fini pubblici, trasformandola in un vero polo sportivo legale.

Blitz nel cuore della Terra dei Fuochi: sigilli a fabbrica di infissi a Villa Literno

Villa Literno  – Il sole calante del pomeriggio di ieri, 15 ottobre, ha illuminato una scena da cronaca nera ambientale: i Carabinieri della Stazione locale, spalle a spalle con gli esperti dell’ARPAC Campania, irrompono in un capannone industriale ai margini di Villa Literno, nel cuore martoriato dell’Agro Aversano.

Quello che doveva essere un controllo di routine si trasforma in un’esplosione di irregolarità: gestione illecita di rifiuti pericolosi, cumuli di scarti metallici abbandonati senza criterio, fumi tossici liberi di avvelenare l’aria

. Risultato? L’intera area aziendale – un dedalo di officine e depositi su migliaia di metri quadrati – finisce sotto sequestro penale, e il titolare, un 37enne del posto amministratore unico di una società specializzata in infissi, viene denunciato a piede libero. Un colpo al torace per l’ecomafia che, da decenni, soffoca questa terra al confine tra Caserta e Napoli, dove il Vesuvio sembra voltare lo sguardo altrove.

L’operazione, battezzata nell’ambito di una più ampia campagna contro lo sversamento e il deposito incontrollato di veleni, parte da segnalazioni anonime di residenti esasperati: odori acre, ruscelli di liquami metallici che filtrano nel suolo, e un viavai sospetto di furgoni carichi di scarti.

I militari,  non perdono tempo: alle 16 in punto, con i tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in prima linea, varcano i cancelli arrugginiti dell’azienda. Quello che emerge è un quadro desolante, da manuale del disastro ecologico.

Rifiuti derivanti dalla lavorazione di ferro e acciaio – sia pericolosi, come residui di saldatura con vernici tossiche, sia non – giacciono ammucchiati alla rinfusa, senza la minima separazione per tipologia, in violazione totale del decreto legislativo 152/2006 sul ciclo dei rifiuti.

Nessun registro di carico e scarico, zero formulari di identificazione: un buco nero amministrativo che espone l’impresa a sanzioni da capogiro, fino a 150mila euro per il solo illecito gestionale.Ma non è tutto.

L’ispezione, protrattasi fino al tramonto con torce e contatori Geiger per misurare contaminazioni, rivela altre voragini normative. Nelle zone dedicate alla saldatura – cuore pulsante della produzione di infissi in alluminio e PVC – zero cappe di aspirazione per i fumi: polveri fini e vapori metallici si diffondono liberi, un cocktail letale per i polmoni dei lavoratori e per l’aria del quartiere.

E le emissioni in atmosfera? Un miraggio: manca l’autorizzazione integrata ambientale (IPPC), quel via libera ministeriale che dovrebbe garantire che l’impianto non trasformi il cielo in un inceneritore a cielo aperto.

Il 37enne, un volto noto in paese per la sua ditta nata una decina di anni fa come artigiana, si difende balbettando di “errori burocratici”, ma le prove sono schiaccianti: verbali, foto e campioni di suolo prelevati per analisi in laboratorio.

Questo blitz non è un fulmine a ciel sereno, ma l’ennesimo tassello in una guerra senza quartiere contro le “ecomafie” che infestano la Campania. Villa Literno, baluardo della Terra dei Fuochi – quel triangolo di fuoco e veleni tra Acerra, Caserta e l’Agro Aversano, bonificato solo sulla carta dopo lo scandalo del 2013 – è un terreno fertile per questi traffici.

Secondo il rapporto Legambiente 2025 sulle ecomafie, la provincia di Caserta registra un +15% di illeciti ambientali rispetto al 2024, con rifiuti industriali come quelli metallici spesso deviati verso discariche abusive per risparmiare sui costi di smaltimento legale.

Non a caso, solo a settembre, i Carabinieri forestali hanno smantellato una rete di sversamenti illegali a Succivo, a due passi da qui, sequestrando 200 tonnellate di scarti plastici. E a Villa Literno?

L’anno scorso, un’operazione simile aveva portato all’arresto di tre complici in un traffico di batterie esauste, con legami sospetti ai clan locali. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, non escludono piste più oscure: finanziamenti opachi o connivenze con “consulenti” del settore che chiudono un occhio sui permessi.Per i residenti, è un sospiro di sollievo misto a rabbia.

Salerno, le auto rubate la seconda “linea di finanziamento” del clan

Salerno – C’era anche un giro di ricettazione e riciclaggio di auto rubate dietro il maxi blitz antidroga che oggi ha portato a 39 arresti nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno.

Un “secondo filone” dell’indagine, come lo ha definito il generale Luigi Carbone, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, che ha illustrato i dettagli nel corso di una conferenza stampa.

“Quella delle auto rubate rappresentava una seconda linea di finanziamento dell’intera organizzazione criminale”, ha spiegato Carbone, sottolineando come il traffico di veicoli affiancasse quello di droga nel sostenere le casse del gruppo.

Il meccanismo del riciclaggio

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le autovetture venivano rubate, poi “ripulite” grazie a sofisticati interventi di manomissione del numero di telaio e alla sostituzione delle targhe con altre di Paesi stranieri.

Un sistema ben collaudato che permetteva al gruppo di immettere nuovamente sul mercato i mezzi o di utilizzarli per attività logistiche legate al traffico di droga, creando così un flusso di denaro parallelo.

Il generale Carbone ha evidenziato come le intercettazioni telefoniche e ambientali abbiano avuto un ruolo decisivo nell’individuare la rete dei riciclatori, ma ha soprattutto sottolineato “l’importanza della cooperazione internazionale”.

“Grazie agli strumenti di collaborazione con le autorità di altri Paesi europei — ha detto — siamo riusciti a verificare che molte di quelle targhe corrispondevano ad autovetture circolanti regolarmente all’estero, confermando così il meccanismo di falsificazione e riciclaggio”.

Un’organizzazione a più livelli

L’indagine ha fatto emergere una struttura criminale articolata, capace di diversificare le proprie attività per garantire liquidità e stabilità economica.
Accanto al traffico di stupefacenti — che restava l’attività principale del gruppo —, la ricettazione di auto costituiva una fonte di finanziamento alternativa, utile per sostenere spese, forniture e logistica.

Le indagini della Guardia di Finanza e della DDA proseguono per individuare eventuali collegamenti con reti criminali operanti fuori regione e per ricostruire i flussi economici generati dalla vendita dei veicoli riciclati.

Benevento, arrestata una coppia di spacciatori, lui ha 80 anni

Benevento-  Una storia che sembra uscita da una serie tv criminale, con un protagonista inaspettato: un ottantenne. In un’operazione a sorpresa, i Carabinieri di Benevento hanno arrestato una coppia di coniugi, lui 80 anni e lei 57, squarciando il velo su un presunto giro di spaccio familiare. L’azione, scattata nella giornata di ieri, ha portato al sequestro di cocaina, una pistola modificata e munizioni.

La scoperta nella cantina

Il blitz è iniziato con un controllo nella cantina in uso esclusivo alla donna, 57 anni. È lì che i militari hanno fatto il primo, importante ritrovamento: due bustine di cellophane contenenti circa 72 grammi di cocaina di alta purezza, pronte per essere messe in circolazione. Accanto alla droga, la prova che confermerebbe la destinazione commerciale della sostanza: un bilancino di precisione, strumento tipico del mondo dello spaccio.

La pistola modificata nascosta addosso all’ottantenne

Ma la sorpresa maggiore è arrivata durante la perquisizione personale all’ottantenne. Sotto i suoi vestiti, l’uomo celava un arsenale in miniatura: una pistola a salve calibro 8, resa letale dalla sostituzione della canna originale. L’arma, già caricata con tre cartucce calibro 6.35, era accompagnata da un involucro con altre 19 munizioni dello stesso calibro. Un ritrovamento che ha fatto scattare l’accusa di detenzione di arma clandestina.

L’indagine si allarga: coinvolta la nuora ventiquattrenne

Le indagini dei Carabinieri non si sono fermate qui. I controlli sono proseguiti presso l’abitazione della nuora dei coniugi, una ventiquattrenne di Benevento. Anche nella sua casa, la scena si è ripetuta: i militari hanno sequestrato 2,5 grammi di cocaina e 19 grammi di mannite, la sostanza tipicamente usata per “tagliare” la droga e aumentare i profitti dello spaccio.

Al termine dell’operazione, il quadro giudiziario era chiaro. La giovane nuora è stata denunciata in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio. Ben più gravi le posizioni dei due coniugi: entrambi sono stati tratti in arresto – l’uomo per l’arma clandestina, la donna per lo spaccio di cocaina. Data l’età avanzata dell’uomo e le condizioni personali, gli arrestati sono stati condotti presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa del giudizio diretto.

L’operazione, oltre a sequestrare droga e armi, dipinge un quadro inquietante di un presunto business criminale che si nascondeva dietro le apparenze di una normale famiglia, dimostrando come il mercato della droga non conosca confini anagrafici.

Somma Vesuviana, morta la donna aggredita dal marito con una mazzuola da carpentire

Somma Vesuviana– Si aggrava drammaticamente il quadro giudiziario per un 70enne di Somma Vesuviana. La donna, Vasyl’yeva Olena Georgiyivna (classe ’65), di origine ucraina, che era stata ricoverata in condizioni gravissime in seguito al tentato omicidio subito in casa, è deceduta nel pomeriggio odierno presso il Camaldoli Hospital di Napoli.

Si tratta dell’ennesimo tragico caso di femminicidio

Il dramma risale al emse di agosto. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, hanno permesso di ricostruire i fatti. Tutto sarebbe scaturito da una lite per futili motivi all’interno dell’abitazione della coppia.

Al culmine della discussione, il 70enne avrebbe afferrato una mazzuola da carpentiere e colpito violentemente la consorte alla testa, procurandole lesioni gravissime e lasciandola in fin di vita.

In un tentativo maldestro di depistaggio, lo stesso indagato aveva inizialmente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine simulando una rapina in abitazione. Un escamotage durato poco. L’attività investigativa, protrattasi senza sosta per oltre 12 ore, ha permesso ai Carabinieri di raccogliere precisi e concordanti elementi indizianti.

Dalla reticenza alla confessione e poi l’arresto

Sottoposto a interrogatorio, l’uomo, pur mostrandosi inizialmente reticente, ha infine confessato le proprie responsabilità, ammettendo l’aggressione alla convivente. Già nel pomeriggio di domenica 3 agosto era scattato per lui il fermo di indiziato di delitto.

Durante le indagini è stata anche rinvenuta la presunta arma del delitto – la mazzuola da carpentiere – che era stata occultata in un deposito attrezzi adiacente all’abitazione.

Il 6 agosto scorso, il Gip del Tribunale di Nola aveva emesso un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere nei confronti del 70enne, che ora vede l’accusa mutare in quella di omicidio aggravato.

Manfredi: “Mi ricandido a sindaco di Napoli. Non voglio lasciare il lavoro a metà”

Napoli— “La mia intenzione oggi è continuare a fare il sindaco di Napoli e completare il lavoro messo in campo. La città ha ancora bisogno di molto, e non voglio lasciare il lavoro a metà”.

Con queste parole, pronunciate durante l’evento di Repubblica “L’alfabeto del futuro” alle Gallerie d’Italia, Gaetano Manfredi ha di fatto sciolto ogni riserva sulla sua ricandidatura alla guida del Comune di Napoli, a un anno dalla scadenza del suo mandato.

L’ex rettore della Federico II e attuale presidente nazionale dell’Anci, ha spiegato che la sua priorità resta “fare il massimo per Napoli”, sottolineando l’importanza di una politica radicata nei territori e non concentrata solo sulle grandi narrazioni ideologiche.

“I sindaci — ha detto — svolgono un ruolo fondamentale perché ogni giorno si confrontano con i problemi reali dei cittadini. Una nuova proposta progressista nazionale deve partire dalla cura delle persone, non solo da battaglie ideali. Se indeboliamo i servizi pubblici, indeboliamo la democrazia”.

“Più unità nel centrosinistra: l’astensionismo è il vero avversario”
Durante il confronto pubblico, Manfredi ha affrontato anche il tema della tenuta del centrosinistra in vista delle prossime elezioni regionali in Campania, che vedranno in campo Roberto Fico come candidato unitario e il presidente uscente Vincenzo De Luca ancora figura di riferimento.

“Mi auguro che, dopo l’incontro, ci sia maggiore serenità nell’affrontare la campagna elettorale. Tutti i momenti di cambiamento sono complessi, ma serve compattezza in una regione dove il centrosinistra è forte, governa da dieci anni e si propone per continuare”.
Manfredi ha poi lanciato un monito: “Le sfide oggi sono due: una contro il centrodestra e una contro l’astensionismo, che è il vero vincitore delle ultime elezioni. Una democrazia in cui la gente non va a votare è una democrazia debole”.

(h3)“In politica servono generosità e meno personalismi”

Il sindaco di Napoli ha invitato a un cambio di passo nel modo di intendere la militanza politica: “Ci vuole più generosità, perché la politica è servizio. Bisogna sapersi spogliare della propria persona e mettersi al servizio dell’interesse collettivo. Non dobbiamo avere nemici, ma avversari: se facciamo una politica dei nemici, finiamo nelle derive trumpiste, dove l’autocrazia prevale sulla democrazia”.

“Scelta irreversibile: il centrosinistra deve restare compatto”

Manfredi ha infine commentato, pur con prudenza, il dibattito interno al Movimento 5 Stelle dopo le recenti elezioni regionali, ribadendo la necessità di un’alleanza solida nel campo progressista:

“Credo che la scelta di un posizionamento chiaro nel centrosinistra sia irreversibile. In un sistema maggioritario, se si vuole incidere bisogna stare da una parte o dall’altra: la terza via è solo testimonianza”.

Il primo cittadino ha concluso sottolineando che il vero nodo politico resta l’elaborazione di un progetto di Paese condiviso:“Più della somma dei partiti, conta la proposta politica: quale idea di Italia vogliamo costruire. E su questo — ha aggiunto — c’è ancora molto lavoro da fare”.

Castel Volturno,scoperta officina abusiva con una discarica di rifiuti pericolosi

Castel Volturno – Un’autorimessa abusiva trasformata in una piccola discarica illegale di rifiuti speciali. È quanto hanno scoperto i Carabinieri Forestali durante un’operazione congiunta a Castel Volturno, nella zona di Pescopagano, un’altra tessera del mosaico dell’emergenza rifiuti in quella che è tristemente nota come la “Terra dei Fuochi”.

L’operazione, finalizzata al contrasto dei fenomeni di sversamento illegale, ha visto collaborare il Nucleo Carabinieri Forestale di Castel Volturno con il Nucleo Parco di Vallo della Lucania (SA) e il Reparto Territoriale di Mondragone (CE). Il bersaglio dei controlli era un’attività di riparazioni meccaniche, già sotto osservazione.

Il quadro di degrado ambientale

Quello che i militari hanno trovato superava le peggiori aspettative. L’officina, priva di qualsiasi autorizzazione, operava in un contesto di totale incuria ambientale. All’esterno e all’interno della struttura sono stati rinvenuti cumuli di rifiuti speciali sia pericolosi che non pericolosi, per un volume complessivo stimato in circa 11 metri cubi.

Un mix pericoloso e illegale di materiali: parti meccaniche, rottami metallici, plastica, rifiuti ingombranti, contenitori di oli esausti e batterie per auto. Il tutto era miscelato e abbandonato senza alcun criterio di sicurezza su due aree cortilizie e persino lungo il margine stradale, in un evidente scempio ambientale.

All’esercente dell’attività abusiva è stato quindi contestato il reato di illecita gestione, miscelazione e abbandono di rifiuti speciali, un delitto che mette a serio rischio l’ambiente e la salute pubblica. Tutti i rifiuti sono stati sottoposti a sequestro per essere smaltiti in sicurezza.

Il responsabile, un italiano, è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria e dovrà rispondere delle accuse. Il blitz dimostra la continuità dell’impegno delle forze dell’ordine nel presidiare le aree più critiche della provincia casertana, dove il business illegale dei rifiuti continua a rappresentare una piaga sociale e ambientale.

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