Ondata di calore africano

Svolta meteo: l’Italia si spacca in due. Al Nord arrivano i temporali, al Sud ancora 45 gradi

Oggi 17 città da bollino rosso per rischio sanitario. Il crollo termico di 10 gradi è atteso entro mercoledì, ma al Centro-Sud sarà un passaggio critico con nubifragi e grandinate. Possibile una nuova fiammata africana la prossima settimana

L’Italia si prepara a un passaggio meteo turbolento. Lunedì 20 luglio 2026 rappresenta un punto di svolta, ma l’addio alla terza, rovente ondata di calore estiva non sarà indolore. Il Paese è letteralmente spaccato: un Nord già in fase di respiro e un Centro-Sud ancora nella morsa dell’anticiclone africano, con l’incubo di fenomeni estremi.

L’ultima fiammata al Sud: Sicilia e Sardegna a 45°C

La resistenza del caldo è dura a morire, specialmente sulle Isole Maggiori. Mentre Milano e Torino respirano con massime tra i 29 e i 33 gradi, il Mezzogiorno vive oggi l’ultimo, pericoloso picco. Le zone interne di Sicilia e Sardegna potranno toccare punte roventi fino a 44-45 gradi, mentre nelle regioni centrali il termometro oscillerà tra i 37 e i 38 gradi. Un divario termico che prelude al caos atmosferico delle prossime ore.

Allerta salute: 17 bollini rossi

Non si tratta solo di una questione di temperature, ma di sopravvivenza. Il bollettino del Ministero della Salute ha alzato il livello di guardia assegnando il temuto bollino rosso (livello 3) a 17 città monitorate. Nella lista nera figurano grandi centri come Roma, Firenze, Napoli, Palermo, Bari e Catania. Il parametro non premia la città più bollente, ma segnala una condizione di rischio sanitario estremo per almeno tre giorni consecutivi, capace di mettere a repentaglio non solo gli anziani e i fragili, ma anche la popolazione attiva e in salute.

Martedì 21: il giorno della paura tra grandine e nubifragi

L’apice della crisi è atteso per martedì 21 luglio. La discesa di un impulso di aria fresca dal Nord Europa fungerà da miccia innescando una vera e propria “bomba meteorologica”. Il contrasto tra l’aria fredda in arrivo e il cuscinetto di calore africano preesistente genererà temporali di eccezionale violenza su Lombardia, Triveneto ed Emilia-Romagna, per poi estendersi rapidamente alle Marche. Il bollettino di guerra parla chiaro: alto rischio di grandinate devastanti, nubifragi improvvisi e raffiche di vento lineare. Sarà una giornata caotica, dove a pochi chilometri di distanza si potrà passare dal sole al diluvio universale.

Mercoledì il crollo termico: giù di 10 gradi

Tra la fine di martedì e mercoledì 22 luglio, l’aria fresca riuscirà finalmente a conquistare gran parte della Penisola, riportando le temperature in media stagionale. La rinfrescata sarà drastica: i modelli prevedono un crollo verticale delle massime fino a 10 gradi, specie sul versante adriatico e nelle aree interne del Sud. Su Sicilia e Meridione, tuttavia, la calura mollerà la presa solo gradualmente, accompagnata da un aumento dei venti di Tramontana e Maestrale che spazzerà via l’afa.

L’allerta della Protezione Civile

Già nella giornata odierna la Protezione Civile ha emanato un’allerta gialla per temporali in quattro regioni chiave: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche. I rovesci saranno discontinui ma localmente intensi sui settori alpini e prealpini. Una tregua apparente, che precede il fronte perturbato più organizzato.

Solo una tregua? L’ombra di una nuova ondata

Chi spera in un cambiamento definitivo potrebbe rimanere deluso. Le proiezioni a lungo termine per la settimana successiva, quella di fine luglio, mostrano già la coda di una nuova possibile fiammata africana. La rinfrescata ci sarà, sarà intensa, ma rischia di essere solo una tregua momentanea prima di un nuovo assalto dell’anticiclone. L’estate 2026 è tutt’altro che finita.

Commenti (1)

Articolo interessante ma un poca confuso, il Nord respiro e il Sud ancora con la calor, il Sicilia e la Sardegna par che arrivano a 45 gradi, pare esagerato ma puo essere vero, speroche le autorita presta piu attenzione ai bollini rossi e ai nubifragi, sembra una tregua ma non sicura, vedremo domani, speriamo niente di grave

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