Napoli, choc al cimitero di Poggioreale: feti e arti umani lasciati marcire

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli. Choc al cimitero di Poggioreale, a Napoli. Feti e arti umani lasciati marcire in casse di legno non a norma. E’ quanto denunciano Gennaro Tammaro e Alessio Salvato, delegati EFI (Eccellenza Funeraria Italiana, sindacato di categoria degli impresari funebri) per la Campania: “Il Comune non rispetta alcuna regola sulla giusta, igienica e dignitosa conservazione delle spoglie mortali. Le casse piccole sono destinate ai feti e agli arti amputati. Ed è follia, pura follia che non si rispetti quanto giustamente impone la legge”. La denuncia riguarda la cattiva conservazione delle spoglie, stipate alla meglio nel deposito del Cimitero di Poggioreale: “contro ogni norma che regolamenta il settore e creando anche un ambiente infestato da miasmi nauseabondi. – continua la nota – Secondo la normativa vigente, infatti, i “resti mortali vanno conservati in casse sigillate – e quelle casse non lo sono – e con delle targhe che identifichino nome e cognome – e non delle banali scritte a pennarello”. “La cosa assurda – concludono Tammaro e Salvato – è che il deposito del Cimitero di Poggioreale è presidiato dalla Polizia Municipale che, quindi, dovrebbe essere a conoscenza della condizione sopra descritta. Se una cosa del genere l’avesse fatta un privato, state pur certi che sarebbero arrivate multe salatissime e provvedimenti che avrebbero portato fino alla chiusura dell’attività. Il Comune sembra poter lavorare in deroga a qualsiasi norma (anche di buon senso) ancora una volta, quando si parla di cimiteri. E di dignità dei morti”.


Shorts
● LIVE
Ultime notizie
Ultimo aggiornamento 22:26
19/04/2026 22:26

Cancello ed Arnone, sequestrato impianto di rottamazione: denunciata la titolare

19/04/2026 21:58

Rogo a Somma Vesuviana, il prefetto convoca il Centro di coordinamento soccorsi

19/04/2026 21:34

Napoli, una sconfitta che pesa più del risultato: delusione in campo e nelle parole

PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA