Camorra e violenza minorile, dialogo sulle lezioni di don Riboldi a Santa Maria a Vico
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Sabato 14 ottobre alle ore 17 presso il chiostro Maria Ss. Assunta piazza Aragona Santa Maria a Vico.
Don Riboldi, un vescovo e i suoi “ragazzi” contro la camorra molto prima di Gomorra oggi che la narrazione del male ha avuto il sopravvento su ogni esempio di coraggio e di speranza Il ricordo di Don Antonio Riboldi, il primo a marciare nel 1982 alla testa degli studenti, contro la camorra.
L’occasione per discutere di quanto è stato fatto e soprattutto quanto resta da fare nella lotta contro la mafie. Il libro pone inoltre un inquietante interrogativo: come è possibile che sia caduta nell’oblio quella stagione di grande speranza? Molti giovani conoscono, e spesso imitano, i personaggi di Gomorra, vedono “Mare fuori”, ricordano i nomi di mafiosi e camorristi, ma ignorano chi sia stato Don Riboldi e finanche un martire come Don Diana, ucciso dai killer della criminalità. E’ questo il risultato di un questionario distribuito lo scorso anno nelle scuole che ha tristemente confermato una pericolosa rimozione della memoria, oggi che la violenza minorile rappresenta l’emergenza delle emergenze.
Un serata di riflessione e di impegno a partire dal recente libro “Don Riboldi 1923-2023 il coraggio tradito” di Pietro Perone prefazione di mons. Antonio Di Donna, edizioni San Paolo – Milano.
Saluti: Nicola Parretta parroco SS. Assunta; Andrea Pirozzi sindaco S. Maria a Vico; Gigi Bove consigliere comunale Maddaloni Interventi: Mons. Gennaro Pascarella vescovo emerito; Don Luigi Merola sacerdote e scrittore; Alfonso Russo pres. associazione “La voce dei giovani”; Pietro Perone giornalista, autore del libro Modera: Giovanna Tramontano giornalista. Interventi al pianoforte di Massimo Razzano
PIETRO PERONE giornalista, è stato negli anni Ottanta uno dei “ragazzi” di don Riboldi. Caporedattore de Il Mattino di Napoli, segue le vicende politiche del nostro Paese, dopo essersi occupato di criminalità organizzata e aver seguito l’inchiesta sul delitto del collega Giancarlo Siani che ha portato alle condanne di mandanti e killer. Il dovere della verità come il Vescovo ha insegnato.
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