Due secoli di carcere per il clan delle Salicelle, in Appello arrivano sconti: assoluta la compagna del boss

Ridimensionate le condanne per i 19 imputati del gruppo Sasso-Parziale, costola dei Moccia egemone ad Afragola. Regge l'impianto accusatorio su droga e racket, ma le pene calano grazie alle attenuanti. Scagionata definitivamente Annamaria De Luca.
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Afragola– Si chiude con una pioggia di sconti di pena, ma con la sostanziale tenuta dell’impianto accusatorio, il processo di secondo grado a carico del clan Sasso-Parziale, la consorteria criminale che ha imposto la propria egemonia nel rione Salicelle di Afragola a suon di stese e piazze di spaccio.

I giudici della quarta sezione penale della Corte di Appello di Napoli hanno emesso ieri il verdetto nei confronti di 19 imputati, infliggendo complessivamente quasi due secoli di carcere, una cifra imponente che tuttavia segna un netto ridimensionamento rispetto alle stangate del primo grado.

Al centro dell’inchiesta, condotta dalla Dda e supportata dalle indagini dei Carabinieri di Castello di Cisterna e della Squadra Mobile, c’è la violenta ascesa del gruppo, considerato un’articolazione del potente clan Moccia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i Sasso e i Parziale avevano instaurato un regime di terrore tra Afragola e Casoria, monopolizzando il traffico di stupefacenti nelle popolari “stecche” delle Salicelle e imponendo il racket a commercianti e imprenditori.

Un controllo del territorio mantenuto con la forza delle armi: nel corso delle indagini è emersa la disponibilità di un arsenale da guerra, utilizzato per raid intimidatori e per affermare la supremazia criminale sui gruppi rivali.

Nonostante la gravità delle contestazioni, che vanno dall’associazione di stampo camorristico al traffico di droga, fino all’estorsione e al porto d’armi, la strategia del collegio difensivo (composto, tra gli altri, dagli avvocati Dario Carmine Procentese, Luigi Poziello, Luca Pagliaro e Antonio Bucci) ha fatto breccia. La Corte ha riconosciuto le attenuanti generiche, operando una decisa “sforbiciata” alle pene inflitte in precedenza con il rito abbreviato.

Tra le posizioni di vertice spiccano i 16 anni inflitti ad Antonio Sasso, ritenuto a capo dell’omonima fazione, e i 14 anni per Vittorio Parziale. Significativo il verdetto per Giuseppe Sasso, alias “‘o nennillo”, giovane ras già noto alle cronache, per il quale è stato disposto un aumento di pena di 6 anni in continuazione. Il colpo di scena arriva però con l’assoluzione definitiva di Annamaria De Luca: la donna, compagna del presunto promotore Nicola Luongo, esce pulita dal processo, vedendo cadere le accuse a suo carico.

Il dispositivo della sentenza: le condanne

 

Antonio Sasso: 16 anni

Vittorio Parziale: 14 anni

Alfonso Crisci: 13 anni

Vincenzo De Pompeis: 12 anni e 9 mesi

Antonio Raucci: 12 anni e 6 mesi

Gennaro Aristarco: 12 anni

Pietro De Filippis: 11 anni e 9 mesi

Christian Luongo: 10 anni e 7 mesi

Federico Maldarelli: 10 anni

Veronica Parziale: 9 anni e 4 mesi

Giovanni De Pompeis: 8 anni e 4 mesi

Michele Bizzarro: 8 anni

Ciro Sannino: 7 anni e 4 mesi

Antonio Mosella: 6 anni e 8 mesi

Domenico Marrone: 6 anni e 8 mesi

Antonietta Parziale: 6 anni e 8 mesi

Raffaele Fusco: 6 anni e 8 mesi

Vincenzo Corsini: 6 anni e 4 mesi

Giuseppe Sasso: 6 anni (aumento pena in continuazione)

Pasquale Varriale: 4 anni e 4 mesi

Assoluzioni:

Annamaria De Luca: Assolta (definitiva)

RIPRODUZIONE RISERVATA

PUBBLICITA
● LIVE
Ultime notizie
Ultimo aggiornamento 07:09
11/04/2026 07:09

Castellammare, così gli ultras del " Centro Antico " hanno dato la caccia ai tifosi del Sudtirol

11/04/2026 06:47

Oroscopo di oggi 11 aprile 2026 a cura di Paolo Tedesco

10/04/2026 22:02

Camorra, omicidio di Pasquale Manna: ergastolo per il boss Francesco Rea

PUBBLICITA

Primo piano