Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verde e co-portavoce di Europa Verde, ha espresso dure critiche nei confronti della gestione dei dati e dei contratti all’interno della Rai, a seguito della diffusione di documenti riservati riguardanti il programma di giornalismo investigativo Report.
Bonelli denuncia che, mentre la Rai nega ai parlamentari l’accesso ai dati sui costi dei programmi, alcune informazioni interne sono finite nelle mani di un quotidiano, che le ha utilizzate per attaccare il conduttore Sigfrido Ranucci e la sua redazione.
Secondo il parlamentare, questa vicenda rappresenta una «gestione indegna» del servizio pubblico e un’operazione politica orchestrata per delegittimare e chiudere una delle poche trasmissioni investigative rimaste in Italia.
Bonelli invita quindi la Rai ad avviare un audit per chiarire come siano stati sottratti e diffusi tali documenti e per individuare eventuali responsabilità. Inoltre, critica la rappresentazione dei costi di Report, sottolineando che le somme comunemente indicate come stipendi comprendono anche spese di trasferta, riprese e montaggio, e che il programma, con un costo di circa 150 mila euro a puntata, è tra i meno onerosi della prima serata Rai.
L’esponente politico chiede inoltre trasparenza sui contratti di altri programmi, citando ad esempio i 850 mila euro per la striscia di Tommaso Cerno e il contratto biennale da 700 mila euro ad Antonino Monteleone, mentre programmi con ascolti bassi come “L’Altra Italia” sono stati chiusi prematuramente.
Bonelli conclude che la vicenda legata alla figura di Lavitola è stata utilizzata come pretesto per colpire un programma scomodo, con l’obiettivo di normalizzare l’informazione e mettere a tacere le inchieste che potrebbero disturbare il potere. Chiede infine ai vertici Rai di rispondere prontamente e di garantire una trasparenza completa e uniforme sui costi e contratti di tutti i programmi.




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