Il Poker competitivo in Italia ha attraversato una trasformazione profonda nell’arco di vent’anni, vale a dire da quando ha ricevuto il primo inquadramento legale. Da allora sono nati circuiti stagionali, eventi nazionali e anche internazionali, ospitati tutti nel nostro Paese. In questo articolo vedremo brevemente gli snodi principali di questo percorso, per capire come siamo arrivati al punto a cui siamo oggi.
Il poker “sportivo” nasce in Italia nel 2005
Il poker sportivo arrivò in Italia intorno al 2005, con la nascita dei primi circoli che cominciarono a organizzare tornei, come documentato dalla Federazione Italiana Giochi di Poker (FIGP). In questa fase iniziale, il quadro normativo era assente: il gioco si svolgeva in spazi privati, con interpretazioni divergenti da parte delle diverse autorità locali su cosa fosse lecito e cosa non lo fosse. Alcune Questure autorizzavano i tornei, altre li contrastavano, creando una situazione di incertezza che caratterizzò l’intero periodo fino al 2012.
Il Decreto Bersani del 2006 introdusse per la prima volta la categoria dei “giochi di abilità a distanza”, riconoscendo implicitamente la distinzione tra poker e gioco d’azzardo puro (nonostante il poker rimanga comunque basato sulla fortuna e quindi aleatorio), ma la regolamentazione del poker live nei circoli rimase in una zona grigia per anni. Fu solo con una sentenza della Corte di Cassazione del 2012, documentata dalla FIGP, che il poker live venne dichiarato gioco lecito anche in assenza di una regolamentazione specifica.
La nascita dell’ISOP e il primo campionato italiano
L’idea di creare un campionato italiano di poker strutturato nacque già nel 2007, secondo quanto riportato dal sito ufficiale dell’Italian Series of Poker. Il progetto prese forma nel 2009, quando fu presentato ai principali casinò italiani dal fondatore Giangia Marelli, come documentato da Assopoker. Il primo casinò a manifestare interesse fu il Casinò di Venezia, ma un cambio di direzione interna impedì la realizzazione dell’evento. Dopo un periodo di ricerca, la prima edizione dei Campionati Italiani ISOP, denominata “Anno Zero”, venne disputata nel giugno 2011 al Casinò Perla di Nova Gorica, in Slovenia.
Quella prima edizione registrò 190 giocatori, con un buy-in di 1.100€. A vincere il titolo di primo Campione Italiano fu Flavio Favilli, che superò Alessandro Scermino nell’heads-up finale, secondo il sito ufficiale ISOP. Il successo dell’evento portò all’organizzazione di una seconda edizione nello stesso anno, con la vittoria di Cristiano Guerra.
L’evoluzione del format tra 2011 e 2013
Tra il 2011 e il 2013 i Campionati Italiani passarono dalla formula iniziale, che prevedeva pochi tornei concentrati in un weekend, a un festival di due settimane con 15 eventi distinti, come racconta il sito ufficiale ISOP. Dal 2012 si stabilì la tradizione di organizzare i Campionati nel mese di maggio, e con la vittoria di Stefano Bertoldi si posero le basi per l’Italian Poker Team: Bertoldi fu infatti il primo giocatore a volare a Las Vegas con il circuito ISOP dopo aver vinto il titolo di Player of the Year.
Dal 2013, l’ISOP divenne una vera e propria serie di tornei stagionali con eventi a cadenza quasi mensile, non più limitata ai soli Campionati annuali. Secondo il sito ufficiale ISOP, dalla prima edizione a oggi sono stati quasi 100.000 i partecipanti totali agli eventi del circuito, e oltre 100 i giocatori che hanno fatto parte dell’Italian Poker Team per la trasferta a Las Vegas.
I risultati internazionali degli italiani
Parallelamente allo sviluppo del circuito nazionale, alcuni giocatori italiani hanno ottenuto buoni risultati anche sulla scena internazionale. Filippo Candio, originario di Cagliari, fu il primo italiano a raggiungere il tavolo finale del Main Event delle World Series of Poker nel 2010, chiudendo quarto su un campo di migliaia di partecipanti. Dario Sammartino, napoletano, raggiunse lo stesso obiettivo nel 2019, arrivando secondo con un premio di 6 milioni di dollari su 8.569 iscritti. Mustapha Kanit, nato ad Alessandria nel 1991, ha superato i 12 milioni di dollari in vincite documentate nel circuito live internazionale, secondo il database Hendon Mob. Infine, Max Pescatori detiene il record italiano di quattro braccialetti WSOP, due dei quali conquistati nella stessa edizione del 2015.
Il quadro normativo attuale e il gioco responsabile
Sebbene il poker sia inquadrato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli come “gioco di abilità a distanza”, è opportuno ricordare che si tratta pur sempre di gioco d’azzardo, e che pertanto deve essere approcciato in modo cauto, informato e responsabile. Per questo motivo tutte le poker room online sono accessibili solo dopo aver impostato obbligatoriamente dei limiti di deposito, spesa e tempo, in modo da poter tenere più facilmente sotto controllo il proprio comportamento, secondo le intenzioni del legislatore.




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