Torre Annunziata – Il primo tassello del mosaico giudiziario che ha sconvolto la Penisola Sorrentina va al suo posto nell’aula del Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Torre Annunziata. Francesco Di Maio, giornalista pubblicista e fidato componente dello staff personale dell’ex sindaco Massimo Coppola, è stato condannato alla pena di 4 anni e 2 mesi di reclusione per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità.
La sentenza, emessa all’esito del giudizio abbreviato, rappresenta la prima formale verità processuale sul cosiddetto “Sistema Sorrento“, l’articolato meccanismo corruttivo che legava a doppio filo i vertici dell’amministrazione comunale e i più ricchi appalti del territorio.
Il verdetto emesso dal Gup va persino oltre la richiesta della stessa Procura della Repubblica – guidata dal Procuratore Capo Nunzio Fragliasso –, la quale, tenuto conto dello sconto di un terzo previsto dal rito speciale e della concessione delle attenuanti generiche derivanti dalla piena ammissione degli addebiti, aveva sollecitato una condanna a 4 anni tondi.
La decisione del magistrato certifica in toto l’impianto accusatorio costruito attorno ai due filoni principali contestati a Di Maio, che sin dal suo arresto in carcere a Poggioreale nell’estate del 2025 decise di collaborare con l’autorità giudiziaria, ottenendo successivamente il beneficio dei domiciliari.
Il blitz nel ristorante: le banconote contate in bagno
La genesi dell’inchiesta che ha decapitato il comune costiero risiede in una drammatica serata del 21 maggio 2025. I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata e della Compagnia di Massa Lubrense fecero irruzione in un noto ristorante di Sorrento. Sotto i tavoli e nelle tasche del primo cittadino Massimo Coppola e del suo braccio destro Di Maio vennero rinvenuti 6.000 euro in contanti, appena consegnati da un imprenditore locale: Michele De Angelis, titolare della società “Prisma Cooperativa Sociale Onlus”.
Quella consegna, monitorata in tempo reale dagli inquirenti anche grazie a sofisticate intercettazioni, non era che l’ultima tranche – una mazzetta in flagranza – di un accordo illecito ben più ampio. L’imprenditore della refezione scolastica, stando agli atti del fascicolo del pubblico ministero Giuliano Schioppi, era letteralmente sotto scacco.
Per garantirsi l’affidamento del servizio di mensa scolastica per il triennio 2023-2026 – un maxi-appalto dal valore a base d’asta di oltre 4,5 milioni di euro –, l’imprenditore aveva già versato, in più riprese e fino al giorno precedente all’arresto, ben 66.000 euro nelle mani del sindaco, direttamente o tramite l’intermediazione dello staffista-giornalista.
Un “pedaggio” fisso che, come accertato dalle fiamme gialle, si ripeteva nel tempo: altri 50.000 euro in contanti erano stati infatti corrisposti in precedenza dalla stessa ditta per l’aggiudicazione dei servizi dell’asilo nido comunale (triennio 2022-2025).
Il castello crolla: i verbali e “Lello il Sensitivo”
L’arresto in flagranza dell’ex sindaco e di Di Maio è stato il detonatore che ha scoperchiato la pentola del malaffare sorrentino. Di fronte all’evidenza delle prove e ai sequestri a tappeto disposti dalla Procura – che portarono al rinvenimento di oltre 34.000 euro in contanti nell’abitazione del sindaco (inizialmente sequestrati, poi provvisoriamente restituiti dal Riesame) e di un tesoro complessivo di oltre 285.000 euro tra i vari indagati –, la linea difensiva dei protagonisti è crollata.
I successivi sviluppi investigativi hanno assunto i contorni di un romanzo criminale di provincia. A settembre 2025, l’ex sindaco Massimo Coppola si è seduto davanti ai magistrati vuotando il sacco in un verbale rimasto segreto per mesi e recentemente desecretato.
Un’ammissione imponente: «Ho intascato 215mila euro di tangenti e non ho occultato contanti altrove». Nei verbali di Coppola e Di Maio è emersa la figura chiave di Raffaele Guida, noto alle cronache locali e televisive come “Lello il sensitivo”, indicato come il fiduciario e l’intermediario con gli imprenditori, nel cui tavolo da biliardo la Guardia di Finanza scovò ben 167.000 euro in contanti.
Dai concorsi truccati ai grandi eventi: l’inchiesta si allarga
Le confessioni dei due principali imputati hanno trasformato un singolo episodio di corruzione in una maxi-inchiesta che oggi conta oltre 15 indagati, tra dipendenti comunali, professionisti e colletti bianchi, per i quali il Gip ha già avviato gli interrogatori preventivi.
Il “Sistema Sorrento” non si limitava alle mense: dalle dichiarazioni dello stesso Di Maio e di Coppola è emerso l’inquinamento delle procedure per le assunzioni al Comune (la compravendita di concorsi per istruttori e vigili urbani), l’assegnazione della gestione del Teatro Tasso e persino il meccanismo di finanziamento di faraonici eventi culturali e kermesse giornalistiche estive, utilizzati, secondo l’accusa, per ricompensare indirettamente ditte e strutture vicine alla comunicazione del primo cittadino.
Mentre la città vive una profonda crisi istituzionale ed è rimasta col fiato sospeso per mesi di fronte allo spettro del commissariamento prefettizio, la giustizia penale corre veloce. Questa prima condanna inflitta a Francesco Di Maio squarcia ufficialmente il velo di omertà. Il processo a carico dell’ex sindaco Massimo Coppola, che ha avanzato istanza di patteggiamento, e degli altri coprotagonisti del “sistema” si annuncia come un terremoto giudiziario destinato a riscrivere la storia politica e amministrativa della perla del turismo internazionale.




Non conosco tutti i dettagli ma leggendo l’articolo vien fuori che era una sistematica pratica illecita; la comunità meritava gestioni piu’ oneste. Spero che i processi siani rapidi e che si ristabilisca la fiducia nelle istituzioni locali e regionali.
Questa storia pare uscir fuori piano piano e fa pensare che ci fosse una rete molto estesa; i responsabili dovrebber0 essere puniti,ma resta il dubbio su come funziona la macchina comunale e quante persone erono coinvolte. La trasparenza é fondamentale per il futuro.
Mi pare una vicenda molto complessa e grave; però la città ha bisogn o di chiarezza e che le cose vengano chiarite,nonostante le smentite e i ritardi. Speremo che i procedimenti vada avanti correttamente e che gli eventuali colpevoli pagheranno,la veritá deve uscire.