Napoli, processo per disordini da lockdown: rigettata la richiesta di proscioglimento per Roberto Fiore

Si è aperta oggi a Napoli la prima udienza del processo in Corte d'Assise riguardante i disordini avvenuti il 22 ottobre 2020 in occasione delle proteste contro il lockdown imposto per contrastare
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Si è aperta oggi a Napoli la prima udienza del processo in Corte d’Assise riguardante i disordini avvenuti il 22 ottobre 2020 in occasione delle proteste contro il lockdown imposto per contrastare l’aumento dei casi di Covid-19 in Campania.

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Tra gli imputati, circa quaranta persone, figura Roberto Fiore, per il quale è stata respinta la richiesta di proscioglimento. Nel corso dell’udienza, la prima dopo il cambio del collegio giudicante, è stato ascoltato un dirigente della Polizia di Stato, mentre Fiore ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Gli scontri, avvenuti nei pressi della sede della giunta regionale, coinvolsero manifestanti di diverse estrazioni, tra cui ultrà, commercianti, esponenti di frange politiche e persone ritenute vicine alla criminalità organizzata.

Parallelamente, la Corte di Cassazione dovrà esprimersi sull’istanza di legittima suspicione avanzata dagli avvocati di Fiore, che denunciano una discriminazione politica da parte dei pubblici ministeri, accusati di faziosità e comportamento partigiano.

In una nota, Forza Nuova ha sottolineato che “il Presidente del tribunale ha disposto l’invio delle carte alla Corte di Cassazione per la legittima suspicione”, evidenziando come anche gli altri imputati siano vittime di presunta discriminazione. Il processo prosegue tra tensioni e polemiche, mentre la giustizia cerca di fare chiarezza sui fatti avvenuti durante una delle manifestazioni più controverse degli ultimi anni in Campania.

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Commenti (1)

Mi pare un procèss0 compless0,ma non riesco a capire se tuttti i responsabili sonno gia’ identificati;lapolizia e i pm danno versioni diverse e i testimoni parlono confusi e la giustizia cercano di capire. Fioreh ha parlato ma resta caos,la Corte di Cassazion dovrà decidere sulla legittima sospicione e speriamo venga fatta chiarezza sui fatti.

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