Dalla gioia all’ansia. Joseph Minala attende il verdetto del giudice sportivo, Alejandro Rodriguez l’esito degli accertamenti a cui dovrà essere sottoposto per chiarire l’entità dell’infortunio muscolare alla coscia sinistra. Lo spagnolo era fuori dal campo quando Minala ha segnato la rete che ha decretato la vittoria della Salernitana al Partenio e alla quale è seguito il parapiglia che si è concluso con il bilancio di tre espulsi dopo il triplice fischio ovvero Minala (protagonista di un’esultanza ritenuta eccessiva dall’arbitro Fourneau di Roma e quindi sanzionato per condotta antisportiva) e i due calciatori dell’Avellino, Migliorini e Lezzerini, che hanno tentato di farsi giustizia da sé in campo. I tre punti nel derby potrebbero essere pagati a caro prezzo qualora il giudice sportivo, come è quasi scontato visto il provvedimento disciplinare adottato dal direttore di gara, sanzionasse Minala, che salterà la gara col Frosinone, in cui sarà sicuramente assente Rodriguez per il quale si teme uno stiramento. «Minala è stato mal interpretato», così il diesse Fabiani ha provato a giustificare a caldo il gesto del calciatore del Camerun, mentre ieri l’agente dell’ex Bari e Latina, Christian Bosco, ha dichiarato: «Minala ha semplicemente portato il dito indice al naso ha spiegato intervenendo a Radio Bussola 24 – e non esiste nella storia del calcio un precedente. Io non conosco il referto, ma ci sono dei dati oggettivi: se l’arbitro ha comminato la seconda ammonizione per condotta, a suo avviso, antisportiva ha sbagliato. Avrebbe dovuto estrarre il cartellino prima del triplice fischio, altrimenti c’è una discrasia temporale nella condotta. Dopo il triplice fischio ci sono le immagini tv che chiariscono inconfutabilmente che il calciatore è stato soltanto oggetto di attacchi verbali e di qualche contatto ravvicinato da parte di altri soggetti. Il calciatore non è assolutamente colpevole, spero che la Salernitana prenda provvedimenti in via preventiva e cautelare. La prova tv può essere richiesta anche dalla squadra e dal calciatore stesso, articolo 35 del codice di giustizia sportiva».
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