Operazione San Gennaro. È rimasto solo il patrono di Napoli ai lavoratori Whirlpool giunti a Roma oggi all’ora di pranzo.
Ne sono arrivati quasi duecento per un picchetto sotto il ministero dello Sviluppo economico dove è in programma un tavolo ormai decisivo sulla vertenza dello stabilimento napoletano. Domani infatti scade la procedura di licenziamento collettivo per circa 350 dipendenti e al Tribunale di Napoli si discuterà anche il ricorso presentato da Fim-Fiom- Uilm per condotta antisindacale della multinazionale.
Con i lavoratori arrivati a Roma anche un busto ‘in oro’ di San Gennaro, (come si evince dal video di Dire) lo hanno posizionato ai piedi del ministero come ultimi simulacro a cui affidarsi. “Il santo non vuole”, campeggia su un cartello. Lo ripetono tra tamburi, balli, cori e canti, in protesta contro la multinazionale che ha deciso di non arretrare sui licenziamenti. Colonna sonora scelta l’inno italiano, “In questo mondo di ladri” di Antonello Venditti e “Le Renge Fellon” di Daniele Sepe.
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Tra il colpo "partito per errore" e il silenzio davanti al giudice restano i buchi neri di una latitanza sospetta e l’ombra ingombrante della criminalità organizzata.
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di sabato. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato all’interno dell’abitazione dell’ex compagna. Due carabinieri hanno riportato lievi lesioni
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