Vertenza lavoro

Zenita Group, sciopero contro la chiusura della sede di Napoli: vertice in Prefettura

Sindacati: “La Regione faccia rispettare gli accordi sui fondi pubblici”. Atteso un tavolo già nei prossimi giorni
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Napoli– Si è concluso con un incontro in Prefettura lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della sede napoletana di Zenita Group Spa, mobilitazione indetta da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil Napoli contro la decisione aziendale di chiudere il sito partenopeo e trasferire circa 120 addetti tra Roma e Salerno.

La protesta arriva a due giorni dal tavolo al Mimit, nel corso del quale è stata comunicata l’apertura della procedura. Alta l’adesione al presidio, con la partecipazione della quasi totalità dei dipendenti.

Nel corso dell’incontro, la Prefettura ha assunto l’impegno di convocare a stretto giro un tavolo di confronto che coinvolga, oltre alle organizzazioni sindacali, anche la direzione di Zenita Group e la Regione Campania. La riunione potrebbe tenersi già all’inizio della prossima settimana.

“Abbiamo rappresentato tutte le specificità della vertenza”, spiegano Mauro Cristiani, segretario generale Fiom Cgil Napoli, e Adele De Cocco, responsabile del settore informatico del sindacato. I sindacati hanno inoltre consegnato la lettera inviata nei giorni scorsi al presidente della Regione, Roberto Fico, e agli assessori competenti.

Al centro della contestazione, l’utilizzo di fondi pubblici erogati dal Mimit in accordo con la Regione Campania per progetti di ricerca e sviluppo che vincolerebbero l’azienda a mantenere la presenza sul territorio napoletano per almeno cinque anni dalla conclusione delle attività.

“Zenita Group – sottolineano Cristiani e De Cocco – ha progetti in scadenza dal 2027 in poi, ma ha comunque deciso di lasciare Napoli”. Da qui la richiesta alla Regione di intervenire per verificare il rispetto degli obblighi e impedire un eventuale utilizzo indebito delle risorse pubbliche.


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