Nel mosaico della comicità partenopea esiste una linea sottile dove il sorriso si intreccia alle miserie dell’uomo, trasformando la scena in un gioco teatrale fatto di avidità e verità nascoste. Su questo terreno, antico e sempre attuale, il Teatro Totò prosegue la sua stagione artistica accogliendo, da venerdì 8 a domenica 17 maggio, «Patrimonio all’Italiana», la nuova commedia scritta da Edoardo Guadagno e Gaetano Liguori, che ne cura anche la regia per la Compagnia Stabile del Totò. Lo spettacolo affonda le mani nei vizi classici della farsa, mettendo in scena un intrigo familiare scatenato da un omicidio e da una smisurata eredità che risveglia appetiti e tradimenti tra i protagonisti.
Al centro della vicenda si ritrovano Enzuccio e Pippotto, due semplici baccalaiuoli che, sognando un colpo di fortuna, finiscono travolti da una storia molto più grande di loro. La trama si sviluppa attraverso una girandola di colpi di scena e malintesi, alimentata dai tempi serrati tipici della tradizione teatrale napoletana. A rincorrere la verità tra i paradossi della scena arriva il Commissario Macrè, un investigatore stralunato che conduce indagini con metodi a dir poco improbabili e surreali.
La messinscena vede protagonista Davide Ferri, volto storico e pilastro della compagnia, affiancato dall’energia comica di Peppe Laurato ed Edoardo Guadagno. Il cast si completa con la partecipazione di Lucio Ciotola e la presenza di Natalia Cretella, Paola Bocchetti, Emma Ciotola, Giancarlo De Simone, Emilio Massa e Antonio Sangermano. Sotto la direzione di Gaetano Liguori, il lavoro si propone come una satira di costume graffiante, capace di ricordare agli spettatori come, davanti al miraggio del benessere economico, saltino spesso equilibri e affetti, poiché quando il patrimonio divide gli uomini, la cupidigia può trasformarsi nel più pericoloso degli assassini.
In breve
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