Memoria partenopea

Napoli, targa in memoria di Aldo Giuffré nel quartiere San Lorenzo

Scoperta la targa in via del Sole: istituzioni e cittadini ricordano l’attore tra teatro eduardiano e grande cinema italiano
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Napoli rende omaggio ad Aldo Giuffré, uno dei suoi interpreti più rappresentativi, con l’inaugurazione di una targa commemorativa nel cuore del quartiere San Lorenzo. La cerimonia si è svolta in via del Sole, davanti al civico 6, alla presenza di autorità cittadine, residenti e appassionati, in un momento di forte valore simbolico per la memoria culturale della città.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Napoli, si inserisce nel programma dedicato alla valorizzazione della toponomastica e della memoria storica urbana, con l’obiettivo di legare i luoghi della città alle figure che ne hanno segnato l’identità artistica e culturale.

A scoprire la targa è stata la vicesindaco e assessore all’Urbanistica con delega alla Toponomastica, Laura Lieto, che ha ricordato il valore dell’attore sottolineando il legame profondo tra Giuffré e Napoli. «Con questa targa Napoli restituisce un segno tangibile di affetto e riconoscenza ad Aldo Giuffré», ha dichiarato, definendolo «un ambasciatore della cultura e dell’ironia napoletana nel mondo».

Il ricordo dell’attore, scomparso nel 2010, si intreccia con la storia del teatro e del cinema italiano. Figura di grande versatilità, Giuffré ha attraversato decenni di spettacolo, collaborando con il teatro eduardiano e affermandosi anche sul grande schermo come interprete raffinato e riconoscibile.

Il legame con il quartiere San Lorenzo non è casuale: proprio in quell’area l’attore aveva vissuto la sua infanzia, vicino al Conservatorio di San Pietro a Majella, in una famiglia profondamente legata alla musica e alla tradizione del Teatro San Carlo. Un rapporto con la città che, come ricordato durante la cerimonia, non si è mai interrotto.

Anche i familiari hanno partecipato al momento commemorativo. «Aldo era profondamente legato a questa città e a questo centro storico che amava moltissimo», ha ricordato la moglie Elena Pranzo Zaccaria, sottolineando il valore affettivo del luogo scelto per la memoria pubblica.

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