OPERAZIONE GUARDIA DI FINANZA

Napoli, assistenza agli anziani ed evasione fiscale: sequestrati beni per 1,5 milioni

Le indagini hanno svelato ricavi non dichiarati per 7,5 milioni di euro tra il 2019 e il 2024. Il mancato pagamento delle tasse garantiva all'azienda prezzi fuori mercato. Denunciati due amministratori.



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Un giro d’affari milionario completamente sconosciuto al Fisco nel delicato settore dell’assistenza domiciliare e sanitaria agli anziani. È quanto ha portato alla luce la Guardia di Finanza di Napoli agli inizi di maggio 2026, eseguendo un decreto di sequestro preventivo di circa 1,5 milioni di euro nei confronti di una società a responsabilità limitata partenopea e dei suoi due amministratori.

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Le indagini e i ricavi nascosti

L’operazione, coordinata dalla Sezione Criminalità Economica della Procura della Repubblica di Napoli, trae origine da una complessa verifica fiscale condotta dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano. Secondo quanto emerso dalle indagini, tra il 2019 e il 2024 l’azienda avrebbe occultato al Fisco ricavi per circa 7,5 milioni di euro. Gli accertamenti hanno permesso di delineare chiaramente il ruolo dell’amministratore di fatto della società, la cui posizione è stata confermata dalle testimonianze dei fornitori e dall’analisi delle movimentazioni sui conti correnti aziendali.

Concorrenza sleale nel settore socio-sanitario

L’ipotizzata evasione delle imposte non rappresentava unicamente un danno per l’Erario, ma alterava in modo significativo le regole della libera concorrenza. Il mancato versamento dei tributi, infatti, avrebbe garantito all’impresa un indebito vantaggio sul mercato, consentendole di offrire servizi di assistenza agli anziani a tariffe estremamente ribassate e impossibili da sostenere per i concorrenti in regola.

I sequestri e le accuse

Al termine delle verifiche, l’amministratore di diritto e quello di fatto sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di omessa dichiarazione. Accogliendo le richieste della Procura, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro preventivo, in forma diretta e per equivalente, per un valore corrispondente al profitto del reato tributario. I sigilli della Guardia di Finanza sono scattati su diverse quote societarie e su un immobile di pregio situato nel capoluogo campano, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro.

In breve

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