A Caserta, in particolar modo a Castel Volturno, si cerca di fronteggiare la pandemia producedo ogni sforso possibile perché non diventi una “tragedia sanitaria” anche in virtù della massiccia presenza di persone che lavoravano alla giornata nei campi. E’ necessario far loro capire che devono restare a casa e soprattutto a chi rivolgersi in caso di sintomi. Mimma D’Amico, una delle responsabili del centro Ex Canapificio, realtà che insieme al centro Fernandez e ad Emergency sta cercando di scongiurare il peggio, racconta all’AGI la macchina organizzativa messa in piedi dal volontariato.
“Abbiamo attivato due call center e gestiamo il tutto con 80 volontari. Un call center è attivo per le richieste di aiuto di generi alimentari e buoni spesa. Su un altro numero, invece, gestiamo le difficoltà sanitarie. Facciamo, per esempio, da tramite con i medici per la comprensione delle ricette. Quelli che hanno bisogno di effettuare un tampone, li mettiamo immediatamente in contatto con Emergency”.
Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria, sia a Castel Volturno, che conta la presenza di 15 mila immigrati irregolari, che a Caserta, i volontari dei centri sociali hanno organizzati un messaggio in loop che fanno circolare grazie un’auto con megafono che passa nei punti di aggregazione degli immigrati e per le strade. “Il messaggio viene mandato in tutte le lingue – dice D’Amico – e poiché oramai tutti possiedono un tablet, abbiamo registrato dei video che mandiamo sulle varie pagine social. Anche questi messaggi video in tutte le lingue, anche ghanese e nigeriana. Si danno informazioni su come devono comportarsi per evitare il contagio, chi devono contattare in caso di sintomi, ma soprattutto spieghiamo per quale motivi i datori di lavoro non li chiamano più. In molti non avevano capito e ci chiedevano spiegazioni. Devo dire che la maggior parte sta rispettando i divieti”. In questi giorni l’ex Canapificio sta aiutando anche gli immigrati che hanno diritto al buono spesa nella compilazione del modulo: “Per questo abbiamo avuto non poche difficoltà. Il modulo va firmato e molti non hanno una stampante o uno scanner. Una volta che firmano il modulo e ci danno le copie dei documenti, poi provvediamo noi ad inviare le richieste. A Castel Volturno, per fortuna, il sindaco ha dato la possibilità dell’invio senza firma. Ma abbiamo richiesto sia al comune di Caserta che a quello di Castel Volturno una proroga delle tempistiche dell’invio delle domande perché purtroppo per loro è più complicato. Non solo dobbiamo spiegare di cosa si tratta, ma hanno bisogno di qualcuno per la compilazione perché in tanti non parlano l’italiano”. I volontari dei centri in questi giorni stanno cercando di aiutare gli immigrati anche per quanto riguarda il problema degli affitti delle case. “Ci telefonano facendo presente la difficoltà nel pagare gli affitti perché sono persone che lavoravano in nero e alla giornata quando è possibile ci facciamo noi carico di una mediazione con i proprietari. A queste persone manca davvero il necessario. Ieri in tanti ci hanno chiamato perché per loro è diventati complicato anche comprare la bombola del gas”, conclude la volontaria.
Coronavirus. Nel casertano tanti volontari a lavoro per aiutare gli immigrati
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