Napoli, città divisa sul caso dei turisti israeliani

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Napoli – L’episodio dei due turisti israeliani allontanati dalla Taverna Santa Chiara per la loro nazionalità continua a far discutere, spaccando l’opinione pubblica e la politica cittadina.

Il Movimento 5 Stelle si schiera con la ristoratrice Nives Monda, vittima secondo loro di “attacchi violenti e inaccettabili”. “Denunciamo da sempre la politica criminale di Netanyahu”, afferma Gilda Sportiello, deputata e coordinatrice del M5S a Napoli.

Dall’altra parte, Forza Italia condanna fermamente il gesto. “Napoli è città accogliente, l’antisemitismo non ha spazio qui”, dice Iris Savastano, consigliera comunale, annunciando una mozione contro ogni forma di odio.

Anche il Partito Democratico interviene, ribadendo la necessità di “cessate il fuoco a Gaza e liberazione degli ostaggi”, ma condannando ogni discriminazione: “Contestare Israele non significa attaccare gli ebrei”.

La città si interroga

Nei bar e per le strade, i napoletani discutono. “Non si fa, l’accoglienza viene prima di tutto”, dice Marco, tabaccaio. Francesca, 42 anni, è indignata: “Li ha cacciati solo perché israeliani?”.

C’è però chi difende la ristoratrice, come Enzo: “Ha espresso la sua opinione senza violenza”. Altri, come Gabriele, 28 anni, su Instagram scrivono: “Sionisti fuori dai locali”.

La procura valuta se ci siano estremi per un’azione penale, mentre la titolare del locale denuncia minacce online. Intanto, le associazioni culturali napoletane hanno invitato i due turisti a cena in segno di risarcimento simbolico.

Napoli si guarda allo specchio e si chiede: “Che città vogliamo essere quando il mondo ci guarda?”.


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