Non c’è soltanto la UEFA a contestare il progetto del presidente della FIFA, Gianni Infantino, di creare una società destinata a raccogliere investimenti privati per finanziare, almeno ufficialmente, lo sviluppo del calcio mondiale. Attorno alla proposta cresce infatti un’ondata di critiche provenienti dalle principali organizzazioni calcistiche internazionali, che denunciano soprattutto l’assenza di un confronto preventivo e il rischio di alterare gli equilibri della governance del calcio.
Secondo quanto riferito dalla BBC, le 55 federazioni affiliate alla UEFA si riuniranno entro la fine della settimana in un vertice straordinario, mentre emergono indiscrezioni secondo cui almeno due degli otto vicepresidenti della FIFA non sarebbero stati consultati prima della presentazione del progetto.
La FA inglese: “Completamente all’oscuro”
Tra le voci più dure c’è quella della Football Association (FA) inglese, che si è detta “profondamente preoccupata” dall’ipotesi di cedere quote delle principali competizioni organizzate dalla FIFA.
Una portavoce della federazione britannica ha spiegato che la FA non era stata informata dell’iniziativa e di non conoscere i dettagli dell’operazione.
“Eravamo completamente all’oscuro di questa proposta e non disponiamo di dettagli sostanziali, inclusi il contenuto effettivo della proposta e le condizioni ad essa associate.”
Concacaf e AFC: critiche sul metodo
Anche la Concacaf, la Confederazione che riunisce le federazioni del Nord e Centro America e dei Caraibi, ha espresso forte contrarietà, lamentando la mancanza di un corretto iter decisionale.
In una nota ufficiale, l’organizzazione ha dichiarato di essere “profondamente preoccupata per la mancanza di un giusto processo”.
Sulla stessa linea la Confederazione calcistica asiatica (AFC), che ha manifestato delusione per il fatto che una questione così rilevante sia diventata pubblica prima di essere discussa all’interno degli organismi competenti.
Il timore: Mondiali sempre più frequenti
Dietro le critiche non c’è soltanto una questione di metodo. Le confederazioni continentali temono infatti che la strategia della FIFA punti ad aumentare il valore commerciale delle proprie competizioni attraverso un calendario sempre più ricco di Mondiali per nazionali e Coppe del Mondo per club, sia maschili che femminili.
Una prospettiva che potrebbe ridurre il peso economico e mediatico dei tornei organizzati dalle stesse confederazioni, come la Champions League, gli Europei e la Coppa America, creando una concorrenza diretta sul piano commerciale e televisivo.
La promessa economica resta
Infantino ha comunque rassicurato le federazioni sul fronte economico. In una lettera inviata alle confederazioni, il presidente della FIFA ha confermato che, anche qualora il progetto venisse bocciato, resterà valido l’impegno a destinare 10 milioni di dollari a ciascun membro nell’arco dei prossimi quattro anni.
La partita, però, appare tutt’altro che chiusa. Il crescente fronte del dissenso lascia presagire settimane di forte tensione ai vertici del calcio mondiale, con il progetto destinato a diventare uno dei temi più divisivi dell’attuale gestione Infantino.




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