A Palazzo San Giacomo, Napoli consegna a Mariano Rigillo la Medaglia della Città. Un momento di emozione vissuto al crocevia tra memoria e presente scenico, accompagnato da riflessioni sull’eredità teatrale della città.


Napoli celebra Mariano Rigillo con la Medaglia della Città: un simbolo di continuità per il teatro
A Napoli, la cerimonia di conferimento della Medaglia della Città all’attore, regista e doppiatore Mariano Rigillo si è chiusa con una lettura coinvolgente del “Congedo del viaggiatore cerimonioso” di Giorgio Caproni, interpretata sul palco di Palazzo San Giacomo. Il sindaco Gaetano Manfredi ha definito l’evento come una grande attestazione dell’arte teatrale napoletana, celebrando Rigillo come uno dei massimi interpreti della storia della scena cittadina: “un grandissimo dell’arte del teatro napoletano” che ha dato molto alla città e che ha saputo ricevere dal teatro la sua anima.
Rigillo, dal canto suo, ha espresso sorpresa e gratitudine per l’onorificenza: “Confesso che non me l’aspettavo per niente — è stata una bellissima notizia quando me l’hanno detto, sono molto grato al sindaco. È un modo per continuare a sperare, tutti mi dicono ‘ma lei è un attore?’ e io dico io ‘fuì un attore’. Invece queste cose mi fanno sperare che posso usare ancora il tempo presente.” L’attore ha rimarcato come la professione sia legata a una pluralità di caratteri, non a un singolo ruolo, ricordando i tempi della sua Brazil e la tournée europea legata a Masaniello.
Nel dialogo critico emerso durante la cerimonia, Rigillo ha osservato l’esistenza di due fazioni teatrali a Napoli — la Vivianea e la De Filippo — e ha spiegato di essere stato inserito nella prima, per via dello studio e della messa in scena di Viviani, grazie anche al sostegno di Patroni Griffi. Eduardo De Filippo, a sua volta, avrebbe affermato che soltanto lui e Massimo Troisi avrebbero potuto interpretare i suoi testi e il suo teatro; una citazione che, pur senza averla espressa integralmente, accompagna la memoria della scena partenopea.
La cerimonia ha visto la partecipazione, tra gli altri, del giornalista e critico teatrale Giulio Baffi e del saggista e critico cinematografico Alberto Castellano. L’evento è stato aperto dalla proiezione di un monologo tratto da De Pretore Vincenzo di Eduardo De Filippo, che Rigillo aveva interpretato nel 2014 nell’Aula del Senato. Quest’episodio ha consegnato all’occasione una cornice di memoria vivida, sottolineando la continuità tra passato e presente della scena napoletana.
La celebrazione, riferita dall’ANSA, restituisce Napoli come una città capace di riconoscere e nutrire i propri talenti teatrali, offrendo una pagina di cultura che si rinnova nel tempo.
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